Le vie dell’outsourcing sono infinite (e spesso tornano a casa)

(di Antheus)

Oggi quando si parla di India inevitabilmente si parla di outsourcing. Da alcuni anni le grosse multinazionali occidentali delocalizzano i propri call center e tutti gli altri servizi al cliente proprio in India, sia per la loro disponibilità di risorse specializzate e professionali sia per la presenza di giganti dell’informatica e di servizi di callcenter come la Infosys e la Wipro.

Di recente però si sta assistendo ad un fenomeno che possiamo definire di outsourcing dell’outsourcing. Dopo aver acquisito un know how e un’esperienza incredibile nel campo dei servizi telefonici, le aziende sopracitate stanno aprendo dei centri servizi in paesi come il Messico, Brasile, Cile, Romania, Canada e anche in alcuni stati USA.

Il fine ultimo di questa operazione è volto a migliorare l’efficienza del servizio prestato attraverso una migliore occupazione tra azienda e clienti, impiegando personale che sia in grado di parlare la stessa lingua e che abbia anche il medesimo background culturale. Grossi istituti di credito e assicurazioni statunitensi si affidano alle società indiane per i loro call center, in particolare per quello che riguarda i servizi alle comunità ispaniche, fornniti da personale messicano che risiede e lavora in Messico.

Perciò si viene a creare il paradosso in cui un’azienda americana o europea affidi in outsourcing il proprio call center ad un grosso gruppo indiano il quale, dopo aver valutato tutte le caratteristiche del processo, decide di impiantare i propri operatori nello stesso paese di origine dell’azienda cliente.

E’ la globalizzazione che diventa locale.

58 Responses to “Le vie dell’outsourcing sono infinite (e spesso tornano a casa)”

  1. Vissia Says:

    Buongiorno!!
    C’è anche un altro ritorno a casa, quello delle manifatture in Europa a causa del maggior livello di qualità garantito. In questo modo si rivitalizza il know how europeo permettendone anche lo sviluppo. E’ un fenomeno ancora non visibilissimo, ma sta andando avanti. Incrocio le dita per l’industria tessile vicino a casa mia sul lago di Lecco e Como.

  2. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    E’, semplicemente, il capitalismo che avanza dove non vi era sviluppo. Il solito meccanismo che viene presto assimilato dalle società rampanti, quelle che hanno mangiato topi e gechi fino ad oggi…

    Il lavoro si separa sempre di più dal capitale impiegato.
    Il lavoro diventa di tipo quaternario e specializzato.
    Poche persone hanno la preparazione tecnologica necessaria.
    La tecnologia viene posseduta solo da piccole fette di società in quanto dipendente dalla possibilità economica di accesso ad essa.
    Gli strati di società evoluti salgono nella qualità di vita a discapito di coloro che non riescono a stare al passo con la tecnologia.
    Una volta che il ciclo si completa inizia la fase della decadenza, appunto attraverso l’outsourcing che è l’espressione più pura ed evoluta del più tristemente noto “capolarato” di buona memoria.
    Niente altro che un filtro di garanzia e di comodità tra l’enorme multinazionale e la “manovalanza tecnologica”, che di per sè già contribuisce ad aumentare i costi del prodotto finale, lasciando agli operatori veri e propri solo una piccolissima fetta dei guadagni conseguiti dal rapporto di mediazione.
    La cosa originale sarà quando tutti i paesi oggi oggetto di outsourcing, avranno elevato il loro tenore di vita e quindi non ci saranno più aree della Terra dove delocalizzare i servizi a costo bassissimo.

    Allora inizierà l’in-sourcing, ovvero la progressiva riappropriazione del lavoro da parte dei possessori di capitale, ciò che spero avvenga anche in Italia per l’eccellenza artigianale ad esempio, in quanto non sarà più giustificato economicamente il ricorso a strutture lontane poco controllabili.

    Ciò comporterà che quelle società, rapidamente evolute a causa dei lavori importati come outsourcing, se non saranno cresciute globalmente anche su altri settori produttivi e soprattutto come coscienza civile, se non avranno quindi avuto un’economia man mano indipendente dalle fonti di delocalizzazione ivi importate, avranno invece dei cali improvvisi di occupazione con le crisi che ne conseguiranno.

    Se allora l’outsourcing è anche fonte di innovazione e maturazione delle società meno evolute, se porta coscienza del progresso e qualità di vita, se non è solo la localizzazione particolare di un’azienda in un contesto economicamente desertico, allora possiamo guardare a questa pratica con un occhio anche positivo.

    Se viceversa esso ha come unica finalità la riduzione dei costi dell’azienda committente, senza che alcun influsso venga poi assorbito dal contesto circostante, allora, quando la delocalizzazione sarà ivi meno vantaggiosa di altre realtà, la chiusura della fonte di lavoro (outsourcizzata altrove) ripiomberà quella società in uno stato di disagio peggiore di quando non conosceva alcun tipo di lavoro specializzato. perchè nel frattempo avrà acquisito la coscienza del benessere, pur temporaneo, che è peggiore della povertà incosciente.

    Per quei paesi, il lavoro quindi sarà una specie di tira e molla tra fasi di evoluzione e fasi di depressione dipendenti sempre da fattori estranei all’economia pur povera dei paesi stessi. Borsa, mercato, strategie aziendali.

    Per quanto riguarda il mio pensiero, credo che l’outsourcing sia la negazione stessa della produzione evoluta e l’ennesima capitolazione alla tirannia del mercato.
    D’altronde, se l’obbiettivo è ridurre i costi perchè il cliente non ha soldi (avendo fatto lo sborone in Borsa invece che investire nel lavoro) saremo sempre schiavi di quell’illusione mediatica che è il “mercato”, soprattutto quando le regole dello stesso sono condizionate da chi di mercato proprio non si interessa, ovvero chi investe in Borsa…….

  3. PAD Says:

    evviva il made in italy!!! Pensare che nelle calzature attaccano il cartellino I LOVE ITALIAN SHOES quando l’unica cosa che fanno in italia è l’assemblaggio della calzatura ma dal taglio della pelle alla cucitura delle tomaie la produzione di suole e solette vengono incaricate aziende estere esempio India, cina etc.. con macchinari italiani del primo dopoguerra privi di ogni protezione e sistema di sicurezza dell’operatore.
    E meno male che almeno l’assemblaggio è stato riortato in Italia, prima potevamo travare calzature prive di forti e contrafforti tomaie calzate su suole con numeri diversi.
    BAH!!! facciamo un gioco…. che paese è riportato nell’etichetta dei vostri slip …. i miei che riportano una nota marca di tendenza nell’elatico è made in Taiwan!!

  4. Antheus Says:

    Hey, ma com’è che nessuno più commenta?
    Tutto bene laggiù ??
    A_._

  5. Azzurra Says:

    loggata, cari I-I

  6. federico the new new thing Says:

    sarà la crisi o la giornata di sciopero! cmq io ho commentato il post precedente a questo e spero vi sia utile:)

  7. Daniela Della Mirandola Says:

    Ciao Antheus, mi dispiace aver commentato poco ultimamente, ma sono stata incasinata….sono stata 3-4 gg a Milano e dopo sono partita per Salerno (sono ancora a Salerno….) perchè mia zia ha inaugurato la nuova Gioielleria sul c.so principale!!! Ovvio che anch’io mi sono già loggata…anche se non ho ancora effettuato il 1° acquisto. Ma quando torna Honnete? Sarà una lunga vacanza…beato lui, ha fatto bene a prendersela. Per me sarà abbastanza difficile perchè d’ora in poi lavorerò non stop fino a Natale e subito dopo. Dopo il 31 mi riposerò finalmente, forse… :-) Un abbraccio a tutti voi

  8. honnête provocateur Says:

    Bentrovati a tutti e grazie per i messaggi di affetto che ricambio.
    Ho dovuto assentarmi per motivi di “non lavoro”.
    Visto che si parla di lavoro in altri paesi vorrei esprimere il mio parere al riguardo.
    Credo che l’italia rappresenti l’ultimo paese (tra quelli cosiddetti moderni) per il modo e la ricerca di lavoro.
    Soprattutto per i lavori a particolare specializzazione ritengo sia veramente impossibile farsi notare.
    Basta confrontare i siti di Job Opportunities delle aziende straniere ed i nostri.
    Trasparenza totale nei loro siti. inesistenza di opportunita’ o segretezza “sospetta” nei nostri.
    In questo sito si parla escusivamente di innovazione e ricerca, ma qualcuno mi sa indicare dove sono e come sia possibile contattare i “capturing creativity” delle aziende italiane?
    Sempre che ci siano e non siano raccomandati naturalmente.
    Un esempio che conosco,ma ne potrei elencare decine visto la ricerca che sto facendo sul Web.
    La nostra amata Rai (terra di lottizzazione politica) con sito ultraermetico:
    http://www.ru.rai.it/
    e la Tv pubblica per eccellenza sempre alla ricerca “vera” di talenti.
    https://jobs.bbc.co.uk/fe/tpl_bbc01.asp?newms=info5
    P.S.
    il mio ritorno dalle “vacanze” corrirponde con la partenza di Antheus per le medesime?

  9. honnête provocateur Says:

    daniela ti ringrazio per la tua curiosita nei miei confronti eccomi qua.
    Sono stato invitato ai Caraibi per un summit G2 dal Cardinale Ufficiale del posto e dove ho incontrato una “situazione mooolto…. pericolosa”
    http://www.youtube.com/watch?v=kFeaqB-AAMo&feature=channel
    Simplement Je Plaisante
    HP

  10. Dilett@ Says:

    Scusate se insisto ma io ho un problema: vorrei acquistare il piumino donna mod. 167W ma le misure disponibili sono la XS e la M; probabilmente la misura adatta a me era la S, che a quanto pare non c’ è.
    Potrei prenotare la M ma ho paura che le maniche siano troppo lunghe.
    Ho bisogno di un consiglio del personal shopper.
    Grazie.

  11. david Says:

    ohi,ma io l’avevo scritto, il commento, ma non lo vedo più: dov’è?

  12. honnête provocateur Says:

    Colgo l’occasione di rendere pubblica una lieta comunicazione privata che mi e’ pervenuta ieri tramite mail:
    “Ciao Honnette la piccola è nata ed è andato tutto bene…ciao.”
    E’ la comunicazione di un amico comune del Blog di I-I ovvero Fosco alias thefashionist
    http://www.thefashionist.se/
    che per la seconda volte diventa padre di una bimba.
    Auguri di ciore.
    Honnette

  13. artisticando Says:

    Antheus, ho imparato a salvare i messaggi su “Blocco note”, così se il sistema me li mangia posso ripostarli…….dicevo:

    La globalizzazione è “diventata locale” perché ha fatto cadere le barriere che frenavano la inarrestabile avanzata della specializzazione e divisione del lavoro…

    L’outsourcing è si è sviluppato sia per la riduzione dei costi ma anche per disponibilità di migliori risorse specializzate e professionali in certe aree (di migliore base culturale scientifica o di disponibilità di buona manodopera liberata dal crollo dei regimi comunisti….)

    Finora l’autsorcing è finita anche in società “che hanno mangiato topi e gechi fino ad oggi…” ma anche fra chi ha dimostrato di possedere un elevato livello di istruzione e/o una rapida capacità di apprendimento.

    E’ stato e continua ad essere un bene per la crescita e sviluppo delle società arretrate e piene di miseria….
    A mio avviso l’errore è stato fatto da coloro che hanno investito pochissimo in ricerca…..finiranno per questo di essere tributari di nuove tecnologie fra poco anche dei paesi emergenti.
    Nemmeno sono state protette e investito nelle nostre invidiate attività “artigianali” , quelle nelle quali per tradizione e cultura possiamo creare prodotti di maggiore valore aggiunto.

    Non penso che commetteranno lo stesso nostro errore le aree attualmente oggetto di outsourcing e ripiombare in uno stato di disagio peggiore di quando non conoscevano il lavoro specializzato importato….; invece si troveranno con il vantaggio di avere acquisito anche le ultime tecnologie evolute.

    Con il solo Made in Italy e l’andazzo del nostro livello di consumi e benessere….personalmente “la vedo molto dura”…il tempo ce lo dirà…confidiamo intanto nello stellone….

    Ne approfitto per salutare H.P….ci mancava!!!…… ;-) :-)

  14. Daniela Della Mirandola Says:

    Bentornato honnête!! Mi pare di capire che la vacanza è andata alla grande!! E noi donne siamo abbastanza pericolose :-)….. A me servirebbe una vacanza in Espagna….l’ultima volta che ci sono andata ho fatto stragi di cuori…(in appena 1 settimana)…anche in Inghilterra non è andata male. Anzi, ultimamente ad un convegno a Bari, ho ricevuto una proposta da un giordano (60 anni piuttosto ricco)….con già 3 mogli….
    Mi disse: “Vieni con me, ti compro un anello e ce ne andiamo in Giordania”…..Gli ho risposto di no, ovvio, e che mio padre la pensa come me,…allora lui: “Guarda che se voglio, ti posso rapire”!!! :-) :-)
    Anche in Inghilterra un altro arabo (quello max 45 anni) mi diede la sua e-mail.
    :-) :-)

  15. honnête provocateur Says:

    i vantaggi( per alcuni) della globalizzazione :
    http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/cronaca/schiavo-mercato/schiavo-mercato/schiavo-mercato.html
    artisticando
    ………H.P….ci mancava!!!……allora lo vedi che la cosa e’ reciproca? -Furio -

  16. artisticando Says:

    che grandi cambiamenti di costume ha prodotto la globalizzazione…..fino a pochi anni fa gli arabi offrivano un cammello per una donna….honnête,….. tu che sei anche un carismatico opinionista, come spieghi la perdita di queste belle usanze ???

  17. Daniela Della Mirandola Says:

    E’ vero che ci sei mancato molto honnête…In ogni caso, vorrei dirti che un tuo amico ha scritto qualche riga per descriverti….vedi citaz.
    Artisticando dice che tu sei gentleman e gli credo.

    “AAA giovane vecchio, 51 anni, bella presenza, occhio vispo, abbigliamento informale e originalissimo, scarpe e abiti fatti fare su misura, conoscenza illimitata ambienti Roma cinema e Roma che conta, motorinomunito, bloggofilo, amante off topics, bondage, post, pettings, fashion, good cooking, shoes and free sex,
    cerca, scopo approfondimento tematiche umane e fisiologiche,
    donna femmina, età 18/61 anni, stessi requisiti, magari automunita, militesente, cervellomunita, bellezzamunita, stipendiomunita, tuttomunita, zona Roma Piazza Tuscolo, al limite San Giovanni (sennò faccio troppa strada), possibilmente mora o bionda, alta o bassa, occhi verdi o marroni, piatta o pupputa, culona o silfide.
    Referenze

    scrivere a honnete.provocateur@ermejodelcondominio.it

  18. artisticando Says:

    @ H.P.
    cosa significa…che hai perso solo “so” e sei rimasto Furio? :-D

  19. Raffaela Says:

    Ehi Honnete, mà…. in pratica danilo voleva dire “…basta che respira!!!…” che ridere ragazzi!!!

  20. artisticando Says:

    amico honnête…..stai pagando le conseguenze della tua lunga latitanza…….

  21. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    Piuttosto che mettermi in carico una donna, mi porto via il Circo Togni!!!!

  22. gabriele Says:

    Danilo sono in parte d’accordo con la tua posizione, ma forse si dovrebbe considerare un fattore storico. Per anni noi italiani, ma questo vale anche per tedeschi e francesi, (per esempio) più in generale noi occidentali, abbiamo basato il nostro successo economico o sulla grande innovazione teconologica oppure sulla grande tradizone, sull’opera di grande ingegno sulla grande creatività, sulla grandezza della nostra anima artigianale, ma qui sorge un problema, poi la grande economia va avanti con le grandi industrie, con la necessità che queste hanno di avere un forte contatto con il pubblico, con il cliente. Necessità che ti porta ad avere creato i primi call center e le sue evoluzioni i contact center, ma qui sorge un secondo problema, che tipo di lavoratore ci inserisci in una struttura che lavora su turni e orari di lavoro massacranti con la differenziazione tra chi fa contatto inbound (e quindi riceve le telefoate) e che fa contatto outbound (e quindi chiama lui il c liente)? I prmi call center erano quanto di più specializzato tu potessi trovare al mondo sapevano tutto ed erano in grando di risolvere tutti problemi, ora quelli li sono tuti capi dei cc, oggi gli operatori sono sempre più giovani e quindi poco specializzati e quindi sotto pagati (un recente studio ha dimostrato che nei cc la permanenza è di 6-8 mesi massimo). Questo porta a cercare di spendere sempre di meno, ed ecco che si va in Libia, Romania ed India. Ha ragione Antheus, in India, al momento, ci sono i migliori cc del mondo. Oggi lISTAT ha detto che l’Italia è tecnicamente in recessione, oggi se perdi il lavoro non lo ritrovi, e allora vai a fare anche l’operatore di cc, con quello che questo comporta a livello di stress e di sfruttamento. Danilo è vero che spesso l’economia di quei paesi è basata sull’effimero, ma se c’è recessione da qualche parte c’è sviluppo da qualche altra parte. Noi siamo in recessione, loro sono in sviluppo. La grande sfida è tutta qui
    : quanto dura l’effimero? ovvero quanto ci metterà la società basata su una forte etica del lavoro e con un alto grado di specializzazione edi spirito creativo a ritrovare lo sprint e oa via del rilancio? La grande sfida è tutta qui, ma l’unico modo di vincerla veramente sarebbe quello di avere un mondo in cui tutti i lavoratori sono specializzati, in qualcosa, e che questo consenta a tutti di lavorare al meglio,, ma questo è un sogno di un pomeriggio nuvoloso d’inverno. Antheus ha visto che qualcuno scrive!!!!!!!!!!!

    LO RIPUBBLICO ANCHE SE CON ENORME RIRTARDO, ANTHEUS NON TI PREOCCUPARE DI NULLA

  23. honnête provocateur Says:

    Devo rispondere a tutti partendo dalla considerazione che io non ho eta’ e quindi mi potreste vedere insieme ad una 18enne o ad una 80enne senza notarne la differenza.
    Questa mattina ho avuto un incontro di lavoro con una affascinante dirigente femminile del comune di Roma.
    Alla fine della conversazione mi ha detto che nella sua vita non aveva mai incontrato una persona cosi’ originale e particolare pur avendo avuto a che fare sempre con ambienti d’avangurdia e creativi.
    Mi ha definito un “dandy surreale”.
    E di queste situazioni ne potrei raccontatarne diverse sempre che ci crediate.
    Credo sia giunto il tempo di iniziare a darmi del Voi.

  24. Daniela Di Pinto Says:

    Non ho capito @.8 Danilo, vorresti dire che le donne come sono le belve?? :-) Eppure, al circo, un bravo domatore riesce a domarle le tigri!!

  25. Daniela Della Mirandola Says:

    Honnête, sono convinta di ciò anche perchè, pur non conoscendoti di persona, ti immagino così. Anche attraverso quello che scrivi, comunichi creatività….entusiasmo ed altro ancora. Sei una bella persona, anche molto simpatico e non annoi mai. :-)
    Ci sono ragazzi che a 25 sono già spenti….ed è triste questo. L’età è solo un fatto anagrafico, ho amiche più piccole di me ma che fanno discorsi da 40enni o che si atteggiano a donne, ma alla fine dicono sempre che io sembro la più giovane, mentre in realtà… :-) Sabato sera, una persona mi ha detto, VERO, che oltre ad essere molto carina e che ho degli occhi splendidi, sono molto simpatica e spumeggiante come lo spumante.

    Non conoscendo nessuno di voi personalmente (tranne Lapo che è famoso) ho un’immagine visiva di qualcuno. Un giorno, sarebbe bello incontrarci tutti noi del Blog I.I. anche per conoscerci di persona.

  26. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    sul “surrealismo” di Honnete non avevamo dubbi…… :-D

    Gabriele, non parlavo di lavoro eh… Era una battuta riguardo i famosi camelli citati da artisticando…

    Daniela Di Pinto (sei parente dei Della Mirandola?): voglio dire che è sempre meglio avere a che fare con un cammello che con una donna, il cammello almeno in qualcosa è utile…. :-D

  27. Antheus Says:

    ciao diletta,
    ecco che ti rispondo.
    In effetti il piumino è andato molto bene, e le taglie S da donna disponibili per l’online sono andate esaurite.
    Però le maniche della M non vestono troppo lunghe, quindi potresti provarle. Ti ricordo che hai sempre 15 giorni per esercitare il diritto di recesso all’acquisto.
    L’altra alternativa è andare nei negozi che trattano I-I per provarti direttamente il piumino (dove probabilmente c’è ancora la misura S). Se mi dici dove abiti, ti suggeriamo il negozio più vicino a te.
    Altrimenti puoi vedere la lista qui http://italiaindependent.com/ita/?p=places
    ciao
    A_._

  28. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    gabriele, scusa ma mi riferivo alla battuta sui cammelli…uff, con questo casino dei post post..icipati saltano le connessioni diacroniche…

    Ti rispondo. Tutto vero. Non credo però nell’industria e non credo nel mercato. E’ uno dei miei (pochi ma) grandi limiti. Sarò obsoleto, rinascimentale, medievale ma non credo alle “grandi” economie.
    Quando un’economia può dirsi “grande”? Quando fattura grandi cifre o quando produce grandi prodotti?
    Per una grande parete ci vuole un pennello grande o un grande pennello?
    Come lasci intuire tu, ci vorrebbe infatti un “grande pennello grande”. Ci vorrebbe quindi una società basata sui valori etici e creativi uniti alla capacità di innovazione.
    Mica difficile. Molti già lo fanno.
    La rovina del mondo lavorativo sono invece i grandi numeri e soprattutto (problema questo da me già affrontato in altro blog) la presunta necessità di abbassare sempre i prezzi.
    Il problema è che l’uomo, il consumatore, vuole tutto. Non ha più la capacità di fermarsi di fronte a prezzi alti o a cose evidentemente non raggiungibili da tutti. Non ha più spirito di sacrificio. E’ un bimbetto viziato a cui non vengono più dati i ceffoni ma solo caramelle a prezzi sempre più bassi, finchè le caramelle non verranno fatte di sterco di cammello e profumate di miele, finchè quelle caramelle, a prezzi così bassi, non conterranno droghe ed additivi che renderanno gli uomini-bimbetti assuefatti a quei consumi.
    Droga. Il mercato è droga. L’economia è droga. La rincorsa al ribasso dei prezzi è droga che non porta a nulla, solo a brevi soddisfazioni momentanee, orgasmini illusori, presto sostituite dalla necessità di dosi ulteriori di prodotto.
    Ecco perchè non credo al mercato, all’economia, alle industrie, alla produttività. Sono cazzate che dicono a noi per farci convincere del Sistema. Ma coloro che detengono queste industrie o le azioni di queste industrie o società, non lavorano, non gliene frega niente del mercato, non hanno problemi di costi e passano la loro vita beata a giocare a golf ed a donnine mentre il mondo diventa workaholic o productaholic o buyaholic.
    Ci fottono il cervello con prodotti impensabili a costo accessibilissimo e mentre noi privilegiati ci chiudiamo nelle case di fronte a monitor stupendi a chattare con sconosciuti che mai conosceremo, gli altri, quelli che lavorano dietro a questi prodotti, sono costretti a diaspore logistiche che di volta in volta lasciano solo disoccupazione e illusione.
    Il fine di tutto questo qual’è? Il progresso? Per fare cosa? Per andare dove? A che prezzo?
    La Eaton di Massa, americana, chiude. Rilocalizza altrove e 350 dipendenti vanno a casa. Compresi gli indotti.
    I prodotti Eaton certamente costeranno meno e qualche parvenue della vita riuscirà ad acquistarseli, mentre prima era costretto a mangiarsi gechi…
    La rincorsa alla materia, al possesso, in specialmodo di quelle società che possono permetterselo, è sempre a danno di qualcunaltro.
    Non abbiamo alternative nell’acquisto, a parte qualche prodotto “equo e solidale” in cui credo poco, ma ogni volta che acquisto qualcosa fatto altrove, penso a quante persone soffrono per quella delocalizzazione e non riesco proprio a godermi ciò che acquisto….

  29. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

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  30. Dilett@ Says:

    Paragonare donne e cammelli non appartiene alla nostra cultura…
    qui da noi si usava dire “donne e buoi dei paesi tuoi”.
    Poi scusate ci sarà quella che vale 1 cammello e quella che ne vale 100
    ha ha ha…

  31. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    Giusto, c’è bue e bue…

  32. Daniela Della Mirandola Says:

    Caro @.8 Danilo
    Allora inizio con ordine:

    - Non sono parente dei Della Mirandola, è solo un nickname in quanto Pico Della Mirandola era un filosofo rinascimentale.

    -Vedo che non hai un buon concetto delle donne. Bisognerebbe sentire anche tua moglie a riguardo… :-)
    La mia mitica Prof.ssa di filosofia affermava che l’organismo di una donna è superiore a quello di un uomo perchè una donna porta in grembo un figlio e lo partorisce….mentre gli uomini NO… forse ho sentito che in America stanno sperimentando qualcosa a riguardo, ma per ora sono solo ricerche….Chissà!? :-)

  33. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    Ma io rispondevo alla Di Pinto… che c’entri tu? So bene chi fosse Pico e perchè ti sei data questo nick (rinascimenti vari ecc)….

    Anche i cammelli hanno un organismo superiore…. eheheh

  34. Daniela Della Mirandola Says:

    @8. Danilo
    Scusami se c’entro anch’io…. :-) Prima distrattamente non ho digitato col mio nick ed ho digitato col mio nome e cognome e la Di Pinto SONO IO….. :-)

  35. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    Nooo non ci posso credere… Di Pinto come dipinto, un quadro, perfettamente in tema con il Rinascimento. Sembri fatta apposta. Io posterei col cognome reale….

  36. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    Vabbè, perchè poi nascono problemi come nel dire: il dipinto della Di Pinto… Oppure metto un dipinto alla parete senza capire se è una tua foto o un quadro qualsiasi… Oppure domandarsi se quel soggetto è dipinto o no e non capire se sei tu raffigurata o uqlasiasi altro soggetto dipinto… no, forse è meglio Della Mirandola, magari facendo onore al proprio avatar ricordandosi quando si posta con un altro nick… ;-)

  37. Daniela Della Mirandola Says:

    Preferisco postare col mio nick iniziale, in tema con la filosofia che mi piace moltissimo. Magari quando ci incontreremo, conoscerai il bel dipinto.

  38. minjkio Says:

    però sei una bella puttanazza eh, quando apri la galleria, faccèlo sapè…
    si skerza ragazzi, si skerza…

  39. Stefano Says:

    …non ci credo…a questo punto era meglio se il divoratore di commenti se ne stava tra noi…

    (p.s.: gli accenti, se proprio devi metterli, non gettarli a caso…)

  40. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    Da che mondo è mondo, il comportamento sessuale della femmina è sempre stato sotto lo stretto controllo e il severo giudizio da parte del maschio. La donna oculata nelle sue scelte sessuali è casta, pura, fedele e degna di trovare marito. Per indicare quella più “esuberante” nei suoi costumi sessuali, invece, esiste una mole imbarazzante di epiteti. “Or ti conosco io tutta/ o barattiera svergognata putta”, sembrerebbero versi tratti da un sonetto lussurioso di Pietro Aretino, e invece sono stati vergati dal professor Giosuè Carducci. Putta è forma arcaica per puttana, lemma che ritroviamo in tutta l’area neolatina (cfr. spagnolo e catalano puta, francese putaine, etc.), ma che presenta una grande varietà di ipotesi di etimologia. Per esempio il latino putta “ragazza” diventerebbe puttana attraverso il francese, con influsso di putidus “laido, puzzolente”. Ma Puta, letteralmente “potatura” in latino, era anche il nome di una dea minore dell’agricoltura: durante le celebrazioni in suo nome avveniva la potatura degli alberi mentre le sacerdotesse si dedicavano ad estemporanei baccanali. Un’altra ipotesi, sicuramente più fantasiosa, ricorre al verbo putare “pensare, considerare” e ricorda che quando i romani conquistarono la Grecia, culturalmente superiore, utilizzarono gli schiavi greci come precettori per i loro figli. Le femmine, invece, furono usate come concubine, ma i padroni si accorsero presto che quelle donne erano, oltre che ben edotte nell’arte amorosa, anche abili conversatrici e conoscitrici di scienze come la matematica, l’astronomia e la filosofia, conquistandosi così la fama di putae, cioè “pensatrici”.

    Ci sono, ovviamente, nomi un po’ più forbiti. Meretrice, che vale letteralmente “colei che merita un compenso per le sue prestazioni”, da meretrix “meritevole” a sua volta dal verbo merere “meritare”. Prostituta è “colei che fa commercio di ciò che è strettamente legato alla libertà e alla dignità umana”, dal latino prostituere “porre davanti a sé, esporre” composto di pro e statuere.

    Ma la maggior parte dei nomi non è, evidentemente, materiale per fini dicitori. Esiste, per esempio, zoccola, che non è il femminile di zoccolo, derivato dal latino *socculus “piccolo calzare”, bensì deriva da sorex “sorcio” e indica il grosso topo di fogna, ma anche la donna grossolana e spregevole per i suoi costumi sessuali. Sorprendente è l’etimo di troia, che non ha nulla a che fare con la famosa Elena di Troia (dei cui comportamenti non voglio giudicare), bensì allude al famoso espediente usato da Ulisse, cioè il cavallo di Troia, ripieno di uomini. In latino volgare troia indicava la scrofa, ed era anche il nome di un piatto a base di carne di maiale ripieno di cacciagione (porcus troianus). C’è, infine, mignotta, parola di origine francese che deriva da mignon “piccolo”, ma anche “grazioso”, e che indica la ragazza giovane e carina che si vende agli uomini. Sull’argomento, tuttavia, ci sono anche altre ipotesi, come conferma questo gustoso brano di Festa Campanile: “A Roma mignotta non suona come una parola vezzeggiativa, ma nemmeno denigratoria. Non è un termine sprezzante, è un qualificativo: si chiama mignotta chi vende la propria cosina, come si dice panettiere chi vende il pane e lattaio chi vende il latte. La gente istruita e quelli che hanno un certo spirito tra i popolani la intendono derivante da mater ignota, come si scriveva nel registro in cui erano segnati i trovatelli e si abbreviava così: m. ignota. Ciò che ha una certa verosimiglianza, dato che tra le prostitute abbondano le figlie di nessuna.” (P. Festa Campanile, La strega innamorata, Bompiani, 1985).

  41. Daniela Della Mirandola Says:

    minjkio come ti permetti? Anche se dici di scherzare, sei abbastanza offensivo. E tra l’altro non sai CON CHI POTRESTI AVERE A CHE FARE…..!!
    Non scherzare più in questo modo!!!
    (stavo solamente scherzando con Danilo).

  42. Daniela Della Mirandola Says:

    @Antheus e @Honnete
    Non scriverò più in questo blog!!!! Dov’è la censura????
    Sono amereggiata e delusa!!!!

  43. Stefano Says:

    Orbene?

  44. Stefano Says:

    ops…suona male messo lì ora…ma voleva riferirsi al lungo viaggio etimologico appena letto…

  45. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    Senza alcun accenno ad alcuna presenza femminile del blog, ci mancherebbe anche, e colgo l’occasione per invocare una sana censura almeno dei post di un certo tipo e di quelli di honnete, ovvio, rilevo però, da un’attenta lettura del capitolo su postato, che la qualifica di “puttana” mica poi nel passato era tanto dequalificante.
    Dea minore, ragazza, donna di compagnia, donna intelligente, conversatrice e conoscente di scienze nonchè “pensatrice”.
    Quasi quasi, fossi donna….

  46. minjkio Says:

    eollalà che puttiferio si scatenò…
    si voleva solo gettare un pò d’acquetta sul fuochino ino
    i commenti erano spenti, ci voleva un sano ‘tocco’ d’autore…

    si ringrazia la cortese collaborazione del mitico eight della cui variegata cultura si apprezza la vastità delle tematiche anche quelle un ‘pelo’ più scottanti…

  47. Daniela Della Mirandola Says:

    Le NULLITA’ come CERTA GENTE….restano tali….non avranno mai modo di riabilitarsi….

  48. Daniela Della Mirandola Says:

    Guarda che sono superiore a te ed altri simili a te…..meriti solo la più totale INDIFFERENZA….MA CHI SEI????

  49. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    beh, la mia variegata cultura vale solo una piccola ricerchina etimologica sul web ed un copia ed incolla. Però non ho collaborato. Ho solo virato al culturale un andazzo un attimino (o un pelino) pesante nonchè assolutamente improprio.
    Grazie per il “mitico” ma ti prego di considerare questo blog un luogo per “mitici” il cui “mitismo” si manifesta soprattutto nell’intelligenza dei commenti, nella profondità degli stessi, nella capacità di essere ironici ed autoironici e soprattutto nel rispetto degli altri.
    Aldilà del tuo post, assolutamente offensivo per la Dipinta, non mi sembri scemo. Perchè non utilizzi la tua verve per entrare anche te nel gruppo dei “mitici” con le carte in regola? Basta pensare, ragionare e poi scrivere. Invertendo l’ordine degli addendi il risultato invece cambia.

  50. minjkio Says:

    ti contraddici mia Cara, non puoi domandar chi sono se a tuo giudizio merito indifferenza, men che meno se ti reputi cosi superiore

    ‘ E tra l’altro non sai CON CHI POTRESTI AVERE A CHE FARE…..!! ‘

    chi ti dice che invece potrei saperlo ?

    non dare tutto per scontato….. o perlomeno quasi tutto…..

  51. Picasso Says:

    Minjkio,

    non ci interessa sapere della vita privata del prossimo quì, ti invito gentilmente a chiedere scusa.. perchè sei stato davvero poco educato e per qualcuno molto idiota.

  52. Raffaela Says:

    Minjkio

    troppo facile scendere il gradino per cogliere l’attenzione, non trovi? alla prossima, prima rifletti solo
    un’ attimino.. preparato o no la figura è stata pessima.

  53. minjkio Says:

    minjnokkio,

    e chiedo scusa come giustamente mi si fa notare, ci tenevo soltanto a ’scaldare’ un pò l’ambiente…
    un pò palloso…

  54. Stefano Says:

    …mh…ma se per te è così palloso qui, perché ti sei fermato e soffermato?!
    Se tutto questo ti annoia, cerca qualcosa di più divertente, c’est plus facile!

    …sarà di certo un mio limite, ma io tutta questa verve e “non scemenza” non è che proprio la vedo… :-|

  55. minjkio Says:

    eddai non fare il permaloso stefano, non ti buttare giù, non è assolutamente un tuo limite, anzi, il fatto è che sicuramente non sono un pò ‘non scemo’ come dici tu…
    eppoi alla parola verve sono uno che preferisce la parola v..v.
    a te le consonanti mancanti…

  56. Daniela Della Mirandola Says:

    Scusa, minjkio, visto che il tuo nickname è già tutto un programma…..accetto le scuse.
    Senza rancore…Daniela

  57. minchino Says:

    scuse accettate (ho dovuto modificare il name, era oggetto d’ilarità generale, ci son rimasto un pò male…)

  58. Stefano Says:

    Sono un self made man e.. interista !!! … dovete dire a Lapo di rosicare di meno e pensare di ricostruirsi non in immagine ma come persona, perchè ancora non ha dimostrato nulla…anzi !!!

    Dott. Stefano Antonio Masci

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