Archive for the ‘Life in I-I’ Category

Ispirazione Paul Newman

Sunday, September 28th, 2008

 (di Lapo)

L’ideazione di ogni pezzo unico Italia Independent fa quasi sempre riferimento a un’ispirazione ben precisa. Il più delle volte l’ispirazione proviene dal mondo del cinema che, insieme all’arte e al design, fa ancora sognare . Dunque, per la nuova linea di occhiali che presenteremo a fine ottobre al Silmo di Parigi avevamo in mente un modello da sole sportivo che facesse riferimento ai vecchi occhiali da guida sportiva usati negli anni settanta. Il primo riferimento che ho avuto è stato Paul Newman e gli occhiali che indossava sia nei film (ricordo quello ambientato a Indianapolis) che nella vita quando guidava le auto sportive, la sua grande passione. Per proteggere i suoi bellissimi occhi blu, aveva bisogno di occhiali altrettanto belli e speciali.

Oltre ad essere un grandissimo attore e un simbolo riconosciuto mondialmente, Paul Newman era una persona speciale: regista,  imprenditore, corridore d’auto (a 70 anni vince la 24 ore di Daytona) e sopratutto un uomo molto impegnato, concretamente e non in modo appariscente, nel sociale attraverso una serie di importanti iniziative della sua Fondazione, come ad esempio Hole in The Wall, un network di camp che si occupa di bambini affetti da gravi malattie (in Italia c’è il Dynamo Camp di Limestre). In più è sempre stato un gran fico. Un grande uomo di talento, cuore e stile.

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Impressioni di settembre

Monday, September 22nd, 2008

(di Antheus)

E’ inutile stare lì a raccontarci le favole per bambini. La situazione non è affatto semplice, e questo stato di crisi e di quasi recessione coinvolge tutti: aziende, consolidate istituzioni e famiglie.

La profonda crisi di Wall Street degli States, l’invevitabile fallimento di Alitalia, la crescita zero di gran parte dei paesi Europei sono segnali, neanche troppo deboli, di uno scenario critico.

Il nostro business, come quello di molti che agiscono in questo mercato, in estrema sintesi è quello di incoraggiare le persone ad uscire di casa e convincerle a comprare prodotti e servizi. Creare e stimolare bisogni, reali o latenti. Ma in un mondo in cui il denaro disponibile e il credito sono limitati non è, ripeto, una cosa semplice. Ovviamente, niente dura in eterno e anche questa situazione è destinata ad attenuarsi, ma sono in molti a pensare che le cose non saranno più le stesse.

Ad esempio, è uscita di recente una ricerca negli States (uno dei nostri mercati principali) in cui si rivela che il 70% degli americani crede che i propri figli non saranno in grado di mantenere lo stesso tenore di vita raggiunto da loro.

Credo che le aziende e i brand debbano capire, una volta per tutte, che il mondo è cambiato. I brand devono iniziare ad essere intelligenti e umili. Il valore oggi assume nuovi significati e i brand devono trovare un modo e una via per per dimostrare e spiegare il loro valore alla luce di questi cambiamenti.

Improvvisamente tutto è diventato più duro e difficile, ma anche più stimolante.

Noi di Italia Independent ci stiamo impegnando molto, specialmente nel campo dell’ottica: a ottobre presenteremo delle belle novità, a nostro modo di vedere molto innovative. Un progetto importante a cui abbiamo lavorato bene e a cui teniamo molto. E teniamo duro.

Tempo indipendente

Thursday, September 18th, 2008

(di Lapo)

Ciao a tutti, torno al blog dopo più di un mese di assenza, anche se non ho mai smesso di leggere Antheus e i vostri commenti. Intanto è già partito a pieno ritmo il treno delle fashion weeks, delle collezioni, delle pre e cruise collection.  Forse mi sbaglierò, ma questo continua cadenza di appuntamenti, eventi e presentazioni rischia di essere asfissiante sia per chi crea e produce, sia per i buyer che per gli acquirenti finali.

Come ho detto più volte anche qui sul blog il nostro obiettivo è quello di promuovere il lightstyle, cercando di dare leggerezza e valore allo stile. E il lightstyle a cui noi di I-I tendiamo richiede ricerca dei materiali, sperimentazione e innovazione e quindi molto molto tempo. Per questo motivo, essendo I-I ancora una giovane azienda, non riusciamo ogni due-tre mesi a presentare una serie di pezzi unici con la caratteristica di essere altamente innovativi e originali nei materiali e nelle tecniche di realizzazione. E forse va bene anche così: in questo caso riusciamo a focalizzarci meglio sulle campagne vendita anche per spiegare meglio la ricerca, i concetti e il lavoro che sta dietro ai prodotti.
Venerdì prossimo riceverò dal Chi è Chi del Giornalismo e della Moda, un riconoscimento per l’attività che ho svolto con Italia Independent per l’innovazione che abbiamo apportato grazie all’uso alternativo di materiali performanti.Anche questo conferma che l’avere un proprio ’tempo indipendente’ alla fine premia.

Progettisti di stile

Tuesday, September 9th, 2008

(di Antheus)

Dopo aver dato spazio, in questi mesi estivi, a scenari, mercati e prodotti lontani da Italia Independent, credo sia giusto ricominciare a parlare anche un po’ di noi. I prossimi mesi sono molto importanti per I-I, non solo per il lancio dei pezzi unici che abbiamo presentato lo scorso anno a Parigi (il pea-coat waterproof, la reinterpretazione del piumino sviluppato con Moncler, il blazer in lana e cashmere, le varianti degli outdoor jacket con i nuovi materiali della Gore, etc…) e a Firenze (i pezzi unici più estivi: le scarpe realizzate con Arfango, gli abiti tinti in capo, etc..), ma anche per rafforzare sul mercato la conoscenza e la consapevolezza del nostro approccio al business dell’abbigliamento e del design.

Come sapete noi non produciamo direttamente, ma siamo fondamentalmente dei progettisti di stile. In estrema sintesi questo è il processo: I-I ipotizza e studia il progetto del pezzo unico che vorremmo realizzare, il che significa definire il design, materiali da utilizzare, caratteristiche tecniche etc… Fatto questo andiamo da coloro che noi (quando dico noi intendo I-I e la Changed Design) reputiamo i migliori produttori per quel progetto: a volte possono essere piccole o medie aziende che già producono quel tipo di prodotto, ma con caratteristiche diverse, a volte possino essere produttori che si occupano di tutt’altra classe di prodotto, altre volte possono essere gli stessi fornitori del materiale, altre ancora piccoli artigiani… .Insieme all’azienda scelta lavoriamo e collaboriamo insieme per sviluppare il prototipo e, successivamente, il prodotto finito

Questo tipo di rapporto che sviluppiamo con le aziende coinvolte è la cosa più lontana che c’è dalla semplice e un po’ banale operazione di co-marketing che tanto impera sui mercati oggigiorno. Nessuno infatti vuole sfruttare la notorietà dell’altro marchio, né fare su questo delle campagne pubblicitarie ad-hoc. Il logo di I-I, per sua stessa natura, si vede poco, e ancor meno si vedrà il marchio dell’altra azienda (che sia Moncler, Arfango, Gore e altre aziende con cui sono previste, a breve, altre collaborazioni). Le nostre collaborazioni con le altre aziende sono “profonde”, di reale scambio di know how produttivo, creativo e di processo. In molti casi Italia Independent cerca di inserire all’interno di processi e prodotti già maturi, uno o più elementi di stile e di innovazione.

In pratica il nostro ruolo è simile a quello di un designer che collabora con varie aziende, con la differenza che noi distribuiamo direttamente i prodotti marchiati I-I e ci assumiamo tutti i rischi d’impresa. Navigando in rete e leggendo molte riviste di settore ho provato a cercare altre aziende che operano in questo modo, ma finore la ricerca è stata vana.

La solitudine dei numeri

Wednesday, August 13th, 2008

(di Antheus)

Per chi oggi ha avuto la pazienza - o, per meglio dire, il masochismo - di leggere i giornali finanziari, avrà forse intercettato una notizia che ci riguarda, e che in parte è contenuta anche qui. Trattasi della comunicazione dei risultati di fine esercizio 2007 di Italia Independent e di Independent Ideas. Qui ovviamente parliamo di Italia Independent.

Certo è che scrivere laconicamente che “Italia Independent ha conseguito nel 2007 un utile di 209€” fa sorridere. Quel che invece i giornali non spiegano - e, a regola, dovrebbero fare - è che per una start up andare in pareggio dopo il primo anno di attività è un risultato sorprendente; all’università si usava dire che solitamente il pareggio arrivava al terzo anno. Quindi non siamo contenti, di più: anche perché con I-I abbiamo creato cose che i singoli numeri estratti dal bilancio non riescono a spiegare e cioè valore, posti di lavoro e nuove commesse per piccole-medie aziende e artigiani italiani. E questo non ci pare poco.

Vulcano Buono

Monday, July 14th, 2008

(di Lapo)

In Italia siamo bravissimi a parlar male e a gettare merda sulle cose di casa nostra che non funzionano. In questo siamo dei campioni. Siamo invece meno bravi a cercare, individuare e apprezzare le cose buone e nuove che l’Italia continua a produrre e realizzare. In questi giorni io e Giovanni eravamo in Campania e ci siamo imbattuti in una cosa pazzesca. A Nola, e quindi vicino a Napoli, abbiamo visto questa megastruttura, un gigantesco centro commerciale progettato da Renzo Piano, fatto a forma di vulcano. Si chiama il Vulcano Buono, forse per contrapporlo al Vesuvio che per molti è stato nel passato una minaccia. E’ una perfetta riproduzione in scala 1 a 50 del vulcano simbolo di Napoli.

Forse le foto non rendono l’idea, ma dal vivo è una struttura sorprendente: da lontano sembra un normale promontorio, quindi una cosa naturale. Non è una cattedrale nel deserto, perché è collegato all’interporto, a stazioni ferroviarie, all’austostrada e a un distretto del terziario avanzato che ospita oltre 1000 aziende. Come dicevo il progetto è ambizioso e maestoso: contiene oltre 150 negozi, un ipermercato e una multisala. Il progetto di Piano si differenzia dagli altri centri commerciali per non essere il classico “non luogo”o un triste mall, ma una piazza dove il vuoto è l’elemento di aggregazione delle persone. Altre cose le trovate sul sito.

Io l’ho trovato bellissimo e molto avvenieristico. Per fortuna che ci sono passato davanti altrimenti non ne avrei mai sentito parlare: la struttura è stata inaugurata a dicembre 2007, sta funzionando benissimo, ma nessuno ne parla. Sui giornali italiani e stranieri Napoli oggi è solo ricordata per la monnezza.

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Sull’indipendenza

Monday, June 30th, 2008

(di Lapo)

Mi fa piacere la notizia che il blog di I-I abbia compiuto un anno. Un anno di parole, pensieri, riflessioni, storie e critiche scritte e pubblicate in totale indipendenza e libertà, come indipendente e libero deve essere un blog. Ma non è semplice mantenere una certa indipendenza e libertà nelle opinioni, nella comunicazione e nelle azioni, e questo sia in Italia sia nel mondo. Viviamo in una società che tende a uniformare e a conformare tutto verso un pensiero unico. Vediamo ad esempio in Russia, nonostante siano lontani i tempi dal regime che c’era fino a venticinque anni fa, come è difficile esprimersi in totale libertà e alcune persone si rifugiano nell’arte per poter esprimere alcuni concetti “contro”.

La rete internet in questo momento è il mezzo migliore per sfuggire alla standardizzazione. Per cambiare argomento, ieri sul Corriere della Sera c’era un bel servizio sul mercato online dei viaggi: l’Italia è tra gli ultimi paesi in Europa nell’acquisto di voli e viaggi su internet. Nell’articolo si spiegava che la gente si informa in rete poi però va a comprare nell’agenzia di viaggio, questo un po’ perché ha paura di sbagliare ma sopratutto perché sono i tour operator che non danno la possibilità di comprare il viaggio sul sito perché vogliono mantenere i privilegi e le commissioni alla lobby delle agenzie di viaggio. E questa è una cosa che succede solo in Italia.

Noi nel nostro piccolo e in un mercato di nicchia ma di alta visibilità cerchiamo di mantenere alto il valore dell’indipendenza da certe lobby e da certi poteri forti, dicendo semplicemente le cose come stanno, senza offendere nessuno, ma tenendo alta la nostra dignità, il nostro modo di lavorare e senza prendere per il culo nessuno.

Candelina e numeri

Sunday, June 29th, 2008

(di Antheus)

Il 29 giugno 2007, precisamente un anno fa, veniva scritto il primo post di questo blog. L’idea di fare il blog di I-I non è stata casuale: fin da subito avevamo chiaro in testa che la rete sarebbe stato il media privilegiato di Italia Independent, ma mai avremmo pensato di diventare un piccolo fenomeno della rete nel campo dei blog legati ad aziende. Grazie alla nostra caparbietà ma, sopratutto, grazie a voi, ai vostri commenti, alla voglia di discutere, riflettere, provocare e animare questo blog, siamo arrivati fin qui. E non abbiamo nessuna intenzione di smettere. Anzi.

Ecco di seguito qualche numero che sintetizza questo anno di blog:

n.146 post scritti e pubblicati

n.6326 commenti ricevuti e pubblicati (spam esclusa)

n. 235.726 numero parolacce pronunciate e rivolte a chi invia commenti spam

n.43 media dei commenti per ciascun post

n. 247 record positivo di commenti (New York)

n.5 record negativo di commenti (Libere Lance Creative)

n.953 media giornaliera di utenti unici

n. 11.352 record di utenti unici

Cheeeese - Ultimo post su Pitti

Monday, June 23rd, 2008

(di Antheus)

Non potevamo non chiudere la serie dei post su Pitti Uomo con la inevitabile foto dell’”allegra brigata” che ci è venuta a trovare lo scorso venerdì sotto il solleone fiorentino e il cui incontro è stato efficacemente raccontato da Danilo in un suo commento.

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Progetti indipendenti in piazza

Sunday, June 22nd, 2008

(di Antheus)

Credo sia necessario dedicare ancora un post alla nostra esposizione di Piazza Ognissanti per Pitti Uomo. Questa è la prima completa “incursione” di Italia Independent nel mondo automotive e affini. E non sarà neanche l’ultima.

Queste operazioni rafforzano ancora di più la “mission” di Italia Independent, ovvero quello di non essere un marchio di moda e, tanto meno, “alla moda”, bensì un marchio di progetti che non si pone nessun confine nelle categorie di prodotti su cui lavora. Quello che cerchiamo di fare è trovare partner eccellenti per poter progettare insieme nuovi prodotti, mettendo insieme la loro esperienza sul prodotto e la nostra ricerca sui materiali, lo stile e la cura dei dettagli.

In questa ottica va letta la nostra nuova collaborazione con Giugiaro, firma più che eccellente e realmente made in italy nel campo del design legato all’automotive. In questo caso non si tratta solo di una collaborazione one shot, ma di una vera e proprio accordo di affinità e business e che ha portato alla creazione di un nuovo marchio Italia Independent & Giugiaro.

Di seguito qui le foto dell’installazione in Piazza Ognissant: le collaborazioni con Giugiaro sono sulla Maserati, sull’Iveco Massif, sulla Vespa, sullo scooter elettrico. La Ducati è invece stata realizzata con Changedesign, lo studio di Renato Monteagner che progetta tutti i pezzi unici I-I, mentre la barca con Montecarlo Offshore.

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