Creatività pubblica
(di Antheus)
Ogni tanto su questo blog ci piace anche segnalare qualche bella campagna pubblicitaria creativa che, in qualche modo, si concentri sia sui contenuti visivi sia sull’impatto urbano. Lo abbiamo fatto ad esempio qui e qui.
E’ pratica ormai diffusa che i lavori delle facciate di palazzi e immobili vari siano in (minima) parte finanziate dalle mega affissioni poste sulle palizzate. Purtroppo però il tutto viene fatto quasi sempre senza un minimo di strategia, di creatività o di coerenza con il contesto urbano. Per dire, a Milano le varie porte (Ticinese, Romana etc..) sono tappezzate da enormi affissioni, ma assolutamente avulse dal contesto, che riportano semplicemente il faccione di qualche testimonial (ancora ai testimonial stiamo…. ).
In India il mondo della pubblicità in India si trova di fronte ad una varietà che spesso riulta essere un problema: infatti, nella terra delle 854 lingue e dialetti, è complicato veicolare un messaggio unico, anche per le enormi differenze culturali. Di solito la comunicazione pubblicitaria ultiizza il cosiddetto hinglish, un mix tra hindu e inglese, ma la lingua è sempre un problema. Per questo le agenzie indiani si stanno concentrando su affissioni imponenti che coinvolgono il contesto urbano e che si possono considerarare delle vere e proprie installazioni.
Vi propongo due esempi: il primo del latte Anando Milk, azienda produttrice di latte, che aveva l’esigenza di comunicare i valori nutritivi del latte sotto pressione dalla forte concorrenza di succhi di frutta e energy drink. Con un semplice tabellone che con un effetto ottico fa sembrare che un bambino sposti un pezzo di edificio. Un altro esempio è quella della Calcutta School of Music che ha sfruttato i cavi elettrici trasformandoli in pentagramma riproducendo gli spartiti di grandi compositori, da Mozart, a Hadyn fino a Beethoven (cliccate sulle immagini per vederle più grandi).



November 24th, 2008 at 3:14 pm
bellissimi, non c’è che dire. La vera dimostrazione che il Rinascimento non abita più qui….
November 24th, 2008 at 3:20 pm
O.T.
Per gentile concessione dello spazio di danilo vi posto come promesso alcune foto delle festa di Roma.
Ci siamo io. Alix e Paolo Convertito Blasio.
http://boxstr.com/files/4175008_ndvtr/roma19nov%20007.jpg
http://boxstr.com/files/4175009_taayn/roma19nov%20008.jpg
http://boxstr.com/files/4175012_ymqyn/roma19nov%20018.jpg
http://boxstr.com/files/4175014_epjhh/roma19nov%20020.jpg
http://boxstr.com/files/4175016_9n4br/roma19nov%20022.jpg
http://boxstr.com/files/4175017_xgwht/roma19nov%20023.jpg
http://boxstr.com/files/4175018_amu7t/roma19nov%20045.jpg
November 24th, 2008 at 3:58 pm
semplici, chiari e allegri. ottimi!
November 24th, 2008 at 4:31 pm
Primo honnête sei un mito, mi piacevano i tuoi post, vedendoti capisco molte cose, sei grande (senza nulla voler togliere ad Alix e a Paolo), secondo mi pare di poter dire che i nostri pbblicitari abbiano smesso di creare, o meglio quando uno inventa una campagna pubblicitaria geniale (o quasi) gli altri ci si accdano senza cercare altro, e questo vale sia per i sempre più poveri cartelloni pubblicitari sia per la pubblicità radiofinica quasi sempre patetica sia per quella televisiva basata su tette e culi e poco altro o machine che fanno i balletti o la lotta (francamene ridicoli).
A Roma c’è una mostra sui vecchi cartelloni pubblicitari di inizio secolo, vecchi, ma vi posso garantire li c’è il vero spirito della pubblicità…
November 24th, 2008 at 5:21 pm
Antheus ho dato un occhiata alle lastre dell’apparato digerente.
Manda la sonda anche tu e vedi se li ha digeriti.
Sono 2 (uno nel post precedente) e avevano i link.
November 24th, 2008 at 6:12 pm
Honnete,
In poltrona mi sembri proprio un divo!!!! mi fai pensare ad un attore forse… che tipo!!!!
Antheus l’effetto ottico del bambino che sposta l’edificio m’impressiona, l’altra pubblicità mi ha fatto pensare al natale. Attirano l’attenzione in effetti, mi piacciono.
November 24th, 2008 at 6:18 pm
Che fashion le foto che hai messo honnête! che sballo non ti conoscevo. Avevo letto solo i tuoi interventi, ma non sapevo come eri!!! ahah ora si rispecchiano in immagine tutti i tuoi post!!!
CIAO, Pad
November 24th, 2008 at 6:29 pm
Honnete,
avevo notato l’inserimento di due post con link.
Uno era passato, l’altro era stato messo in spam, così l’ho cancellato.
Ora vedo che anche quello passato non c’è più.
Boh. Mi spiace.
November 24th, 2008 at 6:42 pm
Honnête,
abito splendido! Quel tessuto mi fa sognare…e mi crea molta invidia! (Ne sto cercando uno così, ma non ne ho ancora trovati di così belli!)
Mi perdonerai però se non mi “dilungo” molto con i complimenti per te, e passo volentieri a quelli per Alix: anche lei, mi pare, sorriso da diva! Complimenti!
Bellissima poi l’idea del bimbo forzuto, e molto romantica quella del pentagramma elettrizzante: ha accostato due aspetti a mio avviso opposti, creando davvero una bella immagine, non solo “visiva”!
A presto,
Ste
November 24th, 2008 at 7:33 pm
I due cartelloni sono di notevole impatto visivo ed emozionale ma mi semnra che le foto siano ritoccate con Fotoshop.
Qui a Roma c’e la Anando Faccetarzan azienda specializzata nella bonifica di marane che ha inventato 40 anni fa er “hinglish”
http://www.youtube.com/watch?v=MzShRx1sCJc
Grazie per i complimenti.
E pensare che ho indossato l’abito meno irrequieto.
Stefano se avremo modo di vederci qui a Roma posso portarti in posti dove si trovano questi scampoli d’epoca non facili da trovare ne da indossare.
Io in genere vengo avvertito da spie interne quando vengono portati all’aria,
November 24th, 2008 at 8:55 pm
Belle le foto!!
November 25th, 2008 at 12:03 am
Honnete: ma non mi sembra ci sia molto da photoshoppare. In fondo una volta che c’è l’idea e l’approvazione, la realizzazione è semplice sia un caso che nell’altro.
November 25th, 2008 at 12:18 am
Honnête,
la fortuna ti ha conquistato…..ora che sei diventato famoso puoi permetterti di restare in incognito
India,
…… terra delle 854 lingue e dialetti, con grandi differenze culturali………..la conseguente complicazione del veicolare un messaggio pubblicitario unico è stato indubbiamente un grosso stimolo…..ma dimostra che gli indiani non primeggiano solo per le loro risapute sviluppate mappe mentali matematiche ma anche di tipo creativo…ci daranno un bel daffare in futuro !!
November 25th, 2008 at 12:31 am
mi ricordo una vecchia pubblicità su piazza di spagna quando era in restauro…comunque incredibile questa dell’effetto ottico..originale e bella!
November 25th, 2008 at 10:16 am
Volevo solamente dire che le foto sono ritoccate,forse per uso pubblicitario su carta stampata.
La mia sara’ una deformazione professionale ma ho notato subito che i contrasti e le luci sul oalazzo sono innaturali.
Lo scopo e’ chiaramente quello di avere l’effetto visivo d’impatto, come si nota dai commenti.
E’ innegabole che l’idea sia molto originale ma che sia stata aiutata da un bravo grafico.
- Artisticando e la fortuna.
Mi hai fatto ricordare una scena del film”Girolimoni, il mostro di Roma” con Nino ManfredI quando lui stava mangiando in una trattoria dove gli offrivano i pasti perche’ era diventato famoso per essere stato in galera diversi anni e sempre sulle prime pagine dei giornali ingiustamente accusato di pedofilia e violenza sessuale.
Passando una persona che si riteneva piu’ sfortunata di lui in quanto non aveva la possibilita’ di mangiare gli dice in dialetto abbruzzese:
“Beatatte’ Girolimo’ che si famuse armene mo’ magne!!!!!!”
November 25th, 2008 at 10:31 am
artisticando: se mai ci sarà una sfida con indiani e cinesi, la accetto. Vediamo chi fa la pubblicità più originale?
November 25th, 2008 at 10:38 am
Honnête,
please, non rinnovare la mia invidia!
Sarei felice di farmi portare in giro a tessuti d’epoca da te: non solo per i tessuti, mi sa che ne vedrei delle belle. Spero ce ne sarà la possibilità!
L’abito meno irrequieto? Dal punto di vista cromantico forse (addirittura classico: è tweed?), ma in quanto ad impianto e citazioni…beh, è una bella “botta de vita” invece!
Bella la citazione del Girolimoni: la fama è relativa, e non significa nulla…forte!
A presto,
Ste
November 25th, 2008 at 10:57 am
Vi segnalo questa immagine per il nuovo museo dedicato a Rene Magritte
http://www.guardian.co.uk/world/gallery/2008/jun/10/eyewitness?picture=334791606
November 25th, 2008 at 10:59 am
Vi segnalo questa immagine per il nuovo museo dedicato a Rene Magritte:
http://www.guardian.co.uk/world/gallery/2008/jun/10/eyewitness?picture=334791606
November 25th, 2008 at 11:31 am
……solo Danilo può evitarci una seconda Little Big Horn con gli indiani veri…..
honnête…..ora il tuo unico obiettivo è di gestirti al meglio….sei riuscito ad aprire la porta della prigione che rinchiude la quasi totalità dei viventi…..
November 25th, 2008 at 11:51 am
artisticando
hai qulcosa in mente ma non osi dirlo in pubblico:
dimmi la verita’, vuoi farmi l’agente procuratore vero?
E poi tra tutti questi “esseri morenti” che circolano ci vuole qualcheduno vivente non credi?
November 25th, 2008 at 3:31 pm
certo honnête….ti confesso che ho conservato dei bei ricordi di Roma…. qualche idea di trasferirmi non manca…sommando la possibilità di farti poi l’agente procuratore mi diventa agile scavalcare gli ostacoli finali…
November 25th, 2008 at 3:48 pm
Potresti essere l’ Agent Provocateur ma non ti ci vedo molto bene:
http://www.agentprovocateur.com/
November 25th, 2008 at 5:10 pm
honnete…dove, come, quando, perchè……
Anselmi, grazie per la bella citazione pubblicitaria……
November 25th, 2008 at 6:14 pm
Ciò che la stampa non dice…..
http://boxstr.com/files/4183641_sbx0y/anandomilk%20copia.jpg
November 25th, 2008 at 6:29 pm
danilo & artisticando communications
I dont’ know why, but……. Yes We Can.
November 25th, 2008 at 6:51 pm
honnête…..le donne con pistola in mano e dito sul grilletto mi sconvolgono……mi creano una emozione intensa…il terrore
November 25th, 2008 at 6:58 pm
Bravo Fucsiaman!!!
Così è molto meglio…. Tutto a posto…. hehehehehe
November 25th, 2008 at 7:01 pm
Ora . . . non ti rimane che comporre un nuovo jingle!
November 26th, 2008 at 1:04 am
Le due pubblicità mi piaciucchiano…nel senso che apprezzo l’idea a partire dalla quale sono state generate. I pubblicitari indiani fondamentalmente non hanno fatto nulla di così trascendentale. Partendo da un problema di base, una nazione nella quale esiste un’estrema varietà di lingue e dialetti parlati, sono giunti alla soluzione più naturale : ricorrere al potenziale comunicativo dell’immagine. Niente di più semplice per comunicare con un pubblico eterogeneo di consumatori. Niente slogan, pay off, body copy, headline. Solo l’immagine che punta direttamente al core benefit del prodotto : nel primo caso la forza posseduta grazie alle proprietà del latte ( se non sbaglio fu anche un maestro come Burnett nella pubblicità dell’American Meat Institute a puntare su un aspetto naturale del prodotto, ovvero la colorazione rossa della carne ), nel secondo caso l’evidente analogia visiva tra i fili elettrici e il pentagramma. Il tutto sembra riportare un po’ alla preistoria della storia della pubblicità, nella quale, in presenza per la maggior parte di un pubblico di analfabeti, ci si rifugiava nell’immagine-icona immediatamente comprensibile a tutti. Forse la costante ricerca di innovazione, la frenesia comunicativa e la pressante concorrenza hanno fatto sì che pubblicità semplici, non troppo artefatte e costruite come quelle proposte siano diventate inusuali al giorno d’oggi.
Honnete………che spettacolo………
E Stefano, ti posso assicurare, conoscendo Honnete, che l’abito di mercoledì sera era davvero tra i meno irrequieti….Grazie per i complimenti.
November 26th, 2008 at 9:35 am
Alix: la tua analisi è corretta, ma c’è un piccolo particolare. Mentre in passato le pubblicità che ricorrevano al potenziale dell’immagine (gli esempi di Burnett e altri ancora) lo facevano all’interno degli spazi consentiti alla pubblicità, negli esempi citati si superano i confini e diventano arredo urbano.
Una differenza non da poco.
.8: Molto divertente la tua interpretazione.
November 26th, 2008 at 9:54 am
Hai proprio ragione Alix, le immagini sono la più antica forma di comunicazione…
e proprio perchè comunicano anche agli analfabeti che è arte.
http://blogosfere1.blogs.com/photos/uncategorized/dogfood.jpg
November 26th, 2008 at 1:11 pm
E’ vero Antheus…una differenza non da poco… Ma siamo sicuri che anche queste nuove forme di pubblicità-arredo urbano non affondino le loro radici nel passato?…La pubblicità nasce con il manifesto, poi diventato cartellone pubblicitario e arredo urbano, successivamente abbandonato per la carta stampa e la televisione. E’ solo in tempi recenti che il cartellone pubblicitario, grazie anche al suo minor costo, sta conoscendo una nuova fase, come dimostrano le pubblicità di Re Giorgio che campeggiano per tutta Milano.
Direi quindi che si è trattato più di una rivisitazione del passato…
November 26th, 2008 at 1:40 pm
alix: d’accordissimo. Nulla più si inventa, tutto si remixa.
November 26th, 2008 at 6:27 pm
penso che la pubblicità si al momento attuale ancora una piattaforma in cui i creativi possono sbizzarrirsi… e questo ne è un esempio…una bellissima pubblicità che ho notato a cervinia alle partenze delle cabinovie è quella dove c’è un poster 2 metri per 1 giallo con la scritta “vuoi diventare bravo come il tuo maestro di sci? allora non guardare questo cartellone ma guarda il maestro”…poi in basso a destra c’è il logo fiat con la scritta Panda 4×4…semplicemente fantastica!
April 6th, 2009 at 12:44 am
[...] In questo blog cerchiamo sempre di segnalare casi in cui la pubblicità, o meglio, le affissioni pubblicitarie, grazie alla loro creatività e capacità innovativa, riescono a migliorare le città, rendendo il territorio urbano un terreno fertile di sperimentazione. Se vi ricordate avevo già parlato della copertura surreale del palazzo della Beeker group a Parigi o delle pubblicità super creative, quasi installazioni artistiche, sviluppate da certe agenzie indiane. [...]
April 6th, 2009 at 12:53 pm
si mi ricordo….. io sono la memoria storica di questo blog….