Archive for the ‘Comunicazioni’ Category

Mi manda Picone

Tuesday, July 8th, 2008

(di Lapo)

Mi manda Picone e’ il titolo di un film italiano degli anni 80 molto famoso, al punto che e’ diventato anche un modo di dire. La frase “Mi manda Picone” viene utlizzata quando, per ottenere un trattamento di favore, si cita una fantomatica amicizia con un personaggio “altolocato”. Un classico atteggiamento “all’italiana” che purtroppo e’ ancora molto utilizzato in Italia.

Pare che oggi il “Mi manda Lapo” sia utilizzato da qualche altro furbetto. Ci sono infatti delle persone che vanno nei negozi di abbigliamento dove e’ presente I-I e per far entrare i loro marchi nell’assortimento del fashion stores citano la parolina magica “mi manda Lapo”. Poco male anche perché per fortuna, i gestori dei fashion stores non sono degli incompetenti e usano altri parametri per decidere se fare entrare un marchio nel proprio negozio.

Però voglio approfittare di quest’occasione per evitare preventivamente altri equivoci: dunque oltre a Italia Independent nel settore dell’abbigliamento e del design sono coinvolto come socio e come membro dell’advisor board di Care Label (brand di jeans) e di Pantofola D’Oro (marchio di calzature).

Quelli che associano il mio nome ad altri marchi sono solo dei piccoli furbetti.

Aspettando Pitti /4 - Stop, relax and refind yourself

Tuesday, June 17th, 2008

Domani parte Pitti Uomo e, come si dice in questi casi, fervono i preparativi. Sotto troverete una foto di ciò che stiamo impiantando (gelsi di cinque metri portati per l’occasione),  tanto per darvi un’idea. Ma, prima ancora, leggerete la testimonianza di Anna Paghera, responsabile di Paghera Green Philosophy, nostro partner di eccezione per l’installazione del giardino e che, meglio di tutti noi, ha in testa il risultato finale e il concetto che ci sta dietro. E la ringrazio molto per questa testimonianza.

(di Anna)

Come Chiara - citata da Antheus - illustrava, in termini di marketing l’ambiente fieristico è un paradosso perché, offrendo una permanenza sofferta e sottilmente alienante, accorcia i tempi di permanenza, alimentando un inconscio desiderio di fuga. L’innaturalità dell’ambiente, la folla, la concitazione data dagli obiettivi che ti sei posto, la fatica d’orientarsi… La difesa, per chi entra è dimenticarsi di sé, esigenze fisiologiche comprese.

L’installazione giardino per Italia Independent sovverte totalmente lo status quo fieristico: è all’esterno, è progettata non in funzione del prodotto ma della pura bellezza della scena, è concepita per happening informali, è un giardino. Poni un piede scalzo su un prato e torni in te. Ti siedi - finalmente! - all’ombra di un albero, su una scultura di erba medica, materia viva, che trasmette vibrazioni e profumi che calmano e distendono.

L’armatura che indossi inconsapevolmente, ogni giorno, e in particolare in queste occasioni, si scioglie all’incontro con la natura (contatto che ci manca al punto da realizzarlo solo quando lo ristabiliamo). E ci si ritrova.

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Vespa vs. Lambretta

Thursday, June 5th, 2008

(di Antheus)

Si parla spesso, qui e altrove, di Made in Italy e della necessità di valorizzarlo come si deve. ‘Made in Italy’ non significa solo fatto in Italia - di questo aspetto, peraltro, ne abbiamo già parlato diffusamente - ma è anche uno stile, un’estetica, una modalità di comunicazione in grado di rispettare la tradizione, la qualità del prodotto e il suo heritage (come dicono quelli che sanno di marketing).

A tal proposito volevo mostrarvi le ultime evoluzioni di due brand profondamente “Made in Italy”: partiti entrambi negli anni 50 e che, grazie al prodotto, al carico di valori e riferimenti culturali e di costume che si sono portati dietro, sono diventati nomi “mitici”. Uno di questi però è riuscito a sapersi rinnovare, innovando ma mantenendo sempre un solido rapporto con il suo glorioso passato ed esportando il proprio concetto rendendolo globale e inimitabile; l’altro invece dopo decenni di buio, ma che quantomeno facevano tornare alla mente la sua ’storia’, se ne è uscito recentemente con una comunicazione irritante, stupidina e sostanziale inutile.

Sto parlando della Vespa e della Lambretta.

La prima, forte del suo inossidabile mito e dei suoi prodotti “made in italy” sempre affascinanti, ha deciso di conquistare l’America: nelle ultime settimane molti giornali USA, dal NY Times al Wall Street Journal, hanno scritto sulla nuova strategia di lancio americano della Vespa Piaggio che avrà proprio come media principale il blog. Saranno infatti quattro importanti editor ad avere la possibilità di “mettere online tutto il mondo Vespa”.

Dall’altra parte c’è Lambretta che, dopo un lungo oblio, viene rimessa a lucido e, secondo il mio personalissimo parere, nel peggiore dei modi: come dice l’amico Frà di M-o-d blog (leggete il suo spassosissimo post) il posizionamento italiota che è stato Lambretta Pato (Pato è il nome del modello in lancio in questi giorni). Uno spot che scimmiotta malamente Fellini, con una “star” in declino, una creatività invisibile e una storia che a definire scontata si fa un complimento. Quello che rappresenta oggi la Lambretta è semplicemente un’Italia televisiva e bidimensionale e che dimentica totalmente la storia vera del marchio, l’icona che diventò oltremanica grazie al movimento dei mods che la elessero come simbolo culturale degli anni 60. Senza dare giudizi di merito (che invece ho già espresso), posso solo dire che difficilmente la nuova Lambretta avrà successo all’estero. La Vespa, invece, sì.

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Casa ripulita

Friday, March 14th, 2008

(di Antheus)

Non so se l’avete notato, ma abbiamo dato una ripulita alla home page del sito, cercando di renderla più pulita e per offrire più spazio ai nuovi pezzi unici - che nei prossimi giorni racconteremo qui uno ad uno, a modo nostro - e alle foto dell’ultimo shooting.

In merito proprio a queste foto volevo fare una piccola precisazione. Le foto sono state scattate per il look book e non per una campagna pubblicitaria - che non faremo, peraltro. Per chi non lo sapesse - non è grave - il look book è un catalogo che viene realizzato per i venditori e i rappresentanti: insomma, uno strumento di lavoro in cui le foto sono sempre molto basic, di solito su fondo bianco o nero. Crediamo perciò di aver fatto una piccola “trasgressione” ai codici della moda. E’ chiaro che se facessimo una campagna, le foto sarebbero molto più d’impatto e graffianti, come molti di voi hanno commentato.

A noi piacciono: poi ognuno avrà la sua opinione che, come sempre, è ben accetta…

Alcuni aggiornamenti dal mondo I-I

Wednesday, February 27th, 2008

(di Antheus)

Sono giornate dense di appuntamenti e novità queste per Italia Independent. Vi metto quindi al corrente di alcuni cose.

Venerdì prossimo presenteremo i nuovi pezzi unici I-I a Parigi, in una location particolare. Dove? Eh, di questo ne scriverà Lapo dopodomani. Posso dire solo che siamo molto contenti del risultato finale e credo che i nuovi pezzi unici aggiungano nuovi tasselli alla costruzione di I-I.

In realtà abbiamo già anticipato qualcosa la scorsa settimana a Milano. Sto parlando degli occhiali in nove nuove colorazione fluo (nella foto uno dei due modelli). Nella preview da Banner-Biffi hanno avuto un successo clamoroso sia tra la stampa che tra gli invitati: in meno di due ore sono andate a ruba le poche decine di modelli disponibili. Dopo molti pezzi unici nel colore naturale del carbonio, il nero, ci siamo concessi un tuffo nei colori più accesi.

La serata di Milano è stata immortalata dalla troupe video di MenStyle , il nuovo portale maschile di Condé Nast che apre ufficialmente oggi e che ospita anche il nostro blog.

I prodotti I-I stanno avendo un gran successo non solo in Italia e nelle grandi capitali della moda (NewYork, Parigi, Londra, Berlino) ma anche nell’Europa del Nord. Qui un articolo sul più importante sito norvegese.

Duepuntozzero

Friday, July 20th, 2007

(di Antheus)

Sicuramente oggi il 2.0 è una formula che funziona molto, in tutti i suoi significati. Per Italia Independent il 2.0 significa semplicemente una versione aggiornata e migliorata di qualcosa, come si usa nei software. Un update, un reload. Abbinato al “made in italy” il 2.0 significa “fatto in Italia” ma con meno stereotipi del passato e più concretezza, più contaminato e innovativo (leggendo qui si capisce meglio il concetto). Ma altrove 2.0 fa anche riferimento a internet e a quei siti (youtube, wikipedia, flickr etc..) in cui gli utenti non sono più fruitori passivi, bensì autori e produttori di contenuti.

Anche il marketing - buon ultimo - si è accorto che i consumatori non sono più solo un target, un bersaglio passivo, ma possono diventare fedeli collaboratori per l’ideazione e lo sviluppo dei prodotti e per la loro comunicazione. Si parla quindi di marketing 2.0 quando le aziende cercano di coinvolgere i propri clienti e “nuovi consumatori” alla creazione del valore. Ad ottobre uscirà il libro Brand 2.0 che raccoglierà le case history di quelle aziende che hanno attivato operazioni in questo senso. Nell’attesa è stato organizzato un concorso dove chiunque può votare il suo brand 2.0 preferito inserendo una motivazione. In palio ci sono pass per il World Business Forum di Milano dove parleranno Kevin Roberts (gran capo mondiale di Saatchi&Saatchi), Giorgetto Giugiaro, Michael Eisner, Colin Powell e altri ancora. Considerati i nomi e il valore del pass (poco meno di 2000 €), non è male.

New York

Thursday, July 19th, 2007

(di Lapo)

Innanzitutto grazie per l’affetto mostratomi dai vostri commenti.
Non voglio passare certo per uno che è bravo solo a criticare e a lamentarsi per quello che succede e non succede in Italia. Ma non sono nemmeno colui che ha la soluzione in tasca. Dunque ciò che sto tentando di fare nel mio piccolo è cercare creatività e idee fresche in vari campi per poi applicarle in altri settori, costruendo qualcosa di nuovo. Ad esempio ieri sera mi sono ritrovato a parlare di urbanistica con un famoso skater newyorkese. Quando ci si trova a parlare di viabilità nelle città di solito noi si pensa alle macchine, al traffico e ai parcheggi. Invece lui affrontava il problema secondo chi va in skate, in bicicletta o con i rollerablade. E vedeva tutto da una visuale differente, privilegiando il contatto con la realtà quotidiana e con le cose che ci circondano ogni giorno. Per lui l’auto è la bolla che ci costruiamo intorno a noi. Stessa cosa, dice, succede con l’iPod con la musica.
A proposito di Apple. Ho comprato l’iPhone, ma non sono rimasto soddisfatto. L’oggetto è bello ma è difficilissimo da usare. Sono innamorato delle vecchie Vans, che qui a NY non sono mai passate di moda. Le Crocs invece non mi piacciono per niente.

Volevate i feed RSS? Eccoli!

Monday, July 9th, 2007

(di Enrico)

Dai commenti del blog ci chiedono a gran voce i feed RSS (se non sapete cosa sono, questo video vi spiega tutto) e noi ovviamente li mettiamo a disposizione!

Li trovate a fondo pagina, sia per ricevere sul vostro reader i post del blog ogni volta che vengono prodotti, sia per leggere i commenti dei lettori, man mano che arrivano.

Se avete altre richieste, fatevi sentire!

Let’s start

Friday, June 29th, 2007

Parte oggi il blog di Italia Independent.

Dato che qui non ci piacciono troppi convenevoli, passiamo subito al sodo.

Per dare un nome alla voce ufficiale di I-I, abbiamo scelto Antheus.

Antheus era un divinità pagana minore al tempo dei Romani; Antheus era il dio dell’indipendenza e della libertà, venerato dai viaggiatori e da tutti coloro che accettavano civiltà, religioni e modi di vivere diversi dal loro, adottando tutto ciò che reputavano buono.

In Antheus si racchiudono le nostre profonde radici italiche, ma anche la voglia di scoprire cose nuove, di sperimentare, di mescolare i linguaggi e di captare segnali deboli dello stile e del bello

Che è poi ciò che fa I-I e di cui parlerà questo blog.

Perciò, partiamo.