In memoria di David Foster Wallace
(di Antheus)
Se fino a ieri mi avessero chiesto chi, in questi tempi confusi, riesce a raccontare la contemporaneità e la sua complessa stratificazione, chi è colui (o colei) capace di unire la riflessione filosofica con la cultura pop, la narrazione con uno stile di scrittura unico e l’approfondimento saggistico, l’ironia e l’angoscia, fredda analisi e fragilità intimista, non avrei avuto dubbi nel rispondere David Foster Wallace. Fino a ieri, dicevo. Perché proprio l’altro ieri DFW, 46 anni, ha deciso di lasciarci tutti quanti, impiccandosi nella sua casa di Claremont, California.
Sono il primo a lamentarmi silenziosamente se in questo blog si va “fuori tema” inserendo argomenti che magari non interessano a tutti, ma questa volta non posso esimermi nel lasciare un post a questo grande pensatore e talentuoso scrittore.
Sebbene, come si può vedere dalla foto, non fosse esattamente un uomo di stile ed eleganza, DFW era un profondo osservatore della realtà contemporanea e le sue riflessioni su qualsiasi argomento possibile immaginabile erano, oltre che splendidamente scritti, anche acuti e interessantissimi: nella sua breve ma ricca bibliografia DFW ha dedicato molte pagine ad argomenti che anche qui affrontiamo: dai deliri dei focus group alla fuffa del marketing elettorale , fino all’analisi analitica e laterale sul mondo della pubblicità e dei media. Quello che posso dirvi è, se non lo avete mai fatto, di provare a leggere uno dei suoi libri, come ad esempio Tennis, tv, trigonometria, tornado (e altre cose divertenti che non farò mai più) da cui è tratta questa brevissima ma illuminante riflessione sulla tv, ma che in realtà spiega moltissimo della decadenza del mondo dell’intrattenimento e dell’informazione
E con questo non sto dicendo che la televisione sia volgare e stupida perché le persone che compongono il Pubblico sono volgari e stupide. Le televisione è ciò che è per il semplice motivo che la gente tende ad assomigliarsi terribilmente proprio nei suoi interessi volgari, morbosi e inutili, e a essere estremamente diversa per quanto riguarda gli interessi raffinati, estetici e nobili.


September 15th, 2008 at 4:58 pm
un piccolo estratto?
September 15th, 2008 at 5:34 pm
Credo non ci sia niente di cui lamentarsi (fuori tema compresi) difronte ad un suicidio di un giovane di 46 anni, a prescindere da ciò che questo uomo abbia compiuto nella sua vita. Rimangono i suoi scritti.
September 15th, 2008 at 6:00 pm
@-@: il piccolo estratto è quello in corsivo
September 15th, 2008 at 6:14 pm
l’Emile Zola post-millenio….il NYT lo definiva così in un suo articolo, credo renda bene l’idea!
September 15th, 2008 at 6:21 pm
Le menti artistiche sono sempre abbastanza vicine al “confine”, proprio per l’incapacità di vivere la normalità ove sovrapposta alle differenti capacità percettive.
Talvolta la soluzione è automatica ed è la follia.
Altre volte è la depressione.
In sintesi, il suicidio.
Ciò che più mi interessa ora di Wallace è il suo atto finale e le “percezioni” della Vita in quegli attimi.
Ma al solito, queste cose vanno via con l’esistenza ed i perchè rimangono inevasi.
Sono sempre e solo “conseguenze delle percezioni”.
Un fatto privato.
Il mondo non è poi così grande e talvolta è così piccolo da non riuscire a riempire lo spazio creativo lasciando solo un senso di vuoto e di inutilità.
Si esige sempre molto da se stessi. E il troppo è già l’altrove.
DFW è altrove. Già altrove.
September 15th, 2008 at 6:33 pm
Antheus
Mi trovi d’accordo al 120%.
Vedendo i vari blog sullo street style nel mondo mi sono reso conto che aprire uno di Stoccolma o di Buenos Aires e spostando le foto il prodotto non cambiava.
Le persone erano terribilmente uguali a meno che lo sfondo della foto non fosse un monumento riconoscibile.
Il guaio e’ che non si potra piu’ tornare indietro e perderemo le nostre identita’ e radici,sostituiti da simulacri come i monoliti ideati da Stanley Kubrik nella scena inimitabile di 2001: A Space Odyssey (1968)
http://it.youtube.com/watch?v=Svy-bl-wjP4
Sull’eleganza di David Foster Wallace ho una visione differente dalla tua e mi ripeto nell’aforisma di un Genio dello stile contemporaneo:
Per me l’eleganza non è passare inosservati, ma arrivare al nucleo di ciò che si è. -Christian Lacroix-
http://www.christian-lacroix.fr/
September 15th, 2008 at 6:36 pm
Quando ho letto l’articolo sul giornale oggi è sceso un velo di tristezza, hai fatto bene a dedicargli un post antheus e non credo assolutamente sia un fuori tema..
September 15th, 2008 at 8:38 pm
So che non c’ entra molto, quindi scusami Antheus per l’ennesimo fuori tema, ma se ne é andato un’altro pezzo della musica: Richard Wrigth, tastierista dei Pink Floyd. La loro musica mi ha accompagnata in tanti momenti…. I grandi rimarranno sempre nonostante la loro scomparsa.
September 15th, 2008 at 8:48 pm
Ciao a tutti! Sto per trasferirmi negli States … qualcuno ha qualche dritta da darmi ? Un po’ di paura c’è l’ho ! Grazie mille ! Andrea
September 15th, 2008 at 9:44 pm
“e con questo non sto dicendo” una lucetta nel buio di una cameretta
September 16th, 2008 at 10:25 am
Non ho mai letto nulla di DFW……..ora inizierò …….
September 16th, 2008 at 10:25 am
Penso che sia l’unica via utile per onorare uno scrittore….
September 16th, 2008 at 12:14 pm
Scrivere implica, nel migliore dei casi, un’esistenza solitaria. Lo scrittore lavora da solo e, se è un buon scrittore, deve ogni giorno affrontare l’eternità o la mancanza di eternità.
(Ernest Hemingway)
September 17th, 2008 at 3:52 am
antheus, ma che cosa ti fumi?
September 17th, 2008 at 8:35 am
Antheus
la popolarita’ di un post e’ inversamente proporzionale alla sua profondita’.
La “volgarita”della massa come icona estetica.
I media e la moda lo sperimentano ogni secondo sulla propria pelle e ne vengono attratte in nome del profitto.
Mi piacciono le elite emarginate, ma ne prevedo la fine tragica.
Il pensiero si fa piatto e viene rappresentato in bianco e nero come l’elettroencefalogramma.
-Io preferisco pensare bene della gente, perché così mi risparmio un sacco dipreoccupazioni.-Kipling-
September 17th, 2008 at 1:48 pm
Honnete
a contrario tuo prevedo che di elite emarginate ce ne saranno sempre di piu propio per le stesse ragioni che tu stesso ci enunci. Io credo a varie nicchie di mercato e sociologiche che si massificheranno sempre di piu e a scapito di quella elite di cui tu parli….. ma non spariranno altrimenti vorrà dire che si creeranno delle egemonie sociale…. credo in diaspore culturali….
September 17th, 2008 at 2:59 pm
Anch’io non credo che spariranno. Sarebbe dura, infatti.
Il senso del pensiero di DFW è che il “bello, ben fatto e realmente di qualità” non potrà mai essere di massa.
Ronaldino: ho smesso di fumare.
September 17th, 2008 at 3:15 pm
Io ho come punti di riferimento gli intellettuali ed i pensatori del novecento in Europa con l’enorme numero di movimenti culturali e politici.
Adesso lo stagno si e’ alzato di livello ed io non ne vedo piu’.
Devo comprare un paio di lenti che vedono attraverso la melma?
Ditemi chi le vende e vado subito a comprarle.
La montatura la prendo da voi.
Amo di questa epoca opaca solo il poeta “BONDI”.
September 17th, 2008 at 3:49 pm
Ha propio ragione DFW….. credo solo che il bello venga apprezzato raramente nel mentre che lo si vive, semmai a lunga distanza….. Al momento, nonostante la crisi sociale ed economica internazionale che é in atto, trovo molto fermento in giro. Le energie migliori nascono quasi sempre da atti di regressione. Nel mondo della creatività esistono molti sobborghi che mi piace immaginarli come delle “pentole a pressione”. La provincia di Arezzo, per esempio, é colma di piccoli laboratori che si espandono verso le molteplici forme della creatività….
September 17th, 2008 at 4:10 pm
Non sono d’accordo.
La bellezza non ha niente a che fare nè con categorie assolute (come si sa, è bello ciò che piace), nè con la possibilità di fruirne da parte di tutti.
Ciò che forse c’è di più bello al mondo, un tramonto che genera una gamma infinita di arancio, fucsia, acquamarina, è gratuito ed alla portata di chiunque abbia un orizzonte più o meno pianeggiante, guardando ovviamente ad ovest.
Il ben fatto… E’ un problema di spiritualità dell’agire (ho scritto una cosina a riguardo ma ve la risparmio), non tanto di risultato finale. E’ ben fatto ciò che qualche elenco di requisiti ci dice come deve essere o ciò che porta con sè l’applicazione e l’amore di chi l’ha fatto? E’ l’obbedienza a una qualche regola o un atteggiamento umano? E’ abilità o cuore? Dov’è il “bene” allora?
Il ben fatto non è di massa perchè il sistema economico ha relegato le abilità personali nelle categorie dell’inutile.
Se esistessero cento abili calzolai (tolte le eccellenze illustrissime) molta più “massa” potrebbe accedere alle cose ben fatte. Ma anche un oggetto di massa può essere ben fatto. Anche a livello industriale. Anche un’opera d’Arte può essere ben fatta pur se ripetuta in serie.
Noi parliamo spesso di eccellenza, di qualità, di bellezza, riferendoci a categorie qualitative assolute. Certo, da qualche parte esistono standard e canoni per i quali un qualcosa possa essere considerato “di qualità”, ma l’obbiettivo dovrebbe essere il poter estendere l’eccellenza a quanta più “massa” possibile, non il relegarla ad un elite peraltro poco rappresentativa dell’umanità intera.
Il Paradiso (comunque lo si voglia pensare) non è per pochi perchè ha pochi posti e contingentati (come pensano i Testimoni di Ge(n)ova), ma lo è perchè a parità di gratuità della vita e della possibilità di comportarsi, solo pochi riuscirebbero ad essere così puri da meritarselo.
Un prodotto è veramente di elite (e quindi di qualità) “NON” se lo possono comprare tutti coloro che possono permetterselo, ma se lo scelgono solo in pochi tra la grande quantità di coloro che potrebbero acquistarlo.
L’acqua potabile per alcuni paesi africani è un prodotto di elite. La diffusione degli acquedotti, in altri paesi, la ha ricondotta a prodotto di massa.
Bellezza, qualità e fattura sono solo valori la cui diffusione tra la gente è legata al numero di impiegati nel loro processo produttivo. Più manifatturieri ci sono più è possibile condividere quelle qualità, meno costa l’oggetto.
Un occhiale di I-I a 1007 euro è un prodotto (indubbiamente) di elite. 1000 occhiali I-I da 1007 euro rappresentano già un piccolo fenomeno di massa. Cambia qualcosa nella qualità dell’oggetto?
September 17th, 2008 at 5:30 pm
Oggi sono andato a trovare il mio amico Antonio nonche’ fornitore di scarpe “eccellenti”dal mio punto di vista.
Neanche lui si rende conto della bellezza che genera.
Alla mia sensazione di stupore per un nuovo modello esposto,lui mi ha manifestato il suo rammarico per non averlo potuto far meglio e che non lo soddisfaceva il risultato finale.
Non sempre della Bellezza si ha la “consapevolezza”.
Sembra che alle donne accada spesso di sentirsi brutte anche se considerate dagli altri bellissime.
Io personalmente ne ho conosciute tante a cui accadeva il contrario.
E’ vero donne?
September 17th, 2008 at 6:03 pm
Danilo
credo che tu abbia esagerato un tantino. Prima di tutto perche nel tuo commento hai messo assieme tanti aspetti che andrebbero esaminati uno per uno…. Il tuo commento appare un gran calderone. Hai messo giu di tutto e di piu. Dalle risorse idriche in Africa, che ancora devo comprendere cosa possa incastrarci con la filosofia di DFW 8 (a me non risulta abbia mai affrontato questo tema specifico inerente al bello e dell’elite, poi può essere eh per carità. Io mi reputo sempre ignorante di fronte a tutto…. ). Poi perli di eccellenza e di qualità, degli occhiali da 1100 euro, dei poveracci che non si possono permettere ste cifre…. Poi sta frase “Il ben fatto non è di massa perchè il sistema economico ha relegato le abilità personali nelle categorie dell’inutile.” Suvvia da te danilo non me la sarei mai aspettata questa uscita. Scusami ma sembra uscita da un perbenista borghese qualsiasi, te lo scrivo senza offesa e con un grande rispetto verso la tua persona.
Ho letto tanta rabbia o senso dell’ingiustizia nelle tue parole, é possibile sia cosi?
Io credo si necessiti fare una distinzione tra nicchie di massa, quelle che svendono il lusso (come i nostri eccelsi stilisti da D&G, Cavalli e compagnia bella) che resisteranno finché rimarrà la nicchia di consumatori ebeti e non educati al rispetto verso il denaro stesso. Preciso che per me spendere 1100 euro per un paio di occhiali da sole é uno schiaffo alla miseria e qui faccio una sonora provocazione a II e al mondo delle grandi Griffe in generale. Pagare una borsa Vuitton riempita di logo a almeno 500 euro quando la potrei comperare a 100… quando vedo che un paio di occhiali da sole costano quanto una collana che produco io, quando l’oro puro al grammo costa piu del carbonio bhe certo posso anche avere il diritto di incazzarmi un attimino no? Oppure l’era dell’accioaio e le grandi firme lo vendevano ad oro colato. Io dovrei essere allora una eterna frustrata perche non rientro nella nicchia e non ci rientrerò mai FORSE. Capisci dove sta la differenza? Che ci sarà sempre quello che potrà sperperare denaro e quello che il denaro non ce l’avrà mai…. come quelli che stanno in Africa e soffrono di siccità…. ma loro sono loro e noi siamo noi, niente paragoni… mondi differenti e quando ti scontri con un mondo differente non é questione di nicchia, li la nicchia non esiste….. esiste la fame di tutto. Quindi non fare piu certi paragoni perche sono piu offensivi degli occhiali da 1100 euro.
September 17th, 2008 at 6:21 pm
Secondo me Antheus si é sbilanciato molto con questo post. Ha comuniicao pensieri molto personali….
September 17th, 2008 at 7:59 pm
boh, Giulia, non capisco cosa tu (non) abbia capito del mio intervento. Che c’entra DFW con l’Africa e l’acqua potabile? Ho fatto un esempio di bene di elite che, data la sua diffusione tecnica, altrove non lo è più. L’acqua è la stessa, diventa di elite se è carissimo e raro procurarsela (solo per coloro quindi che possono permetterselo) e non lo è più se basta aprire il rubinetto.
Cosa ho detto di strano?
Antheus ha riassunto il pensiero di DFW (che non è Dio) in quell’aforisma che assegna la bellezza, la qualità ed il ben fatto non alla massa. Mai. Quindi ad una elite. E’ una constatazione amara, me ne rendo conto. Io affermo nel post di sopra che non sono d’accordo con una concezione di quel genere. Se DFW era critico su questa cosa e d’accordo con me meglio ancora.
Cosa ho mai detto di non condivisibile o di così profondamente errato?
La frase che riporti è una metafora del fatto che oggi come oggi l’abilità personale è un optional non necessario. Perchè? Perchè proprio la politica di scomparsa delle figure artigianali che potevano tramandare l’abilità, a favore invece delle lauree, a favore del commercio pret-a-porter, a favore delle griffe cinesizzate, è la causa di una ignoranza della necessità di qualità.
Quindi, mi sa che diciamo la stessa cosa, ma tu a volte leggi senza guardare o guardi senza leggere.
E’ proprio la mancanza di concorrenza che genera l’elitarietà di un prodotto. Ripeto, se ci fossero più sarti, farsi un abito non costerebbe tanto. Se ci fossero più occhiali al carbonio, quelli I-I costerebbero meno o dovrebbero dotarsi di un plusvalore di immagine che giustifichi il prezzo più alto. Finchè sono solo loro a farli così, fanno bene a farseli pagare. Anche se lo trovo vagamente fuori dal mondo.
Insomma, ditemi quale è secondo voi un prodotto che costa veramente quanto vale?
Un diamante costa tanto perchè rappresenta un valore o perchè costa estrarlo e lavorarlo? Estrarlo costa pochissimo (manodopera del terzo mondo e concessioni a prezzi stracciati o in cambio di armi usate), lavorarlo costa ancora meno (piccole manine indiane a pochissimi soldi). Il mercato dei diamanti è ovviamente in regime di monopolio (De Beer), altrimenti non varrebbero tanto. Il loro valore è convenzionale, non effettivo. La mancanza di diffusione delle lavorazioni considerate di elite è la causa stessa del loro essere di elite. Questo a qualcuno fa comodo. Ovvio.
Forse ciò che c’è di più bello, di qualità, di ben fatto, di valente al mondo è proprio il cervello di un uomo e stranamente è quanto più di massa possa esistere: circa sei miliardi di esemplari….
Sul fatto che bellezza e “benfatto” possano essere anche prodotti di massa e non abbiano nulla a che fare con uno standard elitario di qualità, mi sembra talmente ovvio che evito di ritornarci.
September 17th, 2008 at 8:06 pm
Giulia
c’e sempre qualcosa di autobiografico nei post di Antheus.
Anche se parla di ombrelloni colorati e cabine d’estate c’e sempre un riferimento felliniano legato al suo periodo infantile che percepisco sia stato molto importante e ben vissuto.
Non te ne eri accorta?
Lui e’ come Alfred Hitchcock compare improvvisamente nei suoi post.
Devi solamente riuscire a scovarlo decriptando il messaggio.
Non e’ semplice,
- Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto - Italo Calvino -
September 17th, 2008 at 9:46 pm
Honnete
qualsiasi persona che scrive racconta di se, qualcosa di intimo…. ne so qualcosa personalmente. Pero, in questo caso ho letto una sensibilità maggiore e un filo di tristezza da parte di Antheus, si vede che a questo autore era particolarmente affezionato… ma questa é solo una sensazione che ho avuto.
Danilo
Caro,
sono io che ti chiedo cosa c’entri l’acqua e qui ti riporto parte di quanto hai scritto tu stesso: “L’acqua potabile per alcuni paesi africani è un prodotto di elite. La diffusione degli acquedotti, in altri paesi, la ha ricondotta a prodotto di massa.
Bellezza, qualità e fattura sono solo valori la cui diffusione tra la gente è legata al numero di impiegati nel loro processo produttivo. Più manifatturieri ci sono più è possibile condividere quelle qualità, meno costa l’oggetto.”
Come paragone non ci incastrava niente e l’ho solo commentato…. mi sei apparso solo eccessivo e leggermente fuori tema, tutto qui. Io ho solo esternato ciò che sei riuscito ad emanarmi con le tue parole niente di piu.
Rispetto cmq il tuo pensiero. Non esprimo niente altro SULL’ELITTARIETA PERCHE’ IN POCHE PAROLE HO GIA ESPRESSO CIO COSA PENSO A RIGUARDO e mi pare che qualcuno abbia compreso, almeno spero…. inutile enunciare mille parole….
September 17th, 2008 at 10:01 pm
Beh… conosco David Foster Wallace solo di nome. Grazie antheus per averne parlato: è una occasione, di sicuro per me e forse anche per altri del blog, di riflettere sulla vita di una persona…e magari questo può illuminare un po’ anche le nostre vite:)
September 17th, 2008 at 10:05 pm
Ah dimenticavo se un qualcosa di bello vale veramente non ha prezzo e so lo apprezzi non guardi al prezzo, mentre se lo apprezzi ti soffermi sul valore economico…. Poi che possiamo permettere di cmprarci l’oggetto desiderato é un’altro paio di maniche…. la bellezza é come una donna di Gaugen…. l’esempio che facevo sugli occhiali da 1000 euro volevano solo esprimere questo concetto.
September 17th, 2008 at 11:39 pm
“Il capo d´abbigliamento piú bello per una donna sono le braccia dell´uomo che ama”. YSL
September 17th, 2008 at 11:48 pm
domanda:ció che é elitario non porta mai a niente di buono? (Samsara)
risposta: ciò che esclude non porta a niente di buono…..
September 18th, 2008 at 12:03 am
Giulia: La sensazione che hai avuto è giusta. Sono molto scosso da questa morte, o meglio, da questo suicido compiuto da colui che io ho sempre ritenuto il più lucido narratore del nostro tempo e uno scrittore più che brillante.
September 18th, 2008 at 3:07 pm
Antheus: le emozioni che questa persona ha saputo regalarti, attraverso le sue parole, rimarranno sempre anche se ha scelto di andarsene cosi….