Occhi di lince

(di Giovanni)

Il mercato dell’occhialeria sta evolvendo in modo molto rapido e la crisi di mercato darà un accelerata ulteriore al cambiamento. Si assiste da un lato alla polarizzazione sempre più spinta tra marchi di massa e di ricerca (di cui abbiamo parlato in altri post) e dall’altro alla tendenza dell’incremento di quote di mercato degli occhiali da vista rispetto a quelli da sole. Ricordiamo che gli occhiali da sole erano utilizzati dalle griffes oltre che come “vacche da mungere” come strumento di comunicazione: mettere in “faccia” al più ampio numero di persone il proprio logo era come poter usufruire di una campagna di advertising in movimento.
La tecnica del “face advertising” tra l’altro è stata utilizzata con successo da Scion (brand Toyota rivolto ai giovani) che tanto successo ha riscosso negli Usa negli ultimi anni.
Si può leggere la seconda e più sottile intenzione delle griffes dal fatto che il prezzo dell’accessorio occhiali è sempre stato più a portata di mano rispetto al resto della collezione. Questo fenomeno con il passare del tempo ha portato ad una deriva della distribuzione e dei consumi.
Oggi gli occhiali da sole si vendono per la maggior parte in un periodo sempre più concentrato di tempo, da marzo a luglio. Le grosse catene a giugno già fanno gli sconti.
Questo fenomeno ha portato alla specializzazione delle aziende di ricerca e design negli occhiali da vista. Per dare un ordine di grandezza, oggi il “vista” costituisce approssimativamente il 55%, 60% del mercato, ma è un mercato dove chi fa qualità la fa davvero.

I-I è entrata sul mercato due anni fa con un occhiale da sole. Tanto è cambiato da quel giorno.
Da oggi è possibile acquistare i nostri occhiali da vista anche sul web. Sono tutti occhiali in acetato, rigorosamente opachi, sabbiati e assemblati a mano.
Sono occhiali anche per chi ha gli occhi di lince, che desidera indossarli semplicemente con la lente clear, come accessorio.
Comunque l’arrivo a breve del “guerra fredda” corroborerà il nostro percorso alla ricerca dell’innovazione funzionale e della qualità.
Io, miope, indosso i 502 teak violet e mi danno grande soddisfazione.
Antheus, astigmatico con lieve miopia, indossa i 501 teak azure. Non è che ci faccia grande pubblicità, ma si fa di necessità virtù! :-)
Buon weekend a tutti e vi aspettiamo l’11 dicembre. Scriveteci.

40 Responses to “Occhi di lince”

  1. Dilett@ Says:

    La pubblicità costa, se Antheus non ve ne fa molta… forse non lo pagate adeguatamente….
    per chi lo avete preso? per la mascotte del blog?

  2. Dilett@ Says:

    ma per guardare quei films un po porno che occhiali bisogna mettersi?
    e soprattutto a quale cinema li danno?
    …. tanto per saperlo così io prendo un’ altra strada e vado al museo per esempio… almeno mi faccio un pò di
    cu cultura.

  3. Dilett@ Says:

    poveri noi… ma con che gente ci hanno mischiato!

  4. Dilett@ Says:

    si o no… si o no… si o no….
    NO NO NO NO
    … più che dirvelo!!!!

  5. david Says:

    e lapo invece, che problema visivo ha? io non ne ho nessuno,ma mi piacciono lo stesso, anche se non ne ho bisogno. diletta,perchè vuoi sapere dove si vanno a vedere quei film un po’ porno? l’home video porno va alla grande, a quanto pare! scusatemi per chiedervelo,ma cosa c’è l’11? ho avuto un sacco da fare,perciò non lo so: chi me lo dice? dai, volete bene ad un blogger- figliol prodigo. :-)

  6. honnête provocateur Says:

    david
    per sapere tutto sul’11 vai sul Feed RSS e clicca il post Temporary I-wear dove si parla dell’incontro.
    Trovo il modello 502 teak molto d’impatto sia nel design che nella scelta dei colori pieni.
    Manca a mio avviso il “verde prato”.
    Scelta coraggiosa e creativa, ma sono sicuro che verrete premiati.
    Io li trovo molto in sintonia con la vostra idea di indipendenza.

  7. Tim Reynolds Says:

    Nice post. Thank you for the info. Keep it up.

  8. Antheus Says:

    Grazie Honnete,
    questi sono i modelli che sono già nei negozi di ottica. L’11 presenteremo e saranno disponibile eccezionalmente anche i nuovi modelli presentati a Parigi.

  9. david Says:

    e vabbe,ma è a milano, e devo dare un esame giovedì, mi sa che poco potrò venirci… nelle vacanze non fate niente,vero?

  10. cordelia Says:

    Questo mortace comincia a piacermi!

    Mi permetto di postare questo pensiero di Maurizio Morace, tratto dal suo sito:

    Proposta 20. La vita in prima persona

    Il passaggio che il consum-autore permette è quello di una vita in prima persona, che si dispiega in un orizzonte che possiamo definire in molte società (non tutte) l’epoca del post-consumo.
    Nel senso che l’opzione del consumo diventa una commodity e non più una priorità nella costruzione dell’identità individuale. La maggior parte delle analisi sociologiche sul consumo cadono nell’errore di considerare il coinvolgimento nella società consumista una strada a senso unico, una via senza ritorno. Emblematico a questo proposito appare l’ultimo saggio di Bauman, dal titolo Consumo, dunque sono nel quale la demonizzazione del consumo che trasforma la soggettività in merce, appare totale. Come spesso accade in questi casi la lucidità dell’analisi e della diagnosi si traduce in una terapia e un messaggio finale fuorviante: “la soggettività del soggetto, e gran parte di ciò che tale soggettività consente al soggetto di ottenere, è imperniata su uno sforzo senza fine del soggetto stesso per essere e restare una merce vendibile.” Questa è la conclusione senza appello del novantenne sociologo polacco.
    Nel percorso dei consum-autori, al contrario, il consumo diventa una straordinaria opportunità di imparare a scegliere creativamente e liberamente, per poi passare ad altro. Come spesso accade, il rischio è dunque quello di essere più realisti del re. Di non considerare con la dovuta attenzione la capacità di immaginazione e di ricchezza intuitiva e intellettuale che permette alle persone di andare al di là delle proprie stesse intenzioni.
    Nella prospettiva dei consum-autori, appare ad esempio evidente il potenziale di trasformazione che il linguaggio e l’etica del consumo hanno nelle società tradizionali e conservatrici, o addirittura confessionali e autoritarie come quelle del Medio Oriente, o in quelle del socialismo reale e delle dittature dolci come Cuba e la Cina. Il sistema dei consumi diventa in questo caso uno strumento straordinario per scardinare società repressive e imbrigliate da credenze millenarie, incarnando un ruolo addirittura rivoluzionario, facilitando ad esempio la lotta per i diritti delle donne o delle minoranze. Possiamo affermare con tranquillità che la minigonna ha facilitato negli anni 60 il messaggio della liberazione ed emancipazione femminile, puntando sul linguaggio dell’emozione e della creatività materiale dello stile. Nella Cina odierna il consumo sta giocando un ruolo simile, e del resto non è un caso che il sogno americano – dopo la seconda guerra mondiale – abbia sempre vinto quando si proponeva con il linguaggio del consumo, e abbia sempre perso invece quando ha delegato questo sogno alla forza delle armi.
    In questa fase quindi, nelle società più avanzate che hanno ormai metabolizzato questa logica, la pratica del consumo – aiutata dall’esplosione delle nuove tecnologie che attivano relazioni - diventa il ponte per una espressione più libera della propria creatività, che si estenderà gradualmente alle altre dimensioni della vita, fino a perdere la propria importanza, una sorta di dolce eutanasia.
    E’ in questo modo che i consum-autori impareranno a vivere in prima persona, abbandonando le sicurezze ideologiche ed aprendo la propria esperienza a nuovi mondi vitali: la proposta in questo caso riguarda proprio la capacità di riappropriarsi delle proprie libere scelte al di là del consumo.

  11. Dilett@ Says:

    David ma come?
    è un’ evento! non puoi mancare! o Dio! io mi devo ristuccare tutta… devo andare dal parrucchiere… mi sa che in così pochi giorni non ce la farò mai ad essere pronta….
    e poi come mi vesto?
    devo tirate fuori dalla naftalina l’ abito buono….
    però sai che figata andare a Milano, entrare nel primo bar che capita, prendersi un caffè e pagarlo col bancomat, così tutta la tribù saprà che ho conosciuto Lapo!!!

  12. cordelia Says:

    FRANCESCO MORACE, perdono.

  13. federico the new new thing Says:

    cara Diletta. non mi sembra chei tuoi messaggi siano ben comprensibili: i primi 4 di questa pagina mi sembrano completamente campati in aria mentre riguardo quello in cui parli di entrare in un bar di milano e pagare col bancomat non capisco come potrebbe rendere noto alla (quale?) tribù che hai conosciuto Lapo (cosa assolutamente non scontata: non è stata minimamente annunciata la sua presenza nella settimana 11-18 a milano).

    Se tu avessi la voglia di provare a spiegarmi i tuoi post mi toglieresti 5 curiosità!

  14. cordelia Says:

    Diletta dovresti invece riuscire a farcela . . . e partecipare a certi incontri… ti renderesti conto che il più delle volte ci sono persone che non si preoccupano affatto del loro aspetto, si vestono come sono abituati a essere tutti i giorni.
    Perchè credi sia necessario mascherarsi?
    Poi, se ti fa piacere fare un giro a milano, l’11 dicembre vado al Diocesiano da Previati, il caffè te lo offro io.
    Se preferisci, dati i rapporti conflittuali con la bevanda, una cioccolata!!!

    Non sarai una snob . . .

    Mi diverte il titolo di questo post!

    Tu Diletta che occhi hai?

  15. cordelia Says:

    Per chi ama Milano:

    Il primo “occhio di lince” che ricordo … è Maurizio Nichetti!

    e un suo film girato a Porta Ticinese…. “Volere Volare”.

    Effettivamente un po’ porno ma simpaticissimo …

    http://it.youtube.com/watch?v=oX2XrEz4u7w&feature=related

  16. david Says:

    oddio,non è che sia tutto questo porno spinto… comunque solo l’idea di maurizio nichetti che fa un porno mi fa “acccccapppponare i capelli”. cordelia, diletta ha lo humor britannico.

  17. Picasso Says:

    Diletta,

    Tu hai scritto “almeno mi faccio un pò cultura”. Ti dò un consiglio, prima di passare per un museo per un parrucchiere o altro.. passa a scuola.. poi si hai ragione, con che gente ci si mischia eh!!!

  18. Dilett@ Says:

    @Cordelia
    Non ho un rapporto conflittuale con il caffè anzi, tutti dicono che agita,
    invece a me fa venire sonno…. boh… poi penso che abbia pure un’ effetto lassativo…
    Il thè e la coca-cola invece non mi fanno proprio dormire, per me sono assolutamente da evitare…

    comunque grazie per la cioccolata, non conosco questo Diocesiano… di Milano conosco molto poco,
    giusto la stazione, piazza Duomo, piazza Cordusio, qualche via della moda, per l’11 non ce la faccio proprio
    a ristrutturarmi… un’ altra volta volentieri…grazie.

  19. Dilett@ Says:

    @Federico the new thing
    io sarò sicuramente poco comprensibile… ma anche uno che si fa chiamare the new thing….
    tutte le volte che leggo il tuo nome lo associo alla parola obsoleto… mi suona strano…
    ma tu che rapporto hai con i dadaisti?

  20. Dilett@ Says:

    @Picasso
    guarda che io a scuola ci sono stata!
    Ho pagato tutte le tasse e ho comprato tutti i libri… e tu guarda che risultato…. hai ragione ci sono grossi problemi…..
    in quanto ai parrucchieri non farmi parlare… con quello che costano!!!

  21. cordelia Says:

    Non importa, sarà per un’altra volta:
    comunque il Rinascimento a Milano si è diffuso qui:

    Il Direttore del Museo si chiama Biscottini, l’ideale per una cioccolata!

    Per altro potresti incontrare la Giuditta di Botticelli, che rimarrà fino al 14 Dicembre!!! Potresti farcela quindi . . .
    (Il genere iconografico è tra i miei preferiti.)

    Si trova nei pressi di Corso di Porta Ticinese.

    http://www.museodiocesano.it/infoRaggiungere.asp?sez=7&link=23

    (In Sant’Eustorgio erano conservate le reliquie dei Re Magi, fu il Barbarossa a trafugarle e a portarle a Colonia; per la Befana si parte ancora in corteo per raggiungere la basilica . . . )

  22. cordelia Says:

    Si parte dal Duomo.

  23. federico the new new thing Says:

    @Diletta: scusa ma invece di fare polemiche inutili, tispiace spiegare i tuoi post? non intendevo dire che ti sprimi male ma che SEMPLICEMENTE NON LI HO CAPITI ! se questo ti offende… non so cosa farci!
    per es.:la tribù cosa sarebbe, il gruppo dellepersone che conosci? e se anche paghi un caffè col bancomat mentre hai Lapo vicino pensi che venga stampato sullo scontrino, così puoi portarlo come prova alla tribù? Non credo che la cosa funzionerà così!

    Ho messo the new new thing per richiamare il titolo di un importante libro sulla net-economy, che racconta sogni, speranze, successi e delusioni della cosiddetta eEconomy, basata su internet appunto, e ampiamente ridimensionata rispetto ai trionfi(di fatturato e/o di borsa) dei primi tempi dell’attuale millennio. il libro non è perfetto ma descrive un’epoca e un’atmosfera del mondo degli affari, soprattutto americano. Nel mio piccolo, mi sento un po’ coinvolto.
    Se il mio nome ti fa pensare a qualcosa di obsoleto sarebbe più sensato che mi “attaccassi” sul contenuto dei miei post piuttosto che sul nome, che di obsoleto non credo abbia molto (a meno che per te internet, i blog, Google, i social network etc siano obsoleti!!!).

    Coi dadaisti ho un rapporto di grande civiltà e tolleranza: io so a malapena chi sono e loro mi ignorano proprio!

  24. federico the new new thing Says:

    @you all folks: ma voi li capite bene i messaggi di Diletta? forse sono io che non sono più quello di un tempo…
    illuminatevi per favore:)

  25. Dilett@ Says:

    @Federico the new thing
    adesso che mi hai spiegato l’ origine del tuo nome tutto è più chiaro, comincia a piacere anche a me, penserò anch’ io a al titolo del libro, se poi ti volessi chiamare the new better thing secondo me sarebbe ancora meglio….

    In quanto ai dadaisti, se a malapena li conosci… non deve essere un movimento molto importante…. (ti asicuro però che sono stressati e stressanti!!!).
    I minimalisti li conosci?
    C’ entrano qualcosa con il periodo storico al quale si riferisce il libro?

  26. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    W Diletta e chi si scompone….

  27. honnête provocateur Says:

    il senso dei concetti espressi e’ opzionale e dipende molto dalla vita inconscia di chi li esprime..
    E’ molto probabile che io non sia sintonizzato su quella frequenza.

  28. @-@ I-I Says:

    c’è più ottica nella montatura o nelle lenti a contatto?

  29. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    da Eyespace c’è un casino di ottica…..

  30. Stefano Says:

    …ma…da che punto di vista?!

    p.s.: Otto, non ce l’ho fatta domenica, scusa ma i legami famigliari hanno avuto la meglio…
    E’ andata bene l’inaugurazione?

  31. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    si bene, grazie. Capisco.

  32. federico the new new thing Says:

    a tutti: nel mio precedente post, all’ultima riga, volevo scrivere illuminateMI e non illuminateVI. Chiedo scusa per l’errore!

  33. federico the new new thing Says:

    @ Diletta: non ho ancora capito se ci sei o ci fai, forse è un mio limite! cmq… non è che quello che io non conosco non è importante, mica sono Dio!
    però come ti dicevo il libro si riferisce al boom della new economy quindi 1998-2001 circa; e non so i minimalisti a chi si riferiscano….
    ma tu studi arte? magari se mi dici qualcosa di più sui tuoi interessi mi riesce più facile capire il modo in cui scrivi:)

  34. Daniela Della Mirandola Says:

    Scusatemi tutti per la mai assenza dal blog…per me è iniziato un periodo abbastanza incasinato!!
    Mi dispiace ma l’11 non riuscirò ad essere a Milano, farò un salto il 16 dicembre…

    @Diletta
    Non credo sia necessario un mega-restauro….parrucchiere, abito IN, etc….

  35. Daniela Della Mirandola Says:

    ops…mia assenza

  36. Bibi & Bibo Says:

    Noi Siamo miopi e astigmatici!!!!!!!!!!! :-)

  37. Dilett@ Says:

    @TUTTI
    Nella nostra costituzione c’è scritto che la Repubblica riconosce i diritto inviolabili dell’ uomo sia come singolo
    sia nelle formazioni sociali OVE SI SVOLGE LA SUA PERSONALITA’.
    Se avete qualcosa da ridire sulla mia personalità rifatevela con l’ambiente che mi circonda!!!

  38. Dilett@ Says:

    Sul sito http://www.italia.gov.it c’ è scritto che chi ritiene di essere vittima del mobbing deve denunciarlo in qualunque modo, anche dandone notizia alla stampa.
    Ma secondo voi l’ internet-mobbing ancora non l’ hanno scoperto?

  39. Dilett@ Says:

    Con questo non voglio lamentarmi di questo blog, anzi per me rappresenta un momento di evasione dall’ ambiente che mi circonda… ieri sono stata in un posto dove in due ore ho sentito 5 parole nuove che non conoscevo… in 10 anni di lavoro ho imparato 5 parolacce nuove !?!?!?

  40. Dilett@ Says:

    Ho riflettuto sulla domanda “ci sei o ci fai”.
    Ci ho messo un pò di tempo ma ho trovato la risposta:
    “purtroppo ci sono capitata… e seguo il tutto con scientifico interesse, quando parlo di scienze
    intendo quella medica (da Ippocrate in poi) e quella giuridica (mi interessa molto il concetto di responsabilità giuridica); le scienze economiche no, non mi interessano tanto… sono però appassionata di storia dell’ arte anche se dal mio punto di vista è una materia alla quale è molto difficile avvicinarsi… dipende da chi la insegna, anzi non è una cosa che si insegna, si trasmette.”

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