I-I store @ St. Tropez

(di Antheus)

Finalmente l’ora è giunta!
Il prossimo 2 maggio (cioè sabato prossimo) sarà inaugurato il primo negozio monomarca di Italia Independent.
Dove? Ma a Saint Tropez, naturalmente.
Abbiamo scelto Saint Tropez per una serie di motivi.
In primis, perché se dobbiamo promuovere il Made In Italy 2.0, ha più senso farlo all’estero piuttosto che in Italia.
Poi la Francia è sempre stato un mercato importante per I-I, una delle prime presentazioni dei pezzi unici ha avuto luogo proprio a Parigi (peraltro con un discreto successo), quindi la Francia la consideriamo un po’ come la nostra seconda casa. Abbiamo quindi scelto Saint Tropez per quel concentrato di stile, savoir faire e indipendenza dalle mode passeggere che ha in comune con I-I, e per le sue origini italiane. Forse non tutti sanno che il nome Saint Tropez deriva dall’italiano San Torpè, santo italiano, cortigiano di Nerone e il cui martirio è stato raffigurato in molti dipinti.
Il primo monomarca di I-I è ospitato in una tradizionale casa tropezienne dei primi anni ‘50 nella centralissima Rue Gambetta.
Questo è l’invito, vi aspettiamo. Altre info in anteprima nei prossimi post.

35 Responses to “I-I store @ St. Tropez”

  1. PAD Says:

    devo essere sincero, un pò mi dispiace, sì un pò mi dispiace che non sia in Italia, ovvio che il punto di forza del mercato italiano non deve verso il proprio interno ma verso l’esterno. Comunque se dovevo scommettere avrei pensato all’America.
    e poi la Francia un pò mi stà nel gozzo!!!
    Pad

  2. david Says:

    meglio montecarlo, poi, forse, mi sa di più fascinoso. ma in italia, almeno uno lo aprirete, spero, dato che si chiama ITALIA independent, sennò dovrete cambiare il nome in Abroad Independent, ed “ei-ai” suona male.
    a quello in italia verrò… ma uno sconto ai blogger lo dovrete fare! :-P

  3. Antheus Says:

    @david: montecarlo ?!? puah.. fascinoso montecarlo? Sì, forse Montecarlo di Lucca ha un suo fascino…
    Però ragiona, che senso ha celebrare l’italianità in italia?
    @pad: Abbiamo scelto la francia anche per motivi di opportunità. E’ all’estero, ma è anche molto vicino logisticamente. E poi St. Tropez è fighissima!

  4. Cordelia Toscani Says:

    Il santo è un santo pisano e si chiamava Torpete.

  5. Paolo Convertito Blasio Says:

    alla faccia…saint tropez….sto già organizzandomi….anche se il 2 maggio è vicinissimo..

  6. Cordelia Says:

    lo so perchè perchè ho imparato a camminare . . . ad gradum arnensem .

  7. Antheus Says:

    cordelia: torpè o torpete è lo stesso http://it.wikipedia.org/wiki/San_Torp%C3%A8

  8. Filippo Says:

    Il fascino di II trovo stia nel suo essere classicamente particolare, particolarmente classico. Il fatto di scegliere una località come ST lo trovo azzeccato perchè è uno dei pochi posti ancora che hanno salvaguardato la loro aura senza intaccarla con le mode passeggere e astraendo il luogo in concetto, in sapore, in sensazione.
    complimenti!

  9. Cordelia Says:

    si ma io mi sono letta le bolle del visconti… non wikipidia. Livornese.

  10. Cordelia Says:

    ;-)

  11. Dilett@ Says:

    anch’ io ho sempre pensato che volendo promuovere il made in Italy nel mondo vi sareste rivolti all’ estero e non so xchè ma anch’ io avrei scommesso sull’America…. xò pensandoci bene forse state scegliendo luoghi che si possono raggiungere in barca quindi il prossimo potrebbe essere in Spagna?
    e poi scusate la sfilata per scegliere le commesse l’ avete già fatta? e non ci dite niente?
    scherzi a parte adesso sappiamo dove paparazzare Lapo la prossima estate!!!!

  12. ema Says:

    Ottima scelta ! La migliore in assoluto. E poi Lapo ha sempre avuto nel cuore Saint Tropez…Via auguro possa essere il primo di una lunga serie. E…come inizia una mitica compilation de Les Caves du Roy…Welcome back to Saint Tropez….Bacioni

  13. Dario Ujetto Says:

    Bella scelta, Saint Tropez è un luogo veramente particolare.
    Ma vi propongo una bella sfida che probabilmente solo voi sareste in grado di cogliere; il primo monomarca italiano fatelo nel centro storico de L’Aquila.

    Grazie (e buona fortuna per il primo negozio !!)

  14. thefashionist Says:

    Saint Tropez è ovviamente uno dei luoghi migliori, come Portofino, se si ricerca quel tipo di clientela che ama il lusso ed ha potere d´acquisto. La Francia?? …perfetta..almeno i francesi si ricordano che sono una antica colonia romana ed oggi sono una colonia di Italia Independent! Colgo l´occasione per fare i miei + sentiti in bocca al Lupo.

  15. ema Says:

    Non concordo assolutamente con la scelta dello store a L’Aquila. Vorrebbe dire dare l’idea di cercare visibilità in un luogo che in questo momento ha bisogno di altro. Il team di I-I e Lapo in particolare, sanno bene cosa fare e come essere utili all’Abruzzo e, sono certo, hanno già fatto o faranno molto presto.

  16. Antheus Says:

    dario: con tutto il rispetto, trovo che l’idea dello store a L’Aquila sia effettivamente fuori luogo e, se permetti, di cattivo gusto (sono d’accordo con ema).

  17. artisticando Says:

    Aquila…..proposta stile Oliviero Toscani….

  18. Dario Ujetto Says:

    Perchè fuori luogo e di cattivo gusto ? Cosa ci sarebbe di cattivo gusto nell’aprire un bel negozio in un centro storico una volta ricostruito e portare, quindi, degli investimenti.
    E di cosa altro avrebbero bisogno se non di questo ?

    Sono un pò interdetto …..magari sono io ad essere un pò cafone …..

  19. Dario Ujetto Says:

    Sarebbe anzi un bel contributo concreto alla ricostruzione, un’azienda innovativa che non ha paura di investire in una terra che si rialza dopo una tragedia.

    Ovviamente aprire a Portofino, Roma o Milano sarebbe molto più semplice ……forse sono io ad aver frainteso la filosofia di I-I.

  20. david Says:

    effettivamente la cosa che ho detto di montecarlo è una bufala, perchè è trita e ritrita, come idea. il prossimo fatelo a capri, magari in stile temporary store ( si sa, capri, già a fine settembre, è popolata dai soli capresi. però così davvero ci si potrà andare solo in barca. se mettete i sacchetti impermeabili, ci vado in canoa, tanto è vicino, ahahaha). se non altro è meglio dell’aquila. dario, scusa se lo faccio notare: hanno visto le loro case disintegrarsi, pensano a cosa mettersi addosso?
    come arrederete il negozio? in stile simile agli stand, vero? o, dato il luogo, con tendenza da velista/diportista?
    dai, qualche anteprima a noi bloggettari potete darla.

  21. honnête viveur de St. Tropez Says:

    Un in bocca al lupo sincero per questa nuova avventura.
    Come blogger aficionados mi sarei aspettato un Torpedone rigorosamente griffato I-I che partiva da Genova e che ci avrebbe portato a S .T. sur-Mer localita’ per eccellenza del glamour inossidabile.
    E’ l’unico posto dove i miei abiti venivano apprezzati da tutti.
    Ma una diretta in streaming per noi poveri mortali no eh?
    Lapo caccia li sordi!!!!

  22. Antheus Says:

    grazie Honnete!

    Dario: Perdona il mio - e solo mio - commento tranchant. Il fatto è che non sopporto la visibilità nella solidarietà che per me deve essere fatta in punta di piedi. Ma, ripeto, è un opinioni personale.
    Inoltre siamo consci che I-I realizza prodotti effimeri - di sostanza, ma effimeri. E credo che per i prossimi anni le popolazioni colpite dal terremoto abbiano bisogno sopratutto di altro.

  23. Dilett@ Says:

    il torpedone??? sembra l’ imitazione del calippo!!!

    Sicuramente esiste qualche crociera che fa quell’ itinerario, ce ne sono anche di 3 o 5 giorni, alla fine costa meno che doversi pagare treno e albergo… se poi è per il 2 Maggio trattandosi di un last minute costa meno che restare a casa…

  24. honnête provocateur Says:

    Qualsiasi iniziativa retorica fatta dai potenti nei confronti di disgraziati e che ha come mezzo la Tv per propagandare la solidarieta’ nei loro confronti andrebbe punita con la reclusione minima di 10 anni.
    L’ipocrisia di questi signori per mantenere il potere sfiora lo zero assoluto e e li rende dei Miniuomini.
    “Io vi insegnerò cos’è il Miniuomo. L’uomo è qualcosa che deve essere superato. Che cosa avete fatto per superarlo?
    Tutti gli esseri fino ad oggi hanno creato qualcosa che andava al di là di loro stessi: e voi invece volete essere la bassa marea di questa grande ondata e tornare ad esser bestie piuttosto che superare l’uomo?
    Che cos’è la scimmia per l’uomo? Qualcosa che fa ridere, oppure suscita un doloroso senso di vergogna. La stessa cosa sarà quindi il Miniuomo per: l’uomo, un motivo di riso o di dolorosa vergogna.”
    - Cosí parlò Zarathustra - libera interpretazione.

  25. Dario Ujetto Says:

    Permettetemi di non concordare ; anche perchè con questi ragionamenti non si dovrebbero più aprire negozi allora ? Di cosa dovrebbe di nuovo riempirsi il centro storico de L’Aquila ?
    Investire in una terra in difficoltà non è elemosina/solidarietà ma coraggio (ricorda niente il Rockfeller Center costruito in piena crisi del ‘29 ??)

    Onestamente spero che non tutte le aziende facciano il vostro ragionamento….
    Con stima.

  26. Giulia Says:

    A primo acchito, come qualcuno ha già fatto notare, anche io mi chiederei perché non puntare all’apertura del primo negozio monomarca in Italia. Sarebbe piucché scontato no immaginarsi tale situazione all’interno del nostro territorio. Forse troppo banale e scontato per Lapo e i suoi collaboratori…….. Come dice Diletta, probabilmente non é un caso la scelta di una isola per l’evento. Potrà essere il mare un filo conduttore per eventuali nuove aperture? Perché no, considerando la passione di Lapo per la barca a vela ed alcuni vostri articoli prestanti in tale direzione propio per le loro qualità tecniche…. Sarebbe indubbiamente un qualcosa di ineressante e finalmente nuovo l’apertura di negozi monomarca sul bacino del mediterraneo….. in perfetta sintonia con lo spirito di I-I, portare il senso del nostro estro al di fuori delle froniere italiche e contaminare il tutto con mille nuovi stimoli…..

    Sull’ Abruzzo, Dario Unjetto, comprendo il tuo ragionamento. Esiste una città da ricostruire in tutti i sensi e quindi tu dici di investire laddove esiste il niente al mometo. Moralmente non riesco a lucrare dnnazi ad una disgrazia e francamente non credo nemmeno che ci incastri il cattivo gusto, ma solo il buon senso. Dario sai cosa significa ritrovarsi da un giorno all’altro senza avere letteralmente niente, il NIENTE ASSOLUTO? Io non lo so cosa significhi e non te lo posso spiegare, ma di certo credo che queste persone, come Antheus e gli altri hanno segnalato, questo popolo ha bisogno di riottenere la propia dignità e la loro identità….. una casa, un lavoro, una normalità che tu hai e loro si sono visti togliere in un nano secondo senza un perché o un percome. Quindi certo che a loro non interessino gli occhiali e le giacche smoking di Lapo….. Comprendi che l’efferratezza del business in questo caso si deve proiettare sul concreto e non sul superfluo come ad es. un paio di occhiali da sole? Ricostriamo case, scuole, negozi di prima necessità, edifici per gli enti pubblice, riportiamo veramente una dignità….. poi dopo tutto questo chissà…. Se le tue parole fossero all’interno di un contesto ben differente allora saresti stato compreso di piu. Cmq non te la prendere…

  27. federico c. Says:

    beh..io non sono del tutto aduso alle frequentazioni del jetset internazionale ma so che montecarlo è nettamente più bruttina e più cafona e trash di saint-tropez. sento anche di poter dire che la clientela sia mediamente più raffinata nella località francese. valutare invece i probabili flussi finanziari affluenti nelle due località mi è ovviamente più difficile anche se direi che montecarlo è infarcita di giri di soldi non del tutto chiari(essendo un paradiso fiscale)… e quindi associargli il marchi I-I non mi sarebbe sembrato il massimo!

    Certamente una realtà come I-I deve cercare di tenere conto di entrambe le cose: gusti delle persone e loro disponibilità a spendere. E infine è anche una questione di stile!!!
    however…good luck:)

    ps: però certe barche e automobili che ho visto a montecarlo ammetto che a suo tempo mi acchiapparono!!!

  28. david Says:

    dario, il tuo ragionamento è giusto solo in parte. il contributo, un’azienda, lo potrebbe dare facendo qualche donazione, ad esempio, non aprendo il negozio (almeno in questa fase immediatamente successiva al sisma). magari, più in là, potrebbe essere anche un’idea, aprire il negozio.
    quanto ai luoghi dove aprire i negozi, mi sento di spiegare a qualcuno dei blogger, dall’alto dei miei 21 anni, che esiste una cosa chiamata marketing, ed un’altra chiamata business: il negozio id I-I non lo apriranno di certo nel paesino di 450 abitanti. non si tratta di essere o meno scontati, si tratta di non essere imbecilli (lungi da me dare degli imbecilli a nessuno). persino un marchio che fa dell’essere controcorrente la propria bandiera, considera una cosa del genere, no? altrimenti non sarebbe controcorrente: sarebbe autolesionista.

  29. Enrico Édouard Says:

    Condivido la scelta di Saint-Tropez… l’immagine di ricercata esclusività non ostentata, ma che comunque si fa notare nella sua semplicità ben rispecchia I-I, a mio modesto parere.
    Da domani per qualche giorno di immeritato riposo dovrei essere da quelle parti, quindi penso proprio che un salto a trovarVi sabato sera lo farò più che volentieri, però dai ditemi di più!

  30. ema Says:

    Caro Dario, non si tratta di non aver compreso la filosofia di I-I e non sei assolutamente cafone. Hai semplicemente avuto un’idea che, a mio parere, non è al momento praticabile. E’ una questione di tempi e di priorità. Io mi sentirei seriamente imbarazzato da oggi, e per almeno 2 o 3 anni, ad inaugurare e a proporre questo genere di prodotti alle popolazioni terremotate…anche se decidessi di regalarli. La tragedia dell’Abruzzo e lo sviluppo di I-I sono due temi completamente diversi. Come mi auguro che chi di dovere sappia accelerare i tempi della ricostruzione, vorrei che St. Tropez fosse la prima di una lunga serie di inaugurazioni e, come sono stato in Abruzzo…sarò a St. Tropez !!!

  31. Dario Ujetto Says:

    Ben lungi dal prendermela per un semplice scambio di vedute, forse non mi sono spiegato.
    Nessuno nega che la priorità sia PRIMA la ricostruzione delle strutture civili e di pubblica utilità; ma una volta ricostruito il territorio, il centro de L’Aquila e i suoi cittadini (che ho avuto la fortuna di conoscere bene) necessiteranno un ritorno alla vita normale, che è fatta anche di prodotti che diano gioia o distrazione.
    Questo è il mio pensiero e se fossi un imprenditore non esiterei a organizzare (dopo la ricostruzione) un evento o una presenza fissa anche con il rischio di apparire un miniuomo, un cafone, un coglione o quant’altro …..ma questa ovviamente rimane una mia opinione.
    E adesso mi vado a godere i cappelli di Borsalino I-I. ……..

  32. federico c. Says:

    i commenti a questo post brillano per equilibrio, civiltà e cortesia! mi congratulo:)

  33. augusto Says:

    Bravo Lapo, è in momenti come questi che è necessario il coraggio imprenditoriale….. la tua creatività da grande forza e prestigio al made in Italy……..ed è stimolo per tutti gli imprenditori che condividono e credono
    in questo valore nazionale…….spero di rincontrarci e continuare il progetto gioielli……..

    congratualzioni ed in bocca al lupo….

  34. daniele m. Says:

    …pensavo a qualcosa di meglio

  35. Dilett@ Says:

    A+???

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