Temporary I-wear
(di Antheus)
Per molti i temporary shop rappresentano il simbolo perfetto dello stato precario di questi tempi: negozi che ora ci sono e domani non ci son più, la volatilità e l’inafferabilità del commercio, e altre cose del genere.
Mah, io non la penso così. Secondo me i temporary shop se fatti con un senso e una strategia riescono a movimentare il retail, stimolano la curiosità, danno la possibilità alla marca di farsi conoscere, creando una vera e propria relazione con il potenziale cliente che si scopre più curioso e aperto verso il brand in questione. Certo, ci deve essere qualcosa di nuovo e interessante da proporre, poi il personale del temporary shop deve essere particolarmente informato e disposto ad offrire qualcosa di più della semplice vendita. Insomma, secondo me (ma mi sento di parlare a nome di tutto il team I-I) il temporary shop, se fatto bene, rappresenta un elemento di novità nel mondo spesso un po’ sonnolento del retail.
Convinti di tutto ciò anche noi di Italia Independent apriremo per una settimana dall’11 dicembre a Milano il primo temporary shop I-I per presentare I-wear, la prima collezione completa di occhiali da vista e da sole, proposta al Silmo di Parigi. Per quella settimana invaderemo pacificamente L’Osservatorio, negozio di riferimento milanese per la vendita dei marchi di ricerca e design dell’occhialeria. L’Osservatorio (in Corso Porta Ticinese 83) per una settimana avrà in assoretimento esclusivamente gli occhiali da sole e da vista della collezione eyewear (I-wear), la gran parte dei modelli presentati al Silmo. I modelli saranno in vendita presso gli altri ottici a partire da febbraio 2009.
L’11 dicembre, data di apertura del temporary shop I-I, dalle 18:00 verrà dato un cocktail per clienti e amici. Per voi fedeli e appassionati commentatori del blog , abbiamo riservato uno spazio a parte: dalle 17:00 alle 18:00 , io, Giovanni, Gabriele e Renato vi racconteremo qualcosa di più sull’ideazione e sulla realizzazione di questa nostra nuova collezione. Se volete partecipare scrivete a blog@italiaindependent.com . Ovviamente siete invitati a rimanere anche dopo per il coktail e a tornare, quando vorrete, nel corso della settimana. Alfio e Gabriele saranno a vostra completa disposizione.

December 1st, 2008 at 8:40 pm
Siamo tutti Temporary People…..
December 1st, 2008 at 9:05 pm
Tutto molto piu’ naturale.
In natura non esiste nulla a tempo indeterminato.
Tranne i contratti degli statali italiani.
Li si entra orizzontalmente e si esce verticalmente,
Basterebbe mettere ammortizzatori sociali per tutti quando si perde il posto di lavoro in modo da garantire un reddito per sostenere la famiglia e continuare a vivere nei momenti di crisi.
Come succede da anni in tutti gli stati piu’ civili.
- Copio&Incollo -
La scrittrice di racconti più ricca al mondo, J.K.Rowling, viveva grazie ad un sussidio di disoccupazione e badava alla figlioletta, quando il suo agente la chiamò per dirle che la Bloomsbury aveva deciso di pubblicare il suo libro su un mago adolescente chiamato Harry Potter.
Piu’ “temporary” di cosi’………
December 1st, 2008 at 9:15 pm
avete visto il temporary store di chanel creato da zaha hadid??http://www.zahahadidblog.com/projects/2007/06/13/zahas-travelling-exhibition-pavilion-for-chanel
non male, ma conferma il fatto che gli archistar lavorano spesso al servizio della case di moda. chanel, però, è un discorso a parte.
December 1st, 2008 at 10:01 pm
. . . dai Daialoghi nel Buio di Alix ….. http://www.dialogonelbuio.org/
all’ Osservatorio di _ . _ http://www.losservatorio.com/ . . .
December 1st, 2008 at 11:48 pm
Antheus la tua descrizione di come un temporary shop dovrebbe essere non fa una piega. L’unica cosa che manca nei pochissimi temporary shop che ho visto finora è spesso un personale informato e disposto ad offrire qualcosa di più che una vaga descrizione del prodotto..questa purtroppo è ancora la mentalità di molti venditori italiani. Riporto invece un esempio di quello che non dovrebbe essere un temporary shop : per vederlo basta andare in centro a Milano, in San Babila. In due spazi dove prima si trovavano due negozi della grande distribuzione ci sono adesso delle vetrine interamente ricoperte di cartelloni, in modo tale da non vedere nemmeno all’interno, sui quali campeggiano i marchi di alcune aziende di moda conosciute ma soprattutto una scritta gigante che recita “Temporary Shop”. Li ho sempre evitati, provando un certo sospetto nei loro confronti. E avevo ragione. L’altro giorno, essendo questi “standing shop” presenti da mesi, ho ceduto alla tentazione e sono entrata : una specie di magazzino con abiti organizzati alla bene e meglio negli stand, appartenenti alle collezioni di secoli fa di stilisti più e meno famosi. Una tristezza. Sono uscita nel giro di 2 minuti. Una tristezza soprattutto pensare che ci sia gente disposta a passarci le ore soltanto per trovare un pezzo di marca, che sicuramente nessuno vuole ( è così che piazzano gli scarti e le rimanenze ), e poterlo mostrare agli amici dicendo che si è fatto un affare. Mamma mia. E’ questa l’idea di temporary shop che si è diffusa in Italia?
December 2nd, 2008 at 12:04 am
Il temporary di nivea era buono. Personale informato, cultura di prodotto e un sacco di servizi gratuiti. Stessa cosa per il temporary di Philips di due Natali fa. Sempre a Milano.
December 2nd, 2008 at 12:08 am
A l’Infedele su LA7 stasera parlano di argomenti che trattiamo spesso qui.
Ad un cero punto qualcuno ha detto che il modello del nostro Capo del Governo ha influenzato molte classi sociali trasversali e li ha spinti a pensare che tutti potessero farlo.
Senza l’ aiuto di nessuno.
” E qui in Italia dove anche per attraversare la strada devi conoscere qualcuno in Municipio”.
“Io mi sono fatto da solo” questo e’ il modello di riferimento.
Anche io mi sono fatto da solo.
Infatti ho denunciato i miei genitori per truffa e sono in causa con loro da quando sono nato.
December 2nd, 2008 at 1:36 am
Beh, allora qualcosa di buono c’è in giro..a parte i due magazzini generali in centro..
December 2nd, 2008 at 9:28 am
@Danilo
“People” puoi pure scriverlo con la p minuscola….
@Honette
è giusto mettere ammortizzatori sociali per tutti, però quello che siamo oggi dipende dalle scelte che abbiamo fatto in passato; anche a me sarebbe piaciuto sedermi due ore qui, due ore là e poi un bel giorno essere stabilizzata, però visto che le sedie erano precarie ed io avevo bisogno di certezze mi sono accontentata anche di pulire cessi….
la cosa che mi sembra più assurda di tutte però è che se io guadagno 1000,00 euro al mese e faccio di tutto per metterli da parte rinunciando a tante cose … passo da benestante e ci devo pagare le tasse
se qualcun’ altro quei 1000,00 schifosissimi euro li sperpera in vestiti, discoteche, droghe e chi più ne ha più ne metta allora è un nullatenente e lo Stato lo aiuta … se poi prende anche un mutuo è proprio un poveraccio
e gli trovano anche un meraviglioso lavoro… mentre io continuo a pulire cessi… NON CI SIAMO.
December 2nd, 2008 at 9:29 am
… la cosa positiva nel pulire i cessi è che c’ è tanta di quella gente stitica…..
December 2nd, 2008 at 9:32 am
… a proposito di minuscole e maiuscole…
a me hanno insegnato a scrivere Ich con la I maiuscola!
December 2nd, 2008 at 9:46 am
Certo che si inizia bene oggi!
December 2nd, 2008 at 10:00 am
Percepisco la tua rabbia, ma io reagisco in maniera diversa.
Non amo il modello di vita che propongono i mezzi di informazione perche’ genera molte frustrrazioni.
La cosa che piu’ mi rattrista e’ l’appecoramento degli intellettuali al potere dei personaggi mediocri che lo detengono.
Se il libero pensiero viene delegato ai mezzi di informazione che creano consenso il paese si estingue o regredisce in fretta.
Non ho figli,non e’ un problema mio (anche se ci sto male per chi ne ha).
December 2nd, 2008 at 10:47 am
Non so se possa interessare a qualcuno ma . . . fucsiaman si è chiuso in bagno con le sue gatte !!! ?
Hehehe
December 2nd, 2008 at 11:06 am
Scusate ma mi fa bellicare dalle risa … Verticelli!
Comunque vorrei dire questo
Si impara quello che decidiamo di imparare . . . e i propri insegnanti li scegliamo.
Il Signore diceva : “Chi è più servo? Chi serve o chi si fa servire?”;
e Leonardo “. . . non mi stanco mai di servire”
December 2nd, 2008 at 11:13 am
uhm, perchè ridi? Le mie gatte sono “servili”…. eheheh
Ich si scrive maiuscolo solo all’inizio di frase. Diverso l”I” (ai) inglese che va sempre scritto maiuscolo.
Perchè chi spende i soldi è una persona “nullatenente”? Lo Stato aiuta sulla base dell’ISEE, ovvero dell’Indicatore di Situazione Economica Equivalente. Se quello è favorevole passa il contributo sennò no. Poi, se uno se li vuole spendere in cocaina o in aiuti per i poveri del Guatemala sono fatti suoi, immagino, e rientra nel libero arbitrio di cui siamo dotati. Quindi chi ce l’ha ce l’ha, chi non ce l’ha non ce l’ha, a prescindere da come li usa dopo. Le tasse sono ritenute alla fonte, non alla foce. A meno che non siano detraibili anche le spese in cocaina o discoteche, ma posso chiedere al mio commercialista….
Possiamo forse aggiungere che rimettere in circolo il denaro, qualora lo si possa fare, è azione benemerita rispetto all’accumulo passivo (sempre che se ne abbiano le possibilità). Il denaro nasce come surrogato al baratto. Quindi merce di scambio. Se non lo si scambia perde la propria essenza.
Il denaro ha un valore in quanto scambiato, in quanto messo in relazione con un Sistema che ne riconosce il potenziale di rappresentanza. Nel nostro caso la BCE, stampa i soldi, ci scrive sopra il valore e ce li vende.
Una scopa ha più valore di un forziere pieno di denaro, se quest’ultimo non viene immesso in circolazione. Dal momento che il denaro esce dalla tipografia, se ne accetta il valore potenziale (il denaro in sè non ha alcun valore se non come cannula per sniffare o carta per bruciare). Ma è solo un valore simbolico comunemente accettato. Tant’è che durante le crisi, certo denaro viene a valere ben poco e con la stessa quantità si acquista (scambio di valore contro uso) qualche scopa in meno.
Sulla distribuzione della richhezza nei vari stati si guardi l’indicatore di Gini. da quanto si evince, non siamo messi così male…
http://ricchezza.blog.dada.net/post/638857/La+distribuzione+del+reddito.+L‘indice+di+Gini+(IdG)
Carino il sito di IC! Berlin
http://www.ic-berlin.de/
soprattutto la parte “insights”
December 2nd, 2008 at 11:42 am
cordelia
Il problema e’ quando qualcuno decide che tu non servi piu’.
E lo decide sempre uno che non serve.
December 2nd, 2008 at 12:01 pm
Hehehe, c’è sempre un’altra possibilità invece, e la decidi Tu.
December 2nd, 2008 at 12:15 pm
Bonjour a tutti!
Concordo con l’essenza di Cordelia e con la pragmatica di Honnête.
Ed il tutto secondo me è riconducibile al sistema di riferimento in cui si opera.
Quello di Honnête non coincide con l’imperante - solo perché più diffuso - stile di “approvvigionamento” di esperienze e conoscenze, quindi, dall’esterno, può sembrare meno efficace, o meno efficiente.
L’integrità, la coerenza, la solidità dell’impianto Honnête però, secondo me, non hanno prezzo.
Per tutto il resto c’è qualche card, sia essa di credito, di partito o d’identità.
E l’altra possibilità la decidi Tu si, ma nell’ambito del possibile, quindi comunque seguendo la regola del compromesso: you can’t have it both ways, mi pare dicesse qualche economista (scusate l’approssimazione della citazione). Se una scelta devi operare, non puoi scegliere tutto. O non tutto quello che vorresti.
A presto,
Ste
December 2nd, 2008 at 12:17 pm
Mi spiace essere di Arezzo ed essere impossibilitato a spostarmi. Vi auguro una fantastica giornata a Voi di Italia Independent ed a tuti i commentatori del blog
PAD
December 2nd, 2008 at 12:18 pm
p.s.: ah, quasi dimenticavo!
Appena torna Otto devo ringraziarlo per la citazione: nessuno mi aveva mai definito barocco…né io immaginavo di esserlo.
Ovviamente, per non contraddire la tesi di quell’intervento, né la sostanza di ciò che veniva esposto, lo accetto come un complimento e vanitosamente me ne compiaccio!
December 2nd, 2008 at 12:28 pm
Grazie Stefano .
buon raccordo! …. b darocco
December 2nd, 2008 at 12:32 pm
- cordelia
Tu come tutti, non decidi nulla.
Al massimo auspichi.
- Stefano
Il compromesso ha una scala graduale ed un limite che superati ti modificano, spesso in peggio quando non ti uccidono internamente.
Ed il peggioramento e’ ultracontaggioso.
Io ho deciso di migliorarmi per influenzare gli altri.
December 2nd, 2008 at 12:44 pm
Cordelia,
funambola delle sillabe, grazie dell’appoggio.
Honnête,
sono in accordo con quanto scrivi, solo se prendiamo l’accezione negativa che il termine compromesso ha preso ultimamente.
Mi riferivo però alla tua british mind, ed al tuo “sostanziale” modo di essere. In questo caso, il compromesso diviene uno scambio, un reciproco modificare “confini” nelle richieste o nelle esigenze per giungere ad un accordo. Compromesso, infatti, nel suo etimo significa “obbligarsi insieme”. Purtroppo, però, come ho già scritto, oggi il compromesso è di tutt’altro respiro: il mio riferimento alle card era proprio in questa direzione.
Inutile sottolineare come io prediliga il tuo - anche perché da me condiviso - modo di agire.
E mi piace citare un Mio Caro Amico - che tanto mi ha donato e che molto piango ora - che, come te, era solito dire “Migliorando se stessi, si migliorano pure gli altri”.
Azione, coerenza, solidità, serenità, contro tutto il resto (per cui ci sono le card): così mi piace!
Ste
December 2nd, 2008 at 12:49 pm
Ste . . . come fai a sapere che sono funambola ?
December 2nd, 2008 at 12:52 pm
…Cordelia, come fai tu a non sapere che io sono il Grande Stefratello?!
Se ti senti osservata, non farci caso: capita a tutti, ma poi si abituano…
December 2nd, 2008 at 1:01 pm
Stefano
Esatto il compromesso dovrebbe essere uno scambio voluto da entrambi dove ognuno ha il suo vantaggio.
Come negli affari di una volta.
Oggi si e’ portati a fare l’affare cercando di fregare l’altro pensandosi piu’ furbi.
Un commerciante che mi vende un prodotto e che sa di fregarmi e’ intelligente?
December 2nd, 2008 at 1:13 pm
Hai centrato, Honnête!
E, sarà solo mia convinzione, mi pare di notare che non solo negli affari vi sia questo modo di agire “fregando”: l’ho riscontrato nelle amicizie, come nella parentela. E’ davvero desolante ammetterlo…
E’ ciò che, come dicevi, ti uccide dentro.
Per come sono io, do per scontato che certi comportamenti “virtuosi” - ma mi piacerebbe chiamarli “normali” - siano “obbligatori” in certe situazioni: purtroppo, ho scoperto che non è sempre così…
Ma io continuo comunque sulla tua strada, su quella dell’Amico Caro citato prima, sulla nostra insomma: cerco di migliorarmi e basta. Poi, ove possibile, elimino, annullo completamente chi cerca di fregarmi, mi com-prometto solo con chi ha di che scambiare, e del resto, citando il D’Annunzio, me ne strafotto!
Ste
December 2nd, 2008 at 1:15 pm
Siamo tutti Temporary People…..
Honnête, il gatto e la volpe sono sempre in agguato.
Cosa leggevi da piccolo?
December 2nd, 2008 at 1:17 pm
Condivido al 200% ma devi ammettere che e’ un vivere alla generale Custer nel Little Bighorn.
December 2nd, 2008 at 1:19 pm
“L’intrepido” e “il monello”
December 2nd, 2008 at 1:20 pm
Bene, stai già cambiando umore!
December 2nd, 2008 at 1:29 pm
Otto: E’ al Bar Rocco …che si servono gli aperitivi . . . (?)
December 2nd, 2008 at 1:30 pm
L’ umore non puo’ sempre essere positivo.
Uno ci prova, ma con questi chiari di luna non e’ semplice senza uso di anestetizzanti.
December 2nd, 2008 at 2:59 pm
Generale Honnête,
se fosse una cosa semplice, non staremmo qui a parlarne…e poi, credo ci piaccia tanto proprio per questo.
In fondo non credo che tu sia uno che cerca consensi…ed il bello in tutto ciò, a mio avviso, è tutto in quell’ “uno ci prova”!
Generale Honnête Leonida I, hanno fatto un film sui “300″, non sugli Achemenidi…o no?!
A presto,
St…recento
p.s.: Cordelia, aiuto, qui inizia a mancarmi l’equilibrio con tutti questi anagrammi…
December 2nd, 2008 at 3:14 pm
Grazie per il SoSTE’gno.
December 2nd, 2008 at 3:45 pm
Temporary Thoughts
The Unbearable Lightness of Talking
The Unbearable Lightness of Being
The Unbearable Lightness of Us
December 2nd, 2008 at 3:51 pm
idea da tempo condivisa quella dei temporary shop..bello ma non posso esserci a milano..
December 2nd, 2008 at 4:31 pm
Le mete importanti si raggiungono a tappe, un “temporary shop” dopo l’altro.
A me piacciono di piu’ il “momentary shop” legati all’umore momentaneo dei frequentatori.
I locali per Tristi, Agitati, Sonnolenti, Quieti, Euforici ecc.
Io scelgo cosi’ il profumo che indosso ogni mattina .
December 2nd, 2008 at 4:34 pm
suggerirei un con-temporary shop dove abbinare arte e vile prodotto….
December 2nd, 2008 at 5:03 pm
Honnête,
te le vai proprio a cercare!
So che no si dovrebbe chiedere, quindi puoi “onestamente” mandarmi o non rispondere, ma…che tipi di profumi usi? Scuola francese, inglese o li fai fare?
Interessante, seppur non previsto dal galateo, completare il gioco di specchi intrapreso qualche intervento fa con un gioco olfattivo: in effetti, ciò che manca di più in questi spazi virtuali è il profumo, l’aroma tipico di ogni luogo…temporary-perfume-shop…
December 2nd, 2008 at 8:01 pm
Stefano
non ho nessuna difficolta a dirtelo.
Sono profumi francesi che un mio amico distributore importa in quantita’ limitatissime ( In tutta Italia saremo in 20 a portarli).
Sono di un artigiano francese ma che in Italia non ha distribuzione.
Va molto forte nei paesi arabi degli emirati.
In piu’ fa bottiglie splendide dipinte a mano.
Se vuoi ti mando dei campioncini e se ti piacciono te li posso ordinare dal mio amico e spedire.
Questo il sito
p://www.mmicallef.com/pages/fr/producte_fr/produkte_fr.html
December 2nd, 2008 at 8:02 pm
scusa Stefano
http://www.mmicallef.com/pages/fr/producte_fr/produkte_fr.html
December 3rd, 2008 at 9:36 am
Bonjour a tutti!
Honnête, grazie davvero: sono colpito dalla tua disponibilità (in realtà, conoscendoti un po’ attraverso questo blog non dovrei stupirmi, ma ugualmente rimane una piacevole sorpresa-conferma!). Non vorrei approfittarne troppo, ma se mi autorizzi chiedo ad Antheus il tuo indirizzo e-mail per contattarti direttamente: così ti racconto anche che sto cercando di “commissionare” un mio profumo su misura, e vediamo cosa ne pensi.
Grazie ancora per il link e la disponibilità…eccezionale.
A presto,
Ste
December 3rd, 2008 at 10:10 am
Stefano
Puoi chiedere ad Antheus l’indirizzo e scrivermi.
Ti rispondo molto volentieri.
Adesso ti faccio una confidenza sul profumo su misura.
Due anni fa aprii uno store insieme ad un “Naso” romano molto bravo per realizzare profumi personalizzati.
Ho fatto rifare da un mio amico scultore il negozio da lui posseduto interamente a mano quindi con una scenografia scultorea dove dovevamo effettuare la mescita di flagranze.
Un gigantesco fiore in resina da cui sgorgavano i profumi con un gambo in acciaio che percorrena l’intero negozio e con le foglia attaccate in plexigas verde per le scaffalature che contenevano le bottiglie personalizzate e dipinte.
In terra tutto prato sintetico con rivoli si acqua che sgorgavano su un pavimento in plexigas trasparente illuminato dal basso e sostenuto da travi di legno.Le pareti erano tutte disegnate con Trompe l’oeil murals che raffiguravano apazi aperti naturali.
Il soffitto era un cielo e le lampade erano a forma di nuvole controsoffittate.
Penso sia il primo caso mai fatto.
Qualcosa di eccezionale che ancora esiste ma in mano ad un demente.
Sai come e’ andata a finire?
Sono dovuto scappare.
La persona era un grande professionista, ma l’avidita’ e la piccolezza umana avevano il sopravvento su di lui.
Un essere piccolo che non sa ragionare in grande, un bottegaio insomma.
Io pensavo all’arte ed alla bellezza del luogo da creare, lui pensava a fregarmi i soldi.
Ecco perche’ a volte sono molto sfiduciato sugli italiani che intraprendono.
Deve sempre finire tutto con gli avvoocati anche se io non intraprendo mai quella strada per non perdere altri soldi.
December 3rd, 2008 at 10:40 am
Honnête,
geniale!
Immagino mentre leggo: è il “negozio” in cui vorrei entrare per scegliere il mio profumo!
Ed ora capisco - sempre più in realtà - anche le varie sfumature del tuo nickname…
Idea geniale, poetica e dinamica insieme…solo che quel “naso” aveva più fiuto per gli “affari” (come descritti sopra, purtroppo) che per le essenze. Ironia, desolante, della sorte!
Chiedo e ti scrivo…anche perché hai anticipato parte di ciò che volevo esporti…grande!
Grazie ancora, Generale!
December 3rd, 2008 at 10:41 am
Stefano . . . , tu cosa leggevi da piccolo?
December 3rd, 2008 at 10:50 am
…Superman, l’Uomo Ragno e i Fantastici 4!
…e tu, invece?
December 3rd, 2008 at 10:50 am
Pippi Calzelunghe!
December 3rd, 2008 at 11:09 am
…che tenerezza…io vedevo solo quella alla televisiva…(forse un po’ ridicola, più che tenera…)
December 3rd, 2008 at 11:51 am
Io leggevo la Grande Enciclopedia de Agostini di Novara, a volumetti settimanali. Il problema è che so tutto della A e della B, poi mi sono stancato e so molto meno delle altre lettere…..
Leggevo anche Alan Ford.
Honnete mi ricorda un po’ il n°1. Io il n° 8. Non c’era? Già….
Vado a cattare il pluribolle per il quadro che porto su a Verona il 7.
December 3rd, 2008 at 12:17 pm
Honnete: Molto interessante la tua iniziativa del negozio profumato. Peccato che è finita come finita.
Credo molto nello sviluppo dei cinque sensi legati al commercio e al marketing.
Per chi ha voglia consiglio un istruttivo libro di un paio di anni fa “Brand Sense: Build Powerful Brands Through Touch, Taste, Smell, Sight, and Sound di Martin Lindstrom
Per la narrativa l’ormai celebre il Profumo di Patrick Süskind, bel romanzo. Il film che ne è stato tratto invece è oggettivamente una merda.
December 3rd, 2008 at 12:20 pm
Danilo che vuoi dire che racconto balle?
Il negozio si chiama “l’olfatto artefatto” e’ in P’iazza Tuscolo al civico 11 qui a Roma.
Puoi andarlo a visitare quando vuoi ma senza di me per ovvie ragioni.
Lui (la Bella Persona si chiama Michele Muzio) entra e fatti dire chi ha fatto il negozio.
E poi ne riparliamo.
December 3rd, 2008 at 12:38 pm
Honnête,
è questo bell’uomo?!
http://blog.lauracostantini.it/tag/storia
Sullo sfondo si intravede qualcosa del negozio…
December 3rd, 2008 at 1:30 pm
…Honnête, avresti dovuto aver più “fiuto” però: con un nome così, il tiro “mancino” era da prevedere!
…che battutona…
December 3rd, 2008 at 1:36 pm
No, honnete, perchè ho detto questo? Il N° 1 raccontava balle? Ahi, ho veramente dimenticato tutto… No, me lo ricordi per la posizione carismatica che egli ha, pur essendo vagamente rinco…eheheh
Infatti già non ricordi che al negozio (fuori e quando era chiuso) mi ci ha portato tu. Ha una saracinseca fucsia se ben ricordo……
Nell’arredamento si andrà verso i sette sensi. Cinque già non bastano più….
December 3rd, 2008 at 2:08 pm
.8
Ma io infatti sono un po’rinco…..
Non ricordavo neanche di avertelo fatto vedere dal di fuori il negozio.
Essendo un conoscitore approssimativo di Alan Ford mi sono documentato sul Numero 1 ed e’ uscita questa figura:
“Le storie del Numero Uno…e chi non ne ha sentito mai parlare.Certo che da un tipo che si vanta di avere un eta’ non proprio ben definita, raccontare storielle di altri tempi e’ una bazzeco- la. Ovviamente il protagonista e’sem- pre lui: il vecchiardo malefico, the Number One.”
Ecco questo mi ha portato fuori strada e mi scuso con te per aver pensato male.
Antheus
Quella era un idea pazzesca ed ancora molto attuale.
Avevo preso contatti con gli artigiani francesi per le essenze ricevendo pero molte perplessita’ per avere a che fare con noi.
Poi avevo avuto l’idea di fare il negozio interamente da uno scultore scenografico, un ragazzo unico che realizza queste cose di forte impatto visivo.
Ha la sua casa interamente fatta a mano con mobilia e suppelletili scolpiti da lui.
L’ idea ai francesi piaceva, ma erano molto titubanti per precedenti esperienze negative con gli Italiani.
Non a caso se vai sul sito che ho postato loro hanno fatto dei punti vendita alla mescita molto barocchi nel Dubai,in Russia ed in Germania oltre a Cannes dove risiedono.
Il mercato italiano li terrorizzava ed avevano ragione visto come e’ finita.
Sui profumi pero’ sono imbattibili (lui e’ uno dei migliori nasi al mondo che si e’ messo in proprio) e se un giorno decidete di fare dei profumi particolari per I-I o per uno store vi posso mettere in contatto con loro tramite il mio amico qui di Roma che ha rapporti commerciali con loro.
December 3rd, 2008 at 2:54 pm
Grazie, ne teniamo di conto.
December 3rd, 2008 at 3:26 pm
Ultimo post sui profumi.
Per esempio io alla vendita del giubbotto da barca a 6 bottoni utilizzato dalla Us Navy I-I mod.160 M - Peacot avrei abbinato un profumo Black Sea che io uso e che indossato o spruzzato sul giaccone da l’idea di essere veramente in mezzo al mare in tempesta o sugli scogli dove si infrangono le onde altissime.
December 3rd, 2008 at 3:44 pm
Vorrei essere più prosaico ma avendo viaggiato per nave anda e rianda per un’isola del mar Ligure per motivi di lavoro, penso che il miglior profumo da abbinare al giaccone Navy sia quello del cherosene bruciato che appesta l’aria del ponte di poppa. In alternativa quello della plastica dei divani in vilpelle degli interni….. se proprio si vuole essere romantici consiglio un’essenza al gusto di totano appena pescato (rigorosamente a mano e con la totanara) in una notte di novembre….
December 3rd, 2008 at 3:49 pm
E il profumo del Dendyce afrigano arrosto per Dandy inumiditi come lo vedi?
December 3rd, 2008 at 3:50 pm
Vabbè fucsiaman, ma gli abiti si indossano anche per sognare, non devono essere dei feticci da neorealismo
Preferisco il black sea di honnete.
December 3rd, 2008 at 4:34 pm
Appunto, sogni traversate col mare mosso. Schizzi di onda sul bavero, la barba non fatta, le rughe da salsedine…il vero uomo che puzza di sudore e cherosene… Non è forse un sogno anche questo nella Milano da odorare?
OT e p.s.: il 12 c’è mica sciopero nelle metropolitane di Milano?
December 3rd, 2008 at 6:38 pm
Nessun profumo… si danneggia la percezione dei feromoni.
I profumi sono inganni.
Però questo Dendyce mi incuriosisce.
Fucsiaman, mi spieghi perchè Stefano l’hai definito barocco?
December 3rd, 2008 at 6:40 pm
… i marinai. Fossi stato uomo… sarei stato un marinaio.
Ahhhh merigo!
December 3rd, 2008 at 6:58 pm
Stefano? Premesso che io amo il barocco, quindi va inteso in senso positivo, per la sua ridondanza lessicale e culturale rispetto ad un profilo minimalista proprio della società moderna.
Sembra la motivazione del premio
Premio barocco di carbonio 2008 a Stefano Bonjour.
December 3rd, 2008 at 6:58 pm
Fossi stato uomo sarei stato un porto…
December 3rd, 2008 at 7:22 pm
…eh…vabbeh…fortuna che il vostro display non cambierà colore…ma il mio è diventato bordeaux per il riflesso del rosso delle mie gote!!
Grazie Otto…non sono molto bravo - né abituato - a ricevere complimenti, quindi accetta un misero e minimalista Grazie.
…domenica poi salderò il debito a Verona: se i vincoli familiari lo concedono, credo di riuscire a venirti a salutare! Così riparliamo dello sconto che mi avevi promesso: c’ho pensato, eh?! Ti firmi .8, che per noi “matematici” significa 0,80…che quindi è l’80% di sconto…come avevo detto io all’inizio…graziee!!
…e per sicurezza, gradirei ripetessi le coordinate dell’Evento, grazie.
A presto,
Ste
December 3rd, 2008 at 7:31 pm
0,8% è lo sconto, ovvero 8 per mille in lettere.
Galleria Incorniciarte, via Brigata Regina 27/A Verona, loc, San Massimo. Ore 18.
ARTISTS FOR AMNESTY INTERNATIONAL
Antheus ci scuserà per l’OT
December 3rd, 2008 at 7:32 pm
Il Dandyc’e, ma manca Artisticando.
L’ultime notizie che mi hanno riportato e’ che stava costruendo una zattera con i mobili del ‘700 fracassati dal suo artista di riferimento.
Voglia di remare?
December 3rd, 2008 at 7:37 pm
…già: scusa Antheus se abbiamo (ho) approfittato…ma in fondo è per una buona causa…
(Otto, la tua interpretazione dello sconto non mi convince…mi sembra ridondante…
)
December 3rd, 2008 at 7:40 pm
…è una interpetazione rid-otta. Devi concedermela.
Honnete: tra meno di 12 ore il nostro zatterista salperà per un luogo ameno (a-) caldo e circondato di palme. Naturalmente ha costruito la zattera con i mobili fracassati dall’artista e poi legati con filo di carbonio.
December 3rd, 2008 at 8:21 pm
Se vengo io ar massimo me devi fa’ paga’ na’ piOTTA.
December 3rd, 2008 at 8:39 pm
insisto ma a me hanno insegnato a scrivere Ich con la I maiuscola sia all’ inizio sia in mezzo, sia alla fine della alla frase… evidentemente non abbiamo avuto gli stessi insegnanti… nel bene e nel male…
in quanto al baratto ti posso assicurare che è una pratica tuttora in uso.
Quando parlavo di droghe non mi riferivo alla cocaina (sei tu che pensi male), mi riferivo a tutto quello che si può acquistare in drogheria … droghe e spezie…. non ci capiamo… forse sarebbe utile rimettersi tutti a studiare il latino…
E prima di aiutare i bambini poveri del Guatemala bisognerebbe interessarsi dei bambini i vecchietti e gli anticappati italiani!!!
December 3rd, 2008 at 8:40 pm
8
i due buchi con la menta intorno
December 3rd, 2008 at 8:54 pm
…a me hanno insegnato pure ad iniziare le frasi con le maiuscole…e a rileggere prima di dare alle stampe…mah…
December 3rd, 2008 at 9:05 pm
Dilett@, che hai?
December 3rd, 2008 at 9:56 pm
sto andado a scuola di maglia e mi sono gia’ fatta una sciarpa.Ho l’armadio pieno di sciarpe, pero’ non sai che soddisfazione poter indossare quella che ti sei sferruzzato e poi magari farne per i tuoi amici
December 3rd, 2008 at 9:56 pm
manca una n
December 3rd, 2008 at 11:55 pm
vick la erre francese ce l’hai?
December 4th, 2008 at 9:12 am
…tanta menta…tanta…
Sono circondato dalla menta…
Sono nella menta fin qui……
December 6th, 2008 at 12:20 pm
mah.. l’11, o successivamente, Lapo si materializzerà tra i presenti? sarebbe piacevole:)
December 6th, 2008 at 8:16 pm
… è da tanto che non si fa vivo, secondo me se ne è proprio dipartito da questo blog, con tutte le cavolate che scriviamo…
proviamo a pensare intensamente a lui tutti insieme… Lapo…Lapo…Lapo…
forse gli arriverà un fischio….
December 8th, 2008 at 12:38 pm
[...] grande pubblicità, ma si fa di necessità virtù! Buon weekend a tutti e vi aspettiamo l’11 dicembre. [...]
December 12th, 2008 at 3:34 pm
Ciao ieri sera ero all’inaugurazione del temporary shop a Milano!
Qui il link al post con video e foto!
http://styleandfashion.blogosfere.it/2008/12/inaugurato-il-primo-temporary-shop-di-italia-independent-a-milano-i-video-le-foto-e-la-nuova-collezi.html
Bellissima serata
Cate
December 18th, 2008 at 12:14 pm
[...] materie prime e ai semilavorati. Ad esempio, anche la scorsa settimana durante la presentazione del Temporary shop I-I @ L’Osservatorio , uno dei pezzi che ha riscosso più successo è stata la lastra di ergal (alluminio) e della sua [...]
November 20th, 2011 at 9:12 pm
online shop…
[...]Italiaindependent.com » Blog Archive » Temporary I-wear[...]…