Lifestreaming, la censura e il futuro di Facebook
(di Antheus)
La parola chiave di questi ultimi mesi - e dei prossimi anni - è lifestreaming, ovvero il raccontarsi giorno per giorno utilizzando i mezzi messi a disposizione dall’internet 2.0: i propri video preferiti attraverso YouTube, le proprie foto pubblicate su Flickr, le proprie riflessioni sul blog, le canzoni preferite su last.fm, i feed e i propri link preferiti condivisi attraverso del.icio.us o google reader, e poi assemblare tutto questo in un social network come Friendfeed, Myspace o Facebook.
Proprio Facebook ha avuto in Italia una travolgente impennata di utenti in questi ultimi tempi. Solo in Italia in sei mesi gli abbonati a fb si sono triplicati raggiungendo quota 7 milioni. E subito qua in Italia, complice una certa ignoranza della classe politica nei confronti della rete e della cultura digitale, iniziano le prime polemiche e i primi episodi di censura. E’ il caso di un emendamento approvato dal parlamento il quale stabilisce che il governo, su segnalazione della magistratura, possa chiedere ai fornitori di accesso del social network l’oscurazione di tutto il sito di social network qualora si ravveda che in alcune pagine si integri la fattispecie dell’istigazione a delinquere o l’apologia di reato (esempio le pagine inneggianti a Totò Riina). E’ chiaro che tutto questo non è il modo adatto per combattere il crimine o i contenuti scomodi.
L’altra questione aperta rimane il valore di facebook sia come social network sia come strumento di marketing per le aziende, sia per l’efficacia come media pubblicitario. La questione rimane, appunto, aperta.
Però volevo segnalarvi un’interessante riflessione di Ted McConnell, responsabile pubblicità di Procter & Gamble USA il quale ha deciso di non investire con banner su facebook. Il suo ragionamento che sta dietro a questo è la convinzione che facebbok non sia un media. Dice Mc Connell “Un Media è qualcosa che puoi comprare e vendere (..) In FB gli utenti non generano un media, ma ci vengono per parlare con qualcun’altro. Così, a me sembra un pò arrogante introdursi nelle loro conversazioni, nei loro pensieri e sentimenti, e cercare di monetizzarli (..) Come puoi monetizzare l’immobile in cui qualcuno sta rompendo con la sua ragazza?”
Ritornando poi al concetto di lifestream, Mc Connell prova a preconizzare il futuro di FB “Per FaceBook, a mio avviso, il futuro non sarà quello di vivere di pubblicità. Il destino sarà quello di fare pagare questo splendido software agli utenti. Se si dicesse agli utenti i FB di pagare 5 euro l’anno, in quanti non pagherebbero? Ora forse in molti, ma tra un anno o due, quando più di 100 milioni di persone avranno messo dentro tutta la loro vita, sarà molto facile chiedere un piccolo abbonamento, nessuno vorrà perdere tutta la sua vita per due spicci”.
Scusate per il post lungo e complicato. La prossima volta sarò più leggero.
Voi che ne pensate di Facebook?

February 16th, 2009 at 1:41 pm
Io ci sono. Lo trovo tremendamente effimero ma mi serve se voglio comunicare a 400 e più persone ciò che faccio e farò.
Se sei aperto e non scappi di fronte alle lingue ed alle “conoscenze” che fai può diventare anche strumento di cultura e di possibili scambi di esperienze. Come al bar. Come nella vita.
Ogni relazione in fondo è una promessa di possibilità. A te poi saperle cogliere.
Non cambia la vita. Non la peggiora.
Distoglie dal lavoro, ma lo rende anche più sopportabile. Non sostituisce la famiglia e non fa il caffè.
Si spegne insieme al pc e devi saper rimanere con te stesso, dopo.
Nasceranno dipendenze da FB. Patologie psichiche da assuefazione, visibilità, eccesso di outing.
Nasceranno amori che si spegneranno insieme al pc.
Le aziende che vorranno crearsi dei profili su FB, non banner, ma profili, dovranno spacciarle per “friendly profile” e quindi umanizzare comunque il rapporto attraverso un referente esistente e individuabile. Un nome, un cognome. il cosiddetto “amico” in FB. Aziende amiche quindi. Altrimenti clic, si taglia via.
Fermo restando che non è possibile utilizzare FB per motivi commerciali.
Nasceranno gli amici in FB, l’equivalente dei fratelli massoni o dei soci dei club. E sarà più facile ottenere dei favori reciproci in nome del rapporto elettronico.
Vetrina di se stessi, ricorda l’esposizione delle grazie mercificate delle battone olandesi. Offline e la lucina diventa rossa. Online, e sei disponibile.
Buona vetrina di se stessi e capacità di impostare temi e gruppi su ciò che vuoi e sulla base dei quali raccogliere amici e conoscenze sul comune interesse.
Approfondimento di temi, quindi. Discussioni.
Libero pensiero in libero strumento.
Un clic e tutto finisce. Un clic e il mondo è ai tuoi piedi.
Gruppi dai nomi più impensati, mentre gli amici, quelli veri, quelli che vai ricercando, non ci sono mai.
Pazienza. Il mondo non finisce nel tuo microcosmo.
C’è un neozelandese sul surf o una modella vietnamita con cui chiacchierare.
Il racconto della tua vita online.
Mai prima d’ora, con i tag giusti, è stato possibile raggiungersi in modo così orizzontale e completo.
Io uso il firendfishing. Vado tra gli amici dei miei amici e li pesco, talvolta a caso se mi piace la foto. Talvolta per interesse comune.
Un universo di contatti che si espande in modo frattale. Chi mai saprà chi sono loro. Con quanti mai di loro avrò occasione solamente di chattare nella minuscola finestrella in basso a destra…
Ma è piacevole sapere che in ogni parte del mondo, se avrai saputo organizzarti, c’è forse qualcuno disposto a parlarti ed ad aprire se stesso, la sua cultura, la sua vita, a te, solo per il fatto di aver accettato con un clic la tua richiesta di amicizia.
In tutto questo, è vero, cosa c’entra la pubblicità?
February 16th, 2009 at 1:59 pm
Non frequento.
Odio tutti i fenomeni di massa.
Le persone mi interessa gurdarle negli occhi e ascoltare le vibrazioni che emettono.
Se devo fare abboccare “pescando” qualcuno/a preferisco farlo in strada o al bar almento oltre a vederlo/a sento pure il suo odore e ascolto la sua voce.
Siamo tornati agli amori per i divi dei fotoromanzi o delle soap opere?
February 16th, 2009 at 3:12 pm
penso sia uno strumento di comunicazione…la pubblicità? perké no?
February 16th, 2009 at 4:02 pm
now, immagino che non importerà a molti/e la mia opinione la quale è che Facebook malgrado il nome è molto lontano dalla cara vecchia forma di libro che si può facilmente apprendere in città in una libreria che vende o che presta non importa; la sua struttura è infatti molto più quella di una catena di negozi, quella di un ideogramma ad albero; altre social venture ad esempio: myspace, esnips, libero, msn consentono l’intercomunicazione tra profilati
e pubblico esterno (attraverso il blog), cosa questa che rende la connessione ad internet non un luogo di esclusione sociale [ma un momento di evasione fiscale (verrebbe da rimare)] ma un momento di svago artistico culturale e non un momento di svago artificiale tra le costruzioni del paese;
a parità di costi favorisco molto di più skype invece che facebook
February 16th, 2009 at 4:22 pm
FB odio e amore,
respinge e attrare allo stesso tempo, mi sembrano sentimenti piuttosto condivisi sulla bachecona globale…
certo, comunicare su FB giusto perchè “c’è gente” mi sembra pochino, in tutti i sensi.
ma come tutti i fenomeni di massa ha i suoi perchè… c’è spazio per sperimentare e creativarci sopra, quindi.
M!
February 16th, 2009 at 4:24 pm
UFF: Molto bello il tuo commento. Sia per i contenuti sia per la forma. Grazie.
Honnete: sei sempre molto estremo e tranciante nelle tue opinioni. Che spesso non condivido. Ma che trovo ugualmente - anzi, ancor di più - brillanti e interessanti.
Am on line: fb ha delle peculiarità che lo rendono molto diverso da myspace e da skype (che peraltro non è un social network). Quindi non sono paragonabili tra loro.
February 16th, 2009 at 5:12 pm
Io non ci sono su FB, perchè? forse perchè ci sono tutti o forse sono in troppi. Paragono FB ad una T-Shirt modaiola (vi ricordate quella D&G?) un’immensa scritta gigantesca nera nel petto (a mio avviso orrenda) eppure di moda e 95% delle persone ad arezzo l’avevano e probabilmente non l’hanno ancora buttata!
Ovvio che credo che il sistema di FB, magari sviluppato in modo diverso, sarà il mercato pubblicitario e di vendita del futuro.
February 16th, 2009 at 5:55 pm
Uff i tuoi post mi piacciono molto e li leggo con interesse, fb mi affascina ma non ci sono.. questione di scelte.
Le promesse non sono certezze mai.. è un mondo dispersivo in alcuni momenti, è un mondo a parte da quello reale ed è reale se ti scrivi con persone che frequenti nella stessa città,
ti isola se non ne puoi fare a meno e ci sono persone che rientrando la sera a casa non aspettano altro che la connessione, la solitudine aumenta paradossalmente parlando.
ci sono persone soprattutto studenti che ne fanno un ottimo uso, si organizzano serate e nascono davvero scambi culturali della serie -a natale tu da me, a carnevale io da te- bello..
le persone adulte già ne fanno altro uso.
Se distoglie dal lavoro vuol dire che il lavoro non ti piace e non rendi, non lo trovo affatto positivo; rapporti umani una rete enorme di rapporti umani non esclusivi.
In sostanza penso che siamo in un momento in cui è in atto un’ evoluzione una metamorfosi si stà creando qualcosa di parallelo al mondo reale, tutto questo porta una sorta di confusione all’inizio perchè è cambiamento.. ma penso anche che sia solo l’inizio perchè creeranno tanto altro!!!
Come in tutte le cose ci sono i pro e i contro penso e fb è una di quelle, ma c’è molto altro che stà avvenendo nelle diverse società oggi..
February 16th, 2009 at 8:09 pm
dai sù, è più facile parlare ad un estraneo che a uno che conosci tanto che ne sà quello veramente di te?
se vuoi cazzeggiare vai su fb, è tutto simpatico e divertente e appari come meglio credi ma non fate come quel mio amico che a causa di una scambio culturale di lingue ha accettato di incontrare lei (una tipa) e ora è nei guai lui.. s’è attacata come una cozza sullo scoglio!!!!
tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, dipende dall’uso che ne fai e gli scopi reali che hai.
February 16th, 2009 at 8:33 pm
Anche la sopravvivenza e’ una questione di style?
http://www.corriere.it/cronache/09_febbraio_15/titanic_superstiti_galateo_buona_educazione_51914e86-fb7c-11dd-aeff-00144f02aabc.shtml
February 16th, 2009 at 9:00 pm
Chi e’ piu solo chi non ha nessun amico o chi ce ne ha 6000?
February 16th, 2009 at 11:33 pm
chi non sa stare da solo…
February 17th, 2009 at 12:22 am
ho visto i vostri prodotti in vendita su yoox…mi ha fatto un certo senso diciamo…speriamo sia circoscritto a pochi pezzi…
February 17th, 2009 at 12:33 am
facebook è sì, un fenomeno di massa, ma mi piace, perchè, per fare un esempio, io ho vissuto 6 anni a modena, ergo avevo amici lì. nel 2002 ritorno al sud, e con loro ci si sentiva, al massimo via sms. l’anno scorso un mio amico ubriaco mi ha trascinato in mare con tutti i panni, ed il cellulare. senza facebook, non avrei potuto rintracciarli, se non andando di persona a modena, nel vano tentativo di trovare qualcuno di loro.
sono contrartio ai fenomeni di massa, perchè spesso diventano fenoomeni da baraccone, ma questo dimostra che, se usati ben, possono servire.
February 17th, 2009 at 1:29 am
Hehehe … Honnete… hai ragione sai. Sono vecchia e questo modo di comunicare è ancora così giovane …
Luci e ombre, scogli e cozze, fili invisibili, interconnessioni mentali …. Un caos che è anche un caso…. Collezioni di casi …. Costellazioni di casi. Stelline nel buio del Web.
Le relazioni sono fatte di odori. Quelle vere.
FB non ha odore.
Ma, ….. Clic!
Clic Clic!
Le carrozze di coda sono sempre le più affollate?
February 17th, 2009 at 2:07 am
preghiera della candidazione
posta mia che sei elettronica
sia rispettato il tuo nome
serva il tuo blog
sia giusta la tua unità
come on line così off line
dacci oggi il nostro tempo quotidiano
rimetti a noi i nostri debiti come noi rimettiamo ai nostri debitori
non ci imporre tassazione e liberaci dal voto
February 17th, 2009 at 2:15 am
ecco bellissimo il post di uff che non avevo letto..credo abbia riassunto fb….non condivido chi parla di mondo parallelo..non credo oggi si possa più mentire considerando che oggi basta andare alla ricerca su google..quindi se oggi dici cazzate è molto più facile di prima scoprire la realtà…bisogna usare fb come un’agenda…solo che i contatti a differenza di un semplice libro di carta sono più vivi e ti parlano..e ti arricchiscono…
February 17th, 2009 at 10:52 am
Il successo fi FB sta negli insuccessi dei rapporti veri.
In FB non c’e “responsabilita” ne “impegno” che comportano i rapporti di amiczia o di relazione di coppia.
Oltre al fatto di comunicare con una fotografia che spesso e’ la migliore che si ha nel cassetto.
Credo che un social network abbia come obiettivo un incobtro reale tra le persone.
Altrimenti e’ un antidodo “sintomatico” all’angoscia della solitudine.
Potrebbe essere FB l’inizio degli ASocial network?
February 17th, 2009 at 11:11 am
no, ma se sbagli a mettere le cose, puoi fare enormi figure di cacca, per cui bisogna stare attenti, e molto. gente, si tratta semplicemente di usare le cose in maniera razionale, senza star ad usare tanti giri di parole. se, al contrario, come un mio amico, lo usate in maniera convulsiva anche quando siete al bar con gli amici, usando quel fot..o iPhone (che prima o poi gli butterò nella tazza del wc), allora non state facendo un uso razionale del social network.tutto qua.
February 17th, 2009 at 12:09 pm
Buongiorno a tutti! è da un pò che non seguivo il blog e recuperare è stato difficile, ma quanto scriveteeee! Tutti argomenti interessantissimi come sempre.
Non faccio parte della comunità di FB ma ancora per poco. Sono “combattuta”perché la tentazione di ricontattare vecchi amici dispersi negli anni è forte ma è altrettanto forte la voglia di non rincontrarne altri “volutamente” persi. In linee generali sono d’ accordo con Honnete, non c’è nulla di paragonabile al parlare faccia a faccia con qualcuno e vedere quello che si prova, ma forse Fb può portare a questo, è l’approccio iniziale diverso. Poi dipende dall’uso che si vuole fare di FB. Quello che fa un pò ridere è che la maggioranza degli iscritti a Fb (come dice Honnette) si presenta agli altri “standardizzato “: foto da veri divi o apparentemente “artistiche”, caratteristiche personali che si leggono ormai ovunque, liste di “amici” infinite che poi il più delle volte non si contattano ma fanno numero
February 17th, 2009 at 1:05 pm
Utilizzo FB per le enormi potenzialità comunicative globali, evitando applicazioni e frivolezze varie.
Lo prendo seriamente, pubblicando quello che mi sembra di interesse per la mia attuale attività/hobby, mantenendone il controllo e pensando ai risvolti positivi di questa vetrina globale( UFF ha colto in pieno cos’è e a cosa può servire FB….uno strumento eccezionale e potente, ma pur sempre solo uno strumento nelle mani dell’uomo)
Si pensi solo al “capitale umano” nascosto nei milioni di pagine personali; assolutamente da non lasciare sfuggire per chi vuol fare businnes.
Per gli attuali mercati super saturi di prodotti rappresenta una formidabile “materia prima” per il -consumer insight-, vale a dire per i sistemi di ricerca che consentono di tracciare esattamente il profilo e i gusti del singolo consumatore.
Non solo,più avanti (FB o qualcosa di simile) prevedo si evolverà per diventare un nuovo mezzo per fare marketing, costrette come saranno le aziende ad abbandonare il vecchio modello basato sulla “manipolazione delle coscienze” per comprendere il valore delle persone con particolare attenzione alle relazioni umane.
Paolo Convertito Blasio poi ha risposto bene e aggiungo che l’uso improprio e ingannevole di questo strumento porterà velocemente a “tagliarsi le gambe”….e per sempre!!
February 17th, 2009 at 1:21 pm
Chi preferisce il touch screen
Chi preferisce il touch skin
A Roma si direbbe “touch vostra”!!!!!!
De gustibus et coloribus non est disputandum
February 17th, 2009 at 1:21 pm
a parte il fatto che l’uso è soggettivo concordo con honnete, paolo ho scritto mondo parallelo perchè vedo gente far saltare i rapporti a causa di conoscenze infatuazioni avute tramite questo tipo di comunicazione, quindi c’è chi investe seriamente del tempo aspettandosi chissà cosa, spesso si resta delusi.
l’esempio che porti tra il libro di carta come tu dici e i contatti che ti arricchiscono sono a mio parere due cose diverse non paragonabili, la lettura ti arricchisce..
poi.. a meno che non sei ossessionato da qualcuno che si è fissato sulla tua persona e non ti molla, i contatti vanno presi un pò scherzosamente e accettare chi si presenta così com’è senza star lì a scovare a tutti i costi la sua identità, il gusto stà anche lì penso.. la vita privata di ognuno deve essere rispettata e chi ricerca secondo me sbaglia.
February 17th, 2009 at 1:39 pm
credo che una personalità rara ed eccezionale come honnête provocateur in vetrina globale (FB) ne trarrebbe solo grandi vantaggi
February 17th, 2009 at 2:44 pm
due zero quattro sei
February 17th, 2009 at 3:15 pm
2046 o uno nove otto quattro?
Wong Kar-Wai od Orwell?
La ricerca della felicità perduta o il controllo elettronico di se stessi?
Il touch o il think?
Il taste o il see?
Lo screen o la skin?
“quando la bicicletta inforca altre strade, non dare la colpa alla ruota, ma solo alle tue braccia che non sanno guidarla”
proverbio UFF XXI Sec.
February 17th, 2009 at 4:13 pm
Honnete: con tutta la buona volonta, i tuoi ragionamenti non mi convincono. Perché parlare al telefono quando puoi incontrarti in piazza o al bar (vedi la faccia , senti l’odore), perché ascoltare i dischi quando teoricamente potresti andare a vedere i concerti (vivi la musica), perché prendere le info su google quando il sapere è rinchiuso in affascinanti tomi enciclopedici (l’odore delle pagine, il silenzio della biblioteca).
Anche fb come tutto nella nuova cultura digitale, deve essere preso e trattato con la giusta distanza, senza farsi troppo sopraffare. Ma questo si sapeva già.
Like: Artisticando e Paolo .
February 17th, 2009 at 4:24 pm
Uffo …. è perchè tu vai in bicicletta con le braccia aperte ?
February 17th, 2009 at 4:51 pm
Antheus io non sono contro la tecnologia anzi.
Come molti consordo che l’importanza di Fb e’ l’uso che se ne fa’
Pero’ vedere orde di cyberanalfabeti passare ore con foto ad uso lapide mi rattristisce.
Vedo persone che si alterano se non vengono accettati come amici dai Vip in FB, vedo trentenni innamorate di palestrati canadesi,vedo tanta solitudine mascherata e difficolta’ a creare rapporti sociali che prevedono il contatto fisico.
Insomma vedo un’illusione, una grandissima illusione di non sentirsi soli.
February 17th, 2009 at 6:02 pm
antheus le giuste distanze le prendi con l’esperienza, e dai troppo per scontato come tutti dovrebbero trattare con questo mezzo..
February 17th, 2009 at 7:35 pm
Certo…
February 17th, 2009 at 8:31 pm
…..hai voluto la bicicletta?
a me pedalare fa un pò fatica…. preferisco stare seduta sul manubrio… faccia al mondo!
bella la preghera…. oggi siete particolarmente spritosi… bene… bene…
February 18th, 2009 at 2:21 am
quelli che pretendono di farsi taggare dai vip o di creare una storia con un culturista canadese è, credo, gente che si è fatta troppo prendere la mano. ricordiamo il motivo per cui fb è stato creato: un ragazzo, di cui non ricordo il nome, voleva rintracciare i suoi ex compagni delle scuole secondarie, quindi ha creato un network ad hoc. e da questo si hanno ora orde di persone con la gobba davanti al computer.
il manubrio lo si deve mantenere ben, vagliù, o si rischia di cadere, e sono dolori, o si può far male agli altri.
February 18th, 2009 at 10:06 am
Bonjour a tutti!
Recuperato il tempo perso nella lontananza, aggiungo qualche riga anch’io a questo post.
Rileggendo tutto “a cascata”, come un dialogo fluente, sono rimasto colpito dall’intervento di Uff: molto bello per ciò che dice - centra la descrizione senza avere posizioni snobistiche o di (pre)giudizio - e per come lo dice, con uno stile che rende anche nella forma il suo pensiero…bravo (o forse brava, data la sensibilità…mah…)!
Antheus fa precisazioni anche “tecniche” essendo “nel ramo”: da un lato mi trovi in accordo con la tua interpretazione-lettura, dall’altro non credo che tutti riescano a vedere facebook come dici e come dovrebbero.
Honnête poi, deve restare “fedele” al suo personaggio: chi si aspetterebbe davvero che un Provocateur sia su facebook, magari aggiornando spesso il suo contenuto?! Per la simpatia - anche etimologicamente - che ho per lui sono forse poco obiettivo, ma ci provo: da un lato ci piace così (le sue provocazioni, come dice Antheus, ci piacciono e ci “servono” proprio per valutare a tutto tondo delle situazioni che magari ci apparirebbero come scontate), dall’altro ciò che scrive va “limato” con ciò che fa. Non è forse dal fenomeno di massa “internet” e dal suo sottofenomeno “blog” che ora Danilo Verticelli scende a Roma per incontrare Honnête?! Eppure dal blog non sento emanare alcun odore, né vedo alcun occhio da incrociare.
In effetti, a mio avviso, facebook è solo un mezzo, e come tale il suo giudizio dipende dall’uso che ognuno ne fa: non credo che sia specchio di nuovi esseri asociali (quelli esistono indipendentemente dal web: lì trovano visibilità, ma come dice Uff, basta un clic) né penso che chi lo usa sia “triste inside” e trovi quindi gioia cibernetica nel suo utilizzo. Quando vado “in piazza” per il rituale aperitivo vedo persone agitarsi e sorridere, vedo altre tranquille e in disparte, vedo capannelli di gente chiacchierare allegramente, vedo coppie o signori che leggono il giornale o un libro in qualche angolo. Traducendo in bit tutto questo, accelerando tempi ed accorciando distanze si dovrebbe poter notare la stessa cosa, o molto simile.
Credo insomma, che le mani sul manubrio le abbiamo noi: chi vuole guida, chi vuole va a sbattere o cade…e chi vuole va a piedi o in scooter! Come al solito, tappe e percorso fanno la differenza, non il mezzo.
A presto,
Ste
February 18th, 2009 at 10:39 am
p.s.: un grazie in particolare a Raffaela per il sorriso che mi avevi dedicato nel post precedente!
February 18th, 2009 at 10:49 am
Nicola: cosa hai contro yoox? Per me è semplicemente un buon canale di vendita, piuttosto impersonale ma per l’ecommerce è sicuro e di qualità.
Ovviamente non tutti i nostri prodotti saranno presenti su yoox. Per ora è un inizio di collaborazione.
February 18th, 2009 at 11:15 am
Stefano sei troppo buono con me.
Evidentemente le mie provocazioni hanno perso smalto.
Faccio damanda per la pensione?
February 18th, 2009 at 11:23 am
Cosa succede agli utenti che si cancellano da FB?
http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/tecnologia/facebook-world/privacy-utenti/privacy-utenti.html
February 18th, 2009 at 11:43 am
il mistero bUFFo
Rosella aveva un campo di patate. Il marito Nedo faceva il fabbro. Abitavano in un paese di pianura, uno come tanti, troppo lontano dalla città per esserne periferia, troppo vicino per dirsene indipendente. Una dependance dell’urbanità. Un aggeggio di case costruite per far dormire nel silenzio, respirando umido e zanzare dal fiume vicino.
Le case sono sui bordi delle strade, vecchie stradine di contado riciclate in direttrici per bus e SUV. Ci si passa in due ma stretti, ai lati i fossi di scolo delle acque piovane, talvolta scolano anche certe auto, scivolate sulla fanghiglia di polvere e acqua che talvolta vira l’asfalto in ghiaccio.
Le case quindi, sui bordi, non distano tanto, forse otto, forse dieci metri. Le finestre si osservano, i cancellini si prospettano inermi, inutili. Un balzo e sei dentro. I muri bassi.
Le persone sono luoghi comuni. Luoghi perché attecchite a quei posti. Comuni perché condivise tra loro. Le porte rimangono aperte, i giardinetti troppo vicini lasciano trasparire immagini e forme, suoni e voci, chiacciericci e cicalecci comuni. Lo share non è un indicatore di successo televisivo ma un verbo vero e proprio. Condividere. Si entra e si esce se manca qualcosa. Si urla dal balcone per chiamare. Ogni tentativo di intromissione tecnologica viene superato dalla normale naturalità di un grido per chiamare, di un gesto per salutare, di un ingresso per trovare.
Rosella aveva un campo di patate e si alzava presto la mattina. Aveva la voce grossa, tesa. Aveva la naturalità di chi fa poche storie. Parlava, anche molto ed ad alta voce. Il marito no. Parlava per lui la saldatrice. Alle sette Rosella voleva farsi i capelli. Lara si era appena alzata. Ancora offline si direbbe oggi. Le finestre aperte però sono come una lucina verde. “Sono qui. Sono attiva, non disponibile ma in standby”.
L’urlo di Rosella dalla strada penetrava molte case. Una specie di newsletter mattutina, sincronizzata su un fuso orario orientale. Una chiamata intermittente. Un pulsare di tonalità. Un ring di telefono multimediale antesignano che aspetta la risposta dall’altra parte. Lara si dichiarava spesso “invisibile”, ma come fare, in una “community” di pochi “amici” con la lucina verde accesa della cucina in prima colazione, come fare a mostrarsi “assente” o invisibile”? Lara avrebbe dovuto mettersi offline, spegnere la luce, calare le avvolgibili. Forse avrebbe potuto solo non rispondere e la molesta Rosella avrebbe ritentato in un orario più cristiano.
Ma in fondo il senso di quel “condividersi”, di quell’essere sempre disponibili, di quel raccontarsi agli amici, ai vicini, senza pudore e senza lagnanze per i disagi, il senso di quel lifestreaming, era anche il senso di una raccolta di calore umano e aiuto vicendevole. Non era amicizia, non potevamo chiamarla così. Ma l’apertura di se stessi e delle proprie case era il “senso” di quelle vite spontanee e semplici, prive di serrature e chiavi e vetri e muri. Un senso forse perduto nell’organizzazione verticale dei palazzi, dei piccoli piani orizzontali che corrispondono ad ogni nostra famiglia. Una condivisione fondata su un ascensore o su un vano scala. Le finestre danno sul vuoto. Le serrande sono spesso online ma nessuno urla più dalla strada: non si sentirebbe.
Rosella aveva un campo di patate. Dava la sveglia al paesino camminando sulla strada e salutando ad alta voce.
In fondo, e con tutte le differenze del caso, cosa è cambiato da quel lifestreaming al nostro?
February 18th, 2009 at 11:44 am
Honnête,
dai, avevo premesso che non sono obiettivo per la simpatia che ti riservo…ma non direi che hanno perso smalto i tuoi dardi: solo che, forse, ho imparato a leggerli!
D’altro canto, i maestri insegnano e i discepoli apprendono…
Fai pure domanda per la pensione…ma sappi che anche quello è un fenomeno di massa!
February 18th, 2009 at 11:48 am
Uff,
geniale!
Semplice, intensa, efficace traduzione, traslazione: geniale!
February 18th, 2009 at 12:25 pm
Ste
Danilo Fusciaman e’ stato con me sabato e domenica.
Per le sue scarpe siamo stati circa un’ora e mezzo a discernere con Antonio Aglietti( l’artigiano sperimentatore) di forme colori, materiali e trattamenti del pellame per arrivare a forme cromatiche da post pop art.
Alla fine io penso verranno delle scarpe talmente sperimentali da suscitare emozioni da iperfuturista o stupore negli extraterresti.
Chissa’ cosa ne pensera’ il nostro UFFologo vedendole.
Per la pensione aspettero la versione pensiONE.2 per non massificarmi.
February 18th, 2009 at 1:20 pm
Honnête,
invidia e nostalgia!
Mi fai tornare in mente qualche pomeriggio passato ad “assillare” due maestri calzolai bolognesi che hanno fatto di stile, perizia, conoscenza e modestia la loro cifra stilistica. Ebbene, tra i 306 modelli creati, uno in particolare mi aveva rapito l’occhio: una monk in pelle di razza verde (quella che in ambito orologiero trovo come “galuchat”) con il collo a forma di…collo di camicia (una button down per intenderci). Incredibile!
E poi, parlare di finissaggi, di colori, di profondità del colore, di lettura e creazione della forma dalla lettura del committente…beh, poesia e passione allo stato puro! Senza contare che le spiegazioni teoriche erano corredate da esempi pratici, proprio lì, sul “banchetto dell’artista”…eccezionale!
Come tu sai, io sono un po’ più lontano da questi modelli (per me l’azzardo è una spectator bianco/testa di moro full brogue - che ho - o una francesina con punta tagliata verde cupo - che mi devo ancora fare creare…sigh…
) però ammirare la perizia che trasforma idee o pensieri in fatti e opere d’arte, beh, è davvero ammaliante! Immagino quindi il godimento intellettuale e sensoriale attuato quel pomeriggio: colori, forme, odori…un paradiso per l’appassionato!
February 18th, 2009 at 1:39 pm
povero Antonio…..anche lui sommerso di opzioni….
February 18th, 2009 at 4:10 pm
ed io leggo i post di Ste e HP, mi incantate… non riesco neanche ad esprimere quello che provo quando leggo i vostri post, ma non per quello che dite ma dall’enfasi che ci mettete.
February 18th, 2009 at 5:40 pm
…ehi, Pad, vacci piano: così mi fai arrossire!
Ti ringrazio per le belle parole che mi dedichi: da un lato la mia vanità esulta, dall’altro la mia timidezza latente mi frena.
)
Grazie mille: ciò che dici mi fa molto piacere, anche perché così sottolinei come la passione possa trasparire anche attraverso un mezzo apparentemente impersonale come internet… (che la vanità stia virando in presunzione?! …pazientate, non sono molto bravo a gestire i complimenti…
Grazie Pad, e…a presto,
Ste
February 18th, 2009 at 5:45 pm
PAD…fermati all’incantamento…ma non lasciarti avvincere e allontanati dai pericoli

February 18th, 2009 at 5:51 pm
Grazie PAD.
La realta’ e cosi’ piatta che se non la enfatizzassimo diverrebbe noiosa da morire.
Parlo chiaramente per me.
Comunque Stefano e’ piu’ bravo di me,forse ha una cultura classica che io non ho.
Io sono piu’ irriverente e dissacratorio, lui piu’ romantico e nostalgico.
Credo che lui saprebbe vendere il PEACOAT I-I mod.160 M ai beduini del Sahara.
Ciao
February 18th, 2009 at 6:06 pm
…see…vabbèh…Honnête, dai: dopo si capisce che ti pago una parcella salata a fine mese per scrivere bene di me!!
…allora, vi avviso: se continuate così, da timido latente e vanitoso quasi conclamato, divento vanesio e presuntuoso esagerato! Datevi una regolata, che io dopo un po’ ci credo…
Gioco a parte, grazie Honnête: data la stima che ho di te, le tue parole mi rendono felice! (Senza contare che solo uno come te riuscirebbe a dire “lui è più bravo di me”…anche se non è vero!
Non è semplice da trovare oggi…)
Comunque, direi che si potrebbe mettere su una società di esportazione: io vendo il Peacot ai beduini…e pure ai tuareg di passaggio, tu curi l’immagine con la gestione del colore e delle sensazioni: e poi…picco di vendite per I.I!! Yeah! Antheus, sgancia el danè!!
A presto,
Ste
February 18th, 2009 at 6:54 pm
42. Per quanto cerchi di non dilungarmi, non riesco proprio a passare sotto silenzio coloro che, in nulla diversi dall’ultimo ciabattino, si compiacciono tuttavia oltremodo di un vano titolo nobiliare. Chi, a sentir lui, discende da Enea, chi da Bruto, chi da Arturo; mostrano da ogni parte gli antenati in effigie, ritratti da scultori e pittori. Ti enumerano uno dopo l’altro bisavoli e trisavoli ricordandone gli antichi soprannomi, mentre per parte loro non dicono molto di più di una muta statua, anzi dicono meno dei ritratti che ostentano. E tuttavia il dolce amore di sé li fa vivere in perfetta letizia. Né mancano gli sciocchi che guardano a questa razza di animali come se fossero divinità.
Ma perché perdermi a parlare dell’una o dell’altra specie di gente, come se dappertutto la nostra Filautìa non fosse per tanti, e nelle forme più inattese, fonte di grandissima felicità?
Questo qui è più brutto di una scimmia, e si crede un Nireo. Un altro, appena ha tracciato tre linee col compasso, si crede Euclide. Un altro ancora, che sta come un asino davanti alla lira, ed ha mezzi vocali degni di un gallo in amore quando si avventa sulla gallina, s’immagina di essere un secondo Ermogene. Un posto a parte merita quell’ineffabile genere di follia per cui tanti, se uno dei loro servi ha delle doti, se ne gloriano come di cosa propria. Come quel riccone doppiamente felice di cui parla Seneca, che, se doveva raccontare una storiella, teneva d’intorno i servi perché gli suggerissero i nomi; e, fidando nel fatto di averne in casa tanti assai ben piantati, pur essendo così debole da reggere l’anima coi denti, non avrebbe esitato a cimentarsi in una gara di pugilato.
A che ricordare chi fa professione di artista? La filautìa è peculiare a tutta questa gente a tal segno, che faresti prima a trovarne uno disposto a cedere il campicello paterno che a rinunziare al suo talento, soprattutto nell’ambito degli attori, dei cantori, degli oratori e dei poeti. Quanto più uno lascia a desiderare, tanto più è arrogante nell’autocompiacimento, tanto più si vanta, tanto più si gonfia. Il simile ama il simile, e quanto meno si vale tanto più si è ammirati; i più vanno sempre dietro alle cose peggiori, perché, come ho detto, la maggior parte degli uomini è soggetta alla follia. Quindi, se chi è più ignorante è più contento di sé e ha più largo successo, cosa mai lo dovrebbe indurre ad optare per una cultura autentica, che in primo luogo gli costerebbe parecchio, e in secondo luogo lo renderebbe più fragile e più timido; e, infine, restringerebbe sensibilmente la cerchia dei suoi ammiratori. [...]
Erasmo da Rooterdam - Elogio della Follia - cap. 42
February 18th, 2009 at 7:50 pm
da Erasmo da Rotterdam al suo Tommaso Moro
Alcuni giorni fa, tornando dall’Italia in Inghilterra, per non sprecare in chiacchiere banali il tempo che dovevo passare a
cavallo, preferii riflettere un poco sui nostri studi comuni e godere del ricordo degli amici tanto dotti e cari, che avevo
lasciato qui. Fra i primi che mi sono tornati alla mente c’eri tu, Moro carissimo. Anche da lontano il tuo ricordo aveva il
medesimo fascino che esercitava, nella consueta intimità, la tua presenza che è stata, te lo giuro, la cosa più bella della
mia vita.
Visto, dunque, che ritenevo di dover fare ad ogni costo qualcosa, e che il momento non sembrava adatto a una
meditazione seria, mi venne in mente di tessere un elogio scherzoso della Follia.
“Ma quale capriccio di Pallade - ti chiederai - ti ha ispirato un’idea del genere?” In primo luogo, il tuo nome di famiglia,
tanto vicino al termine morìa, quanto tu stesso ne sei lontanissimo. E ne sei lontano a parere di tutti. Immaginavo inoltre che
la mia trovata scherzosa sarebbe piaciuta soprattutto a te, che di solito ti diletti in questo genere scherzi, non privi, mi
sembra, di dottrina e di sale, perchè nella vita di tutti i giorni fai in qualche modo la parte di Democrito. Sebbene, infatti,
per singolare acume d’ingegno tu sia tanto lontano dal volgo, con la tua incredibile benevolenza e cordialità puoi trattare
familiarmente con uomini d’ogni genere, traendone anche godimento.
Lettera dedicatoria di Erasmo da Rotterdam al suo amico Tommaso Moro
February 18th, 2009 at 8:28 pm
La vita è un gioco della follia in cui il cuore ha sempre ragione. - Erasmo da Rotterdam-
February 18th, 2009 at 9:42 pm
Ditemi, chi odia se stesso può amare un altro? Chi è interiormente combattuto, potrà forse andare d’accordo con altri? potrà chi è sgradito e fastidioso a se stesso, riuscire gradevole ad un altro? Nessuno, credo lo affermerebbe, se non un folle più folle della follia. Pertenato se non ci fossi più io (la follia) nessuno sopporterebbe il prossimo, al di provare vergogna e disgusto persino di sè. La Natura, infatti, in molte cose matrigana piuttosto che madre, ha posto nell’animo dei mortali, sopratutto dei poco intelligenti, l’insoddisfazione di se e l’ammirazione per gli altri. Di qui lo svanire e l’estinguersi di tutte quelle qualità e pregi della vita. Ache giova infatti la bellezza, il massimo dono degli dei immortali, se la si inquina col disgusto di se stassi? E la giovinezza se si deve guastae per il fermento della tristezza senile? Insomma, come potrai agire nelle situazioni della vita, verso di te o verso gli altri in modo decoroso, senza l’assistanza propizia di Filautia? Ma vi è cosa così folle come il piacersi, l’ammirarsi? D’altra parte, dispiacendo a te stesso, che cosa potrsti fare di grazioso, di attraente, di nobile? Togli alla vita l’amor proprio e subito la parola dell’oratore suonerà fredda, il musicista non piacerà a nesuno con le sue melodie, l’attore sarà fischiato per la sua patonimia, il poeta e le sue muse saranno derisi. Insomma, poichè la felicità consiste sopratutto nel voler essere ciò che si è, qui interviene col suo aiuto Filautia, facendo in modo che nessuno sia scontento del proprio apetto, carattere, stirpe, posizione, patria. Singolare bontà della natura di aver fatto tutte uguali tante cose diverse! Là dove scerseggia coi suoi doni, filautia è solita aggiungere una dose maggiore di amor proprio. Ma che sciocchezza ho detto: questo è proprio il più grande dei suoi doni.
Filautia o l’amor proprio
da “Elogio della follia” di Erasmo da Rotterdam
February 18th, 2009 at 10:27 pm
Settimana dedicata al festival di Sanremo e in tema all’argomento in rete ho trovato su http://www.downlovers.it la Sanremo Battle scontro tra successi storici di tutte le edizioni…che ricordi!
February 18th, 2009 at 11:07 pm
un pensiero
caro Antheus tu cosa faresti se avessi una casa bianca e rossa, piena di tuoi ricordi….un’amica che è nei casini,ammalata, ti chiede di figurare essere la proprietaria per un po’…le cose si trascinano…lei a poco a poco si insinua nella tua vita, ti ruba l’identità, litiga in maniera figurata in casa tua con il tuo ex che non sapevi nemmeno si fosse messo con lei e che era sparito.
Per tornare in possesso di te non prenderesti in considrazione l’idea di vendere la tua casa e mandarli tutti a…
February 18th, 2009 at 11:58 pm
ben inteso che lui non mi interessa piu’, sognare Lapo è stata la medicina migliore ,perchè è una persona che si mette in gioco, piena di umanità, che sono certa non tradirebbe mai alle spalle.
Va bè non si puo’ vendere la casa magica, però adesso è necessario che butti fuori la strega cattiva
February 19th, 2009 at 12:07 am
@Antheus: a proposito del tuo <> ci viene in mente l’Avv. Agnelli che parlando al telefono con un noto amico dei titoli di stampa del giorno si domandava: è una vera notizia? Innovare, creare e inventare non è facile, non sempre almeno, soprattutto a livello mondiale (federico e Avv. Giovanni Valcavi : vi tralasciamo per carità umana ogni e qualsiasi accenno ad ampi trattati di Diritto Commerciale, Industriale e d’Autore, ai quali è legata, pensiamo a doppio filo, la nostra formazione, sia di tipo ingegneristico che di tipo giuridico, anche per tradizione professionale familiare nonchè per affinità elettive ed aspirazioni ed interessi personali… per chi fosse interessato:www.valcavi.it, http://www.uibm.it).
Detto questo pensiamo che yoox può essere un perfetto canale per vendere, come lo può essere ebay e internet in generale, a patto di accettare le regole del gioco con i loro aspetti positivi e negativi e…variabili, non sempre facilmente prevedibili nè gestibili:)
Invece non condividiamo modi di dire come <> o su qualsiasi altrà entità-internet: la vita, di tutti, è un bene superiore e non transustanziabile in bit su internet. Il senso della vita è la vita stessa! Ovviamente era ed è solo un modo di dire ma a volte verba sunt substantia rerum(visto che se abbiamo ben capito il latino non è bandito da questo bello e stiloso blog:))) poi…certo…se per vita si intende in tempo…allora su internet ce ne sta tanto davvero! TUTTO IL TEMPO DI INTERNET (potrebbe essere il titolo di un fillm forse…)
Ma qui ci viene in mente che in fondo la definizione di vita è mind-based, context-based e time-based e quindi…non oggettiva nè univoca nè tanto meno assoluta e/o universale!
Vabbeh… adesso ci zittiamo, che se no forse rompiamo le balle a qualche personcina around here:)
A proposito di style: ieri era il compleanno di Paris Hilton. Secondo voi ha stile?
February 19th, 2009 at 12:15 am
Nel nostro post precedente il software si è mangiato 2 frasi contenute tra le virgolette triangolari: la prima è
Ma questo si sapeva già. La seconda è “Mettere tutta la propria vita su internet”.
Evidentemente una cosa come un software che, latu senso, è un impero come Microsoft, in questo caso (ed in altri…) ha “bacato” un pensiero! Non è la prima e non sarà l’ultima volta…(presa nota del fix da fare cercheremo di fare più attenzione). Ciò non toglie che, secondo noi, internet per certi aspetti sia larger than life(come dicono negli USA).
Con questo Vi salutiamo e vi auguriamo ancora una volta… buon tutto:)
February 19th, 2009 at 12:23 am
il fatto che abbiano messo le mani sui tuoi ricordi è moralmente discutibile, capisco per la casa avrà un valore….di questi tempi il mattone si sa è un bene rifugio… ma dico io che cazzo te ne fai, per esempio, della gabbietta sudicia dei pappagalli? oppure del mangianastri arrugginito….no no i ricordi non si toccano.
secondo me dovresti fargliela pagare molto cara… non è per i soldi è per il principio, questa plebe va educata… prendi tempo… quando non sai cosa fare prendi tempo… chi vivrà vedrà….. oppure chi ha visto vivrà… boh..
February 19th, 2009 at 12:31 am
per non parlare delle fotografie… come si permettono questi di prendersi le tue foto?
si tratta di appropriazione indebita d’ immagine e visto che ci siamo io ci metterei pure il danno biologico… si si fagliela pagare con gli interessi… con calma e con gli interessi.
February 19th, 2009 at 5:33 pm
@Diletta: duoleci contraddirti ma se la memoria non ci inganna facebook ti chiede, se lo vuoi usare, di cedere tutti i diritti di ciò che posti e uploadi…..diciamo che dal punto di vista legale si sono dati da fare a un certo livello…
February 19th, 2009 at 5:41 pm
fate dei postoni troppo lunghi, gente. sciopero della lettura. ciao. al prossimo post.
February 19th, 2009 at 6:23 pm
è quello che penso anch’ io: fra i post, i link e chi più ne ha più ne metta qui c’ è da leggere per anni….
mi colpisce tutto quello che scrive Uff [Le persone sono luoghi comuni. Luoghi perché attecchite a quei posti] quanto è vero…. però che tristezza! altro che pennellate di colore, queste sono pietre Uff ma che sei uno scultore?
@ federico colombara e silvana bassani http://www.grandesuccesso.it (under construction)
… si si niente da dire….. bello questo name in contina trasformazione… ISTRIONICO
ma vi devo dare del voi?
February 19th, 2009 at 6:54 pm
…secondo me Uff è scultrice…e usa quelle pietre che dipingeva Magritte, sospese nel cielo…con lo stesso colore del cielo a volte…le lancia, ed invece di cadere assoggettate alla forza di gravità, salgono librandosi nell’aere…
Per i post lunghi propongo una soluzione: leggetevi solo le righe dispari…o solo quelle pari…o solo le prime tre…o saltate quelli che superano le 5 righe…o…fate come volete insomma…
February 19th, 2009 at 9:24 pm
Bello questo tuo pensiero sulle pietre Stefano…
February 19th, 2009 at 9:31 pm
…grazie Cordelia!
Magritte è uno tra i miei preferiti…e da giovincello - ad una mostra a cui mi hanno portato i miei genitori - mi colpì proprio l’”uso” che lui fa degli oggetti, in particolare quelle pietre fluttuanti. Da lì, e dai giochi di luce che inscena, mi sono appassionato alla sua pittura/pensiero.
Uff a tratti me lo ricorda: con un racconto apparentemente realista, tende a descrivere concetti “altri”, che superano la realtà…
February 19th, 2009 at 11:25 pm
Il racconto di Uff è davvero molto molto bello.
February 19th, 2009 at 11:57 pm
anche la censura su Facebook creerà PIL
….dalla trasmissione mattutina dell’altro ieri “Parliamo con l’Elefante” su Radio 24 condotta da Giuliano Ferrara” ho appreso,con sorpresa,che il numero degli avvocati che esercitano a Roma superano quelli dell’intera Francia.
Ergo…per evitare aumento di disoccupati non possiamo ridurre i tempi della giustizia….
Beati gli affamati di giustizia, perché saranno saziati:Matteo evangelista.
February 20th, 2009 at 9:56 pm
@Diletta: grazie per il complimento. Essendo noi madre e figlio…vedi tu:) più che istrionico vorrebbe essere simpatico e comunicare in modo sintetico (forse per alcuni un po’ criptico) la dinamica della vita..e la multivalenza dei ruoli che in essa ogni persona assume.
@tutti: beh…Uff tende alla genialità ormai!
domanda banale banale: ma qualcuno di voi del ii-i blog lo guarda sanremo in questi giorni? che ne pensate?
February 21st, 2009 at 10:21 am
allora trattandosi di madre e figlio aggiungerei anche simbiotico…..
si io seguo sempre Sanremo, è un’ appuntamento fisso come miss Italia, un diritto dovere come andare alle urne.
sono molto curiosa di sapere quali saranno i vincitori, cmq la cosa che mi fa più piacere dell’ edizione di
quest’ anno è lo strano fermento di idee che si respira in sottofondo… un retrogusto variegato, fresco, ancora non a descriverlo con esattezza… ma voi non lo sentite?
February 25th, 2009 at 3:19 pm
Post interessanti… Come sempre arrivo in ritardo ma mi piace dire la mia su FB.
Il mio pensiero è bifocale.
Bifocale come una lente che, se ti concentri, stringe lo sguardo da vicino, come vicina è la possibilità di connettersi al web e di fingere di essere pieno di amici.
Serve una altro sforzo per allargare lo sguardo e vedere lontano, come lontani sono i tuoi amici in FB. Sono menzogne, lucidate come l’ottone per sembrare oro, agghindate a festa alla ricerca di una festa eterna. E come tutte le menzogne, ti tirano in mezzo, centro gravitazionale dei desideri inconsistenti.
La verità, cruda e sanguinante, è che ai tuoi 500 amici non gliene frega niente del tuo viaggio in Patagonia. La verità, fredda come il marmo, è che tu sei su FB solo per far vedere che sei andato in Patagonia.
September 10th, 2009 at 12:21 am
cribbio: ma facebook è una entità mangiatempo e genera frustrazioni. forse fa bene Lapo a non iscriversi proprio per non doverci passare troppo tempo. che ne pensate?
September 26th, 2010 at 1:26 am
Buongiorno!
In alcuni miei posts precedenti mi sono qualificato come “Strategic Global Consultant of http://www. fondazionegiovannivalcavi. it” e “International Business Analyst with Giovanni Valcavi”.
Su richiesta delle parti interessate chiedo alla Redazione di codesto blog di cancellare queste definizioni perchè troppo enfatiche e non corrispondenti al vero, in quanto il mio interessamento e ruolo nei confronti dello Studio Legale e della Fondazione Giovanni Valcavi, non è disceso dal conferimento di incarichi formali, ma si è limitato ad una serie di riflessioni e consigli, esternati, su richiesta dello stesso, all’ Avv. Giovanni Valcavi ed esclusivamente con riguardo all’impostazione, realizzazione e gestione dei relativi siti internet.
Ciò vale anche per la dicitura “International Business Analyst with Avv. Giovanni Valcavi” che non va intesa in senso professionale ma informale e colloquiale, perchè indica semplicemente una serie di riflessioni e conversazioni avvenute tra l’Avvocato e me aventi per argomento l’andamento e le prospettive di imprese, società e attività professionali italiane ed estere, in particolare alla luce dei mutamenti di scenario competitivo internazionale in corso per l’effetto dei cosiddetti mercati emergenti (Cina, India). Anche in questo caso non ho ricevuto nessun incarico professionale, ma solo richieste di conoscere il mio punto di vista.
Inoltre le altre persone nominate nell’intestazione del post non erano state da me preventivamente consultate in merito al loro assenso alla pubblicazione di tale post, che quindi è espressione solo e soltanto del mio pensiero.
Mi scuso vivamente per gli errori che, penso e spero, non abbiano cagionato nessun danno ad alcuno!