Stili per strada

(di Antheus)

Chi è appassionato di stile ed eleganza conoscerà certamente The Sartorialist, il photo blog creato dal newyorkese Scott Schuman. Per chi invece non l’avesse mai visto, The Sartorialist è un seguitissimo blog che raccoglie le istantanee dei look più interessanti incrociati sulle strade - e non sulle passerelle - di tutto il mondo (un paio di volte è stato immortalato anche il nostro Lapo). Oggi i veri stilisti cioè i reali creatori di stile, per cercare ispirazioni nel contemporaneo, guardano in rete più The Sartorialist che i vari WWD o gli Style.com.

Quello di The Sartorialist è diventato un semplice ma efficacissimo format, tanto che il marchio Gant ha ingaggiato lo stesso Scott Schuman per creare la nuova campagna Autunno/Inverno 08/09 utilizzando le strade come marciapiede e persone comuni come modelli.

In fondo uno dei maggiori passatempi di chi è appassionato di stile ed eleganza è quello di osservare cosa indossa la gente:  quindi oltre che un format editoriale e di comunicazione, quello di Sartorialist può diventare anche un’efficacissima modalità di vendita. Così almeno la pensano i creatori del sito Stitsh.com che, insieme alle istantanee delle persone incontrare per strada (per il momento solo a Londra), inseriscono i nomi e i siti dei negozi dove poter acuistare parte dei capi e degli accessori indossati dalle persone immortalati nelle foto.

102 Responses to “Stili per strada”

  1. honnête provocateur Says:

    Conosco Gant non conoscevo The Sartorialist e Stitsh.com ma a chiunque ho proposto la stessa idea qualche anno fa mi ha preso per pazzo.
    Se la cosa funziona per “il grande fratello” in TV mi sono chiesto. perche’ non dovrebbe funzionare con un media diverso?
    Tipico modo di fare italiano.
    Per avere delle idee devi avere la patente di “creativo”.
    Chi te la da la patente?
    http://it.youtube.com/watch?v=paSM8blKVUI

  2. honnête provocateur Says:

    Intuire che c’e piu’ originalita’ nelle strade che nei modelli proposti e’ lapalissiano.
    Ma il gregge ha sempre bisogno del pastore e i pastori lo sanno.
    ” Per me l’eleganza non è passare inosservati, ma arrivare al nucleo di ciò che si è.” -Christian Lacroix -

  3. gabriele Says:

    Questa è una delle idee più interessanti che ho sentito negli ultimi tempi. Sarebbe bello se si potesse fare anche da noi, magari gli autori potreste essere proprio voi. L’idea di vedere “sfilare” la moda che si vede per strada e non quella, spesso impraticabile, delle passerelle è veramente unica (soprattuto visto quello che gira per la moda maschile). Mi permetto di suggerire che si dovrebbe svolgere a Roma e Milano, per dare un idea di quella che è la moda nelle due città, anche come discorso socio-culutarale.
    Altra possibilità potrebbe essere che attraverso il discorso della modalità di vendita si potrebbe vedere una sprovicalizzazione, almeno, di Roma.
    Esulo per un istante dal post, questa estate sono andato per lavoro a Monaco di Baviera e ho approfittato per passarci anche il sabato, ho visto una città rifiorita, un piccolo salotto fatto di angoli dove bere, mangiare, divertirsi. E poi in Maximilian Strasse ho visto solo negozzi monomarca, compreso quello di Ralf Loren, che ha Roma non abbiamo(tanto per dirne una). Forse vedere la moda che gira per strada farà bene anche alla moda che si svolge in passerella, e forse ci renderà meno provinciali anche per quello che riguarda il concetto di tutela della privacy, già me lo vedo il tizzio vestito da fighetto che non vuole essere fotografato perché viola la sua privacy, è il momento di crescere e di dventare grandi, forse questo è un modo per far ritornare l’Italia al centro delmondo dela moda, quello reale…

  4. andrea squinobal Says:

    non ero a conoscenza di questo blog, divertente ed interessante!
    è un immagine della gente comune, gli stili della strada che spesso vanno controcorrente alle mode e ai conformismi…

  5. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    beh…anche a Livorno: ci sono una bella varietà di infradito in gomma……

  6. gabriele Says:

    Una piccola rettifia, fa vedere delle immagini dello stile italiano, a costo di sembrare sciovinista, siamo quelli che hanno più stile, ma ribadisco un taglio più italiano, con commenti più in stile con quello che è il nostro modo di pensare darebbe un certo tipo di tocco all’esperienza rendendola unica. Vi invito a pensarci, sarebbe anche un modo per verede le vostre giacche e le camicie portate da persone “normali”.

  7. honnête provocateur Says:

    Quando un Dj quotatissimo ad Ibiza (siamo a livelli di Danny Tenaglia) edita un pezzo (molto Chemical Brothers) e nel primo giorno di uscita del brano e’ subito il n°2 della chart inglese ufficiale va segnalato.
    Prevedo un tormentone autunnale da noi nelle radio.
    Eric Prydz - Pjanoo (Rhythm Punkz Remix)
    http://it.youtube.com/watch?v=sPCxp6n6yYY
    La classifica:
    http://www.bbc.co.uk/radio1/chart/singles.shtml

  8. Antheus Says:

    Honnete: Non posso credere che tu finora non conoscesse The Sartorialist. Come ho aggiunto nel post Oggi i veri stilisti cioè i reali creatori di stile, per cercare ispirazioni nel contemporaneo, guardano in rete più The Sartorialist che i vari WWD o gli Style.com.

  9. Dilett@ Says:

    I cani, i piccioni…. e Lapo chi sarebbe? il re della giungla?
    Ma quelli sono animali da città…… mi sa che se li sbrana…..
    Ogni animale deve vivere con i suoi simili altrimenti succede un casino.
    Avete mai provato a mettere una iena in un pollaio?

  10. Paolo Convertito Blasio Says:

    ahhhhh the sartorialist…io lo adoro..ogni giorno tra le pagine sempre aperte sul mio pc c’è oltre a corriere.it repubblica.it e altri siti di finanza e attualità, c’è sempre thesartorialist seguito credo da un paio di anni..da quando il suo creatore ha deciso di non fare più il venditore di moda ma di creare questo incredibile sito dove il comune denominatore è l’eleganza a prescindere da tutto… in un vecchio post inserii anche una foto di lapo con una giacca blu apparso su thesartoroialist….sull’ultimo numero di style c’è anche un bel articolo dedicato a schuman….

  11. Antheus Says:

    Honnete: Non posso credere che tu finora non conoscessi The Sartorialist. Oggi i veri stilisti cioè i reali creatori di stile, per cercare ispirazioni nel contemporaneo, guardano in rete più The Sartorialist che i vari WWD o gli Style.com.
    Però caro Honnete, ogni tanto il tuo modo di ragionare è un po’ per così dire “old economy”: oggi non c’è bisogno di avere la patente di creativo né di santi protettori. Basta fare. Da soli, senza sponsor.
    Scott Schuman ha sfruttato i suoi continui viaggi nelle capitali europee e negli States (fa il fotografo) per iniziare a fare The Sartorialist, il tutto con budget zero (la piattaforma che ospita Sartorialist è blogspot, quindi gratuita). Anzi, all’inizio non si sapeva nemmeno chi ci fosse dietro a The sartorialist, poi dopo, quando è diventato di culto , ha scoperto le carte.

  12. Paolo Convertito Blasio Says:

    trovato le foto…..
    http://bp0.blogger.com/_qjpwnPW4c1o/SA3ueoTnXLI/AAAAAAAADSM/NT5WeFQWFZU/s1600-h/Lapo-Elkann.jpg
    http://bp2.blogger.com/_qjpwnPW4c1o/RrcWqjH_CnI/AAAAAAAABy8/BK-sT4GHuyc/s1600-h/Lapo-Elkann.jpg

  13. honnête provocateur Says:

    No non lo conoscevo.e ti devo ringraziare per avermelo fatto conoscere.
    Non voglio fare l’egocentrico e l’accentratore, ma nel 1990 andai per due mesi negli States ed ero vestito in maniera molto stravagante per loro.
    Be’ le persone mi fermavano in continuazione come una Star e mi chiedevano chi ero e da dove venivo.
    Addirittura al caffe Roma (gestito da una famiglia della Garbatella) di Beverly Hills al bar (allora) del ritrovo dei divi di Hollywood erano seduti nei tavolo vicini al mio Michey Rourke e la sua banda di motociclisti ed ad un altro tavolo Ben Gazzarra.
    Non so perche’ ma i paparazzi quella sera fotografarono anche me ed il mio tavolo me senza sapere che io non ero nessuno.
    Sono stato uno dei primi beneficiari della profezia di Andy Warhol?
    In quel momento capii l’importanza del “sembrare e del distinguersi.” a prescindere da chi si e’.

  14. andrea squinobal Says:

    d’altronde è la grande forza di internet…che a costo zero si può intraprendere una strada, magari nata da una semplice idea, restando se si vuole addirittura anonimi…

  15. raffaela Says:

    The sartorialist,
    bè scusatemi ma all’appello manca proprio Honnete, ma non lo dico perchè mi è simpatico.. è una persona singolare e ha un suo modo di vedere e recepire le cose e ciò che lo circonda, sà di non passare in osservato e per questo lo ammiro.. lì sente gli sguardi che gli cadono addosso e in positivo e in negativo ma lui non si scansa e questo mi piace.. ha un suo stile e non si vergogna di esternarlo, ecco che chi lo conoscere può subito scegliere per un ’sì’ mi piace o ‘no’.

    tu honnete non lo sai.. ma il momento che mi è piaciuto con te è stato quando fermi al semaforo, una persona seduta sul ciglio di una strada ti ha riconosciuto con tutto il casco e ti ha regalato un bel sorriso salutandoti… chiamasi “linguaggio universale”.

  16. david Says:

    ho the sartorialist nei siti preferiti da giugno 2007, quando ho letto un articolo su l’uomo (vogue). secondo me è un po’ come fare un viaggio nelle capitali, vedendo di tutto: i pantaloni di gucci primavera-estate 2008 tutti bellli colorati da cosa sono stati ispirati, secondo voi?dai giapponesi pazzoidi che si vedono sul sito. sul quale ho scovato anche molte fonti di ispirazioni di tale john galliano, e le sue atmosfere neo-punk e con schizzi di pittura. honnete, cavolo, tu che sei forse il più attento in quanto a moda di tutto il blog non conoscevi il sito? non ci credo, stai bluffando… :-)

  17. Alix Says:

    Uhm..mi piace questa iniziativa che permette anche a chi non è un vip ( che poi oggigiorno ci sono ancora i veri vip? ) e quindi non ha a sua disposizione capi necessariamente firmati di dettare le mode e imporre uno stile personale nel vestire.
    Non so perchè ma mi ha ricordato subito il mitico Ogilvy e la famosa campagna pubblicitaria per la camicia Hathaway. Forse il primo caso in assoluto nel quale veniva scelto veramente un testimonial comune come rappresentante della marca e della sua qualità.
    Oggi si è arrivati al passo successivo : oltre a dei veri testimonial, anche delle vere e libere scelte nell’abbigliamento.

  18. honnête provocateur Says:

    Scusami,rispondo alla seconda parte del tuo post.
    Ti riassumo.
    Fare da soli, Italia,senza soldi e sponsor o padrini.
    Presentero’ il tutto al figlio di Isaac Asimov dovesse venirci qualche best seller?
    In privato ti posso raccontare le idee che ho portato avanti e quante me ne hanno sottratte
    solo per il fatto che “loro” erano “potenti”.
    Ammetto di essere un FESSO.
    Mentre tu pensi alla bellezza di cio’ che stai progettando loro approfittano della tua DEBOLEZZA( passione) e pensano a fregarti
    “Se in America si ha successo non bisogna scusarsi con nessuno, in Italia invece il successo viene invidiato e l’invidia è la peggiore, peggiore, peggiore cosa del mondo…….Sono una personalità ossessiva. Quando sei così devi fare attenzione a guidare con successo” - Lapo Elkann-
    Prescindendo dalla partenza dalle esperienze individuali e dal ..se lo dice lui…..
    Sottoscrivo.

  19. gabriele Says:

    Provo ad andare oltre a quello che dice Alix non se ne può più delle super fashion donne Oreal che valgno e quindi si colorano i capelli da sole, si come se fosse vero che una come Penelope Cruz si debba cololare i capelli da sola, manco se la vedo mentre lo fa ci credo. L’idea che uno come me possa essere fermato per strada e fotografato e messo su internet sul sito è formidabile.
    Credo che i pubblicitari e gli uomini del macketing debbano fare degli studi sul potere che avrebbe far fare la pubblicità a degli sconosciuti che si esaltano ed esaltano, veramente, un prodotto piuttsto che farlo lfare alla star di turno.
    Che ne dite?

  20. Giulia Says:

    Difendo a spada tratta le parole di Honnete dal primo all’ultimo commento e per quel poco che mi é stato possibile comprenderlo quando ci siamo conosciuti al Pitti posso confermare quanto Raffaela ha scritto.
    Antheus sai nella vita capita anche di essere arretrati su qualcosa, magari Honnete é piu avanti e preparato di te su altri settori. Non la prendere a male, ma non puoi pensare che tutti siano ferrati in tutto. Ognuno di noi ha i propi limiti, per esempio il mio é quello di essere talmente curiosa da mettere mani su piu campi e non riuscire alla fine a concentrarmi su di una cosa per volta e questo a scapito dei risultati finali.
    Per quanto riguarda il post credo non che l’epoca che stiamo vivendo abbia talmente rotto certi schemi economici e sociali (quelli politici e di potere non cambiano mai anzi si rafforzano in tempi di retrocessione) che non esiste una regola fissa: marketing é una parola che probabilmente sarà sempre piu sminuita. L’esempio portato è semplicemente una enfasi di quello che é il mercato, o meglio accorpa alcuni elementi di mercato….. ma é rimarrà solo una variante per un tot periodo di tempo….. la velocità dei tempi moderni e che l’era post industriale ci ha portato semplicemente ha recuperare dei valori piu semplici e quieti, ma svuotndoli di significato. Pensiamo al business che esiste dietro al turismo di nicchia verso le beauty farm e gli agriturismo o alla semplicità negli stili al’interno dell’abbigliamento (i cossiddetti capi da strada come un banalissimo paio di jeans) oggi li paghi propio grazie ai fenomeni come quello riportato nel post. Ma tutto questo é solo una illusione per i consumatori, perche nessuno ti puo vendere il senso della sensibilità, dell’eleganza, del vestirsi bene, del benessere, dell’indipendenza, della libertà….. questi elementi li acquisisci alla nascita e li sviluppi poi durante la vita, con l’esperienza e lo postponi poi esteriormente…..
    Quindi l’esempio in questione prevedo sia l’ennesima meteora, spero di sbagliarmi però….

  21. Giulia Says:

    @ Alix la liberta di scelta che dici tu é fittizia. Spesso non accorgiamo di quanti meccanismi abbiamo acquisito involontariamente. Siamo nella società dove la libertà di scelta é una effimera illusione….. siamo schiavi della nostra voglia di libertà e ricerca forzata di stile: punto primo perché la liberta assoluta é utopia e come seconda cosa la libertà é cio che ha scritto Raffaela descrivendo Honnete…. lui ha stile e soprattutto ha la libertà di essere se stesso e questa cosa non la vende nessuno. Lo stile e fare tendenza é tutto qui… io ho solo cercato di descriverlo a modo mio.

  22. Antheus Says:

    Honnete: Non ho nessuna difficoltà nel crederti. Per questo mi stupivo del fatto che non conoscevi the sartorialist e, sopratutto, che tu non fossi tra i soggetti immortalati.
    Detto questo, lo so, è un mondo difficile ed è pieno di vipere là fuori. Però un’idea forte, preventivamente protetta ( marchio registrato, copyright , quelle robe lì..) e indipendenza , nella rete possono fare sempre la differenza. Sartorialist è piaicuto fin da subito prorpio perchè non c’era nessun grosso interesse dietro: una sorta di progetto parallelo nato da una grande passione.
    Giulia : TU DICI “Antheus sai nella vita capita anche di essere arretrati su qualcosa, magari Honnete é piu avanti e preparato di te su altri settori. Non la prendere a male, ma non puoi pensare che tutti siano ferrati in tutto” .. perdonami , ma non ho capito a cosa ti riferisci.

  23. honnête provocateur Says:

    raffaela sei una bugiarda……
    Quanto ti ha dato honnête?
    Troppo buona grazie.
    Antheus puoi anche non credermi, a me non cambia nulla e credo neanche a te.
    Di episodi legati al mio stile ed ai miei abiti ne posso raccontare diversi……. come la volta che mi ha fermato nel mio quartiere una signora londinese con un inglese maccheronico su con l’eta’ ed in pensione, con la figlia sposata a Roma ma che poi si e’ rivelata come la direttrice per 10 anni di Vogue England negli anni 60. Una storiella divertente.
    Quando e se abbiamo modo di incontrarci vi raccontero’ se avrete voglia di ascoltare.
    Se non mi crederete vi lascero’ gli indirizzi di alcuni testimoni oculari……altrimenti potete anche denunciarmi in massa per falso in luogo pubblico.
    Fate Vobis.

  24. honnête provocateur Says:

    Rispondo a tutti quelli che si meravigliano sul fatto ch io non conosca il sito in questione,
    Non leggo riviste di moda, non seguo la moda, ho un visione tutta mia, e forse qui e’ il caso di dirlo ho un gusto Retro’ ma personalizzato sugli oggetti da indossare.
    Faccio fare tutto su misura, anche gli anelli che indosso.
    Comunque vorrei lanciare una idea:
    Selezione della I-I tra i blogger e simpatizzanti per lo shooting ufficiale da pubblicare sul sito.
    Foto di scena interpretate anche da Lapo e gli altri componenti della I-I.

  25. Alix Says:

    E’ vero Giulia, la maggior parte di noi ( e mi ci metto anch’io a volte ) quando si tratta di moda ha, chiamiamoli così, i sensori addormentati, per non dire i gusti dettati dalle scelte fatte dalle case di moda. La libertà nell’abbigliamento è sicuramente qualcosa di molto vicino a quello che Honnête, e anche Danilo direi, hanno mostrato di avere a Pitti. Mio padre, per esempio, da imprenditore, non si sarebbe mai potuto presentare in Confindustria con un completo fucsia. E questo per ovvie ragioni, che oltre alle scelte della moda e alla circostanza, comprendono il carattere personale, il gusto, lo stile e le abitudini che una persona nel corso degli anni acquisisce anche nell’abbigliamento. Non basta vestirsi in maniera diversa dagli altri, bisogna saperli portare gli abiti e anche un certo stile. Quello che personalmente apprezzo di The Sartorialist è l’occhio, il taglio con il quale osserva le persone ovunque si trovi. Il fatto che decanti un vestitino fantasia comprato per 20 dollari ( mai vista cifra così bassa sui classici giornali di moda ) sminuendo gli abiti firmati simili ma che non hanno una fantasia decente che possa durare più di una stagione. Oppure il fatto che nel centro di Milano la sua attenzione ricada su un ragazzo con una semplice canottiera bianca e un paio di pantaloni i cui colori sembrano riprendere quelli dei tatuaggi dei quali ne è pieno il braccio; quando magari quel ragazzo in quel giorno aveva messo la prima cosa che gli capitava nell’armadio. Magari mi sbaglio, ma mi è sembrato molto attento ai particolari e soprattutto a come le persone creano il loro stile, combinando tra loro probabilmente anche capi firmati, ma almeno c’è una parvenza di realismo ( e soprattutto mancano le scritte, spesso fastidiose, con nomi e cifre da capogiro a specificare di chi è cosa ).

  26. @-@ Says:

    lo stile degli abiti è meno ostile di quello degli occhiali come quello degli arbitri è meno ostile di quello dei giocatori, chissàperchè
    @-@

  27. davide Says:

    ho un idea da regalarvi……ciaooo

  28. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    honnete: con la Borsa che perde il 3% in poche ore, l’esperimento del CERN alle porte, la crisi economica ed il dollaro che si rafforza, non mi sembra un grave problema il fatto che tu conoscessi o no Il Sartorialista…..
    ;-)

  29. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    Alix:il gusto è gusto e non c’è stilista che possa comprarselo.

  30. Antheus Says:

    Un’altra chiave di lettura della notizia la fornisce il blog Weekendance ( http://weekendance.tumblr.com/ )
    che titola “Come quando i Clash firmarono per la CBS”, tipico esempio di band con una precisa identità piegata al volere del business.
    In effetti il marchio GANT ha ben poco a che fare con lo stile e l’eleganza perseguito e immortalato abitualmente da the sartorialist.

  31. Giulia Says:

    Antheus
    parafrasando le parole di Danilo volevo dire che non ha nessuna importanza se non si conosce Sartorialist e che non si puo arrivare a conoscere tutto. “Ma come dai non sei riuscito a comprendere cosa volessi dire? Da te non me lo saei aspettato?” Ovviamente scherzo…..

    Alix
    é ovvio che la società imponga dei limiti. Certamente tuo pade non avrebbe mai potuto per professione e forse perche appartenente ad un’altra generazione scegliersi un’altro stile….. mi pare molto ovvio, non a caso avevo scritto che la libertà assoluta non esiste. Viviamo in ua società fatta di regole e schemi, perciò dobbiamo anche adeguarci e mettere da parte certe nostre pecularietà.
    Si può apprezzara il lavoro di Sartorialist, ma ho anche detto che non dobbiamo relegare ad altri il compito che spetta a noi stessi altrimenti diventi omologato e privo di un tuo stile personale. Bisognerebbe imparare ad essere un po piu se stessi e vedere con i propi occhi e non con quelli di Sartorial o chi per lui.

  32. Alix Says:

    Infatti Otto. Uno stilista può imporre un proprio stile, ma il gusto di una persona è qualcosa del tutto personale, che si sviluppa e affina nel corso degli anni. Poi il gusto di una persona può portarla a comprare l’intera linea dello stilista perchè ne apprezza lo stile; mentre c’è chi sviluppa un proprio stile personale in base a ciò che il suo gusto lo porta ad apprezzare maggiormente. Il discorso è simile alla storia dell’eleganza e del portamento di una persona. Se una donna è sciatta, puoi metterle addosso anche l’abito più costoso, bello ed elegante di questa terra e sembrerà sempre una poveretta. Chi ha invece l’eleganza, il portamento, il savoir faire nel dna può indossare anche un sacchetto della spazzatura e sembrerà sempre una nouvelle Grace Kelly.
    E’ qualcosa che hai oppure no. Esattamente come il gusto e lo stile nel vestire.

  33. Mari Says:

    Bentornati!

  34. raffaela Says:

    bugiarda io? honnete se t’acchiappo.. sorrido
    bentornati ragazzi..

  35. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    beh…Mari, noi siamo sempre stati qui. Bentornata tu. :-)

    Se le persone prendessero Il Sartorialista come book di esempi su come agghindarsi, il significato di esistere di quel sito verrebbe immantinente a cadere.
    Proprio dalla non omologazione delle persone mostrate, lui trae la sua linfa. Se ci si omologa al non omologato, come dice Giulia, alla fine si diventa pur sempre omologhi. E non è lo spirito di quel sito.

  36. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    ma…Mari, è M o F?

  37. honnête provocateur Says:

    Danilo, consolati con l’aglietto di Ennio Flaiano.
    “Il peggio che può capitare a un genio è di essere compreso.”

  38. honnête provocateur Says:

    Attenzione gli “influencers” del nuovo Governo seguono il nostro Blog.
    In particolare i post dedicati ai Pezzi Unici:
    Qui la prova:
    http://www.corriere.it/foto_del_giorno/home/08_settembre_07/giannelli_9d855408-7cac-11dd-ba5e-00144f02aabc.shtml

  39. Antheus Says:

    A proposito, indovinate dove è stata scattata questa foto?
    http://thesartorialist.blogspot.com/2008/08/lets-considersilk-shorts.html

  40. Paolo Convertito Blasio Says:

    sembrerebbe pitti..anche se non ci sono stato..

  41. Mariangela Says:

    La meta più importante per me è la LIBERTA’ in ogni campo…
    L’idea che lo stile parta dalla gente della strada, senza condizionamenti di brand, di identificazione stagionalità della moda, è per me una grande forma di libertà e soprattutto un grande traguardo di individualità.
    Certe volte non si ha il tempo o la voglia di “leggere” una persona, ci passano accanto e sembrano tutti uguali. Lo stile individuale da degli input molto chiari, certe volte è il primo step che ci fa scattare la curiosità.

  42. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    ah ah, cominciamo con le autocitazioni. Io e Honnete chiediamo di essere analizzati dal Sartorialista, per puro spirito di ambizione vanesia…. eheheh

    Casomai gli mando questa:

    http://boxstr.com/view/3450527_99g8x

  43. andrea squinobal Says:

    eh eh eh antheus…. non puoi metterci un indovinello e poi non farci conoscere la soluzione, è ingiusto!!!!!!!!! adesso peretendiamo anche di sapere il nome e il codice fiscale del soggetto…

  44. honnête provocateur Says:

    Quella con le scarpe dorate non lo so.
    Quella nel giardino e’ il vostro stand al Pitti.
    In questi giorni ho fatto una ricognizione quasi completa dell’archivio fotografico di thesartorialist e mi ero accorto dal bancone nero e dal giardino che facevano da sfondo alla foto.
    Mi meravigliavo che non era menzionato ne l’evento ne il il luogo come succede in quasi tutte le altre foto a corredo del post.
    Ora una domanda la faccio io.
    La persona ha fatto la foto e l’ha mandata al sito o e’una vostra foto che loro hanno deciso di pubblicare?

  45. dilETt@ Says:

    se per caso cadesse il mondo io mi sposto un pò più in là, sono un cuore libero e vagabondo che di regole non ne ha.
    TANTI AUGURI!
    a chi parla e quel che dice non lo sa.
    TANTI AUGURI!
    a chi guarda ma non vede.
    TANTI AUGURI!
    a chi ride ma di cosa non si sa….

    GAME OVER ^^^^^^^^^^________________ .

  46. Antheus Says:

    Honnete: A quanto ne so, è direttamente Schuman (e forse un suo assistente) che scatta le foto per il sito. Nel caso di Pitti , lui era a Firenze e, verosimilmente, la foto l’ha scattata lui.
    Le foto che abbiamo fatto noi sono solo quelle che hanno come soggetto i pezzi unici e il totale dello stand.
    Il soggetto in questione è un illustre sconosciuto.

  47. Paolo Convertito Blasio Says:

    ma sapete che c’è anche http://www.thecartorialist.com/?

  48. Giulia Says:

    Aaaaah ecco come mai a qualcuno piace cosi tanto il Sartorialista!!!! Eeeeeeh eeeeeh eeeeeeh qualcuno é stato pizzicato….. però non é giusto! Uffi anche io avrei voluto il mio momento di gloria, quanto meno per il viso distrutto dallo stress e dalla calura. Che chevolo é facile essere beccati dagli obbiettivi vestiti diversamente….

  49. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    beh, c’è anche The Artorialist

    http://theartorialist.blogspot.com/

    a quando The Toninolist?

  50. honnête provocateur Says:

    The Sartorialist una innovazione per lo style della gente comune?
    E’ un bluff delle grandi griffe.
    Studiatelo attentamente e poi ne riparliamo.

  51. Paolo Convertito Blasio Says:

    @honnete
    esagerato!!

  52. Alix Says:

    Cavoli, a Pitti avevo anche un cappello fighissimo…ma non riuscivo a tenerlo in testa per il caldo!!
    :-D
    Seriamente, Antheus trovo che un pochino ti somigli lo sconosciuto con i pantaloni di seta. No?

  53. Cenerentola Says:

    Le scarpette di Lapo non erano griffate…. erano dorate!!!
    Lapo che numero porti?
    Anch’ io ho qualche paio di scarpe dorate… te le potrei prestare.

  54. Giulia Says:

    Ma Disel non si é sempre proclamato una sorta di Sartorialist del mondo giovanile?
    Forse Honnete non ha tutti i torti ed in parte ha amplificato quanto scritto da me.

    Alix
    si si assomiglia, assomiglia……

  55. Giulia Says:

    …. peccato solo per i ray ban piuttosto che gli I I……

  56. Cenerentola Says:

    adesso vi presento la matrigna e le sorellastre….. i miei parenti SERPENTI!
    Lapo, ANGEL, did you forget your pants?

  57. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    Oggi ho un groppo in gola

    http://it.youtube.com/watch?v=AdcT-YsCa74

    http://it.wikipedia.org/wiki/Lucio_Battisti

    Arrivederci Lucio
    :-(

    Amarsi un po’ è come bere
    più facile è respirare
    Basta guardarsi e poi avvicinarsi un po’
    e non lasciarsi mai impaurire no
    Amarsi un po’ è un po’ fiorire
    aiuta sai a non morire
    Senza nascondersi manifestandosi
    si può eludere la solitudine
    però volersi bene no partecipare
    è difficile quasi come volare
    Ma quanti ostacoli e sofferenze e poi sconforti e lacrime
    per diventare noi veramente noi uniti
    indivisibili vicini ma irraggiungibili

  58. honnête provocateur Says:

    Paolo Convertito Blasio mi dici “esagerato”.
    Ho fatto semplicemente un’operazione noiosa di ricerca,neanche troppo approfondita.
    Ho visto tutto ‘l’archivio post e video , ho segnato tutti i prrsonaggoi “anonimi” fotografati o intervistati e messi con il loro nome li ho appuntati e li ho cercati su google.
    Fallo anche tu e vedi quante persone sono anonime e quante appartengono direttamente o imdirettamente allo “star system” Moda.
    Ritengo pero’ l’operazione ben fatta, ben camuffata e ben riuscita.
    Antheus “scrive”
    “Oggi i veri stilisti cioè i reali creatori di stile, per cercare ispirazioni nel contemporaneo , guardano in rete più The Sartorialist che i vari WWD o gli Style.com.”
    Non e’ come quando un’aziende produce prodotti con marchi diversi a secondo le capacita’ di spesa del consumatore?
    I discount e gli harddiscount sono pieni di prodotti PERONI, ACQUA S,BENEDETTO LA MOLISANA e tanti altri con marchi anonimi.
    Basta leggere le etichette molto miniaturizzate elaborte con notevole furbizia grafica.
    La Peroni del discount ad esempio scrive:
    Prodotto ed imbottigliato da B.P.nello stabilimento di…..
    Credo ,ma posso sbagliare,che The Sartorialist abbia fatto la stessa operazione( con le dovute differenze) im termini di marketing.
    Acchiappare coloro che sono stanchi delle solite griffe o si sentono loro stessi portatori di stile..
    La cosa che mi ha colpito e’ che fotografando nel mucchio e a caso fotografa spesso AD O MANAGER delle grandi aziende del settore e ci fa un bel post.
    A scadenza quasi ciclica e alternandoli a post con personaggi anonimi.
    Perche non vanno a fotografare a Viterbo, o a Terni ma solamente a Parigi NewYork Milano, Lodra. e Firenze? Il popolo “non omologato” vive solamente in quste citta?
    Se hai tempo riguardati i post archiviati in base alle citta’.poi dimmi se sono esgerato o noti anche tu come me qualcosa che non torna.
    Saluti
    HP

  59. honnête provocateur Says:

    Scusate nella foga dello scrivere ho dimenticato di citare la citta’ di Livorno dove poter fotografare il
    Sartorialista piu’ Sartorialista di Scott Schuman.
    Il SartorialialOtto DOC.

  60. honnête provocateur Says:

    Lucio Battisti si puo’ dire era quasi un mio conterraneo.
    Lui e’ nato a Poggio Bustone nel Reatino un paese molto vicino al paese dove e’ nato mio padre.
    Anch’io l’ho adorato negli anni della mia infanzia-gioventu’.
    Devo esprimere un particolare che mi ha molto colpito di lui.
    Me la confido un componente della Formula 3.
    Se andavi la bar con lui e ti offriva qualcosa, nel caso ti prendevi un cosa diversa dal caffe’ per il costo, rischiavi di farlo star male per una settimana.
    Se uno va al cimitero e legge gli epitaffi sulle tombe si rende conto che i migliori sono gia’ tutti morti.

  61. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    ehm…devo spolverare le infradito?
    bel post honnete.

  62. raffaela Says:

    danilo,
    splendido.. Battisti è il mio preferito, le sue canzoni sono poesie. Bravo..

  63. Antheus Says:

    Honnete: non so, non credo che The Sartorialist sia un’operazione camuffata come dici.
    Certo, il creatore del sito ha lavorato nella moda, come puoi leggere sulla sua bio, quindi è evidente che, alla fine, giri sempre per le città del circuito fashionista e privilegi qualche celebrities e qualche amichetto. E’ nella natura delle cose.
    La cosa interessante è che lui tre anni fa ha deciso di mollare il lavoro per stare di più con sua figlia e di coltivare l’hobby della fotografia, fotografando celebrities e gente comune a ny e in altre città e pubblicarle autonomamente su un blog. Poi è ovvio che non è “la bibbia universale dello stile e dell’eleganza”. Secondo me va semplicemente premiata l’impresa e il successo che nel tempo è riuscito a costruire.
    Honnete, lo dico con immutata stima nei tuoi confronti, è’ troppo facile stare al pc e criticare.

  64. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    E’ vero, però, honnete.

    Perchè non fai qualcosa tu, invece di pontificare su ciò che fanno gli altri? Mica te ne mancano le possibilità…

    ;-)

  65. honnête provocateur Says:

    Antheus
    Le mie non sono critiche,sono condiderazioni personali forse sbagliate non so.
    Mi sembra solo strano che uno giri per il mondo per fotografare cose diverse e belle e fotografi nel 60 % dei casi quasi sempre “banche” dovunque vada.
    Forse avra interessi in quelle banche? Gli potrevvero essere utili?
    Dammi almeno la possibilita’ di non essere tra i TOP 100 DESIGNER INFLUENCERS che vogliono prendersi la febbre andando sul suo sito.
    Anche io avrei fatto la stessa cosa e non c’e niente di male.
    Anzi se e’ come dico io la sua trovata e’ geniale.
    Ti ho risposto con immutata stima .

  66. honnête provocateur Says:

    Io penso questo.
    Se uno viene criticato e’ sulla strada giusta, perche’ provoca emozioni,nel bene e nel male.
    Altra cosa e’ il parere personale.
    Se uno e’ onesto intellettualmente in primi con se stesso e con gli altri puo’ dire cio’ che vuole, e stimolare opinioni e discussioni.
    Se una persona mi critica mi fa ragionare e da modo di migliorarmi sono il primo a ringraziarlo in seguito (dopo chiaramente essermi incazzato istintivamente all’ essere ferito nello stupido orgoglio personale).
    Se poi uno e’ in cattiva fede neanche lo considero.
    Cambiare opinione ed ammettere di aver sbagliato lo trovo salutare oltreche’ intellegente

  67. Paolo Convertito Blasio Says:

    @honnete
    beh mi associo ad antheus…e vabbene che schuman fotografa anche personaggi importanti ma di qui a dire che c’è sotto qualcosa è un pò troppo….lui predilige il gusto..ora se questo è evidente in un personaggio anonimo o in un ammninistratore delegato o in una celebirities o in un venditore di strada nulla importa…e poi le banche che c’entrano?…mahh…rilassati un pochettino honnete….sempre con stima e affetto ti saluto…

  68. honnête provocateur Says:

    Ho fatto l’esempio delle ” banche” apposta per far capire.
    Se un mio amico appassionato di fotografia mi invita a vedere le fotografie di un vuaggio e per il 60% dei soggetti riguarda i senzatetto io mi faccio un idea della sensibilita’ dell’”amico fotografo” Se per il 60 % fotografa prostitute per la strada me ne faccio un’altra.
    Questa ecquazione l’ho applicata pari pari al sito di Scott Schuman. E’ una mia teoria .Punto.
    Mica sei costretto a sposarla.
    Riguardo a The Sartorialist ritengo plausibile l’idea iniziale ma non quella finale.
    Le foto ed i soggetti fotografati a me parlano. Se poi uno non vuole ascoltare allora e’ un altra storia.
    Ho smesso di credere alla befana da qualche decennio.
    Ogni persona ha un prezzo e viene valutata in base alla capacita’ di spendere.
    Comunque fai una prova.
    Mandagli una tua foto da solo vestito in modo origimale.
    Poi dopo qualche tempo mandagliene un’altra con te sempre vestito uguale in compagnia di PINAULT all’interno di una discarica o una baracca.
    Poi aspetta e vedi quale pubbllica.

  69. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    uff, ogni volta che la discussione si accende finite sempre per rilassarvi.
    Incazzatevi invece, vi voglio alle armi, svegli, probi, accesi.
    L’Italia è fin troppo rilassata….

  70. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    …già, ma le banche che c’entrano? Mica le ho viste. Una metafora delle griffe?

  71. Paolo Convertito Blasio Says:

    io onestamente le banche non le ho viste e se pure c’erano io non ci ho fatto caso…neanch’io credo alla befana ma quando dici che ogni persona ha un prezzo, lasciamelo dire è squallido…..non sono tutti cosi come credi..però molti sono cosi e questo è indubbio..ma non generalizzare per favore…non mi sognerei mai di inviare una mia foto a schuman soprattutto perchè credo che lui le realizzi immediatamente per strada…poi io non vesto mica in modo originale….non credo che l’originalità sia il comune denominatore del sito, ma lo è l’eleganza….l’esempio di pinault..ma noo

  72. honnête provocateur Says:

    Banche.
    Meta’ Fora Meta’ Dentro. Le banche c’entano sempre.
    E’ meglio avere donne che avere banche: le banche, il sabato e la domenica chiudono. -Gaspare & Zuzzurro -

  73. Mari Says:

    si, son tornata io…e sono F! ;)

  74. UrbanCamou Says:

    Ciao,
    posto per la prima volta nel blog, anche se lo seguo molto frequentemente.
    The Sartorialist è stato un tentativo, a dire il vero riuscitissimo, di portare su una piattaforma web e fruibile al pubblico occidentale, quello che pilastri dell’editoria StreetWear giapponese, tipo TUNE, Fruits, STREET (http://www.fruits-mg.com/xnew/e/index.html) facevano parecchi anni fa, agli inizi degli anni ‘90. Queste tre testate erano (e sono) di nicchia, specializzate nello scovare i personaggi piu’ estremi di Harajuku o Shibuya. Da allora, comunque, oiu’ o meno tutte le riviste giapponesi che si occupano di moda, anche quelle piu’ mainstream, riservano parecchie pagine al loro interno ai cosiddetti “street-snapshots”. Sono utili per capire l’andazzo che tira e per capire i gusti e le tendenze che vanno per la maggiore, in maniera molto piu’ semplice e diretta di qualsiasi analisi di mercato o chissacché… Quindi, da parte mia, complimenti alla mente dietro a The Sartorialist, per aver portato ad un altro livello cio’ che comunque esisteva già; ecco, magari non lo premierei per l’originalità dell’idea…

  75. Antheus Says:

    UrbanCamou: grazie mille per il tuo competente intervento.
    Continua a seguirci e a scriverci.

  76. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    …comunque complimenti anche da parte mia al Sartorialista.ha una grafica molto elegante e la scelta dei soggetti abbastanza casualfake. Ho notato le stupende (ma migliorabili) scarpe fucsia/marrone al giapponese seduto….
    Una domanda mi sorge spontanea (ciao Lubrano): ma le foto le scatta direttamente Schuman? Perchè se così è, deve aver avuto un bel culo ad incontrare sempre donne ipermagre e ben vestite, uomini (a Stoccolma!!!!???) ipereleganti, giovanotti ipercarini, vecchietti iperarzilli.
    Ma ha ragione Urban (scusami ma il tuo nick mi ricorda tanto Urban Cowboy, il titolo americano di Un Uomo da Marciapiede, splendido film con altrettanta colonna sonora): un ottimo esempio (forse non orginale, non so) di rappresentazione “amateur” dello stile indipendente.
    Immagino che ora Il Sartorialista chiuda qui. Dal momento che Schuman lavorerà per Gant, sarà ancora meno credibile come casual snapshooter…

  77. honnête provocateur Says:

    UrbanCamou
    Per serieta’ prederisco i giapponesi agli americani e se mi dici cio’ ci credo.
    Sembra pero’ che gli italiani non si facciano influenzare dai cambiamenti esteriori, loro cambiano addirittura la faccia.
    http://www.corriere.it/cronache/08_settembre_10/facce_italiani_toscani_gori_85e5383e-7f6a-11dd-a664-00144f02aabc.shtml

  78. Antheus Says:

    Uh uh, mi hanno appena segnalato un Sartorialist italio-svedese
    Eccolo qua http://www.thefashionist.se/

  79. honnête provocateur Says:

    Grazie Antheus l’ho scorso fino ad un certo punto.
    Tutte foto senza Vip.
    Ad un certo punto mi soffermo su una faccia che mi e’ nota con infradito ai piedi…molto eleganti!!!!!!
    Wednesday, September 3, 2008
    MILANO-Elisabetta Canalis…on the street!
    Subito piu’ avanti un’altra foto SuperVip
    “Farid ( Res shoes) & Mr. Lele Mora”.
    Posted by the fashionist at 1:12 PM
    Non sono andato avanti perche’ sicuramente c’era anche Signorini
    e Berlusconi.
    Ma sei sicuro che ci sono anche gli svedesi come editori?

  80. Antheus Says:

    Honnete, ma lo vuoi capire che la parole “editori” nei blog non esiste!

  81. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    eheheh, se honnete insiste vuol dire che ha delle prove a suo favore…..
    8)

  82. Giulia Says:

    Honnete
    se sai qualcosa sull’editoria e i blog parla ora o mai piu…. tira fuori ste prove se le hai!!!!

  83. honnête provocateur Says:

    Ma non so come vuoi chiamarli chiamali “influenzatori” “deciditori”
    Nel vostro caso chi decide di parlare di un argomento in un Post?
    Tu? allora tu sei l’editore. Lapo? allora e’ lui.
    Se lo posso fare io divento io l’editore del Blog.
    “EDITORE” in questo senso intendevo io.
    Se i fashisti (visto i personaggi VIP fotografati) decidono di fare la forografia alla Canalis ed a me e poi pubblicano solo quella della canalis, loro li chiamo editori che “montano” nel linguaggio cinematografico.
    Non so se mi sono capito……..

  84. Antheus Says:

    Questo blog ha una storia a sè, nel senso che è il blog di un’azienda, dove peraltro anch’io all’interno ho un ruolo. In ogni caso sono io che decido gli argomenti di cui voglio scrivere e , lavorando in un team, li condivido con gli altri. Così fa anche Lapo.
    Per un blog come è fashionista , o per mille altri blog, tutto solitamente si concentra in una persona che è l’ideatore-decisore-selezionatore-scrittore.
    Se poi si parla di siti che sono anche testate giornalistiche, allora il discorso cambia.

  85. Paolo Convertito Blasio Says:

    bello anche thefashionist…honnete ma non è che sei un pò pesante?

  86. Giulia Says:

    Honnete

    una cosa é un blog in generala e fare editoria é un’altra, soprattutto quando si parla di corporate blog (come questo). Eistono vari tipologie di blog e quelli denominati di “attualità” sono utilizzati maggiormente dai giornalisti. Poi esistono testate giornalistiche (che siano quotidiani, mensili, settimanali, etc etc etc…) che editano solo ed esclusivamente su internet e i quali devono sottostare a grandi linee alle stesse forme giuridiche di una testata giornaistica cartacea. L’editoria specifica in quetione si chiama cyber editoria, la quale ha ancora grosse lacune non solo dal punto di vista giuridico ma anche fiscale…. Resta il fatto che ogni redazione web deve essere iscritta nel registro della stampa, come dichiara una legge vecchissima sull’editoria del ‘48 (sembra quasi roba dell’era mazziniana, bhà…. ). I blog, come anche questo o di giornalisti o di testate giornalistiche come quello di RaiUno o l’Espresso non hanno assolutamente obblighi legali in fatto di editoria.
    Ti lascio qui un link dove spero tu possa comprendere qualcosa. Spiegare non é molto semplice:
    http://www.finanzaefisco.it/Articoli/2000/cyber/costant.pdf
    Antheus se ho sbagliato qualche concetto segnala pure…..

  87. Giulia Says:

    Giulia Says: Your comment is awaiting moderation.

    Scusate ma ho sbagliato post, con la fretta accade anche questo…. portate pazienza!
    Honnete

    spero di non confonderti troppo le idee, ma ti segnalo un’altro aspetto dell’editoria e giornalismo su internet che può farti comprendere altri aspetti connessi. Troverai anche una micro bibliografia, cosi se avrai voglia potrai leggerti qualcosa per approfondire….. trattasi in questo caso di giornalismo partecipativo.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Giornalismo_partecipativo

  88. honnête provocateur Says:

    Paolo Convertito Blasio dice che sono pesante:
    Peso 72 Kg e sono alto 175 cm.
    Taglia 48 Drop 6.
    Fai tu

  89. honnête provocateur Says:

    A parte gli scherzi Paolo sono molto esigente e maniacale nel gestire i miei gusti.
    Ci sara’ probabilmente poca modestia e un po’ di superbia, ma sono abituato a scegliere il meglio.indipendentemente dal costo.
    Conosco i tessuti e i prodotti al tatto,ho fatto fotografia con i grandi dello spettacolo,insomma sono stato abituato bene.
    Vedere come vengono gestite certe situazioni(mi riferisco al mondo fashion) mi innervosisce.
    Tutto si e’ livellato al basso e scientemente si portano la persone a comprare “mondezza” griffata.
    L’ignoranza nel vero significato di ” ignorare” come vangelo.

  90. Fosco Says:

    Salve a tutti…sono Fosco, la mente dietro a il blog…che voi chiamate Italo-Svedese, confermo il fatto che lavoro interamente da solo, viaggio da solo e scelgo i soggetti che mi piacciono da solo.
    Non c`è nessun tipo di redazione dietro al mio blog o ad altri…mentre cambia un pó per the sartorialist ormai coí grande che si fa aiutare anche da una tipa…ne ho le prove!!!Fotografato anzi fotografati, ma come voi capirete quando si fanno certi numeri ci vuole anche aiuto.Non conoscevo Scott prima del lancio del mio sito, dunque mi ritengo originale nel mio piccolo e infatti sono finito in manifestazioni o giornali che apprezzano il mio lavoro.Mi trovate anche su il numero di Glamour di Settembre selezionato fra i 10 blog di moda piú influenti del momento.
    Apro una parentesi per la Canalis.
    Io vivo in Svezia da 15 anni e non sapevo chi fosse, al di fuori di averla vista sul dei manifesti Tim…o altro durante i miei soggiorni in italia.,Sta il fatto che vedo una tipa che esce da un negozietto , vestita in modo fitness, lei alla mia richiesta di fotografarla mi dice no, dato che aveva appena detto no ad un altra ragazza e non le sembrava giusto farsi fotografare da me.
    Io replicai che non me ne importava nulla se l`altra ragazza ci rimaneva male, ma che volevo solo una foto di lei perché mi piaceva come era vestita, lei allora si presta,Dopo avere chiesto info sui vestiti le chiedo il nome come faccio sempre in finale…
    Lei dice:Elisabetta, io mi volto a testa bassa scrivo i miei appunti, e me ne vado, appena fatti 2 metri , (sempre dando le spalle alla tipa ), lei mi grida il cognome…Canalis.
    La gente li intorno esplode in giubilo dicendo, sei stato un mito non la hai c….., allora ho capito che era una personalitá!!! ma io nella mia buona fede ho fotografato una che , famosa o non , mi piaceva….

    La foto di Lele Mora è un oscenitá che ho fatto per far contento il mio amico Farid e la Vittoria….ciao e a presto.

  91. Giulia Says:

    Honnete

    non ti devi innervosire, sai. Io interpreto a modo mio certe affermazioni e se vedo in giro persone con jeans calati e slip belli in vista, tra me e me mi dico: oltre al fatto che non mi interessa vedere i gusti in fatti di biancheria altrui, che volgarità. Se vedo qualcuno con un mega logo di una casa di moda mi dico che grezzo. Se vedo persone vestite firmate da capo a piedi ma rozzo negli atteggiamenti e nel parlare. Se vedo persone altolocate finte o reali, nate o divenute benestanti, comportarsi da snob. Se vedo i soliti italiani all’estero vestiti “all’italiana” comportarsi come si comportano in Italia. Se considero tutto quanto elencato allora si devo propio dire che siamo dei cafoni vestiti bene. Come dici tu tutto si é livellato al basso, l’ignoranza ha preso il posto della cultura, mentre la furbizia dell’inteligenza. Bisogna essere degli srtonzi perbenisti per vivere in questo Paese.

  92. honnête provocateur Says:

    Be’ ero sulla strada giusta mi sembra.
    L’ “HOMO BLOGGUS” Fosco che ringrazio per l’intervento (sto scherzando eh) e’ un italiano che vive in Svezia da tanti anni. Gli svedesi quindi non centrano nulla. Chissa’
    E dice anche che dietro the sartorialist c’i sono altre persone come sembrava anche a me.
    La LISTA. Chi sono e che fanno questi per sartorialist oltre ad indicarci dove tagliano si tagliano i capelli e riparano le scarpe??
    http://www.thesartorialist.com/list.html
    Grazie ancora fosco.
    Una an domanda Vivi a STOCCOLMA?Un mio amico di Roma tifosissimo della ROMA Manlio Palocci e’ consigliere comunale a Stccolma oltre ad essere il presidente credo dell’associazione degli italiani in Svezia.
    Lo conosci?
    http://manlio.bloggagratis.se/

  93. honnête provocateur Says:

    Fosco
    http://www.mclink.it/com/inform/art/art_02/02n175a9.htm

  94. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    Giulia, per vedere “i soliti italiani” comportarsi “all’italiana” basta che vai a Forte dei Marmi, Rapallo, Santa Margherita Ligure, Cortina D’Ampezzo….
    Sono poi gli stessi che incontri all’estero.
    Razza cafona, direbbe Bossi se non lo fosse lui per primo….

  95. Paolo Convertito Blasio Says:

    grande Fosco!! complimenti il tuo sito è bellissimo e quello che hai detto era quello che immaginavo…ciao

  96. Fosco Says:

    Ciao ragazzi… prima di tutto grazie per avere dato uno sguardo al sito.
    Inizio a rispondere ad Honnete, non voglio sembrare critico nei confronti del mio rivale che tra poco supererò, (Italian do it better), ma ho visto che a Milano si fa aiutare da una tipa carina a prendere le foto, ora non so se le foto vengano poi usate per il sito o per dei giornali…io comunque li ho immortalati…diciamo che sono un incubo per lui, sono venuto fuori dal nulla e sono praticamente in ogni angolo dove é lui, fotografo la stessa gente senza saperlo, etc…Insomma tengo la bandiera del Italia in alto, ma non l`Italia di adesso…ma l´Italia che ho lasiato 15 anni fa che ora non ce piú.
    Sono propio d´accordo con voi…gli italiani sono veramente dei cafoni dovunque li trovi, io, noi siamo diversi , ci siamo fatti lavare il cervello dalla civiltá , dall´educazione e non dal perbenismo, siamo diventati una sorta di ibridi, fieri di essere Italiani, quelli che si vestono e mangiano bene , che socializzano, ma ci rifiutiamo di vivere li, e come se avessimo assagiato la cioccolata dopo anni di M…( scusate la volgaritá..ma non credo che ci siano bambini qui ma persone intelligenti).Vivere fuori ti fa cambiare, sapete cosa mi manca, solo la mia famiglia e il sole, ma per il resto, nulla, qui pago le mie bollette gratuitamente in internet, se mando una e-mail avró una risposta sia positiva che non, i mezzi funzionano 24 ore su 24, la macchina non serve e non c´é bisogno di stressarsi nel traffico, si fanno gli orari continui con pause giuste e meritate , e si guadagna bene.Devo dire altro?…si forse devo raccontarvi una barzelletta:
    “Dio inizio a creare il mondo L´Inghilterra dove Piove, La Francia con i sui campi di lavanda, l`Olanda piatta come l´olio, La svezia con le svedesi, e guardando il tutto disse tra se:”Devo fare un paese in cui ci sia tutto, sole mare , vegetazioni ,Pianure, laghi e monti, e i tortellini rana(questa lo aggiunta io) e fá l´Italia.
    Gli altri paesi esplodono di gelosia dicendo che Dio è ingiusto a fare un paese cosí bello.
    In effetti Dio tra se dice:”Be Forse hanno ragione, ho fatto un paese estremamente straordinario rispetto al resto del mondo…lo rovineró un pó…CI METTERÒ GLI ITALIANI!!!

    Ultima cosa Manlio non lo conosco ma cercheró di farlo…da bravo italiano una conoscenza in piú fa comodo….
    un salutone a tutti voi…e buona domenica.

  97. honnête provocateur Says:

    Fosco
    Come riferimento a Manlio digli che sono la persona di questa estate a piazza Tuscolo a Roma.
    Comunque ,io forse dovro’ organizzare quakcosa il prossimo anno con lui per gli Italiani in Svezia.
    Fammi un favore chiedi ad Antheus
    blog@italiaindependent.com
    I miei recapiti e se ti va lascia i tuoi.
    Se salgo a Stoccolma ti vengo a trovare.
    Ciao grazie e …continua cosi.

  98. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    Uè Tonino, te ne vai a Stoccolma? Occhio alle stoccolmesi…..

  99. Fosco Says:

    honnete…ti lascio la mia e.mail fosco@spray.se ciao

  100. Barry Lyndon Says:

    ho scoperto TheSartorialist circa un annetto fa. E’ sicuramente un punto di riferimento importante per gli amanti dello stile e, comunque, in genere, della fotografia.
    Ciò che, personalmente, mi colpisce del look di molti di coloro che vengono immortalati è che, più che moda, spesso banale, “massificatrice” e sopravvalutata, lì l’eleganza intesa come concetto…”personalizzato”, fatto proprio e “cucito” su di sè da ciascuno degli interpreti in questione.

  101. zelda Says:

    la moda in diretta io la vedro’ tra uNA VENTINA DI GIORNI al CASTELLO DI BELGIOIOSO A PAVIA e ne saro’ l’artefice quando aziende e cultori del vintage verranno da me ad acquistare il mio prodotto …..altro che the sartorial…..la vera moda e’ la cultura della moda….chi ha nel repertorio stilistico un cappottino Schiapparelli…o una Lanvin vintage…..da sfavillamento…

  102. Fitness Chic Says:

    Ciao Fosco (www.thefashionist.se),
    volevamo sottolineare che le foto catturate lungo le main streets nel mondo sono un idea eccezionale ma che in alcuni casi fotografano una parte della realtà, infatti the sartorialist sceglie cosa fotografare limitandosi ai capi dal taglio sartoriale a differenza di te che cerchi di immortalare invece come si sta evolvendo lo street wear a più livelli ed a diversi strati anche sociali .Questo è fondamentale perchè fa capire quanto spesso avviene nella moda che molte idee vengono ritratte proprio dagli angoli più nascosti. Noi di Fitness Chic tendiamo a portare alla luce questa nuova tendenza o filosofia ,chissà quale delle due è più vicina alla realtà, che si interessa anche di abbigliamento abbinando capi sartoriali o formali ad altri molto più easy o come affermano i trends in francia “dècontractè” che sta a significare disinvolto. Look che ti permette di essere elegante in ogni situazione. Caro fosco bobbiamo tutti complimentarci con te, perchè esci fuori dalla massa dei blog con un percorso analitico sulle molte realtà esistenti quali per esempio lo sportwear ed il fitness chic.

    L’attenta analisi del Prof. Ugo Volli, docente di Filosofia della Comunicazione è chiarificatrice.

    “Fino alla fine del 700 l’abito di gala era costituito da brache a sbuffo, camicie di pizzo e calze di seta ed il frac era un costume da caccia e cavalcata.
    Quando quest’ultimo durante l’800 rinunciò ai suoi colori e divenne l’abito formale obbligatorio, lo smocking era una sorta di giacca informale indossata dai signori per consumare un sigaro.
    L’abito scuro che lo ha sostituito, in particolare il gessato era anch’esso un indumento da villeggiatura . Concludendo non è improbabile che tute e giacconi oggi confinate nel mondo informale e dello sport siano destinate per le prossime generazioni a diventare abiti di gala”

    Un Saluto a tutti gli amici del Blog di I-I e a Fosco Giulianelli
    http://www.fitnesschic.it

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