Retail innovations: Messina come Tokyo
(di Antheus)
Ci sono dei concetti e dei pensieri che ricorrono come un mantra in questo blog e in tutti i documenti, riunioni e decisioni di I-I. Uno di questi è “il retail è il nuovo media”: siamo infatti convinti che mai come oggi il punto vendita sia lo strumento perfetto in cui si viene a creare una relazione profonda tra brand e cliente, un luogo che non sia solo un luogo di vendita, ma anche di attrattiva, di intrattenimento e di conoscenza. L’altro concetto è quella di “unire tradizione e innovazione”: se lo store vuole diventare un polo di attrazione fisico e di relazione, allora deve saper utilizzare con maestria la tecnologia e gli strumenti avanzati.
Per tutti questi motivi , e per molti altri, salutiamo con orgoglio e piacere l’iniziativa di Chirico Uomo, il fashion store partner di I-I di Via dei Mille a Messina, che dal 9 dicembre ha attivato un’innovativa campagna di bluetooth marketing legata a Italia Independent. Questa campagna (ideata dall’agenzia Kiu-Design Strategico) permette a tutti i possessori di uno smartphone con dispositivo bluetooth acceso che passano di fronte alla vetrina del negozio di poter scaricare filmati, testi e foto relative ai nuovi pezzi unici I-I di questo autunno inverno quali piumino, peacoat, blazer, tuxedo jacket in cordura e molti altri.
Ci sembra un’iniziativa molto interessante e utile che, utilizzando la tecnologia in modo intelligente e non invasivo, permette di creare una nuova relazione tra brand e cliente, tra connessione online e vita offline.







December 16th, 2008 at 7:55 pm
carina l’idea…la applichiamo anche alle gallerie d’arte?
December 16th, 2008 at 8:23 pm
Oggi ho ncontrato una persona che ha uno stock enorme di vecchi tessuti bellissimi.
Conosco uno stokkatore di professione che compra tutto perche’ ha molta liquidita’.
li potrei mettere in contatto, ma non lo faro’.
Ho visto negli occhi del primo il fuoco dell’avidita’ che ancora mi fa star male.
Il danaro come ossessione, la miseria umana al livello minimo.
Questo e’ il retail romano.
Roma come Catal Huyuk.
December 16th, 2008 at 8:40 pm
Se tutti questi signori passassero davanti al negozio Chirico Uomo con ognuno uno smartphone con dispositivo bluetooth acceso penso che il sistema andrebbe in default irreversibilmente.
http://www.corriere.it/foto_del_giorno/home/08_dicembre_16/tre_a55d97c6-cb85-11dd-839f-00144f02aabc.shtml
December 16th, 2008 at 8:46 pm
il Retail vive sempre più in un mondo di fantasie e illusioni;il suo compito più duro è quello di sopravvivere e trovare nuove realtà.
December 16th, 2008 at 9:21 pm
Il retail è una sovrastruttura che nel tempo è divenuta sostanza. La crisalide che non ha mai partorito la farfalla. Lo scafandro che ha sempre più inglobato l’uomo.
I prodotti sono rimasti vittime della loro immagine e del sistema tecnico di vendita.
I markettari hanno convinto i produttori che la pubblicità costituisse “l’anima” del retail ed i produttori hanno guardato la televisione ed hanno pensato: quasi quasi è vero.
Due o tre decenni di follia intellettiva e culturale. Persino Gela è diventata “da bere”. Si fanno le fiction sui papi, sui santi, sui boss, sugli sportivi.
Si farà un giorno la fiction sulla fiction se già non c’è da qualche parte. Effetto notte. Un tram che si chiama desiderio. Storie di film nei film. Un gioco allo specchio.
Fiction di fiction=realtà.
I prodotti sono diventati spesso fiction e i negozi, le botteghe, retail.
Al Politecnico c’è un esame in “retail design”. Descrive tutte le fasi dal design del negozio allo studio della pubblicità e delle strategie di comunicazione.
Trenta anni fa la vetrina, quel pezzo di vetro che generalmente dà sulla strada, era uno degli esempi più diffusi di retail design.
Si cerca, si cerca. Si acchiappa si acchiappa. Il prodotto è ora fiction. Il bluetooth, il dentino tuttoblu ci acchiappa mentre camminiamo, mentre i nostri pensieri sono altrove. Al lavoro, alla famiglia, alla ganza, alla musica.
In un fumetto, ci sarebbe la nuvoletta di arrosto che ti prende per il naso, ti solleva e ti trasporta in trance verso il fuoco acceso.
Quella nuvoletta ti solleva e ti porta nel negozio, nel retail.
“… Alle Sirene giungerai da prima,
Che affascìnan chïunque i lidi loro
Con la sua prora veleggiando tocca.
Chïunque i lidi incautamente afferra
Delle Sirene, e n’ode il canto, a lui
Né la sposa fedel, né i cari figli
Verranno incontro su le soglie in festa.
Le Sirene sedendo in un bel prato,
Mandano un canto dalle argute labbra,
Che alletta il passeggier: ma non lontano
D’ossa d’umani putrefatti corpi
E di pelli marcite, un monte s’alza.”
e noi, novelli Ulisse
“Tu invece ascolta pure se vuoi, ma ti leghino nella nave le mani e i piedi, stando là diritto alla base dell’albero, e a questo restino allacciate le funi. Così potrai ascoltare con viva gioia la voce delle due Sirene. E se tu preghi i compagni e gli ordini di scioglierti, essi allora ti leghino ancora di più con le corde. E quando i compagni avranno spinto la nave oltre le Sirene, qui non ti voglio più dire con precisione quale sarà la tua strada, ma decidi da te.”
Chi saranno i nostri compagni di viaggio a cui si “spalma sulle orecchie dei compagni, ammorbidendola, la cera dolce come il miele, perché nessuno degli altri deve udire.”?
Chi ancora resisterà al canto ammaliatore dei disegnatori di fiction?
Quanto ancora ci sarà richiesto di focalizzare il nostro interesse alle strategie di marketing e non all’essenza dei prodotti?
E quanto ancora la politica, la cultura, l’arte, la produzione dovrà pagare pegno alle sirene markettare fuoriuscite dalle università a la page, convinte che la presentazione del prodotto possa sostituire il prodotto stesso?
Ti fanno vedere un mondo e te ne rifilano un altro, col mattone dentro. Forza Napoli.
[...]“Com’è bello lavorare sulla tangenziale
con le mani rosse che ti fanno male
e i ricordi che camminano a duciento
all’ora
e ti entrano dentro senza far rumore[...]”
Il retail deve toccare terra, tornare alle cose serie, giustificare ogni suo passo.
Masaniello è crisciuto
Masaniello è turnato
Je so’ pazzo, je so’ pazzo
nun ce scassate ‘o cazzo!
December 16th, 2008 at 9:33 pm
bello io il bluetooth ce l’ho sempre acceso..
December 16th, 2008 at 10:54 pm
Antheus…non vorrei essere frainteso….l’iniziativa di Chirico Uomo la considero innovativa ed al passo con i tempi; ma sempre una costrizione generata da questi tempi…quanto prima ci sarà consentito di ritornare semplicemente a “quel pezzo di vetro che generalmente dà sulla strada” tanto meglio sarà…preserviamoci certi piaceri….
se può interessare posso consigliare un preservativo che protegge dal “bluetooth marketing” 
December 16th, 2008 at 11:12 pm
paolo,il bluetooth non devi tenerlo sempre acceso, perchè i virus, come per il pc, esistono anche per i cellulari, e colpiscono quelli con sistemi operativi windows mobile ( palmari e molti altri ) e symbian ( sono i nokia ). ah,ma comunque, solitamente, per ricevere un file sul cellulare, si deve accettare il tentativo di connessione del mittente, quindi come se fa?
pino daniele ha ragione, anche perchè qui da noi alcuni negozi stanno facendo il 20-30 % di sconto già ora, per incentivare a spendere: ciò significa che siamo nel guano.
hp: i tessuti dovresti comprarli tu, non dico tutti, ma se sono belli, li devi prendere, a patto che poi ci fai vedere i risultati.
December 17th, 2008 at 11:07 am
Buco nel browser di Microsoft. Si rischia il furto di password e i dati personali. Microsoft lo sa, il rimedio forse a gennaio. Gli esperti: per ora usate browser alternativi
December 17th, 2008 at 11:07 am
.8 : mi sembra che tu stia esagerando e che tu prenda un po’ troppo alla lettera il concetto di Rinascimento. Insomma, credo che oggi il retail (continuo a chiamarlo così perché non c’è un termine uguale in italiano, commercio non rende lo stesso l’idea) per un mercato che sta tra quello di massa e quello di super nicchia (sarti, artigiani etc..) possa essere una pedina strategica per l’economia e anche per l’urbanistica delle città. Magari questo caso non è esemplificativo, ma te ne protrei citare altri dieci che soddisfano le cosiddette 6 R del Marketing relazionale : rilevanza , risonanza, responsabilità , rispetto , riconoscimento e reciprocità.
December 17th, 2008 at 11:08 am
Perchè, c’è ancora qualcuno , almeno tra i lettori di questo blog, che utilizza il polveroso Explorer??
December 17th, 2008 at 11:41 am
Nel Blog non lo so ma tra la gente comune e’ ancora il piu’ usato.
Ogni volta che vado in qualche posto dove c’e la rete ci trovo l’icona classica di Explorer.
D’altronde la Microsoft ti vende tramite i costruttori partner l’hardweare coi i suoi software gia’ preinstallati.
Come d’altronde fa Apple.
December 17th, 2008 at 12:10 pm
“Scarpe Diem”
http://www.corriere.it/foto_del_giorno/home/08_dicembre_17/giannelli_639d33c6-cbff-11dd-bd86-00144f02aabc.shtml
December 17th, 2008 at 12:23 pm
uff
December 17th, 2008 at 12:43 pm
Il principe partigiano.
http://tv.repubblica.it/copertina/io-il-principe-partigiano/27375?video
December 17th, 2008 at 12:53 pm
Per esempio io dall’ufficio, abbiamo explorer, chiedo venia, ma le multinazionali sono fatte così, si supportano tra di loro.
Riguardo l’uso e l’abuso della teconologia, penso che ogni tentativo di un utilizzo intelligente e non invasivo della tecnologia vada salutato con interesse e simpatia, quindi complimenti
December 17th, 2008 at 1:38 pm
eh si.
nonchè estremi.
D’altronde avete imparato a capire che i miei post sono eccentrici, dislocati, allitterati, maieutici, ellittici, ottici (da
Ma nascondono o mostrano sempre un velo di sincerità, personale per amor di Dio, che è l’ “ottopensiero”.
In soldoni uno dei miei più grandi difetti è sempre stato quello di paragonare il resto dell’Umanità a me, cioè di allargare ad esso i comportamenti ed il modo di (s)ragionare miei. Grandissimo errore.
I miei sragionamenti allora mettono giù pensieri che riterrei condivisi almeno nella loro parte etica ma in effetti poi sono io ad andare per derive neanche poi nascoste.
Siccome a me della pubblicità e del marketing non me ne è mai fregato nulla se non per la loro “semplice valenza di comunicazione di esistenza del prodotto e delle sue caratteristiche”, a sragione ho ritenuto di dover pensare che ciò possa essere un pensiero condivisibile molto minimalista di pubblicazione (e non pubblicizzazione) del prodotto.
In parole povere, tu mi dici che hai fattoi quella cosa e come è fatta, magari quanto costa. Punto. Io poi se ne ho voglia e se sono curioso vado dov’è, la guardo e se mi va me la catto, dopo averla confrontata con prodotti simili.
Il post precedente, per quanto eccentrico ed ellittico, non parla affatto della bella iniziativa degli amici messinesi, ma del sistema di controllo della ragione umana che le tecniche di marketing e le innovazioni tecnologiche invasive hanno determinato. Il condizionamento dei mercati. Il condizionamento del gusto. Il condizionamento del logo.
Argomenti questi sui quali potremmo dibattere per ore, ma tralasciamo per non appesantire gli animi.
Il problema del “pazzo che non gli scassino il cazzo” è un problema fondamentale dell’uomo (post)moderno. Comunque preferibile all’uomo antico, premetto.
La sua capacità intrinseca di valutazione rispetto alle informazioni conferitegli.
Il sistema è invero chiuso. Pubblicità-televisione-logo-testimonial-pubblicità, e ora customer hunting.
Da lì non se ne esce. La critica è quindi alla fiction della filiera di pubblicizzazione per la quale un prodotto è acquistabile solo perchè, ad esempio, un certo testimone lo utilizza. Fiction nella fiction, perchè è impensabile che George Clooney beva il Nescaffè se non glielo rifilano senza dirgli nulla.
L’uomo di mercato viene illuso due volte:la prima quando gli si vuole presentare quel prodotto come bene di consumo del testimonial, la seconda quando egli “deve” credere che questo sia vero.
Solo un esempio delle strategie global di client-hunting.
La televisione in genere “forma” le menti degli utenti attraverso programmi demenziali ed il sistematico interrompere degli spot pubblicitari nei momenti topici delle trasmissioni. L’utente, specialmente bambino, si abitua a considerare la realtà(fiction) come naturalmente interrotta dalla pubblicità, dal prodotto. E considera il prodotto parte di ciò che sta vivendo, sia esso un film, un documentario, un evento sportivo.
Molta della mia ricerca artistica verte su tali meccanismi sincronici di presentazione del prodotto e della realtà in un calderone che alla fine diventa solo fiction, e ci si abitua anche ai morti ammazzati senza emozioni.
Da questo condizionamento sono fuoriuscite le ultime generazioni. Diciamo da trenta anni a questa parte, forse compresi anche noi 40/50enni.
Il dentinoblu è solo uno degli elementi, forse il più elegante ed innovativo, della strategia di conquista del consumatore.
La sostanza del prodotto, e non è ovviamente il caso di I-I, passa in terzo o quarto piano. Ma, Antheus, tu puoi darmi tutte le R che vuoi, per me conta solo che io sappia dell’esistenza del prodotto e di come è fatto.
Nelle pubblicità di qualsiasi prodotto si vede solo il nome, la forma, il testimonial. Belle topone, bei toponi, mulini bianchi ma nulla, nulla sulle qualità tecniche che dovrebbero farmelo acquistare. Lo so che è grezzo e che non va, ma non va proprio perchè ormai molta umanità è condizionata dalla realtà/fiction.
Se dovessi fare un manifesto pubblicitario per un vostro prodotto metterei sullo sfondo il prodotto e poi scriverei in sovraimpressione tanti dati quanti sono i materiali utilizzati, le ore di lavoro, le tecnologie adottate, le caratteristiche uniche di quel prodotto. Forse fatica sprecata visto che nella fattispecie basterebbe solo il simpatico viso di Lapo (purtroppo per il prodotto che merita) per attirare i clienti.
Caratteristiche “uniche”, perchè nessuno mai dice che il suo prodotto è “unico”, in quanto difficilmente lo è. L’importante è che lo utilizzi una star(letta). I prodotti si sovrappongono. I testimonial no.
Una volta c’erano i telefoni bianchi. I film della Bella Hollywood ricca e facoltosa.
Io invece sono più Marlowe. Mi dispiace, ma sono un No Global Rinascimentale.
E Napule è sempre “mille culure”…..
December 17th, 2008 at 2:05 pm
.8
Ti do un idea formidabile.
perche’ da buon toscanaccio non scrivi “La Divina Postata”?
December 17th, 2008 at 2:59 pm
.8 è il chirurgo del marketing e lo fa con competenza perchè pssiede 3 qualità importanti: ha un cuore da leone, gli occhi di un falco e le mani di una donna…..“La Divina Postata” esiste già,…… a puntate
December 17th, 2008 at 3:02 pm
Data l’età potrei solo scrivere la Divina PRostata…..
December 17th, 2008 at 3:31 pm
honnete…..mia nonna mi diceva di fare attenzione ad una cosa, che poi ho scoperto in un aforisma di Georg C.
Lichtenberg: Quando doveva far uso della mente era come quando qualcuno abituato a usare la destra è costretto a usare la sinistra.
December 17th, 2008 at 3:52 pm
ROMEO - Si ride delle cicatrici altrui chi non ebbe a soffrir giammai ferita… (Rosa R. I. appare a una finestra) Oh, quale luce vedo sprigionarsi lassù, dal vano di quella finestra? È l’oriente, lassù, e Rosa R. I. è il sole! Sorgi, bel sole, e l’invidiosa luna già pallida di rabbia ed ammalata uccidi, perché tu, che sei sua ancella, sei di gran lunga di lei più splendente. Non restare sua ancella, se invidiosa essa è di te; la verginal sua veste s’è fatta ormai d’un color verde scialbo e non l’indossano altre che le sciocche. Gettala via!… Oh, sì, è la mia donna, l’amore mio. Ah, s’ella lo sapesse! Ella mi parla, senza dir parola. Come mai?… È il suo occhio che mi discorre, ed io risponderò. Oh, ma che sto dicendo… Presuntuoso ch’io sono! Non è a me, ch’ella discorre. Due luminose stelle,tra le più fulgide del firmamento avendo da sbrigar qualcosa altrove,si son partite dalle loro sfere e han pregato i suoi occhi di brillarvi fino al loro ritorno… E se quegli occhi fossero invece al posto delle stelle,e quelle stelle infisse alla sua fronte?Allora sì, la luce del suo viso farebbe impallidire quelle stelle,come il sole la luce d’una lampada;e tanto brillerebbero i suoi occhi su pei campi del cielo, che gli uccelli si metterebbero tutti a cantare credendo fosse finita la notte. Guarda com’ella poggia la sua gota a quella mano… Un guanto vorrei essere,su quella mano, e toccar quella guancia!
ROSA R. I. (Come avesse sentito un rumore, o forse assorta in tristi pensieri, sospirando) Ahimè!…
ROMEO (Tra sé) Dice qualcosa… Parla ancora,angelo luminoso, sei sì bella,e da lassù tu spandi sul mio capo tanta luce stanotte quanta più non potrebbe riversare sulle pupille volte verso il cielo degli sguardi stupiti di mortali un alato celeste messaggero che, cavalcando sopra pigre nuvole, veleggiasse per l’infinito azzurro!
ROSA R. I. - Romeo, Romeo! Perché sei tu Romeo?Ah, rinnega tuo padre!…Ricusa il tuo casato!…O, se proprio non vuoi, giurami amore, ed io non sarò più una Bassolino!
ROMEO (Sempre tra sé) Che faccio, resto zitto ad ascoltarla,oppure le rispondo?…
ROSA R. I. Il tuo nome soltanto m’è nemico; ma tu saresti tu, sempre Romeo per me, quand’anche non fosti un Global Service. Che è infatti Global Service?…Non è una mano, né un piede, né un braccio, né una faccia, né nessun’altra parte che possa dirsi appartenere a un uomo. Ah, perché tu non porti un altro nome! Ma poi, che cos’è un nome?…Forse che quella che chiamiamo rosa cesserebbe d’avere il suo profumo se la chiamassimo con altro nome? Così s’anche Romeo non si dovesse più chiamar Romeo,chi può dire che non conserverebbe la cara perfezione ch’è la sua? Rinuncia dunque, Romeo, al tuo nome,che non è parte della tua persona, e in cambio prenditi tutta la mia.
“Napule è ‘na carta sporca
e nisciuno se ne importa e
ognuno aspetta a’ ciorta. “
December 17th, 2008 at 4:31 pm
artisticando &.8
Oggi non vi ricevo con le mie antenne.
Vi siete spostati troppo in avanti con la macchina del tempo (rale).
December 17th, 2008 at 5:34 pm
Ho dei seri problemi con il software non ci sarà mica qualcuno che mi ha attaccato un virus?
Basta per oggi ne ho abbastanza, ci riprovo domani.
December 17th, 2008 at 5:40 pm
o Dio! devo fare control alt canc…. l’ultima volta che è successo ho buttato il computer, se non mi sentite per un pò sapete il perchè…
December 17th, 2008 at 5:46 pm
Vista la mia partenza di stasera non potrò più seguirvi nel blog fino ai primi del prossimo anno.
Vorrei saluravi tutti e auguravi un felice anno nuovo, sperando in un 2009 diverso da come lo hanno annunciato.
Io ho in progetto qualcosa per il 2009, ma come si dice…… i desideri non si dicono a nessuno altrimenti non si avverano!!!
Bando alle ciancie, BUON 2009 A TUTTI!
PAD
December 17th, 2008 at 10:29 pm
.8
Sei troppo minimalista nel nick:
Cambialo da
FuckSiaMen
a
FuckSiaMenCheWoman.
allargheresti in poco tempo e con poco sforzo il bacino degli estimatori della tua arte.
December 17th, 2008 at 10:46 pm
allora facciamo FuckSoloWomen che è meglio va….
December 17th, 2008 at 11:46 pm
uF
December 18th, 2008 at 8:12 am
FUCK tutti gli uomini e le donne avidi che non sanno stare al proprio posto!
Se li conosci li eviti… Io preferisco i cani.
December 18th, 2008 at 9:47 am
Danilo
YOU ARE LOOKING THE HAIR (stai a guarda er capello!)
- I media in questi giorni stanno parlando solo di una grande scoperta Italiana:
Sembra che gli appalti pubblici in Italia si siano trasformati in affari privati.
Per noi che stiamo sempre a parlare di “innovazione e creativita’ italiana” questa mi sembra una bella notizia no?
December 18th, 2008 at 9:53 am
Le novita’ del Natale 2008:
http://www.corriere.it/foto_del_giorno/home/08_dicembre_18/giannelli_34885ec8-ccca-11dd-95df-00144f02aabc.shtml
December 18th, 2008 at 10:14 am
Bella? Solo se conosci.
December 18th, 2008 at 10:30 am
Danilo
ma adesso ti devo spiegare anche quando faccio sarcasmo?
December 18th, 2008 at 11:13 am
Io faccio english humor. La notizia è bella in senso assurdo (il sarcasmo) e in più vi aggiungo la battuta che ne fa un ossimoro, ovvero persino fosse veramente una bella notizia per noi lo sarebbe a condizione che tu conosca qualcuno di influente….

December 18th, 2008 at 11:27 am
A parziale integrazione delle stimolazioni oniriche fatte sopra, posto qui un articolo tratto dal web a proposito di strategie di marketing….
“Misery is not miserly
Forse Berlusconi non lo sa, ma c’è questa interessante ricerca in cui si dimostra che la tristezza generata da periodi di crisi, fa aumentare i consumi.
In pratica, più infelici siamo, più compriamo.
Qui a fianco lo schemino che sintetizza il processo decisionale che viene spiegato dettagliatamente nella ricerca. [...]
Da queste parti eravamo a conoscenza del cosiddetto acquisto impulsivo e autoconsolatorio da effettuare nei momenti tristi. Ma la ricerca spiega che questa dinamica può agire anche nel lungo periodo e può diventare un processo di consumo abituale.
Se la tesi viene confermata dai fatti, si possono aprire mirabolanti strade per il marketing più estremo e sfacciato, con nuove strategie di comunicazione e di creazione di contesti tali da far rattristire il povero consumatore al punto tale da fargli fare acquisti dissennati.
Come dicevo all’inizio, Berlusconi non conosce questa ricerca, ma forse Tremonti sì.”
December 18th, 2008 at 11:46 am
Mi piace il tuo english Rhumor.
Io non l’havevo sentito.
Devo andare da Amplifon UK?
December 18th, 2008 at 11:54 am
Assurdita’ italiane.
Ho proposto un software alle F.S. italiane.
Non mi hanno risposto.
In compenso mi hanno risposto la Ferrovie Cinesi per andarlo a testare li da loro.
L’indice di innovazione italiano sta’ diventando un mignolo.
A meno che non vogliono che passi per la TANGENziale.
December 18th, 2008 at 2:06 pm
[...]“Com’è bello lavorare sulla TANGENziale
con le mani rosse che ti fanno male
e i ricordi che camminano a duciento
all’ora
e ti entrano dentro senza far r(h)umore[...]”
December 20th, 2008 at 10:54 pm
D’accordo sulla relazione che si viene a creare tra brand e cliente e sono convinto anche che i prox negozi che adotteranno questa campagna d bluetooth marketing avranno maggiore attrattiva, inoltre per la prima volta il cliente saprà esattamente che tipo d oggetto si porterà a casa. Finalmente un uso del bluetooth che non sia quello di scambiare canzoni, video o quant’altro.. Spero che l’iniziativa prenda piede anche nei negozi dell’emilia..
December 21st, 2008 at 3:44 am
se a qualcuno puo interessare: come browser uso firefox alternato a chrome e altre cose open source… cmq stando alla quasi totalità delle analisi di diffusione dei browser, explorer è ancora anni luce sopra tutti come numero di copie diffuse… (non è un caso che l’amico Bill Gates sia lì che oscilla da alcuni anni tra le prime persone più ricche della palla-mondo!)
magari se i-i facesse una partnership di cobranding con un browser le vendite dei prodotti i-i decollerebbero. certo, un browser “di stile” è una cosa forse un po’ particolare da fare… e poi, come mi spiegava poco tempo fa lamico Andrea Barbero, i-i sta MOLTO attenta alla gestione del proprio brand, e forse associarlo a un browser non fa parte della i-i strategy. è anche vero che in oltre 1 anno di esistenza attiva i-i ha utilato 207 euro… il “valore” di un occhiale! al futuro l’ardua scelta:)