Innovativo come il cioccolato
(di Antheus)
Qui nel blog di I-I ci piace ogni tanto sconfinare dal nostro ambito settoriale per scoprire qualche start up particolarmente innovativa o che persegue un modello di business originale. A San Francisco è nata lo scorso anno una nuova e innovativa realtà chiamata TCHO che però non si occupa di hi-tech, come si potrebbe immaginare, bensì di cioccolato.
Quelli di TCHO sono partiti dall’osservazione che nel mercato del cioccolato c’è molta confusione e il consumatore spesso si muove con incertezza, non esperto e poco edotto sulle caratteristiche di questo alimento. Il cioccolato viene sostanzialmente prodotto e commercializzato in modo poco evoluto, senza informazioni e “cultura” su come e dove viene realizzato, perciò il consumatore tende a rimanere distaccato. L’obiettivo è quindi quello di fare ciò che è successo al caffè in questi ultimi anni, ma con ambizioni e innovazioni più interessanti.
TCHO parte dal processo di reperimento della materia prima con un’analisi e una dettagliata classificazione dei semi, un metodo per mappare i sapori, una tecnologia di sensori di temperatura che garantisce un processo di solidificazione omogeneo, un sistema di video monitoring sull’intero processo produttivo e standard di processo qualitativo ben definiti. Da qui vengono realizzate confezioni da 50 grammi - con un bel packaging acquistabile per il momento solo in rete - denominate “beta” per essere testate direttamente sul campo.
Quindi un approccio allo stesso tempo naturale e umano (no venture capital o banche d’affari, TCHO è organizzata come una cooperativa) e tecnologico, trasparente nei confronti del consumatore, sostenibile e rispettoso dei paesi produttori. Ah, cosa non da poco, il cioccolato è buonissimo.
Date un’occhiata al loro manifesto e al videoclip che spiega molto meglio il loro concept.


August 29th, 2008 at 1:17 pm
CIOCCOLATO PER SENTIRSI MALE.
Said dal 1923.
http://www.said.it/
Roma (San Lorenzo) Via Tiburtina, 135
“Di piu’ nin ge’.”
Tutto il resto e’ marketing.
August 29th, 2008 at 2:27 pm
“Sorseggiai di nuovo e il gusto stranamente confortante cominciò a insinuarsi nel mio palato come se una sola sorsata non potesse mai rivelarsi sufficiente. Era un liquido che suscitava unicamente il desiderio di berne ancora e iniziò a riempire tutto il mio corpo con la sua levigatezza, come se non dovessi più temere il dolore del mondo e come se tutte le ansie potessero dileguarsi. Sorrisi alla donna e, a gesti, chiesi notizie sulla natura della bevanda. Rispose con un’unica parola: «Cacahuatl».”
August 29th, 2008 at 2:40 pm
bella la colonna sonora….bella anche la confezione..insolita e minimalista…
August 29th, 2008 at 4:05 pm
James Runcie, La scoperta del cioccolato.
August 29th, 2008 at 6:30 pm
E’ buonissima? NUTTY?
Si, si, buonissima!
Sublime!!!
Un prodotto che si vende da solo! … anche se oserei definirlo un prodotto di nicchia.
Io vorrei soltanto sapere chi è il copywriter…. sicuramente un esperto di marketing societing!
gruss.
August 29th, 2008 at 6:52 pm
Per me è un piacere dare una mano a una startup interessante come questa. Anche loro sono nella Valorization List del mio sito dedicato al successo.
August 29th, 2008 at 7:32 pm
Sul cioccolato mi sembra siamo ferrati anche qui in Italia.
Forse facciamo meno scena.
La scena incide molto sui fatturati.
Quando scendo a Roma voglio provare Said.
Sono stato a Perugia durante il festival della cioccolata. Non ho visto americani.
Fanno bene ad approfondire ogni aspetto. Sono professionisti. Ma anche della comunicazione.
Certe nostre cioccolaterie, a Torino soprattutto, fanno le stesse cose che si evincono dal video ma in silenzio.
Il consumatore non è istruito. Molti neanche sanno da dove viene il cacao, come è fatto.
Si va e si compra una tavoletta. Se “sa”, va bene così e si procede.
All’Autogrill ci sono delle belle confezioni di cioccolato nero al 100%. Mi piacciono anche come packaging. Hanno la striscina colorata a seconda dell’aroma.
Adoro la cioccolata all’arancia, alla cannella, al peperoncino. A Roma anche sotto san Pietro in Vincoli c’è un negozietto che fa la cioccolata.
Quando invece la bevo calda scelgo sempre la confezione Eraclea alla rosa.
Se solo anche da noi assumessero un po’ di scienza dell’informazione e dell’immagine…..
August 29th, 2008 at 9:08 pm
Chi e’ SAID?
Il laboratorio di cioccolato SAID (società azionaria industria dolciaria) fu fondato nel 1923 da Aldo De Mauro. Gravemente danneggiato dai bombardamenti del ‘43, riprese la vendita di cioccolato e altre dolcezze nel 1956 grazie al figlio Bruno. Bruno De Mauro, la moglie Marcella, e i figli Fabrizio e Carla sono gli artefici della rinascita della fabbrica di cioccolato che vediamo adesso.
La fabbrica di cioccolato SAID è un gioiello nel cuore del quartiere S. Lorenzo: si entra in atmosfera rarefatta, le luci sono soffuse, si intravedono i pizzi bianchi e al centro un grande tavolo rettangolare con tavolette e blocchi di cioccolato di ogni tipo ( monorigine, fondenti, al latte, speziati, farciti, aromatizzati ).
Nessuno disturba sollecitando il cliente.
Alle pareti mensole con libri, barattoli, cassetti di legno, e grandi vasi trasparenti con caramelle colorate, confetti e altro cioccolato. Ci si sposta verso il banco di pralineria fresca e si intravedono i macchinari d’ epoca (si è continuamente distolti da quello che si sta guardando da ciò che si vede in lontananza). Così ci si avvicina alla bassina di rame per tostare le mandorle e confettarle, al menagè per frantumare le fave di cacao, al tavolo per raffreddare il caramello, al tunnel di riscaldamento di stampi, alla temperatrice artigianale. Si arriva al salotto dove è possibile approfittare della pasticceria…come dicevo, un incanto.
Gli acquisti consigliati sono le tavolette e il cioccolato da copertura monorigine in pastiglie, oltre alle praline fresche di ricotta.
SAID
Via Tiburtina 135
Roma
August 29th, 2008 at 10:12 pm
Debbo ringraziare il Blog per la possibilita’ che mi da’ per incontrare persone che ci scrivono sopra.
Prima l’incontro collettivo al Pitti.
Oggi e’ passata per Roma raffaela ( lei lavora nel settore creativo delle calzature) e siamo andati ad incontrare il mio amico Antonio Aglietti e le sue creazioni di scarpe ( su misura- uomo).
Devo dire che su questo Blog gira il meglio in circolazione.
Antheus Giovanni, Lapo e gli altri dello staff. siete riusciti a creare un grande progetto.
Non e’ mio uso fare piaggeria, anche perche’ detesto gli adulatori, ma cio’ che ho riferito e’ la semplice verita’.
August 29th, 2008 at 10:53 pm
non credo che una ditta così attenta al look, così accattivante, sia anche attenta alla correttezza verso le popolazioni del centro america.io compro il cioccolato equo e solidale, che garantisce un compenso adeguato anche a chi si fa un mazzo tanto per coltivare il cacao…
ma quando non c’è quello, a napoli c’è gay odin,storico negozio di cioccolato: entrare lì è molto simile ad essere nel film e nel negozietto di juliette binoche, in chocolat.(aaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhhh, alla homer simpson, sto sbavando sulla tastiera).eccovi il link
http://www.gay-odin.it/chisiamo.php.
ah,dimenticavo,honnete: il cellulare semplicemente l’ho ridoperto con una pellicola in vero carbonio,che ho (molto) pazientemente attaccato alla scocca del telefonino,tutto qua
August 30th, 2008 at 2:14 am
honnete se sei a roma la prossima volta passo a trovarti pure io..
August 30th, 2008 at 9:18 am
un offtopic:
l’Alitalia “dirotterà” alcuni suoi dipendenti presso le Poste Italiane: il ritorno della “posta aerea”?
August 30th, 2008 at 10:33 am
@Paolo Convertito Blasio
Volentieri. quando vuoi. Ti ricordo pero’ che io non sono nobile. (sto scherzando).
@.8
No e’ il ritorno delle …….SupPoste Italianeee…
@david
link corretto
http://www.gay-odin.it/
Gran bel sito molto elegante,si nota che c’e un curatore d’immagine dietro.
La cioccolateria gay-odin e’ anche a Roma ai Parioli, ma il suo ambiente chic di estrazione alto-borghese non ha nulla a che fare con Said dove e’ tutto artigianale e minimalista ma frequentato da giovani artisti musicisti e radical chic.
D’altronde vicino alla sede hanno girato”Roma citta aperta” di Rossellini e c’e l’Universita’ “La Sapienza” di Roma.
Parioli-San Lorenzo, due quartieri che riassumono le differenze sociali e culturali dei romani.
-Il cellulare in vero carbonio:
Solo ad un napoletano poteva venire in mente una cosa del genere,
Siete Troppo Forti.
August 30th, 2008 at 10:34 am
buono il cioccolatooooooo troppo buono……io in frigo ho sempre una scorta di cioccolato produzione gobino….insomma a torino è uno dei più rinomati…e vi assicuro che è proprio un cioccolato cioccolosamente delizioso
vi allego il link ke v porterà nel mondo delle delizie
http://www.guidogobino.it/i_index.htm
beh quasi quasi faccio un salto in cucina me n’è venuta voglia…..
blogger volete assaggiare ???
baci patrizia skarabocchi
August 30th, 2008 at 11:38 am
Un po’ di risposte.
8: E’ vero, in Italia come qualità del cioccolato non abbiamo niente da invidiare a nessuno. Amedei di Pontedera (Pisa) è stato più volte nominato il cioccolato più buono del mondo, come pure De Bondt sempre di Pisa. Per non parlare poi di tutta la tradizione torinese e perugina. Tutta roba di altissima qualità ma che rimane inevitabilmente una roba per addetti ai lavori o solo per veri appassionati di cioccolato
Qui si parla di un’altra cosa. Si parla di come, attraverso una start up innovativa nella modalità e nei processi, far percepire al consumatore finale la complessità e la stratificazione del cioccolato. Usando la rete, i beta product e un linguaggio nuovo. Senza dimenticare temi come l’ambiente e la sostenibilità. Non è solo “fare scena”.
david: i tuoi ragionamenti mi fanno francamente sorridere. Secondo te per avere rispetto per le popolazioni lontane da noi e per l’ambiente bisogna indossare pesanti maglioni peruviani, ascoltare in continuazione gli Inti-Illimani ed essere circondati da puzzolenti incensi? Naaaaa.
Honnete: Innanzitutto grazie per le belle parole di incoraggiamento, è bello sapere che sta nascendo una vera e propria comunità intorno a questo blog. Non conosco SAID e non stento a credere la qualità e la passione per il cioccolato. Tu dici “Nessuno disturba sollecitando il cliente”: ecco credo che per certi versi dovremmo uscire da questo pregiudizio: sollecitare il cliente infondendo una conoscenza e una cultura di prodotto non sempre disturba. Cerchiamo di uscire da un elitarismo e da un leggero snobismo di fondo che permea certa eccellenza produttiva.
Buon weekend a tutti.
August 30th, 2008 at 12:48 pm
Antheus
verissimo cio’ che dici sull’approccio al cliente anzi le vostre sollecitazioni”ad personam” che ho avuto modo di sperimentare nell’incontro al Pitti le sento molto sintonizzate col mio modo di percepire la comunicazione produttore-acquirente.L.C.D. “Lealta’ Correttezza e Disposizione” la sintetizzerei.
Ho pero’ un mio limite: a volte la poesia narrativa prevale sulla mia parte razionale.
Nessuno e’ perfetto,
Per fortuna. altrimenti sai che noia.
“La noia nacque un giorno dall’uniformità.”- Antoine La Motte Houdar -
August 30th, 2008 at 1:41 pm
p.s.
buongiorno =D
vorrei aggiungere che per me esiste solo la crema di cioccolata quella spalmabile
A buon intenditoria poche parole
August 30th, 2008 at 4:24 pm
Non sono un vero amante del cioccolato anzi, proprio non ne mangio.
Devo però ammettere che come tutti i processi artigianali, soprattutto fatti in Italia, mi affascina molto il procedimento in sè.
Su Gambero Rosso ho assistito ad un servizio su Paul de Bondt e Cecilia Iacobelli, due artigiani del cioccolato, e su youtube ne ho ritrovato uno spezzone.
Certe cose mi emozionano, dalla produzione di scarpe su misura al fascino di artigiani/artisti come i due sopra citati.
qui il link:
http://it.youtube.com/watch?v=8cTTHGS_OEE
August 30th, 2008 at 4:28 pm
E’ vero che in Italia siamo molto indietro in fatto di approccio alla clientela. Il costumer care spesso si limita tristemente ai call center dove prevalentemente gli addetti ai lavori vengono sfruttati attraverso una legislazione sul lavoro deficente e castrante, per pochi euro mensili ed una preparazione scarna e propensa ad una non conquista del cliente. Come dice Antheus é spesso la passione verso quel determinato prodotto che spinge il cliente ad avvicinarsi all’azienda, la curiosità, la voglia di conoscere, imput che nascono dentro se stessi…. ma di clienti cosi inteligenti quanti ne nascono? Pochi rispetto alla massa, mi pare. Penso che tutto quanto faccia parte di costumer care, sviluppatosi maggiormente nei paesi anglosassoni, da noi abbia una concezione scarna e limitata. Il vero e unico castumer care che abbiamo avuto e che é sparito di scena é da rilegare ai bottegai e agli artigiani che, attraverso la loro minuziosa passione e dedizione, riuscivano ad essere dei maestri in fatto di relazioni pubbliche, tecniche pubblicitarie e quindi di piccole strategie di marketing….. ovviamente senza lauree alla Bocconi e allo Iulm, o master stellari americani o corsi di specializzazione. Esisteva solo una grande passione da trasmettere al cliente. Questa energia la trovo in questa azienda giovane che, come dice Honnete, ha espresso al Pitti e nelle altre occasioni di incontro. Quindi nulla é cosi scarno se esistono ancora dei valori produttivi, economici e commerciali. Ad Arezzo, per rientrare al tema focale e per avvalorare quanto scritto, esiste un laboratorio di cioccolata a conduzione familiare. Partirono circa quindici anni fa con un piccolo laboratorio, poi l’apertura di due punti vendita, l’acquisto di piantagioni di cacao a Santo Domingo, poi i vari concorsi….. insomma una piccola grande evoluzione locale alimentare dove la passione per il cioccolato artigianale é curato a 360 gradi: dalla materia prima, alla lavorazione, alle confezioni, all’arredamento deipunti vendita e soprattutto alla cura del cliente. Fare colazione da Vestri, sorseggiare una tazza di cioccolata calda in una domenica invernale o acquistare un loro prodotto per le ricorrenze é ormai un rito per la città. L’ottimo lavoro che in piu hanno saputo svolgere é quello di rendere partecipe il consumatore di tutto l’operato che esiste dietro al prodotto finito. Ti viene spiegata la raccolta dl cacao, la raffinazione, il lavoro del pasticcere, ti viene consigliato quel tipo di cioccolato piuttosto di un altro a seconda del momento e in piu organizzano giornate evento con le scuole e i media locali con dimostrazioni e degustazioni durante l’anno. Questo é il loro sito: http://www.vestri.it
Quindi come vedete delle oasi felici esistono.
Ps: honnete non dire che la tua poesia é un limite. No, anzi…. questa é una grande forza sai….. non cambiare mai questa tua pecularietà, ti prego.
Ma non ci sarà modo di riverci?
August 30th, 2008 at 7:35 pm
“La mia mamma diceva sempre che… la vita è come una scatola di cioccolatini… non sai mai quello che ti capita”. (Forrest Gump)
Infatti, prima preferisco assaggiare.
Questo incarto lo trovo delizioso. Mi chiedo se sia simile a quelle piccole razioni che gli americani distribuivano in tempo di guerra…
Mi piace la forma: quadrata.
August 30th, 2008 at 9:20 pm
antheus, non dico questo, ma dico che ci sono aziende, come la nestlè, che delle popolazioni indigene se ne fregano e le sfruttano.io sono il primo a non indossare queste cose, ma per cose piccole, come potrebbe essere, appunto, una tavoletta di cioccolato, sarebbe opportuno fare un piccolo gesto di coscienza (così, quando lo mangi, sei buono sia tu che il cioccolato, che è davvero ottimo, di tipo modicano, con i cristallni di zucchero di canna, anch’esso del centro america, anch’esso equo e solidale).tutto qua.
honnete, a quando un evento I-I in cui conoscerci?
August 30th, 2008 at 9:46 pm
O.T.
Il grande vecchio del cinema Mario Monicelli 93 anni da ragione a Danilo.8
Il sessantotto?
Quella è stata una rivolta dei figli contro i padri: i genitori insegnavano loro a rispettare la scuola, a tirare la cinghia, mentre i ragazzi hanno detto ‘basta, divertiamoci, consumiamo’.
“La gente, oggi, invece di imparare a lavorare, pensa a comprarsi la Ducati”.
http://www.repubblica.it/2008/08/sezioni/spettacoli_e_cultura/cinema/venezia/monicelli-inte/monicelli-inte/monicelli-inte.html
August 31st, 2008 at 9:02 am
Antheus
dai commenti che leggo la community’ del Blog ha voglia di incontrarsi di persona e conoscersi.
L’esperienza sel Pitti e’ stata molto interessante ma limitata nei tempi.
Non ti capita cosi’ facilmente di incontrare tante persone con gli stessi tuoi interessi e passioni.
Visto che chiedono a me di inconrarci, io mi faccio portavoce verso te e l’intero Staff per dare seguito al soddisfacimento di tali richieste.
E’ previsto a breve qualche cosa del genere?
Altrimenti,pensavo, possiamo organizzarci tra di noi e invitare la I-I come Special Guest.
La community che incontra i suoi “creatori”
Che ne pensi?
August 31st, 2008 at 10:53 am
Tranquilli , stiamo organizzando qualcosa per settembre-ottobre.
August 31st, 2008 at 1:33 pm
Giulia
in Italia c’e scarsa considerazione del cliente e soprattutto non esiste il Post Vendita.
Il commerciane e per commerciante intendo l’ultimo anello della filiera, colui che ha il “rapporto” ravvicinato e continuo con il consumatore finale ha spesso ( scusa per la generalizzazione) in testa un idea arcaica tramandata da vecchie generazioni di commercianti e cioe’ che l’individuo che entra nel negozio e’ un Pollo da Spennare.
La stessa cosa avviene con i call center dei grandi fornitori di servizi.
Servono da “cane da guardia” per non arrivare ai responsabili dell’azienda. E’ un dato scientifico.
Quando si accorgeranno che il consumatore sta cambiando, si informa in rete o da altrie fonti, saranno costretti a cambiare strategie o a soccombere.
Speriamo presto.
Ciao.
P.S.hai visto abbiamo anticipato un pensiero che la I-I aveva gia in mente.
August 31st, 2008 at 10:53 am
Antheus Says:
Tranquilli , stiamo organizzando qualcosa per settembre-ottobre.
A breve TAMTAM Web per tutti.
“Ti rendi conto che stai passando troppo tempo sulla Rete quando tua moglie dice che la comunicazione è importante in un matrimonio, e allora tu compri un altro computer ed installi un’altra linea telefonica cosicchè voi due possiate fare chat.”-Divorziato Anonimus-
August 31st, 2008 at 2:47 pm
sì, in effetti sono felice di non aver abbandonato questo posto virtuale, io non pensavo..
ho conosciuto honnete e devo dire che è una bella persona e altrettanto belle sono le creazioni del suo amico antonio, mi son piaciute le forme e antonio mi sembra abbia gusto.. honnete poi mi ha fatto da cicerone, sono stata molto bene, quindi grazie antheus..
ma ci sono molte cose interessanti da scoprire ancora.. buon continuo
la cioccolata? la mangio quando mi prende il coccolone.. sorrido
ciao honnete..
August 31st, 2008 at 3:59 pm
raffaela
ciao,io sono l’unico del Blog che ti conosce,nessuno immagina che creatura speciale sia tu e che io non mi aspettavo minimamente (non arrossire).
Ma non posso rivelare tutto altrimenti toglierei quella curiosita’ negli altri che ti conosceranno spero al prossimo incontro con la I - I e che sembra sia alle porte (settembre-ottobre) riferisce Antheus.
Scusami raffaela se non sto rispettando la tua riservatezza e timidezza.
Ho rivelato che tu sei una creativa e designer nel settore calzaturiero ( femminile) e allora ti faccio una domanda d’obbligo:
Cosa ne pensi dei modelli di scarpe create da Antonio indossate da Lapo?
Sarebbero come il cacio sui maccaroni vero?
Ti abbraccio.
A presto.
HP
August 31st, 2008 at 4:15 pm
Honnete: Oggi la narrazione è sempre più necessaria per un marchio che vuole comunicare in modo efficace, innovativo ed empatico. Se guardi bene il blog di TCHO, anche loro hanno parecchie storie da raccontare.
David: E chi ha mai parlato qui di Nestlè?!?
August 31st, 2008 at 4:42 pm
Antheus
l’ inglese lo frequento poco anche se lo conosco abbastanza bene.
Mi risulta difficile seguire nei blog italiani chi scrive nella nostra lingua madre,immagina chi scrive sui Blog americani.
Sul Blog di tcho
http://www.tcho.com/blog/
un post di Timothy Childs, parle di una fabbrica americana (Micelli.piu’ americana di cosi’) che fa la cioccolata con la muffa. Ho capito bene?
The Only Industrial Chocolate Mold Manufacturer in North America.
http://www.micelli.com/
August 31st, 2008 at 5:00 pm
Honnete: Eh, sì. Mi sa che devi ridare una ripassatina al tuo vocabolario d’inglese
.
In questo caso to mold, significa modellare: praticamente come puoi ben capire dal loro sito http://www.micelli.com/development.htm questi Micelli realizzano modelli e forme per le tavolette di cioccolate, dai classici quadratini a forme più complicate.
August 31st, 2008 at 5:46 pm
Honnete: Santo Lapo !!!
Grazia ricevuta, hehehe….
August 31st, 2008 at 7:20 pm
Si Antheus, avevo ammoscato che il “core” del post fosse altrove e non nel parlare di cioccolata. ma mi sembra che Giulia e Honnete abbiano dato una giusta riflessione su quanto scrivi.
Siamo abbastanza indietro nella cura del cliente, e quindi nella spiegazione delle cose. Se vai in pasticceria artigianale spesso si limitano a chiederti cosa e quanto vuoi, ti fannoil pacchetto e vai a pagare (tanto).
Il resto, la conoscenza, la storia, la tecnica, non sono diffuse.
E’ quindi interessante questa iniziativa del TCHO. Lo so, non stiamo parlando di qualità del cioccolato (se o no migliore della nostra) ma di qualità della capacità di comunicare le essenze della propria professione, in generale.
La cioccolata come la maglia, come le scarpe, come l’Arte.
Viviamo in una società del consumo e quindi del consumo veloce. La cioccolata si compra e si mangia. Il quadro si guarda e si fugge via (ma non si compra). La ceramica si tocca e si osserva. Il tappeto si tocca e si chiede quanto costa. Il mobile ormai non si tocca più (è meglio).
Il rapporto con l’oggetto diventa fuggente, schivo, non più feticistico. L’oggetto rappresenta se stesso e non “esce” dalla propria forma. Il venditore è anche interposta persona e non sa.
Un tappeto ha la sua storia di intrecci e colori. Una mobile deve sapere di fibre e di nodi. Una cioccolata parla dei suoi ingredienti, della sua tecnica, delle miscele.
Ma in fondo a chi interessa tutto questo?
Si arriva in motorino, si entra veloci, si esce e si trangugia la tavoletta (o quel che è), ci si rimette il casco e via.
La storia, la tecnica, il significato, sono lussi che toccano solo piccole quote di società.
Noi siamo tra queste, ma non siamo un campione statistico. Non siamo niente. Nè facciamo opinione.
Chi produce cioccolata (per rimanere in tema) ha evidentemente appurato che l’organizzazione di uno staff che produca cultura costa troppo rispetto allo spread di guadagno che dovrebbe derivarne.
Si limitano allora a vendere e, obbiettivamente, noi continuiamo a comprare in base al gusto e non alla storia.
honnete: bella l’idea del raduno. Ci vestiamo tutti da “easy rider” e ci presentiamo in via condotti sulle Harley sgassanti. Comunque sarebbe interessante rovesciare le parti per una volta: noi organizziamo l’evento e gli amici della I-I ci vengono a trovare. Provaci. Proviamoci.
Le scarpe però prima che a Lapo, Antonio le deve fare a me, come ben sapete….. tse (alla Bombolo).
Cordelia: Santo subito o fra un po’?
August 31st, 2008 at 7:28 pm
cordelia
Se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto.
I - I sta facendo un gran lavoro per arrivare ad un nuovo concetto o versione aggiornata del Made in Italy.
La cosa mi appassiona da prima dell’avvento del progetto di Lapo ed il suo Team.
Lapo, anche se non lo conosco personalmente mi sembra molto credibile in questo ruolo.
La conoscenza al Pitti dei suoi stretti collabaratori mi ha indotto a pensare che si ha a che fare con gente seria e competente oltre al ‘ palese grande affiatamento del gruppo.
Posso anche sbagliarmi, ma in questo momento credo che loro rappresentino veramente qualcosa di interessante dal punto di vista dell’innovazione in Italia.
Hanno creato questo spazio virtuale ma che si sta sempre piu’ rivelando reale per me.
La motivazione dei partecipanti allla community mi sembra dettata dalle stesse passioni.
Vedi, io abito a Roma e conosco tante persone, ma avere la possibilita’ di parlare di argomenti come quelli proposti qui mi e’ molto difficile.
Qui si ritrovano tante e spero sempre piu’ persone che condividono le medesime passioni.
La forza di Lapo non la conosco,ma gli riconosco la grande capacita’ di contornarsi di collaboratori molto validi.
Almeno quelli che ho conosciuto io personalmente a mio avviso lo sono.
Tu mi scrivi:
Santo Lapo !!! Grazia ricevuta, hehehe….
Io ti rispondo:
I Santi sono individui che hanno fatto di tutto pur di finire sui santini.
-Enzo Costa-
August 31st, 2008 at 8:09 pm
…non importa… era una delle mie battute….
Si capiscono dopo. Dopo, dopo
Sembri avere uno spiccato humor, no?
August 31st, 2008 at 8:20 pm
@Honette
PMJI
oggi ti sei dato all’ arte culinaria?
ma cosa mangi tu?
IMHO
Il cacio va sui macchEroni,
la muffa sul formaggio,
la cioccolata che a me piace è quella con le nocciole…. ma soprattutto al padrone non gli far sapere quanto è bòno il cacio con le pere!!!!
Scusa sei proprio sicuro di volere incontrare anche me di persona?
Io propongo una festa in maschera… così manteniamo un pò di mistero… Lapo potrebbe vestire i panni di Lorenzo il Magnifico….. il grande mecenate!
Io e te facciamo i giullari di corte…. oppure preferisci venire vestito da gladiatore? … dài!!!
ROFL
ROFL
ROFL.
BTW
Scusa, domanda stupida, mi dici per favore dove si trova sulla tua tastiera la e con l’ accento ^ circonflesso che io proprio non la trovo…. mi scoccia sbagliare accenti e apostrofi (sai com’ è giochini intelligenti per bambini deficenti).
TIA
TTFN.
August 31st, 2008 at 8:54 pm
.8 (fucsiaman) danilo verticelli
Il raduno? QUI.
http://www.raduno.co.uk/
Anche chi non partecipera’ all’incontro ancora da dafinirsi se sente come noi sentiamo e partecipa dello stesso rispetto per la bellezza, è senz’altro un degno destinatario della nostra attenzione.
Erodoto scriveva:
“Se un uomo vuole occuparsi incessantemente di cose serie
e non abbandonarsi ogni tanto allo scherzo,
senza accorgeresene diventa pazzo o idiota.”
HP
August 31st, 2008 at 9:46 pm
Carina la proposta di Dilett@!
Danilo to..tu potresti essere Lance……, non santo!
Pensavo preferissi gli eroi !!!!
August 31st, 2008 at 10:25 pm
Mi sento gli occhi sgusciare di fuori dopo un fine settimana intero trascorso davanti al pc, ma scrivo ugualmente… cerco l’energia, comunque.
Honnete
da noi esiste siccità per qualsiasi questione, e quindi anche per l’aspetto commerciale. Ma ai tempi che furono esisteva una parvenza di umanità anche nell’aspetto commerciale…. era almeno una parvenza e non un ghiaccio tout court… poi questa parvenza da regione a regione cambia…. da noi l’unità di una nazione é esistita politicamente, ma non negli animi e dobbiamo fare i conti con le diversità che ci saranno sempre nonostante tutto…. siamo fra i pochi paesi al mondo dove esiste una differenza tra nord e sud e crediamo pure che in tutto il cosmo sia cosi…. questa disgressia per far comprendere che tradizionalmente e culturalmente, il commercio é nettamente differente dalla toscana al lazio alla campania al veneto e via via a tutte le regioni…. abbiamo un dna latino, ma non italico…. é per questo che coindivido il federalismo fiscale, per le forti dissonanze che esistono all’interno del paese…. non saremo mai uniti come la Francia e l’Inghilterra…. saremmo sempre dei rietti di noi stessi… Io sono aretina tu romano, tu milanese, tu… però mi dà fastidio che il terrone sia venuto…. che ò’extracomunitario abbia invaso…. e quindi non esiste accettazione culturale e se non esiste questo non esiste nemmeno economia, ne finanza, ne commercio, ne potere di acquisto…. l’esempio della cioccolata che ho portato é tanto dolce quanto amaro come il cacao….
mi é piaciuto molto il senso feticistico di Danilo…. molto carnale come acquisizione …. io desidero ciò, lo voglio, lo avvaloro …. mi torna alla mente un film con la Binoche… Chocolat….
invidio Raffaela, tu riesci a esternare cio che sei… io no…. come vorrei… la gente pensa sempre alla mia freddezza e antipatia….
September 1st, 2008 at 3:08 am
@Raffaela Honnete
non sono brava a parlare ne a interpretare me stessa… ma con gli altri ci provo, é quasi un gioco per me. Spesso me ne so in silenzio ed osservo, leggo, guardo ed assimilo…. chi vuole poi mi comprende…. e chi mi comprende poi scappa.
Raffaela, quando ho letto le parole di Honnete “io sono l’unico del Blog che ti conosce,nessuno immagina che creatura speciale sia tu e che io non mi aspettavo minimamente (non arrossire).”… io sono stata felice per te…. a me nessuno mi ha detto o scritto certe parole…. nemmeno i miei genitori o il primo fidanzatino…. e allora credo che tu debba essere una persona speciale…. a me un uomo qundo mi vede vuole solo una cosa…. e in genere mi comporto in cue modi o sto zitta o parlo di cose serie…. a 15 anni é arrivato il primo fidanzatino, quello che amavo e che voleva solo sesso…. mi ha piacchiata in classe e nessuno é intervenuto….. tutti in silenzio a guardare…. la preside voleva fare rapporto a me perche lo avevo provocato prima io con uno schiaffo…. io pero i lividi me li sono portati mentre cadevo tra una sedia e l’altra…. poi é arrivato il secondo molto piu avanti e la madre mi ha detto che ero una con problemi perche non lo amavo piu, poi uno che mi ha lasciato per un’altra e con la madre che mi ha dato della psicotica, poi un colloquio di lavoro dove sono finita su di un tavolo senza volerlo e poi ilresto é niente…. nessun uomo mi ha mai detto di essere una creatura meravigliosa o di amarmi e se lo ha fatto era solo una effige…. comprendete…. a volte ho provato a raccontare questo e i compagni ce aveo vicino la prendevano come una bugia, i miei genitori come un problema di troppo a cui fare carico…. e allora tutto é divenuto normalità… e questa normalità mi ha fatto male, tanto…. non so come non sia impazzita…. non lo so…. pero dopo essermi odiata, svenduta e venduta, infuriata con me stessa adesso provo un po di amore per me stessa e questo po… dopo molti calci nel di dietro é una conquista, perché nessuno mi ci ha portato… anzi ancora a casa tentano di affondarmi inconsapevolmente….. io sono sempre affondata…. nel silenzio… e dal silenzio ho sempre ricominciato da sola….. la vita mi ha indurita e invidio te che ricevi certe parole da un uomo e ne riceverai tante altre di belle…. io non le ho mai sentite e la mia esperienza di vita, che non ho mai raccontato in questi termini, mai pubblicamente spero possa aiutare…. a me ste aiutando condividerla con voi…. anche se odio parlare di me….
September 1st, 2008 at 8:30 am
immagino che i produttori di questa cioccolata siano molto giovani (25-30) molto divertente il blog, pieno di storie da poter commentare con leggerezza. La confezione è belissima in quanto minimalista
September 1st, 2008 at 9:45 am
Certo, chi meglio di me potrebbe essere Lancill’8?
Scusate il nuovo offtopic ma avevo chiesto a serena Bimbati, presidentessa di Amnesty International di Verona di postare qualcosa riguardo certe affermazioni un po’ estreme sorte nel post relativo alla Cina. Il testo è in quel post, ma visto il tempo passato ed i nuovi di post, preferisco tediarvi e riproporvelo qui perchè tutti sappiano che esiste.
Grazie
ciao, sono Serena Bimbati la responsabile del gruppo Amnesty di Verona. Con qualche giorno di ritardo, vi inoltro il comunicato stampa di Amnesty International relativo al dopo Olimpiadi. Buona lettura a tutti.
COMUNICATO STAMPA
CHIUSURA DELLE OLIMPIADI DI PECHINO, IL COMMENTO DI AMNESTY INTERNATIONAL:
LA CINA E IL COMITATO INTERNAZIONALE OLIMPICO DEVONO IMPARARE DAGLI ERRORI COMMESSI E SOSTENERE I VALORI DEI DIRITTI UMANI
Al termine dei Giochi Olimpici di Pechino, Amnesty International ha accusato le autorità cinesi di aver preferito badare all´immagine rispetto alla sostanza e di aver continuato a perseguitare e punire attivisti e giornalisti durante le Olimpiadi.
L´organizzazione ha inoltre criticato il Comitato internazionale olimpico
(Cio) per aver macchiato l´eredità dei Giochi in tema di diritti umani, chiudendo un occhio sulle violazioni commesse.
“Le Olimpiadi sono state uno spettacolare evento sportivo ma si sono svolte in un contesto di violazione dei diritti umani: agli attivisti è stato impedito di esprimere le proprie idee pacifiche e molti di essi sono stati imprigionati senza aver commesso alcun reato”, ha dichiarato da Hong Kong Roseanne Rife, vicedirettrice del Programma Asia-Pacifico di Amnesty International. “Le autorità cinesi e il Cio avevano l´opportunità di mostrare che il rispetto dei diritti umani fosse migliorato ma hanno ampiamente fallito: sfratti forzati, arresti di attivisti e restrizioni ai danni dei giornalisti non dovranno caratterizzare un´altra Olimpiade”.
La dichiarazione di Amnesty International è giunta poco dopo quella di Jacques Rogge, presidente del Cio, che durante la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Pechino ha detto: “Questi sono stati Giochi davvero eccezionali”.
Nel corso dei Giochi Olimpici, Amnesty International ha documentato una serie di violazioni dei diritti umani nei confronti di attivisti pacifici e giornalisti, tra cui:
l´arresto e la condanna, anche alla “rieducazione attraverso il lavoro”, di attivisti che avevano chiesto di svolgere manifestazioni nelle “zone delle proteste”, istituite dal governo in alcuni parchi della capitale;
la perdurante detenzione o l´arresto arbitrario di giornalisti e attivisti che avevano cercato di denunciare le violazioni dei diritti umani in corso;
il divieto di manifestare pacificamente nelle “zone delle proteste”: il 18 agosto, dopo ripetute insistenze dei giornalisti, le autorità hanno comunicato che avevano ricevuto 77 richieste di manifestazioni da parte di
149 persone ma che 74 erano state “ritirate”, due “sospese” e una “sottoposta a veto”.
“È davvero giunto il momento che il Cio metta in pratica i propri valori-chiave della `dignità umana´ e dei `principi etici universali e fondamentali´, facendo dei diritti umani un nuovo pilastro dei Giochi Olimpici”, ha affermato Rife.
Amnesty International chiede al Cio di imparare la lezione di Pechino, includendo chiari e misurabili indicatori dell´impatto sui diritti umani in tutte le future valutazioni di candidature all´assegnazione delle Olimpiadi e nei contratti con le città ospitanti.
Amnesty International ha riconosciuto che le autorità hanno preso alcuni provvedimenti positivi, come lo sblocco di alcuni siti internazionali (tra cui lo stesso http://www.amnesty.org) in risposta alle forti proteste dell´opinione pubblica espresse dai giornalisti a Pechino prima dell´inizio dei Giochi. Tuttavia, l´organizzazione per i diritti umani sollecita il governo cinese a estendere completamente il libero accesso a Internet e a rendere permanenti le regole temporanee introdotte in favore dei giornalisti stranieri in Cina alla vigilia delle Olimpiadi, assicurando che siano applicate davvero e in modo uniforme.
Molti attivisti cinesi sono stati perseguitati e puniti per aver denunciato le violazioni dei diritti umani prima o durante i Giochi Olimpici. Tra questi Amnesty International segnala:
Ye Guozhu, attivista per il diritto alla casa, è detenuto in una stazione di polizia dopo aver terminato di scontare una condanna a quattro anni di carcere, inflittagli per aver cercato di attirare l´attenzione dell´opinione pubblica sugli sfratti eseguiti con la forza a Pechino per costruire impianti olimpici. La polizia ha dichiarato che avrebbe trattenuto Ye Guozhu fino alla fine delle Olimpiadi e delle Parolimpiadi, al fine di evitare problemi a lui e ai suoi familiari. Il 26 luglio la polizia ha poi precisato che Ye Guozhu era detenuto presso la stazione di polizia di Xuanwu perché sospettato di “aver convocato la folla per creare disturbo all´ordine in un luogo pubblico”. Amnesty International ha appreso da fonti attendibili che Ye Guozhu è stato picchiato coi bastoni elettrici prima del processo e anche durante la prigionia.
Wu Dianyuan (79 anni) e Wang Xiuying (77), due donne che avevano chiesto il permesso di manifestare in una delle “zone delle proteste”, sono state accusate di “disturbo all´ordine pubblico” e condannate a un anno di rieducazione attraverso il lavoro. Le due donne presentavano denunce alle autorità dal 2001, quando erano state sfrattate dalle loro abitazioni per fare spazio a un progetto di sviluppo. Le autorità municipali di Pechino hanno dichiarato che non dovranno scontare la condanna finché si comporteranno bene, ma che comunque subiranno limitazioni alla libertà di movimento.
Grazie Serena
September 1st, 2008 at 9:53 am
giulia
la tua sofferenza interiore l’ho percipita dai primi commenti che ho letto.
Tutti, chi piu’ chi meno ne sono vittime.
Dovresti lavorare sulla consapevolezza di cio’ e non sui fattori esterni che la provocano.
Fai bene a sfogare i tuoi sentimenti ma renderli pubblici non ti aiutera’, perche’ non sono in molti che riescono a parlare di cose intime in pubblico.
Penso di aver capito da dove viene la tua instabilita’ emotiva, ma ne possiamo parlare se vuoi in privato quando e se ci incontreremo.
Raffaela: e’ stata una sorpresa molto positiva per me.
Siamo stati quattro ore insieme ed e’ come se ci conoscessimo da anni.
Potevamo anche vederci ed esserci antipatici a vicenda come succede spesso.
Sono, per fortuna, i misteri della vita.
September 1st, 2008 at 2:03 pm
vi ricordate di Sgarbi nuovo sindaco di salemi leggetevi questo articolo…..
http://www.corriere.it/cronache/08_settembre_01/soglio_sgarbi_regala_case_b56212aa-77ed-11dd-8626-00144f02aabc.shtml
September 1st, 2008 at 2:37 pm
giulia,
quando ho letto il tuo post i miei pensieri sono rimasti in silenzio.. mi spiace ma continua a sorridere ad arrabbiarti quando sarà necessario e a provare tutti i sentimenti sul cammino di queste esperienze perchè ti insegneranno come dovrai comportarti dopo,
e continua a scrivere i tuoi post, perchè sono interessanti e aggiungerei che honnete è troppo buono con me..
ciao Giulia
September 1st, 2008 at 6:26 pm
Paolo, come sindaco avrebbe dovuto trovare i soldi per ristrutturare le case e regalarle (o affittarle) a chi ne ha bisogno. Invece le regala a chi i soldi ce li ha già. Perchè farsi pagare un euro quando per decenni hanno espropriato beni privati a prezzi ben più alti? Non è certo il costo del rudere che impedisce ai Moratti di farsi una casa (?) lì. E con quei soldi ci faceva qualcosa di sociale per i trapanesi esiliati dal forzoso destino.
Solita demagogia. Una volta spiegava l’Arte del settecento (l’unica di cui è veramente estremo cultore) con la semplicità di un maestro di campagna e la maestria di un uomo rarefatto nella sua cultura.
Oggi rincorre fantasmi di notorietà affidandosi ad artisti improbi e iniziative discutibili.
Il dramma è che nonostante tutto rimane una delle poche persone che ha il coraggio di prendere posizioni su problemi spinosi o insoluti.
E quindi, rinonostante tutto, è pur bene che ci sia e che parli….
September 1st, 2008 at 8:41 pm
@Giulia
ritiro quello che ti ho detto in precedenza riguardo alla luna….
Io nel mio piccolo ….. ho imparato a bestemmiare come un camionista (con tutto il rispetto per i camionisti)… se vuoi ti insegno!
September 2nd, 2008 at 2:10 pm
guardate cosa ha combinato jeff koons su commissione di un collezionista di arte contemporanea….sembra roy Liechtenstein..http://www.artsblog.it/post/2216/guilty-lo-yacht-di-lusso-firmato-jeff-koons#continua
September 2nd, 2008 at 4:26 pm
…Una vera cagata.
Per favore non offendete Liechtenstein…..