L’artigiano e la cultura materiale
Wednesday, December 10th, 2008(di Antheus)
Con questo blog la nostra ambizione (e quieta pretesa) è anche quella di fare un po’ di cultura, nel senso di far circolare idee e opinioni nuove, senza fini commerciali, ma che servono a far capire meglio dove si muove e si sta muovendo Italia Independent e quali sono i principi e i valori sui quali basiamo il nostro valore.
Ovviamente fa piacere vedere che altri, in contesti e paesi differenti, condividono con noi questi valori. E’ già successo in passato. Adesso si ripresenta in modo quasi “spudorato” da parte di Richard Sennett, un sociologo americano che personalmente seguo da tempo e che ho avuto modo già di apprezzare in due suoi vecchi libri come “L’uomo flessibile” e “La cultura del nuovo capitalismo”. Ma quest’ultimo L’uomo artigiano (Feltrinelli, 25€ ben spese) sembra che sia scritto mettendo insieme i nostri discorsi in riunione, i post del blog e i vostri commenti.
Questo libro è un vero e proprio elogio alla “cultura materiale”, al saper fare e al lavoro artigiano che, secondo Sennett, contiene tutta l’etica di cui abbiamo bisogno oggi, perché non solo apre il lavoratore verso l’esterno, ma anche perché si svolge in un contesto di cooperazione e non di competizione. Ovviamente l’autore considera artigiani anche i creatori di software (quelli di Linux, ad esempio), i tecnici medici e tutti quei mestieri che al contrario del sistema capitalistico non si concentrano sulle skill, bensì sulle competenze.
Per Bennett la cultura materiale non ha niente a che vedere con il consumismo, perché riguarda il fare (nel senso di “poesis”) non il comprare. Il materialismo culturale fa capire come le cose sono fatta e da dove vengono.Potrei star qui a scrivere per ore, ma mi fermo e vi consiglio di acquistarlo al più presto.












