Comunità di lusso
Friday, May 16th, 2008(di Antheus)
Chi l’avrebbe detto alcuni anni fa che la rete, considerata all’epoca luogo virtuale di smanettoni o di geek brufolosi e asociali, sarebbe diventata il luogo eletto per comunicare i marchi di lusso e per creare comunità di élite?
Nella miriade di social network, comunità on line e attività di web promotion, quelle riferite al mondo del lusso, dei consumi sofisticati ed elitari riscuotono un successo incredibile. A partire da A Small World fino a Cosmo Circle o quelle più esclusive all’interno di Facebook. Se prima i club di élite si trovavano sono nelle grandi metropoli o in amene località di vacanza, oggi basta un giro di amicizia virtuale “giuste” e un “add” in più che puoi far parte di “club esclusivi”.
Ovviamente in questi siti c’è un fortissimo - e, come al solito, eccessivo - senso di identità con luxury e fashion brands: in particolare c’è un sito chiamato Fame Game che warholianamente reinventa il concetto di fama all’interno dei parties newyorkesi alla ricerca dei brand presenti.
Le aziende del lusso tutto questo lo hanno capito per tempo e, a fianco del budget riservato a pubblicità su riviste patinate o nei fashion stores, hanno incrementato sensibilmente gli investimenti in rete attraverso la produzioni di video virali per il web. Alcuni esempi? Cartier ha realizzato una serie di minifilm diretti da Olivier Dahan, così come Prada con Trembled Blossoms e Sergio Rossi con la provocatoria serie Shoe Love.


