L’occhiale perfetto
(di Giovanni)
Durante il Mido tra le varie domande che alcuni giornalisti hanno posto a me e a Lapo sulla nostra nuova collezione, ricorreva più volte anche la domanda sull’”occhiale perfetto”, ovvero quali possono essere le sue caratteristiche distintive. Provo a sintetizzare il nostro punto di vista.
In un mercato globalizzato il concetto di perfezione assume un valore “assoluto” ma al tempo stesso “relativo”. Quando utilizzo il termine “assoluto” lo faccio riferendomi alla cura dei dettagli, l’assemblaggio, il color matching fra le differenti parti,gli accoppiamenti fra asta e muso; insomma tutto ciò che rappresenta lo stato dell’arte e della tecnica. Questo però non basta.
Un occhiale perfetto deve esserlo “relativamente” al marchio di cui si fregia e al proprio target di riferimento.Un’occhiale perfetto per Italia Independent è un occhiale mai banale, dalla forma ricercata ma allo stesso dalle linee semplici,per un consumatore che non cerca semplicemente un accessorio (nel caso di un occhiale da sole) o di un prodotto medicale (nel caso dell’occhiale da vista), ma di uno strumento di estensione della propria personalità. Il prezzo è ovviamente una variabile chiave, ma deve essere correlato alla qualità del prodotto (materiali, manifattura etc). Quando parlo di un prezzo “giusto” mi riferisco a quest’ultima affermazione.

March 18th, 2009 at 6:40 pm
Le incomprensioni sarebbe meglio evitarle sempre.
youtube.com/watch?v=0awABQuV124
March 18th, 2009 at 7:00 pm
March 18th, 2009 at 7:54 pm
la frase scritta da te, hp, è come una parte di una canzone dei tiromancino, ma non mi ricordo il titolo. ricordo solo il video, dove c’erano degli omini dei segnali stradali che escono dai cartelli e si innamorano. mi pare si chiami “per me è importante”, o qualcosa di simile.
giovanni, il concetto di occhiale perfetto è un concetto che, secondo me, non è attribuibile a priori, ma ognuno dovrebbe trovare il proprio. giornalisti compresi. io sono molto contento degli 053, un po’ meno degli 053 gialli, perchè li conservo, spezzati, nel mio comodino (sigh!).
March 18th, 2009 at 8:11 pm
L’ occhiale perfetto e’ il vostro modello 050, mai visto un occhiale di questo tipo. Rimarra’ un oggetto del desiderio, ma e cosi’ che si costruisce il mito. Oramai si vedono occhiali anche recenti che riprendono in qualche modo qualche vecchio modello, beh questo stupendo “oggetto” d’ arte in carbonio e’ unico nel panorama.
March 18th, 2009 at 11:36 pm
bello il video…..non servono le incomprensioni e le assolute prese di posizione quando intorno a noi tutto fugge troppo rapidamente da non accorgersi che l’unica ragione di vita è l’amore
March 19th, 2009 at 12:43 am
..è a specchio
March 19th, 2009 at 12:45 am
il 075
March 19th, 2009 at 12:17 pm
L’occhiale perfetto e’ “Use Somebody”
youtube.com/watch?v=JCZfJ5ai07U
March 19th, 2009 at 3:25 pm
Giovanni,
ti chiedo scusa se il mio post sarà lungo, ma riunisco la risposta che avrei voluto dare al post, per me estremamente romantico, di Lapo sui suoi primi ricordi legati agli occhiali a quanto ti voglio scrivere riguardo a quanto scrivi sull’occhiale perfetto. Il mio primo paio di occhiali l’ho indossato a 6 anni, non avevo l’aria del sechione, ma molto più semplicemente quella dello “cecato”, in somma di chi non ci vede da qui a lì. Erano occhiai di finta tartaruga, con lenti spesse e pesantisime, io ho un naso piccolo e questi occhiali pesanti mi massacravano sia il naso che le orecchie, Ora ho degli occhiali con lenti organiche ultra piatte, una grandissima figata.
Qual’è l’occhiale perfetto, questo concetto è puramente relativo, perché vale solo il giudizio dell’utente finale, ovvero colui che crea l’occhiale può affidarsi a dei parametri, forse anche oggettivi (e sicuramente l’aspetto dello style è fondamentale), sicuramente di mercato, ma alla fine è il singolo utente finale colui che stabilisce se un oggetto, ed in particolar modo gli occhiali gli vanno bene, cioé sono per lui assolutamente confortevoli, se gli consentono di avere la visione più amplia possibile, quindi in sintesi, per quello che mi riguarda ciò che è perfetto per me non è detto che lo sia per un altro.
March 19th, 2009 at 3:36 pm
Concordo in pieno con gabriele…. E aggiungo: gli occhiali belli potrebbero non essere perfetti semplicemente perché non sono comodi da indossare. E’ per questo che gli occhiali sono da accumunare alle scarpe, oltre che belle devono essere comode per essere indossate tutto il giorno e non stancare piedi e caviglie….
March 19th, 2009 at 3:54 pm
l’occhiale perfetto, secondo il mio punto vista, è l’occhiale di mia nonna…. non me la immagino senza…. Scherzo. ma un fondo di verità c’è! oltre ad avere buone lenti ed avere una linea di proprio radimento deve essere “ergonomico” con i lineamenti del viso… e deve trasmettere una certa sensazione.. a chi ti sta davanti.
PAD
March 19th, 2009 at 6:29 pm
grazie agli ultimi 3 ragazzi che hanno digitato al posto mio, poichè volevo dire grosso modo le stesse cose loro
March 19th, 2009 at 9:04 pm
va bene mi avete convinto!
estenderò la mia personalità fregiandomi del vostro marchio.
quando arrivano gli occhiali con l’ asticella a forma di fusillo?
March 19th, 2009 at 10:33 pm
ahahaha, dilett@, l’espressione coniata da me ti è piaciuta!! li ho visti dal vivo: molto belli! ma, secondo me, sono più belli quelli a pois.
p.s.: voglio i camouflage! right now!
March 20th, 2009 at 12:13 am
io vorrei un parabrezza graduato
March 20th, 2009 at 4:22 am
ma che non si appanni, sennò lì poi veramente non vedresti una mazza!!
March 20th, 2009 at 8:51 am
@David si mi è piaciuta, ho notato che usate frequentemente anche “muso”, io non mi sarei mai pensata di dire il muso dell’ occhiale… però suona bene, l’ aggiungerò al mio vocabolario, grazie!
(sempre che tu sia d’ accordo, posso arricchire il mio vocabolario scopiazzando nel tuo… vero?).
cmq secondo me il marchio è fondamentale, in tutti i settori, conosco gente che anche quando si fa un tatutaggio si fa lasciare la firma…. certi fregi, ma da quelli si capisce proprio tutto, più brutti sono e più geniale è l’ artista!
March 20th, 2009 at 1:18 pm
…
March 20th, 2009 at 1:18 pm
l’occhiale perfetto? il prossimo!
March 20th, 2009 at 3:07 pm
certo che puoi copiare! è vero, i fregi brutti sono spesso segno del genio di chi li fa. come certi fregi di architetti, che forse potrebbero sembrare inopportuni, se presi singolarmente. però è più frequente che siano belli, i fregi, dato che dovrebbero servire, almeno sulla carta, come abbellimento. io, personalmente, la penso come i razionalisti, che il bello va dato dal totale della struttura, senza fronzoli e non da qualche dettaglio in particolare.
“Less is more.” - Ludwig Mies van der Rohe
March 20th, 2009 at 3:17 pm
… e se non mi piace neanche il prossimo…. ve la farò pagare allegramente!
March 20th, 2009 at 10:34 pm
L’occhiale perfetto ci evoca un’idea: il punto di vista perfetto, sulla vita e sul mondo:) Un affettuoso in bocca al lupo per i nuovi modelli e per tutto
March 20th, 2009 at 10:46 pm
@AlitoFetido: veramente da che mondo è mondo a pagare è, e deve essere, chi compra e non chi vende:) A meno che tu non intenda ribaltarlo…il mondo!
March 21st, 2009 at 9:05 am
Oppure l ‘ occhiale perfetto viene costruito dopo aver scannerizzato il cranio e il viso di chi lo indossera’,completamente personalizzabile, in modo che ognuno senta forte il valore del pezzo unico eseguito su misura. Questo accade gia per le scarpe da ciclista di una marca che non ricordo, scannerizzano il piede e via, scarpe fatte..
March 21st, 2009 at 9:07 am
guarda, se fosse per me…. io torneri al baratto.
March 21st, 2009 at 8:23 pm
@AlitoFetido: è un’opzione globale che ha un certo senso…ma bisogna vederne il concreto valore futuro:)
March 22nd, 2009 at 9:42 am
il baratto e la meridiana, poi pianto qualche pero nell’ orto, mi siedo all’ ombra e faccio il telelavoro. basterebbe così poco per essere felici….
March 22nd, 2009 at 9:45 am
potrei anche invitare i compagni del blog a fare merenda!!! hihihi….
September 26th, 2010 at 1:25 am
Buongiorno!
In alcuni miei posts precedenti mi sono qualificato come “Strategic Global Consultant of http://www. fondazionegiovannivalcavi. it” e “International Business Analyst with Giovanni Valcavi”.
Su richiesta delle parti interessate chiedo alla Redazione di codesto blog di cancellare queste definizioni perchè troppo enfatiche e non corrispondenti al vero, in quanto il mio interessamento e ruolo nei confronti dello Studio Legale e della Fondazione Giovanni Valcavi, non è disceso dal conferimento di incarichi formali, ma si è limitato ad una serie di riflessioni e consigli, esternati, su richiesta dello stesso, all’ Avv. Giovanni Valcavi ed esclusivamente con riguardo all’impostazione, realizzazione e gestione dei relativi siti internet.
Ciò vale anche per la dicitura “International Business Analyst with Avv. Giovanni Valcavi” che non va intesa in senso professionale ma informale e colloquiale, perchè indica semplicemente una serie di riflessioni e conversazioni avvenute tra l’Avvocato e me aventi per argomento l’andamento e le prospettive di imprese, società e attività professionali italiane ed estere, in particolare alla luce dei mutamenti di scenario competitivo internazionale in corso per l’effetto dei cosiddetti mercati emergenti (Cina, India). Anche in questo caso non ho ricevuto nessun incarico professionale, ma solo richieste di conoscere il mio punto di vista.
Inoltre le altre persone nominate nell’intestazione del post non erano state da me preventivamente consultate in merito al loro assenso alla pubblicazione di tale post, che quindi è espressione solo e soltanto del mio pensiero.
Mi scuso vivamente per gli errori che, penso e spero, non abbiano cagionato nessun danno ad alcuno!