Archive for April, 2009

Passione Famiglia Fiorello

Thursday, April 30th, 2009

(di Lapo)

Ieri dopo una giornata romana caratterizzata da mille impegni di lavoro, ho avuto il piacere e l’onore di assistere al Fiorello Show, nella grande tenda installata in piazzale Clodio organizzata da Sky. Mi sono molto divertito anche perché Fiorello, sapendo che ero lì, mi ha coinvolto nello spettacolo (lo vedrete, credo, stasera su Sky).

Ieri sera c’era anche il fratello Beppe, uno degli attori più interessanti della nuova generazione. Quello che mi piace della famiglia Fiorello (completata dalla sorella Catena, che si sta distinguendo nel mondo della letteratura, tv e gastronomia) è l’energia e la passione che ognuno di loro mette nel proprio lavoro e nell’aver saputo investire sul proprio talento, costruendo un percorso che li ha portati ad un successo meritato.
In particolare Rosario, che è quello che conosco meglio, è partito dal basso, ha fatto molta gavetta nei villaggi, ha conosciuto un successo travolgente, ha avuto un ricaduta, ha sofferto molto, si è messo in discussione, si è rialzato, ed è riuscito a diventare uno showman completo e che riesce a giocare con media e in situazioni diverse (teatro, radio , tv, etc…).
Lo stesso hanno fatto i suoi fratelli: ognuno di loro si è ritagliato un proprio campo, seguendo il proprio talento e la propria passione, senza nessuna competizione tra loro ma, anzi, contando sul supporto e sulla collaborazione reciproca.

Con questo voglio dire che con l’impegno, la passione, il talento (ma anche la sofferenza) si può costruire un proprio percorso personale e si arriva dritti al cuore della gente.

Et voilà, le Panamà!

Thursday, April 30th, 2009

(di Antheus)

Credo che la foto parli da sola. Ciò che vedete qui sopra è il risultato della collaborazione tra I-I e Borsalino per l’estate ‘09 e che presenteremo in assoluta anteprima sabato per l’apertura del negozio di I-I @ Saint Tropez.
Le due edizione limitate panama in paglia handmade Borsalino for Italia Independent caratterizzate dalla fettuccia tricolore e bianco rosso e blu, rischiano di diventare l’accessorio di culto per la prossima estate.

I-I store @ St. Tropez

Tuesday, April 28th, 2009

(di Antheus)

Finalmente l’ora è giunta!
Il prossimo 2 maggio (cioè sabato prossimo) sarà inaugurato il primo negozio monomarca di Italia Independent.
Dove? Ma a Saint Tropez, naturalmente.
Abbiamo scelto Saint Tropez per una serie di motivi.
In primis, perché se dobbiamo promuovere il Made In Italy 2.0, ha più senso farlo all’estero piuttosto che in Italia.
Poi la Francia è sempre stato un mercato importante per I-I, una delle prime presentazioni dei pezzi unici ha avuto luogo proprio a Parigi (peraltro con un discreto successo), quindi la Francia la consideriamo un po’ come la nostra seconda casa. Abbiamo quindi scelto Saint Tropez per quel concentrato di stile, savoir faire e indipendenza dalle mode passeggere che ha in comune con I-I, e per le sue origini italiane. Forse non tutti sanno che il nome Saint Tropez deriva dall’italiano San Torpè, santo italiano, cortigiano di Nerone e il cui martirio è stato raffigurato in molti dipinti.
Il primo monomarca di I-I è ospitato in una tradizionale casa tropezienne dei primi anni ‘50 nella centralissima Rue Gambetta.
Questo è l’invito, vi aspettiamo. Altre info in anteprima nei prossimi post.

In Morse we trust

Monday, April 27th, 2009

(di Antheus)

Oggi Google celebra così l’anniversario della nascita di Samuel Morse, inventore dell’alfabeto Morse.
Noi lo celebriamo ogni giorno da oltre due anni.

Japanese

Wednesday, April 22nd, 2009

(di Antheus)

Sebbene la Triennale di Milano rappresenti una delle istituzioni più importanti del design italiano nel mondo, dentro i suoi spazi spesso ospita anche novità provenienti da altri paesi e da altre realtà. Per questo Fuorisalone 2009, la Triennale ha deciso di concentrarsi sulle idee e sui progetti che vengono dal Giappone.
Ho trovato particolarmente interessante l’esposizione Tokyo Fiber ‘09 Senseware una ricerca sulle nuove potenzialità dei tessuti sintetici sviluppata da una serie di aziende, progettisti e designer giapponesi.
Tessuti iper-idrorepellenti, tessuto non tessuto altamente termoplastico utilizzato per realizzare una lanterna giapponese come anche mascherine per il volto, jersey elastico multistrato per un divano personalizzabile, materiale biodegradabile a 3d, fibre ottiche ed altri materiali utilizzati in modo davvero innovativo. Ma, sopratutto, esposte in modo intelligente dove design, innovazione, tecnologia e intrattenimento esperienziale si mescolano insieme e, in alcuni casi, diventano anche arte.

Sempre in Triennale segnalo anche Neoreal, l’installazione sviluppata da Canon che dà la possibilità di scoprire le nuove frontiere del digital imaging, con risultati sorprendenti. E infine anche il Japan Design Selection 2009: 90 prodotti di design proposti per il 2009, che mettono l’accento sia sulla tradizione che sull’innovazione e testimoniano il brillante approccio al design del Giappone.
Tutto consigliatissimo.
(in titolo va letto in italiano, come una crasi tra Giapponese e Milanese).

Il design al tempo della crisi

Monday, April 20th, 2009

(di Antheus)

Domani inizia a Milano la cosiddetta Settimana del Design. Basterà aprire un giornale o, se a Milano, guardarsi intorno, per trovare segnalazioni di presentazioni, installazioni, vernissage, party, banchetti e chi più ne ha più ne metta.
Considerato che questo è un periodo particolare, difficile, in cui molte cose sono cambiate rispetto al passato, allora voglio segnalarvi un solo appuntamento, ovvero un’interessante mostra intitolata [DESIGN]CRISIS che si svolgerà presso “P4 Temporary Gallery” un’ex fabbrica milanese lungo i navigli.
In questa mostra designer ed architetti, critici e giornalisti, imprenditori ed economisti ma anche artisti, medici, musicisti, cuochi o maestri artigiani, presentano una loro visione ed analisi di questo inedito momento storico, mediante una libera espressione che spazia dal prodotto alla teoria, dall’arte alla musica: sensazioni, spunti, “formule” che ci possono aiutare a superare questo particolare momento storico di crisi non solo economica, ma anche culturale, sociologica, dell’ambiente.
Come la creatività di un professionista (e quindi il “design”, inteso come analisi, progettazione, ingegno per la sopravvivenza) possa, nel suo ambito, affrontare o risolvere “la crisi”.
Mi sembra un tema molto interessante e “urgente”. Tra l’altro alla mostra parteciperà anche Independent Ideas con l’affissione “Policeman” della campagna 500 by Diesel.

Qui sotto l’originale invito che potete stampare.

Merci beaucoup

Wednesday, April 15th, 2009

(di Antheus)

Non è facile unire business e solidarietà, specialmente quando si tratta di articoli voluttuari come abbigliamento, home decor o lusso in generale. L’equilibrio è sempre precario e il confine tra operazione meritevole e sfruttamento strumentale è molto labile.
A me sembra che l’operazione Merci sia piuttosto sostenibile.
Merci è un concept store parigino situato nell’11° che arrondissement sviluppato su tre piani che ospita, oltre al negozio di abbigliamento, una libreria, un bar , un ristorante, un negozio di oggetti per la casa e vari corner di famosi designer . Tutti i profitti al netto dei costi vengono devoluti a una charity per i bambini in Madagascar.
Alcuni dei prodotti in vendita sono stati realizzati appositamente per il negozio e sono marchiati con la scritta “merci merci”, altri portano il nome di chi li ha creati accompagnato da un ringraziamento, per averli donati e per averli resi più accessibili: si possono trovare pezzi d YSL, Marni o Stella McCartney ad un prezzo ribassato del 40%.
Anche i libri sono tutti stati donati: i volumi, di seconda mano ma selezionati con cura, possono essere letti sul posto o comprati per pochi euro. Merci ha chiesto a scrittori, critici letterari e celebrità di regalare tre delle loro opere preferite e così ha formato una piccola e preziosa biblioteca.
Insomma, un modo intelligente per comprare risparmiando e senza avere dei sensi di colpa.

Advertising oddity

Tuesday, April 7th, 2009

(di Antheus)

Anche se la nostra testa non può non pensare ad altro, continuiamo a parlare di pubblicità.

Oggi la pubblicità o, meglio ancora, il linguaggio pubblicitario pervade tutto il nostro quotidiano, invedendo anche altri “mondi” che in apparenza dovrebbero essere lontani come la politica o, ad esempio, quello delle relazioni sociali.

Questo per dire che ormai il codice pubblicitario canonico, quello costituito da testimonial, reason why, promessa etc.. ormai l’abbiamo digerito. Per questo motivo i messaggi pubblicitari spesso non ci sorprendono e quindi non ci soddisfano di più; soprattutto ora che la pubblicità, in certi casi, riveste il ruolo di entertainment, andanso spesso a sostituire l’entertainment stesso.Per questo motivo molta pubblicità per farsi notare, per catturare l’attenzione dell’opinione pubblica spesso si è spinta molto, troppo, in là.

Penso quindi che oggi una campagna per dirsi efficace, e quindi catturare l’attenzione e farsi ricordare, debba giocare su altri piani, meno didascalici, meno “ruffiani”, girando al lettore l’interpretazione. Perciò ho trovato molto efficace la nuova campagna della Fiat 500 by Diesel ideata da Independent Ideas. L’ambientazione e le atmosfere un po’ dark, i soggetti al limite del nonsense, una fotografia ricchissima di dettagli e di gran qualità (il fotografo è Larry Sultan), il claim “In odd we trust” ed altre cose ancora fanno di questa campagna un “oggetto alieno” del panorama pubblicitario e, quindi, di per sé, interessante. Non è certo un caso che blog e forum di settore abbiano nelle ultime settimane dedicato molto spazio alla discussione di questa campagna. Teniamo poi conto che non era semplice trovare un linguaggio che unisse la creatività spesso dissacratoria e metalinguistica di Diesel e il rigore di qualità più canonico di Fiat. E se in questo mondo, dove è possibile accedere in tempo reale a tutte le informazioni, la chiave giusta per comunicare fosse quella del mistero?

Quando certe campagne fanno discutere senza per forza spingere nel lato della trasgressione, allora è davvero il caso di dire “In adv we trust”. Due foto qui , le altre due e qui.

Come è triste Venezia..

Friday, April 3rd, 2009

(di Antheus)

In questo blog cerchiamo sempre di segnalare casi in cui la pubblicità, o meglio, le affissioni pubblicitarie, grazie alla loro creatività e capacità innovativa, riescono a migliorare le città, rendendo il territorio urbano un terreno fertile di sperimentazione. Se vi ricordate avevo già parlato della copertura surreale del palazzo della Beeker group a Parigi o delle pubblicità super creative, quasi installazioni artistiche, sviluppate da certe agenzie indiane.

Pubblicità non invadenti, che rispettano il paesaggio e fanno passare efficacemente il messaggio. Purtroppo però esistono anche dei casi negativi, ed è brutto ammettere che non solo sono in Italia, ma che si trovano in una delle città unica al mondo e che tutti ci invidiano.

A Venezia, il Ponte dei Sospiri è stato letteralmente invaso da questa pubblicità degli occhiali Chopard. No, non è la scenografia di un film di Fellini, è tutto vero (la foto è stata fatta da un amico tre giorni fa).

Paradossalmente, ci vorrebbe un cantiere per coprire questo scempio.

Update: Su Repubblica una serie di pubblicità e affissioni originali, alcune molto creative, altre assai invadenti e fastidiose.