Archive for the ‘Life in I-I’ Category

La solitudine dei numeri

Wednesday, August 13th, 2008

(di Antheus)

Per chi oggi ha avuto la pazienza - o, per meglio dire, il masochismo - di leggere i giornali finanziari, avrà forse intercettato una notizia che ci riguarda, e che in parte è contenuta anche qui. Trattasi della comunicazione dei risultati di fine esercizio 2007 di Italia Independent e di Independent Ideas. Qui ovviamente parliamo di Italia Independent.

Certo è che scrivere laconicamente che “Italia Independent ha conseguito nel 2007 un utile di 209€” fa sorridere. Quel che invece i giornali non spiegano - e, a regola, dovrebbero fare - è che per una start up andare in pareggio dopo il primo anno di attività è un risultato sorprendente; all’università si usava dire che solitamente il pareggio arrivava al terzo anno. Quindi non siamo contenti, di più: anche perché con I-I abbiamo creato cose che i singoli numeri estratti dal bilancio non riescono a spiegare e cioè valore, posti di lavoro e nuove commesse per piccole-medie aziende e artigiani italiani. E questo non ci pare poco.

Vulcano Buono

Monday, July 14th, 2008

(di Lapo)

In Italia siamo bravissimi a parlar male e a gettare merda sulle cose di casa nostra che non funzionano. In questo siamo dei campioni. Siamo invece meno bravi a cercare, individuare e apprezzare le cose buone e nuove che l’Italia continua a produrre e realizzare. In questi giorni io e Giovanni eravamo in Campania e ci siamo imbattuti in una cosa pazzesca. A Nola, e quindi vicino a Napoli, abbiamo visto questa megastruttura, un gigantesco centro commerciale progettato da Renzo Piano, fatto a forma di vulcano. Si chiama il Vulcano Buono, forse per contrapporlo al Vesuvio che per molti è stato nel passato una minaccia. E’ una perfetta riproduzione in scala 1 a 50 del vulcano simbolo di Napoli.

Forse le foto non rendono l’idea, ma dal vivo è una struttura sorprendente: da lontano sembra un normale promontorio, quindi una cosa naturale. Non è una cattedrale nel deserto, perché è collegato all’interporto, a stazioni ferroviarie, all’austostrada e a un distretto del terziario avanzato che ospita oltre 1000 aziende. Come dicevo il progetto è ambizioso e maestoso: contiene oltre 150 negozi, un ipermercato e una multisala. Il progetto di Piano si differenzia dagli altri centri commerciali per non essere il classico “non luogo”o un triste mall, ma una piazza dove il vuoto è l’elemento di aggregazione delle persone. Altre cose le trovate sul sito.

Io l’ho trovato bellissimo e molto avvenieristico. Per fortuna che ci sono passato davanti altrimenti non ne avrei mai sentito parlare: la struttura è stata inaugurata a dicembre 2007, sta funzionando benissimo, ma nessuno ne parla. Sui giornali italiani e stranieri Napoli oggi è solo ricordata per la monnezza.

chi_siamo_index.jpg

Sull’indipendenza

Monday, June 30th, 2008

(di Lapo)

Mi fa piacere la notizia che il blog di I-I abbia compiuto un anno. Un anno di parole, pensieri, riflessioni, storie e critiche scritte e pubblicate in totale indipendenza e libertà, come indipendente e libero deve essere un blog. Ma non è semplice mantenere una certa indipendenza e libertà nelle opinioni, nella comunicazione e nelle azioni, e questo sia in Italia sia nel mondo. Viviamo in una società che tende a uniformare e a conformare tutto verso un pensiero unico. Vediamo ad esempio in Russia, nonostante siano lontani i tempi dal regime che c’era fino a venticinque anni fa, come è difficile esprimersi in totale libertà e alcune persone si rifugiano nell’arte per poter esprimere alcuni concetti “contro”.

La rete internet in questo momento è il mezzo migliore per sfuggire alla standardizzazione. Per cambiare argomento, ieri sul Corriere della Sera c’era un bel servizio sul mercato online dei viaggi: l’Italia è tra gli ultimi paesi in Europa nell’acquisto di voli e viaggi su internet. Nell’articolo si spiegava che la gente si informa in rete poi però va a comprare nell’agenzia di viaggio, questo un po’ perché ha paura di sbagliare ma sopratutto perché sono i tour operator che non danno la possibilità di comprare il viaggio sul sito perché vogliono mantenere i privilegi e le commissioni alla lobby delle agenzie di viaggio. E questa è una cosa che succede solo in Italia.

Noi nel nostro piccolo e in un mercato di nicchia ma di alta visibilità cerchiamo di mantenere alto il valore dell’indipendenza da certe lobby e da certi poteri forti, dicendo semplicemente le cose come stanno, senza offendere nessuno, ma tenendo alta la nostra dignità, il nostro modo di lavorare e senza prendere per il culo nessuno.

Candelina e numeri

Sunday, June 29th, 2008

(di Antheus)

Il 29 giugno 2007, precisamente un anno fa, veniva scritto il primo post di questo blog. L’idea di fare il blog di I-I non è stata casuale: fin da subito avevamo chiaro in testa che la rete sarebbe stato il media privilegiato di Italia Independent, ma mai avremmo pensato di diventare un piccolo fenomeno della rete nel campo dei blog legati ad aziende. Grazie alla nostra caparbietà ma, sopratutto, grazie a voi, ai vostri commenti, alla voglia di discutere, riflettere, provocare e animare questo blog, siamo arrivati fin qui. E non abbiamo nessuna intenzione di smettere. Anzi.

Ecco di seguito qualche numero che sintetizza questo anno di blog:

n.146 post scritti e pubblicati

n.6326 commenti ricevuti e pubblicati (spam esclusa)

n. 235.726 numero parolacce pronunciate e rivolte a chi invia commenti spam

n.43 media dei commenti per ciascun post

n. 247 record positivo di commenti (New York)

n.5 record negativo di commenti (Libere Lance Creative)

n.953 media giornaliera di utenti unici

n. 11.352 record di utenti unici

Cheeeese - Ultimo post su Pitti

Monday, June 23rd, 2008

(di Antheus)

Non potevamo non chiudere la serie dei post su Pitti Uomo con la inevitabile foto dell’”allegra brigata” che ci è venuta a trovare lo scorso venerdì sotto il solleone fiorentino e il cui incontro è stato efficacemente raccontato da Danilo in un suo commento.

foto-di-gruppo.JPG

Progetti indipendenti in piazza

Sunday, June 22nd, 2008

(di Antheus)

Credo sia necessario dedicare ancora un post alla nostra esposizione di Piazza Ognissanti per Pitti Uomo. Questa è la prima completa “incursione” di Italia Independent nel mondo automotive e affini. E non sarà neanche l’ultima.

Queste operazioni rafforzano ancora di più la “mission” di Italia Independent, ovvero quello di non essere un marchio di moda e, tanto meno, “alla moda”, bensì un marchio di progetti che non si pone nessun confine nelle categorie di prodotti su cui lavora. Quello che cerchiamo di fare è trovare partner eccellenti per poter progettare insieme nuovi prodotti, mettendo insieme la loro esperienza sul prodotto e la nostra ricerca sui materiali, lo stile e la cura dei dettagli.

In questa ottica va letta la nostra nuova collaborazione con Giugiaro, firma più che eccellente e realmente made in italy nel campo del design legato all’automotive. In questo caso non si tratta solo di una collaborazione one shot, ma di una vera e proprio accordo di affinità e business e che ha portato alla creazione di un nuovo marchio Italia Independent & Giugiaro.

Di seguito qui le foto dell’installazione in Piazza Ognissant: le collaborazioni con Giugiaro sono sulla Maserati, sull’Iveco Massif, sulla Vespa, sullo scooter elettrico. La Ducati è invece stata realizzata con Changedesign, lo studio di Renato Monteagner che progetta tutti i pezzi unici I-I, mentre la barca con Montecarlo Offshore.

ognissanti-003.JPGognissanti-002.JPGognissanti-004.JPGognissanti-007.JPGognissanti-009.JPG20062008003.jpgognissanti-006.JPG20062008007.jpg20062008011.jpg20062008004.jpg20062008001.jpg20062008005.jpg

Funky I-I

Thursday, June 19th, 2008

(di Antheus)

Avete presente il gioco del “Se fosse..”? Ecco, se la prima giornata di Pitti nello stand-giardino di I-I fosse una canzone, per me sarebbe una di quelle del vasto repertorio dei Funkadelic, uno delle principali band funk di fine anni 70 : adesso vi spiego anche perché.

Innanzitutto per il colore. I Funkadelic erano coloratissimi. E gli abiti, le camicie e i pantaloni presentati da I-I a Firenze lo sono altrettanto: tinti in capo, usando enzimi di elementi naturali come il pomodoro, le arance e le erbe. La natura, peraltro, permea tutto il nostro giardino - stand realizzato con Paghera.

Poi la fierezza: siamo sempre più fieri del nostro essere Made In Italy 2.0. E lo confermiamo quest’anno con le scarpe I-I in collaborazione con Arfango realizzate interamente a mano e in Italia. E’ per questo che siamo orgogliosi di mettere la bandiera italiana sulle nostre scarpe.

Il funk piace a tutti e fa ballare. Ieri tra gli addetti ai lavori e i giornalisti i sorrisi e i complimenti mi sembravano realmente sinceri, e non erano i classici apprezzamenti di circostanza. I prodotti ci sono, sono tanti e piacciono.

Ed infine, come quelli la comunità artistica nera degli anni 70, siamo sinceri e diciamo le cose come stanno. E su questa linea devono essere lette le dichiarazioni di Lapo che troverete oggi e nei prossimi giorni sui giornali.

Qui sotto troverete un po’ di foto: spero catturino l’atmosfera che ho provato a trasmettervi. Cliccateci sopra per ingrandirle.

pitti-001.JPGpitti-005.JPGpitti-013.JPGpitti-015.JPGlapo-e-vm.JPGpitti-003.JPGpitti-004.JPGpitti-006.JPGpitti-007.JPGcinture.JPGcolori-2.JPG

Aspettando Pitti /4 - Stop, relax and refind yourself

Tuesday, June 17th, 2008

Domani parte Pitti Uomo e, come si dice in questi casi, fervono i preparativi. Sotto troverete una foto di ciò che stiamo impiantando (gelsi di cinque metri portati per l’occasione),  tanto per darvi un’idea. Ma, prima ancora, leggerete la testimonianza di Anna Paghera, responsabile di Paghera Green Philosophy, nostro partner di eccezione per l’installazione del giardino e che, meglio di tutti noi, ha in testa il risultato finale e il concetto che ci sta dietro. E la ringrazio molto per questa testimonianza.

(di Anna)

Come Chiara - citata da Antheus - illustrava, in termini di marketing l’ambiente fieristico è un paradosso perché, offrendo una permanenza sofferta e sottilmente alienante, accorcia i tempi di permanenza, alimentando un inconscio desiderio di fuga. L’innaturalità dell’ambiente, la folla, la concitazione data dagli obiettivi che ti sei posto, la fatica d’orientarsi… La difesa, per chi entra è dimenticarsi di sé, esigenze fisiologiche comprese.

L’installazione giardino per Italia Independent sovverte totalmente lo status quo fieristico: è all’esterno, è progettata non in funzione del prodotto ma della pura bellezza della scena, è concepita per happening informali, è un giardino. Poni un piede scalzo su un prato e torni in te. Ti siedi - finalmente! - all’ombra di un albero, su una scultura di erba medica, materia viva, che trasmette vibrazioni e profumi che calmano e distendono.

L’armatura che indossi inconsapevolmente, ogni giorno, e in particolare in queste occasioni, si scioglie all’incontro con la natura (contatto che ci manca al punto da realizzarlo solo quando lo ristabiliamo). E ci si ritrova.

piante.jpg

Fenomeno della rete

Saturday, June 14th, 2008

(di Antheus)

Se vi è capitato di leggere Max di giugno, avrete sicuramente notato un intero articolo dedicato a questo blog e a voi che lo alimentate con i vostri commenti. Lo abbiamo letto tutti insieme in ufficio e ognuno ha espresso la propria opinione. Voi potete leggerlo qui ( max-pag1.pdf , max-pag2.pdf )

Lapo, che su questi temi è il più filosofo di tutti, sostiene che “se ci dedicano un articolo, se ci criticano, va bene: vuol dire che abbiamo colpito nel segno. Quindi è positivo”. Io e Giovanni siamo un po’ più scettici, ma non tanto sull’articolo in sé, quanto sul mezzo. Con questo voglio dire che in un giornale (ma lo stesso accade anche per la tv, ad esempio) per semplificare e per rendere tutto rapidamente fruibile, si tende a decontestualizzare e quindi spesso a modificare la realtà. Ad esempio: tutto si può dire tranne che Ottovolante Fucsiaman (su Max chiamato Fucsiasheep) sia un nostro adulatore e che affronti solo temi futili come l’assenza di sneaker fucsia, però leggendo l’articolo emerge solo questo.

Se avessimo voluto fare un blog di followers - e non uno spazio dove si possa rispettosamente esprimere le proprie opinioni - avremmo parlato solo di noi, di quanto siamo belli e bravi, avremmo ammesso solo commenti di fan sfegatati e non avremmo dedicato dei post a Olivetti a Yves Saint Laurent, alle puntate di Report o alle azienda veneta leader nella produzioni di giostre e montagne russe (peraltro mai visto argomenti del genere su Max). E poi, rispettando sempre i gusti degli altri, se il Moma store di New York ha deciso di tenere i nostri vasi, vuol dire che non sembrano dei sacchi della spazzatura.

Ma forse ha ragione Lapo quando dice “quando uno prova ad esporsi, a fare qualcosa di diverso, deve sempre essere pronto ad aspettarsi delle critiche, giuste o sbagliate che siano”. Va bene così.

Noi continuiamo per la nostra strada e siamo davvero felici di avere dei lettori-commentatori-critici intelligenti come voi.

Aspettando Pitti /2 - Please, stop and relax

Friday, June 13th, 2008

(di Antheus)

Come forse ricorderete, tempo fa Italia Independent ha condotto un workshop con gli studenti del master in Business Design di Domus Academy, ai quali era stato chiesto di ideare delle forme alternative di “punti vendita” dei pezzi unici I-I in alcune grandi capitali del mondo.

Ci erano stati presentati dei progetti davvero innovativi e interessanti: tra questi c’era la progettazione di alcune studentesse orientali (Hsiao Chun Lin, Wan Yu Lu e Khoo Li Yen). La proposta era quella di creare un giardino - “The secret garden” - nella parte della città vecchia di Shanghai. L’idea era bellissima ed era peraltro in linea con le nuove proposte che volevamo presentare a Pitti e che si basavano sul colore e sulla naturalità. Quindi ci siamo ispirati al progetto degli sturdenti di Domus Academy e nel percorso abbiamo incontrato un partner che ci ha progettato un vero e proprio giardino da installare all’interno della Fortezza da Basso. Il partner in questione è Paghera, azienda italiana leader nel settore della progettazione di giardini e bio-architetture.

Come Chiara ha chiaramente (scusate il bisticcio di parole) spiegato, Pitti solitamente è un delirio: caldo, stress, confusione la fanno da padrone. Nel Piazzale della Ghiaia dentro Fortezza da Basso abbiamo così voluto ricreare un sorta di piccola oasi verde, un luogo all’ombra di gelsi frondosi alti cinque metri (portati per l’occasione) e prati fioriti. Una sorta di rivisitazione post-impressionista del Dejeuner sur l’herbe di Manet con tocchi di colori fluo per rendere iper-oleografico un quadro che si completa con una videoinstallazione.

Insomma, come recita il bel save the date realizzato da Changed Design che alleghiamo qui sotto PLEASE, STOP AND RELAX (cliccate sull’immagine per ingrandirla), un invito a rilassarsi e a lasciarsi andare. Nei prossimi post vi mostreremo anche qualche immagine e un’anteprima dei prodotti che presenteremo.

invitoita1.gif