Ventotto anni
(di Antheus)
Chi legge da un po’ di tempo questo blog sa che il fil rouge che lega tutti i post, ma anche le decisioni e le azioni di I-I, è dato da due elementari e fondamentali valori quali la libertà e l’indipendenza, ovviamente il tutto rispettando quelle degli altri e le regole. Mancando questi due valori l’uomo è incapace di pensare, muoversi, divertirsi e lavorare. Vivere.
La storia di Roberto Saviano credo la conosciate tutti. Un giovane scrittore che per la sua urgenza di raccontare, non per infangare l’immagine dell’Italia, ma per denunciare e resistere, è costretto ad una vita da segregato, dormendo nelle carceri, muovendosi con quattro persone di scorta. A vederla in positivo si può dire che è straordinario sapere che un semplice libro sia riuscito a creare un caso, che è andato oltre le vendite, oltre la letteratura, oltre l’arte, e che ha dato un’importante spinta alla lotta contro la camorra e la criminalità organizzata.
Oggi però Saviano è semplicemente un ragazzo di ventotto anni che non ha più nè la libertà nè l’indipendenza e, per questo, avrebbe deciso di lasciare l’Italia per riacquistare questi due diritti fondamentali di cui noi, più giovani e più vecchi, godiamo ogni giorno, a volte senza accorgerci del privilegio.
Lo spiega lo stesso Saviano in queste poche righe, rilasciate ieri a Repubblica, e che contengono la stessa forza e urgenza del romanzo che, con la stessa libertà e indipendenza ora negate, decise di pubblicare due anni fa.
‘Fanculo il successo. Voglio una vita, ecco. Voglio una casa. Voglio innamorarmi, bere una birra in pubblico, andare in libreria e scegliermi un libro leggendo la quarta di copertina. Voglio passeggiare, prendere il sole, camminare sotto la pioggia, incontrare senza paura e senza spaventarla mia madre. Voglio avere intorno i miei amici e poter ridere e non dover parlare di me, sempre di me come se fossi un malato terminale e loro fossero alle prese con una visita noiosa eppure inevitabile. Cazzo, ho soltanto ventotto anni!’

October 16th, 2008 at 10:02 am
Ieri sera ho visto la piu’ grande contraddizione mai vista in vita mia.
A Matrix c’era Saviano e due rappresentanti del parlamento.di cui una del Governo.
Ho pensato che si erano invertiti i ruoli.
Che 900 e passa Saviano sarebbero i giusti rapresentanti del popolo, quelli che difendono la liberta’ e i diritti di tutti i cittadini e soprattutto che rischiano la propria vita per un idea di comunita’ giusta e di impegno sociale.
Altrettanto (visto che hanno le scorte armate senza rischiare nulla) vedrei bene braccati dalla malavita organzzata gli odierni rappresentanti.
October 16th, 2008 at 10:32 am
Nella mia personale di Pescara del 2007, esibii questo mio omaggio a Saviano, realizzato nelle dimensioni finali di 150×210 cm.
Questo il lavoro:
http://boxstr.com/view/full/3865760_tepcx
e questo il commento del curatore della mostra:
[...]
“Una pagina del libro bello e terribile che ha rivelato all’Italia il mondo sconosciuto dell’anti-etica assoluta, dove non conta nulla se non la possibilità del potere e della ricchezza. Su questa pagina il Cristo inchiodato non può che essere rovesciato, simbolo della sovversione di ogni logica e di ogni pietà, e tra le righe, frasi delle evangeliche “beatitudini”, sommerse, sfumate perdute dietro il racconto di un crimine ancora più abnorme, contro la Natura stessa, perché realizzato con l’assoluto disprezzo e l’assoluta ignoranza di ogni rispetto, persino verso un’ambiente abitato dai criminali stessi e dai loro figli. E’ una immagine di dolente impotenza, di resa apocalittica di ogni ragione e di ogni senso di umanità. Ma è anche un implicito giudizio definitivo e terribile per chi non ha nemmeno più il senso di rispetto a se stesso.”
Sono riuscito a far giungere a Saviano l’immagine del lavoro.
Questo il suo commento:
“mi cercavi? visto tua oper bellissima!”
Riportato qui nella sua stringata efficacia, compresa la battitura mancante della “a” di opera.
Non sono più riuscito a contattarlo. Volevo regalargli una copia del lavoro.
Non aggiungo altro.
October 16th, 2008 at 11:35 am
La fuga come possibilità di vivere
i proprio pensieri come possibilità di morire
l’indifferenza (nostra) come possibilità di sopravvire.
L’Italia è diventata anche questa, finchè è in grado Saviano fa bene a lasciare un paese così; non potrei mai vivere una vita che non mi appartiene.
B1
October 16th, 2008 at 11:48 am
diceva Alix nel post “C’è un compleanno da festeggiare” -Rosso è riuscito ad imporre il suo made in Italy nel mondo della moda a livello globale senza sbandierare preventivamente la sua italianità come garanzia di qualità e bellezza- …….mi domando se non saremo presto costretti a nascondere la nostra italianità per promuovere i nostri prodotti
October 16th, 2008 at 12:21 pm
caspita, si è scritto e detto tanto (forse troppo) su Saviano, ma ci si è dimenticati che è solo un ragazzo di 28 anni…bello il post. Mi ha toccato.
ericav
http://www.myspace.com/emmat_vanity
emmatvanity.style.it
October 16th, 2008 at 2:00 pm
In Italia ci dovrebbero essere tanti Saviano e la “malavita organizzata” non farebbe più paura a nessuno, ma purtroppo non è cosi. Tutti sanno e pochi vogliono vedere.
October 16th, 2008 at 2:10 pm
So di non partecipare mai ai dibattiti su questo blog, ma tutti i giorni leggo regolarmente i post lasciati da Antheus ed anche quelli sporadici lasciati da Lapo…ma soprattutto, ormai, adoro leggere i commenti lasciati dall’Ing. Danilo Verticelli….fantastico!
Come avevo già detto, l’unica volta che ho partecipato ad una discussione, ti ho rivalutato ed ormai sono una fan accanita dell’fucsiaman pensiero.
Bello e toccante l’omaggio a Saviano…molto rinascimentale.
Le parole di Saviano sono un grido di aiuto, voglia e necessità di essere libero per poter rincominciare a vivere…
October 16th, 2008 at 2:33 pm
E’ un fatto triste e grave che un uomo, un italiano debba lasciare il suo Paese perché non gli è permesso di “vivere” la sua vita, ma quando decidi di diventare un personaggio pubblico le cose parzialmene, o radicalmente, cambiano.
Guardate Lapo e altri VIP, le cose sono diverse lo so, ma quando sei famoso ti guardano tutti, la tua vita è sotto la lente di ingrandimento, pensate a quest’estate, con la storia del taxi. Saviano non è più un ragazzo di 28 anni, è un personaggio pubblico, è una persona che ha scoperchiato un mondo pieno di marcio, che ora lo vuole uccidere, DEVE ESSERE PROTETTO.
Saviano ha smesso di essere un ragazzo di 28 anni quando ha pubblicato il suo libro, di denuncia sociale di una situazione che infanga, lei si, l’Italia. Vivere sotto scorta protetto è non vivere, ma è sempre meglio di morire.
Lui pensa che andando a vivere ovunque la lunga mano di quei delinquenti non lo potrebbe raggiungere? la differenza è che qui da noi verrà protetto al massimo, in un altro posto sarà esposto ai camorristi.
Saviano ha raccontato un pezzo malato del nostro Paese e deve essere rispettato e protetto, visto che riceve intimidazioni e tentativi di ucciderlo, ma bisogna capire che ora è più importante rimanere in vita e poi in futuro, forse, poter fare quello che desidedra.
Ciao.
Gabriele
October 16th, 2008 at 3:07 pm
Ci sono persone che hanno “solo” ventotto anni, come ce ne sono altre che hanno “solo” 58 anni.
Avere “solo” una certa età significa avere ancora molto da dare.
Ma quando si dice di qualcuno che, ha “solo” quell’età, significa soprattutto che c’è qualcosa di imponderabile che può negare ogni futuro a quei “soli” anni. Che rimarrebbero appunto soli, non ripetuti.
Cristo aveva solo 33 anni.
Ogni nostro amico, morto per qualche circostanza astatistica, aveva “solo” qualche anno di più o di meno di Lui.
Ogni nostro amico, costretto ad una vita innaturale, ha “solo” un’età. Poca. Una poca età.
Solo spiccioli di vita che nella loro numerazione diacronica e consecutiva lascerebbero invece sempre presagire il numero successivo o i dieci, venti seguenti, a volte trenta e quaranta, sfidando le probabilità ed i futuri.
Ci ènormale contare. Non ci è più normale vivere.
Avere 28 o 38 anni evoca l’impatto della serie numerica naturale N(x+1)=N(x)+1.
La dittatura del tempo misurato a blocchi, ad anni, a mesi, a volte a giornate.
Saviano non ha “solo” ventotto anni. Saviano ha oggi “solo” 29 anni, “solo” 0 mesi, “solo” 23 giorni, “solo” 15 ore.
Saviano non può permettersi di usare una “sola” serie Naturale nel contare la sua vita.
Deve affidarsi ai sottomultipli. Ed ai sottomultipli di essi.
E la sua solitudine non può affidarsi ai soli numeri primi, ma alle migliaia di semplici numeri naturali che ogni giorno ricompongono lo scandire dei minuti e delle ore. E quindi dei giorni.
Una serie infinita, è vero, che nella sua infinitezza realizza l’ossimoro di uno scorrere dei numeri inalterabile mentre ogni numero non riesce a contare il successivo, ma solo quello trascorso.
Una progressione di spalle, che in ogni attimo guarda al passato e non al futuro.
Saviano è nato il 22 settembre 1979. Ha “solo”, oggi, 29 anni.
Vorrei dire di lui che ha “ancora” e “almeno” 55 anni statistici davanti.
Quante volte ancora dovremo pronunziare la parola “solo”, riferita alla vita di persone coraggiose?
Quante volte ancora dovremo contare le ore e non i lustri, per descrivere la vita di chi si ribella all’inciviltà?
Quante volte ancora dovremo conservare i fogliettini staccati del calendario, per descrivere l’onestà di un uomo?
October 16th, 2008 at 3:11 pm
Se fosse in qualche modo possibile e realizzabile, vorrei lanciare uno slogan. Non so come attuarlo. Ma la platea di questo blog, unita alle sue ramificazioni, può esserci di aiuto:
“Adottiamo Saviano”
e non lasciamo che in questa Terra rimangano solo i vermi striscianti di ogni potere
October 16th, 2008 at 3:24 pm
Riporto le parole di Maria Falcone, sorella del giudice Giovanni:
“Come cittadina italiana direi a Roberto Saviano di restare in Italia, di cambiare idea e non lasciare il nostro Paese, ma da sorella di Giovanni Falcone gli dico “Roberto vattene e salvati!”
Volendo cogliere un aspetto comico e grottesco di questa storia, in un articolo di Repubblica di stamani si riporta che il boss dei casalesi Francesco Schiavone, ha chiesto tramite lettera al proprio avvocato di querelare Saviano per diffamazione……..
da Sandokan a Perry Mason…..
B1
October 16th, 2008 at 4:26 pm
Credo in un mondo dove … mi piacerebbe scrivere tanti tanti tanti aggettivi , invece ogni giorno di piu mi accrogo che sta cambiando tutto, lo so che la vita è in continuo movimento ma non puo andare sempre nella direzione sbagliata.
Saviano deve essere portato in palmo di mano perchè combatte contro una cosa che non ha ragione di esistere se non in un luogo di piccoli pensanti.
Non capiscono che il ” prepotente ” esiste perchè esiste il pauroso. La paura è diventata assuefazioni, uso e e consuetudine –> legge.
Cambiamento … punto e basta.
Francesco
http://pointov.wordpress.com
October 16th, 2008 at 4:55 pm
Ho un bimbo di 5 anni e tante difficolta’ ma sono e voglio essere ottimista e quando ieri sera ho visto gli occhi di questo ragazzo di 28 anni mi sono detta che avevo un motivo in più per esserlo.
Ci sono persone che possono fare la differenza, lui è una di queste.
Di questo “ragazzo” dobbiamo occuparci tutti.
October 16th, 2008 at 5:00 pm
“Il ” prepotente ” esiste perchè esiste il pauroso…….”, il vigliacco, l’ipocrita, il falso…..
Quanta gente combatte ogni giorno contro camorra, mafia,…..l’illegalità,…….giovani che credono davvero nella giustizia, nel rispetto delle leggi, che rischiano tutto sulla propria pelle….!!! Perchè continuano a credere che lo Stato, L’ITALIA esiste anche dove vivere nella legalità è un lusso…perchè poi si rischia anche di “saltare in aria” e si vive sempre con la scorta!!!
Siamo sempre in ITALIA….ma dov’è la qualità della vita?!!!
PS. Siamo anche cittadini europei, ma forse di serie B, in quanto regioni “obiettivo convergenza”…
In Spagna sono molto pù avanti di noi, sono obiettivo 2 ed anni fa stavano peggio di noi.
October 16th, 2008 at 5:04 pm
Ci sono stata sul tratto autostradale Trapani-Palermo ed ho visto il Monumento a Falcone e agli uomini della sua scorta…nel mio caso è meglio che non ci penso altrimenti inizio a piangere….
Meglio il Pensiero Positivo…andare sempre avanti…pensare ad altro
October 16th, 2008 at 5:07 pm
Stiamo qui a celebrare le gesta di Saviano e siamo tutti concordi sulla bonta’ della sua azione e sul coraggio di denunciare una realta’barbara.
Berlusconi e Napolitano lo implorano di non partire.
Tra un po’ lo si accoderanno anche i Casalesi.
Perche’ allora questo paese non cambia mai?
Siamo un Club elitario di idioti?
“Sventurata la terra che ha bisogno di eroi”.- Bertolt Brecht -
October 16th, 2008 at 5:17 pm
http://www.new.facebook.com/group.php?gid=44055573912
October 16th, 2008 at 5:23 pm
In un altro luogo di discussione ho trovato una lettera “ai camorristi” scritta da una blogger. le ho risposto così:
“I camorristi non leggono questi post. Non sanno leggere.
Non sanno neanche vedere. Passano davanti ai loro specchi e non si vedono. Non vedono la miseria della propria esistenza, sospesa tra un buco scavato nel terreno e l’attesa del fischio di un proiettile.
Non vedono.
I loro specchi sono vuoti. Le immagini non tornano indietro.
Si vergognano, le immagini, di tornare al nostro mondo.
E’ fin troppo la realtà. Almeno quella riflessa che sia più pulita.”
October 16th, 2008 at 5:26 pm
Sposo e mi unisco all’appello di fucsiaman.
Purtroppo la frase che mi nasce più spontanea e immediata è:
“Come??”
October 16th, 2008 at 7:23 pm
Forse io sono un po’ stupidina, ma una domanda mi sorge spontanea: ma fuori dall’Italia i camorristi non lo trovano?
October 16th, 2008 at 7:45 pm
su Saviano possiamo esprimere mille pensieri e parole di stima, ma a me viene difficile trovare il modo per descrivere la rabbia, che siprova a vedere un “innocente” di ventotto anni condannato a morte, si perchè anche lasciando perdere le minacce di vendetta, si può chiamare vita la sua?
E’ assurdo che una persona che decide di stare nel torto (un assassino ad esempio) abbia il dirito e l’aiuto dallo stato, per riscattare la sua vita, quanti criminali vengono “riabilitati” ogni giorno, al contrario non esiste nulla in questo mondo che possa proteggere una persona che decide di vivere nel giusto, uno come Saviano non ha diritto di avere l’aiuto per riscattare la sua vita? e poi perchè deve riscattarla? perchè ha scelto di stare nel giusto e di contestare l’ingiustizia….Certe situazioni, sono assurde, non si vedono soluzioni, io non sono capace di proporre nulla per aiutare queste persone, forse l’unica cosa che noi abbiamo,è la nostra mente, per mantenere vivo il loro ricordo, e le loro gesta, come non dobbiamo dimenticare mai persone come Borsellino,Falcone, e tutti quegli altri “anonimi” che si sono ribellati all’ingiustizia, per fare si che possano passare da MARTIRI ad EROI.
Antheus il tuo posto è una delle mosse più forti che oggi possiamo fare contro questi criminali, dobbiamo continuare a parlare, ma sopratutto a ricordare, forse cosi come la goccia che scava la roccia, riusciremo a cambiare le coscenze delle future generazioni.
Questa è l’unica speranza che ho.
October 16th, 2008 at 7:47 pm
post e non posto errata battitura
October 16th, 2008 at 10:31 pm
Questo giornale non e’ la Bibbia ma rende l’idea perche’ Saviano deve scappare.
« Lo stesso Paese che si mobilita contro i piani camorristici per uccidere Roberto Saviano, non si scandalizza per la poltrona occupata da un politico di Casal di Principe ( e’sottosegretario all’economia) che cinque diversi pentiti hanno indicato come “a disposizione dei casalesi”».
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Clan-nel-governo/2045112&ref=hpstr1
October 16th, 2008 at 10:51 pm
@honnête provocateur : questo Paese sta già cambiando.
October 17th, 2008 at 12:07 am
Grazie @honnête,
http://www.liquida.it/paolo-bocedi/
http://linformazione.e-tv.it/archivio/20080921/10_RE2109.pdf
October 17th, 2008 at 1:39 am
@Roberto Saviano: ti auguro di vivere e di vivere una bella vita o per lo meno… una vita degna di questo nome! e penso che il fatto che si parli di te, che il tuo libro abbia creato un caso… possa essere utile a migliorare le cose… lo spero almeno!
Capisco che tu dica > anche se gestisco un piccolo sito proprio dedicato al successo(che non credo tu conosca). La mia intenzione nn è quella di promuovere un’idea distorta del successo, un’idea di avidità, sotterfugi, calcolo etc. Il successo, per come lo intendo io, è la costruzione di qualcosa di durevolmente positivo, l’estrinsecazione sollecitata di positività preesistenti, un impulso a volte magico che tira fuori il meglio dalle persone. In poche -immodeste- parole, lo intendo come un modo di migliorare il mondo. E’ anche questo il fascino della cosa!
Tu stai avendo successo: spero solo che non ti si rivolga contro e che davvero sia qualcosa di positivo, per te e per tutti.
@Lunetta: non credo che tu sia stupida e penso che purtroppo, almeno in teoria, i camorristi possono trovarlo anche fuori dall’Italia:)
@Francesco: condivido, con la speranza che cambiamento significhi, almeno qualche volta, almeno per qualcuno, miglioramento:)
@Daniela della Mirandola: io non ci sono stato in quel tratto di autostrada e ammetto che forse avrei un po’ di paura se mi trovassi lì: penserei a cose brutte, penserei male… e forse non sarei utile a nessuno e a niente!
@Ivan: le osservazioni che tu fai sono molto importanti e di criminologia “applicata”. Io non me ne intendo e penso come te che accadano cose assurde! ma non solo in Italia:)
Del resto gli esseri umani sono fallibili, tutti. Dio dicono di no, anche se un senatore americano ha deciso di fargli causa con l’accusa di “aver diffuso terrore tra milioni di persone”, ma la cosa pare che finirà in niente per la mancanza di un indirizzo a cui reperire D-o (non sto scherzando!).
Beh…dicono che Dio sia ovunque, il difficile è dimostrarlo!!!
Per chi avesse interesse a leggere la “notizia” della causa contro Dio: http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/esteri/causa-dio/causa-dio/causa-dio.html?ref=hpspr1
October 17th, 2008 at 7:18 am
Segnalo a tutti che Wordpress ha eliminato dal mio precedente post le parole
fanculo il successo
che avevo messo alla quarta riga.
Quindi la quarta riga è da leggersi:
Capisco che tu dica fanculo il successo anche se gestisco un piccolo sito proprio dedicato al successo…
I pattern cognitivi dei software fanno questo ed altro.
Buon tempo a tutti:)
October 17th, 2008 at 10:12 am
Metteranno la falce ed il martello nella bandiera della Pdl e la coloreranno di rosso?
“Aiuti di Stato per tutti.”
Berlusconi: “Sì agli aiuti di Stato per le imprese, le banche ed i lavoratori”
- 30 agosto 2008
Italia-Libia: A tripoli 5 mld dollari.
- 17 ottobre 2008
Unicredit, fondo libico al 4,2% .
Central bank of Lybia, Lybian Investment Authority e Lybian foreign bank, hanno sottoscritto un aumento di capitale che ha portato la quota nell’istituto al 4,23% facedone di fatto il secondo azionista dopo Cariverona.
Dopo i capelli si fara’ trapiantare la barba come Marx?
October 17th, 2008 at 11:06 am
http://www.sgbologna.org/documenti.asp ….leggete questo “documento” …..
October 17th, 2008 at 11:08 am
osservando Saviano in trasmissione pensavo: ‘effettivamente è vero, non si è mai abbastanza consapevoli.. e tu Saviano non te l’aspettavi, non ti aspettavi che si scatenasse tutto questo, persino mentana si era ammutolito innanzi la tua persona e al coraggio dei tuoi occhi misto alla paura.. ascoltavi le dichiarazioni dei ragazzi del tuo posto e restavi deluso e le tue dita non smettevano di strusciarsi al tuo volto a tratti preoccupato.. chiedi giustizia per tutta questa ingiustizia, non ti sarà facile ma credo che le tue battaglie le affronterai e vincerai la guerra, quella guerra che molta gente per fottuta ipocrisia non ha voluto iniziare.. l’hai fatto tu.
October 17th, 2008 at 11:28 am
allora: ma lo sapete che a saviano è stata negata la possibilità di affittare una casa in una zona di napoli? lui voleva affittare questa casa, di proprietà di una professoressa universitaria, in zona vomero. i vicini, prontamente, hanno subito obbligato questa professoressa a respingere tale richiesta, perchè impauriti da cosa sarebbe potuto accadere se il “sistema” fosse venuto a cnoscenza della cosa.
e poi: saviano stesso dice, nel suo libro, che i clan hanno rami, anche grossi, anche all’estero. e allora perchè andare all’estero? per farti uccidere meglio? qui almeno potresti avere (spero un po’) più di protezione che fuori da questo splendido paese marcio. oppure fatti una bella plastica e così non ti riconoscerà più nessuno. è assurdo che chi vuole dire la sua, pesante o meno che sia, deve campare con le preoccupazioni (che siano botte, “dispetti”, minacce di morte ecc.).
wordpress,ma siamo ai tempi della posta mandata ai soldati al fronte nelle trincee??? mi fate schifo
October 17th, 2008 at 2:04 pm
@artisticando
Hai letto gli articoli: http://www.liquida.it/paolo-bocedi/ , … tutti? Non noti niente?
October 17th, 2008 at 2:10 pm
DESTRA SINISTRA E Test
A quanto pare, tra le altre cose, i conservatori amano uffici e stanze ordinate, illuminate, calendari, bandierine; i liberal sprofondano nel disordine e nel colore, ma si circondano anche di libri (specie di viaggio) e di tanta musica.
http://www.corriere.it/cronache/08_ottobre_16/disordinato_sinistra_bbef5de4-9b88-11dd-a5ca-00144f02aabc.shtml
- B.F.Q.
Il Big Five Questionnaire a cui vi sottoporra’ Fucsiaman per entrare a far parte dei “Nuovi Rinascimentali.”
Il Modello dei Big Five individua cinque dimensioni fondamentali per la descrizione e la valutazione della personalità di ogni individuo.
I cinque grandi fattori della personalità proposti da questo modello sono: l’Energia, che è inerente ad un orientamento fiducioso ed entusiasta nei confronti delle varie circostanze della vita, la maggior parte delle quali sono interpersonali; l’Amicalità, che include, ad un polo, caratteristiche come l’altruismo, il prendersi cura, il dare supporto emotivo, e, al polo opposto, caratteristiche come l’ostilità, l’indifferenza verso gli altri, l’egoismo; la Coscienziosità, che fa riferimento a caratteristiche come la precisione e l’accuratezza, l’affidabilità, la responsabilità, la volontà di avere successo e la perseveranza; la Stabilità emotiva, che è una dimensione molto ampia comprendente una varietà di caratteristiche collegate all’ansietà e alla presenza di problemi di tipo emotivo, quali la depressione, l’instabilità di umore, l’irritabilità, ecc.; infine, l’Apertura mentale, che fa riferimento all’apertura verso nuove idee, verso i valori degli altri e verso i propri sentimenti. Per ognuno dei Big Five sono state individuate due sottodimensioni, ciascuna delle quali fa riferimento ad aspetti diversi della medesima dimensione. Per ogni sottodimensione la metà delle affermazioni sono formulate in senso positivo rispetto al nome della scala, mentre l’altra metà è formulata in senso negativo, al fine di controllare eventuali risposte date a caso. In totale il BFQ consta di 132 item e le dieci sottodimensioni sono: dinamismo, dominanza, cooperatività, cordialità, scrupolosità, perseveranza, controllo dell’emozione, controllo degli impulsi, apertura alla cultura e apertura all’esperienza.
Somo aperte le iscrizioni.
October 17th, 2008 at 4:30 pm
Premetto che non ho visto Saviano in televisione.
Ma devo dire, che mi ha commosso la Vs. sensibilità e solidarietà.
” Oltre ” il blog.
October 17th, 2008 at 6:23 pm
@Fucsian Danilo. Mi hanno interessato moltissimo i tuoi interventi a proposito di questo argomento. Mi dispiace perchè è un argomento che mi tocca davvero da vicino e mi star male anche parlarne…
@Federico. Purtroppo non ho attraversato come una semplice turista quel tratto autostradale…l’ho percorso già ben 2 volte quest’anno, forse altre 2 fino a fine 2008…
@Lapo. Ciao, ho letto su un settimanale un simpatico articolo sulle scarpe PD01.Molto fighe le scarpe da ginnastica tutte colorate.
@Antheus. Non puoi proporre un altro argomento nel Blog?Per me questo non è il massimo della spensieratezza, mi tocca da vicino.
CIAO A TUTTI DA LECCE, LA CITTA’ BAROCCA PIU’ BELLA, PALAZZI BELLISSIMI CHE FANNO INVIDIA A FIRENZE….
October 17th, 2008 at 8:22 pm
Lecce e’ immensamente bella.
Amo la pietra leccese ed i palazzi Barocchi del centro.
October 18th, 2008 at 9:05 am
C’e Grossa crisi
http://it.youtube.com/watch?v=9L-BeIvqScw
October 18th, 2008 at 11:22 am
La Banca CABRIOLET.
Antheus, e” una vostra idea?
http://www.corriere.it/foto_del_giorno/home/08_ottobre_18/giannelli_1aa0d9d6-9cd2-11dd-951d-00144f02aabc.shtml
October 18th, 2008 at 1:57 pm
Napoli e dintorni. Non Solo Camorra e Saviano.
- Se vedi da lontano un uomo vestito bene e’ sicuramente un ITALIANO.
Ma se da vicino noti l’eleganza del suo abito capisci che e’ un NAPOLETANO -
Enzo Ferrari
October 18th, 2008 at 4:48 pm
a ragazzi, napoli è piena di, scusatemi il termine, merda, anche per colpa di coloro che governano a livello locale, fatti anche loro dello stesso pregiato materiale, ma secondo me è una delle città più belle al mondo,tra lei e i dintorni (capri, positano, sorrento), ed è anche una delle città più contraddittorie del mondo, in quanto a distanza di 10 km in linea d’aria si passa, come per new york, dalla 5th avenue al bronx. però la amo così, per come è, perchè se chiedi un’informazione ad un napoletano per andare in qualche posto il napoletano è capace anche di accompagnartici, pur di fartelo capire,mentre il milanese (per fare un esempio) non ti caga nemmeno di striscio, o quasi.
e poi la storia, le leggende, il cibo, l’arte, le donne, le sartorie, la musica, il design (karim rashid vi ha abitato per un paio d’anni, per imparare, per fare un esempio), i tipi che ti vogliono spacciare l’iphone per 180 euro e poi ti mettono una piastrella nello scatolo (cose che solo a napoli… e i cretini ci cascano ancora). non voglio dire che napoli sia la città migliore del mondo, ma nemmeno lo schifo più assoluto! uno che a napoli ci va tutti i giorni per studiare.
October 18th, 2008 at 4:49 pm
anty, ma non dovevate mettere le cose nuove anche sul sito, in questa settimana?
October 18th, 2008 at 4:55 pm
Cordelia…help me
October 18th, 2008 at 5:48 pm
DAVID: VERO, ci sono stati dei ritardi di produzione. Si va alla prossima.
Honnete: Sono curioso di fare il test
October 18th, 2008 at 9:36 pm
Anch’io sono curiosa di fare il test!! @Honnête, perchè non vieni a farti un giro a lecce a novembre?
October 18th, 2008 at 9:40 pm
“Solo i Rinascimentali sopravviveranno”
October 20th, 2008 at 4:15 pm
flussi e riflussi ambientali mi hanno portato solo ora a leggere del Big Five Questionnaire. Vi lancio una domanda hot: cos’è l’dentità? Buone sinapsi a tutti:)
October 20th, 2008 at 5:07 pm
@federico: bella domanda. Cosa è, come? O…come: cos’è?
Se è quello che abbiamo sempre saputo è l’essere differenziati ed unici. Altrimenti può essere la capacità di essere riconoscibili. Oppure l’avere tutti i tasselli ben coordinati tra loro. O l’insieme di tutte queste cose. Perchè hai un’idea diversa?
October 20th, 2008 at 6:25 pm
Per me l’identità è ciò che nel profondo realmente si è, e non sempre (anzi , quasi mai) quello che si è e ciò che viene rappresentato all’esterno (immagine).
Dall’esplorazione della propria identità, si riconosce il proprio talento e il proprio potenziale.
October 20th, 2008 at 9:06 pm
L’idendità è il proprio essere, l’anima, quello che siamo veramente come giustamente suggerisce Antheus, senza alcun tipo di maschera, d’apparenza.
L’identità è anche rapppresentata dalle nostre radici, le nostre origini. Il popolo italiano, per molto tempo, ha lottato per la propria identità: La Repubblica Italiana.
Per fare un esempio: La forma è tutto quello che appare di noi stessi agli occhi degli altri, L’Identità è la Sostanza.
October 21st, 2008 at 9:31 am
“Quando la Sostanza si fa Forma, solo allora è l’identità”
Fucsiaman 2008
October 21st, 2008 at 10:06 am
…apparentemente suona meglio:
“Quando la Forma si fa Sostanza, allora è l’Identità”.
Mi sembra di rappresentare meglio il cammino della Forma verso la Sostanza, intesa come fermezza (non staticità), àncora e “interiorità” dell’apparenza.
Come se l’Acqua desse la forma alla Bottiglia, non viceversa.
Stefano 2009
October 21st, 2008 at 11:21 am
Ma questo è un campo di Narcisi!
October 21st, 2008 at 11:26 am
Adesso basta con le cazzate!
La ricreazione e’ finita.
Tornate in aula grazie.
October 21st, 2008 at 12:17 pm
…va bene Maestro (Unico?!) Honnête…spero non mi caccerà dietro la lavagna…
…ci andrei volentieri solo se ci fosse uno specchio…
…llà! 2 piccioni con un sol messaggio!
October 22nd, 2008 at 10:18 pm
Cari tutti, mi fa piacere che abbiate risposto così alla mia domanda sull’identità! Me ne viene spontanea un’altra: come può cambiare l’identità delle persone nel tempo? ci sono numerosi studi, anche socio-psicologici, su questo tema…ma vorrei sapere come la pensate. Io ho l’impressione che a volte sia questione anche di identità percepita o autopercepita…
Secondo me è un tema affascinante e che tocca anche il design:)
October 23rd, 2008 at 12:12 am
L’identità è un frame, un frozen frame dell’incedere della propria vita. Cambia ogni momento ma ne percepiamo solo le grandi somme, quando queste arrivano a manifestarsi in modo evidente. non si cambia mai improvvisamente, a meno di traumi, ma l’apporto di ciò che è fuori di noi ci condiziona e ci cambia costantemente.
L’identità allora, non ha neanche più senso che rimanga immutata. Se infatti essa è il “paragone” di noi stessi rispetto ad un contesto esterno. Al variare di quest’ultimo, varierebbe anche il valore di ciò che noi identifichiamo come identità.
Possiamo allora dire che esiste una identità prevalente per ogni sistema sociale nel quale siamo inseriti e che essa cambia inconsciamente al variare di essi?
October 23rd, 2008 at 2:24 am
@Danilo: non è che abbia un’idea diversa, è che ho questa domanda che mi ronza in testa e mi rendo conto, vivendo giorno per giorno, che di fatto, al di là di come la possiamo definire, conta anche quello che gli altri pensano di noi, e contano anche i rapporti di appartenenza e di potere! me ne rendo conto per es. nella mia famiglia o all’università: a volte io faccio una cosa e penso che sia indice di una certa identità ma magari vengo “etichettato”, taggato in un modo completamente diverso!!!. Anche per questo mi domando come si misuri una identità e se abbiano davvero valore e senso alcuni stusi psico-socio-metrici che vengono usati…
@tutti: la forma è un qualcosa che dipende anche come viene vista… per esempio la stessa parola “stile” assume significati poliedrici in ambienti e contesti diversi! ciò che magari è accettato in un ambiente è stigmatizzato in un altro. E allora l’identità come risente dell’evoluzione sociale? non vorrei apparire confuso ma…è un tema che negli ultimi tempi mi solletica parecchio e che penso possa darci spunti introspettivi anche utili:)
October 23rd, 2008 at 2:29 am
@Antheus: interessante il discorso del talento e del potenziale! Di test del potenziale ho già sentito parlare, ne conosci per caso qualcuno “di qualità”? Anche il talento è qualcosa di raro e secondo me difficilmente valutabile: spesso infatti credo che ne valutarlo si trascurino alcuni elementi, ma forse ho troppe velleità di psicologo:) In generale però trovo molto affascinante mantere alta l’attenzione al talento, penso sia qualcosa di importante per sè e per gli altri!
October 23rd, 2008 at 8:48 am
@federico: infatti. C’è una identità presunta ed una identità percepita. Una è sostanza, l’altra è forma. Non a caso ho detto su che la sostanza deve pur divenire e convenire (e non, essere sostituita da) nella forma. Proprio perchè se “identità” esiste, esiste in quanto messa in relazione ad un contesto. Dal contrasto con il contesto si evince l’identità. Senza contesto non esiste contraddittorio e si resta nei valori “assoluti” che, come tutti sanno, lasciano il tempo che trovano essendo “imparametrizzati”.
Purtroppo, e per fortuna, la nostra manifestazione nel mondo vissuto è assoggettata alle percezioni sensoriali e con queste dobbiamo fare i conti. Mentre la manifestazione interiore a noi stessi può benissimo ignorare tutte le forme estrinseche per rimanere nell’ambito della coscienza individuale.
Il pensiero è più che sufficiente a convincerci della nostra identità, a prescindere da ogni altro aspetto.
Il ritiro monacale di clausura, o comunque l’essenzialità dei comportamenti di persone votate alla spiritualità, sono in fondo la dimostrazione di quanto l’identità cosciente possa fare meno di un aspetto “esteriorizzante” quando la “forza” degli argomenti interiori è universalmente riconosciuta.
Parafrasando il detto “chi non ha testa abbia gambe” oserei dire “chi non ha testa abbia esterno”, perchè almeno così la società riesce a riconoscergli una identità comunque essa sia.
Ciò non toglie che si possa avere testa ed aspetto con pieno riconoscimento di entrambi, l’importante è che le due cose siano coerenti.
Ricordando però che tutti i morti dell’umanità, i condannati, i soldati, i giustiziati, gli incidentati, i terminali, i naturali, sono sempre morti “vestiti”, mentre Cristo, la cui identità è quella più presente da millenni nella coscienza degli uomini, è morto coperto da uno straccetto allacciato in vita.
L’identità è comunque legata alla sostanza, senza la quale rimane solo una “forma dell’acqua” (grazie Camilleri).
October 23rd, 2008 at 8:57 am
test: sono contrario ai test, non tanto per quello che possono essere in utilità, ma perchè cristallizzano un quadro personale che invece è in continuo movimento.
Sono quindi degli still frame o frozen frame di un film in continua lavorazione. Ogni test compiuto perde valore giorno per giorno pur conservando, se fatto bene, le grandi linee indicative della personalità. Linee che anch’esse, di fronte a grandi eventi emotivi, cambiano continuamente.
Il test ormai è diventato un sostitutivo della conoscenza umanistica. Adottato persino nelle università al posto dei canonici esami scritti (nei quali veniva messa in gioco anche la parte umanistica del fare studio), adottato da sempre dalle aziende per catalogare e selezionare i caratteri più docili, adottato da sempre dagli psicologi per inqudarare le personalità dei pazienti, sta diventando il surrogato dell’analisi e dell’approfondimento. La sintesi di cose molto più complesse ma sulla quale si definiscono relazioni di lavoro o diagnosi entrambi importantissimi. Un uso superficiale del rapporto umano, non per niente diffusissimo negli ambienti nordamericani e anglosassoni, dove la componente pragmatica del vivere fa a pezzi la (in)capacità di relazione umana approfondita.
October 23rd, 2008 at 11:08 am
Bonjour a tutti!
Caro Federico,
ti rispondo senza avere velleità da psicologo o sociologo, né pretendendo di far chiarezza, ma solo basandomi sulle mie esperienze.
Partendo dall’etimo – il significato spesso aiuta a comprendere i termini della questione – identità:
http://www.etimo.it/?term=identit%E0
Se ora tu parli di “identità percepita”, secondo me poni in risalto un altro “filtro” tra l’identità e l’esterno. In effetti, citi un comportamento che verrebbe visto in un modo diverso da come viene attuato: qui, a mio avviso, siamo nel campo della comunicazione e dei suoi codici, non dell’identità. L’identità è autoreferenziale, ciò che viene visto all’esterno è invece influenzato dall’esterno e basato su di esso. Se domani vai in facoltà, a lezione (se non ho capito male, la frequenti come studente, giusto?) in giacca e cravatta vieni irriso o guardato con stupore, se vai ad una prima a teatro vestito allo stesso modo, passi inosservato in quanto “normale”. In questi casi, non hai fatto altro che parlare di te a differenti platee con mezzi diversi dalle solite parole (=giacca e cravatta): sta a te parlare una lingua comprensibile, sta a loro cercare di capire. Ma tutto ciò, a mio avviso, non ha a che fare con l’identità, semmai con la sua comunicazione.
E forse neppure questo è il nocciolo: anche la comunicazione ha le sue regole, quindi non è semplice trarre l’identità da quelle, o da ciò che comunichi…e comunque, la comunicazione avviene tra te e l’esterno, mentre l’identità è tra te e l’interno. Tutt’altro campo, tutt’altre regole.
Secondo me dunque, l’identità è quel “corpo” di regole e caratteristiche che definiscono il tuo modo di essere indipendentemente da tempi e luoghi. Con ciò non intendo un corpo statico, come ho già detto, ma fermo: se per te, ad esempio, l’Amicizia è un valore, lo era all’asilo, lo è all’università, lo sarà domani al circolo pensionati. In ogni passo l’avrai arricchita, limata, definita sempre meglio e più precisamente, ma appartiene comunque alla tua Identità. Cito l’Amicizia, come potrei citare altri aspetti, che in realtà sono tasselli dell’identità: alcuni ce li hai, altri li raffini, altri li acquisirai con tempo ed esperienza…quindi, forse neppure da ciò è semplice intuire i contorni dell’Identità. Posso perciò pensare che l’Identità sia il corpo di regole con cui “selezioni” e definisci gli aspetti del tuo essere. Selezionerai, sceglierai di essere leale: allora lo sarai con gli Amici, con la tua Fidanzata, con i tuoi Figli, anche ad una partita a poker, a scacchi o a calcetto…
…bene, credo di averti annoiato abbastanza…quindi prendo spunto dalle tue parole e passo ad un po’ di introspezione…
A presto,
Stefan Froid…
p.s.: Giulia, dove sei?! Su qualche isola tropicale dove il web non arriva?!
October 23rd, 2008 at 12:46 pm
@Stefano: si frequento l’università come laureando in ingegneria gestionale….e lì discorsi come i nostri sono quasi tabù:( e tu cosa fai nella vita?
concordo con te che a volte l’uso dei test è veramente eccessiovo e appiattente!
October 23rd, 2008 at 1:16 pm
non avevo letto prima questa seconda parte del blog…..ne ricavo che la Gelmini ha fatto bene a intervenire con nuove regole….. sei d’accordo Maestro (Unico?!) Honnête ??…continuano ad autogestirsi tempi e argomenti
October 23rd, 2008 at 4:49 pm
Tra un po’ sarà necessario laurearsi in Gestione dell’Ingegneria…
October 23rd, 2008 at 5:08 pm
…mmhh…Artisticando, ma tu sei il bidello (unico) che ci rimprovera dal corridoio o il “secchione” (unico…) che scrive buoni/cattivi sulla lavagna?! In entrambi i casi, se continui così prendo tutti i gessetti e li sbriciolo lungo il corridoio!!
Federico,
stai facendo il mio stesso percorso: ecco perché c’è intesa qui…e come vedi non solo a Gestionale sono tabù certe argomentazioni…
A presto,
Ste
October 29th, 2008 at 11:15 pm
Saviano non e’ un eroe ma un ragazzo come tantio solo con gli attributi di dire una verita’ scomoda o meglio di scoperchiare il classico vasoo di letame che stordisce abitualmente con la puzza e che per non sentirla lo si richiude e lo si nasconde in garage….dire la verita’ non significa essere eroima essere uomini e qualche volta mi vergogno di un paese che fa diventare eroi uomini che vogliono vivere una vita onesta.
Penso che sarebbe bello potere raccontare una storia un domani ai nostri figli in cui gli eroi vioncono e i principi portano via le principesse nel castello, ma credo che sarebbe ancora piu’ bello potere mostrare ai nostri figli un paese orgoglioso della pro[prie cultira, orgoglioso della propria capacita’ di soffrire, orgoglioso degli uomini e donne che ogni giorno lo abitano e lo vivono.
Da nord a sud del nostro paese la merda e’ merda e proprio perche’ merda sarebbe ora di cominciare a spazzarla via e un modo per togliersela di dosso sarebbe quello di garantire a Saviano una vita da uomo normale, da uomo di famiglia magari, da uomo felice
Buona Notte
October 30th, 2008 at 12:11 pm
o Stefano…..
Il buonsenso esiste a dispetto, e non a causa, dell’istruzione. Victor Hugo
hi..hi..hi..