Archive for the ‘Eventi’ Category

Aspettando Pitti / 3 - Qualche anticipazione…

Monday, January 12th, 2009

(di Antheus)

Domani inizia Pitti Uomo. A due anni dalla nascita di Italia Independent (avvenuta proprio a Firenze), questo appuntamento diventa particolarmente importante per noi, perché dobbiamo dimostrare di essere un brand solido e innovativo e non il fenomeno di una stagione.

Le premesse sono buone. WWD è la testata globale e settoriale più importante nel mondo dell’abbigliamento; nel numero della scorsa settimana dedicato alle anticipazioni di Pitti, ha messo in copertina il nostro piumino e nell’articolo sulle novità di Pitti ci ha riservato un posizionamento di tutto rispetto.

Poi, domani, se comprate il Corriere della Sera troverete in quarta di copertina la terza immagine qui sotto (cliccate sulle immagini per leggere i testi). Di questa operazione e di questa collaborazione con Borsalino, a cui teniamo molto, ne parleremo più dettagliatamente nei prossimi giorni.

Aspettando Pitti 09 / 1 - L’alba

Friday, January 9th, 2009

(di Antheus)

Dovete sapere che in Italia Independent ogni presentazione o progetto interno è sempre accompagnato da qualche immagine che sintetizza il mood, il concetto o il messaggio che si vuole far passare: certe volte è una foto, altre volte un’illustrazione, altre ancora l’immagine di un film. Lapo nelle sue presentazioni utilizza spesso quadri o, in generale, opere di arte contemporanea. Nelle ultime presentazioni ricorreva spesso questo “Sunrise” di Roy Liechtenstein (l’immagine è stata presa dal sito della Liechtenstein Foundation) , perché rappresenta bene l’idea di una situazione burrascosa - nuvole , mare in tempesta - che lascia il posto a benefici raggi di sole. Un’immagine di speranza seppur nella tormenta

Abbiamo quindi deciso di ispirarci alla texture di alcune parti di questo quadro per le pareti dello stand di Pitti Uomo che inizierà il prossimo martedì 13 fino a venerdì 16 gennaio. Quest’anno purtroppo non abbiamo avuto avuto la possibilità di avere i pass per far entrare anche una delegazione dei lettori di questo blog, ma per chi ha la possibilità di entrare noi siamo in Fortezza da Basso dentro al Padiglione della Ghiaia, stand n.10, vi aspettiamo.

Nei prossimi post vi sveleremo altre novità.

Una storia americana

Wednesday, November 5th, 2008

(di Lapo)

Personalmente ho sempre creduto in Barack Obama fin dalle primarie e ho già avuto modo di esprimere la mia opinione su di lui. La vittoria schiacciante di Obama è il segno che l’America resta ed è una grande democrazia e il “posto dove tutto è possibile” come ha esordito nel suo primo discorso a Chicago da Presidente eletto. Perché è il primo Presidente degli Stati Uniti afroamericano (meticcio): quindi il voler scommettere sulla diversità e sulla minoranza razziale è oggi un punto di forza e di valore. E poi perché Obama ha 47 anni, che non è solo un fatto anagrafico, ma rappresenta anche la volontà degli Stati Uniti di voler aprire un nuovo corso di lungo periodo di cambiamento.

Voglio sperare che la vittoria di Obama e la sua politica basata sul cambiamento e miglioramento riuscirà a spazzar via quell’antiamericanismo che la politica di Bush ha sollevato in mezzo mondo. Non sarà facile uscire da questa crisi economica e finanziaria che ha colpito l’America e il mondo intero e che ha trovato terreno fertile nella gestione Bush, ma credo che con questa scelta radicale si può pensare davvero ad un cambiamento.

Voglio infine sperare che la sua freschezza nell’approccio, nel dialogo e nell’uso degli strumenti di partecipazione come internet possano influenzare anche la politica dell’Europa e dell’Italia.  Yes, We Can.

Habemus Patentes

Friday, October 31st, 2008

(di Antheus)

Da Parigi arrivano notizie incoraggianti. Il modello guerrafredda (ma, ripeto, questo è solo il nome del progetto usato scherzosamente al nostro interno) sta riscuotendo molti consensi dagli addetti ai lavori presenti al Silmo. Del resto si sa, in periodi di crisi, i progetti e i prodotti più innovativi sono quelli che riscuotono più successo.

Peraltro proprio oggi è stato annunciato il brevetto di invenzione industriale (o meglio il Patent Pending System per essere precisi) degli “occhiali a montatura modulare” ovvero il sistema utilizzato dai mod 505 - 506, (ma anche il 507 di cui parleremo nei prossimi giorni) di proprietà di Italia Independent.

Considerando che soli da pochi mesi siamo entrati sul mercato degli occhiali da vista, questo brevetto rappresenta per noi un importante riconoscimento a I-I come brand innovativo e orientato al design e all’innovazione. Ecco il modello uomo (sulla sx) e donna (sulla destra).

Silmo 2008, I-I e gli occhiali modulari

Thursday, October 30th, 2008

(di Antheus)

Come vi abbiamo già annunciato oggi è iniziato il Silmo, importante fiera di settore dell’occhialeria, che si svolge a Parigi. Una fiera poco glamour, ma molto commerciale - anche perché, di questi tempi, c’è poca voglia di essere glamour . Noi comunque ci presentiamo a questo appuntamento in modo molto pragmatico con una serie di novità per il mondo dell’ottica.

Per i lettori del blog anticipiamo un modello di occhiali (in realtà sono due, uno maschile, l’altro femminile) che rappresenta la punta di diamante della nostra nuova collezione, perché unisce l’innovazione con la creatività 2.0.

I modelli sono il 505 e il 506 (da noi denominati internamente “Guerrafredda”) e, secondo noi, costituiscono una piccola rivoluzione nel campo dell’ottica. Sono i primi occhiali modulari di design, che permettono all’ametrope (ovvero a chi ha un  difetto di vista) di avere le lenti da vista e da sole sempre con sé, potendo montare e smontare le lenti (ma anche la parte inferiore dell’occhiale e le aste) senza l’ausilio di attrezzature specializzate e offrendo quindi la possibilità di variarne l’aspetto, la forma, il colore o qualsiasi parametro estetico degli occhiali.
Il sistema è basato su un cavo in tessuto dynema (fibra sintetica adatta alla produzione di cavi da trazione, utilizzato per applicazioni sportive quali il kitesurf, il parapendio e l’alpinismo). La tensione del cavo e un sistema di chiusura a pacchetto permette di tenere insieme le lenti e la montatura inferiore degli occhiali.
Tale sistema dà inoltre la possibilità di poter aver più di 700 combinazioni di occhiali diversi, cambiando colori e forma delle quattro principali parti di cui sono composte.
La parte superiore è un’elegante barra di ergal (lega di alluminio particolarmente leggera e rigida) ricavata dal pieno. Quella inferiore può essere in acetato o trasparente (in cristallo sabbiato) ed è unita alla parte superiore dal cavo in dynema. Il modello “Guerra Fredda” è presente in due forme, una maschile (506) e l’altra (505), dal disegno leggermente retrò, più femminile. Anche le aste, facilmente sostituibili, sono in acetato di cellulosa. Gli occhiali sono disponibili in sei diversi colori (nero, verde, marrone, grigio, viola e bronzo).Dagli ottici specializzati saranno disponibili i vari componenti e la custodia in tessuto balistico per portare sempre con sé le lenti.
Un modello che per le sue caratteristiche e per la sua capacità combinativa incarna perfettamente la filosofia 2.0.

Qui sotto lo schema progettuale. E nelle prossime ore la foto degli occhiali.

Update: In attesa del nuovo restyling del sito, sull’home page di I-I trovate un filmato in 3d che spiega in dettaglio il funzionamento

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Eyewear and I-wear

Sunday, October 26th, 2008

(di Antheus)

Mi ricollego al post precedente scritto da Giovanni. Negli ultimi mesi, in concomitanza con il lancio degli occhiali da vista e con l’entrata di I-I nel canale degli ottici, abbiamo studiato approfonditamente questo mercato ed abbiamo notato delle caratteristiche e delle dinamiche ben precise, in termini di segmenti e di marchi, che lo contraddistinguono da altri mercati più conosciuti. Mi spiego meglio, mettendolo a confronto con il mercato dell’abbigliamento: come ben sappiamo in quest’ultimo ci sono una serie di marchi fashion e di maison haute-couture molto note (da Dior a Gucci, da Prada a Chanel) che, stagione dopo stagione, presentano nuovi modelli, stili e tendenze - caratterizzati da un alto tasso di creatività e di innovazione, nonchè da un alto posizionamento di prezzo - che influenzano tutto il resto del mercato, sostanzialmente formato da una serie di marchi - chi più mainstream, chi più di nicchia - che basano le proprie collezioni sulle tendenze create dai marchi fashion.

Nel mercato degli occhiali avviene praticamente il processo contrario. In questo caso ci sono pochi marchi e piccole aziende di design, pressoché sconosciuti al grande pubblico, che lavorano molto su ricerca & sviluppo, innovazione e design, e che periodicamente lanciano periodicamente nuovi prodotti e nuove fasce di mercato. Queste aziende vengono sia dall’Europa - come la già sopracitata Mykita o Ic! Berlin - sia dagli Stati Uniti, con marchi come Oliver Peoples, Dita o Christian Roth. Questi marchi, quindi, occupano la fascia alta del mercato, sia come prodotto sia come posizionamento di prezzo :un mercato di nicchia e di sofisticato design.

I noti marchi fashion - quelli che dettano legge nell’abbigliamento e negli accessori - sul mercato degli occhiali hanno un posizionamento completamente diverso: di massa, di scarsa innovazione e con un posizionamento di prezzo non allineato agli altri suoi prodotti (anche se spesso questi occhiali valgono molto molto meno del prezzo a cui sono venduti. come dire, si paga il marchio). Come abbiamo più volte detto, i marchi in questione sono ceduti in licenza ai grossi gruppi italiani dell’occhialeria che, stagione dopo stagione, realizzano nuove collezioni, agendo da followers rispetto ai marchi di design descritti sopra. Considerando la dimensioni dei loghi palesati sulle aste (sempre molto grosso e, invero, poco elegante) sembra che gli occhiali abbiano più una funzione di comunicazione del brand piuttosto che il completamento estetico di una collezione.

Di fronte a questa polarizzazione del mercato (da una parte supernicchia e design, dall’altra fashion e mass market), Italia Independent sugli occhiali prende una posizione terzista:  una grande attenzione allo stile, all’innovazione e al design, senza ricorrere alle licenze, bensì disegnando direttamente gli occhiali e partecipando a tutte le fasi di produzione, affidate a piccole e medie imprese di qualità del Cadore ma, nello stesso tempo, realizzando prodotti che possano essere apprezzati anche dal mercato più allargato, grazie ad una distribuzione selezionata ma allargata, attento alla qualità e non solo al logo grosso.

Giovedì partirà il Silmo di Parigi e noi presenteremo delle vere e proprie innovazioni di prodotto che saranno disponibili subito anche dagli ottici che trattano la linea di occhiali Italia Independent. Giovedì poi -  fi-nal-men-te - partirà anche il nuovo sito, così anche voi potrete vedere i nostri nuovi modelli . Stay tuned!

C’è un compleanno da festeggiare

Sunday, October 12th, 2008

(di Antheus e Lapo)

C’è un compleanno di un vecchio amico da festeggiare. Un amico impertinente e geniale, un po’ folle ma anche cazzuto e leale, uno di quelli che fa sempre di testa sua, ma con stile e divertimento.
L’amico in questione compie 30 anni.
Chissà quanti amici avete anche voi che corrispondono a questo profilo. Però l’amico in questione non à una persona fisica, ma un marchio. Italianissimo.
Oggi è il trentesimo compleanno di DIESEL. Un amico speciale per Italia Independent: anche perché era presente il giorno della nostra nascita a Firenze e, in un certo senso, ci ha fatto da padrino al battesimo.

Renzo Rosso e la sua squadra sono riusciti in trent’anni a creare un marchio globale dell’abbigliamento casual e fashion, bucare il mercato americano e vendere blue-jeans negli Stati Uniti. Che è quasi come vendere i frigoriferi agli eschimesi.
I suoi jeans e le sue creazioni possono non piacere, ma non si può rimanere indifferenti di fronte alle loro campagne pubblicitarie, realizzate seguendo un decalogo ben preciso: altamente innovative, provocatorie, globali (un’unica campagna che va in tutto il mondo), concepite direttamente a Molvena senza testimonial famosi, anticipatrici di tendenze, e, quando è possibile, che affrontino temi sociali in modo anticonformista.Tra qualche settimana vedrete anche la campagna della 500 by Diesel curata dai nostri cugini Independent Ideas; per il momento godetevi il bel sito sempre curato da In.Ideas.

E se c’è un compleanno, allora c’è anche un party da celebrare. E questa volta Diesel ha fatto le cose in grande. Il tutto è iniziato un paio di settimane fa con un divertente video virale scaricabile su You Tube e sul suo sito, vari flash mob (ad esempio 200 persone con una scopa in mano che ’scopavano’ in Piazza del Duomo); venerdì poi c’è stata l’operazione Dirty Thirty dove nei principali stores Diesel la gran parte dei prodotti veniva venduta a 30€. Infine, oggi, una gigantesca festa in contemporanea in 18 città del mondo con una serie di band e cantanti di assoluta qualità, tutte trasmesse live sul sito della Diesel e dove chiunque potrà partecipare. Non un semplice evento, ma una piattaforma di comunicazione completa come si addice ad un marchio globale e che si mette continuamente in gioco in termini innovativi.
Il concept è semplice e formato dal numero romano XXX, che Diesel ha sempre usato come segno della sua italianità, ma che questa volta è interpretabile anche come la sigla dei film porno.
Tutto il resto è creatività pura.
Buon compleanno!

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L’iPhone e il ‘confusing marketing’

Thursday, July 10th, 2008

(di Antheus)

Come forse saprete, domani sarà possibile acquistare “legalmente”anche in Italia l’iPhone 3G della Apple, il telefono cult di quest’anno, il fenomeno dell’hi-tech, l’oggetto del desiderio dei tecnomaniaci e dei fashion victims. Non siamo un blog tecnologico e quindi non vogliamo fare recensioni tecniche sulla nuova versione potenziata del telefonino della Apple. Vi giriamo il link dell’articolo del competente David Pogue, il giornalista che si occupa di tecnologia sul New York Times (qui la recensione di Repubblica). Quello che invece desideriamo segnalare è la modalità con cui qui in Italia viene venduto l’iPhone. Le opzioni in pratica sono due: la prima è pagare l’iPhone unlocked ad un prezzo piuttosto alto (499€ e 569€) e cioè non vincolato da operatori telefonici, per cui è possibile mantenere la propria tariffa ricaricabile o un qualsiasi piano tariffario. La seconda invece è quella di pagare l’oggetto ad un prezzo basso (da 119 a 269€) rimanendo però vincolati a sottoscrivere uno sconvenientissimo contratto che ti lega per un anno o due con Tim e Vodafone, le due compagnie che si sono assicurate l’esclusiva dell’oggettino Apple.

Per chiarimenti su tariffe e contratti vi rimandiamo a questo articolo di Repubblica che tenta di spiegare le mille onerosissime opzioni disponibili. La riflessione che possiamo fare è che questo è un tipico esempio di “confusing marketing” ovvero la strategia di creare una tale confusione tra piani tariffari, abbonamenti e simil promozioni che il povero utente-consumatore alla fine ne scegli una a caso, generalmente quella più semplice e costosa.

Il gioco fatto da Tim e Vodafone in questo caso è scorretto, l’impressione è che abbiano fatto un vero e proprio cartello: tenendo conto che il mercato dei cellulari è già in fase di maturazione e, di conseguenza, semplificato, che la scommessa oggi è di rendere più economico l’accesso a internet anche per i cellulari e che l’utente sia piuttosto smaliziato e esperto nel trovare liberamente soluzione più adatta alle proprie necessità, questa politica adottata da Apple e dai fornitori italiani è un passo indietro. Come dice efficacemente il blogger Suzukimaruti in questo dettagliato post è “come se domani il benzinaio vendesse il gasolio ad un certo prezzo per chi ha una Panda e ad un prezzo diverso a chi ha una Golf”. Se poi si confrontano i piani tariffari italiani con quelli praticati all’estero, la differenza è notevole. Ma i consumatori, al tempo del 2.0, non ci stanno e in molti hanno già firmato una petizione di protesta.

Non so voi, ma noi restiamo con i nostri vecchi cellulari.

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Candelina e numeri

Sunday, June 29th, 2008

(di Antheus)

Il 29 giugno 2007, precisamente un anno fa, veniva scritto il primo post di questo blog. L’idea di fare il blog di I-I non è stata casuale: fin da subito avevamo chiaro in testa che la rete sarebbe stato il media privilegiato di Italia Independent, ma mai avremmo pensato di diventare un piccolo fenomeno della rete nel campo dei blog legati ad aziende. Grazie alla nostra caparbietà ma, sopratutto, grazie a voi, ai vostri commenti, alla voglia di discutere, riflettere, provocare e animare questo blog, siamo arrivati fin qui. E non abbiamo nessuna intenzione di smettere. Anzi.

Ecco di seguito qualche numero che sintetizza questo anno di blog:

n.146 post scritti e pubblicati

n.6326 commenti ricevuti e pubblicati (spam esclusa)

n. 235.726 numero parolacce pronunciate e rivolte a chi invia commenti spam

n.43 media dei commenti per ciascun post

n. 247 record positivo di commenti (New York)

n.5 record negativo di commenti (Libere Lance Creative)

n.953 media giornaliera di utenti unici

n. 11.352 record di utenti unici

Superheroes

Tuesday, June 24th, 2008

(di Antheus)

Qui siamo sempre stati degli appassionati lettori dei fumetti della Marvel e della DC Comics, cioè dei supereroi. E, a quanto si vede dai successi al botteghino dei film tratti da queste storie, non siamo i soli.  Personalmente oltre ad essere affascinato dal lato dark di Batman, dai dilemmi esistenzialisti di SpiderMan, dalla forza bruta di Hulk, e dalla magnifica epopea degli X Men, mi ha sempre colpito il lato estetico dei supereroi e dei loro nemici di turno.

Per questo saluto con entusiasmo la mostra Superheroes - Fashion and Fantasy organizzata dal Costume Institute del  Metropolitan Museum di New York. Nella mostra vengono esposti settanta modelli tra costumi cinematografici, abbigliamento sportivo altamente performante e alta moda d’avanguardia, ispirati appunto ai supereroi. Tra gli stilisti coinvolti c’è John Galliano, Giorgio Armani, Martin Margiela, Moschino, Gaultier e molti altri.

Sulla carta deve essere una figata. Spero che non tradisca le aspettative. La mostra dura fino al 1 settembre.

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