Impressioni di settembre
(di Antheus)
E’ inutile stare lì a raccontarci le favole per bambini. La situazione non è affatto semplice, e questo stato di crisi e di quasi recessione coinvolge tutti: aziende, consolidate istituzioni e famiglie.
La profonda crisi di Wall Street degli States, l’invevitabile fallimento di Alitalia, la crescita zero di gran parte dei paesi Europei sono segnali, neanche troppo deboli, di uno scenario critico.
Il nostro business, come quello di molti che agiscono in questo mercato, in estrema sintesi è quello di incoraggiare le persone ad uscire di casa e convincerle a comprare prodotti e servizi. Creare e stimolare bisogni, reali o latenti. Ma in un mondo in cui il denaro disponibile e il credito sono limitati non è, ripeto, una cosa semplice. Ovviamente, niente dura in eterno e anche questa situazione è destinata ad attenuarsi, ma sono in molti a pensare che le cose non saranno più le stesse.
Ad esempio, è uscita di recente una ricerca negli States (uno dei nostri mercati principali) in cui si rivela che il 70% degli americani crede che i propri figli non saranno in grado di mantenere lo stesso tenore di vita raggiunto da loro.
Credo che le aziende e i brand debbano capire, una volta per tutte, che il mondo è cambiato. I brand devono iniziare ad essere intelligenti e umili. Il valore oggi assume nuovi significati e i brand devono trovare un modo e una via per per dimostrare e spiegare il loro valore alla luce di questi cambiamenti.
Improvvisamente tutto è diventato più duro e difficile, ma anche più stimolante.
Noi di Italia Independent ci stiamo impegnando molto, specialmente nel campo dell’ottica: a ottobre presenteremo delle belle novità, a nostro modo di vedere molto innovative. Un progetto importante a cui abbiamo lavorato bene e a cui teniamo molto. E teniamo duro.

September 22nd, 2008 at 9:54 am
…Inizierete ad abbassare un pò i prezzi?
September 22nd, 2008 at 9:55 am
Certo bisogna essere ottimisti anche se quello che sta succedendo non ci aiuta. Bisogna pensare che toccato il fondo la spinta non può che farci risalire. Dobbiamo tornare all’antico, recuperare il valore dell’essere e non dell’apparire, dare il giusto peso al denaro che si guadagna con il lavoro.
Chi opera nel campo della tecnologia, della moda, della scienza ha il dovere morale di contribuire alla ricrescita; solo l’uomo può distruggere il mondo che lui stesso ha creato. Speriamo che in tanti riescano a ricolleggare i neuroni per utilizzarli nel migliore dei modi per l’intero pianeta e non solo per loro stessi. A presto e in bocca al lupo per la vostra prossima sfida.
September 22nd, 2008 at 10:37 am
secondo me ci sono due cose che nn vanno (parlo per l’italia)
1) i giovani che nn hanno alcun tipo di futuro a meno che nn abbia una cospiqua liquidità da investire e che quindi evadono all’estero.
2) il governo fatto di nonnini che nn pensano a gli altri e allo sviluppo imprenditoriale medio, ma solo a quello di un certo valore!
facciamo un esempio:
prendiamo Lapo, ha avuto idee bellissime, particolari e diverse…. un Andy Warhol italiano; ma se nn avesse avuto gli agganci giusti e una mazzettina di soldi da investire ….che se ne faceva delle sue idee??? avrebbe potuto venderle su internet cn centinaia di punti vendita tra cui gli states??? i suoi vasi sarebbero andati al MOMA o avrebbero fatto bella mostra in casa sua????
quindi, se un ragazzo con belle idee se ne scappa in america o in un altra parte del mondo…come dargli torto????
per il secondo punto :
un governo fatto di soli vecchi come può apprezzare la creatività e l’estrosità di un giovane seppur con idee belle e innovative???
faccio un altro esempio….(mi piacciono gli esempi :P):
Lapo(sempre lui:D) ha fatto i vasi (che anche io ho comprato :P) ce lo vedete, nn dico Berlusconi, ma un Napolitano che compra da Lapo un vaso, magari quello bianco a strisce nere (che ho io :D)
e che quando lo vede in giro lo saluta ammirandone le splendida scarpe color puffo o ammirandone il cappellino verde a striscia fucsia????
quindi concludo dicendo di continuare così a Lapo e al suo team… ma a un giovane che ha belle idee ho voglia di FARE….gli consiglio o di scappar via…o magari di chiedere consiglio a Lapo :D:D:D:D:D perchè solo uno come lui può capirlo e apprezzarlo!
a presto
Vincent Goodman
September 22nd, 2008 at 12:19 pm
Vincent…lassa perde Warhol….
September 22nd, 2008 at 12:34 pm
vuoi dire il mitico warhol ?????
September 22nd, 2008 at 1:13 pm
Consiglio una lettura a LAPO:
Meritocrazia.
4 proposte concrete per valorizzare il talento e rendere il nostro Paese più ricco e più giusto
Autore; Roger Abravanel (Tripoli, 1946), laureato in ingegneria al Politecnico di Milano, master in business administration all’Insead di Fontainbleau, ha lavorato per trentaquattro anni in McKinsey come consulente di aziende italiane e multinazionali in Europa, America ed Estremo Oriente.
http://www.meritocrazia.com/index.php?option=com_myblog&show=La-meritocrazia-in-25-slides-136.html&Itemid=56
«Il mondo delle imprese famigliari italiane dovrebbe fare tesoro di molte delle idee contenute in questo libro.» Andrea Guerra
September 22nd, 2008 at 1:19 pm
io so solo cheIERI ho sganciato 600,00€ di bolletta di telefonino, stamattina ho dovuto sganciare €285,00 per la bolletta dell’energia elettrica di casa….ma dico …nn c’ho mika na discoteca….e poi dalle 8 alle 18 in casa nn c’è nessuno…..e va bene…4 televisori….5 consolle di videogiochi…lavastoviglia, frigo,lavatrice, lettore dvd, pc e quant’altro possono essere troppi…MA NN SONO MAI ACCESI TUTTI INSIEMEEEEEEE… epoi massimo alle 23:00 spegniamo tutto….
C%%&&/(((==??? £$%%$$£????!!!!
(PAROLACCIA IMPRONUNCIABILE)
ma il petrolio nn stava scendendo di prezzo????
mahhhh!!!!!!!
NN CE LA FACCIO PIùùùùùùùùùùùùùùùùùù
September 22nd, 2008 at 1:24 pm
Caro Lapo
ho conosciuto e per certi versi frequentato tuo Nonno Gianni.
per me la vita di Fiat era stretta e non motivata . ho cercato altre situazioni .
Sono stato vincente nel setore moda e in altri campi . ora e tutto finito
la mia visione e a 360° vorrei ricominciare con cose grandi e convolgenti
grazie per leggermi e mi rendo disponibile
Sinceramente
Celestino Ferraris
September 22nd, 2008 at 1:31 pm
no,in italia puoi rimanerci,basta avere le palle super quadrate o un padre (o nonno) che sia avvocato,medico,ingegnere,imprenditore,notaio…o inventarsi qualcosa di ancora inesistente e sperare di sfondare in qualche modo.
la crisi c’è, è sin troppo evidente, ma rpima o poi qualcosa dovrà pur cambiare in meglio (speriamo più prima che poi!!), quanto ai politici italiani mi trovo d’accordo con vincent, sono ormai anziani, e della vera vita non sanno niente, non hanno idea dei costi che una famiglia media deve affrontare, la spesa gliela fanno le loro colf. quanto all’alitalia si potrebbe dire che quello che ora è il nostro presidente del consiglio in campagna elettorale disse che l’avrebbe rilevata lui la compagnia…
anty,senti,io il piumino creato con moncler l’ho provato( a proposito, mi sembra strana una cosa: è nei negozi e non sul sito??), ed è molto bello, ma quando ho visto il costo ci ho pensato su un attimo:697 sono un mucchio di soldi, capisco la cura maniacale nell’averlo prodotto, ma perchè non diminuite il prezzo di 100 euro? è vero che la signora del vostro rivenditore di bologna ha detto che mi avrebbe fatto 50 euro di sconto,però…
September 22nd, 2008 at 4:50 pm
Si Vincent, proprio lui. Non facciamo paragoni improponibili…
david: che ti cambia da 597 a 697? Non sono certo quei cento euro in più che ti fanno sopravvivere no?
Abbi il coraggio di chiedere agli amici di I-I una gamma di prodotti “umana” oppure se vuoi I-I per forza spendi quel che ora è il loro prezzo. Giusto o no che sia. Mica sei obbligato a comprare quel piumino. I monaci di Camaldoli vivono nella neve si vestono con sai di lana grezza (bianca) e si coprono con mantelli in lana pesante. Eppure vivono lo stesso.
Lì vicino, a Stia, fanno il famoso panno Casentino (quello coloratissimo e con i pippoli che fuoriescono dal tessuto), una volta verde o arancio, oggi con una buona gamma (tra cui il fucsia violaceo). Lo inventarono i padri appunto dell’Eremo di Camaldoli e poi per i frati della Verna. L’allume di Rocca, usato malamente, conferì la colorazione arancione divenuta poi caratteristica del panno.
“Alchimia del panno casentino: storia e tradizione, comfort e adventure”, nata per festeggiare i 45 anni della storia di Tessilnova (azienda leader nella produzione e confezione del panno casentino), proporrà uno studio compiuto dai ricercatori del comfort dell’Università di Firenze che, cogliendo le caratteristiche salienti del panno casentino, consolidate negli anni, sono riusciti a creare un completo (giaccone e pantaloni) dal perfetto comfort termoigrometrico, ovvero capace di offrire a chi li indossa un grado di protezione idoneo per la varietà delle situazioni ambientali che possono presentarsi, oltre ad un raffinato design. Non più, quindi, solo cappotti dalla linea classica, firmati Tessilnova, ma anche capi capaci di rispondere a tutte le esigenze del bilancio termico umano anche a quelle… più estreme. I risultati di questa ricerca verranno resi noti nel corso di un convegno alla presenza di ricercatori dediti alla microclimatologia, medici, oltre alla famiglia Grisolini e alla stilista Barbara Mugnai che, in anteprima, presenterà il completo (giaccone e pantaloni), frutto del panno casentino e della ricerca più avanzata nel settore. Testimonial dell’iniziativa e primo fruitore di questo connubio tra ricerca e tradizione il giovane e noto alpinista Roby Piantoni che, lo scorso anno, ha raggiunto l’Everest senza l’utilizzo dell’ossigeno e che nella prossima estate indosserà sulle montagne nepalesi questo capo di abbigliamento.”
Puoi comprare quello, è colorato e tiene bello caldo lo stesso….

September 22nd, 2008 at 6:42 pm
il problema è pagare anche il caffè amaro
September 22nd, 2008 at 7:29 pm
ciao belle persone! keep your ideas rolling:)
September 22nd, 2008 at 10:35 pm
Caro David
in Italia puoi rimanerci se hai un babbino che ti vizia. Perche il mio babbino (come diciamo in toscana) non é un orto di fame e non mi ha fatto mancare nulla. Liceo privato, bei vestiti, bei viaggi anche alternativi e tutto quanto volevo. Ma il mio caro babbino non mi ha mai detto siccome io sono un NONNINO COME DECANTA VINCENT ti offro i mie soldini per aprire una attività in un periodo di merda come questo…. a lui basta vendere qualche bel lingottino d’oro che avvocati o medici o chi per loro non hanno… e intanto non ho il lavoro dei miei desideri e nemmeno un mutuo per la casa. Non ho una casa mia e tanto meno intendo chiedere soldi ai mie genitori per acquistarne una.
Non voglio che i miei genitori, per come mi hanno educata, possano agevolarmi. Sai oggi dire di non avere una propia dimora e un lavoro indipendente fasfigato…. i miei genitori non hanno avuto niente di ereditato come la mamma di Lapo e ciò che hanno e che abbiamo di bello e unico é grazie al loro sudore di una vita e loro sono i primi a dirmi che sono piu fortunati di me… Sono i primi a dirmi che la loro generazione ha rubato troppo alla mia e che ci lasciano un mondo fatto di finta moneta come gli States? Gli States che privatizzano solo per salvare il culo non solo a se stessi, ma a gran parte del mondo… a poposito uno dei colossi finanziari americani diventerà istituto bancario grazie al 48% di compartecipazione cinese… Forse e io e Danilo e Dama non avevamo torto a parlare di signoraggio e company… qualche tempo fa. Resta il fatto che il mio papi mi darebbe della pazza ad investire in questo momento… abbiamo la rosorsa aurea e tenismocela… e spero solo che passi presto quesata crisi anche se ho i miei dubbi… adesso siamo solo all’iinterno del marasma totale….
September 22nd, 2008 at 10:49 pm
Veloci considerazioni spontanee e casuali su questo post.
-il mondo è cambiato oppure è aumentata solo la velocità dei cambiamenti, oltre alla competizione?

-nulla sarà come prima o è sempre stato così??
-gli americani hanno vissuto tanto bene(troppo bene)..ora la loro creatività e “astuzie” nel settore finanziario sembrano arrivate al capolinea;speriamo per sempre. Dovranno adattarsi per il futuro di vivere di economia reale, alla pari con gli alti.
-in tutto l’occidente e specialmente in Italia il denaro disponibile dovrà venire usato con sempre maggiore attenzione, riducendo gli sprechi perchè lo sviluppo si è trasferito in nuove aree del pianeta
-il numero dei ricchi(nel mondo intero) continuerà ad aumentare perchè l’economia continua inesorabilmente a crescere (fino a quando??); per vincere bisogna avere la forza di penetrare in nuove aree di differente cultura e valori
-per la “crisi evidente”,i brand devono iniziare ad essere maggiormente intelligenti e umili(capire, anticipare e assecondare il consumatore offrendo più qualità a minor prezzo) nei mercati occidentali e porre maggior attenzione ai nuovi mercati in un contesto di aumento del numero di competitors competenti e agguerriti.
-I.I. dispone di risorse umane, economiche e passione per superare agilmente questi ostacoli
September 23rd, 2008 at 9:43 am
Cara Giulia,
ho conosciuto anni fa un ragazzo macedone, Giovanni: ha raggiunto, in Italia, uno zio quando aveva tredici anni. Non è andato a scuola ma ha cominciato a lavorare come muratore. Solo a diciotto anni ha potuto raggiungere la sua famiglia e riabbracciare i suoi cari. Quando me lo ha raccontato mi ha detto anche di essersi comprato un monolocale tutto per se, qui dove abito anch’io, e di essersi messo in priorprio. Giovanni ha un sorriso bellissimo. Le sue domeniche le passava nei nostri oratori a giocare a pallone. Le mie figlie mi portavano i suoi saluti. Si è iscritto alle scuole serali. Un gran figo Giovanni.
September 23rd, 2008 at 10:23 am
Il Web 2.0 mi sembra sia in coma.
Anche se Facebook fa numeri da spavento mi sembra che la tanto sbandierata rivoluzione culturale sia molto lontana.
Meglio le relazioni interpersonali da bar o da passeggio.
September 23rd, 2008 at 10:35 am
artisticando: I tuoi punti sono molto interessanti e per niente casuali.
E’ vero i cambiamenti sono molto più veloci che in passato, ma gli strumenti per fronteggiarli e, soprattutto, la nostra mentalità è sempre ancora al passato e ai vecchi paradigmi. Da qui, la crisi.
Sono d’accordo sulla nuova rotta che devono intraprendere gli USA, dove anche i superricchi sono sempre meno super.
Per il resto grazie.
September 23rd, 2008 at 11:35 am
Honnete il web 2.0 non è in coma…è in traformazione, l’utente consumatore è cambiato e cambierà sempre di più perchè i giovani crescono e le persone mature invecchiano. Il modello economico buono anche solo pochi anni fa è in bancarotta, il consumatore non ha più soldi e se li tiene, se li vuole spendere cerca prima di conoscere e condivide le sue esperienze.
Ciò che frega l’Italia è l’arroccamento su posizioni che portano la firma degli anni addietro. Convinti di essere troppo avanti rispetto agli altri….ci siamo persi la strada. Pure nella moda, oggettivamente noiosa sotto molti aspetti, tranne alcuni nomi davvero emozionanti. Un sistema privo di brio, piatto e incurvato su se stesso, cupo e bigio incapace di intendere la generazione 2.0 come il futuro prossimo e non un ammasso inerte.
Chi sarà in grado di gestire, non tanto la crisi, ma inventare nuovi modelli vincerà nei prossimi anni.
Non è solo un fatto meramente creativo, è una strategia di profonda comprensione ed interattività.
Ci sono belle teste in giro, persone capaci di inventare se stesse imprenditori.
September 23rd, 2008 at 11:38 am
artisticando
Io una nicchia su misura me la sto facendo costruire da muratori del Bangladesh viste le occasioni offerte dalla globalizzazione.
Mi ci faro’ mettere dopo la mia dipartita e risparmiero’ i costi della sepoltura.
La trovo molto Fashion,ma non vorrei fare tendenza.
Trash Smail for inanimated people.
September 23rd, 2008 at 12:55 pm
CHIARA
Di nome e di fatto.
Condivido al 100% le tue parole.
Sperismo veramente che sia dopo “il tempo delle mele” sia giunto “il tempo delle idee” .
A prescindere da chi le propone. Il famoso FATTORE 3 T
Partendo da questa considerazione Richard Florida nel suo celebre libro “The Rise of the Creative Class” pubblicato negli Stati Uniti nel 2002 superando i concetti di economia “dell’informazione” o “della conoscenza” afferma la nascita della cosiddetta “economia creativa” nei Paesi a capitalismo avanzato caratterizzati dalla crescita della cosiddetta “classe creativa”.
L’individuazione e la misurazione della classe creativa costituisce il primo aspetto principale del libro di Florida e a ciò si affianca l’elaborazione di un modello statistico secondo cui i “creativi” si concentrano in contesti urbani caratterizzati dalla presenza di tre fattori specifici: tecnologia, talento e tolleranza (le 3T). Ovvero, la concentrazione della classe creativa è più alta in quelle città caratterizzate dalla presenza di persone con un elevato livello di istruzione (il talento), dalla presenza di imprese high-tech e da un elevato numero di brevetti prodotti (la tecnologia) e dalla presenza di un numero rilevante di stranieri e omosessuali (la tolleranza).
Fusse che fusse la vota bona?
September 23rd, 2008 at 1:35 pm
honnête….che dire…sei un uomo iperflessibile, adattabile e pronto a cogliere le nuove esigenze dei mercati…..non finisci mai di stupirmi
Con simpatia
September 23rd, 2008 at 1:48 pm
Io credo che il cambiamento sia già partito da ambo le parti: da chi acquista e da chi produce…..
La gente non è disposta a rinunciare, ma a cambiare le tipologie degli acquisti.
Rinunciare costa molto, molto di più, per cui ci sarebbe più convenienza da parte delle aziende creare alternative…. e soddisfare le nuove richieste.
Questo chiede elasticità…… essenziale in periodi dove tutto corre e tutto cambia velocemente.
September 23rd, 2008 at 2:33 pm
artisticando
Ho stima per te.
Penso di conoscere anche il tuo aspetto fisico (ho perlustrato il tuo sito e ho intuito chi eri dalle foto segnaletiche della banda dei 4 ). SuperSMILE
La mia flessibilita. Hai ragione, e’ stato sempre il mio obiettivo.
9 anni di analisi psicoterapica individuale con vari indirizzi e 6 anni di yoga mi hanno temprato.
Anche se la ricerca di equilibrio e’ sempre attiva visto la dinamicita’ con cui si tende a perderlo.
Mettici poi un cambio continuo di attivita’ imprenditoriali in settori diversi e tanta fame di conoscenza e amore per il rischio ed hai la mia essenza.
C’e solo un vantaggio nell’invecchiare.
Quello di aquisire esperienza elaborarla e trasmetterla,
- Un animo forte è quello che anche nelle più forti emozioni non perde il proprio equilibrio interno. -
- Karl Von Clausewitz -
“Ricominciare a fluire” rappresenta il mio slogan rubato ai TIROMANCINO.
Grazie
HP
September 23rd, 2008 at 3:18 pm
chiara hai perfettamente ragione, è un sistema cupo e piatto con le stesse faccie sù torri che a mio modesto parere cominciano pure a sbriciolarsi (non solo nella moda).. e come dici tu vincerà chi saprà inventare nuovi modelli.
Appoggio antheus quando scrive che anche se è diventato tutto più duro di sicuro arriva anche un certo stimolo quindi in questo vortice c’è una forte positività che spinge i giovani a rimboccarsi le maniche e farsi avanti in diversi settori.. in un certo senso sono felice di questa crisi e la sento come un forte vento che si porta via del marcio, certo poi vendendo altre situazioni mi spiace.
e poi in momenti come questi si ritorna ai valori e lo trovo più che positivo.
September 23rd, 2008 at 3:19 pm
artisticando: i ricchi dovremo, dovranno, andarseli a cercare laddove saranno. Il nuovo mondo non sarà equipotenziale, almeno per un po’ o fino alla sua fine prematura (per il motivo stesso). Quindi ci saranno aree povere e concentrazioni di benessere non negli stessi luoghi dove sono state fino ad ora.
Poi occorre intenderci sul termine benessere. In valore assoluto vuol dire, per me, serenità. Comunque la si raggiunga.
Bene. Oltre e attorno alle concentrazioni di benessere, ovunque siano, ci saranno cerchi concentrici di socialità borghese, medioborghese, povera. Con un grosso spread solo tra coloro che godono di benessere (e quindi di privilegi di fatto) ed il primo cerchio.
Una sorta di sasso nello stagno dove l’altezza delle ondine è sempre più omogenea man mano che ci si allontana dal centro. L’insieme delle interferenze tra più sassi lanciati è un modello di come io veda la società del futuro. Grossi “tonfi” di benessere e larghissimi cerchi di mediobassa serenità che interferiscono e si disturbano tra loro.
In questo scenario, non del tutto ipotetico, qual’è l’imprenditore 3.0? Le 3T vengono dopo, e vengono insieme al sasso.
Ma all’inizio, l’imprenditore 3.0 è colui che:
- saprà cercarsi il target desiderato ovunque esso sia
- saprà adeguarsi al livello di spesa del target raggiunto
- saprà realizzare prodotti a basso costo e nella massima flessibilità tecnologica
- saprà elevare la qualità a livelli professionali pur risparmiando sui costi
Come diceva il fondatore dell’IKEA, Kamprad (la K dell’IKEA), è facile fare un bel tavolo spendendo mille euro. Più difficile lo è spendendone 100.
La tipologia dell’offerta di eccellenza italiana si è basata su prodotti costosissimi realizzati per nicchie di spesa con materiali infinitamente esclusivi.
Con questa scelta si è rinunciato però a curare il resto del mondo, i cerchi concentrici esterni per capirci, che, con tutti i suoi limiti, rappresenta pur sempre un mercato estesissimo.
Il gusto ed il bello non sono prerogative dei ceti più abbienti, è solo che sono attualmente “raggiungibili”, solo da quei ceti.
Ma l’imprenditore accorto, capirà che l’estensione della qualità anche a prezzi più bassi, non può far altro che ampliare la capacità di “gusto” delle masse che, quando finalmente potranno, non esiteranno a comprare un prodotto anche di altissima fascia, conoscendone storia e qualità.
Un investimento pedagogico, insomma.
L’alternativa è la nicchia. Con la speranza che non diventi una cripta. O un cenotafio.
Come quindi raggiungere una qualità “superiore” mantenendo costi accessibili? Con la Tecnologia e col Talento. E soprattutto con il desiderio (Tolleranza) di condividere con gli altri le proprie creazioni.
Non credo sia difficile. Basterebbe liberarsi dalle gabbie psicologiche che conducono alla solita equazione “qualità=prezzo=per pochi”. Oppure scegliere di entrarvici completamente. Non c’è più una via di mezzo. O in profondità col sasso o surfando sulle ondine concentriche.
September 23rd, 2008 at 3:19 pm
Antheus,
vorrei far notare come in Italia corriamo spesso il rischio che quando non funziona qualcosa cerchiamo sempre il colpevole, colui che irrimediabilmente diventa il caspro espiatorio, e non cerchiamo mai, o quasi mai di capire perché qualcosa è andato storto. L’alternativa è quella di dire “solo i ricchi figli di papà con agganci riescono, noi poveri mortali siamo destianti ad una vitaccia”. Siamo in un momento di crisi è verissimo, ed è altrettanto vero che se l’alternativa è cenare o andare all’opera si cerca sempre di cenare (questo è un proverbio toscano), quindi le prime cose che saltano sono i beni di lusso, le cose voluttarie, in fondo tutti alla fine compriamo il pane. Forse se si può evitare di comprare un paio di occhiali da sole color fucsia, forse si può fare a meno di farlo. Ma un mio nonno, che non era ne avvocato ne banchiere, ma per me forse era anche più grande (e questo non vuole essere un attacco a nessuno ma uno scherzo, spero, simpatico, certi nonni avvocati io li adoravo) diceva che per vivere, e non campare, c’è bisogno anche del superfluo. La ricerca del superfluo da una parte ci indica che veramente siamo in un momento di crisi, ma dall’altra ci da la speranza che dalla crisi si possa veramente uscire. Chi ha idee le deve proporre sempre, chi è in grado di produrre lo deve fare, e se chi ci riesce è figlio o nipote, ricordiamoci che da bere e mangiare a chi non ha nessuno di altisonante in famiglia
Riguardo i cambiamenti c’è chi dice che il mondo è cambiato più inell’ultimo secolo (il nocento) che nel resto della sua storia, io credo la civiltà della comunicazione cii faccia conoscere di più quello che accade nel mondo, è tutto qui.
September 23rd, 2008 at 3:33 pm
gabriele: ben vengano allora gli occhiali fucsiaaaaa. E anche le scarpe, ma solo per me (chi mai me le farà?)
“La vera esperienza è non abbandonarsi mai all’esperienza”
fucsiaman 2008
September 23rd, 2008 at 4:40 pm
a me 100 euro cambiano, perchè nel mio lavoro estivo sono 2 giorni di lavoro, danilo. io, anche se giulia può credere che sia un cretino viziato, sono un ragazzo di 20 anni che lavora in estate da quando ne aveva 13, e lavora assicurato, come bagnino, da quando ne aveva 15. tutto qui, se i suoi genitori non l’aiutano, non so cosa ci posso fare io, mi dispiace, tutto qui. io, a differenza sua, non ho genitori ricchi (se lo fossero, mi aiuterebbero di più, credo), ma non per questo mi accanisco contro gli altri.
studio ed ho intenzione di conseguire la mia laurea in architettura, nonostante i pochi soldi, gli occhiali I-I, per la cronaca, li ho comprati con le mance guadagnate in spiaggia a luglio del 2007
September 23rd, 2008 at 4:51 pm
Honnete ho letto quel libro circa un paio di volte credo! E’ molto bello e sono anni che mi chiedo se ha ragione o no..boh, credo di sì comunque…vedi l’esempio di Facebook. Il problema è che non c’è abbastanza creatività ma solo ripetizione infarcita da superbe (?) cartelle stampa.
Il concetto basilare è che i tempi duri, sono anche duri a morire…ma quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare…insomma, chi sono i duri?
Forse i duri sono quelli che si specializzano, e avremmo un mercato pluricellullare tollerante e con concorrenza blanda, come potrebbe essere lo scenario di Fuchis.
Mi piace pensare ad un universo connesso, globale e creativo, multitasking e concreto nel quale i farabutti vengono scoperti alla prima mossa…chissà…chissà, in un mondo del genere sono i consumatori che dettano i bisogni e questa fase la stiamo per raggiungere definitivamente. E’ un po’ come se si tornasse indietro a prima del consumismo di massa. E’ difficile essere player in un mercato del genere senza bruciarsi le zampe!
September 23rd, 2008 at 5:37 pm
A proposito delle crisi in generale un mio amico d’infanzia divenuto un Fisico nel senso di Ricercatore da ragazzo mi faceva sempre un esempio molto esplicativo.
Lo esplichero in termini semplici sperando di non fare una figura di me..a.
Se prendi un barattolo pieno di liquido ed eserciti una pressione costante sulle due basi circolari vedrai che il liquido all’interno cerchera’ di trovare una via d’uscita in una porzione dove il barattolo ha meno resistenza.
In pratica, cosi’ mi sembra di aver capito, le crisi sono propeteutiche al sistema affinche’ nulla si perpetui.
Io penso che questa crisi fara’ dei cadaveri (in senso metaforico) e creera’ nuove energie da liberare.
September 23rd, 2008 at 5:39 pm
chiara: quell’universo è già stato anticipato da Orwell… Preferisco che qualcuno sia libero di delinquere piuttosto che non lo sia affatto.
david: non è il caso che tu entri nello specifico della tua vita. Sono fatti tuoi. Ma il senso delle mie parole continua ad essere lo stesso: quando paghi un capo d’abbigliamento 697 euro, non puoi porti il problema di 100 euro in più o in meno. Per moltissimi anche 597 euro sono troppi o antietici. Per altri persino 59,7 euro sono faticosi. I piumini cinesi ne costano venti. Non faccio paragoni. Vado su è giù col mio ottovolante e osservo il cielo e il fango. Ma dove si sta non dipende più tanto da noi.
Non è questione di genitori; è questione che puoi essere una persona di classe anche col calzino bucato o senza il piumino I-I. Anche se è il tuo sogno, compralo quando quei cento euro in più non ti faranno differenza (e se studi da architetto non ti capiterà mai….).
Vedrai che te lo godrai con un piccolo senso di disagio in meno.
Sei un intellettuale (giacchè studi) quindi puoi dare il giusto valore a tutto.
Anche alla tua estate passata ad aprire gli ombrelloni alle signore ingioiellate….
September 23rd, 2008 at 6:01 pm
ho letto questo articolo su Il Gazzettino di oggi, edizione di Padova, la mia città….ho provato la sensazione di trovarmi sul TITANIC nella sua prima/ultima traversata con tutti i famosi “brand” nel salone delle feste….
ve lo propongo…..
http://farm4.static.flickr.com/3128/2882298128_a00fe3fa02_o.jpg
-ringrazio il gentile e simpatico honnête (in costante ricerca del baricentro
) e mi complimento con l’artista Fucsiaman per lo scenario dello stagno a rappresentazione della società del futuro
September 23rd, 2008 at 6:03 pm
non credo che dobbiamo fare degli esempi personali o fare i conti in tasca ad amici o conoscenti…. voglio dire soltanto che per riuscire a vivere decentemente (casa di proprietà, investimenti per l’attività, bambini…..) uno deve essere “indottrinato” dalla famiglia, infatti faticano a stare in piedi coloro che hanno un azienda di famiglia avviata…figuriamoci gli altri!
Se sei bravo fai i soldi…..ma se hai qualcosa da investire.
E’ più facile da uno farne due che da zero farne uno!
se vai in banca per un prestito (e devi essere a tempo indeterminato e senza un men che minimo brutto precedente) al massimo di danno 30000 euro con interessi che sfiorano il 10% , e mi sapete dire cosa fai con 30.000 euro???? …quindi se uno ha la fortuna di avere un garante in famiglia….ma ben venga, io non mi vergogno assolutamente!
altro punto che voglio toccare è lo Stato, riesce sempre a essere indietro in qualsiasi campo: ferrovie, autostrade, connessioni ad internet veloci, investimenti, alitalia, poste……
September 23rd, 2008 at 6:21 pm
Artisticando: Di solito dopo gli abiti di lusso per i cani, si affonda.
September 23rd, 2008 at 6:34 pm
Antheus….sarà per quello che l’inconscio mi ha fatto quel brutto scherzo
September 23rd, 2008 at 7:42 pm
INTERNET -50 CENTESIMI A POST-
Cina: soldi a chi parla bene del regime sui blog.
http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_settembre_23/cina_post_pagamento_e8ec8160-8967-11dd-8235-00144f02aabc.shtml
Antheus se ti mando 1000 post al giono sui Cinesi e non me li censuri dividiamo.
Va bene?
September 23rd, 2008 at 8:23 pm
CHIEDO UN RISARCIMENTO!
Per cosa? Non so, vedo che E.F. di Savoia ogni due per tre lo chiede, ci provo anch’io….
September 23rd, 2008 at 8:51 pm
Si, è una crisi di risorse, ma anche una crisi culturale, quella che stiamo attraversando; ma è anche vero che il mercato è saturo e la gente è stufa dei soliti prodotti di bassa qualità. Le problematiche quindi fondamentalmente sono finanziarie, e tutto ciò che gravita attorno al vivere quotidiano ci impressiona, a volte ci fa male… e percepiamo in questa corsa del tempo, idee sbagliate, anche involontariamente… Innanzitutto dobbiamo credere ed essere sinceri, se vogliamo che le cose cambino realmente.
September 25th, 2008 at 3:10 am
Nel 1989 vivevo a Londra presso una famiglia inglese. Piena recessione.
Con casini in Trafalgar Square contro il governo ecc ecc.
Un giorno devono rifare la cucina e io gli dico, guardate, le cucine italiane sono le migliori di tutte e non costano mica tanto di piu di quelle inglesi che volete prendere voi.
Risposta? Lo sappiamo. Ma siamo in recessione e compriamo solo roba inglese.
Grande popolo.
September 25th, 2008 at 10:08 am
concordo con Jaguar
September 25th, 2008 at 1:31 pm
Correva l’anno Domini 1989……..
Jaguar adesso se compri le cucine “Made in Italy” sono tutte fatte in Cina e tra un po’ le fabbriche cinesi con i soldi guadagnati aquisiranno il marchio italiano e lo faranno collassare per non avere piu’ concorrenza.
Noi saremo un grande popolo ma I Cinesi sono piu’ intelligenti.
September 26th, 2008 at 5:02 am
A guarda..se vogliono comprare il mio marchio e poi farlo collassare io di problemi non ne ho.
Intasco e ne faccio un altro. Sono super fantasioso.
September 26th, 2008 at 9:12 am
honnete: non è vero. Le migliori cucine le fanno in Italia e specialmente nella zona del Ponsacchese, Pontederese tra Pisa e Firenze. Le puoi vedere (anche) alla mostra dell’arredamento di Firenze, in Primavera, alla Fortezza da Basso….. Te le fanno su misura e su colore. Prendono le misure al tinello come un calzolaio al piede. Scegli le forme come scegli un modello. Scegli i colori come ti pare. Basta che paghi.
Cinesi: le tele per dipingere, quelle pret-a-porter, sono state fino ad ora cinesi. Tela mal preparata. Legnaccio. Prezzo basso.
Ora una fabbrica di Viareggio le fa migliori, con tela meglio preparata e costano meno (!).
Come vedi, cca nisciun’ è fess!!!
September 26th, 2008 at 3:43 pm
Danilo:
Hai provato a vedere se nel Ponsacchese hanno le maschere fatte da Diabolik il Re del Terrore?
Guarda che sono anni che si e’ trasferito in Cina perche’ a Ghenf e Clerville non gira piu’ una lira.
September 27th, 2008 at 4:14 am
Qua c’e’ n’e tanti. Uno o due missa che son rimasti li’.
September 27th, 2008 at 4:15 am
Per gli avanzi.