ITAFRA

(di Lapo)

Noi di Italia Independent siamo molto legati alla Francia. E’ stato il primo paese a credere al nostro progetto, a Parigi abbiamo presentato la nostra prima collezione e presto proprio in Francia andremo a comunicare un’importante novità. Per questo sono molto favorevole ad un’alleanza duratura e strategica tra Italia e Francia. Non voglio entrare nel merito delle decisioni che sono state prese in questi giorni, sarebbe troppo complesso e non ho tutti gli elementi per dare una valutazione.
Voglio però citare qualche importante dato: nel 2008 l’Italia si e’ confermata secondo partner commerciale della Francia, con un export di 39.166 milioni di euro e un import di 34.614 milioni. In particolare, in Francia operano 630 imprese italiane con oltre 100mila occupati.
Questi dati ci fanno capire che una partnership strategica con la Francia significa sopratutto una crescita dell’Italia e un rafforzamento dell’Europa nello scenario economico-politico in questo delicato periodo.

34 Responses to “ITAFRA”

  1. Vincent Goodman Says:

    beh la francia è sempre stata una delle nazioni che + crede nello sviluppo, trovarsela come alleata è stato un ottimo affare….anche la spagna sotto altri aspetti può definirsi una nazione in via di sviluppo…anzi in fortissima via di sviluppo.
    speriamo che possiamo sfruttare questa amicizia per svilupparci, migliorarci e accrescere sempre di +, per arrivare a livelli che credo ci spettino.
    ps…. però la coppa del mondo nn gliela dobbiamo neanche far vedere :P
    vincent goodman

  2. UFF Says:

    Il mistero bUFFo

    Una signora francese, in parte parigina, in parte marsigliese, abitava in Italia. Ma non in Italia Italia, quella dei cinghiali o delle tagliatelle, in una piccolissima parte dell’Italia che a stento si confondeva dalla sua Francia, adiacente dirimpettaia, separata solo da una galleria o da qualche curva in salita.
    Un paesino ameno, d’inverno, “apiù” d’estate, quando si riempiva di turisti accorsi a vedere il fiume, il ponte e le case scavate nella roccia. Una gemma intarsiata di umido e freddo, un condizionatore di fresco nella stagione più calda, un serbatoio di futuri dolori per ogni inverno trascorsovi.
    La signora francese aveva comprato alcuni fondi e ricavato in essi il suo rifugio. Non troppo distante dal suo amore, la Francia, non troppo vicina, in modo da conservare le qualità raffinate del pensiero illuminista, corrotte dalle forti refole di una creatività italiana mai doma.
    E la memoria di questa signora era spesso filo conduttore, meno spesso filo telefonico, verso il suo passato, in parte abbandonato in Rue de Faubourg-Saint-Honore in parte in una bella casa della terribile e odiata Marseille.
    Il paesino madre, non quello che le aveva dato i natali, Dijon, aristocratica città nobile di una insulsa campagna preparigina, ma questo di ora, questo con la curva del fiume e le case scavate, fungeva adesso da capitolo intermedio di una vita ormai densa e per alcuni tratti compiuta, ma anche da rampa di lancio per ogni possibile incursione in un passato che mai, nominalmente, era stato poi un granchè “passato”.
    Il “passato” a volte è un macigno che ti impedisce di vivere ancora, a volte solo un sassolino di cui ti vuoi liberare, a volte un bel quarzo di cui ti puoi fregiare.
    Non so quale tipo di minerale fosse il passato di Silvie, ma di sicuro esso cangiava con gli stati d’animo o con l’umidità, ben tanta sotto le rocce della Rocca, o solamente con l’osmosi dei fatti degli altri, delle “vite degli altri”. Le conseguenze dell’umidità. O solo le conseguenze degli amori.
    E da un passato era facile virare a un presente. Un passaggio, un amico, e una gita oltre il tunnel o oltre le curve in salita. Paesaggi noti, frequentati, odiati o fuggiti altrimenti. Ancora strada, non molta. La bellezza di una città accogliente ma tenuta a distanza, un infinito lungomare dove il mare è una scusa per ciò che è stato fatto a terra, e ciò che è a terra non riesce a esistere senza quel mare. Una simbiosi francese di grazia e utilità, pragmatismo e follia. Ancora strada. La ferrovia taglia il panorama. Di là da essa una striscia di sabbia insensibile agli anni, come se la corrosione delle onde avesse per contratto virato altrove il suo interesse. Ancora strada, non molta. I paesi dell’Arte sulle colline e città troppo famose sulla sinistra.
    Ancora strada. Sylvie era stata fidanzata con un noto attore, uno di quelli che ciclicamente si rivedono in bianco e nero nelle nostre tv. Egli aveva tante auto. Di marca. Gliele regalavano. Troppe auto di marca. In fondo Silvie era un bella e intelligente ragazza. Non un’auto di marca.
    Ancora strada. Sotto un grumo di monti un paesino noto. Molto noto. Vi girava una donna a piedi scalzi. Vi girano troppi russi ora a piedi troppo calzati.
    Finita la strada.
    Il nome di un Santo. Un Santo senza testa. Pisano. Il suo corpo, abbandonato al largo, si arenò su quelle bellissime rive dove nacque il paesino.
    Su quella spiaggia, Sylvie camminò scalza un tempo, una notte, durante una festa. Alzò la testa e incontrò gli occhi di Charles, cantante armeno, notissimo. Charles le offrì da bere. Aveva gli occhi lucidi. Lui non era più “tra di loro”. E non era con nessuno, solo con se stesso. Charles e Sylvie rimasero accanto, fissando il buio dei propri pensieri e immaginandosi una vita diversa nonostante le loro esteriori fortune, non una vita insieme, solo una vita felice come mai può succedere ma a cui fa sempre piacere pensare.
    Rimase un incontro, un intimo sfiorarsi di sguardi tristi.
    Sylvie tornò alla sua vita che poi la condusse alle curve ed al fiume del paesino.
    Charles tornò alle sua musica.
    Dopo un mese nacque “Sylvie” , una delle più belle chanson di Charles.

  3. andrea bertotti Says:

    Bon jour à tout le monde: questo molti italiani devono ancora imparalo.
    E che Lapo ciaiuti.
    Ieri una mia collega calabrese m’ha detto: U’cacatu ‘ngiurìa U’pisciatu.
    Dobbiamo assolutamente fare amicizia con quella regione.

  4. Clic Zac Says:

    Uffa:
    San Torpete-Saint Tropez!

  5. honnête provocateur Says:

    Napoleone Bonaparte, aveva il vizio di prendere le opere d’arte nei paesi conquistati e portarle in Francia.
    Pasquino/la statua parlante) rispondeva a Marforio:
    Marforio: È vero che i francesi sono tutti ladri?
    Pasquino: Tutti no, ma BonaParte sì!

  6. Antheus Says:

    :-)

  7. artisticando Says:

    honnête…..a proposito di ladri (e masochismo), verifica se qualche statua parlante di Roma ha commentato il massacro che hanno fatto i banchieri di oggigiorno che dobbiamo anche salvare con i Tremonti-bond…… 8-)

  8. honnête provocateur Says:

    artisticando
    La statua non l’ha ancora commentato.
    Pero se vuoi puoi leggerti questo:
    http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/economia/crisi-16/fiducia-imprese/fiducia-imprese.html

  9. Dilett@ Says:

    ### Uff…. che tristezza…
    prima le scarpette sudate, poi le casette umide, adesso questa storia che lui c’ era ma non era più tra loro…
    ma da dove ti viene l’ ispirazione….
    secondo me Charles indossava una camicia bianchissima di quelle con il colletto a punta degli anno ‘70
    e aveva un profumo…

  10. cordelia Says:

    giornate tristi:

    http://benearchitettonico.blogspot.com/2009/02/durissimo-scontro-sul-commissariamento.html

    http://www.fondoambiente.it/attualita/-respinga-le-dimissioni-del-prof-settis-.asp

  11. cordelia Says:

    http://www.fondoambiente.it/upload/oggetti/Lettera_Settis_dimissioni_laRepubblica_260209.pdf

  12. federico Says:

    @Lapo: speriamo:)

  13. federico Says:

    @honnete: ahha BonaParte! carina questa! almeno per chi non lotta professionalmente per far tornare in Italia o in Magna Grecia opere d’arte ivi realizzate e poi depredate dal nano francese e ancora oggi in grado di generare revenue stream a tutto vantaggio delle casse dei musei francesi(e della correlata fiscalità). Grazie a Dio non sono tra questi agguerriti Operatori della Gestione del Patrimonio Artistico (che a volte hanno la mia più totale ammirazione). globalizzaziò globalizzaziò…ma a tutto c’è un limite: anche ai furti d’Arte!!

  14. david Says:

    beh, poi anche tra le opere di quella che dicono sia l’asta del secolo, ce ne sono molte italiane. mi dispiace solo che il compagno del grandissimo YSL se ne disfi. evidentemente gli davano fastidio. non poteva farne un museo?
    parlando di furti d’arte, a ben pensare, anche gli stati uniti e l’ inghilterra fanno la loro parte.
    @ uff: mi piace molto questa storia,molto poetica, ma scusami l’ignoranza: a chi si riferisce?

  15. david Says:

    volevo aggiungere, ma avevo già mandato il precedente, che pierre bergé, appunto compagno di YSL ha dichiarato che tutto il ricavato andrà in beneficenza, diviso tra la fondazione Yves Saint Laurent e fondi per la ricerca sull’ AIDS. Chapeau.

  16. Dilett@ Says:

    ha ha ha… no BonaTutta… questa è vecchia la sapevo anch’ io!
    forse i predatori delle opere d’ arte non hanno tenuto conto della sindrome di Stendhal:)

  17. Gabriele Says:

    Parlando seriamente, posso dire che ogni alleanza che porti nuova linfa vitale alla malconcia economia italiana è sicuramente positiva.

    Facendo un po di luoghi comuni, ma proprio con i mangia formaggio la dobbiamo fare l’alleanza? E’ vero che il formaggio sulla pasta ci sta bene però!!!!!!!!!!!!!!!????????????????

    Ma secondo voi Sarkò come ha commentato quando il berlusca gli ha detto che gli aveva dato lui la sua donna? Secondo me… lo ha mandato…

  18. artisticando Says:

    Le nostre imprese hanno davvero la strada in forte salita e possono competere solo quelle con una marcia in più (o che contengono i costi in modo poco lecito).

    Da un Portale di Tribuna Economica, giornale di economia finanza riporto:
    “La maggior parte degli investimenti italiani in Francia appartiene ai settori di tipo tradizionale, che trovano nel mercato francese alcuni vantaggi comparati, quali il minor costo dell’energia (-25/30%), la presenza di mano d’opera qualificata, il più contenuto costo della manodopera rispetto anche alle stesse regioni del nord Italia (- 5/10%), oltre ad alcuni benefici di ordine fiscale”
    Se vi pare poco…… :-( :-( :-(

  19. david Says:

    si, ma resta che il fatto ridicolo è che, mentre alcune nazioni cercano di dismettere le loro centrali nucleari, l’ Italia e la Francia, invece di investire su energie pulite, decidono di costruirne di nuove. è ridicolo. le scorie dove le mettiamo, ad arcore?? o a casa di carlà?

  20. luigi f. Says:

    rimangono pur sempre i nostri “cugini”…
    I legami partono da lontano. Penso al risorgimento.
    ciao lapo

  21. Dilett@ Says:

    °
    ° O °
    °
    ° O °
    °
    ° O °

  22. artisticando Says:

    Ogni uomo vede nei propri parenti, e specialmente nei cugini, una serie di grottesche caricature di se stesso.
    Henry Louis Mencken

  23. luigi f. Says:

    Ogni lettore, quando legge, legge sé stesso. L’opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che è offerto al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in sé stesso. Marcel Proust

  24. Dilett@ Says:

    viaggia insieme a me
    io ti guiderò
    e tutto ciò che sò
    te lo insegnerò
    finchè arriverà
    il giorno in cui
    tu lo insegnerai
    ad un’ altro, un’ altro uguale a me.

  25. Dilett@ Says:

    o o o occhi di gatto
    o o o occhi di gatto
    è questo il nome del trio perfetto
    o o o occhi di gatto
    o o o occhi di gatto
    son tre cugini che han fatto un patto

  26. david Says:

    diletta: eiffel 65 ????? occhi di gatto?????

  27. Dilett@ Says:

    no direi Versailles 88 Caserta 98….. eiffel 65.

  28. david Says:

    :-)

  29. vick Says:

    italia - francia: due paesi diversi, la stessa passione per il cinema

  30. Dilett@ Says:

    … e il turismo.

  31. vick Says:

    grazie

  32. ENRICO SPIGAROLLO Says:

    Ciao Lapo. Spero tu stia bene. A presto Enrico

  33. Dilett@ Says:

    [Beati i morti in guerra che hanno fotografato il loro viso nel tempo.]
    con quel buchetto sul mento… noi eravamo artiglieri in germania…. CHAPEAU.

  34. ENRICO SPIGAROLLO Says:

    Ciao Lapo. Scrivo qua perchè il post successivo non me lo permette. Spero tu stia bene. Enrico

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