Forse è tempo di cambiare…
(di Giovanni)
Stiamo vivendo probabilmente uno dei peggiori periodi economico-finanziari dell’ultimo secolo. Le parole crisi, mancanza di fiducia, recessione e stagnazione sono tra le più’ pronunciate nei tg e nelle case di tutto il mondo.
C’era una volta il consumismo, l’attitudine ad acquistare solo per il piacere di acquistare. C’erano una volta anche i grandi marchi, quelli delle multinazionali della moda che producevano abbigliamento, profumi, accessori, occhiali. Erano aziende nate molto spesso dal genio, dal talento visionario e dalla passione di stilisti creativi, uomini più di cuore che d’impresa; a testimonianza di questa passione molti di questi uomini avevano dato il loro nome e cognome alle aziende.
I grandi marchi della moda ci sono ancora, ma non somigliano più alle aziende di un tempo: ora sono più’ strutturate, quotate in borsa e spesso appartengono a grossi gruppi industriali. Infatti molti di quegli uomini oggi non ci sono più, hanno ceduto le aziende e si sono fatti da parte.
Il 29 ottobre comincerà il Silmo, la fiera internazionale dell’occhialeria di Parigi, e come in ogni mare ci saranno i pesci grandi e i pesci piccoli.
I grandi gruppi di questo mercato vivono grazie a marchi di licenza. Tanti. produzione industriale, massificata, omogeneizzata ed omogenizzante. Molti di questi marchi erano quelli di cui parlavamo poche righe sopra.
Ci sono però anche i pesci piccoli, quelli che sanno fare gli occhiali e poco altro, ovvero farli bene. Hanno passione, creatività e amore per il lavoro. Lo leggi nel design, nelle forme, nei materiali utilizzati.
Lo leggi anche nei loro website. Ad esempio Mykita, giovane azienda berlinese sul proprio sito da spazio ai propri volti. Sono volti di responsabili di produzione (i ragazzi di Mykita hanno comprato i macchinari e producono internamente parte della produzione), dei creativi, del marketing e del commerciale. Persone. Passione.
Vi invito ora a guardare il sito del player multinazionale Luxottica e a tirare le vostre conclusioni.
Probabilmente quello che leggerete e sentirete è uno spirito diverso.
Si parla tanto di ritornare all’economia reale: credo però che all’interno dell’economia reale ci siano delle profonde differenze.
Il consumatore si accorgerà che forse è meglio una buona fetta di salame piuttosto che un’aragosta di plastica.

October 23rd, 2008 at 8:56 am
Hai detto tutto tu Giovanni.non c’e nulla da aggiungere.
Nei nostri commenti questo ritorno al giusto rapporto prodotto-produttore, e prodotto- produttore -consumatore non solo era paventato ma auspicato fortemente dalla maggior parte dei pertecipanti alle varie discussioni sui post proposti.
Debbo riconoscere che la vostra nuova filofsofia (che poi e’ la vecchia ma innovata nello spirito di chi la propone) di approccio al mercato che sembrava utopica al primo approccio si e’ rilevata profetica.
E’ stato il motivo per cui ho iniziato e continuo a scrivere qui.
Si possono perdere molte battaglie, l’importante e’ non perdere la guerra recita una “banalita’ intelligente”.
October 23rd, 2008 at 9:07 am
Il Riformatorio Scolastico
http://www.corriere.it/foto_del_giorno/home/08_ottobre_23/giannelli_91f5aa3c-a0c1-11dd-8514-00144f02aabc.shtml
October 23rd, 2008 at 10:22 am
mah…? sono daccordo che è meglio una bella fetta di salame che un’aragosta di plastica, ma secondo me il vero problema sono i troppi soldi e i guadagni troppo facili ! ormai la maggior parte della gente ha un telefonino ultima generazione, un jeans firmato uno scooter (minimo 1) e nn si fanno mancare niente !
diciamo che oggi è un momento di tranquillità, mi spiego, le persone, le aziende piccole e i piccoli imprenditori ……(parliamoci chiaro , i grandi imprenditori i soldi li hanno sempre fatti e continueranno a farli, si la sentiranno anche loro la crisi, ma nn gli farà ne freddo ne caldo )….devono cercare solo di non perdere i soldi. è il momento di seminare e poi dovranno raccogliere i frutti in momenti più floridi….ora chi ha questa forza di aspettare senza proporre, ma anche e soprattutto senza perdere, allora è ok, ma chi non può aspettare perchè magari ah il fitto di un locale, un mutuo o i fornitori da pagare….beh …una volta poteva pensare a un posto fisso ma ultimamente neanche + quello è tanto fisso :D.
quindi come diceva il grande Lino Banfi sono volatili per diabetici (sono c…i amari)
a presto. V.G.
October 23rd, 2008 at 11:17 am
Vincent……mi hai letto nel pensiero e potrei solo postare con altri termini…ma la sostanza è quella che descrivi tu…. :-&
October 23rd, 2008 at 11:55 am
TO Vincent Goodman & artisticando “ghirlandaio”
non mi sembra che le cose stiano in questi termini.
Mi spiego meglio.
E’ vero che nel BREVE TEERMINE il piccolo soffrira’ della crisi e la quotidianita’ dei magri affari e del poco sostegno economico da parte delle banche fara’ molte vittime.
La cosa pero’ andrebbe analizzata nel LUNGO TERMINE dove la crisi aprira’ dei grossi problemi ai “RICCHI”
come li chiamate voi in quanto il loro sostentamento finanziario non sara’ piu’ lo stesso dato dagli azionisti istituzionali e dalle banche amiche ma dovranno rivolgersi a ” Fondi Sovrani” che faranno man bassa di aziende in svendita.
Non sono un economista ma credo che lo tsunami in atto fara’ una bella PULIZIA da quegli imprenditori che non puntino all’eccelenza dei prodotti,qualsiasi sia il settore merceologico.
Questa e’ la prima volta che chi ha tanti soldi deve temere di perderli in un attimo (sembra che ABRAMOVICH abbia rinviato le nozze per la crisi mentre il figlio di una amica di mia madre no).
Chi non ha nulla o poco per la prima volta non e’ preoccupato.
Lo stesso concetto l’ho sentito da Carlo Petrini il leader di SLOW FOOD riguardo ai cambiamenti nell’alimentazione nel nostro quotidiano.
Cibi di stagione,valorizzazione dei territori di provenienza ed alta qualita’ per tutti a prezzi che rispettano il valore reale dei prodotti (gonfiati spesso da strategie di marketing deviante).
La stessa secondo me succedera’ negli altri settori merceologici.
Scusatemi ma della crisi………io penso positivo .
October 23rd, 2008 at 12:18 pm
non c’è solo una crisi economica.. i giovani sempre più spesso sono protagonisti di violenze anche verbali nelle famiglie manca il dialogo tra genitori e figli.. le televisione a parte qualche programma ti ubriaca di argomenti vuoti, ma chi fà televisione si renderà conto che rincretinisce la gente? i ragazzi tra i 13-14 anni vogliono andare a saranno famosi, le ragazze che potrebbero aspirare a qualcosina in più pensano a fare le veline.. e stop.
il cerchio non si chiude perchè effettivamente c’ è qualcosa che non và, si sente nell’aria e lo vedi nei locali dove ragazzi di 15-16 anni vanno a bere fino a sentirsi male e ti domandi perchè e cosa stanno affogando.. e comincia a diventare un problema quando non riguarda una piccola cerchia ma molta molta gente, ed io ci penso perchè loro saranno l’italia di domani e mi domando che volto avrà.
si parte dalla famiglia per passare alla scuola, gli adulti devono essere più severi e devono cominciare a farsi rispettare o meglio insegnare loro cos’è il rispetto.
vedi giovanni tu sai meglio di me forse che le aziende son fatte di persone, e il senso di responsabilità verso il lavoro è fondamentale ma io non lo ritrovo purtroppo in moltissimi giovani..
October 23rd, 2008 at 12:34 pm
Ogni tempo, è tempo di cambiare. Ogni santo giorno che ci si alza occorre rimettere tutto in discussione e guardarsi lateralmente e di sbieco per capire se è sempre tutto come pensiamo o se occorre modificarsi.
E’ quindi tempo di cambiare anche e soprattutto perchè il mondo sta repentinamente cambiando (indietro?) rispetto a ciò che era tre mesi fa e non si puònon cogliere le opportunità momentaneamente aperte come valve di ostrica in attesa di benthos. Ma…
“Il vero cambiamento è quando tu ti muovi e gli altri stanno fermi. Se ci si muove entrambi, è come rimanere immobili”
Fucsiaman 2008
October 23rd, 2008 at 1:08 pm
Giovanni concordo con quanto da te scritto, ma il problema credo risieda soprattutto nella società e nella dicotomia essere/apparire. Io scelgo sicuramente una buona fetta di salame (genuino), ma la massa preferisce ancora l’aragosta di plastica da sbandierare ai quattro venti..non importa poi se questa possa causare una forte indigestione..intanto si è fatto vedere agli altri (e qui sorgerebbe spontanea la domanda agli altri chi poi? ) che si è mangiato l’aragosta..
Al sito di Luxottica ufficialmente non manca nulla. Molto istituzionale, parla di mission, valori, etica aziendale, entusiasmo e coinvolgimento dei lavoratori. Quello di Mykita sostituisce le parole con i fatti e mostra a tutti il vero spirito aziendale. Mi dispiace ancora una volta arrivare a pensare, di fronte all’ennesimo confronto grande vs piccola azienda, che tutto questo sia un’utopia per i grandi marchi.
October 23rd, 2008 at 1:37 pm
per restare in tema e dare un poca di speranza al cambiamento comunico l’ultimissima della Reuters: “Oggi 13:22 Borsa Milano cede quasi 3%, brilla Lottomatica” ….. con raffica di sospensioni al ribasso di titoli industriali……vediamo se con il Lotto riusciamo a risollevarci….
October 23rd, 2008 at 3:01 pm
beata la faccia dell’ignoranza se sta bene de mente de core e de panza
aurevoir
October 23rd, 2008 at 3:58 pm
nick name :……. ….era nà volta che se stava bene de mente de core e de panza!!!! .. ….. … .. . . ..
October 23rd, 2008 at 3:59 pm
Giuste considerazioni, quelle di Giovanni. Considerazioni che mi spingono a qualche riflessione, e che sono fatte peraltro da chi, come I-I, per i suoi occhiali poggia su una delle realtà artigianali più apprezzate del mondo, ovvero il settore dell’occhialeria del territorio Bellunese, e segnatamente più cadorino (dove ci sono le piccole imprese artigiane) o della Sinistra e Destra Piave (idem) piuttosto che l’Agordino (Luxottica) o Longaronese. Detto ciò, e detto del fatto che gli occhiali I-I nascono in Cadore e Sinistra Piave, vorrei dire a Giovanni che proprio oggi il quotidiano Corriere delle Alpi, il giornale del Bellunese, riporta come servizio principale l’invito a tenere duro rivolto soprattutto alle piccole imprese artigiane, da parte del Sipao, che potremmo definire il sindacato dell’occhialeria. E c’è una scheda con i numeri relativi al settore occhialeria del Bellunese per gli ultimi tre anni (2008 solo parziale, evidentemente), da dove si vede che a risentire di più della crisi attuale sono proprio le “aziende industriali medio-piccole” e le “aziende artigiane” che, in numero occupati, fra marzo e settembre 2008 hanno perso, rispettivamente, il 9 e il 6 per cento. Detto ciò, l’invito è a tenere duro. Ma il fatto è che se c’è chi come I-I crede nell’eccellenza artigianale locale, allora è facile tener duro, ma se la maggior parte punta su quantità e basso prezzo, allora tener duro è più difficile. In conclusione, e dando comunque a Luxottica quel che è di Luxottica (il rapporto qualità - prezzo come grande produzione industriale a mio parere è irraggiungibile da altre grandi produttrici di occhiali), credo che se molti seguissero la strada di I-I la creatività artigianale italiana potrebbe stare un po’ più tranquilla…
October 23rd, 2008 at 4:32 pm
LESS IS MORE!!!!!
October 23rd, 2008 at 4:38 pm
Meglio vendere un paio di occhiali (ottimi) a 300 euro che tra paia (fasulle) a 100 l’una. I primi durano tre anni, i secondi tre mesi.
Il problema, catalanesco, è che fino ad ora si sono venduti tre paia fasulle a 300 euro l’una. E il popolo si è abituato a quella qualità (bassa) ed a quei prezzi (alti).
Indubbiamente per il produttore è un bel guadagno. perchè dovrebbe cambiare?
Domandiamoci allora quel 9% in meno dell’artigianato di qualità da cosa è provocato.
Forse dai prezzi più alti rispetto alla concorrenza industriale?
Forse da una inesistente campagna promozionale da parte delle istituzioni?
Forse dalla non diversificazione dei capitali in altra attività?
Forse dal dover per forza di cose agire in un mercato ristretto dove una crisi si risente molto di più sui piccoli numeri che sui grandi?
Forse da una inesistente politica legislativa che agevoli la produzione di qualità a danno del cinesismo imperante?
Forse da un’assoluta impreparazione delle masse a capire e valutare la qualità e l’arte a favore di un becero esteriorismo da balera?
Dura di più una scarpa fatta a mano di qualità eccelsa e pagata 800 euro o una Rossetti comprata in negozio a 500?
Quante scarpe si acquistano ogni anno perchè le vecchie sono rovinate ed inutilizzabili?
Il vero problema è il consumismo.
E’ l’abitudine all’acquisto e non alla riparazione, alla sostituzione e non alla rigenerazione.
Sto facendo tingere un 3/4 in tintoria perchè non mi piaceva più di quel colore. Altri lo avrebbero semplicemente donato alla Caritas, per poi ritrovarlo in vendita in second hand al mercatino. Perchè ricomprarlo?
Ho ancora un cappotto fatto a mano (e più volte ricucito) nel 1996.
Perchè ricomprare un mobile quando può essere elaborato, ridipinto, modificato, attualizzato con poco sforzo?
Il vero problema, per tornare anche al post precedente, è la mancanza di identità (e di personalità) che ci rende prede delle tendenze e ci obbliga ad un continuo cambiamento che niente ha a che fare con l’essere noi stessi.
Arrivo ad ammirare i frati che da secoli indossano lo stesso modello e lo stesso colore di saio.
Non sono esempi attualizzabili di identità (che pur hanno) ma non è neanche nella girandola di cambiamenti repentini, per forza di cose attuati solo nell’economia del prezzo basso e della poca qualità, che risiede l’essenza del lavoro del futuro.
October 23rd, 2008 at 5:21 pm
Le crisi sono sempre portatrici di travaglio e disagio ma anche di crescita.
Questa la sintetizzerei semplicemente cosi’
- disponibilita’ economica
+ disponibilita disponibile
La convenienza e’ innegabile.
October 23rd, 2008 at 5:27 pm
Pubblicita’ imparziale.
Ho avuto la fortuna (come tanti altri) di nascere dove e’ nata la creativita’ italiana.
http://viaggi.repubblica.it/dettaglio/Etruschi:-i-primi-grandi-italiani/208819
October 23rd, 2008 at 5:48 pm
c’è da dire una cosa. la crisi c’è anche grazie al signore che è il padrone di luxottica: il signor delvecchio le tasse non è che le abbia pagate sempre tutte, diciamo, ora è un bel periodo di cacca anche grazie a gente come lui, ed anche per questo lo stato sta facendo tagli alle scuole ed alle università, con la splendida ministro gelmini. la mia università è quasi bloccata, e qui a napoli la maggioranza degli studenti è incazzata come faine. lo so che il signor delvecchio non legge questo blog, ma se lo leggesse gli vorrei dire di non prendere in giro la gente parlanndo di etica del lavoro, perchè qui non siamo deficenti.
detto il mio sfogo, il sito di mikita è molto bello, e mi piace il fatto che appaiano anche le macchine nel sito, come se fossero persone. le montature anche sono belle, ma non molto originali, a mio avviso. però un paio lo comprerei lo stesso…
ma in italia mica sono in vendita?! I-I, non ti sto tradendo, ti voglio sempre bene. :-*
October 23rd, 2008 at 6:06 pm
Mai come in questi tempi si sta andando verso una massificazione totale delle persone, se vai in giro per le grandi e mediopiccole città, ma anche nei paesi, vedi ragazzi tutti uguali.
Io ho 38 anni, quando ero piccolo andavano di moda i paninari e poi c’era poco altro, oggi ci sono 300 gruppi diversi tutti che dicono di voler, in qualche modo, rappresentare i giovani. In nome delle grandi comunità si perde il senso di quello che siamo. Oggi la grande rivoluzione è proprio in queste considerazioni. Giovanni ha ragione spero che si vada sempre di più verso la scelta della libertà dell’individualità. Io vivo a Roma, ma i miei nonni materni hanno vissuto a Savona e quando andavo da loro mi piaceva fare merenda con una specialità savonese che è la focaccia con le fette, mi guardavano come se fossi matto, non era una cosa da mangiare in pubblico, era un piatto povero e quindi non o dovevo mangiare in giro, sono tornato a Savona di recente in modo da poter girare per la mia vecchia città e ho visto tanti girare con la focaccia con le fette. Questo cosa vuol dire: bisogna recuperare il gusto dell’individualità del fare una cosa perché ti piace e non perché la fanno tutti. Sarà solo così che i marchi piccoli ma che vanno alla ricerca dell’eccellenza sopravviveranno e forse un giorno potranno avere una grande fetta di mercato, ma mai dovranno perdere la loro identità.
October 23rd, 2008 at 6:07 pm
Bonsoir a tutti!
Io faccio un balzo da Giovanni ad Honnête solo per sottolineare un aspetto, messo in risalto da entrambi: “è tempo di cambiare” modo di gestire le cose e pensarle per “il lungo periodo”. Ora tutto dev’essere veloce, il tempo viene atomizzato in molte microstagioni da seguire freneticamente, nell’abbigliamento come in borsa (chi oggi controlla l’andameto intraday dei titoli per gridare alla crisi, lo faceva anche tre mesi o più fa?!), in ogni settore merceologico, come sottolinea Honest. Pensando e vivendo sul lungo periodo (almeno, su uno più lungo di quello cui si pensa oggi…) forse si acquisirebbe “vision”, si rispetterebbe la “mission”, si otterrebbe “relevance”…
[Poi, il tutto va ovviamente ponderato: J.M.Keynes diceva che sul lungo periodo...saremo tutti morti!]
Otto, ma se entrambi ci muoviamo uno verso l’altro, è come rimanere immobili?! Non ci si incontra, o anche solo incrocia?!
A presto,
Ste
October 24th, 2008 at 1:42 am
diciamo che la moda dei grandi marchi sta un po’ a quella dei marchi più piccoli come il mc donald sta allo slow food: speriamo che i ritmi si rallentino un po’, che così passa la febbre da shopping un po’ a tutti.
secondo me prodotti che rimangono per più tempo hanno più possibilità di diventare un classico di quanto non l’abbia un prodotto destinato a rimanere in commercio 3/4 mesi (se validi, ovvio).
esempio:lacoste, uguali da 50 anni, sempre alla grande.
perchè i marchi si ostinano a cambiare tutto e subito, mi fa rabbia. se io cliente so che una cosa potrebbe rimanere “in voga” per più di 3 mesi la compro più volentieri, perchè posso credere di non dover sembrare uno sfigato dopo che non ho nemmeno ammortizzato le spese del salasso ricevuto.ecchecacchio!
gabriele: mi piace la cosa della focaccia con le fette ( ma fette di salame o di che?): ora vado in cucina a farmi un panino con la mortazza, mi hai toccato nel profondo (dello stomaco, of course).
October 24th, 2008 at 9:19 am
Curitiba,Brasile la citta’ da imitare.
Conosco la comunita’ brasiliana qui a Roma e probabilmente andro a visitarla al piu’ presto
Non e’ detto che non ci rimanga.
http://it.wikipedia.org/wiki/Curitiba
http://www.ecofantascienza.it/articoli/curitiba.html
October 24th, 2008 at 9:57 am
Stefano “bonsoir”, così non ti scambio per l’altro stefano, era l’unica opzione non contemplata perchè infatti abbastanza evidente. Ma il senso “filosofico” del termine movimento era a prescindere dalla direzione. Era più una promozione dell’iniziativa individuale rispetto alla staticità del contesto. In fondo, se ci pensi bene, la vera azione meritoria è muoversi quando tutti gli altri ritengono di stare fermi. Muoversi nel muovere, in una direzione simile o contraria, è pur sempre un adeguamento ad un trend. Il senso era questo.
LA SPIRITUALITA’ DELLA MERCE
http://www.equilibriarte.org/fucsiaman/blog/la-spiritualità-della-merce-(non-siete-obbligati-a-leggerlo-tutto)
October 24th, 2008 at 10:17 am
Pubblicita’ comparativa. Protagonisti della rinascita.
«L’elogio del SARTO slow»
http://www.corriere.it/cronache/08_ottobre_24/salone_gusto_torino_635f1916-a1a1-11dd-8e51-00144f02aabc.shtml
October 24th, 2008 at 10:39 am
Bonjour a tutti!
Otto, assodato che il movimento è (quasi sempre) meglio della sua assenza - anche questo evidente, in entrambe le sfumature - secondo me fondamentale è la direzione e l’obiettivo.
Non credo che “muoversi nel muovere sia pur sempre un adeguamento ad un trend”: tu acquisti un paio di ottime calzature fatte a mano a 1000 euro, io 5 paia scarse a 200…ci siamo mossi entrambi: in che direzione? Uno verso il nuovo (?) rinascimento, l’altro verso il consumismo…
Così, si nota pure che talvolta, l’assenza di movimento è preferibile ad un movimento in una direzione sbagliata.
(D’altro canto Otto, Ing. Verticelli, se la teoria dei moti relativi si basa su vettori, non possiamo fingere che tali entità siano solo modulo, a prescindere da direzione e verso: ne esce una visione magari senza errori, ma quantomeno parziale…)
N’est-ce pas?
A presto,
Ste
October 24th, 2008 at 12:39 pm
bello il sito di mykita il prodotto si vede benissimo ed è bello.. ragazzi togliete tutto questo nero e fate entrare un pò di Luce Aria.. perchè tra il dire e il fare c’ è di mezzo il mare!!!!!!
quì a volte non si respira,
by by
October 24th, 2008 at 1:07 pm
mmmah… la mia visione di movimento è avettoriale, aetica, adogmatica, non giudico il tipo di movimento perchè mi metterei in un sistema di valori comunque relativo (a me, a te, agli altri, ecc).
Questo ovviamente non vuol dire che abbia le mie idee etiche e dogmatiche. Solo che in un contesto generale cerco di non professarle per non cadere nel solito contraddittorio con chi la pensa diversamente.
Mi affascina invece il coraggio di avere una volontà di movimento laddove la massa stia ferma. Comunque sia, persino nell’errore, trovo questo aspetto più spirituale del mero risultato (paragonabile al vettore per direzione, modulo e verso).
In questo senso, muoversi contemporaneamente, pur in direzioni opposte (il che può voler dire sia allontanarsi che scontrarsi) mi appare come un’esigenza strutturale del sistema in cui ci si pone e non una scelta individuale.
Mi spiego meglio, se riesco. Le 5 paia di scarpe sono sì un elogio del consumismo ma anche una necessità per alcuni. O di diversificare o di diradare la spesa. I 1000 euro per un pao necessitano di possibilità economiche e di cultura. Non credo che una persona che spenda in un solo momento 1000 euro di scarpe, ne acquisti 5 paia a 200. Neanche se lo vedo.
Come vedi ci sono ragioni ed obiezioni da entrambe le parti. I sistemi di riferimento in cui ci si muove sono, come sempre, abbastanza relativi. Troveremmo assertori della spesa multipla come altri del paio unico. Ed entrambi, in fondo, hanno ragione. Almeno relativamente a se stessi.
Ecco perchè non voglio scendere nel campo del giudizio del bene e del male ma solo limitarmi ad osservare che in un contesto statico, in cui il Sistema vuole essere statico e gli altri vettori quindi nulli, trovare le motivazioni per muoversi diventa più importante della direzione e del verso. E’ la spiritualità del vivere, non importa come, ma basta che ci sia.
Altri lo chiamerebbero il bastiancontrarismo. Ma ogni Bastiano deve pur avere gli attributi per differenziarsi….
ma tu stai a Vicenza?
October 24th, 2008 at 2:07 pm
Una cosa OT la devo però dire.
Oggi a Pechino, nella Pechino di Piazza Tien An Men, un cinese sorridente ha fatto da partner alle dichiarazioni di Berlusconi sui giovani facinorosi delle piazze italiane.
Un luogo assolutamente “fuori luogo”, la Cina e Pechino, per fare dichiarazioni sulla liceità o no di manifestazioni di piazza. Un ossimoro logistico.
Un uomo politico dovrebbe capire l’opportunità delle cose e dei valori.
Accanto al 75enne Berlusconi c’era il “cenotafio” di un Romiti 85enne. Lo stesso Romiti cacciato dalla Fiat nel suo momento peggiore. La mafia delle caste al potere.
Questa è l’Italia. E ciò che mi fa più schifo, sono i giovani leccaculo asserviti al potere di quegli zombie per portare a casa un tozzo di pane. Morti di fame più dopo che prima.
Forse il Nuovo Rinascimento è già vecchio: occorre passare al nuovo Illuminismo ed alla Rivoluzione, stavolta Italiana.
October 24th, 2008 at 2:10 pm
Antheus.
E’ vero che faccio molti O.T. Actually e me ne scuso.
Devo farli solament politically correct ?
Basta saperlo e mi UNIFORMO.
October 24th, 2008 at 3:16 pm
Torno da una fantastica vacanza da New York.Me ne sarei rimasta volentieri li.Lo so che questo è il sito Italia…ma che ci posso fare se sto meglio in America.Speravo di incontrare Lapo per caso, magari in un McDonald.E invece niente.Alla Apple ho visto suo fratello con la moglie Lavinia: belli, felici e innamorati.La tentazione di dargli uno dei miei regalissimi per il compleanno di Lapo del 7 ottobre mi è venuta….poi ho pensato di aspettare.Prima o poi …la vita è lunga
October 24th, 2008 at 4:16 pm
“Il vero cambiamento è quando tu ti muovi e gli altri stanno fermi. Se ci si muove entrambi, è come rimanere immobili”
Otto, non volevo cadere nel solito contraddittorio, ma solo “filosofeggiare” su una frase che tu stesso ponevi sul piano filosofico. Se analizzi le tue righe qui sopra, vedi che puoi decidere che “gli altri stanno fermi” solo se li inserisci in un sistema di riferimento.
In effetti, se io e te abbiamo le stesse idee e compiamo gli stessi movimenti, per quanto spirituali siano, restiamo immobili l’uno rispetto all’altro, seppur in movimento rispetto ad altri…
In apparenza quindi sei avettoriale, aetico, adogmatico, mentre nella sostanza hai già deciso che qualcuno si muove e la massa è ferma… (E la massa…secondo che sistema di riferimento è definita tale?!)
Honest tempo fa ha citato il buon Kraus dicendo che un aforisma non è mai una verità: o una e mezza, o mezza… (scusate l’approssimazione con cui l’ho riportato: non ricordandolo a memoria, ne ho fatto un personale sunto…)
Tornando invece a bomba sul tema proposto da Giovanni, credo che sia fondamentale la direzione e l’obiettivo giacché cambiare implica e sottintende già movimento: ora, colmi di spiritualità, nella situazione attuale, cambiare in bene è equipollente a cambiare in peggio, basta cambiare?! No, direi di no. Qui dobbiamo trovare il movimento giusto affinché non ci sia solo consumo di energia (spirituale o pratica che sia), ma che tale consumo dia prodotti migliori. Altrimenti, dalle mie parti (non sono vicentino) si chiama spreco…
[Otto, a proposito di spreco: te la faccio conoscere io qualche persona che spende 1000 euro in 5 paia di scarpe da 200...beh, forse 5 da 250 in realtà, però esistono eccome!!!]
A presto,
Ste
October 24th, 2008 at 4:27 pm
Ringrazio tutti voi per i commenti sempre molto stimolanti: sono questi che tengono vivo e pulsante il blog anche quando il gestore qui si assenta e non aggiorna e modera in ritardo.
October 24th, 2008 at 4:43 pm
antheus devi tornare a scrivere più spesso perchè la tua assenza si sente e non và bene.. noto che è da un pò che manchi !! eppure le vacanze son finite da un pezzo..
October 24th, 2008 at 4:45 pm
…potrò apparire banale (apparire!), ma dopo questo intervento di Antheus mi è d’obbligo “ribaltarlo”:
Grazie a Te e a Voi per tutto questo!
October 24th, 2008 at 5:18 pm
Dopo gli “Amiki” Americani Bush e Co, i “Compagni” Cinesi Hu Jintao e Wen Jiabao.
Tutto per il lancio del nuovo disco dei”Guns N’ Roses “Chinese Democracy” evento dell’anno.
http://www.corriere.it/foto_del_giorno/home/08_ottobre_24/giannelli_48a79eb6-a18a-11dd-8e51-00144f02aabc.shtml
October 24th, 2008 at 5:39 pm
David,
le fette so di panizza, s prende un pane di panizza lo si taglia a fette leggermente più spesse delle patate e le si frigge in padella e poi le si mette nella focaccia e le si sala.
October 24th, 2008 at 5:51 pm
Allora sei padovano. Io mi accontenterei di muovermi. Se in bene o in peggio, come stiamo vedendo oggigiorno a proposito dei sistemi economici e del “libero” mercato, è veramente difficile capirlo subito.
Aristefano, d’accordo con te. Mi particolarizzo ancora di più: mettiamo insieme quello che si muove e la massa inerme in un sistema di riferimento unico, guardiamoli da fuori. Ti torna così?
Cacchio, la Stazione è ferma e il treno si muove, guardandoli entrambi (pur se da un’auto in movimento e non dal treno) percepisco senz’altro la differenza tra i due….
Voglio il nome di chi spende 1250 euro in una sola botta per cattarsi 5 paia di scarpe…. Almeno almeno gli(le) vendo 5 quadri invece che uno solo!
October 24th, 2008 at 5:53 pm
…è anche vero che per un passeggero del treno è la stazione di partenza che vola via, pian piano sostituita da quella di arrivo…..
:-/
:-&
bastaaaaaa……
October 24th, 2008 at 6:21 pm
SI FIDA DEL GPS E FINISCE IN UN LAGO
questo signore (polacco) è poco rinascimentale…
October 24th, 2008 at 8:19 pm
Vi dico come stanno le cose perche’ Antheus non puo dirlo.
Il servizio e’ stato esternalizzato delocalizzandolo per una questione di costi.
Il nuovo gestore del Blog e’ cinese ma ancora non scrive bene in italiano anche se lo capisce.
Abbiate un po’ di pazienza per favore.
October 24th, 2008 at 10:28 pm
vuoi i nomi danilo?… nomina non sunt substantia rerum:) e a volte non si possono/vogliono dire…(men che meno vendere).
oggi sono stato al X forum nazionale di confindustria-unindustria emilia romagna… c’erano persone che dormivano, altre che istericamente riportavano differenziali di valori di borsa ogni 60 secondi…hostess finto-rilassate che cercavano di svolgere il loro lavoro al meglio possibile… gruppeti di pseudo colleghi.amici che parlavano di marginazioni virtuose e vantaggio competivo sostenibile, anche all’estero… nel mezzo di cotanti brain-flows mi è venuta un’altra delle mie domande “pazze”, dopo quella sull’identità dell’identità. ve la esterno: cosa è davvero positivo, nella vita e nel mondo? o, come si domanda una semidisperata Rossella nella nota pellicola Via col vento(Gone with the wind): cosa conta davvero nella vita? A chi vuole l’ardua risposta:)
vado a cercare di dormire che domani l’Emma d’acciaio ci mette in riga tutti, insieme al nostro Brunetta Nazionale:) (2a giornata del forum di cui sopra).
xie xie per sopportarmi! (xie xie=grazie, in lingua cinese. lo dico per i 2 o 3 italiani che ancora non lo sanno! ahahha )
October 25th, 2008 at 7:17 am
@COSA CONTA NELLA VITA?
qualcuno un giorno ha detto: “perchè non è per i soldi, è per il principio”.
October 25th, 2008 at 8:54 am
Oggi Roma sara’ invasa dalla protesta e quindi immobilizzata.
Si somma anche la protesta contro i tagli alla scuola pubblica.
I figli dei Leader della protesta frequentano tutti o quasi le sQuole private per UIPS.
Non capisco perche’ gli studenti non prendono a calci i loro padri.
October 25th, 2008 at 9:06 am
Ho visto i primi Suv a carrozzeria in cartone pressato “Hand Made” con propulsori a pedali.
File lunghissime di barboni ai solarium di nuova generaxione.
E su Wall Street Purple Rain.
La Fantacoscienza sta morendo.
Is “Mad Max Time”?
October 25th, 2008 at 9:41 am
C’e Grossa Crisi…..MA ANCHE…….. il nuovo stupendo singolo di Daffy.
http://it.youtube.com/watch?v=inRBL1EV8q8
October 25th, 2008 at 10:17 am
Intanto tra poco…
Trick Or Treat?
http://boxstr.com/files/3943795_sybwy/obama%20copy.jpg
October 25th, 2008 at 3:06 pm
treat,ma anche in fretta, perchè non so voi come la pensiate,ma questi dibattiti durano da molto, e non vedo l’ora che si voti, così chi vivrà vedrà.
grazie gabriele per la spiegazione della focaccia con le fette: le pietanze “popolari” sono le migliori, le più autentiche, alla faccia degli aperitivi con il cosiddetto finger food: odioso!! mi voglio abboffare, non andare a casa e, prima di andarci, dover passare in pizzeria, è cibo stupido.
non voglio parlare dell’economia e della situazione della scuola, che è meglio. non si sa nemmeno più chi ha ragione, se la cara ministra o i ragazzi: so solo che chi vuole studiare non può essere privato di questo diritto, perchè gente con la kefia decide per te che non devi farlo, o perchè non ci sono fondi, per nessuno di questi motivi.
October 25th, 2008 at 5:53 pm
scusate ….. ho nominato il Nuovo Rinascimento(honnête provocateur) senza la primogenitura… spero che l’amico honnête non se ne dolga
October 25th, 2008 at 7:06 pm
moderatore…questo lo avevo pubblicato un istante prima…..è censurato o non è arrivato??
vedo nell’interrogativo di Fucsiaman “un’assoluta impreparazione delle masse a capire e valutare la qualità e l’arte a favore di un becero esteriorismo da balera” una grande causa del consumismo che diventa ora ostacolo al cambiamento….ci penserà ora la crisi a forzare la situazione….
Ma non basta… non a caso da oggi sono cominciate le grandi sceneggiate nelle piazze…e ne vedremo ancora…a mio avviso possiamo trovare la prima difesa dalla crisi in una drastica riduzione delle tasse(tutte) che si potrà attuare con una altrettanto rapida eliminazione di privilegi accumulati e cresciuti a dismisura….e in questo sono più pessimista……
Giovanni, a proposito dei grandi marchi della moda….ti posto il link di un “vero grande della moda”, un carissimo amico e un esempio di “Nuovo Rinascimento” ……..senza crisi……
http://www.renecaovilla.com/
http://www.luxgallery.it/articolo/le-scarpe-piu-care-sono-di-rene-caovilla/4710/
La sua scrivania, nell’ufficio dove lavora e ti riceve , continua a guardare direttamente nel laboratorio dove decine e decine di dipendenti quasi esclusivamente italiani producono quelle che chiama “opere d’arte”…e le vende per opere d’arte con certificato notarile….
Anche se ai vertici della finanza nella mia regione, il suo impegno e attenzione alla azienda è rimasto quello di un artigiano con la passione del proprio lavoro….
October 25th, 2008 at 7:35 pm
artisticando
RENE CAOVILLA:
Scarpe M-E-R-A-V-I-G-L-I-O-S-E.
Portagli i miei complimenti perche’ lui e’ un vero Rinascimaentale.
Fino ad oggi il mio preferito per le scarpe da donna era Manolo Blahnik
http://www.manoloblahnik.com/
che non ha rivendita in italia.
Grazie per la segnalazione.
Se passo da te mi piacerebbe visitare il suo laboratorio di “opere d’ arte”.
October 25th, 2008 at 8:00 pm
Le mot du futur:
“Visionnaire au pouvoir”
October 26th, 2008 at 10:58 am
Dustin Hoffman non sbaglia un film.
Beyonce non sbaglia un singolo.
http://www.youtube.com/watch?v=C7x-UXjZpRM
October 26th, 2008 at 11:01 am
Già, scarpe per gli occhi, non per i piedi!
Che tristezza…
October 26th, 2008 at 11:02 am
Beh…che giungano proprio da questa gente inviti simili http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/economia/news/2008-10-25_125255258.html ……sinceramente mi sembra troppo…..ieri si è pronunciato così anche Draghi …..poi forse dietro suggerimento di qualcuno(non credo per pudore) ha mandato allo scoperto i colonnelli ….
o forse hanno il sentore che dopo i loro salvataggi è in arrivo un taglia privilegi ???…potrebbe essere allora una buona notizia!! 
October 26th, 2008 at 11:28 am
Cordelia…..tutto il bello è fatto anche per gli occhi e l’anima….
October 26th, 2008 at 11:39 am
artisticando
Ma se sara’ recessione e si perderanno tanti posti di lavoro tra i 40-50enni che non troveranno piu’ il posto chi dovra’ allungare l’eta’ per accedere alla pensione i disoccupati che allungheranno la loro agonia oltre ai giovani che allungheranno il ritardo ad entrare nell’eta’ lavorativa?
Cordelia
Sul sitio di
Manolo Blahnik ci sono le scarpe per tutti i tacchi
http://www.manoloblahnik.com/
-vai su Collection poi il sottomenu’ Stories e poi sulle 4 collezioni FLAT- LOW HEELS-EVENING-URBAN.
Ce n’e per tutti i gusti.
Altrimenti qui.
http://images.google.com/images?hl=it&q=Manolo+Blahnik&btnG=Cerca+immagini&gbv=1
October 26th, 2008 at 11:44 am
Manolo Blahnik (Spanish, b. 1942). “Bhutan” Shoe, spring/summer 2006. Black leather with white synthetic thread topstitching and brass hardware. The Metropolitan Museum of Art, New York, Gift of Manolo Blahnik, 2006 (2006.512.6).
http://blog.metmuseum.org/blogmode/2008/01/06/arch-support/manolo-blahnik-2/
October 26th, 2008 at 12:58 pm
Tacchi per Tacchini…!
Vi presenterò uno stilista Ri nascimentale d’eccezione!
Hehehe…..mi ha fatto fare tanta di quella strada!
(Adesso calzo solo scarpe rosse. 2Ti)
Dovete avere pazienza perchè sono un poco H ermetica.
Lo conoscete Hermes, vero?
La primavera del Botticelli… Le nozze di Mercurio e Filo logia…. Venere appunto!
(Se non avete ancora approfondito questo tema, vi consiglio la lettura di Giovanni Reale)
Bene tornerò di mercoledì.
@a. L’anima, te la sei mai vista?
October 26th, 2008 at 2:51 pm
Eccole!
http://blog.metmuseum.org/blogmode/2007/12/30/naomis-nemesis/vivienne-westwood/
Le ho trovate finalmente….
October 26th, 2008 at 2:56 pm
Vorrei comunicare che ieri sera, a cena a casa mia, eravamo circa in 3,4 milioni. Siccome ho avuto problemi con le bruschette, c’è una guerra di cifre in famiglia sul numero esatto…
October 26th, 2008 at 2:58 pm
La Questura di Livorno mi comunica che in casa mia non entrano (comode) più di 53 persone…
October 26th, 2008 at 2:59 pm
…ma le bruschette erano per circa 3 mln di invitati e non sono bastate….
October 26th, 2008 at 3:00 pm
…non è che quei 53 hanno mangiato circa 600 bruschette a testa?
:-/
October 26th, 2008 at 3:12 pm
noto con simpatia che la mia domanda esistenzial.filosofica su cosa conta nella vita sia per lo più stata sfumata in parole shoes-based:) è la libertà bellezza, e non puoi farci molto! ahahha
@Lunetta: cara Lu, ma non vieni più su msn? mi manchi!
October 26th, 2008 at 3:28 pm
Devo essere veramente pericoloso.
A me per una multa contestata nei termini di legge da 85 euro mi sta cercando l’Interpol e i corpi speciali dell’Ufficio delle Entrate.
Questi pesci piccoli invece non li considerano nemmeno, anzi, gli danno una mano con i soldi dei cittadini.
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Banca-Furbetti/2046038&ref=hpsp
October 26th, 2008 at 3:39 pm
@Raffaela: tu quanti anni hai e cosa voi fare nella vita? giusto per capire:)
October 26th, 2008 at 3:47 pm
http://www.gallerygiselle.com/discount_manolo_blahnik.html
@Honnete: Ha una faccia simpatica il tuo Manolo del’42.
Alcuni modelli mi piacciono. Grazie.
October 26th, 2008 at 4:01 pm
Questo però è per Fucsio!
http://blog.metmuseum.org/blogmode/2007/12/30/naomis-nemesis/
October 26th, 2008 at 4:06 pm
http://blog.metmuseum.org/blogmode/2008/03/30/crocodile-rock/
… e questo per me. … a piedi nudi.!
October 26th, 2008 at 4:14 pm
Questo per artisticando ghirlanda
http://blogs.smh.com.au/newsblog/shoe6.jpg
October 26th, 2008 at 4:24 pm
Fucsio caro… allora conosco i tuoi gusti! Ho letto adesso.
October 26th, 2008 at 5:46 pm
Cordelta
I modelli di Manolo Blahnik sono irresistibili: dagli stiletti ai sandali con il tacco alto, dalle scarpe infradito agli stivali. Nessuna può resistere loro. Ne è una dimostrazione lo stuolo di donne del mondo dello spettacolo che ad ogni occasione importante non vedono l’ora di mettere in mostra le loro Manolo Blahnik. Da Bianca jagger a Kate Moss, da Naomi Campbell a Nicole Kidman, da Gwyneth Paltrow a Victoria Beckham per arrivare fino a Madonna.
E il suo negozio sulla 54° strada di New York è goà diventata una meta irrinunciabile per tutte le appassionate di moda. Se però non potete recarvi fino nella Grande Mela, potete sempre decidere di acquistarle sul sito di Neiman Marcus. Per i maschietti, niente paura: Manolo Blahnik disegna le scarpe per John Galliano, Oscar de la Renta e Christian Dior.
Nessuno sa resistere a queste scarpe. Le donne dello spettacolo non sanno rinunciare alla sua linea originale ma super fashion. Anche nel telefilm cult Sex and The City le protagoniste andavano letteralmente pazze per loro.
October 26th, 2008 at 6:38 pm
Non potrei acquistare da Marcus, mi sono abituata a modelli personalizzati… Questo mio stilista prende l’impronta dei piedi… con me procede ancora personalmente ma da tempo utilizza un sitema per farlo a computer. (Liz!)
October 26th, 2008 at 7:04 pm
Cordelia…per farmi vedere l’anima non potevi trovare una fine più artistica!!

honnête….trovami un nome rinascimentale che non si presti possibilmente a burle così macabre
October 26th, 2008 at 7:27 pm
…mmmah, io Naomi la prendo anche scalza…
cordelia: deh! E ci vuole tanto a conoscere i miei gusti! eheheh
October 26th, 2008 at 7:27 pm
federico: arriveremo anche alla tua domanda… oggi no però… domani se sto bene
October 27th, 2008 at 12:38 am
@danilo: non ti preoccupare… è uno di quei dubbi che mi vengono ogni tanto ma mi rendo conto che la risposta è difficile e mi sono quasi pentito di averlo esternato qui: in fondo non si tratta di un blog filosofico o spirituale ma di un leggero e simpatico sito di design di alto livello:)
cmq grazie a chi mi ha risposto: nel mezzo di tanti pensieri in tema di design, immagine, mercato e business..magari ogni tanto fermarsi a pensare a qualcos’altro non fa male!
e ovviamente grazie per lo spazio che è stato dato alla mia domanda, anche se è alquanto offtopic!
October 27th, 2008 at 10:49 am
Federico perdona il ritardo..
bè mi fai una domanda a cui neache io sò rispondere, vedi federico.. quando siamo convinti che tutto sta andando come dovrebbe andare o perchè l’abbiamo scelto o perchè qualcuno ha scelto per noi arriva l’imprevisto.. quello che tu non ti saresti mai aspettato.
a me è capitato e alla luce di questo ed altro penso che non siamo del tutto padroni delle nostre vite infatti ad un certo punto la vita ti devia verso la via per cui sei nato e per chi sei nato, ora ci son persone che a tutti i costi controllano la propria vita e non la lasciano scorrere e sbagliano perchè a mio avviso si ritrovano costantemente insoddistatte e dicono quella famosa frase ‘mi manca qualcosa e non sò cos’è’.. altre l’ameranno perdutamente perchè avranno saputo abbracciarla attraverso il cuore.
di me posso dirti che amo costruire nel lavoro mi piace essere impegnata in un progetto ed è ciò che stò facendo dove arriverò non mi interessa francamente sono abbastanza consapevole che tutto mi può accadere, ciò che è importante è che io mi muova con onestà e lealtà verso me stessa, se tradissi la mia persona con falsi desideri e ambizioni conoscerei l’infelicità. queste alle volte sono scelte federico, scelte di vita.. si può scegliere infatti se ascoltare la parte costruttiva o distruttiva di noi stessi perchè siamo dotati di entrambe. buona giornata!!!
October 27th, 2008 at 11:39 am
Allora, cosa conta per me della vita? Poco in termini generali. Molto in termini particolari. A volte neanche la vita stessa conta o interessa, o almeno la si vede in proiezioni future non propriamente raffigurabili ora. Al di la di questo, ogni cosa conta, ogni minimo gesto, e senza una graduatoria di valori. Si può investire in un affetto per poi rimanere delusi o credere solo nel lavoro per scoprire che era meglio metter su famiglia.
Di solito ciò che conta nella vita è l’amore orizzontale, diffuso, che si esplica poi nella spiritualità del lavoro, delle relazioni umane, della coscienza di appartenere ad un’avventura non unica, certamente, ma senz’altro rara nell’Universo.
L’amore per le cose e per le persone è ciò che conta nella vita. What else?
October 27th, 2008 at 2:20 pm
Federico…in sintesi….. ciò che conta nella vita sono i valori che ti mancano…pensa quando sei ammalato o quando ti manca il denaro per sopravvivere o ti manca l’amore di una persona…ecc…ecc…
October 27th, 2008 at 2:38 pm
Grazie…
stiamo vivendo questo periodo per chi e per come ? forse per chi non ha mai dato fiducia ai giovani, rilegandoli e emarginandoli al ruolo di: scansafatiche in…creativi,spendaccioni e insicuri o di chi invece di creare, ascoltare ,gestire ha solo fatto il proprio interesse, invece di aprire le porte ai giovani le ha chiuse o meglio lì ha relegati ,costringendoli a le cose più inpensate e assurde e nonostante ciò alla fine non sono riusciti a bloccarli ,le nuove tecnologie internet ect. hanno ridato la luce tolta dai scaldapoltrone…voi credete che è la somma che fà il risultato e che ci vogliono giovani e anziani per farlo o no basta a chi non sà amministrare e non è aperto alle generazioni e a chi fà l’attore della politica giovani…giovani… giovani ,sono loro che dovrebbero parlare o non chi ha parlato tanto e non risolto niente…facciamoci ridare ciò che hanno preso avremmo risolto molti dei quesiti che ora ci chiediamo…