Archive for February, 2009

ITAFRA

Thursday, February 26th, 2009

(di Lapo)

Noi di Italia Independent siamo molto legati alla Francia. E’ stato il primo paese a credere al nostro progetto, a Parigi abbiamo presentato la nostra prima collezione e presto proprio in Francia andremo a comunicare un’importante novità. Per questo sono molto favorevole ad un’alleanza duratura e strategica tra Italia e Francia. Non voglio entrare nel merito delle decisioni che sono state prese in questi giorni, sarebbe troppo complesso e non ho tutti gli elementi per dare una valutazione.
Voglio però citare qualche importante dato: nel 2008 l’Italia si e’ confermata secondo partner commerciale della Francia, con un export di 39.166 milioni di euro e un import di 34.614 milioni. In particolare, in Francia operano 630 imprese italiane con oltre 100mila occupati.
Questi dati ci fanno capire che una partnership strategica con la Francia significa sopratutto una crescita dell’Italia e un rafforzamento dell’Europa nello scenario economico-politico in questo delicato periodo.

Un poster che qualcuno ha già scarabocchiato..

Monday, February 23rd, 2009

(di Antheus)

Qualcuno di voi ricorda le opere di Rotella? Mimmo Rotella era un artista e pittore calabrese, scomparso pochi anni fa, noto sopratutto per le sue opere di decollage. Sono infatti celebri le sue opere di manifesti pubblicitari e locandine strappate e attaccate su altri, insieme a pezzi di lamiere. Il risultato era molto interessante, forse è ciò in Italia si è più avvicinato al concetto di Pop Art.

Da qualche tempo a New York girava un novello Rotella, probabilmente più “guerrillero” e situazionista. Lo hanno chiamato “poster boy”. Non deturpa muri e pareti con lo spray: i suoi attrezzi da lavoro sono una lametta, della colla e un pennarello. Il suo bersaglio sono le pubblicità murali, specialmente quelle della metropolitana newyorkese, specialmente quelle delle grosse corporation alimentari, finanziarie che con il loro modus operandi tendono - a detta di Poster Boy - a trattare le persone come degli schiavi. Al di là di certi eccessi ideologici, le sue “opere” sono straordinarie: la scritta “Do not lean on the door” (Non premete sulla porta) è diventata “do not lean on the poor” (Non premete sul povero). Un boccale di birra si è trasformato in una pozza in cui annegano due uomini d’affari. In un monito dell’antidroga, “Eroina: ogni affare può essere mortale”, a “eroina” è stato sostituito “Iran” o “Iraq” o “Afghanistan” etc.. .
Sotto vedete alcune delle sue opere (cliccarci sopra per vedere le immagini complete) e qui una serie di video su youtube durante la realizzazione. La scorsa settimana è stato arrestato un ragazzo di 27enne di Brooklyn, individuato come Poster boy. Sembra però che nel frattempo Poster Boy sia diventato un movimento che coinvolge più di una persona e che crato una vera e propria “nouvelle vague” della contestazione del potere, nonché una serie di allievi del maestro Rotella.

Segni di crisi

Friday, February 20th, 2009

(di Antheus)

Pare che la crisi economica diffusa sia così devastante da costringere le grosse corporations multinazionale a modificare non solo le proprie strategie aziendali, ma anche la propria immagine coordinata a partire dal logo.

In esclusiva per i lettori del blog di Italia Independent anticipiamo i futuri loghi di alcune grosse aziende.

Lifestreaming, la censura e il futuro di Facebook

Monday, February 16th, 2009

(di Antheus)

La parola chiave di questi ultimi mesi - e dei prossimi anni - è lifestreaming, ovvero il raccontarsi giorno per giorno utilizzando i mezzi messi a disposizione dall’internet 2.0: i propri video preferiti attraverso YouTube, le proprie foto pubblicate su Flickr, le proprie riflessioni sul blog, le canzoni preferite su last.fm, i feed e i propri link preferiti condivisi attraverso del.icio.us o google reader, e poi assemblare tutto questo in un social network come Friendfeed, Myspace o Facebook.

Proprio Facebook ha avuto in Italia una travolgente impennata di utenti in questi ultimi tempi. Solo in Italia in sei mesi gli abbonati a fb si sono triplicati raggiungendo quota 7 milioni. E subito qua in Italia, complice una certa ignoranza della classe politica nei confronti della rete e della cultura digitale, iniziano le prime polemiche e i primi episodi di censura. E’ il caso di un emendamento approvato dal parlamento il quale stabilisce che il governo, su segnalazione della magistratura, possa chiedere ai fornitori di accesso del social network l’oscurazione di tutto il sito di social network qualora si ravveda che in alcune pagine si integri la fattispecie dell’istigazione a delinquere o l’apologia di reato (esempio le pagine inneggianti a Totò Riina). E’ chiaro che tutto questo non è il modo adatto per combattere il crimine o i contenuti scomodi.

L’altra questione aperta rimane il valore di facebook sia come social network sia come strumento di marketing per le aziende, sia per l’efficacia come media pubblicitario. La questione rimane, appunto, aperta.
Però volevo segnalarvi un’interessante riflessione di Ted McConnell, responsabile pubblicità di Procter & Gamble USA il quale ha deciso di non investire con banner su facebook. Il suo ragionamento che sta dietro a questo è la convinzione che facebbok non sia un media. Dice Mc Connell “Un Media è qualcosa che puoi comprare e vendere (..) In FB gli utenti non generano un media, ma ci vengono per parlare con qualcun’altro. Così, a me sembra un pò arrogante introdursi nelle loro conversazioni, nei loro pensieri e sentimenti, e cercare di monetizzarli (..) Come puoi monetizzare l’immobile in cui qualcuno sta rompendo con la sua ragazza?”

Ritornando poi al concetto di lifestream, Mc Connell prova a preconizzare il futuro di FB “Per FaceBook, a mio avviso, il futuro non sarà quello di vivere di pubblicità. Il destino sarà quello di fare pagare questo splendido software agli utenti. Se si dicesse agli utenti i FB di pagare 5 euro l’anno, in quanti non pagherebbero? Ora forse in molti, ma tra un anno o due, quando più di 100 milioni di persone avranno messo dentro tutta la loro vita, sarà molto facile chiedere un piccolo abbonamento, nessuno vorrà perdere tutta la sua vita per due spicci”.
Scusate per il post lungo e complicato. La prossima volta sarò più leggero.
Voi che ne pensate di Facebook?

2009

Thursday, February 12th, 2009

(di Antheus)

Riprendo il bel post di Lapo (bentornato) per ricordarvi che il 2009 è stato dichiarato dalla Commissione Europea come l’anno della Creatività e dell’Innovazione, con l’obiettivo di stimolare in Europa il dibattito e favorire l’istruzione e la ricerca.  Edward de Bono, che è considerato uno dei massimi studiosi del pensiero creativo mondiale, durante l’inaugurazione dell’Anno della Creatività ha affermato: “Sento molto spesso parlare di complessità legata ai processi di creatività e innovazione, penso sia un errore, in quanto la creatività e l’innovazione hanno bisogno di un approccio semplificatore”.

Sono totalmente d’accordo con questa affermazione. Concordo anche con ciò che dice Lapo nel precedente post, ovverosia che in un periodo di recessione la creatività coraggiosa, quella che sfrutta i pochi mezzi a disposizione, è sempre più centrale e può diventare il mezzo propulsore per uscire dalla crisi.

Associando insieme questi due concetti si giunge a quella che può essere considerato la nuova strategia di comunicazione di Italia Independent per il 2009.  Una comunicazione semplice, creativa e leggera.

Il risultato di tali scelte a breve su questi schermi.

Innovetion Valley

Tuesday, February 10th, 2009

(di Lapo)

Buongiorno a tutti, eccomi di ritorno dopo una lunga latitanza dal blog e dall’Italia.
Come ho già detto più volte in passato, questo periodo di crisi economica generale può essere un terreno fertile per implementare operazioni e azioni in cui si mette in risalto la vera innovazione e la vera creatività.
Per questo trovo molto interessante l’operazione Innovetion Valley (innovetion scritto proprio con la e), un progetto di pianificazione territoriale open source creato da una serie d’imprenditori del nordest (tra cui anche l’amico Renzo Rosso) che sentono l’esigenza di raccontare al mondo il proprio territorio, che è quello a più alta densità di innovazione e creatività al mondo.
Il prossimo 22 febbraio presenteranno a New York il loro manifesto e il loro progetto che coinvolge non solo aziende, ma anche un ricco network in cui c’è la regione, province , le camere di commercio, l’università, musei e l’editoria.
Trovo che sia una bellissima operazione.
Molti dei fornitori con cui Italia Independent lavora (sia per gli occhiali che per l’abbigliamento) sono del nordest e ho avuto modo di vedere di persona come loro riescono a creare network e circoli virtuosi tra aziende, centri di ricerca e istituzioni.
In questi periodi di creative austerity c’è bisogno di operazioni come questa per rilanciare l’Italia e il nostro lavoro. Un’iniziativa da prendere come esempio.

Infiniti colori

Thursday, February 5th, 2009

(di Antheus)

Una dei primissimi post di questo blog era dedicato a Pantone , azienda leader per la definizione dei colori usati nell’industria grafica e di come questa era riuscita, almeno in Giappone, a diversificare il proprio business model. L’operazione sta proseguendo e con un certo successo.
Da qualche settimana all’interno del flagship store Gap di New York è stato creato un corner che è un vero e proprio negozio di T-shirt. Al T-shop Pantone & Gap è possibile acquistare magliette della nuova collezione primaverile di Gap declinate in tutte le sfumature di colore Pantone, compresa l’edizione limitata “mimosa”, il colore-Pantone 2009. Essendo tantissimi i colori creati da Pantone, potenzialmente ognuno si può creare la propria tshirt della nuance preferita.

Come si vede dalla foto, l’operazione ha un profilo molto “tecnico” del tipo “abbiamo qui i maggiori esperti in materia di colore, ora sei tu cliente di Gap a decidere quale colore vuoi per la tua maglietta”. Fino a qualche anno fa sarebbe stato impossibile un’operazione del genere sia per Gap sia per altre aziende di abbigliamento. Il “consumatore” era ritentuto tale, ovvero una persona che semplicemente consumava proposte decise dall’alto e quindi il taglio e il colore del momento. Oggi invece un’azienda di largo conusmo come Gap ha capito che è necessario dare la scelta alle persone: il rischio , sempre presente, è che le persone comprensibilmente si intimoriscano di fronte a questa scelta infinita di colori.

Man in the Machine

Monday, February 2nd, 2009

(di Antheus)

Forse avete letto anche voi la notizia del black out che ha colpito Google nel pomeriggio di sabato: peraltro in quel preciso momento io stavo proprio facendo delle ricerche piuttosto importanti, e quindi sono stato particolarmente colpito da questo tilt che è durato circa un’ora.
Poche ore dopo c’è stato il comunicato ufficiale da Mountain View in cui si spiegava che il black out era dovuto ad un “errore umano”.
Ecco, a me quella notizia mi ha positivamente sorpreso e mi ha reso felice.
Voglio dire, penso che anche voi siate consci del fatto che internet e, nel suo specifico, Google ci hanno cambiato la vita o, quanto meno, hanno profondamente modificato il modo in cui oggi noi reperiamo le informazioni. Sapere che dietro il quasi perfetto logaritmo che regola Google ci siano ancora degli esseri umani che ogni tanto fanno delle cazzate mi ha messo di buon umore.
Come abbiamo più volte ribadito qui a Italia Independent amiamo il concetto di leggera imperfezione, quella che rende un prodotto o un servizio unico e umano. Anche il colosso Google ha superato la prova.