Italici
(di Antheus)
Chi legge frequentemente questo blog sa che qui ci piace fare delle riflessioni sul “made in Italy” e sull’Italianità, concetti spesso travisati, usati in modo strumentale e non sempre corretto. Le mie riflessioni si arrichiscono dopo aver letto un interessante libro intitolato Italici. Il possibile futuro di una community globale scritto, tra gli altri, da Piero Bassetti. Il libro si basa sulla definizione di Italici, una community di quasi 150 milioni di persone che, in tutto il mondo, esprimono uno stile di vita e di pensiero all’italiana: 50 milioni circa in Italia, altri 50 milioni sparsi in Europa, circa 25 in Nord America e altrettanti in Sudamerica. Una italian way che va oltre il concetto di made in italy e della nazione italiana chiusa dentro i suoi confini geografici.
Bassetti (che è stato presidente delle Camere di Commercio all’estero) paragona questa comunità globale e trasversale a un Commonwealth di esperienze, ideali, una ricerca di comunanza di tutti coloro che hanno una radice italiana, ma che abbiano anche quella sensibilità, quel gusto, quel modo di pensare che costituisce un importante asset per il mondo.
E’ un concetto che va oltre quello degli “italiani all’estero”: gli italici si riconoscono non per il passaporto o diritto di voto, bensì per i valori estetici (dall’arte, alla cucina, alla moda), per la qualità quotidiana della vita e il gusto per il particolare.
Il libro fa anche un’interessante riflessione sulla crisi della globalizzazione e della organizzazione per nazioni. La crisi dell’Onu, l’accordo di Schengen, la recessione imperante ci dimostra, sostiene Bassetti, che i problemi sono sovranazionali e che, in questo scenario, certi glocalismi possono offrire una soluzione su temi come ecologia, finanza ed estetica.
Non sempre le opinioni contenute nel libro sono tutte condivisibili, però è un punto di vista da tenere in considerazione.

September 12th, 2008 at 11:30 am
Gli italici.
Sono piu’ italici i Siciliani o i Valdostani?
Gli italiani a mio avviso hanno una caratteristica che li contraddistingue:
il non essere una comunita’ “orizzontale”capace di lavorare in team per un fine comune.
Un secondo Rinascimento sara’ possibile solamente con un rapporto padre padrone come e’ avvenuto nel 500′.
La democrazia spesso in questo paese viene scambiata per anarchia.
E’ contro il mio modo di pensare ma ritengo sia cosi’.
September 12th, 2008 at 11:45 am
La riflessione è più che complessa. Mi limito a pensare che i cosiddetti “valori” che vengono poi riassunti in “italianità” rappresentano ancora per molti, scenari e comportamenti che qui in Italia forse non assumiamo più come nostri.
E’ un po’ l’onda lunga della cultura nostrale dove all’estero arriva il flusso ritardato mentre da noi già si cambia.
il problema è anche che noi si cambia non a seguito di elaborazioni progressive della nostra cultura autoctona (quella tradizionale) ma spesso grazie a contributi neanche tanto lievi di “culture” (?) a noi estranee storicamente ma vicinissime commercialmente.
Cosa succede? Che l’italianità che troviamo all’estero ha valenze ormai sconosciute qui da noi. palro prevalentemente dell’amor patrio (carneade chi è questo sconosciuto…?), dell’organizzazione familiare, del gusto per l’abbigliamento e per i dettagli, per la cucina. Un misto tra la cartolina col mandolino e la pizza e la new economy delle quarte generazioni post emigrazione.
Domande: quanto dell’italianità tirata in ballo da Bassetti appartiene veramente all’italianità effettiva da noi vissuta? Quanto siamo oltre? Quanto “arriva” della nostra cultura attuale nel mondo? Possiamo considerare gli italiani nelmondo come “ambasciatori” della nostra cultura o i veri ambasciatori sono coloro che hanno assunto quei comportamenti una volta tipicamente nostri?
E’ più italiano un ricco newyorchese che si fa fare abiti e scarpe su misura con gusto “italiano” o il giovane vestito di jeans vita bassa e naich a struscio per via del Corso?
September 12th, 2008 at 12:03 pm
la democrazia è il governo che governa il popolo
September 12th, 2008 at 12:12 pm
Gli italiani spesso si sopravvalutano.
La ragione di cio’ sta nel passato di questo paese ed in quello che ha saputo costruire.
Visto che le cose cambiano e non si campa di rendita benvengano le nazioni emergenti che hanno voglia di fare.
Il nostro declino .parlo di quello Occidentale,e’evvidente a tutti.
Noi italiani come sempre ne siamo l’avangurdia.
September 12th, 2008 at 1:16 pm
Non credo come Honnete che ci sia bisogno di un ritorno al Rinascimento nel senso letterario del termine, ne l’idea padre padrone come fonte di mecenatismo. Sostengo che la mancanza di unità, coesione e senso dell’italianità a favore di un sistema economico e culturale derivi da secoli di divisioni geopolitiche, battaglie, attacchi dall’esterno. Con l’Unità di Italia e il Risorgimento non si é riusciti ad unire ulteriormente degli steterelli non certo abituati alla libertà. Nel nostro dna é sempre esistito l’arte di arrangiarsi, relegando agli altri i compiti piu gravosi….. Il made in Italy é esistito solo economicamente fino a che le economie internazionali tiravano a gonfie vele, quindi fino al secondo mandato Clinton. Ma non é forse mai esistito un vero made in Italy culturale. Non a caso si investe giovani leve su ogni campo: dalle scenze, all’arte, alla letteratura, alle arti visive, all’editoria…. Il senso territoriale del made in Italy non é mai stato nazionale, ma regionale o addiruttura localizzato a cittadine…. Con certe prerogative mentali e culturali adesso ci troviamo ancora piu spaesati difronte ad una globalizzazione e politica internazionale trite e in grossa difficoltà. Per quanto riguarda l’eleganza che tutto il mondo ci ha riconosciuto, soprattutto nei decenni ‘80/’90, io dico di osservare i nostri connazionali quando se ne vanno all’estero. Come ha segnalato un noto quotidiano statunitense nel mese di agosto:”gli italiano sono dei cafoni vestiti bene”. Oppure leggiamo attentamente cosa ha scritto Danilo:” E’ più italiano un ricco newyorchese che si fa fare abiti e scarpe su misura con gusto “italiano” o il giovane vestito di jeans vita bassa e naich a struscio per via del Corso?”.
Forse Oliviero Toscani ad attaccare Miss Italia….. da noi bisogna prostituire e sminuire per accedere, ma michiedo in quanti comprenderanno certe sue dichiarazioni, oltre allo scandalo che ha suscitato.
“Non hai veramente capito qualcosa fino a quando non sei in grado di spiegarlo a tua nonna. (Albert Einstein)”
“L’uomo elegante è quello di cui non noti mai il vestito. (William Somerset Maugham)”
September 12th, 2008 at 1:58 pm
e vaii il ponte di calatrava è stato aperto…molti i commenti positivi…
September 12th, 2008 at 2:37 pm
Honnete, d’accordissimo con quanto da te scritto.
Di getto ti risponderei che sono più italici i Siciliani. Ma a pensarci bene, i Valdostani, la cui maggioranza si atteggia tanto a fare i francesi solo per sfruttare ogni beneficio economico, politico e chissà di quale altro genere ( io non ne vedo altri ), traendo solo vantaggi da questa situazione ambigua, non sono forse i più validi rappresentanti dell’ormai consolidato “stile italico”???…io direi proprio di sì…..
Non è piacevole ammetterlo, ma gli italiani devono sul serio riscoprire e rivalutare il vero made in Italy, quello che non passa solo per i grandi nomi conosciuti in tutto il mondo. Troppo facile per gli italiani essere apparentemente dei sostenitori convinti del made in Italy quando invece nella realtà i nostri prodotti vengono danneggiati dall’interno a favore delle imitazioni cinesi, thailandesi, pincopallesi.
A volte purtroppo ho la solita impressione: tanto filosofeggiare e pochi fatti.
Ma come ben ricorda Giulia è la nostra arte di arrangiarsi…
Buon weekend.
September 12th, 2008 at 2:40 pm
…beh…allora mi pregio di non essere elegante…(alla Maugham)
September 12th, 2008 at 3:02 pm
Honnete
spero di non confonderti troppo le idee, ma ti segnalo un’altro aspetto dell’editoria e giornalismo su internet che può farti comprendere altri aspetti connessi. Troverai anche una micro bibliografia, cosi se avrai voglia potrai leggerti qualcosa per approfondire….. trattasi in questo caso di giornalismo partecipativo.
http://it.wikipedia.org/wiki/Giornalismo_partecipativo
September 12th, 2008 at 3:07 pm
Se ti piaci cosi fai bene a pregiarti Danilo…..
September 12th, 2008 at 4:30 pm
calatrava? è un architetto? paolo, ma dai, secondo me è un buffone e basta. finge di costruire in calcestruzzo, ma non ne ha le (scusate il termine) palle, quindi rinforza il tutto con delle belle travi d’acciaio: perchè non progetti direttamente in acciaio e non fai progetti buffoni? la città delle arti di valencia è un pugno in un occhio e se ci sbatte un aereo dentro lo infilza: tutte quelle guglie sono francamente ridicole, mi ricordano, non lo so, un pettine. per quanto riguarda calatrava mi trovo perfettamente d’accordo con il parere del prof. franco la cecla (anche se, a mio avviso, essendo quest’ultimo un architetto, forse gli brucerà di non avere i soldi degli archi-star… vedi post di qualche mese fa).
in poche parole: per me uno che fa tutte queste cretinate e poi casa sua è un bel palazzotto del ‘500 in pieno centro cittadino è un incoerente, perchè potrebbe fare anche per sé una di quelle belle cag..e che va spargendo in giro.
e siccome oggi sono in vena polemica dico ad antheus che è cattivo, perchè alla mia domanda (quando usciranno i nuovi giubbini creati con moncler?) non ho avuto alcuna risposta, dunque aspetto…
September 12th, 2008 at 4:34 pm
Andro via definitivamente da questo paese quando riusciro’ ad ottenere qualcosa per “merito” , senza raccomandazioni.
E potro’ dire veramente in giro di essere un miracolato.
Essendo il paese dei santi, faro’ domanda per la “beatificazione” in vita.
Saint Provocateur vi piace?
September 12th, 2008 at 4:46 pm
Giulia
”gli italiano sono dei cafoni vestiti bene”.
Fatti fare qualche nome dal gionalista, sul cafone non ci piove ma sull’eleganza si.
I veri sarti sono spariti quando non sono a prendere l’estrema unzione.
Li hanno sostituiti gli indiani con gli orli a 5 euro ed i rammendi a 20.
Mia madre per fare un orlo rifinito 10 anni fa pretendeva 30/40 mila lire e c’era la fila.
Una rammendatrice Doc voleva da 100.mila lire in su per non far notare nulla.
Ancora oggi che non lavora piu’ la cercano disperatamente.
De gustibus non est disputandum.
September 12th, 2008 at 10:28 pm
Provocateur, ha eliminato Honnête…?
September 13th, 2008 at 1:55 am
condivido in pieno: gli italici si differenziano per i loro valori e le loro tradizioni. Il rito del caffè, la passione per la tavola e il magiar bene, la famiglia e il rispetto dei luoghi dell’infanzia (specialmente nel caso di trasferimenti più o meno forzati), l’abitudine di vivere quotidianamente immersi nella storia e nei musei, la concezione del bello e dello stile, l’intraprendenza nel creare progetti, l’arte di adattamento e dell’arrangiarsi…………e perchè no anche dell’arroganza!
W L’ITALIA e W GLI ITALIANI con i loro difetti e i loro pregi…
September 13th, 2008 at 9:28 am
uhm…mi domando che orlo adottino i frati francescani…. forse l’orlo santo?
L’eleganza e l’abbigliamento sono certo l’immagine dell’interno di ognuno di noi, ma mai possono sostituire l’essenza delle persone e la consistenza di esse.
Gli orli si comprano come si compra la verginità. E un orlo sdrucito (o scucito) mi dà solo indicazione che quella persona forse ha (ben) altro a cui pensare.
I begli orli sono certo belli da guardare. Chi ne usifruisce riesce anche a bearsene (bontà sua, forse ha interessi minori altrove). Chi se ne trova circondato non può che acquisirne la maestria e la beltà del gesto artigianale.
Ma guai a pensare l’umanità in funzione di ciò che mostra.
Siamo dei cafoni, evvero. Indubbio. Si parla di grossi numeri, sempre con le dovute eccezioni, nei caratteri e negli orli.
Ma lo siamo abbastanza. Pur con tutte le contradizioni del caso, non abbiamo la silenziosa classe degli scandinavi, nè la capacità di introspettare ciò che maledettamente invece estrospettiamo.
Vestiamo indubbiamente con gusto. Ma coloro che in questo momento portano avanti in sordina il nome della preparazione italiana vestono camicie “nerd” e pantaloni normalissimi e girano ad esempio in tondo insieme ai protoni del CERN. Forse scopriranno una cosa veramente inutile quale l’origine dell’universo. Certamente inutile per le masse diffuse il cui interesse è rinnovare la scheda di Sky e cercare di sfangare la sopravvivenza. Certamente inutile per coloro che corrono su e giù per le passerelle a mostrarsi e mostrare quanto siamo bravi a disegnare l’aria mentre l’umanità necessita di brevetti per la sopravvivenza della stessa.
Scopriremo, insieme agli altri forse, il segreto del’Universo. E lo faremo con gli orli scuciti. E non credo che se fossero cuciti cambierebbe molto.
Gli italiani all’estero invece che hanno gli orli ben cuciti da 100 euro, molto spesso sono proprio coloro che infangano il buon nome degli italiani veri, quelli onesti. Gli orli ben cuciti ce li hanno tanti politici, imprenditori con gli yacht pagati da noi, attorucoli, figuranti, anche ben inseriti, di questa vita che cancella tutto in un lampo di crash o di ictus o semplicemente di ottanta anni ben vissuti.
Siamo tutti i sostenitori più accaniti dell’eccellenza artigianale italiana e della necessità di ripromuoverla in modo efficace e produttivo.
Ma limitiamoci a far finta di crederci, senza convincersi che la realtà sia veramente quella….
[...]
Ma chi te cride d’essere…nu ddio?
Ccà dinto,’o vvuo capi,ca simmo eguale?…
…Muorto si’tu e muorto so’ pur’io;
ognuno comme a ‘na’ato é tale e quale”.
“Lurido porco!…Come ti permetti
paragonarti a me ch’ebbi natali
illustri,nobilissimi e perfetti,
da fare invidia a Principi Reali?”.
“Tu qua’ Natale…Pasca e Ppifania!!!
T”o vvuo’ mettere ‘ncapo…’int’a cervella
che staje malato ancora e’ fantasia?…
‘A morte ‘o ssaje ched”e?…è una livella.
‘Nu rre,’nu maggistrato,’nu grand’ommo,
trasenno stu canciello ha fatt’o punto
c’ha perzo tutto,’a vita e pure ‘o nomme:
tu nu t’hè fatto ancora chistu cunto?
Perciò, stamme a ssenti…nun fa”o restivo,
suppuorteme vicino-che te ‘mporta?
Sti ppagliacciate ‘e ffanno sulo ‘e vive:
nuje simmo serie…appartenimmo à morte!”
[...] A. De Curtis (Totò)
September 13th, 2008 at 9:55 am
Uhm…vedo gente sotto casa, davanti alla chiesa.
Da come son vestiti deve essere un funerale.
No, arriva un’auto.
E’ un matrimonio!
September 13th, 2008 at 10:22 am
Gli italici.
Una volta l’italia dell’ estetica e dello stile veniva rappresentata all’estero dal nonno di Lapo.
Ora dai parvenue Briatore e Berlusconi con contorno di gorilla al seguito che fanno tanto “cassamortari” in gita.
L’taliano che esportiamo oggi e’ un “burino vestito a festa.”
D&G docet.
Italian Style?
The End
cordelia
se in Italia sei un honnête ti sei eliminato automaticamente.
Perche’ amo gli aforismi?
L’aforisma non coincide mai con la verità: o è una mezza verità o è una verità e mezza.-Karl Kraus-
September 13th, 2008 at 12:21 pm
Antheus se sei al Blogfest fatti invitare da Telecom italia anche al GUASTAFest.
Loro sono i migliori al mondo nel campo nel settore Guasti.
Insuperabili.
September 13th, 2008 at 5:39 pm
SGUUP biscardiano
The Sartorialist & The Fashionist in Milano.
http://www.thefashionist.se/2008/08/milano-sartorialist.html
Ora mancano all’appello the Trendist & the Coolist.
Ho messo una taglia di 10 euro su di loro.
September 13th, 2008 at 6:03 pm
Globus et Locus
Sembra che qualcuno abbia a cuore gli Italici, vi segnalo questo link:
http://www.globusetlocus.org/it/italici
ed anche il blog di Piero Bassetti: interessante!
http://www.globusetlocus.org/blog/
Grazie Antheus, mi trasferisco per un poco di là … ciao.
September 13th, 2008 at 7:54 pm
L’italianita’ fahion da esportare nel mondo e’ anche questa.
COLLEGATO IN DIRETTA DA CASA SUA.
Erik Priebke, presidente onorario della giuria di “Star of the year”, concorso per miss riservato alle bellezze della Ciociaria, età compresa tra 14 e 28 anni. Camicia bianca, poltrona di pelle e libreria sullo sfondo, uno sguardo che sembra pure allegro: «Mi avrebbe fatto piacere intervenire di persona—dice— e ringrazio gli organizzatori per l’invito che considero un atto umanitario». Sì, perché l’ex capitano delle Ss condannato all’ergastolo per la strage delle Fosse ardeatine, 335 persone ammazzate con un colpo in testa una dopo l’altra, doveva essere presente in carne ed ossa qui al Tramp’s Hotel di Gallinaro. Ma il giudice di sorveglianza gli ha negato il permesso e lui non ha potuto lasciare gli arresti domiciliari di Roma.
“Vi sono crimini che diventano innocenti e perfino gloriosi a causa del loro splendore, numero ed eccesso.”
- François De La Rochefoucauld -
http://www.corriere.it/cronache/08_settembre_13/priebke_ospite_video_56b84b82-815e-11dd-95db-00144f02aabc.shtml
September 14th, 2008 at 8:03 am
E noi Italiani?
Dove e’ finito il nostro style r la nostra eleganza?
Per me l’eleganza non è passare inosservati, ma arrivare al nucleo di ciò che si è. -Christian Lacroix-
Dalle strade ai blog: TUTTI I LINK DAL MONDO.
http://www.rencontres-arles.com/ARL/C.aspx?VP3=Renderer_VPage&ID=ARLP313
Vi consiglio di visitare il sito dell’Exhibitions di Christian Lacroix
http://www.rencontres-arles.com/ARL/C.aspx?VP3=Renderer_VPage
September 14th, 2008 at 10:06 am
dagli “italici” di cordelia:
“L’Associazione Globus et Locus nasce allo scopo di promuovere l’analisi delle problematiche glocal emergenti cioè dalla dialettica tra globale e locale ed è il luogo in cui le riflessioni generate da tale fenomeno si traducono in studi e in azioni strategiche.”
eeeeeeh?
:shocked:
September 14th, 2008 at 10:40 am
September 14th, 2008 at 1:21 pm
I francesi bisogna ammetterlo hanno un’altro passo.
http://www.garancedore.fr/
September 14th, 2008 at 4:37 pm
Ciao, vorrei invitarti a partecipare ad un sondaggio inerente le intercettazioni ed i limiti soggettivi sito sul blog http://vivalacostituzione.blogspot.com
a piè di pagina.
I risultati saranno inseriti nella mia tesi di laurea, la quale sarà pubblicata su internet con licenza creative commons.
Grazie!
September 14th, 2008 at 4:53 pm
danilo hai citato un pezzo bellissimo ‘la livella’.. innanzi a lei torniamo bambini, le emozioni sono contrastanti e quando le persone ci lasciano ci si ricorda di quelle che hanno avuto una personalità tremendamente umana. il resto passa e se ne và.. nel dimenticatoio.
September 15th, 2008 at 12:03 pm
[...] Italici [...]
September 15th, 2008 at 1:19 pm
Non me ne voglia Piero Bassetti anche perche’ il suo libro non l’ho letto.
Mi aspetto che lui o qualcun altro scriva su una community piu’ rappresentativa dei tempi:
“GLI ITALIOTI, il tragico destino di una popolazione che si credeva piu’ furba delle altre”
September 15th, 2008 at 2:53 pm
Io dei francesi apprezzo una sola cosa: l’italianità.
September 15th, 2008 at 3:49 pm
Credo che agli italiani non interessi affatto dell’italianità, figuriamoci ai francesi e al resto del mondo cosa puo interessare….. italiani all’estero compresi i quali é gia tanto se si ricordano della loro regione e dialetto stretto. Qualche anno fa mi trovai a New York, si parla di metà anni ‘90, incontrai casualmente un siciliano di mezza età trasferitosi da piccolo negli States. Credeva che in Sicilia trainassero ancora i carretti come nel dopo guerra, oltre al fatto che mescelava ad arte il siculo all’americano…. uno scempio linguistico…. oggi le nuove generazioni di origine italiane non hanno nemmeno la memoria ne un interessamento al nostro paese.
September 16th, 2008 at 10:21 am
Ho lavorato per un anno a stretto contatto con la cosiddetta italianità all’estero - Camere di Commercio, ICE, Associazioni varie ecc, ecc.
Risultato ? L’Italia perfettamente riprodotta: imprenditori ed inventori a volte geniali, strutture a volte utili molte altre volte inutili, gente che si “sbatteva” e ci “credeva” altri che erano capaci solo di tirarsela per il solo fatto di lavorare all’estero………
Ma questo sentimento di amore verso l’Italia c’è …..solo che nessuno e capace ad indirizzarlo……
September 23rd, 2008 at 3:45 pm
eccone un altro:
«Ho creato un marchio di moda che si chiama Principe d’Italia, una linea uomo sport chic. Ci credo molto e tra breve la lanceremo alla grande». Nel clima da settimana della moda Emanuele Filiberto di Savoia, oggi in tv tra gli opinionisti de Il ballo delle debuttanti, annuncia in un’intervista a “Diva e donna” la sua nuova trovata.
Ma a lavorare no eh?
September 25th, 2008 at 3:20 pm
ahahahah davvero grandi!
Oh, ma lasciate che mi presenti: navigavo distrattamente in rete, in queste soporifere ore postprandiali, quando, cercando alla voce “Made in Italy”, mi imbatto in questo blog tuuuuutto scuro. Ho iniziato a leggere e…rivelazione: ho trovato il Made in Italy, VOI.
Battute a parte, complimenti. Molte considerazioni interessanti, molte citazioni degne di essere…citate, un pizzico di sana (auto)ironia. Vi inserisco tra i preferiti.