Archive for the ‘Idee’ Category

Terzo Rinascimento - un inizio

Tuesday, November 18th, 2008

(di Antheus)

Negli ultimi post, specialmente nei commenti, si è parlato molto di Rinascimento Italiano, visto come una necessaria fase per rialzare la testa e una nuova opportunità per valorizzare i nostri punti di forza. Francesco Morace, sociologo e futurologo a questo Terzo Rinascimento ci ha dedicato un bel libro uscito quasi un anno fa e intitolato Il Senso dell’Italia. Pochi giorni fa invece dal suo blog Visioni e Presentimenti lo stesso Morace ha provato a fissare in 10 punti la visione del Nuovo Rinascimento e, devo ammettere immodestamente che ci ho rivisto tantissime parole e concetti che trattati in questo blog e che rappresentano una sorta di humus della filosofia di Italia Independent (nuova dignità al saper fare, il progetto, la convergenza tra artigianalità e il web, design thinking, nuove collaborazioni etc…).

Copio e incollo la 10 tesi di Morace che potete trovare anche qui.

1) Partire dall’alleanza tra progetto imprenditoriale, visione politica, qualità territoriale e talento artistico. Guardare al Rinascimento italiano come modello di sistema: la sua capacità di integrazione tra i saperi, la sua capacità di sviluppo e irradiazione.
2) Considerare la città come un laboratorio aperto di incontri ed esperienze culturali, formative, interdisciplinari, in cui le imprese illuminate tornino a giocare un ruolo decisivo nell’espressione del talento.
3) Rimettere al centro della formazione personale la ricerca e l’invenzione, la cultura del fare, l’esperienza delle Arti e dei Mestieri, l’apprendistato entusiasmante della Bottega Rinascimentale, dando ad esempio nuova dignità e prestigio al saper fare, conciliando innovazione tecnologica e tradizione artigianale.
4) Sperimentare la cura, il gusto estetico e la loro espressione nell’ambito di una ridefinizione etica dell’esperienza, che nasce dall’incontro tra un patrimonio di cultura e la capacità di creazione, tra sensibilità e bellezza.
5) Comprendere quanto l’apprendimento, il progetto, la trasmissione contagiosa del sapere possano diventare per le giovani generazioni - se collegate ad un uso competente delle nuove tecnologie - una esperienza felice ed entusiasmante.
6) Definire una convergenza possibile tra nuove frontiere del Web, capitalismo responsabile, e la visione stessa del Terzo Rinascimento. Incoraggiare modelli operativi basati sul riconoscimento del valore più che sul profitto, sulla co-creazione più che sulla gerarchia.
7) Valorizzare l’esperienza del Secondo Rinascimento segnato in Italia dalla nascita delle fabbriche del design (da Adriano Olivetti ad Alberto Alessi) e delle logiche avanzate del design thinking, che costituiscono una alternativa importante al modello di management più tradizionale.
8 ) Integrare questa visione economico-culturale con i valori e le esperienze dell’Humanistic Management, in particolare dell’open organization e della network economy come base di nuovi modelli organizzativi di supporto all’attività sociale ed economica. Per affrontare il tema delicato di “come si impara ad imparare”.
9) Raccogliere tutte le esperienze che sul territorio italiano sono state sviluppate in questi anni in diversi ambiti e occasioni (dai festival urbani ai progetti distrettuali) e rilanciarne la potenzialità rinascimentali al di là della propria valenza locale, per acquisirne una europea e internazionale
10) Agire da grande collettore e catalizzatore di proposte, progetti, persone ed energie che sentono di essere in sintonia con questi temi per dare all’Italia nuove prospettive di sviluppo e concrete energie per la crescita.

Porto 2.0

Monday, October 13th, 2008

(di Antheus)

Il progetto Italia Independent sta pian piano prendendo forma. L’obiettivo nostro è sempre stato quello di staccarci dalla classica immagine di marchio di abbigliamento e di home decor, perchè in effetti non siamo solo questo. Come abbiamo più volte ribadito I-I è un marchio di progetti di stile o, come ha efficacemente coniato Lapo di “progetti di lightstyle” che, in quanto progetti possono essere applicati in vari campi, mercati e settori.

Già con l’operazione fatta insieme a Giugiaro e presentata in Piazza Ognissanti a Firenze durante il Pitti, abbiamo dato prova di riuscire a infondere il nostro stile nel mondo dell’automotive e delle imbarcazioni, grazie alle nostre personalizzazione fatte sulla Maserati, Massif Iveco, Fiat 500, Vespa Piaggio, Ducati 1100 e sulla Montecarlo Off Shore.

Oggi siamo pronti per un ulteriore importante passo: Italia Independent e Independent Ideas parteciperanno ad una gara insieme a Guerrini per la progettazione e la costruzione del Porto di Albenga. La Guerrini Spa si occuperà del progetto di costruzione di marina, Independent Ideas avrà il compito di creare un’identità al Porto di Albenga per poi poterlo comunicare e promuovere in modo efficace e innovativo, anche a livello internazionale. Italia Independent, attraverso il nostro centro stile,si occuperà infine del design e della “direzione artistica”. Noi crediamo molto in questi progetti in cui diverse competenze, storie e attitudini si fondono insieme per creare qualcosa di nuovo e unico.

Vi faremo sapere come è andata la gara.

Innovazione editoriale

Wednesday, October 8th, 2008

(di Antheus)

Si legge in giro che oggi i mercati non possono pensare di crescere senza una decisa iniezione di innovazione e creatività nell’offerta. Tutti i settori e i mercati sono coinvolti. Dall’abbigliamento all’entertainment, dal settore alimentare a quello dell’ottica. Chi non si attiva in tal senso è destinato a vedere le proprie vendite crollare inesorabilmente.

Prendiamo l’editoria periodica, ad esempio.
Avete forse riscontrato delle innovazioni interessanti negli ultimi anni? No, vero? E non sto parlando di contenuti, ma di prodotto e di confezionamento del prodotto. A pensarci bene qui in Italia l’unica “innovazione” (le virgolette stanno a significare che proprio originale non è) è stata la “free press”.

Negli States il mensile Esquire, celebre rivista americana, in occasione del suo 75esimo anniversario, ha prodotto una versione completamente nuova del numero di ottobre: l’intera copertina infatti è di un sottile e flessibile display a inchiostro elettronico (l’E-Ink, la stessa tecnologia usata negli Ebook Reader), che la rende completamente animata, comandata da una micro pila che dura circa 90 giorni.  Lo storico Esquire è quindi oggi la prima rivista al mondo ad unire la stampa cartacea con la tecnologia elettronica. Qui un video su YouTube.

Siamo d’accordo sul fatto che un magazine lo si giudica - e lo si compra, e lo si legge - per i contenuti interni, e non per la copertina, ma è anche vero che oggi il confezionamento di una rivista è essenziale e che spesso può anche influenzare positivamente un contenuto. Pensate ad articoli di giornale inframezzati da musiche e brevi inserti video, cosa che il web ci ha abituato da tempo, ma immaginate di leggerli sul giornale. Per non parlare della pubblicità.

La doppia faccia della crisi

Tuesday, September 30th, 2008

(di Lapo)

Come avrete letto anche voi sui giornali, la situazione economica americana, e di consuguenza anche quella mondiale, è critica. Ieri la camera non ha approvato il piano anti-crisi proposto da Bush. Questo ha causato un crollo di Wall Street e, oggi, delle borse di tutto il mondo, con tutti gli effetti che questo comporta.

Da una situazione di crisi si può anche intravedere un barlume di speranza: innanzitutto spero che questa crisi segni la morte definitiva di quella finanza speculativa che ha primeggiato in questi anni creando false aspettative sia alle famiglie che alla produzione. Inoltre questa crisi potrebbe essere la miccia per ribaltare la politica americana, visto che le elezioni saranno tra circa un mese.

Credo che il nuovo (in questo caso rappresentato dal primo candidato di colore alla presidenza) deve emergere quando il vecchio mostra la corda. Che poi non significa che il nuovo riesca automaticamente a risolvere tutto, però può dare nuove speranze.

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Italici

Friday, September 12th, 2008

(di Antheus)

Chi legge frequentemente questo blog sa che qui ci piace fare delle riflessioni sul “made in Italy” e sull’Italianità, concetti spesso travisati, usati in modo strumentale e non sempre corretto. Le mie riflessioni si arrichiscono dopo aver letto un interessante libro intitolato Italici. Il possibile futuro di una community globale scritto, tra gli altri, da Piero Bassetti. Il libro si basa sulla definizione di Italici, una community di quasi 150 milioni di persone che, in tutto il mondo, esprimono uno stile di vita e di pensiero all’italiana:  50 milioni circa in Italia, altri 50 milioni sparsi in Europa, circa 25 in Nord America e altrettanti in Sudamerica. Una italian way che va oltre il concetto di made in italy e della nazione italiana chiusa dentro i suoi confini geografici.

Bassetti (che è stato presidente delle Camere di Commercio all’estero) paragona questa comunità globale e trasversale a un Commonwealth di esperienze, ideali, una ricerca di comunanza di tutti coloro che hanno una radice italiana, ma che abbiano anche quella sensibilità, quel gusto, quel modo di pensare che costituisce un importante asset per il mondo.

E’ un concetto che va oltre quello degli “italiani all’estero”: gli italici si riconoscono non per il passaporto o diritto di voto, bensì per i valori estetici (dall’arte, alla cucina, alla moda), per la qualità quotidiana della vita e il gusto per il particolare.

Il libro fa anche un’interessante riflessione sulla crisi della globalizzazione e della organizzazione per nazioni. La crisi dell’Onu, l’accordo di Schengen, la recessione imperante ci dimostra, sostiene Bassetti, che i problemi sono sovranazionali e che, in questo scenario, certi glocalismi possono offrire una soluzione su temi come ecologia, finanza ed estetica.

Non sempre le opinioni contenute nel libro sono tutte condivisibili, però è un punto di vista da tenere in considerazione.

Il cielo sopra New Orleans

Monday, September 1st, 2008

(di Antheus)

Proprio in queste ore gli abitanti di New Orleans stanno evacuando dalla propria città in vista dell’ennesimo uragano (”Gustav” è il suo sinistro nome) che si preannuncia piuttosto violento, considerando anche i danni che ha già prodotto nel Golfo del Messico. Chi ama e ha amato la “città dei santi” si augura che non accada ciò che successe tre anni fa con l’uragano Katrina.
Katrina è purtroppo una ferita ancora aperta per New Orleans, anche perché l’amministrazione Bush non riuscì a gestire sia i soccorsi che i lavori di ricostruzione al meglio. C’è da dire però che il collaborazionismo dal basso per la rivalutazione e il rilancio della città è stato sorprendente. Alldaybuffet.org - un’associazione umanitaria molto innovativa - ha riunito le 100 idee e progetti concreti in ogni campo - architettura, imprenditoria, no profit, cultura, educazione, musica e così via.. - per rilanciare la New Orleans post-Katrina. Un’iniziativa molto interessante che vi consiglio di leggere e poi di rifletterci su.

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Innovativo come il cioccolato

Friday, August 29th, 2008

(di Antheus)

Qui nel blog di I-I ci piace ogni tanto sconfinare dal nostro ambito settoriale per scoprire qualche start up particolarmente innovativa o che persegue un modello di business originale. A San Francisco è nata lo scorso anno una nuova e innovativa realtà chiamata TCHO che però non si occupa di hi-tech, come si potrebbe immaginare, bensì di cioccolato.

Quelli di TCHO sono partiti dall’osservazione che nel mercato del cioccolato c’è molta confusione e il consumatore spesso si muove con incertezza, non esperto e poco edotto sulle caratteristiche di questo alimento. Il cioccolato viene sostanzialmente prodotto e commercializzato in modo poco evoluto, senza informazioni e “cultura” su come e dove viene realizzato, perciò il consumatore tende a rimanere distaccato. L’obiettivo è quindi quello di fare ciò che è successo al caffè in questi ultimi anni, ma con ambizioni e innovazioni più interessanti.

TCHO parte dal processo di reperimento della materia prima con un’analisi e una dettagliata classificazione dei semi, un metodo per mappare i sapori, una tecnologia di sensori di temperatura che garantisce un processo di solidificazione omogeneo, un sistema di video monitoring sull’intero processo produttivo e standard di processo qualitativo ben definiti. Da qui vengono realizzate confezioni da 50 grammi - con un bel packaging acquistabile per il momento solo in rete - denominate “beta” per essere testate direttamente sul campo.

Quindi un approccio allo stesso tempo naturale e umano (no venture capital o banche d’affari, TCHO è organizzata come una cooperativa) e tecnologico, trasparente nei confronti del consumatore, sostenibile e rispettoso dei paesi produttori. Ah, cosa non da poco, il cioccolato è buonissimo.

Date un’occhiata al loro manifesto e al videoclip che spiega molto meglio il loro concept.

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Ecologia 2.0

Sunday, August 24th, 2008

(di Antheus)

Personalmente non ho mai amato Philippe Starck e le sue creazioni, sebbene ritengo che sia persona di grande talento e che sia riuscito a rivoluzionare, pro domo sua, il mondo del design. Devo ammettere però che ultimamente sta, in parte, riconsiderando ciò che ha fatto in passato e il suo pensiero critico sta diventando molto interessante, come avevamo già notato alcuni mesi fa. Su questa linea si colloca la breve intervista che ha rilasciato a Wired, per annunciare la sua nuova carica di direttore creativo per la Virgin Galactic, la nuova società di Richard Branson che organizzerà voli suborbitali. Vale la pena estrarne due brani:

Starck: The stupidity of the ecological movement is that people kill trees for wood. It’s ridiculous. The best ecological strategy is to make products of a very high creative quality, so you can keep them for three generations. I prefer to make a very good chair in the best polycarbonate than make any shit in wood that will be in the trash one year later.

Wired: Why not use recycled plastic?

Starck: It’s a little joke of a material. You can do almost nothing with it. And I also refuse bioplastic, which comes from something that people can eat. Scientists agree that we have a real food problem, a famine approaching. It’s a crime against humanity to take something you can eat and make a chair — or use it as gas for your SUV.

Pensieri semplici e di buon senso, che però scardinano tutti i luoghi comuni e le stupide retoriche di cui si è cibato per decenni il pensiero ecologista. Quello che propone Starck è un approccio verde più pragmatico, basato sull’esperienza e sulla conoscenza dei materiali, e che, in un colpo solo, getta al macero tanti anni di vetusti pensieri di ecologismo imperante hippy chic. Per questo ci piace definirla ecologia 2.0. Noi di Italia Independent siamo con lui.

Hi-wear

Friday, August 8th, 2008

(di Antheus)

L’Olimpiadi di Pechino appena inaugurate rappresentano anche un appuntamento importante per le aziende per sperimentare e testare nuovi materiali e nuovi prodotti hi-tech che in futuro verranno commercializzati anche sul mercato amatoriale.

La Speedo, ad esempio, presenterà il suo Lzr Racer, un costume intero costruito con pannelli di poliuretano, core stabilizer e un sistema a compressione muscolare, studiata dal centro di ricerca Langley della Nasa e che permette di ridurre del 24% l’attrito del corpo sull’acqua. Il costume simula in tutto e per il tutto la superfice esterna degli squali.

Nike invece presenterà un capo d’abbigliamento chiamato Precool Vest da indossare prima della performance e che permettono di diminuire la temperatura corporea ed avere quindi un resistenza maggiore del 21% una volta in gara. L’abito è composto da due strati di materiale: l’interno è riempito di acqua ghiacciata e lo strato esterno è rivestito d’alluminio per mantenere l’acqua fredda e rifletere i raggi solari, proprio come fa un termos.

Un’altra innovazione la apporta la Asics che ha realizzato insieme alla Kobe una scarpa per i maratoneti (la indosserà anche il nostro Baldini) ultraleggera (220 grammi), usa e getta e con parte della suola realizzata in riso. Vi sono poi anche innovazioni tutte italiane come il brevetto della Accapi di Brescia, poi sviluppato in Giappone, che migliora la qualità dell’acqua favorendo il metabolismo cellulare, e che verranno utilizzato dai maratoneti del Kenia.

So già che molti storceranno la bocca di fronte a queste innovazioni che, secondo certe opinioni, falsano le performance; però personalmente credo che oggi sia imprescindibile non utilizzare lecitamente la ricerca e sviluppo anche in campo sportivo.

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Randellate energetiche

Thursday, July 17th, 2008

(di Lapo)

C’è un evento che più di ogni altro mi ha colpito e mi ha fatto capire quanto è profonda la crisi globale che stiamo attraversando. Gli Stati Uniti, ovvero lo stato simbolo del liberismo e del capitalismo, sono stati costretti a nazionalizzare due banche per proteggere la propria economia e far fronte alla crisi dei mutui. Credo sia la prima volta che questo accade.
Poi c’è anche la questione del prezzo del petrolio che non smette di crescere ed è un problema che ci troviamo di fronte ogni giorno, quando facciamo la benzina nella macchina o nel motorino, ma anche quando riceviamo le randellate dalle bollette che paghiamo ogni mese.
Io non sono esperto del settore e non so quale può essere la giusta ed efficiente combinazione  tra nucleare, fonti rinnovabili pulite, geotermica etc… che ogni stato dovrà decidere di scegliere, ma quel che so è che non possiamo più permetterci di dipendere unitamente dal petrolio.
Quel che serve è un piano pluriennale di programmazione sulla questione energetica: da questo punto di vista mi sento di dire che rispetto agli altri stati noi siamo un pochino più avvantaggiati, perchè almeno abbiamo la speranza di un governo che, se non ci sono eventi straordinari, dovrebbe durare cinque anni. Gli Stati Uniti avranno nei prossimi mesi di campagna elettorale un vuoto di potere, l’inghilterra ha Gordon Brown che oggi ha uno scarsissimo consenso, la Germania è vittima di un forte compromesso dato dall’unione di due partiti che la pensano diversamente e anche la Francia non è messa
benissimo.
La crisi è pesante e globale, ma mi auguro che con un intervento defintivo sul campo energetico si possa riaccendere la speranza.