Elefanti volanti
Thursday, November 27th, 2008(di Giovanni)
La compagnia di bandiera italiana oggi vola ancora.
Sono mesi che sentiamo storie di hub, compagini armate l’une contro l’altre, opposte teorie e congetture sul futuro di Alitalia.
Oggi ancora non è chiaro quale sarà il futuro dell’azienda, e forse la cosa più preoccupante che la questione Alitalia non sia mai stata valutata come caso aziendale, ma perlopiù come questione politica.
A bocce ferme, dissolte le nebbie del polverone politico, quello che rimane di Alitalia è il suo essere azienda, un’azienda che, come tale, deve stare sul mercato, rispettarne le sue regole e gli attori che ne fanno parte.
Oggi scrivo da cliente: in questa fase di mancanza di fiducia generalizzata, viaggio preferibilmente con la compagnia tricolore, non per patriottismo ma semplicemente perché credo che ogni individuo nel suo piccolo possa contribuire a cambiare il sistema. Non so cosa sia, forse è una personale teoria sociologica sui massimi sistemi, ma lo ritengo un principio guida che alla fine spinge ad andare avanti perché in fondo “ce l’ha possiamo fare”.
Sono molto preoccupato per la situazione di Alitalia e per il suo stare sul mercato: c’è sfiducia, il consumatore non crede nell’azienda e nel marchio. Ho preso tre voli Alitalia nell’ultima settimana e non ho mai trovato più di 20 passeggeri per volo; sono stati cancellati tutti i voli diretti (da Napoli a Torino ho fatto scalo a Roma), a bordo ormai viene offerta solo acqua. La cosa che più mi ha colpito è quest’ultima; ritengo che dai segnali più deboli si possa arguire molto più che da disquisizioni su macrosistemi.
Quello che noto nel consumatore però non è acredine nei confronti della compagnia, forse è solo la constatazione di uno stato di fatto. Guardate le due foto sotto sulla campagna Alitalia, che io chiamo “Elefante”, scattate all’aeroporto di Fiumicino.
E’ oggettivamente molto difficile, per il momento, per un cliente continuare a scegliere il “prodotto” Alitalia. Speriamo che la situazione dell’azienda possa risolversi al meglio; dopo la fase di assestamento però dovrà essere fatto un importante lavoro di re-branding (valoriale più che estetico) perché il cliente ha una memoria davvero lunga, più di un elefante.
E purtroppo - o, per fortuna - non dimentica.










