Il cielo sopra New Orleans
(di Antheus)
Proprio in queste ore gli abitanti di New Orleans stanno evacuando dalla propria città in vista dell’ennesimo uragano (”Gustav” è il suo sinistro nome) che si preannuncia piuttosto violento, considerando anche i danni che ha già prodotto nel Golfo del Messico. Chi ama e ha amato la “città dei santi” si augura che non accada ciò che successe tre anni fa con l’uragano Katrina.
Katrina è purtroppo una ferita ancora aperta per New Orleans, anche perché l’amministrazione Bush non riuscì a gestire sia i soccorsi che i lavori di ricostruzione al meglio. C’è da dire però che il collaborazionismo dal basso per la rivalutazione e il rilancio della città è stato sorprendente. Alldaybuffet.org - un’associazione umanitaria molto innovativa - ha riunito le 100 idee e progetti concreti in ogni campo - architettura, imprenditoria, no profit, cultura, educazione, musica e così via.. - per rilanciare la New Orleans post-Katrina. Un’iniziativa molto interessante che vi consiglio di leggere e poi di rifletterci su.


September 1st, 2008 at 11:51 am
100 idee? va benissimo.
Ne manca una.
Glie la fornisco io.
Togliere quel lampeggiante ad intermittenza con ritmi hardcore dance cromatico folle dalla Home del sito che impedisce di leggerne i contenuti a meno di non essere preso dalle convulsion e stramazzare in terra.
September 1st, 2008 at 12:15 pm
Un intero programma di governo.
Basterebbe la metà di quelle idee in ciascun settore per soddisfare il bisogno di cultura e iniziative (anche sociali) della nostra nazione.
La differenza è che quelle cose sono state effettivamente realizzate ed in soli due anni.
Il sito inizia con questa frase:
After hearing so many of the positive changes and innovative projects post-Katrina, we’ve decided enough is enough. It’s time to put an end to the negative press in mainstream media[...]
Ovvero, informatevi prima di parlare.
Tante volte abbiamo parlato di informazione deviata. E tante volte ci siamo ritrovati qui a criticare gli USA per la loro politica anche sociale, nonchè per i loro costumi.
Non rimangio nulla di quanto detto in passato. Ricordo però che scrissi anche che una delle doti del popolo americano (in quanto derivata dal passato essere British) è la pragmaticità.
Bene. Noi ci perdiamo in frizzi e lazzi e svolazzi neobizantini e neobarocchi. Loro fanno azioni.
Ciò che dobbiamo importare da quella cultura non sono le abitudini ed i costumi, francamente improbabili qui da noi, ma la capacità di risollevarsi da soli e soprattutto di non limitarsi a pensarlo.
Lo so, noi soffriamo della dominazione araba e tutto quanto esiste in Italia di accidioso può tranquillamente assegnarsi a quei momenti storici. Fin dagli ozi di Capua il nostro popolo ha dimostrato di voler godere senza soffrire, finendo per soffrire senza godere. Ma tant’è, siamo stati così pronti a reimportare il denim genovese chiamandolo jeans, a riempirci di Mc Donald’s, a vestirci come galeotti del Bronx, a parlare in americano ed a sopportare i film d’azione (e non di cervello) che l’unica cosa che invece dovremmo veramente importare è lo spirito pratico e finalizzante della cultura americana.
Noi non abbiamo mai conquistato il West, è altrettanto vero. Anche se in certe nostre zone sembra di esserci ancora, o di più. E i nostri tentativi di conquistare l’East sono miseramente falliti di fronte alla prateria sconfinata cinese.
Ci mancano quindi lo spirito di avventura (che al massimo ondeggia tra la scelta di un abito grigio o nero) e la capacità di lottare (anche se in Greco-Romana si vince l’oro), elementi fondamentali della tenacia e dello spirito di rivalsa, cosa che quella cultura della conquista ha lasciato in ogni americano del Nord.
100 progetti in due anni, molti su iniziativa privata. E senza farsi raccomandare da onorevoli o personaggi conosciuti. Sembra il Paradiso.
E’ solo la vecchia e malandata Orleans d’America…….
September 1st, 2008 at 12:27 pm
E’ previsto che in Italia arrivi presto l’uragano forza 8 “Danilo”.
September 1st, 2008 at 5:28 pm
bravi e operosi nell’elencare le idee migliori…non voglio semplificare il problema, forse però basterebbe solo la volontà del presidente e del governatore per realizzare tanti progetti ed eliminare i grossi problemi….iniziando, come ben evidenziato dal sito, dall’educazione e dal sociale.
September 1st, 2008 at 5:39 pm
Gli americani…. chi li capisce e’ bravo.
Scommetto che se ”Gustav” passava su Guantanamo tutta questa mobolitazione di idee non l’avrebbero messa in pratica.
Quado parlano di diritti violati e di aiuti alle popolazioni pensassero a dare il dovuto alla Fao.
Comunque sembra che il tornado non e’ neanche partido.
September 1st, 2008 at 6:14 pm
andrea…(antheus fammi da testimone se ho capito bene) quelle non sono idee, sono progetti fatti.
Qui, i grossi problemi sono il sistema clientelare, il sistema dei gruppi chiusi, il sistema dei compagni di merende. Non c’è apertura al nuovo perchè non si vuole competere. C’è sempre il rischio che uno sia meglio di noi e ci toccherebbe adegarci o studiare.
E allora, alla fine chi è che fa finta di comprare l’Alitalia? I soliti ignoti. In realtà se la cuccano le banche. Per giunta straniere (ma perchè una banca può avere nazionalità?). Ecco l’italianizzazione della compagnia di bandiera. In mano agli avventurieri dell’impresa italiana (si vedono i risultati) (e che non scuciono una lira) ed agli strozzini istituzionali.
Dov’è il problema? Nel fatto che ogni misero che assume una carica si sente investito di potere e cerca di farlo pesare su chi ha bisogno di lui. Il problema è che non c’è coscienza civile nè civica. Il problema è che c’è miseria. Lo so che non sembra. Ma c’è.
I primi ad essere miseri sono gli industrialotti che si fanno lo yacht e risultano non abbienti. Sono miseri perchè per permettersi quella barca sono costretti a sotterfugi da film di Totò.
La miseria degli italiani è sorprendente. A tutti i livelli. Miseria morale di certi amministratori pubblici, miseria politica di chi rincorre le ideologie, miseria burocratica di chi non sa fare nulla e non sopporta che gli altri facciano, miseria materiale, miseria culturale.
Sì, è vero, qui ogni tanto mi parte la bordata pessimista e devo pur dire che c’è un’Italia che onora le doti del vivere moderno. Ma chi di voi riesce a fare un bilancio tra cose non fatte e cose fatte, in tutti i settori, che non sia negativo (sbilanciato verso il NON)?
Perchè questo accade? Perchè nella tradizionale e ferma Orleans d’America si riescono a fare, in quella situazione, ben cento progetti diffusi su più interessi mentre da noi da decenni si attendono riforme legislative o semplicemente un Acquario o l’ultimo pezzo della superstrada che da Grosseto porta a Livorno? Esempi locali, del mio locale, ma non dubito che il contributo di tutti possa essere diverso. Poche realtà si salvano.
Se il cuore del post di Antheus verte sull’evidenza del fare/nonfare, beh, è del tutto evidente che noi dobbiamo solo sperare che non ci sia neanche una grandinata.
Ogni anno si piange siccità e subito dopo si subiscono le alluvioni.
Come ogni persona mediamente intelligente può notare, le due cose sono antitetiche. Basterebbe raccogliere l’acqua d’inverno per poi riutilizzarla d’estate. No.
Stesso discorso per le acque piovane che vanno in fogna “bianca”. Poi vanno in mare!!!!! Il mare ha forse bisogno di acqua? Noi si. Perchè non raccoglierle e reinviarle ad un collettore che le depuri e ce le dia a prezzo ridotto? Si lavano le auto, si annaffiano i giardini, ci si può scaricare il gabinetto…. No. Tutto a perdere. Non si regimano i corsi d’acqua e ogni volta è un dramma.
Quante piccole New Orleans abbiamo subito nel corso dei decenni? Quanti progetti sono andati a buon fine?
Una piccola chiosa: mio padre era ufficiale dei VVF, colonna mobile. S’è fatto tutti i terremoti e chissà che per questo viavai non ci sia anche rimasto. Vabbè.
Belice, anni sessanta: i siciliani stavano a guardare. La mafia metteva lo zucchero nei serbatoi dei mezzi perchè non funzionassero.
Friuli, anni settanta: in pochi mesi o anni tutto è tornato meglio di prima. Paesi spostati o rinnovati, strade, strutture adeguate.
Irpinia, anni ottanta: la gente rimaneva a guardare mentre loro lavoravano. Dopo un decennio hanno cominciato a ricostruire le prime case. Alcuni luoghi sono tuttora puntellati.
Poi è morto. S’è risparmiato l’Umbria, dove pare le cose non siano poi così avanti.
Se ne traggano le conclusioni dovute e poi ci si domandi perchè siamo così indietro in tutto come società e quei pochi che sono all’avanguardia vengono osteggiati o presi per matti.
honnete: non credo ti riferissi a questo futuro post per l’uragano forza 8… eheheh sono già sul Mar Ligure, mi avvicino…. (il Mar Ligure arriva fino allo stretto di Piombino, e qui sono convinti di essere sul Tirreno, eheheh, dovrebbero rinominare anche l’innominabile quotidiano locale….)
September 1st, 2008 at 8:33 pm
In Italia un’ uragano di queste dimensioni non arriverà mai (se fosse, si sarebbe chiamato Lapo) ma le zone ad alto rischio idrogeologico…… esistono.
Ne siamo consapevoli?
Siamo preparati?
Oppure pensiamo di fare come gli animali che certe cose le sentono prima e scappano !?!?
September 1st, 2008 at 10:15 pm
ho visto un po di foto in diretta dell’uragano..terrificanti….credo che l’uomo possa far molto poco contro la forza della natura…
September 2nd, 2008 at 2:39 am
apprezzo il fatto che qui sul sito di I-I si dia spazio, e in un’ottica creativa, anche a eventi apparentemente lontani da ciò di cui si occupa il Progetto I-I stesso. penso che sia giusto dedicare un po’ di tempo e di neuroni anche a un problema come Gustav che, seppure geograficamente lontano dalla maggioranza di noi, ha una sua gravità e può essere meglio gestito con un positivo apporto di vari contributi individuali. secondo me infatti la creatività e l’intraprendenza sono belle e utili non solo in settori come l’arte, il design, la moda, l’abbigliamento, l’industria… ma possono dare l’impulso vincente anche in situazioni no-profit o addirittura governative e di solidarietà civile. grazie Antheus:)
September 2nd, 2008 at 9:56 am
Questo e’ il post inviatomi questa mattina dall’Associazione “IL FIUME” - la Salute e l’Armonia
del Corpo e del Cuore, per il Bene comune dove ho praticato yoga per anni:
“La nostra Notte bianca noi la dedichiamo quest’anno alla gente di due villaggi del Myanmar, Kyone Hamaw e Kyauksayit, che nel maggio scorso stati colpiti dal ciclone Nargis. A loro andrà tutto il ricavato della notte.”
Qualcuno sapeva di questo ciclone NARGIS?
No perche’, riguardava gente molto povera, e un ciclone piu’ un ciclone meno……..
L’ipocrisia dei media occidentali fa il paio con la differenza delle motivazioni delle guerre che fanno gli americani ed i russi.
I primi la fanno per esportare la democrazia SOLO nei paesi dove c’e il petrolio.
I secondi la fanno per aiutare le popolazioni oppresse dagli invasori SEMPRE E SOLO pero’ dove ci sono giacimenti energetici.
Per Pinocchio andrebbe aggiornata la versione.
September 2nd, 2008 at 10:54 am
…concludendo il sillogisma honnetiano: dove c’è il petrolio, c’è guerra.
Una volta erano i mulini a vento a provocare le battaglie. Don Quijote ancora rotea appeso ad una pala.
Anche i cicloni e gli uragani hanno la loro classificazione. Ovviamente non in base alla forza ma al paese sul quale si abbattono.
Una scala “socio/economica” e non fisica.
D’altronde è anche vero che il reale impatto di un evento atmosferico è misurato dai suoi effetti e non dalle componenti dinamiche.
La scala Mercalli è senz’altro più indicativa della scala Richter perchè misura gli effetti e non la magnitudo. Un terremoto può essere di elevata magnitudo ma se agisce su strutture ben progettate provoca meno danni di un sisma ben più piccolo ma agente su case vecchie e inadeguate. Il grado della Mercalli nel secondo caso sarebbe superiore a quello del primo caso.
Possiamo allora pensare ad una classificazione del genere anche per gli eventi atmosferici? Mercalli era italiano. Una cosa geniale la sua “scala”.
L’informazione poi va dietro a questo. Più grandi gli effetti, più evidente la notizia. Dovrebbe essere il contrario?
Il problema sorge quando a parità di effetti si denuncia solo una notizia e non l’altra, per i motivi (anche) che ha detto honnete.
Non credo che quei soldi arriveranno mai ai bisognosi birmani. La Birmania è lo specchio del Tibet ma, come per l’uragano, nessuno ne parla.
Forse l’Alfa Romeo o la FIAT dovrebbero girare uno spot lì?
September 2nd, 2008 at 11:12 am
Questa e’ la notizia del secolo:
FRATTINI e l’AMORE
Un’agenzia di comunicazione diffonde una dichiarazione pubblica
per smentire i troppi, presunti gossip del titolare della Farnesina
La donna è un’affermata dermatologa siciliana, Chantal Sciuto
E spiega: “Lui è semplice, dolce e ha un fascino innegabile”
Oggi sulle prime pagine dei piu’ presuigiosi quotidiani del mondo.
Due domande sorgono spontanee:
FRATTINI e’ il “nuovo” Lady D?
La monnezza’ di Napoli e’ stata trasportata nelle sedi dei giornali?
September 2nd, 2008 at 12:04 pm
c’è sempre stata, solo che lì Bertolaso non ci entrerà mai….
September 2nd, 2008 at 1:59 pm
8 Tiratine d’orecchi.
“Non credo che quei soldi arriveranno mai ai bisognosi birmani.”
Danilo: non conosci le persone quindi non puoi affermare certe cose.
C’e gente fra di loro che e’ stata in carcere in Birmania ( puoi immaginare da solo cosa vuol dire) per aiutare quelle persone.
Se poi parli per lnee generali su come vanno gli “aiuti disumanitari” sono d’accordo con te.
-”Forse l’Alfa Romeo o la FIAT dovrebbero girare uno spot li”-
Ti ricordo che sei su un sito che appartiene in maggiranza al “nipote”.
September 2nd, 2008 at 3:29 pm
ma le ragazze del blog dove son finite?
antheus forse devi cambiare argomento… che ne pensi?
September 2nd, 2008 at 4:24 pm
eheheh.

Continuo a non credere che quei soldi “verranno spesi totalmente e liberamente per aiutare quelle popolazioni”. Va meglio così?
Nipote? Uhm…. visto che lo ha fatto la (bellissima) Lancia in Tibet con Gere, con le dovute proporzioni potremmo mandare la nuova Panda e Gabriel Garko in Birmania…..
Nipote, se ci sei batti (almeno) un colpo……
September 2nd, 2008 at 4:39 pm
L’ uragano ”Gustav” e’ diventato una trombetta d’aria quindi possiamo scherzarci.
Io se avessi la possibilita’ di portare con me gli animali su un’arca come Noe’ in caso di nuovo diluvio me li farei prestare da Ms. Jackson.
Quello che mi piace di loro e’ il senso del ritmo e il non poter fare a meno di seguirlo con i movimenti della testa (grandissimo editor)
Solo Andre’ 3000 poteva ideare una simile performance.
http://it.youtube.com/watch?v=x0Vy8PywZTM
September 2nd, 2008 at 4:59 pm
Ecco perche’ siamo il popolo piu’ invudiato del mondo.
Quando nessuno se lo aspettava, il nuovo miracolo italiano.
http://www.corriere.it/economia/08_settembre_02/petrolio_benzina_prezzi_918dcf96-78fa-11dd-b720-00144f02aabc.shtml
September 2nd, 2008 at 5:39 pm
danilo, mi è piaciuta molto la pubblicità della Lancia in Tibet con Gere.. ma le pubblicità della fiat e lancia in generale debbo dire che colpiscono molto.. sono fresche e diverse e poi le canzoni della nannini vasco e così via si sposavano benissimo il messaggio pubblicitario; davvero belle.
di sicuro si sono avvicinati ai giovani, ma la benzina costa.
September 2nd, 2008 at 5:43 pm
@raffaela
io ci sono leggo sempre tutto, anche se a volte questo blog sembra un labirinto, chi scrive da una parte chi da un’ altra… a questo proposito avrei una richiesta: sarebbe possibile mettere un filtro per selezionare gli interventi in ordine di data o di name? ho sempre l’ impressione di perdermi qualche commento.
Grazie.
September 2nd, 2008 at 6:01 pm
dalle sonnolente musicali assolate coste del Brasile scopro con piacere la posizione di Danilo…il Paradiso si estende anche al nord di questo continente…..
September 2nd, 2008 at 9:03 pm
Debbo dire che le pubblicita’ iyaliane delle automobili sono molto “italiane” o per dirla sinceramente “probinciali”.
Musica dei soliti noti registi francesi “addomesticati” dai gusti del cliente.
Niente a che fare con gli inglesi o i tedeschi.
Altri pianeti.
Audi televsion commercial - Pure Energy
http://it.youtube.com/watch?v=NtB6HKoVdl0
http://it.youtube.com/watch?v=350tD8E7htM&NR=1
http://it.youtube.com/results?search_query=audi+commercial&search_type=&aq=f
September 2nd, 2008 at 9:42 pm
Per chi ama la grafica Noir spinta Audi Trailers
http://it.youtube.com/watch?v=vPzT9G-NM5I&feature=related
http://it.youtube.com/watch?v=Rk2beeYYf-Q&feature=related
September 2nd, 2008 at 10:57 pm
Riassunto grafico dei Post Americani di Antheus:
http://www.corriere.it/foto_del_giorno/home/08_settembre_02/giannelli_49d636b8-78ad-11dd-a0dd-00144f02aabc.shtml
September 3rd, 2008 at 10:26 am
ok, ok. Il Paradiso è ovunque, ma non so dove. Altrove….
Ma voi pensate che qualcuno acquisti un’auto per la sua campagna pubblicitaria o per i seguenti motivi?:
1) gli serve un certo tipo di auto
2) gli piace un certo modello
2a) quindi spende qualsiasi cifra per averlo
2b) fa una scelta tra quelli che costano meno quindi
3) costa meno degli altri a parità di bellezza e prestazioni
4) consuma meno degli altri
5) gli viene valutato meglio l’usato
6) la trova usata
In tutti questi fattori, dov’è che entra la pubblicità? Nella forzosa convinzione che un certo modello “implichi” le valenze evidenziate negli spot? Nel fatto di voler trasformare il consumatore in un testimonial?
Ma veramente il mondo produttivo pensa che qualcuno compri ad esempio la bella Delta (avete visto la Fulvia?) perchè Gere la guida a giro per il mondo ritrovandosi casualmente in Tibet? O sarà magari perchè con 26.000 euro tu hai un bell’ebbuon prodotto che non ha nulla da invidiare alle concorrenti di categoria anche superiore?
Pubblicità=illusione. Ma le illusioni durano il tempo di uno spot. Il resto è Realtà.
September 3rd, 2008 at 10:58 am
mamma mia quanto sei drastico.. ma nella tua realtà c’è spazio per i sogni che sono realtà ?
September 3rd, 2008 at 11:01 am
Diletta buongiorno,
devi chiedere ad antheus io non ne sò nulla..
antheus potresti gentilmente rispondere a diletta che chiedeva di un filtro per selezionari gli interventi..
September 3rd, 2008 at 12:14 pm
Raffaela e Diletta: Stavo verificando, per il momento non è possibile, se non usufruendo della colonna destra del blog recents comments che riunisce gli ultimi 5 commenti che sono stati scritti.
La soluzione migliore è quella di usare un qualsiasi reader di feed RSS (da feedreader a google reader) e inserirci il feed dei commenti che è
http://blog.italiaindependent.com/comments/feed/
così è la stessa applicazione che ti avverte quando c’è un nuovo commento.
Ne parlammo in questo post
http://blog.italiaindependent.com/2007/07/09/volevate-i-feed-rss-eccoli/
September 4th, 2008 at 8:41 am
@Lancillo8
“tutto il resto è realtà?”
No. Come cantava qualcuno “tutto il resto è noia e non ho detto gioia ma noia noia noia!”.
November 7th, 2008 at 5:09 pm
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