Ecologia 2.0
(di Antheus)
Personalmente non ho mai amato Philippe Starck e le sue creazioni, sebbene ritengo che sia persona di grande talento e che sia riuscito a rivoluzionare, pro domo sua, il mondo del design. Devo ammettere però che ultimamente sta, in parte, riconsiderando ciò che ha fatto in passato e il suo pensiero critico sta diventando molto interessante, come avevamo già notato alcuni mesi fa. Su questa linea si colloca la breve intervista che ha rilasciato a Wired, per annunciare la sua nuova carica di direttore creativo per la Virgin Galactic, la nuova società di Richard Branson che organizzerà voli suborbitali. Vale la pena estrarne due brani:
Starck: The stupidity of the ecological movement is that people kill trees for wood. It’s ridiculous. The best ecological strategy is to make products of a very high creative quality, so you can keep them for three generations. I prefer to make a very good chair in the best polycarbonate than make any shit in wood that will be in the trash one year later.
Wired: Why not use recycled plastic?
Starck: It’s a little joke of a material. You can do almost nothing with it. And I also refuse bioplastic, which comes from something that people can eat. Scientists agree that we have a real food problem, a famine approaching. It’s a crime against humanity to take something you can eat and make a chair — or use it as gas for your SUV.
Pensieri semplici e di buon senso, che però scardinano tutti i luoghi comuni e le stupide retoriche di cui si è cibato per decenni il pensiero ecologista. Quello che propone Starck è un approccio verde più pragmatico, basato sull’esperienza e sulla conoscenza dei materiali, e che, in un colpo solo, getta al macero tanti anni di vetusti pensieri di ecologismo imperante hippy chic. Per questo ci piace definirla ecologia 2.0. Noi di Italia Independent siamo con lui.

August 24th, 2008 at 7:09 pm
Cito ancora lord George Brummel
“Le vostre scarpe sono di una tale qualità che mi dureranno vent’anni; ho già sessant’anni, queste sono le ultime che vi ordino.”
Gli invidiosi dicono che Brummell è solo eleganza e posa, senza capire che c’è qualcosa di più.
Non e’ lui il vero antesignano dell’ecologia 2.0 visto che prevede che il suo corpo venga riciclato dalla natura prima delle sue scarpe meravigliose?
Beato colui che l’ha ricevute in eredita’.
August 25th, 2008 at 1:02 am
Ormai il sito di Italia Independent sta diventando un concentrato di intelligenza! sono felice di seguirlo con una certa regolarità:)
August 25th, 2008 at 10:10 am
I use recycled Music?
Gli Abba sono un prodotto riciclato?
MAMMA MIA! 9 °posto (USA Weekend Box-Office Movie)
http://www.moviecentre.net/upcomingmovies/trailer/movie_id_2136.htm
Solo ascoltando le musiche del trailer americano (a volume alto) ti viene voglia di andare al cinema.
Consiglio guardare il trailer per la prima volta senza il video, ascoltando solo musica dialoghi ed effetti sonori.
Se fossi il distributore italiano del film farei passare il trailer solo con l’audio e la scritta Cooming soon.
In UK Album Chart
Gold - Greatest Hits e’ in seconda posizione dopo il bellissimo album degli Script.
http://www.bbc.co.uk/radio1/chart/albums.shtml
August 25th, 2008 at 11:12 am
Ok, finalmente si comincia a formare un pensiero ecologista appunto 2.0, che supera l’immediatezza del risultato del precedente per approfondire le tecnologie energetiche alternative e innovative.
Senza quindi tornare ai temi dell’energia, già trattati, è bene evidenziare come le fasi del pensiero dell’uomo sono ampiamente rappresentate da vere e proprie aree di dogmatismo neoscientifico che durano qualche decennio, salvo poi rendersi conto che le cose non stavano poi tanto così e che certi “dogmi” neoecologisti, in fondo non erano tanto veri.
Si parla spesso del riscaldamento del pianeta, ma oggi si scopre che molti decenni fa la temperatura media era più alta e non c’erano automobili. Si è parlato spesso del buco nell’ozono che, invece, pare vada e venga secondo altre modalità. Tanto per citare gli argomenti più popolari a riguardo.
Ovviamente questo non vuol dire che l’uomo non stia fecndo di tutto per ammazzare la Terra.
Voglio dire che spesso si preferisce la soddisfazione immediata della novità, solo per sdrammatizzare, allo studio approfondito del “prezzo” dell’ecologia.
Quanto “costa” l’Ecologia all’uomo? Non parlo di costo economico, ma di beneficio totale.
Quanto costa produrre “energia pulita”? Quanto costa in termini di ecologia dell’ambiente un elettrodotto o una torre eolica o un parco di specchi?
Quanto costa produrre un pannello solare?
Ci dovrà essere una fabbrica che utilizza materiali, alcuni di essi sono estratti da cave e miniere, ci sarà un trasporto di questi materiali, una fusione dei metalli o comunque un piegamento a freddo di lamiere che comporta un utilizzo di energia anche esso. Un imballaggio in cartone e plastica. La stampa delle scritte e dei loghi. Il trasporto al venditore, il trasporto all’utilizzatore, l’energia per montarlo…
Se ci pensiamo bene, ognuna di queste fasi ha un dispendio di energia non da poco. L’impressione è che il ritorno ecologico sia solo per l’utente finale, mentre la positività del bilancio ecologico sia spostata dalle fasi produttive (a danno quindi dei segmenti ambientali dove le risorse vengono recuperate ed elaborate) a quelle meramente utilizzative.
Ecco allora che occorre non più guardare alle tecnologie (e quindi ai prodotti) neoecologiche in termini di produttività pulita a partire dal loro utilizzo, ma tutto il BILANCIO della produzione di quella risorsa deve essere a favore della pulizia.
Quanto gasolio consuma una nave che trasporta silicio dalle spiagge del Corno d’Africa in Germania? Cosa succede laddove i materiali vengono estratti? E dove si trova il cadmio e quanto costa ottenerlo? La chimica di base di una cellula fotovoltaica che background energetico ha alle spalle? Domande semplici ma che non si sono mai affrontate finora perchè era utile per una certa parte sociale cavalcare l’onda newage dell’ecologismo rampante a tutti i costi, operando però il bilancio solo dal momento dell’utilizzazione, dimenticando la produzione.
Che bilancio energetico ha una torre eolica composta di acciaio e materiali eletrronici?
Quanto costa in termini di distruzione del territorio e carenza di coltivazioni edibili, il mais per l’ecodiesel?
http://cannocchiale.splinder.com/post/13210582
Ha ragione Starck (che paraculo è ma scemo no): che ecologia ha una sedia in legno (ahi ahi cari bioarchitetti) quando per farla tagli un albero e dopo un po’ la butti via perchè non dura in eterno?
Ha ragione Lord Brummel (e quindi honnete): quando un oggetto ci sopravvive anche un solo giorno, per noi, in fondo, è gia eterno……
August 25th, 2008 at 11:35 am
Gli ultimi abbi verranno ricordati come gli anni dell’”Usa e Getta”
Dal campo materiale a quello dei sentimenti.
Il motivo?
Non si sa dare piu’ un valore alle cose.
Eppure ce l’hanno ed e’ fondmentale per la nostra breve esistenza poiche’ ci ancora ai ricordi del passato e quindi alla nostra identita’.
August 25th, 2008 at 4:39 pm
sono in Brasile e vi segnalo anche questo http://ngholding.com/NG-Holding-amazon.pdf
saluto a tutti i blogger di I.I.
August 25th, 2008 at 4:59 pm
… ma… nessuno si chiede che fine ha fatto Lapo?
Non che io sia preoccupata, sicuramente starà facendo del bene…. però delle ferie così lunghe
non se le prende neanche la regina Elisabetta!
L’ ultima volta che abbiamo avuto sue notizie stava nascondendo le auto ai taxisti, poi lo hanno visto ballare sui tavoli, qualche foto sulla barca…… tornerò AS SOON AS POSSIBLE e intanto i mesi passano…. booh!!!
E’ vero che sono i piccoli dettagli che rivelano la grande abilità del manager, tutto va perfettamente avanti anche senza di lui! non è cosa comune….
Però almeno una cartolina la poteva mandare… (!?!?).
August 25th, 2008 at 5:32 pm
Ultim’ ora Flash da Livorno:
Giù il cinema futurista, si fa il maxi parcheggio.
Polemica per l’Odeon. «Distrutto perché l’architetto Danilo Verticelli e’ un anti-comunista»
http://www.corriere.it/cronache/08_agosto_25/cinema_futurista_parcheggio_livorno_polemica_gasperetti_e4aec0f6-72a9-11dd-b748-00144f02aabc.shtml
August 25th, 2008 at 7:28 pm
Dilett@
Lapo o non Lapo qui si trotta.
Questa e’ la miglior risposta a chi sostiene che e’ il Blog di Lapo.
Io faccio una confessione.
Se Antheus (facendo un esempio paradossale) per un malaugurato motivo cambiasse luogo di incontro sul Web lo seguirei a prescindere da Lapo.
“Ho dei gusti semplicissimi, mi accontento sempre del meglio.”
Oscar Wilde
August 25th, 2008 at 8:29 pm
Honnete: Ringrazio per la fiducia e la fedeltà.
Ma in realtà sono solo una voce di un gruppo affiatato che sta dietro le quinte ma che è sempre molto presente; magari in questo agosto mi sono preso qualche libertà in più, ma comunque tutti i post vengono decisi sempre insieme a Lapo e agli altri.
Dico solo che per settembre aspettatevi un paio di novità, di cui una molto interessante.
August 25th, 2008 at 9:53 pm
La mia non era una polemica nei confronti di Lapo o del gruppo (anche perche’ vi ho conosciuto personalmente e l’affiatamento del gruppo si sente oltre a vedersi).
Rispondevo a chi spesso dice che questo e’ il Blog di Lapo.
Io in Agosto non mi sono mosso da Roma per motivi personali ed blog mi ha fatto molto compagnia rendendomi partecipe di discussione su argomenti interessanti.
Che Lapo non firmasse un post da tanto tempo me lo ha fatto notare Dilett@ oggi.
Questo e’ tutto.
Continuate cosi’ in attesa delle novita’ che hai ( scusate AVETE) annunciato per Settembre.
August 25th, 2008 at 9:56 pm
honnete, grazie per l’articolo. A prescindere dalle idee politiche, è tutto maledettamente vero.
L’Odeon sta(va) o starebbe a circa 50 metri da casa mia.
Ci passo davanti almeno due volte al giorno (se esco).
Era diventato il miglior cinema della città. Ottima visione, poltrone nuove e larghe, centinaia e centinaia di posti, due cieli stellati ai lati dello schermo. Tutto nero e azzurro. Un vero piacere andarvi a cinema (anche perchè è sotto casa).
Aggiungo un particolare: ad altri cento metri da quel cinema lo studio con cui collaboro aveva progettato un parcheggio sotterraneo in una piazza. A inizio lavori la nuova Amministrazione ferma tutto perchè il parcheggio congestionava quella zona.
Indovinate dove è andato a finire il parcheggio? Ma nel cinema Odeon ovvio.
E sapete perchè, a parte i motivi di facciata? Combinazione la realizzazione del Nuovo Parcheggio Paradiso è ad opera di una società molto molto legata (in maniera ufficiale eh) all’Amministrazione Comunale. naturalmente c’è stata una trattativa con diversi operatori cosiddetti privati….
Al cinema Odeon si va da un vicolo largo circa 5 metri da cui dovrebbero entrare e uscire circa seicento auto (potenziali). Ma evidentemente non congestiona. L’altro si.
E ora spendono due milioni di euro per tre statue di cui una di quel parartista di Botero…..
Abbiamo parlato del vulcano, qui siamo in pieno cacciucco….
August 26th, 2008 at 7:24 am
Io volevo soltanto dire che molto spesso “quando il gatto non c’è i topi ballano”, cosa che qui al contrario mi sembra non accadare.
Non intendevo assolutamente sminuire il ruolo di Antheus il quale a mio parere non ha nessunissima intenzione di cambiare scuderia.
@Honette
se vuoi passare alla McLaren mi sa che dovrai farlo con qualcun’ altro!!!
August 26th, 2008 at 9:50 am
Dilett@
“quando il gatto non c’è i topi ballano”
Piu’ spesso di quanto sembri i ruoli si invertono:
Vediti se ti capita un film capolavoro in proposito:
“Il servo” (1963) di Joseph Losey
Per quanto riguarda il mio passaggio alla Mc Laren chiedo:
quanto mi darebbe la scuderia inglese di ingaggio annuo?
August 26th, 2008 at 10:51 am
Quando ci sono articoli sulle pagine dalla cultura dei quotidiani e mi colpiscono profondamente mi piace condividerli anche se vado fuori tema e mi scuso con tutti in primis con Antheus.
“La fine delle passioni”
http://www.corriere.it/cultura/08_agosto_25/fine_passioni_nonni_ipod_vegetti_finzi_8e9b50ee-7281-11dd-b748-00144f02aabc.shtml
August 26th, 2008 at 1:55 pm
Antheus ma prevedi anche gli articoli quando decidi di fare un post?
Questo articolo sembra un commento perfetto al tuo post.
http://www.repubblica.it/2008/08/sezioni/ambiente/tessile/tessile/tessile.html?ref=hpspr1
August 26th, 2008 at 2:56 pm
Hon: fai bene a segnalare. Poi lo leggo.
Per l’altro tuo commento: diciamo che ho un po’ di fiuto.
August 26th, 2008 at 3:44 pm
Il vero progresso sarà nel rendere la qualità (estetica, tecnologica, etica, ecologica) non più un bene di lusso, ma il più possibile condiviso.
August 26th, 2008 at 3:57 pm
a me starck piace..ultimo progetto: un mega yacht di un tale miliardario russo andrei melninchenko….insolito come design…
August 26th, 2008 at 4:04 pm
Il ponte delle polemiche non avrà neppure degna inaugurazione. Il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, e l’assessore ai Lavori pubblici, Mara Rumiz, hanno deciso ieri di rinunciare all’inaugurazione del Ponte di Calatrava con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, prevista il prossimo 18 settembre.
Troppi scontri: per i tempi lunghi di realizzazione (il progetto risale a dodici anni fa), per i costi lievitati (An denuncia un balzo dai 4,7 milioni della gara d’appalto a «quasi venti milioni»), per gli imprevisti in corso (a gennaio la struttura si è mossa di un centimetro). L’ultimo guaio, con i disabili: non è pronta l’ovovia che trasporterà le persone con problemi di deambulazione (comprese le mamme che spingono le carrozzine) sull’arcata di acciaio da piazzale Roma alla stazione ferroviaria..articolo tratto dal corrieredellasera di oggi ….a prescindere da tutte le eventuali polemiche ma in italia deve sempre esserci qualcuno che rema contro? in qualunque cosa..così non potremmo che essere destinati ancora per molto all’immobilismo..
August 26th, 2008 at 4:45 pm
…io non so quanto sia lungo quel ponte, ma mi domando come una struttura di acciaio, stancamente modellata con le solite cervicali di balena, modulare e ripetuta, possa alla fine costare venti milioni di euro.
Mi domando perchè Calatrava. O meglio, non me lo domando più e giro pagina….
August 26th, 2008 at 6:52 pm
per lavoro e per diletto ho sempre seguito e studiato le creazioni di Calatrava, penso uno dei pochi che riesce sempre a stupire, problemi possono insorgere sempre…ci mancherebbe, ma puntare sempre il dito su coloro che hanno nell’innovamento la loro forza mi dispiace!
August 26th, 2008 at 11:08 pm
@Honette
come preferiresti essere pagato euro, dollari, sterline…?
Ho letto l’ articolo che hai segnalato, quando si parla di nonni divento molto seria (anche se a qualcuno potrà sembrare strano).
Io so che mio nonno ha passato gli anni migliori della sua vita in guerra, ha visto cose che non mi ha mai voluto raccontare e che ha portato dentro di se ogni giorno della sua vita, tutto questo perchè io oggi possa vivere libera in un paese libero e tutte le volte che questo non accade ti confesso che mi innervosisco molto.
E’ triste che i nipoti di oggi pensino soltanto all’I pood ma forse non è colpa loro….. e i genitori di oggi a cosa pensano? quelli un pò di colpa forse ce l’ hanno…..
Dal dopoguerra ad oggi ci sono state generazioni che si sono impegnate per lasciare a quelle che venivano dopo qualcosina in più….. quelle di oggi rischiano di lasciare qualcosina in meno…
August 27th, 2008 at 12:04 am
Honnete: Ho letto il pezzo del Corriere che mi hai segnalato. Trovo sia il classico pezzo a tesi (cioè scritto già con un obiettivo ben preciso) probabilmente figlio di studi (molti, per carità) ancorati molto al passato, a teorie e assai poco ad un reale apprendistato.
La dott.sa Vegetti Finzi dovrebbe sapere che la realtà è ben più complessa di quella che lei descrive. Io credo anzi che in questi ultimi anni, con l’avvento di internet, la passione e la gratuità siano diventati valori e motori molto potenti per le giovani e meno giovani generazioni.
E’ un peccato vedere come persone colte e competenti riescano ad essere così superficiali.
August 27th, 2008 at 9:19 am
Un estratto dall’articolo che ne anticipa il libro:
“Privo di attese di salvezza e di felicità, il domani appare una minaccia piuttosto che una promessa capace di orientare il cammino verso l’età adulta. Infranti gli stampi della tradizione, venuti meno gli esempi edificanti dei santi e degli eroi, l’esistenza richiede a ciascuno di sfuggire all’assedio degli stereotipi e alle lusinghe dell’esibizionismo con il gesto creativo di farsi «narratore della propria storia ». Ma senza una circolazione vitale di idee e di emozioni la creatività non si accende e il gesto innovativo ricade inerme ancor prima di mettersi in gioco.”
Non posso non condividere al 100%.
Mi sembra che il vuoto sia il dramma vero delle nuove generazioni rispetto alle vecchie.
Sappiamo tutti come cerchino di riempirlo.
August 27th, 2008 at 10:13 am
http://www.guardian.co.uk/lifeandstyle/2008/aug/24/ethicalfashion
Vi segnalo un articolo importantissimo. Leggete
August 27th, 2008 at 10:26 am
Dario: Lo leggevo proprio ieri sera. Articolo davvero interessante che, ca va sans dire, qui condividiamo in pieno e che , per molti versi, abbiamo già discusso in passato.
August 27th, 2008 at 10:42 am
Dilett@ scrivi:
“quelle di oggi rischiano di lasciare qualcosina in meno…
Forse e’ la loro salvezza. anzi io penso lo sia.
La frase che riporto sotto ha sempre sintetizzato il mio pensiero sul ” lasciare ai figli” ma non so chi l’abbia pronunciata:
“La piu’ grande SFORTUNA che ti possa capitare nella vita e’ avere i soldi e non averli fatti”
Molti storceranno la bocca ma il “valore delle cose conquistate” non te lo puo’ insegnare nessun genitore o nonno se non la tua esperienza personale.
Hai ma non conosci il Valore di quello che possiedi.
La mia storia individuale come altre e’ costellata da grandi liti e “scannamenti” tra parenti per l’eredita’ lasciata dai “vecchi” con i loro immani sacrifici.
Se qualcuno glie lo avesse detto prima…….
August 27th, 2008 at 10:49 am
@honnête
Le passioni tristi.
Possono esistere passioni tristi?
Ma davvero crediamo che i giovani non siano capaci di passione? E noi, l’abbiamo conosciuta?
Non sono questi i soliti discorsi dei vecchi? Discorsi vecchi. Forse rimaniamo ancorati al nostro mondo e non comprendiamo il nuovo.
Credete davvero che oggi manchino figure di riferimento?
Che non ci siano più santi ed eroi?
I givani fortunatamente sono ricchi di risorse e capacità.
Oggi più di ieri.
I giovani non finiscono mai di stupirmi.
Il pericolo vero per i giovani siamo noi.
August 27th, 2008 at 11:01 am
Concordo con Cordelia. Rileggo l’articolo del Corriere e mi incazzo. Non riesco a sopportare questi vecchi sociologi e antropologi che si basano su metodi vetusti e del tutto teorici, senza mai accennare una minima esperienza sul campo. Sono loro il vero male. Che continuano a parlare di ‘giovani’ mettendo tutto nello stesso calderone dai sedicenni ai trentacinquenni (quelle sì, che pensano a cambiare l’ipod), cuocendo a fuoco lento. Che vadano per le strade, nei bar, che frequentino i luoghi di aggregazione online e offline e che capissero l’immensa complessità della materia.
August 27th, 2008 at 11:20 am
cordelia
Sui punti di riferimento ed i valori di oggi credo siamo molto lontani,
pero’ forse e’ colpa mia fammi quache esmpio concreto.
Le passioni tristi.
M. Benasayag, G. Schmit, “L’epoca delle passioni tristi”, Feltrinelli, Milano, 2004. Gli autori, due psichiatri che operano in Francia con bambini ed adolescenti, propongono un viaggio alla ricerca delle cause del malessere sempre più diffuso tra i giovani che alimenta le patologie psichiche.
http://www.fabbricafilosofica.it/MA/03/04.html
L’eta’ per me non e’ un fatto anagrafico ma di elasticita’ mentale.
I “giovani” devono capire (sono i loro genitori che dovrebbero insegnalglielo) che c’e solamente un vantaggio nell’ invecchiare:l’acquisizione delle esperienze con la conseguente trasmissione agli altri.
August 27th, 2008 at 11:44 am
Dedico una straordinaria poesia di Alda Merini al post:
Non siate solo stendardi
ma anche terra presente
Non siate solo musica
ma anche silenzio di perla.
Non perdete mai il contatto
del vostro cammino:
ricordatevi che il sangue si ferma
perché non vuole parlare.
August 27th, 2008 at 11:55 am
Per la verità riscontro delle difficoltà ma non nei ragazzi, negli adulti che accompagnano i ragazzi. Gli psicologi sono i primi in difficoltà e spesso provocano grossi danni. Credo che i nostri valori non siano molto lontani invece, ma colgo la tua preoccupazione che condivido.
Ne ho letti di libri… vorrei lasciarti il messaggio di un vecchio che ha occhi straordinari, perchè mi piacciono i vecchi. Si chiama Olmi. Un vecchio olmo …
http://it.youtube.com/watch?v=EeLmnAyC_RM
August 27th, 2008 at 11:57 am
Antheus
non ti incazzare che non serve anulla.
Ti faccio una domanda:
Chi e’ piu’ vecchio Al Pacino o Di Caprio? Mick Jagger o Anna Tatangelo?
August 27th, 2008 at 12:35 pm
http://it.youtube.com/watch?v=PsLM4X6ASmg&feature=related
August 27th, 2008 at 12:53 pm
La Tatangelo sicuramente. Tra Pacino e Di Caprio non saprei, davvero. Direi sulle prime che Pacino è più giovane, però Di Caprio ultimamente ha un bell’approccio al suo mestiere.
August 27th, 2008 at 1:13 pm
Cordelia ma come ti vengono in mente certe affermazioni?
Se Olmi e’ “vecchio” io sono decrepito, lo starei ad ascoltare per ore, il suo cinema e’ in primis poesia.
OLMI in una vecchia intervista: “PASOLINI CAPI’ TUTTO PRIMA DI ME”
Chi ha un cuore grande non diventa mai vecchio dicono i saggi indiani.
Adesso ci siamo capiti sul concetto di ” giovani” e “vecchi” mi pare.
Ti lascio con la risposta di Marello Mastroianni alla solita domanda idiota del sentirsi vecchio:
” No, non sono vecchio. sono leggermente anziano”
Saluti.
Antheus
Di Caprio e’ il piu’ Paciniano della nuova generazione.
Sicuramente un grande attore di oggi e di domani.
So anche pero’ che si e’ visto migliaia di volte tutti i film di Pacino per apprendere il mestiere.
August 27th, 2008 at 1:45 pm
Vedi … ci intendiamo perfettamente!
Però bisogna stare attenti, un tempo il cinema prendeva spunto dalla realtà, oggi il rischio è che la vita si ispiri ai film e ai suoi protagonisti. Vado a prendere il caffè, ciao buon pomeriggio a tutti.
August 27th, 2008 at 1:50 pm
il ministro francese della salute,sport e gioventù con le crocs per il consiglio dei ministri..bruttissime..l’aveva promesso se la squadra olimpica fosse tornata da pechino con almeno 40 medaglie….
August 27th, 2008 at 1:50 pm
Cordelia
Ermanno Olmi: “elogio della pausa”
http://incercadicherut.blogspot.com/2008/07/ermanno-olmi-elogio-della-pausa.html
August 27th, 2008 at 3:07 pm
honnete, ho letto l’articolo sù la fine delle passioni.. alla domanda che la vegetti finzi fà ”da dove cominciare a prendere parola?” io le risponderei: “dal cuore”. perchè ciò che si sceglie attraverso esso in qulache modo ci illumina e ci insegna..
August 27th, 2008 at 4:32 pm
per rimanere in tema con Philippe Starck ed ecologia…
Ultimamente Starck ha disegnato un mulino eolico con un microgeneratore che permetterà di risparmiare l’80 per cento dell’energia utilizzata nelle abitazioni..
La cosa ancor piu interessante è che questo oggetto sarà ben presto prodotto da una ditta
ITALIANA, la Pramac , e sicuramente sarà molto innovativo e di successo!!
immagine del mulino : http://flickr.com/photos/11236508@N04/2537515130/
August 27th, 2008 at 4:33 pm
Grazie honnête, è stato un piacere.
Ricambio … to to
http://it.youtube.com/watch?v=dhqQ6hcggFc&feature=related
August 27th, 2008 at 5:31 pm
realtà, simulazione, progettazione, finanza: sono tutte componenti della stessa cosa: la vita.
buona vita e buona estate 2 everybody!
August 27th, 2008 at 7:30 pm
Il vero problema (se anche ce ne fossero di falsi) è che non esiste più un’età in cui “essere giovani”.
La scoperta della realtà vivente (ancor prima di quella spirituale) avviene ormai in età prepuberale (ovvero molto prima della prima masturbazione) e soggiace ad una visione che mescola le deficienze cognitive con le proiezioni fantastiche tipiche di quelle età.
Accade che dei bambini si tocchino i genitali nei bagni delle elementari non per desiderio specifico (come potrebbero?) ma per emulazione di realtà intraviste dai media o dai genitori stessi (che non sono più capaci di comportarsi in modo alternativo davanti a loro).
Accade che degli adolescenti violentino “in branco” altrettanto giovanissime bambine (?) senza poi capire bene perchè lo abbiano fatto.
Accade che si inizi a fumare da bambini e che il passaggio alla prima droga è anticipato rispetto ai decenni passati.
Accadono altre cose, a volte anche positive, come il forte apporto al volontariato che attinge sempre più nelle energie di età giovanile.
La “risposta” alla vita, avviene insomma in tempi stringati e compressi, mentre la fisiologia del bambino fatica ad adeguarsi al cambiamento.
Le bambine hanno le mestruazioni ormai a dieci anni e i seni a 12.
I negozi di abbigliamento per mocciosi presentabo collezioni mignon delle rispettive per adulti. Tanti nanetti.
Allora, stanno scomparendo (insieme alle stagioni intermedie, eheheh) la gioventù, la fase infantile, l’adolescenza.
Si passa in sei mesi dalle acque calde dell’utero all’asilo nido.
Occorre quindi domandarsi che senso abbia, ancora oggi, scrivere e parlare di “giovani”, “vecchi”, senza riscrivere un calendario biologico e psicologico che ci faccia ben capire cosa significhi in fondo essere (o sentirsi) giovani nel mondo che viviamo.
Bentornata Cordelia.
E’ vero, i giovani sono a volte ricchi di risorse e capacità, ma spesso affidano queste risorse a comportamenti scontati ed a modelli esistenti perchè non hanno la psicologia necessaria (colpa anche dei loro genitori) per crearsene di nuovi, di modelli.
Non credo che i giovani passino più per la fase della “contestazione” dei propri genitori. Obbligatoria per chiunque fosse nato prima degli anni settanta.
Quel momento era il vero passaggio alla fase adulta, quantunque avvenisse.
Nel momento in cui il giovane (o vecchio) decideva di non prendere più come verità la parola del genitore, ma di metterla in discussione secondo i propri (o non propri) canoni di giudizio, quel momento era il definitivo distacco dall’età giovanile.
Oggi quale distacco notiamo?
August 27th, 2008 at 8:38 pm
raffaela
“dal cuore” …..hai sentitizzato benissimo la risposta che lei da alla domanda:
“Sappiamo che qualsiasi racconto ne prosegue uno precedente e, poiché non esiste un inizio assoluto, ogni prima volta è sempre un’altra volta. Per questo mi sembra importante AFFIANCARE, alla dominante comunicazione per immagini, la trasmissione di racconti, di storie di vita vissuta, allacciando tra le generazioni il filo di un discorso che VEICOLI EMOZIONI oltre che DATI e INFORMAZIONI. Se non vengono tradotte in parole condivise, le esperienze passate precipitano nell’insignificanza e nell’oblio mentre la «volontà di dire», per usare una bella espressione di Mario Luzi, mantiene aperto un canale comunicativo che aiuta l’individuo ad uscire dalle strettoie del narcisismo e dell’egoismo proprietario, fondato sull’Io e sul Mio………………… un futuro che deve essere ridisegnato ricominciando dal punto in cui il discorso si è interrotto e le passioni, come gli dei, hanno abbandonato il mondo.”
August 28th, 2008 at 10:03 am
si Alex, Starck si è però limitato a fare un vestito (bello) ad una tecnologia su cui anche noi italiani siamo all’avanguardia.
il giorno che riuscirà a disegnare anche un “bel” vento per farlo funzionare quando c’è calma piatta, tutto il meccanismo ci farà risparmiare anche di più dell’80%…..
Chissà che forma avrebbe, “il vento di Starck”?
August 28th, 2008 at 5:39 pm
@Honette
quando ho scritto che si rischia di lasciare qualcosina di meno alle generazioni future non intendevo beni materiali, intendevo valori morali, educazione.
Secondo me ci sono dei “grandi vecchi” che se ne sono andati o se ne stanno andando che hanno vissuto in momenti più difficili di questo e che ci hanno dato un grande esempio.
E’ un pò come col vino, ci sono annate buone e altre eccelse… tutto qui.
August 30th, 2008 at 9:23 pm
Vorrei segnalarvi questa intervista a Monicelli che parla di abiti nuovi e da consigli ai giovani
http://www.repubblica.it/2008/08/sezioni/spettacoli_e_cultura/cinema/venezia/monicelli-inte/monicelli-inte/monicelli-inte.html
September 3rd, 2008 at 10:18 am
http://myartistic.blogspot.com/2008/08/50808-ecologic-design-leolico-di.html
September 9th, 2008 at 3:55 pm
Scusate ragazzi ma ’sta ecologia 2.0 mi sembra un po’ tirata per i capelli. Le sedie in policarbonato non sono eterne e se si rompono puoi solo gettarle; al contrario quelle in legno si possono riparare e se sono ben costruite durano una vita. Il legno inoltre é un materiale rinnovabile e reciclabile al contrario dei policarbonati. Lasciamo stare il discorso dell’arredamento di design che dopo 5 anni va cambiato perché la moda é cambiata.
La verità e che nel mondo moderno vogliamo tutti troppo e che stiamo diventanto sempre di più a volore troppo; quindi le soluzione sono 2: o rinunciamo ad una bella fetta dei nostri desideri, o si trova il modo di essere meno a volore troppo.
September 10th, 2008 at 8:51 am
beh, fondiamo le due soluzioni allora…..