Archive for the ‘Eventi’ Category

Aspettando Pitti /4 - Stop, relax and refind yourself

Tuesday, June 17th, 2008

Domani parte Pitti Uomo e, come si dice in questi casi, fervono i preparativi. Sotto troverete una foto di ciò che stiamo impiantando (gelsi di cinque metri portati per l’occasione),  tanto per darvi un’idea. Ma, prima ancora, leggerete la testimonianza di Anna Paghera, responsabile di Paghera Green Philosophy, nostro partner di eccezione per l’installazione del giardino e che, meglio di tutti noi, ha in testa il risultato finale e il concetto che ci sta dietro. E la ringrazio molto per questa testimonianza.

(di Anna)

Come Chiara - citata da Antheus - illustrava, in termini di marketing l’ambiente fieristico è un paradosso perché, offrendo una permanenza sofferta e sottilmente alienante, accorcia i tempi di permanenza, alimentando un inconscio desiderio di fuga. L’innaturalità dell’ambiente, la folla, la concitazione data dagli obiettivi che ti sei posto, la fatica d’orientarsi… La difesa, per chi entra è dimenticarsi di sé, esigenze fisiologiche comprese.

L’installazione giardino per Italia Independent sovverte totalmente lo status quo fieristico: è all’esterno, è progettata non in funzione del prodotto ma della pura bellezza della scena, è concepita per happening informali, è un giardino. Poni un piede scalzo su un prato e torni in te. Ti siedi - finalmente! - all’ombra di un albero, su una scultura di erba medica, materia viva, che trasmette vibrazioni e profumi che calmano e distendono.

L’armatura che indossi inconsapevolmente, ogni giorno, e in particolare in queste occasioni, si scioglie all’incontro con la natura (contatto che ci manca al punto da realizzarlo solo quando lo ristabiliamo). E ci si ritrova.

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Aspettando Pitti /2 - Please, stop and relax

Friday, June 13th, 2008

(di Antheus)

Come forse ricorderete, tempo fa Italia Independent ha condotto un workshop con gli studenti del master in Business Design di Domus Academy, ai quali era stato chiesto di ideare delle forme alternative di “punti vendita” dei pezzi unici I-I in alcune grandi capitali del mondo.

Ci erano stati presentati dei progetti davvero innovativi e interessanti: tra questi c’era la progettazione di alcune studentesse orientali (Hsiao Chun Lin, Wan Yu Lu e Khoo Li Yen). La proposta era quella di creare un giardino - “The secret garden” - nella parte della città vecchia di Shanghai. L’idea era bellissima ed era peraltro in linea con le nuove proposte che volevamo presentare a Pitti e che si basavano sul colore e sulla naturalità. Quindi ci siamo ispirati al progetto degli sturdenti di Domus Academy e nel percorso abbiamo incontrato un partner che ci ha progettato un vero e proprio giardino da installare all’interno della Fortezza da Basso. Il partner in questione è Paghera, azienda italiana leader nel settore della progettazione di giardini e bio-architetture.

Come Chiara ha chiaramente (scusate il bisticcio di parole) spiegato, Pitti solitamente è un delirio: caldo, stress, confusione la fanno da padrone. Nel Piazzale della Ghiaia dentro Fortezza da Basso abbiamo così voluto ricreare un sorta di piccola oasi verde, un luogo all’ombra di gelsi frondosi alti cinque metri (portati per l’occasione) e prati fioriti. Una sorta di rivisitazione post-impressionista del Dejeuner sur l’herbe di Manet con tocchi di colori fluo per rendere iper-oleografico un quadro che si completa con una videoinstallazione.

Insomma, come recita il bel save the date realizzato da Changed Design che alleghiamo qui sotto PLEASE, STOP AND RELAX (cliccate sull’immagine per ingrandirla), un invito a rilassarsi e a lasciarsi andare. Nei prossimi post vi mostreremo anche qualche immagine e un’anteprima dei prodotti che presenteremo.

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Una bella società

Wednesday, June 11th, 2008

(di Antheus)

Come forse sapete, per tutto il 2008 Torino è capitale mondiale del design: sulla base di tale titolo nella prima metà dell’anno si sono succeduti una serie di eventi, incontri, dibattiti sul design. Ad essere sinceri non ci sono state cose particolarmente eclatanti o, quantomeno, in perfetto stile sabaudo, non sono state comunicate con la dovuta enfasi (al contrario della settimana del design milanese in cui spesso “il nulla” viene edulcorato senza remora alcuna).

Proprio per questo ci permettiamo di segnalare la bella mostra (che durerà fino a fine luglio) presso la Società Promotrice delle Belle Arti intitolata Olivetti - La bella società, un’esposizione di 800 oggetti realizzati dall’azienda di Ivrea che compie quest’anno il centenario. Olivetti non è stato solo un’azienda italiana produttrice di oggetti e beni di consumo, ma uno dei principali motori e modelli per la crescita della società italiana. Un esempio di modernità , progresso e ottimismo.

E poi c’è il design dei prodotti, che rivisti ora fanno anche un po’ sorridere, ma quando uscirono erano dei capolavori estetici di forma e funzione. Il modello rosso della macchina da scrivere Valentine qui sotto, ad esempio, rimane un vero e proprio culto del design italiano.

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I-I@tv

Monday, June 9th, 2008

(di Giovanni)

Come sapete, sono andate in onda due puntate di “Idee in progress”, la docu-story di cui abbiamo parlato in precedenza.
Mercoledi’ 11 giugno sara’ trasmessa su Fox Life la terza puntata in cui il focus sarà Italia Independent.
Quella che vedrete è un’azienda giovane, snella, veloce.
Quello che forse vedrete poco (per i ridotti tempi televisivi) sono i micro-conflitti, le idee divergenti che sono l’humus su cui si fondano i “processi decisionali democratici”, caratteristica distintiva dell’operare di I-I. Ci vedrete all’opera nella quotidiana vita d’ufficio, in un product meeting, all’universita’ (nell’ambito del workshop organizzato in Domus Academy) e durante un trunk show da Colette (il famoso concept store parigino).
La cosa più interessante del programma credo sia il suo essere vero, anche se la televisione ci ha spesso abituato al contrario: è come un’operazione a cuore aperto con tutti gli annessi e connessi. Nella puntata di mercoledì ci saranno i camei, più o meno famosi, da Renato (responsabile del design I-I) ai personaggi del mondo della moda e stampa internazionale (al trunk show da Colette) fino ad Antheus (vi invito ad aguzzare la vista!).
Quello che spero emergerà è lo spirito di squadra, il rispetto per il lavoro altrui e soprattutto il fatto che, nonostante la fatica e le pressioni, in fondo ci divertiamo!
Buona visione.

Ai newyorkesi piace double-face

Monday, May 26th, 2008

(di Antheus)

Come forse sapete Barneys New York è lo speciality store di abbigliamento e accessori più prestigioso di New York, e Barneys è il nostro partner, cioè l’unico negozio a New York a tenere i pezzi unici Italia Independent. Per noi è un vero onore, dal momento che c’è la fila di marchi che vorrebbero essere esposti qui e che i buyer di Barneys sono tra i più esigenti e cazzuti sulla piazza.  Se capitate a New York sappiate che al terzo piano del negozio troverete un corner tutto dedicato a I-I.  In queste settimane c’è anche un’intera vetrina sulla strada dedicata a noi. Qui la foto italia-independent-window-1.jpg

Ma il punto in realtà è un altro.

Guardate bene le due foto qui sotto, quelle che immortalano una parte del nostro corner da Barneys. Aguzzate la vista (cit. da La Settimana Enigmistica). Riconoscete tutti i nostri outdoor jacket? No? In effetti la terza giacca (immortalata nella prima foto) e la prima (nella seconda foto) altro non è che la parte interna del suddetto, quello con la termonastratura che, essendo pure esteticamente gradevole, i tipi di Barneys lo hanno trattato come se fosse un nuovo modello.

Sarà contento l’amico Ruben Tiraforti, direttore commerciale di Gore Italia, nel vedere il marchio Gore-Tex esposto in bella mostra da Barneys NY.

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Scritto con i piedi

Saturday, May 10th, 2008

(di Giovanni)

Siamo al Mido e onestamente sono emozionato.
Penso sia la stessa sensazione che le giovani di buona famiglia provano al ballo delle debuttanti.
Essere tra i giganti dell’occhialeria, multinazionali che integrano a monte (produzione) e a valle (distribuzione), fa venire un po’ le vertigini.
Alla fine pero’ ci siamo.
Quello che mi ha colpito e che nonostante tutto chi ha voglia, costanza e ardimento (sì proprio ardimento; perche’ in un business così competitivo ci vuole un bel po’ di caraggio…) puo’ avere il suo posto al sole.
Davanti al nostro stand ci sono due giovani designer con uno stand minuscolo che hanno sviluppato un brevetto di montaggio delle lenti.
Italia Independent c’e’ e nel suo piccolo si fa sentire forte.
L’esca lanciata l’anno scorso ha funzionato, su tanti stand si vedono abbozzati tentativi di replicare gli occhiali in carbonio, ma con scarso risultato.
I fluo hanno riscosso grande successo e in particolare le varianti rosa e viola, sara’ notizia gradita al nostro amico Fucsiaman.
I nuovi occhiali da vista sono la ciliegina sulla torta. Il risultato di un lavoro di un anno.
Spero di non aver scritto strafalcioni in questa mia testimonianza, anche perché quando si indossano i tacchi alti per partecipare al ballo i piedi fanno male. Penso che i piedi facciano male anche ai nostri giovani vicini designer.
Ma bisogna farsi forza perché ci sono ancora altri 3 giorni di balli da danzare!

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LIGHTSTYLE

Monday, May 5th, 2008

(di Lapo)

In questi anni si sente parlare molto di lifestyle, un termine fin troppo abusato, obsoleto e ormai privo di significato.
Con Italia Independent il nostro obiettivo è quello di promuovere il LIGHTSTYLE, ovvero diventare un marchio che dà luce e leggerezza attraverso lo stile all’interno di un mondo massificato.
Oggi infatti credo che lo stile sia spesso mal interpretato.

Prendiamo ad esempio il mercato degli occhiali che oggi ci riguarda molto da vicino, vista la nostra presenza al MIDO, la fiera internazionale dell’ottica. Il 90% di questo mercato è composto semplicemente da plastica con sopra un marchio: tutto questo genera fatturato, posti di lavoro e ricchezza, il che va bene, ma non un valore creativo, una reale crescita o una vera innovazione. Per creare LIGHTSTYLE nel mercato degli occhiali c’è bisogno di lavorare molto sul disegno, sullo stile, sui materiali, sui brevetti e sui concetti legati agli occhiali.

Questo è il nostro compito, dovere e obiettivo, sia come azienda sia come brand: spingere sempre più sul valore della luce, della leggerezza e sul valore dei prodotti. E’ un obiettivo ambizioso, lo so, ma è a questo che puntiamo. Italia Independent è nata da poco, è ancora piccola, ma ha voluto intraprendere questa avventura in modo indipendente, fuori dai grossi gruppi, puntando su creatività, nuovi materiali e artigianalità italiana.
Questo è ciò che Italia Independent presenterà al MIDO e ai prossimi appuntamenti.

Independent in Madrid

Tuesday, April 8th, 2008

(di Antheus).

Negli ultimi tempi la stampa e i commentatori internazionali hanno più volte paragonato e confrontato la Spagna e l’Italia, sia da un punto di vista politico e sociale sia da quello di crescita economica. Uno degli ultimi è stato il Financial Times che, nel notare come i cambiamenti culturali spagnoli si siano riflettuti sul “mondo reale” cioè l’economia e politica, ha confrontato la situazione della Spagna con quella italiana defininendola di “frenetica instabilità”. Personalmente ritengo che un paragone di questo tipo - specialmente se si utilizzano indicatori come il PIL pro-capite - sia assolutamente fuori luogo e un’operazione piuttosto puerile. Sebbene la Spagna negli ultimi anni abbia conosciuto un’importante crescita economica e sociale (ma del resto partiva dal basso) credo che sia ancora piuttosto lontana dall’Italia, la quale da parte sua ha ancora un patrimonio di potenzialità e di energia ancora da liberare.

La Spagna rimane comunque una nazione in grande crescita e un mercato importante. In particolare per I-I rappresenta il secondo mercato in termini di vendita sia nei negozi che online. La Spagna ha sempre seguito con molto interesse e affetto le attività di Italia Independent e di Lapo Elkann (alcune settimane fa El Pais ha dedicato a Lapo la copertina e un servizio di 6 pagine sul suo magazine settimanale). Così giovedì andremo a presentare i nostri nuovi pezzi unici a Madrid e a portare in alto il nome dell’Italia e del “Made in Italy 2.0″.

F come Falso (e I-I come Impossibile Imitarli)

Friday, April 4th, 2008

(di Antheus)

Negli ultimi post si è sviluppato tra i nostri commentatori un lungo thread sul tema della falsificazione e sull’effettivo valore dei prodotti e degli accessori di lusso e della moda. Fenomeno dilagante, quello della contraffazione. Secondo Ethical Corporation negli ultimi vent’anni è aumentato del 10.000%.

E’ paradossale ma anche evidente che avere il proprio prodotto contraffatto è il segno di una vera notorietà della marca. Casi di falsi I-I ancora non si sono manifestati in modo diffuso, ma solo in sporadiche occasioni. La nostra arma contro tutto questo è l’utilizzo di materiali difficilmente replicabili (il carbonio e la cordura hanno dei costi intrinsechi altissimi) e la quasi assenza del nostro logo sui prodotti.

Molte aziende e marchi famosi, ben più esposti di noi al fenomeno, si stanno attrezzando da tempo con azioni più o meno provocatorie ed efficaci. Alcuni giorni fa Louis Vuitton ha presentato al Brooklyn Museum la nuova linea degli accessori “monogramouflage” disegnati da Takashi Murakami. Fuori dal museo, sulla strada, vi erano delle bancarelle che vendevano le nuove creazioni “vere” di Murakami - Vuitton, prodotte in edizione limitata e a prezzo più basso del normale prezzo di vendita: un modo, dicono qui, per sottolineare come Louis Vuitton stia lavorando per combattere la contraffazione e per fermare i copycats. Al di là di questo, Louis Vuitton sta facendo alcune cose interessanti: ne parleremo più approfonditamente nei prossimi giorni. Intanto altre notizie sulla collaborazione Murakami - Vuitton la trovate qui
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Design and Elastic Mind

Wednesday, March 26th, 2008

(di Antheus)

Per chi ha intenzione di andare nei prossimi mesi a New York, il mio spassionato consiglio è quello di andare a vedere al MOMA la nuova mostra intitolata Design and the Elastic Mind che è stata voluta e realizzata da Paola Antonelli, curatrice del settore design del MOMA (fino al 12 maggio). La mostra è molto interessante perché coniuga gli oggetti di design con concetti provenienti dalle avanguardie della ricerca scientifica secondo il criterio dell’intelligenza elastica, ossia quello dell’adattabilità e dell’accelerazione, cioè le caratteristiche indispensabili per rincorrere i cambiamenti della società in cui viviamo.

Insomma, una tema complesso ma contemporaneo e che introduce, tra l’altro, un paio di concetti interessanti su cui riflettere e che possono modificare quello che gli americani chiamano il design thinking. Oggi il designer è colui che è in grado di afferrare il senso dei cambiamenti in atto, nella tecnologia, nella scienza, nella storia (cambiamenti che richiedono un adattamento dei comportamenti sociali), e riesce a tradurli in oggetti funzionali e con un “impatto” positivo sull’esterno.

Mi sembra poi interessare l’idea di estendere agli oggetti il concetto di “beta” (utilizzato per siti internet e software per intendere una versione del prodotto non è ancora perfezionata), ovvero mettere sul mercato, con modalità diversificate, prodotti non ancora perfettamente finiti: in questo modo viene istituzionalizzato il “work-in-progress” e si valorizza la collaborazione con le persone che comprano e che diventano esse stesse, attraverso suggerimenti e miglioramenti, co-autori del prodotti.

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