Tesi sul post-marketing

(di Antheus)

Chiamare consumatore un cliente, è come chiamare un amico ‘ragioniere’, non è un bell’inizio.

Questa è la numero 20 delle “91 discutibili tesi per un marketing diverso” come recita il sottotitolo di [MiniMarketing] un ebook in download gratuito realizzato da Gianluca Diegoli già titolare del blog www.minimarketing.it . Il libro trae spunto - ed è l’ideale seguito - del Cluetrain Manifesto, libro “seminale” di dieci anni fa in cui si affrontavano i cambiamenti che internet avrebbe portato alle aziende e all’approccio rispetto al mercato. “I mercati sono conversazioni”. Ne parlammo già qui.

E sono proprio le conversazioni il fulcro base di questo ebook. Le aziende che vogliono sopravvivere devono instaurare un dialogo con le persone che, oggi più che mai, hanno acquisito centralità e competenze. I vecchi strumenti come, per esempio, la pubblicità (monodirezionale), i Big Spender, la necessità di “urlare” per essere ascoltati/visti non possono essere più i mezzi strategici efficaci. I vecchi concetti come target, campagna, “parco clienti” devono essere sostituiti da persone, contenuti e ascolto.

Non tutte le tesi proposte da Gianluca sono praticabili in pieno dalla maggioranza delle aziende. Occorre però che gli uomini di marketing e i loro consulenti sviluppino una nuova consapevolezza e siano pronti a muoversi in un mondo dove c’è ancora molto da reinventare e costruire.
Per il momento il mio consiglio è: scaricate l’ebook e diamo inizio alla conversazione.

24 Responses to “Tesi sul post-marketing”

  1. honnête provocateur Says:

    Premetto che io non sono un esperto di marketing, ma per la discussione del post forse e’ meglio, e detto tra noi la pubblicita’ non ha quasi mai condizionato i miei acquisti.
    Pero’ ho avuto la fortuna di vivere in ambienti dove si respirava “qualita”.
    - Ho scaricato l’ebook e gli ho dato un’occhiata veloce.
    Mi sembra molto interessante.
    Vi riferisco a tal proposito una battuta tra due imprenditori durante una riunione per un progetto di internazionalizzazione di aziende del comparto costruzioni.
    Uno chiede all’altro: “cosa fa’ adesso tuo figlio che ha terminato l’universita’?”
    L’altro risponde un po’ perplesso;e leggermente imbarazzato…. “mah si occupa di comunicazione…di marketing per noi…….”
    Secca la controrisposta:
    Ah……. ho capito………non fa…… un ca..o!!!!
    E grossa risata fragorosa in contemporanea.
    Qui chiaramente siamo agli estremi. ma tutto cio’ che ci hanno rifilato sul potere del marketing in questi anni mi e’ sembre sembrato un po’ eccessivo.
    Oltre al dialogo e all’ascolto c’e bisogno di un ritorno alla cultura del ” come si fanno gli oggetti e con che cosa”
    Oltre alla vista ed al gusto associare “il tatto”, sembra semplice,ma non lo e’.

  2. Vissia Says:

    Ciao a tutti. I clienti che seguo per l’agenzia dove lavoro sono dei Big Spender, categoria che ha ancora un enorme peso nel mercato pubblicitario e i cui movimenti condizionano tutta la vita di un’agenzia. La situazione attuale vede ancora la filosofia del “chi più urla più guadagna” (se volete, guardatevi l’episodio del materiale di propaganda di Peppone in “Don Camillo e l’Onorevole Peppone”), perchè i loro mercati sono altamente competitivi, un oceano rosso. La pubblicità sui grandi mezzi rimarrà per loro una leva molto forte anche se, è vero, si nota un tentativo di diversificare e assumere una dimensione umana più calda. Vedremo…

    Rassicuro l’”imprenditore” che fare comunicazione non vuol dire fare un c…o e che le figure che si trovano in questo campo (quelle serie) si sono formate con una bella gavetta. Se vuole mandare da noi suo figlio…magari fa qualche cosa…

  3. Paolo Convertito Blasio Says:

    scaricato…appena posso lo leggo..speriamo presto…

  4. honnête provocateur Says:

    Vissia ti rassicuro io.
    Guarda che “la Sapienza” di Roma sforna laureati in scienze della comunicazione come cornetti un bar del centro.
    Se molti reagiscono cosi’ in fondo un po’ di verita’ c’e o no?
    Noi non troviamo ingegneri progammatori e li dobbiamo cercare in India pero’ non ci mancano i ” comunicatori”, i “ballerini” e le “veline”.

  5. Dilett@ Says:

    spesso mi viene da pensare che se a 14 anni invece di continuare a studiare mi mettevo a fare la ballerina a quest’ ora sicuramente avevo guadagnato più soldi e mi sentivo più realizzata… un modo ci sarebbe per rimediare a questa situazione: le scuole a numero chiuso che sfornano soltanto quello che richiede il mercato del lavoro.
    domanda-offerta-marketing.

  6. Stefano Says:

    Bonjour a tutti!

    Seguito il consiglio di Antheus, ho dato una rapida lettura del libro, e credo che:

    la tesi 16 liberalizzi gli O.T.;
    con la 24 ci dobbiamo “dare una regolata”;
    nella 52 si sottolinea la sostanza e non solo l’apparenza;
    con la 60 si pone l’accento sui valori;
    (con la 61 vi esorto a folleggiare: dice che faccia bene! ;-) )
    la 66 è dissacrante;
    nella 72 si nota come pure negli errori si debba preferire la qualità alla quantità;
    nell’86 si evidenzia l’importanza della cultura rispetto all’erudizione.

    Ma, come dice Antheus, non con tutte le tesi si può concordare: secondo me, nella 25 il parallelo non è azzeccato: talvolta, ne vale la pena proprio perché si è sicuri che sia esperienza “one-off”! ;-)

    …gioco a parte, il libro mi sembra molto interessante soprattutto perché tende a “ribaltare” il punto di vista classico, o quantomeno a spostarlo e a rivederne gli equilibri. Mi è piaciuto molto il passaggio, non solo linguistico, da “comunicazione” a “conversazione”: mentre la prima mi da più un’impressione di senso unico, la seconda mi sembra sia più simile a “dialogo”, ciò che a mio avviso è fondamentale per parlare alle persone e non solo vendere “pezzi” a “consumatori.

    A presto,
    Ste

  7. Raffaela Says:

    Sono di passaggio, poi leggerò meglio antheus.. questo post mi piace.
    Dialogo Persone Contenuti Ascolto mi sembrano i requisiti che una persona leader deve avere per far funzionare un settore (qualsiasi), caro antheus queste son parole giuste e magiche ma un pochino lontane in alcune realtà, però mai si inizia e mai ci si arriva..
    devo leggere meglio cmq magari la mia osservazione leggendo di corsa non è giusta..

    honnete ti abbraccio..

  8. Vissia Says:

    Ciao Honnete.
    Io parlavo di persone serie. So bene che adesso la comunicazione va di moda, ma il lavoro vero sul campo è un’altra cosa. Prima di tutto perchè la comunicazione professionale è un lavoro di team ed esige intelligenza verso i tuoi compagni di lavoro e verso il cliente che ti affida il budget perchè sei suo partner in business (cioè se lui fa soldi li fai anche tu, se sei autorevole lui ti ascolta veramente e puoi incidere sulla mentalità di una multinazionale). Sinceramente, io mi sono fatta le ossa sul campo dopo una specializzazione all’università, perchè pianificare i media è una cosa che non ti insegnano a scuola, e mi auguro che i ballerini e le veline si accorgano che la loro strada è un’altra. Sono sicura che alla riunione da cui sono uscita stasera erano richieste persone professionali che forse non fanno glamour, ma sicuramente portano avanti un discorso molto più importante sia di business che di avanzamento di una professione che io trovo molto bella anche se laboriosa. Fatemi gli auguri, perchè domani è il mio secondo giorno da questo nuovo cliente, il più importante che abbia avuto finora.
    Notte!!!

  9. honnête provocateur Says:

    La “comunicazione” non si impara ne la si puo’ insegnare.
    E’ un dote naturale che riguarda la capacita’ innate di un individuo e quindi o la si ha o non la si ha.
    Il problema e’ come i media la pilotano attraverso i suoi “eroi”.
    In questo momento c’e l’affermazine dell’”uomo massa” come modello che e’ la negazione del pensiero individuale.
    Le piccole “elite” modificheranno i valori imperanti della societa’ massifificata.
    E noi siamo una piccola “elite” invisibile, ma condizionante.
    - Contraccambio l’affetto di Raffaela e Vissia.

  10. honnête provocateur Says:

    Dimenticavo la richiesta di Vissia.
    Tanti auguri per la tua nuova avventura.

  11. am italian Says:

    la pratica del forse e della disorganizzazione organizzata è una violenza che subisce ogni consumatore fuori dalla camera di commercio, a questo punto non si tratta più di rapporto regolare, fare acquisti non deve essere uno sport e non capire come sostituire target, campagna, “parco clienti” con persone, contenuti e ascolto, è uno, buono e rispettabile motivo per non scaricare un bel nulla sul mio elaboratore elettronico, simpatico compagno di stanza;
    non è invidia ma conoscenza intima del computer e di conseguenza del mio cervello, e quindi massimo rispetto all’igiene mentale

    Bonne Soireè

  12. RESET Says:

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    to unlock

    to lock
    to unlck

    GUTE NACHT.

  13. honnête provocateur Says:

    Lì Italia e l’ innovazione.
    Dal “Corriere” di oggi copio & incollo
    “!L’ Italia al 151/mo posto su 181 paesi nella classifica mondiale dell’ efficienza del sistemi giudiziari, siamo peggio dell’Africa” dice il presidente della Cassazione Vincenzo Carbone. Peggio di Angola, Gabon, la Guinea e Sao Tomè.
    Altri 16 giorni di ritardi nella durata media dei nostri processi e supereremo a ritroso anche lo staterello incastonato tra l’Eritrea e la Somalia. Questione di tempo: nella nostra retromarcia andiamo già peggio dell’Angola, del Gabon, della Guinea Bissau… Certo, Berlusconi spara sui «disfattisti » che demoralizzano le plebi incitando tutti ad essere ottimisti. L’ultimo rapporto «Doing Business 2009», però, non lascia scampo.
    Perche uno straniero dovrebbe venire a mettere soldi in un’impresa italiana davanti a certe storie esemplari? Prendete quella di una vecchia signora vicentina che aveva fatto causa alla banca perché l’aveva incitata a investire tutti i suoi risparmi in una finanziaria a rischio e nei famigerati bond argentini. Sapete per che giorno le hanno fissato la prossima udienza? Per il 17 febbraio 2014. Un piccolo imprenditore veronese si è visto dare l’appuntamento per il 2016. Per non dire del caso del signor Otello Semeraro, che mesi fa non s’è presentato al tribunale di Taranto dov’era convocato per assistere all’ennesima puntata del fallimento della sua azienda. Indimenticabile il verbale: «Il giudice dà atto che all’udienza né il fallito né alcun creditore è comparso». C’era da capirlo: come dimostravano le carte processuali della moglie, citata come «vedova Semeraro», l’uomo era defunto. Nonostante la buona volontà, non era infatti riuscito a sopravvivere a un iter giudiziario cominciato nel 1962, quando la Francia riconosceva l’indipendenza dell’Algeria, Kennedy era alle prese coi missili a Cuba e nella Juve giocavano Charles, Sivori e Nicolè.”
    Il marketing “consapevole” ci salvera’?

  14. honnête provocateur Says:

    Franco La Cecla, autore del pamphlet “Contro l’architettura”, racconta con i suoi occhi il mestiere dell’architetto. E ai giovani intenzionati a intraprendere la professione dice: “Andate a studiare all’estero”.
    Come dargli torto?
    L’rticolo intero: ( mettete http// in testa o copiarlo e incollarlo e dare l’invio )
    miojob.repubblica.it/notizie-e-servizi/notizie/dettaglio/architetti-del-futuro-meno-design-pi-societ/3525192

  15. Dilett@ Says:

    … ecco… dicevo che siamo nel Medioevo…invece peggio ancora! siamo nel terzo mondo!
    finiremo tutti a pane e banane :D

  16. artisticando Says:

    honnête ….un avvocato incapace può ritardare un processo per mesi o anni. Uno competente può ritardarlo per molto di più. Tu vuoi solo avvocati incapaci per farci avanzare nella graduatoria mondiale dell’ efficienza del sistemi giudiziari ?? :-)

  17. cordelia Says:

    Reset:
    m’ama
    non m’ama

    m’ama
    non m’ama

    m’ama
    non m’ama

    m’ama
    non m’ama

    au revoir

  18. UFF Says:

    uff, mamaboma?

  19. Selvaggi@ Says:

    “ogni critica ricevuta è un privilegio vi ha pensato e più di quanto voi abbiate pensato a lui e sarà l’ ultima volta se non aprite un dialogo”(17)
    quanto mi piace questa frase!!!!!
    cmq purtroppo non è vero che sarà l’ ultima volta se non aprite un dialogo, il mondo è pieno di masochisti, più gli ignori, più sentono di esere esclusi da qualcosa, più insistono, si arrabattano, escogitano, scalpitano….. come dire “chi disprezza compra”.
    Di qui l’ importanza del target.
    Non dobbiamo più chiamarlo target?
    Va bene chiamiamolo “gruppo omogeneo di persone che pensano e sentono allo stesso modo”.(36)
    Dalla rigida suddivisione in classi e ceti nell’ epoca moderna si è passati più o meno inconsapevolmente alla scelta di detreminati stili di vita.(28)
    Per coloro i quali il passagggio è stato inconsapevole c’ è poco da sperare… li trovi raggruppati in tribù,un numero indefinito di ruttini della società che vivono in funzione del branco (si vestono, mangiano, si spostano, si riproducono, consumano imitando atteggiamenti già visti).
    Gli altri, che vivono con un pò più di consapevolezza questo periodo di rapidi e contraddittori cambiamenti, si chiedono “IO da dove vengo, chi sono e dove vado?” si guardano intorno e stanno ancora cercando la tribù con la quale interagire.
    Credo siano stati definiti individualisti quasi come se fosse una cosa negativa, una colpa ma… conoscere se stessi non è il primo passo per conoscere gli altri e stare bene con loro?

    CONTRO L’ ASSUEFAZIONE DELL’ EPOCA POST MODERNA CONTINUATE A SEGUIRE QUESTO BLOG.(90) CHI SEMINA RACCOGLIE (grandine permettendo).

    selvaggia randelli
    dottoressa in scienze del caoz alla facoltà di tuttologia nel paese delle disgraie (le so tutte!!!).

  20. Selvaggi@ Says:

    DISGRAZIE!!!!

    caos, banane e disgrazie. :D :D :D

  21. cordelia Says:

    Uffotto e Dilett@ e Lanfranco e … siete troppo simpatici. Per fortuna qui non c’è la censura. Hehehehe . . .

  22. Antheus Says:

    Selvaggi@: grazie del tuo commento. Hai colto in pieno lo spirito della segnalazione e , credo , anche dell’autore delle 91 tesi

  23. artisticando Says:

    l’esempio di marketing più efficace da approfondire rimane sempre quello del serpente nel comunicare a Eva le virtù della sua frutta.

  24. Selvaggi@ Says:

    DONNE!!! PASSA L’ ORTOLANO!!!

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