Man in the Machine
(di Antheus)
Forse avete letto anche voi la notizia del black out che ha colpito Google nel pomeriggio di sabato: peraltro in quel preciso momento io stavo proprio facendo delle ricerche piuttosto importanti, e quindi sono stato particolarmente colpito da questo tilt che è durato circa un’ora.
Poche ore dopo c’è stato il comunicato ufficiale da Mountain View in cui si spiegava che il black out era dovuto ad un “errore umano”.
Ecco, a me quella notizia mi ha positivamente sorpreso e mi ha reso felice.
Voglio dire, penso che anche voi siate consci del fatto che internet e, nel suo specifico, Google ci hanno cambiato la vita o, quanto meno, hanno profondamente modificato il modo in cui oggi noi reperiamo le informazioni. Sapere che dietro il quasi perfetto logaritmo che regola Google ci siano ancora degli esseri umani che ogni tanto fanno delle cazzate mi ha messo di buon umore.
Come abbiamo più volte ribadito qui a Italia Independent amiamo il concetto di leggera imperfezione, quella che rende un prodotto o un servizio unico e umano. Anche il colosso Google ha superato la prova.


February 2nd, 2009 at 11:25 am
Go o Gle?
February 2nd, 2009 at 2:02 pm
Debbo per necessita’ diradare i miei interventi sul blog.
- Primum vivere, deinde philosophari -
February 2nd, 2009 at 2:29 pm
Antheus…..il concetto di leggera imperfezione applicato al web mi crea qualche perplessità, e prendo spunto da questo post per manifestarla.
Si sà che “quanto più le cose diventano complesse e i numeri diventano molto grandi, tanto più aumentano le variabili in gioco. E’ la teoria della complessità”.
Qualche esperto dovrebbe spiegarmi cosa succede nel momento in cui il web tutto o in parte si fermi…è possibile una apocalisse digitale??
Consideriamo che tutte le attività dell’uomo(produttive e non) ricorrono alla rete, quali pericoli si corrono??
Esempi di black out locali piu o meno estesi sono ricorrenti(per intasamenti di flusso o per attacchi di haker).
Per adesso anche il colosso Google ha superato la prova, tutto bene…..
February 2nd, 2009 at 2:35 pm
amico honnête
….Oh Dio! Potrei vivere nel guscio di una noce e credermi re d’uno spazio infinito, se non fosse per certi cattivi sogni.
February 2nd, 2009 at 3:54 pm
Artisticando: tu sei una persona razionale e quindi hai ragione. La mia può suonare come una provocazione, ma con questo voglio semplicemente dire che non dovremo trovarci nella situazione in cui tutto quanto dipende dalla rete e dalle macchine. Preferisco invece che non tutto sia delegato alle macchine e che una parte della rete sia controllata dall’uomo.
Che può ancora fare delle cazzate (controllate).
February 2nd, 2009 at 6:56 pm
secondo me il tipo che ha fatto l’errore è stato trombato via senza pensarci 2 volte, perchè immagino abbia fatto danni non indifferenti, in termini economici, e dato che google ci tiene ad avere il primato come motore di ricerca…
io ne uso uno tutto nero, che, come per il vostro sito, fa risparmiare energia elettrica.
February 3rd, 2009 at 10:35 am
secondo me invece è stato talmente paraculo da non farsene accorgere, la colpa se la sarà siuramente presa qualcun’ altro, al tipo/a avranno dato una bella promozione e fra un pò andrà a fare danni da un’ altra parte.
February 4th, 2009 at 1:15 am
google non si trova in italia, quindi, se è un coglione, l’avranno punito.
February 4th, 2009 at 4:46 am
per chi ha dei dubbi sui blackout di rete: internet è una rete di computer(server) che interagiscono con utenti come noi tramite interfacce varie(client) in una logica di calcolo distribuito. fu progettata con secondo questo principio negli anni 60 per evitare che gli USA rimanesserero totalmente indeboliti dal punto di vista tattico se fossero stati bombardati in una sola parte, perchè in quel caso(di attacco bellico) la massa di calcoli si sarebbe automaticamente ridistribuita tra i computer ancora in funzione. quindi che tutto il web si fermi è quasi impossibile. in tale eventualità comunque potrebbero esserci vari problemi ma un’apocalisse digitale no. se invece ci fosse un blackout elettrico mondiale che spegnesse anche quelle reti (incluse magari quelle parti di internet che non sono web) dedicate alla gestione di risorse strategiche come i trasporti, o i sistemi di difesa e comunicazione militare o l’energia elettrica degli ospedali o la supervisione della produzione industriale etc… beh non sarebbe una apocalisse ma di sicuro una specie di caos generale. va beh che gli esseri umani sono auto-organizzanti però non sarebbe uno scherzo superare quei momenti. del resto i sogni di onnipotente controllo del mondo da parte di ingegneri e manager devono pure avere un limite! (e faccio mea culpa dicendolo…)
@Lapo: ti aspettiamo con le tue fresche energie. ti materializzi?
guarda che siamo “buoni”…non ti “mangiamo” come certi giornalisti o intervistatori! (penso e spero di interpretare lo spirito dei blogger di I-I nel dire questo ma se qualcuno non è d’accordo sono qui pronto per la reprimenda)
February 4th, 2009 at 12:13 pm
nooooo!
siamo tutte personcine a modo, civili, corte ed educate, figurati se prendiamo qualcuno e lo mettiamo alla gogna…. se proprio vuoi fustigare corpo e anima, tanto per cominciare potresti metterti nudo in ginocchio sui ceci…
February 4th, 2009 at 12:14 pm
Bonjour a tutti!
Federico&Silvana hanno tecnicamente ben esposto il funzionamento della rete. Per “rassicurare” il dubbio pratico di Artisticando, aggiungerei anche che internet è divisa in vari livelli - sia fisici, sia logici - che, seppur suddividendole in “categorie”, moltiplicano quelle variabili in gioco citate per la Teoria della Complessità: la probabilità che tutto il web collassi in un solo momento diviene dunque abbastanza bassa.
Ma credo che Artisticando ponesse la questione su un piano non solamente “tecnico-pratico” (correggimi se sbaglio): sembra quasi attualizzare quel timore latente che ha dato vita a tanti romanzi di fantascienza. La paura del sopravento delle macchine sull’uomo.
La domanda “quasi-retorica” di Artisticando secondo me vuole far luce su questo aspetto, ed Antheus lo centra proponendo il “post/provocazione”: sottolinea che le macchine, il software, l’hardware, etc, servono all’uomo, ma non possono prescinderne. Nell’interazione vi può essere vantaggio, ma credere di demandare l’estro, la fantasia e le capacità umane alla macchina produce solo…fantascienza.
Proprio ieri sera alla radio sentivo una intervista di un ricercatore del CNR (perdonatemi, ma non ne ricordo il nome…) specializzato in robotica: raccontava come, assieme a suoi colleghi, aveva creato un software capace di riconoscere lo stile di un musicista classico (dopo avergliene fatto “studiare” la produzione) per poi riuscire a comporre a sua volta un’aria inedita ma riconducibile allo stile di quel musicista.
Strabiliante…ma dov’è il “guizzo” dell’artista? L’ispirazione?
Mi piace quindi sostenere la “Teoria della cazzata controllata”: le macchine ci evitano fatiche, ci agevolano ed aiutano…così noi ci possiamo dedicare a creare…!
A presto,
Ste
February 4th, 2009 at 12:21 pm
…ehm, sorry…mi è rimasta una “v” impigliata tra i tasti…
…secondo paragrafo, terza riga: “sopravvento”, non “sopravento”…a meno che le macchine non arrivino su barche a vela per sottometterci…
February 4th, 2009 at 12:54 pm
è un segno di questi nostri tempi il fatto che, quando succede qualcosa che superi la nostra immaginazione, l’unico modo che abbiamo per rassegnarci è di paragonarla alla fantascienza…..la nostra salvezza psicologica?
February 4th, 2009 at 2:07 pm
…ma tu Artisticando credi davvero che un pc, in qualsiasi forma sia, possa soppiantare l’uomo in toto?
Da Artisticando il tuo alter ego informatico passerà a “Computerizzando”?!
February 4th, 2009 at 3:16 pm
ho bruciato il processore del mio pc e sono stato al buio per una settimana..davvero sembrava di essere fuori dal mondo…
February 4th, 2009 at 3:53 pm
dai qui siamo fuori dal mondo per altri motivi…… Trovo incomprensibile che abbiano costretti a dover forzatamente lavorare ed interegire con l’internet e che noi fruitori accettiamo passivamente. Certo dei vantaggi esstono soprattutto economici, altrimenti non avrebbe preso cosi campo questa tecnologia, ma mi fa tritezza leggere che gente non riesce a lavorare e va in tilt perche google non vanno per un giorno. COmprend Antheus il quale ha scelto un certo tipo di lavoro che lo costringe ad usufruire di questo mezzo quotidianamente e possano giragli le balle se accadono certe cose. Ma continuo ad aver tristezza, perche tuti noi non riusciamo piu a concretizzare niente senza l’uso di un pc.
February 4th, 2009 at 3:56 pm
scuatemi per la forma, ma sono di fretta
February 4th, 2009 at 4:12 pm
ho avuto l’occasione di trovarmi in un aeroporto(modesto per fortuna) dove è saltato internet per poche ore e mi sono reso conto che guai nascono……
February 4th, 2009 at 6:57 pm
Bene, la conversazione è andata verso un terreno interessante.
Per federico & silvana: guardate questo filmato che presenta un ipotetico sistema di proto-internet progettato nel 1969 http://www.youtube.com/watch?v=Y0pPfyYtiBc
Stefano : hai centrato perfettamente il punto dove volevo arrivare.
Giulia: quando si dice che internet ha cambiato e cambierà tutto lo diciamo con cognizione di causa. Credo che nei prossimi anni non verrà sviluppata un ambiente di realtà virtuale, così come ce lo hanno raccontato i film e la letteratura, ma è chiaro che una parte del nostro io e della nostra vita sarà legato a doppia mandata con la rete. La cosa interessante è che non per tutti è o sarà uguale: c’è chi svilupperà la parte più materiale della propria vita, chi l’intrattenimento, chi il lato riflessivo, chi quello più sociale. etcc..
February 4th, 2009 at 7:50 pm
@Antheus: si avevamo capito cosa intendevi dire ma abbiamo voluto dare una risposta appunto pratica e concreta… ha fatto cmq bene Stefano a affrontare la cosa con un taglio piu “sociologico” e ha interpretato anche il nostro pensiero!
grazie per la segnalazione del filmato: mi fa sempre piacere vedere queste previsioni del futuro di molti anni fa e confrontarle con la realtà effettiva dei giorni nostri!
e Lapo? su su..don’t hide:)
February 5th, 2009 at 3:54 am
non è triste se oggi non si riesce a fare a meno di internet perchè esso fa parte della realtà di questa epoca….sai cosa è triste? crearsi una vita virtuale che non esiste in quella reale….i nuovi mezzi tecnologici hanno abbreviato le distanze tra il singolo e il resto del mondo ed è una grande conquista….ma come la luce a volte può andar via anche internet a volte può andare in black out…
February 5th, 2009 at 10:09 am
Grande verità, Paolo C.B.
February 5th, 2009 at 10:33 am
Bonjour a tutti!
“Il potere e le macchine, i soldi e le merci sono utili solo se ci lasciano liberi di vivere.” (Henry Ford)
Come fanno capire bene sia Antheus che Paolo C.B., le tecnologie non sono buone o cattive, “tristi” o “felici”, in sè: il loro “esito”, e dunque la loro valutazione, dipende dall’uso che se ne fa. E quindi, in definitiva, dipende ancora da quel “man”, non tanto dalla “machine”.
Credo che più o meno tutte le “nuove tecnologie” siano state accolte con diffidenza e sospetto: il telefono era visto come inutile e vizioso negli U.S.A. poiché c’era un ottimo servizio postale; la televisione è invasiva e “pilota” le masse; internet è triste.
In realtà, ognuno usa ciò che ha come meglio crede: noi siamo qui a trarre piacere dal “dialogo” e dal confronto proprio attraverso internet. Penso però che, almeno qui, sia visto come mezzo: potente, veloce, stimolante…ma non l’unico.
Ritorniamo quindi a vecchi concetti più volte citati in questo blog: è l’individuo, con la sua sensibilità, con la sua cultura, a rendere triste o felice la situazione che lo circonda. Se si limita a subirla, piano piano diverrà egli stesso “triste”, non apportando più risorse ad una condizione di per sé “neutra”.
Ecco, si potrebbe pensare ad internet come una tela, invece che una rete: sta a noi dipingerci qualcosa di interessante.
…beh, ok, il paragone non è proprio centrato al 100%, però…ho preso solo un caffè a colazione e sono già in crisi da calo di zuccheri!
A presto,
Ste
February 5th, 2009 at 2:21 pm
Ringrazio quanti hanno tecnicamente ben esposto il funzionamento della rete.
Le considerazioni(positive e negative) fatte su internet come strumento di intrattenimento e comunicazione mi trova d’accordo con tutti.
Condivido quanto detto relativamente al rapporto uomo/macchina(come dovrebbe essere), e
giustamente dice Antheus : “non dovremo trovarci nella situazione in cui tutto quanto dipende dalla rete e dalle macchine”.
Ma il problema è che molti sistemi di controllo elettronico avvengono con internet.
Le aree maggiormente a rischio sono il controllo del traffico aereo, le organizzazioni bancarie e le maggiori banche dati.
Uno degli attacchi con gli effetti più devastanti è proprio quello ad esempio che si può fare(o accadere) alle reti di energia, al fine di disabilitarle o semplicemente di provocarne una interruzione temporanea del servizio.
Per queste ragioni non sottovaluto (e penso non venga sottovalutato) un blackout di internet. Lo considero un significativo segnale della attuale complessità che stiamo vivendo.
; se poi è vero, svilupperò questo nuovo filone, magari, non si sa mai, con migliore successo

Se sbaglio qualcuno mi corregga…non voglio passare involontariamente per un creatore di fantascienza…..
February 5th, 2009 at 4:12 pm
Artisticando,
sono uno tra quelli che ha parlato di fantascienza…ma non intendevo sottovalutare le conseguenze di un black out di internet, della quale il web è solo una parte.
Ho solo pensato alla sua “organizzazione” e da ciò immaginato la probabilità di un black out da apocalisse come “non elevata”.
Detto ciò, sono anche conscio della portata del problema: non a caso, le armi che vengono studiate ora non sono più solo quelle “classiche”, ma anche quelle “elettromagnetiche”, proprio perché la rete è un obiettivo sensibile e fondamentale.
Poi, il disagio creato da una sospensione momentanea del servizio in un aeroporto modesto è comunque una seccatura, e può essere “preludio” della seccatura ben più grossa se la dimensione del danno fosse maggiore. Anche qui però si può analizzare la cosa sotto un altro aspetto, magari con un parallelo, spero più azzeccato di quello di stamane. Come a Paolo C.B., anche a me è capitata la “frittata di pc”: fuso un settore (di avvio, ovviamente) dell’hard disk = 3 giorni persi tra riparazione e ripristino dati. Avendo fatto copie di back up delle parti importanti, me la sono cavata con un “bravo” dai tecnici (oltre ad averli pagati, e fatti un po’ ridere da semi-profano). In pratica, ho posto in sicurezza la mia cellula informatica con un metodo rudimentale (cd di avvio e punti di ripristino) data la semplicità del mio sistema. Ho lavorato per un famoso corriere espresso, e abbiamo subito un parziale black out del sistema informativo interno: le comunicazioni sono state dirottate sulle reti delle altre sedi, e dall’esterno non si è avvertita differenza.
Credo, cioè, che all’aumentare della complessità dei sistemi, si aumentino pure - in quantità e qualità - le soluzioni per cercare di ovviare e di prevenire certi problemi.
Con ciò, ripeto, non intendo sottovalutare le conseguenze di una apocalisse: cerco solo di pensare a quanto sia probabile che il mondo resti tutto al buio nello stesso istante.
A presto,
Ste
February 5th, 2009 at 4:34 pm
Grazie Stefano……anche se mi hai definitivamente chiuso lo spiraglio per una nuova possibile opportunità
February 5th, 2009 at 4:48 pm
…allora cancello tutto!
Non ne sono grandissimo fan, ma “Artisticando incontra la fantascienza” mi suonava bene… Abiuro il precedente intervento e…cerchiamo un editore, su!
March 31st, 2009 at 9:57 am
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