Archive for December, 2008

Progetto dell’anno

Wednesday, December 31st, 2008

(di Antheus)

Lo hanno detto in tutti i modi e in tutte le salse: Barack Obama è l’uomo del 2008. Però personalmente vorrei puntualizzare una cosa: sinceramente preferirei che Barack Obama diventasse l’uomo dell’anno del 2009, anche perchè significherebbe che con la sua presidenza giovane, innovativa e relamente progressista è riuscito a imporre la pace e una prospettiva migliore per gli USA e per il mondo intero.
Per il momento dobbiamo evidenziare come la sua campagna per le elezioni (sia alle primarie democratiche sia alle presidenziali) sia stata realmente il progetto di comunicazione più creativo, efficace e innovativo del 2008.
Cerchiamo insieme di riepilogare i tratti salienti della sua strategia che va di diritto :
- uso geniale e partecipativo di internet e della tecnologia: non dimentichiamo che la maggioranza dei finanziamenti è arrivata da piccole donazione versate da , utilizzando social network come Facebook, eBay, o il sito http://change.gov . Il team di Obama ha anche messo a disposizione un application per iPhone che forniva in tempo reale info sulle iniziative della campagne e utilizzando le google map segnalava anche i luoghi. Diciamo che questo è il vero primo caso di Power to the people
- massima trasperenza: Sempre attraverso internet era possibile vedere gli spostamenti di Obama, utilizzando strumenti come Twitter e YouTube.
- un team giovane e affiatato: primo tra tutti il suo speechwriter Jon Favreau, 26 anni, che ha saputo valorizzare la retorica e la grande forza comunicativa di Obama.
- coinvolgimento intelligente e innovativo delle celebrities: non i solite banali e vuoti endorsement di vip, ma coinvolgimento diretto e spontaneo di artisti talentuosi attraverso progetti creativi, come il pezzo “yes we can” composto da Will.I.am sul discorso di Obama o il simbolo creato dall’artista di strada Obey Giant.
- slogan efficace : “Yes we can”, complice anche la lingua inglese, è un slogan semplice e diretto (non si può dire lo stesso della traduzione italiana “Si può fare”).
Buon inizio 2009 a tutti!

White Christmas and Happy Black Year

Tuesday, December 23rd, 2008

(di Antheus)

Visto che siamo in famiglia mi permetto di postare qui i due biglietti d’auguri di Italia Independent e della cugina Independent Ideas.
Quello di I-I è in pratica una gif animata con i nostri occhiali che formano un alberino di natale. Hope and happiness è il messaggio che ci sentiamo di dare per queste festività.

Per i cuginetti di In-Ideas il riferimento a Barack Obama è ancora più marcato. L’agenzia di comunicazione ha infatti inviato ai propri clienti, fornitori e collaboratori due bottiglie di vino (uno bianco, uno rosso, ovviamente piemontesi) le cui etichette riportano l’effige di Obama dal volto scuro per il rosso e bianco per il bianco.”Yes, we drink” è l’ironico messaggio.

Anche noi auguriamo a tutti voi un sereno White Christmas and Happy Black Year.
Il blog non va in ferie, ma il ritmo sarà lento.
Buone feste!

Turismo industriale

Thursday, December 18th, 2008

(di Antheus)

In questo contesto depresso e deprimente, caratterizzato da crisi oggettiva (in alcuni campi) ma anche da comportamenti insensati (in molti altri), ci sono dei segnali di una rinnovata cultura del saper fare o come dice Sennett, di “cultura materiale” d’impresa che può far realmente pensare ad un nuovo Rinascimento, invocato più volte da queste parti .

Sto parlando dell’interesse turistico e culturale dei cosiddetti Musei d’impresa, luoghi in cui sono custoditi e mostrati al pubblico la storia, i prototipi, i progetti di grandi aziende che hanno fatto grande l’artigianato e l’industria italiana.

In realtà i Musei d’impresa esistono da tempo, dalla Galleria Ferrari di Maranello alla Zucchi Collection di Milano, dal Museo della Fondazione Piaggio di Pontedera a quella di Guzzini a Recanati o di Kartell. Ma la notizia è che il Touring Club ha deciso di creare una pubblicare una guida al Turismo Industriale in Italia. E se un marchio così mainstream come il Touring ha deciso di fare un’operazione del genere, allora vuol dire che il fenomeno inizia ad avere dimensione considerevoli.

Anche nel nostro piccolo abbiamo notato che l’interesse del pubblico per prototipi ed elementi del processo di produzione è molto alto. Per questo Italia Independent in ogni occasione (fiere, presentazioni di prodotti..) cerca di sempre di creare un angolo dedicato alle materie prime e ai semilavorati. Ad esempio, anche la scorsa settimana durante la presentazione del Temporary shop I-I @ L’Osservatorio , uno dei pezzi che ha riscosso più successo è stata la lastra di ergal (alluminio) e della sua lavorazione dal pieno per creare la parte superiore del modello “guerra fredda”.

Retail innovations: Messina come Tokyo

Tuesday, December 16th, 2008

(di Antheus)

Ci sono dei concetti e dei pensieri che ricorrono come un mantra in questo blog e in tutti i documenti, riunioni e decisioni di I-I. Uno di questi è “il retail è il nuovo media”: siamo infatti convinti che mai come oggi il punto vendita sia lo strumento perfetto in cui si viene a creare una relazione profonda tra brand e cliente, un luogo che non sia solo un luogo di vendita, ma anche di attrattiva, di intrattenimento e di conoscenza. L’altro concetto è quella di “unire tradizione e innovazione”: se lo store vuole diventare un polo di attrazione fisico e di relazione, allora deve saper utilizzare con maestria la tecnologia e gli strumenti avanzati.

Per tutti questi motivi , e per molti altri, salutiamo con orgoglio e piacere l’iniziativa di Chirico Uomo, il fashion store partner di I-I di Via dei Mille a Messina, che dal 9 dicembre ha attivato un’innovativa campagna di bluetooth marketing legata a Italia Independent. Questa campagna (ideata dall’agenzia Kiu-Design Strategico) permette a tutti i possessori di uno smartphone con dispositivo bluetooth acceso che passano di fronte alla vetrina del negozio di poter scaricare filmati, testi e foto relative ai nuovi pezzi unici I-I di questo autunno inverno quali piumino, peacoat, blazer, tuxedo jacket in cordura e molti altri.
Ci sembra un’iniziativa molto interessante e utile che, utilizzando la tecnologia in modo intelligente e non invasivo, permette di creare una nuova relazione tra brand e cliente, tra connessione online e vita offline.

Furti d’identità

Monday, December 15th, 2008

(di Lapo)

Come forse avrete visto nell’intervista su Repubblica tv, in molti credono che il Lapo Elkann che è su Facebbok sia io. Approfitto di questo spazio libero che ho sul blog per ribadirlo ancora una volta. Quel Lapo Elkann non sono io, ma è , per così dire, un impostore, uno che finge di essere me stesso. Sempre su Repubblica leggo che non sono il solo a subire dei “furti d’identità”.

Non ho niente di negativo nei confronti dei social network, però preferisco non entrare su Facebook perchè questo vorrebbe dire dedicarci tantissimo tempo. Io penso che la rete sia una grandissima risorsa perchè è realmente libera e democratica, ma sappiamo anche che ci sono persone che di questo se ne approfittano a volte per scherzo altre volte per sfruttare indebitamente una situazione truffando di fatto gli utenti. Adesso sto cercando di contattare la Facebook americana per cancellare quella pagina e per evitare che ci sia un seguito a tutto questo.

Un blog chiamato Antheus

Saturday, December 13th, 2008

(di Antheus)

Volevo segnalarvi - come ha già fatto con grande tempismo Honnete Provocateur nei commenti - l’intervista che Repubblica tv ha fatto a Lapo.
Oltre alle considerazioni su Telethon e sulla sua vita personale, ci sembra che Lapo abbia fatto interessanti riflessioni sulla creatività come elemento necessario e sostanziale del “fare impresa”, sull’importanza della rete, sull’approccio da tenere nei tempi di crisi, sui media tradizionali, nonché sul futuro di Italia Independent e Independent Ideas.
ps: il titolo ironico fa riferimento ad una frase di Lapo durante l’intervista quando parlava del blog di I-I.

L’artigiano e la cultura materiale

Wednesday, December 10th, 2008

(di Antheus)

Con questo blog la nostra ambizione (e quieta pretesa) è anche quella di fare un po’ di cultura, nel senso di far circolare idee e opinioni nuove, senza fini commerciali, ma che servono a far capire meglio dove si muove e si sta muovendo Italia Independent e quali sono i principi e i valori sui quali basiamo il nostro valore.

Ovviamente fa piacere vedere che altri, in contesti e paesi differenti, condividono con noi questi valori. E’ già successo in passato. Adesso si ripresenta in modo quasi “spudorato” da parte di Richard Sennett, un sociologo americano che personalmente seguo da tempo e che ho avuto modo già di apprezzare in due suoi vecchi libri come “L’uomo flessibile” e “La cultura del nuovo capitalismo”.  Ma quest’ultimo L’uomo artigiano (Feltrinelli, 25€ ben spese) sembra che sia scritto mettendo insieme i nostri discorsi in riunione, i post del blog e i vostri commenti.

Questo libro è un vero e proprio elogio alla “cultura materiale”, al saper fare e al lavoro artigiano che, secondo Sennett, contiene tutta l’etica di cui abbiamo bisogno oggi, perché non solo apre il lavoratore verso l’esterno, ma anche perché si svolge in un contesto di cooperazione e non di competizione. Ovviamente l’autore considera artigiani anche i creatori di software (quelli di Linux, ad esempio), i tecnici medici e tutti quei mestieri che al contrario del sistema capitalistico non si concentrano sulle skill, bensì sulle competenze.

Per Bennett la cultura materiale non ha niente a che vedere con il consumismo, perché riguarda il fare (nel senso di “poesis”) non il comprare. Il materialismo culturale fa capire come le cose sono fatta e da dove vengono.Potrei star qui a scrivere per ore, ma mi fermo e vi consiglio di acquistarlo al più presto.

Occhi di lince

Saturday, December 6th, 2008

(di Giovanni)

Il mercato dell’occhialeria sta evolvendo in modo molto rapido e la crisi di mercato darà un accelerata ulteriore al cambiamento. Si assiste da un lato alla polarizzazione sempre più spinta tra marchi di massa e di ricerca (di cui abbiamo parlato in altri post) e dall’altro alla tendenza dell’incremento di quote di mercato degli occhiali da vista rispetto a quelli da sole. Ricordiamo che gli occhiali da sole erano utilizzati dalle griffes oltre che come “vacche da mungere” come strumento di comunicazione: mettere in “faccia” al più ampio numero di persone il proprio logo era come poter usufruire di una campagna di advertising in movimento.
La tecnica del “face advertising” tra l’altro è stata utilizzata con successo da Scion (brand Toyota rivolto ai giovani) che tanto successo ha riscosso negli Usa negli ultimi anni.
Si può leggere la seconda e più sottile intenzione delle griffes dal fatto che il prezzo dell’accessorio occhiali è sempre stato più a portata di mano rispetto al resto della collezione. Questo fenomeno con il passare del tempo ha portato ad una deriva della distribuzione e dei consumi.
Oggi gli occhiali da sole si vendono per la maggior parte in un periodo sempre più concentrato di tempo, da marzo a luglio. Le grosse catene a giugno già fanno gli sconti.
Questo fenomeno ha portato alla specializzazione delle aziende di ricerca e design negli occhiali da vista. Per dare un ordine di grandezza, oggi il “vista” costituisce approssimativamente il 55%, 60% del mercato, ma è un mercato dove chi fa qualità la fa davvero.

I-I è entrata sul mercato due anni fa con un occhiale da sole. Tanto è cambiato da quel giorno.
Da oggi è possibile acquistare i nostri occhiali da vista anche sul web. Sono tutti occhiali in acetato, rigorosamente opachi, sabbiati e assemblati a mano.
Sono occhiali anche per chi ha gli occhi di lince, che desidera indossarli semplicemente con la lente clear, come accessorio.
Comunque l’arrivo a breve del “guerra fredda” corroborerà il nostro percorso alla ricerca dell’innovazione funzionale e della qualità.
Io, miope, indosso i 502 teak violet e mi danno grande soddisfazione.
Antheus, astigmatico con lieve miopia, indossa i 501 teak azure. Non è che ci faccia grande pubblicità, ma si fa di necessità virtù! :-)
Buon weekend a tutti e vi aspettiamo l’11 dicembre. Scriveteci.

Architetti star, scarpe e (ancora) Rinascimento.

Thursday, December 4th, 2008

(di Antheus)

Che alcuni architetti siano diventati delle vere e proprie star non siamo noi i primi a dirlo: diventando delle popstar, un po’ per le richieste che arrivano dall’esterno, un po’ per mettersi alla prova su cose diverse, un po’ per accarezzare il proprio ego, inevitabilmente si allargano. E quando un bravo professionista sconfina il suo ambito di competenza, la critica si accanisce.

Noi di Italia Independent che abbiamo fatto del progetto e del “nomadismo settoriale” il nostro segno distintivo, vediamo questo fenomeno con estremo interesse.

Ora le archistar hanno scoperto le scarpe: Frank Gehry le sta disegnando per Jm Weston e Zara Hadid per Lacoste. Leggendo questo articolo del Financial Times pare che gli architetti che si improvvisano stilisti garantiscano alle aziende un valore più duraturo e permettono di raggiungere dei target più alti sia anagrafico sia come profilo.

Ognuno la pensi un po’ come vuole, valutando anche i risultati qui sotto: a me personalmente ha colpito questa dichiarazione di Frank Gehry che riprende molti temi cari a questo blog, ai suoi parteciapanti e a questa azienda.

“Architects create brand names now, it’s useful to commercial industry to associate with those names in the same way they do with movie stars. Purists out there probably find the idea of my designing a shoe abhorrent, but I don’t know why. We’re going back to the Renaissance model, in which artists could work in any discipline.”

Per quanto ci riguarda anche noi di I-I stiamo continuando a collaborare con soddisfazione con Arfango e per il prossimo Pitti di gennaio presenteremo una collezione di scarpe con molte novità per il prossimo autunno-inverno.

Temporary I-wear

Monday, December 1st, 2008

(di Antheus)

Per molti i temporary shop rappresentano il simbolo perfetto dello stato precario di questi tempi: negozi che ora ci sono e domani non ci son più, la volatilità e l’inafferabilità del commercio, e altre cose del genere.

Mah, io non la penso così. Secondo me i temporary shop se fatti con un senso e una strategia riescono a  movimentare il retail, stimolano la curiosità, danno la possibilità alla marca di farsi conoscere, creando una vera e propria relazione con il potenziale cliente che si scopre più curioso e aperto verso il brand in questione. Certo, ci deve essere qualcosa di nuovo e interessante da proporre, poi il personale del temporary shop deve essere particolarmente informato e disposto ad offrire qualcosa di più della semplice vendita. Insomma, secondo me (ma mi sento di parlare a nome di tutto il team I-I) il temporary shop, se fatto bene, rappresenta un elemento di novità nel mondo spesso un po’ sonnolento del retail.

Convinti di tutto ciò anche noi di Italia Independent apriremo per una settimana dall’11 dicembre a Milano il primo temporary shop I-I per presentare I-wear, la prima collezione completa di occhiali da vista e da sole, proposta al Silmo di Parigi. Per quella settimana invaderemo pacificamente L’Osservatorio, negozio di riferimento milanese per la vendita dei marchi di ricerca e design dell’occhialeria. L’Osservatorio (in Corso Porta Ticinese 83) per una settimana avrà in assoretimento esclusivamente gli occhiali da sole e da vista della collezione eyewear (I-wear), la gran parte dei modelli presentati al Silmo. I modelli saranno in vendita presso gli altri ottici a partire da febbraio 2009.

L’11 dicembre, data di apertura del temporary shop I-I, dalle 18:00 verrà dato un cocktail per clienti e amici. Per voi fedeli e appassionati commentatori del blog , abbiamo riservato uno spazio a parte: dalle 17:00 alle 18:00 , io, Giovanni, Gabriele e Renato vi racconteremo qualcosa di più sull’ideazione e sulla realizzazione di questa nostra nuova collezione. Se volete partecipare scrivete a blog@italiaindependent.com . Ovviamente siete invitati a rimanere anche dopo per il coktail e a tornare, quando vorrete, nel corso della settimana. Alfio e Gabriele saranno a vostra completa disposizione.