Habemus Patentes
(di Antheus)
Da Parigi arrivano notizie incoraggianti. Il modello guerrafredda (ma, ripeto, questo è solo il nome del progetto usato scherzosamente al nostro interno) sta riscuotendo molti consensi dagli addetti ai lavori presenti al Silmo. Del resto si sa, in periodi di crisi, i progetti e i prodotti più innovativi sono quelli che riscuotono più successo.
Peraltro proprio oggi è stato annunciato il brevetto di invenzione industriale (o meglio il Patent Pending System per essere precisi) degli “occhiali a montatura modulare” ovvero il sistema utilizzato dai mod 505 - 506, (ma anche il 507 di cui parleremo nei prossimi giorni) di proprietà di Italia Independent.
Considerando che soli da pochi mesi siamo entrati sul mercato degli occhiali da vista, questo brevetto rappresenta per noi un importante riconoscimento a I-I come brand innovativo e orientato al design e all’innovazione.
Ecco il modello uomo (sulla sx) e donna (sulla destra).


November 1st, 2008 at 10:59 am
Antheus scrive
……..dai mod 505 - 506, (ma anche il 507 di cui parleremo nei prossimi giorni)……..
Da dove vengono questi numeri?
Con quali criteri vengono scelti?
Capisco un modello a cui si da un nome come Giuditta…. ma non capisco il levi’s 756982……. che significa?
Qui a Roma una volta la numerazione degli autobus di linea era molto semplice.
I numeri erano il 4 l’8 il 12 la circolare 30 insomma numeri facilmente assimilabili da chiunque da 0 a 100 anni.
Poi circa 15 anni fa c’e stata la svolta geniale dell’ATAC ( chiaramente ancora non capita da me visto che non si puo’ comprendere un genio altrimentI perde immediatamente lo status ) ed i Bus hanno cominciato a chiamarsi 728 oppure 985 0 492 insomma ai numeri semplici di max 2 cifre si sono sostituiti con le tre cifre con immaginabile felicita’ degli anziani che quando debbono prendre 3 mezzi sono passati dal 3 +8+14 al 785 + 458 +986.
(Io per esempio li avrei portati a 5 per esempio il 68572 o il 98432 per far sembrare di avere piu’ mezzi a disposizione del cittadino)
A mia richiesta specifica mi e’ stato risposto che l’Innovazione (?) veniva fatto per facilitare il viaggiatore.
Il primo numero sta ad indicare la zona del primo capolinea, il secondo il percorso effettuato ed il terzo la zona del capolinea di arrivo.
Intelligente vero?
Ho cercato di far partecipare questo genio incompreso al nobel per l’invenzione del millennio.
La commissione esaminatrice ancora mi deve rispondere.
Quanto tempo ci metteranno a capire l’eccesso di genialita’?
November 1st, 2008 at 10:20 pm
linea di segreteria
@-@
November 1st, 2008 at 10:56 pm
I colori andrebbero rivisti …., e mi dispiace dirlo, perchè questi vostri colori sono i miei preferiti.
Modello 133 e 137:
http://www.tendenzeonline.info/apcom/view.php?s=20080902_000072.xml
Siete senz’altro avanti!
November 2nd, 2008 at 8:28 am
il grillo disse un giorno alla formica il pane per l’ inverno tu ce l’ hai…
November 2nd, 2008 at 11:33 am
Honnete, la ISO2000 che certifica la qualità vuole che tutto sia schedato, identificato, catalogato.
Non è il caso degli occhiali I-I, ma credo che le numerazioni seguano ormai un percorso mentale di tipo “ATAC”. Codici numerici che, conoscendo la chiave segreta, decriptati possono dare informazioni sull’oggetto.
704_090_066_gfb questo il codice di identificazione di un progetto di tettoia di un mio caro amico geometra
17 18 16 13 12 21 1 18 5 questo il mio codice (nell’alfabeto italiano a 21 lettere)
November 2nd, 2008 at 11:38 am
Antheus, va bene la “vocale unica” di gelminiana ispirazione ma habemus pEtentes mi ricorda ben altre aspirazioni….. cambia tastiera!
November 2nd, 2008 at 12:05 pm
O.T. (è domenica, dai)
l’ultima follia di Fuksas, a Pescara…
http://www.archiportale.com/progetti/schedaprogetto.asp?preview=&IdProg=12294
chi ha visto la cattedrale di Cristo Re a La Spezia (1976) ne rivaluta ora il valore.
FERMATELOOOOOOOOOOO
November 2nd, 2008 at 12:57 pm
Il colore cambiato!
http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-5/stop-universita/stop-universita.html
November 2nd, 2008 at 2:37 pm
Grazie Toto grazie Valerio.
L’Italia vincente che innova, e la tradizione da exportazione che non fa notizia :
http://www.corriere.it/cronache/08_novembre_02/kazakistan_carte_credito_ac593058-a8cb-11dd-b538-00144f02aabc.shtml
November 2nd, 2008 at 3:34 pm
.8: Uh, un refuso. Grazie.
Honnete: Dare un nome ad ogni prodotto sarebbe uno sbattimento e un costo che preferiamo sacrificare. Prossimamente un post sulle fissazioni dei numeri da parte di I-I.
November 2nd, 2008 at 4:22 pm
…però i petenti sono (in latinorum) coloro che chiedono. Li abbiamo, li abbiamo i petenti, in questa Italia….
November 3rd, 2008 at 7:03 pm
Scusate, per una cazzata del sottoscritto, che oggi ha avuto la testa da un’altra parte, ho eliminato tutti i commenti che sono stati gentilmente postati oggi.
Perdonatemi - ma c’è anche un software di editing nuovo su cui ancora non ho ancora preso la mano.
Scusate ancora, peraltro c’erano anche dei commenti interessanti.
Se avete pazienza di reinsrirli ve ne sarò grato.
A_._
November 3rd, 2008 at 7:24 pm
Come minimo ci devi una bevuta pero’eh?
November 3rd, 2008 at 7:28 pm
Assolutamente sì. Al più presto.
November 3rd, 2008 at 7:34 pm
ok, anty, perdonato. ieri dicevo che molte persone di nazioni appartenenti all’ex unione europea che si sono arricchite sono sotto i 40 anni o giù di lì (vedi abramovic,melnichencko ecc.) e ci si chiede come le loro enormi ricchezze abbiano fatto a lievitare in maniera così sproporzionata in meno di 10 anni: è una cosa che ha del metafisico, nemmeno i maggior geni della finanza sono riusciti a far fruttare così tanti soldi in così poco tempo: saranno soldi onesti?
quanto al kazakistan: bello il nome della loro banca di commercio, e la loro kitschata di una carta tempestata di brillocchi, più tamarra dei gusti degli arabi.
fuksas e saturnino de cecco: basta cretinate! ma che funghi allucinogeni si cala il nostro archi-star? a quando un edificio veramente bello e non frutto della prima idea che gli passa in mente? è vero che è per edifici di una fabbrica di pasta,ma a me ricorda davvero un qualcosa da mangiare. de cecco ha svenduto i suoi begli edifici storici di fine ottocento, in mattoni rossi, subendo migliaia di critiche, per farsi fare questo bel macigno in calcestruzzo? bah.
a quanndo il novello gunnar asplund? lui si che aveva gli zebedei, che ha fatto della visita di un cimitero un’esperienza quasi mistica, ci siamo stati la scorsa estate, e ci si sente minuscoli, quando si è lì dentro.
November 3rd, 2008 at 8:09 pm
Io scrivevo che Obama, letto al contrario, è Amabo, ovvero amerò in latino…
Osama, leto al contrario, è Amaso, abbastanza onomatopeutico…..
November 3rd, 2008 at 8:12 pm
Invece no. Non li ho cancellati io. E’ stato il sistema che si è sbagliato, nella cache ho il testo dei commenti che manderò via mail così potrete ripostarlo (se volete).
ciao e scusate ancora dell’inconveniente
November 3rd, 2008 at 8:30 pm
Manda manda.
Di pero’ al tuo sistema di prepararsi a pagare da bere.
November 3rd, 2008 at 9:38 pm
Cragnotti e Tanzi sono l’esempio italiano.
http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/economia/crisi-mutui-12/silicon-valley-bank/silicon-valley-bank.html
November 4th, 2008 at 9:47 am
Pero’ un appunto:
la diversificazione con due numeri conseguenti per uomo/donna non
e’facilmente assimilabile.
Io avrei messo 505 e 606 pre rimarcare meglio la differenza.
Gli occhiali un po’ retro’ presentati al
Silmo e’ l’argomento proncipe di questo periodo e da stasera ci aspetta la
maratona finale bianco-nero per l’ eleziome del nuovo Presidente degli
Stati Uniti ho associato agli argomenti trattati un “Hit” che a mio avviso
li riassume.
(Considerate che l’occhiale e’ l’unico accessorio che coinvolge tre sensi
direttamente o indirettamente:
la vista come principale e l’udito e l’olfatto per l’ ancoraggio e
stabilita’).
http://www.youtube.com/watch?v=Q8Tiz6INF7I&feature=related
November 4th, 2008 at 9:54 am
Il genio è la capacità di vedere dieci cose là dove l’uomo comune ne vede solo una, e dove l’uomo di talento ne vede due o tre. (Ezra Pound)
http://www.youtube.com/watch?v=2b_Jr3z3LUI
November 4th, 2008 at 10:19 am
david:di Gunnar Asplund c’è anche la Biblioteca di Stockholm, nella Sveavagen, cilindrica anch’essa e dieci volte superiore al bussolo di Fuksas a Pescara. Nell’area De Cecco ha lavorato anche Oriol Bohigas
http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/politica/inchiesta-citta/potere-pescara/potere-pescara.html
Chi ha voglia si legga cosa succede dietro a questi “grandi” architetti.
Asplund, i fratelli Pietila, Alvar Aalto, rappresentano il minimalismo (anche troppo forse) scandinavo.
http://www.unavox.it/FruttiPostconcilio/CattedraleLaSpezia.htm
ecco la cattedrale di La Spezia (1976), non è forse meglio del “gazometro” di Fuksas?
http://www.artelhouse.co.uk/GasometroDetail.html
ecco il gasometro di honnete, non è forse meglio di quello del rifondarolo Fuksas?
November 4th, 2008 at 11:25 am
Antheus grazie sei veramente un moderatore serio oltre che molto attento, complimenti, eccoti vil mio post di ieri:
“honnete grazie per avermi illuminato, in modo inconsapevole, sulla
> follia dell’ATAC, io pensavo che fosse una sorta di deviazione mentale
> di qualche pazzo. Riguardo gli occhiali sono molto belli, danno una
> sensazione di grande solidità, ma al tempo stesso di grande
> leggerezza, lo stile della montatura è molto affascinate, trovo molto
> intelligente il discorso della composizione dei colori, sembrano
> opachi, se non addirittura satinati e i colori quelli bianconeri li ho trovati
> splendidi…”
aggiungo che penso che le montatre a due colori che stanno andando di moda in questo periodo rischiano di essere molto volgari voi avete, come sempre, creato un modello elegante, sobrio e unico.
Gabriele
November 4th, 2008 at 12:09 pm
…povero Fuksas, genio incompreso: lui ha voluto fare una citazione, che a me sembra anche evidente, come omaggio alla De Cecco…
…quel “coso” lì sopra è chiaramente un filtro dell’aria, oggetto nella produzione del quale la De Cecco rappresenta l’eccellenza a livello planetario!
…come?! Ho confuso qualcosa?!
…mmhh…approfondirò le mie indagini…
November 4th, 2008 at 12:24 pm
honnête……il sistema qualche volta si rifiuta di pubblicare e ci deposita nella cache….che sia colpa delle icone anonime ??
November 4th, 2008 at 2:45 pm
prima volta che esprimo la mia opinione sul vs blog. vi scrivo perchè sono davvero colpito dal risultato di questo prodotto. un vero e proprio qualcosa di diverso sotto la luce del sole. chiaro: è il richiamo di un sacco di cose già viste, ma avete avuto l’intuizione o fortuna di metterle tutte insieme in un unico oggetto magistrale di estetica contenuta e con una forte personalità. per il resto tutti gli altri prodotti (fatta eccezione dei capi d’abbigliamento sui quali non esprimo il mio parere e di alcuni vs occhiali che ritengo di grandissimo rispetto) rientrano nella sfera (vi chiedo scusa vi prego, purtroppo la penso così) baggianate. oggeti che solo un aditto alla narcotettura e neoricchismo potrebbe permettersi. per carità, ogni oggetto è più bello dell’altro, non entriamo a discuttere sull’ estetica, ma seguono il filone gratuito del barrochismo ipertecnologico (non so se mi spiego: cosa giustifica la scelta del materiale in un portacandele/portachiavi sviluppato nello stesso materiale della punta del trasbordatore spaziale?). resterò attento al prezzo di questi occhiali. buon lavoro
November 4th, 2008 at 2:47 pm
beh caro antheus, sistema o nn sistema, credo che ormai la bevuta valga la pena farla lo stesso no? dopo tanta vistualità vedersi di persona non sarebbe male:)
November 4th, 2008 at 3:54 pm
Buongiorno a Tutti e anche a Antheus,
dopo aver visto gli occhiali che dire… è proprio un peccato avere 10/10!!!!
Ciao da Arezzo!
November 4th, 2008 at 7:29 pm
Anche V dovrebbe rinnovare i suoi occhiali
http://spotanatomy.libero.it/media/blogs/index.php/altro/sgarbiCEPU.jpg
November 4th, 2008 at 7:48 pm
virtualità, non vistualità. irefusi si moltiplicano…
November 4th, 2008 at 7:51 pm
caro Oscar…mi spieghi per favorecosa intendi pernarcolettura? e chi sarebbe il neoricchissimo, Lapo?
cmq si scrive barocchismo e non barrochismo ( a meno che non si segua una scrittura creativa…)
November 4th, 2008 at 8:38 pm
@danilo fucsiaman
ma perchè ce l’hai con fuksas?
forse la saprai già ma Massimiliano Fuksas lavorerà gratis per il governo di Silvio Berlusconi. Per l’esattezza, per il ministro degli Esteri Franco Frattini. Già, perché proprio ieri è stato presentato il progetto di ampliamento dell’Istituto italiano di cultura di San Paolo, opera dell’architetto Fuksas…quell’opera di Pescara non è poi così brutta come dici….certo ci saranno tantissimi altri che l’avrebbero realizzata diversamenente….
November 4th, 2008 at 11:20 pm
il progresso tecnologico non finisce di sorprenderci…..guardate queste superfici interattive e la loro applicazione.. http://myartistic.blogspot.com/2008/11/41108-microsoft-surface-mindstorm.html
November 5th, 2008 at 12:23 am
se gli dovesse capitare di fare una fabbrica per giovanni rana, cosa potrebbe fare, un cappelletto? o una fabbrica coi muri di ricotta e spinaci? no, paolo,la struttura diciamo che non è nemmeno poi così brutta, ma nemmeno così spettacolare. piuttosto, secondo me, è un peccato che saturnino de cecco abbia venduto gli antichi stabilimenti, nei quali avrebbe potuto fare, non so, una sorta di museo del pastificio, o qualcosa di simile. è un pezzo di storia dell’epoca industriale di fine ‘800, inizio ‘900. a milano, se ricordo bene negli ex stabilimenti dell’aermacchi o delle acciaierie falke, sono stati costruiti dei super loft, a mio avviso molto belli, anche se un po’ freddi, che sono stati acquistati da esponenti del jet set italico, tra cui stefano gabbana.
November 5th, 2008 at 4:00 am
se avessero fatto un museo della pasta credo che il luogo sarebbe morto…non condivido perchè anche le vecchie fabbriche devono rivivere attraverso la loro riutilizzazione nella vita quotidiana come quella dei loft bellisimi di milano…non credo che fuksas trae ispirazione dalla tipologia di attività dei suoi committenti…
November 5th, 2008 at 9:56 am
Non ce l’ho con l’architettura, ma il rifondarolo Fuksas, che ora ha voltato bandiera ed ha fatto quell’orrendo Istituto a Jaffa, http://www.archiportale.com/News/schedanews.asp?idDoc=12401&iDCat=3 costituito da cemento a vista e tagli di luce in vetro pieno (capirai che innovazioni), pesantissimo, e lavorerà “per” Berlusconi, si è svegliato dopo decenni di cose già fatte da altri e pretende di spacciarle per architettura d’avanguardia.
Fuksas è uno che ha fatto carriera per meriti politici. Si sa. Le cose da lui fatte, se confrontate al panorama architetonico mondiale, lo testimoniano.
Il filtro dell’aria De Cecco ne è esempio chiarissimo di vecchiezza ed incapacità tecnologica o Pescara forse non merita l’attenzione che gli ha per altri luoghi. Basti confrontarlo con strutture della medesima composizione di ben altra forma e leggerezza.
Ce l’ho con quelli che vanno in giro con Il Manifesto sotto il braccio per avere gli appalti dalle giunte compiacenti (Roma, evito di fare nomi e cognomi) e con quelli che pretendono di dettare legge quando per primo hanno la bocca sporca di Nutella. Poi ovvio che lavorando qua e là si diventi conosciuti e si prendano incarichi anche importanti.
Quel coso di Pescara, a mio giudizio insignificante ovvio, è orrendo, pesante, statico. La Cattedrale di La Spezia, di ben trenta anni prima, è molto più elegante e meno impegnativa come strutture. Se ne noti la copertura fatta di vele radiali. Il palazzo dello sport all’Eur ne è antesignano, il Pantheon ancora di più.
Non mi interessa cosa viene fatto al posto del pastificio. Non sempre i musei sono una buona scelta, i volumi devono rendere profitto, il resto è poesia, purtroppo. Ma almeno se ne faccia delle belle cose, innovative, diverse, lontane da modelli geometrici e formali obsoleti e scontati.
Fuksas realizza la copertura della fiera di Rho dopo che ben altri architetti hanno inventato quel modo di progettare. La sua struttura ondulata ed irregolare è realizzata mediante assemblaggio di triangoli su modello computerizzato di maglia tridimensionale. Una sorta di tensostruttura solida, nè più nè meno che quello che centinaia di architetti da decenni fanno nel mondo, compreso Ghery che la inventò per le sue mirabolanti architettura, utilizzando appunto il Catia come software di calcolo.
Fuksas arriva “esimo”. Un epigono.
Si guardi l’eleganza di questo intervento pur pesante ed il suo inserimento nel contesto circostante
http://www.archiportale.com/progetti/SchedaProgetto.asp?origine=&IdProg=12642
o questa cattedrale
http://www.archiportale.com/News/schedanews.asp?idDoc=12812&iDCat=3
o questa bilbio di Gehry
http://www.archiportale.com/progetti/SchedaProgetto.asp?origine=&IdProg=10765
o questo progetto nel centro di Varsavia
http://www.archiportale.com/progetti/SchedaProgetto.asp?origine=&IdProg=9781
o questo di Zaha Hadid e lo si confronti con il centro di Jaffa di Fuksas
http://www.archiportale.com/progetti/SchedaProgetto.asp?origine=&IdProg=5520
ed alla fine si dia un’occhiata a questa tecnologia e-paper…
http://www.chocolate-agency.com/en/en.swf
Il mio architetto è differente
November 5th, 2008 at 10:09 am
Ed ora un doverso off topic.
Barak Obama presidente USA. Gli USA, ancora una volta sono avanti decenni rispetto a noi.
Stamane Antonio Martino (PdL) ha ribadito che secondo lui la scelta migliore sarebbe stata votare per Mc Cain.
Secondo me, la scelta migliore sarebbe stata non votare per Martino e per i suoi compagni di merende.
Ancora peggio votare per gli zombie veterocomunisti capeggiati da Veltroni.
Semplicemente questa classe politica ci ha privati della possibilità di una scelta migliore.
Rivogliamo la nostra vita, la nostra speranza.
Persino io, oggi più che mai, mi sento di dire, parafrasando Kennedy di fronte al Muro di Berlino, seduto invece di fronte al Muro di Montecitorio:
” Ich bin ein Amerikaner”
November 5th, 2008 at 2:47 pm
@fucsiamant
tranne quello di zaha hadid il resto che hai segnalato devo dire che non mi entusiasma più di tanto….
November 5th, 2008 at 3:43 pm
Paolo, non ho detto che c’è da strapparsi i capelli dall’entusiasmo. Infatti ho postato questi semplici e veloci esempi (senza andare a cercare nel Phaidon o nei bei libri che ricorrono nelle librerie attrezzate), proprio per dimostrare che nonostante entusiasmino il giusto o men che quello, sono comunque cento volte superiori alle disoriginalità del noto…. A Pescara puoi fare quello che vuoi, ho visto cose audaci ed altre terribili. Completa libertà. Si continua a progettare cilindri, invece… D’altronde cosa ci si può aspettare da uno che veste sempre di nero per radicalchicchismo ed invece della camicia porta il maglioncino girocollo sulla fruit?
November 5th, 2008 at 7:07 pm
Ingegneri, architetti, designer, mi spiegate quando una architettura vi entusiasma?
http://www.zaha-hadid.com/
Un giorno l’ho incontrata…, non sapevo chi fosse.
Difficile scordarla.
Ha la voce di un uomo. (Si può dire?)
November 5th, 2008 at 11:19 pm
si ma sono ovvietà quelle che tu dici…innanzitutto perchè non bisogna fermarsi all’abito e poi perchè fuksas non è cosi disoriginale come dici…
July 3rd, 2011 at 6:22 am
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