Just do advertise it

(di Antheus)

Molte storie - di nobiltà atletica e meschinità umana - si incrociano e si intersecano in queste Olimpiadi di Pechino che - lo dico a quei pochi romantici che non l’avessero ancora capito - rappresentano la più grande opportunità per la Cina per autoproclamarsi la prossima grande prima potenza mondiale e anche l’occasione, più unica che rara, per molte aziende e brand di poter conquistare notorietà in quella terra, per certi versi vergine, popolata da un miliardo e trecento milioni di anime. Con ogni mezzo necessario, come diceva quello.

Tra tutte le storie che giornalmente ci vengono narrate, a me ha colpito particolarmente quella di Liu Xiang, l’atleta del 110 metri ostacoli considerato une delle icone di queste olimpiadi e che doveva rappresentare il successo cinese nelle discipline atletiche. Come forse sapete Liu Xiang durante una falsa partenza delle batterie si è infortunato e ha dovuto allontanare la pista e con questo il sogno delle olimpiadi; la sconfitta di Liu Xiang ha rappresentato per i cinesi quasi un lutto nazionale. Quello che forse non tutti sanno è che l’atleta è stato negli scorsi mesi uno dei testimonial pubblicitari più pompati dalla Nike la quale cercava, attraverso lui, di fare breccia nel cuore dei cinesi e di queste Olimpiadi. E’ l’Adidas infatti che si è aggiudicato la partnership ufficiale di Beijing 2008 (una robina da 68 milioni di euro).

Così nel giro di poche ore Liu Xiang da fulmine cinese si trasforma, alla velocità della luce, nella ragazzo infortunato che non riesce a dare voce al sogno della nazione, il tutto per una lucrosa campagna promozionale. Se pochi giorni prima l’immagine che campeggiava in mezza Cina era (la prima da sinistra qua sotto) basata sulla performance e sul risultato, il giorno dopo l’incidente la strategia di comunicazione di Nike è cambiata (seconda foto): a fianco del volto di Liu Xiang una serie di frasi in mandarino come “Amare la gloria, amare il dolore”, “Amare lo sport anche quando ti spezza il cuore” , “Amare nel mettere a rischio il proprio orgoglio”. Se prima Liu Xiang era l’icona del trionfo facile, ora è quella dello sport sofferto e dello spirito decoubertiano.

Chi legge questo blog sa che qui ci appassiona il marketing quando diventa societing, cioè quando riesce a interpretare alcuni fenomeni o certi segnali della società prima ancora che siano palesi a tutti, il tutto a materiali fini di lucro (ma non solo). Ma a volte credo che si esageri, e qui parlo a titolo personale. Giocare troppo con i sentimenti, con le passioni e sfruttare ogni occasione, bella o brutta che sia, per crearne un evento di comunicazione, può alla lunga diventare deleterio.

L’articolo dell’International Herald Tribune suggerisce anche un sospetto: visto i tempi brevissimi in cui il tutto è accaduto e considerando i tempi lunghi per decidere e produrre una campagna di tali dimensioni, l’insinuazione è che si sapeva in anticipo dell’incidente e che è stato mandato in pista per costruire una perfetta farsa a tavolino, magari decisa anche dalla Nike. Senza arrivare a pensare questo, credo che in tali occasioni certi limiti vengono superati con troppa leggerezza.

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64 Responses to “Just do advertise it”

  1. honnête provocateur Says:

    Ormai non mi meraviglia piu’ niente.
    Certo se fosse come ha ipotizzato l’ International Herald Tribune avremmo assistito al primo esempio di fiction sportiva in diretta TV e l’ideatore di tale campagna meriterebbe di essere premiato per l’originalita’ dell’idea.
    Ma non lo sapremo mai,a meno di un outing dell’autore, perche’ la perdita di credibilita’ dello spirito olimpico nuocerebbe anche ai marchi che la generano e la alimentano con campagne costosissime.
    Mi vengono pero’ delle domande:
    Siamo sicuri che i metodi persuasivi che le multinazionali dello sport usano per noi occidentali funzionino per il miliardo di nuovi potenziali consumatori cinesi?.
    Anche loro saranno attratti dai loghi come succede a noi?
    Io non ne sarei cosi’ sicuro visto che la mia vicina di casa e’ una insegnante di cinese all’Universita’ di Roma e conoscendo molti cinesi italiani mi confermava quello che pensavo da tempo:
    quando noi cerchiamo freneticamente i capi firmati, loro non capiscono, ma si adeguano e ci assecondano.
    Sono piu’ intelligenti?

  2. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    No, sono furbi. Non riescono a capire il valore di un percorso culturale da quello precipuo di un oggetto. Per loro il momento dell’esistenza coincide con quello dell’essenza, in un’appiattimento banale delle cose in se stesse, prive del valore “storico” che un percorso produce. La griffe, quando fa cose veramente valide, è la firma del’artista sul prodotto, è la sua storia, la sua garanzia. o almeno dovrebbe esserlo. Ecco perchè i cinesi non capiscono, perchè in fondo non hanno una storia, non hanno qualità artistica, non sanno cosa è una garanzia. Ma guarda te se mi tocca difendere le griffe……

    Complimenti ad Antheus per un post che ritengo “epico” per la sua attualità unita ad una approfondita analisi delle cose come solo i “veri” giornalisti sanno fare. OK. Sbrigata la sviolinata, dico che non sempre c’è da cercare il male nelle cose che succedono. Mi spiego.

    Che quello lì fosse al limite dell’infortunio lo sapevano tutti (quelli con cui aveva a che fare professionalmente). Non ci si strappa in quel modo così, improvvisamente.
    Sulla possibilità che questo potesse accadere (evidentemente molto alta) sono riusciti a costruirvi su un evento mediatico, per il quale probabilmente ogni smorfia di dolore di quello lì aveva un prezzo.
    Aziende molto serie come la Nike non potevano rischiare l’investimento sul testimonial, quindi hanno fatto altro che una cosa tradizionale nel giornalismo: hanno realizzato una specie di “coccodrillo” nel caso che le cose andassero come poi sono andate. Seri, molto seri e professionali. Lo avrei fatto anche io. La campagna alternativa (che mostra un volto sereno però) poteva essere pronta da tempo e l’hanno tirata fuori al momento e nell’occasione giusta. Addirittura mi spingo a dire che in questo caso l’impatto emotivo del messaggio è superiore a quello se avesse vinto.
    Quanto alla pubblicità strappalacrime, avemmo a suo tempo, prodromi di questo genere fin da Oliviero Toscani, che al messaggio sostituiva le immagini (di strappalacrime).
    Fior di studiosi sanno dove e come attaccare l’emotività del cliente. E la Nike evidentemente ne ha contattati molti……

  3. david Says:

    l’accrescimento del benessere porterà di sicuro alla voglia di vestire di marca: ho visto cinesi in ferrari spendere in via montenapoleone: può bastare?? la loro “occidentalizzazione” porterà anche a questo, ne sono certo.

  4. Antheus Says:

    Honnete: Quel che dice è giusto. In effetti, dagli approfondimenti che ho fatto in passato, la percezione che il popolo cinese hanno nei confronti dei marchi è assai diversa da quella degli occidentali.
    Innanzitutto hanno una scarsa memoria per i loghi “occidentali”e, di conseguenza poca fedeltà, , e poi c’è tutta la problematica semantica e fonetica , specialmente fuori dalle grandi città.

    .8: Grazie per gli immeritati complimenti, in fondo ho fatto una semplice ‘desk research’.
    Due cose:
    1) cosa intendi quando dici che “i cinesi non hanno storia, non hanno qualità artistica”? Spiegati meglio
    2) quel che in realtà io ho trovato tecnicamente e professionalmente disdicevole è il contenuto del messaggio di Nike. Prima e dopo. Di segno, tono edirezione totalmente diverso. Prima tutto orientato sulla vittoria, sul record mondiale, sul podio, poi, dopo l’incidente, sulla nobiltà dello sport. Mmmhh.

  5. honnête provocateur Says:

    Non sono un esperto di marketing e mi piace asoltare chi ne parla.
    Voglio raccontare un piccolo episodio.
    Quattro anni fa mi trovavo in un bar a leggere il giornale quando un signore mi chiede se poteva sedersi al mio tavolo per un pasto veloce.
    Acconsento ed inizio a dialogare con questo signore e come spesso accade quando non ci si conosce il discorso va sul lavoro che si svolge.
    Alla domanda “di che cosa si occupa” lui mi risponde “vivo in:Cina e importo vino italiano.”
    Io curiosissimo di sapere che tipo di vita facesse in Cina lo inondo di domande sui cinesi.
    La cosa che piu mi colpi’ in quel breve discorso fu quando gli chiesi quali erano gli status symbol che lui vedeva mostrare dalla nuova classe emergente cinese in merito al boom economico.
    Lui mi rispose cosi’;”guardi che l’dea che loro vogliono mostrare il loro stato economico con FERRARI o Rolex e’ una nostra proiezione.
    Spesso loro vanno in cerca di oggetti costosissimi che incidano sulla loro spiritualita e cultura antica’”.
    E mi fece l’esempio di acquisto di una radice di Ginseng di un dato periodo storico e di una certa forma che loro erano disposti a pagare cifre folli.
    Ora non so se il racconto possa estendersi a tutti i cinesi,ma credo che il marketing delle aziende che vogliono affrontare il mercato cinese dovrebbe inizialmente assumere i migliori storici dell filosofia cinese in circolazione sul pianeta.
    Ma non credo pero’ che le aziede multinazionalie abbiano bisogno dei miei consigli.

  6. honnête provocateur Says:

    I media , il marketing, pazzesco.
    Questo Liu Xiang e’ diventato una superstar in occidente anche se pochissimi lo hanno visto correre.
    La vera star delle olimpiadi e’ Usain Bolt che sicuramente non e’ gonfiato dagli anabolizzanti e non si “rompe” mai.
    Visto il suo amore per il ballo e l’Hip hop ed R&B gli dedico il grande pezzo di Taio Cruz il cui titolo gli si addice perfettamente:
    “Like A Star”
    http://it.youtube.com/watch?v=xSJkQ8FJv6s

  7. The Jaguar Says:

    Quoto..
    L’articolo dell’International Herald Tribune suggerisce anche un sospetto: visto i tempi brevissimi in cui il tutto è accaduto e considerando i tempi lunghi per decidere e produrre una campagna di tali dimensioni, ….

    Perche’ la Nike China quanto tempo doveva metterci a decidere??
    Non sarebbe la Nike ma la Pappardelle e Co. (China)
    Come in effetti stiamo facendo noi italiani. Vedi Casa Italia dove abbiamo organizzato la Sagra della Salsiccia.

  8. Antheus Says:

    The Jaguar: Supponendo che quelli del marketing della Nike China siano rapidissimi ed efficienti (non stento a crederlo) e che abbiano deciso nel giro di una riunione, ho più difficoltà a immaginare che siano riusciti a realizzare e stampare migliaia di cartelloni di quel tipo in uno-due giorni.
    Dopo aver visto la cerimonia iniziale con la parata di tutta la dirigenza ottuagenaria del Coni non stento a credere del clima da sagra che ci poteva respirare a Casa Italia.

  9. raffaela Says:

    bello il post antheus, l’ho appena letto..
    non vedo in questo giovane né incarnare la gloria né il dolore, uno che prende un infortunio con certe definizioni non ha nulla a che fare.. per la gloria e l’onore una volta si rischiava di morire, ora non sò se sia stato studiato tutto a tavolino (credo di si) ma anche io come Nike avrei preparato due alternative, cioè se vinceva era pronto lo spot che ricalvaca il tutto e se perdeva avrei calcato sul fatto che anche se non si vince si fà di tutto per vincere attraverso la costanza gli allenamenti il dolore appunto pur di arrivare..
    chi riceve il messaggio pensa ‘il dolore è una cosa che fà male e oltre questo non si và quindi il nostro campione è arrivato al limite, ce l’ha messa tutta, quindi resta un campione e se ne ho voglia seguo pure il suo esempio’

    il dolore è una parola chiave importante in questo caso (è un sentimento comune a tutti).. e quando aggiungi pure ‘TI SPEZZA IL CUORE’ bè… è tutto dire.
    penso infine che il campione abbia preso più che un’ifortunio fisico un’infortunio mentale, mi domando quanto abbia pesato su di lui tutta questa pubblicità.. troppa responsabilità? Mà…

  10. The Jaguar Says:

    Antheus: durante cena in ristorante famoso per l anatra a pechino. Tavolo di fianco: italiani cinquantenni con traduttrice cinese.
    Ah siete italiani anche voi? di dove? ..terza domanda: ragazzi sapete dove si puo andare a trombare? la traduttrice imbarazzatissima.
    Se la Sagra del mio Paese fosse cosi’ non so se mia mamma mi ci farebbe andare.

    P.S.
    Lo sapevamo ma non gli e l’abbiamo detto!!
    ah ah ah

  11. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    Antheus: quando dico che i cinesi non hanno storia, intendo dire che non hanno una storia recente. Di fatto hanno riferimenti (come dice honnete) a culture arcaiche legate ai secoli (molti) passati, come si vede anche spesso dalle manifestazioni che propongono, pregne di draghi e completamente riferite ad un passato più che remoto, mentre la rivoluzione maoista ha azzerato ogni altro tipo di cultura e progresso, riducendo la Cina intera a medievale serbatoio di braccia lavoranti.
    Il link è ad oggi. Nel mezzo niente. Dal 1911 al 1931 si forma la “repubblica” comunista cinese. Poi c’è Mao. Diciamo quindi che dal 1931 al 2000, in questi settanta anni in cui la civiltà delmondo si è praticamente formata compiutamente (e ce ne manca ancora), loro hanno continuato e continuano a svolgere la vita di sempre, privi di progresso, informazione, cultura. Lasciamo stare le grandi città. I cinesi non sono privi di cultura, ma sono stati “privati” della Cultura, del progresso. Non hanno una Storia, che si possa chiamare tale, perchè semplicemente il comunismo ha impedito loro di averla.

    Dal punto di vista artistico poi, sono meno che niente. O ancorati a stilizzazioni del passato, o ingenuamente proiettati verso emulazioni di cose occidentali deja vu. Diciamo che, per ora, sono dei bravi artigiani, ma, per il motivo suddetto, manca loro la coscienza per potersi proporre compiutamente nel mondo artistico. Eppure il mondo, anche italiano, dell’Arte è pieno di mostre di cinesi. Ma sono solo marchette per avere altro in cambio. L’Arte c’entra poco, e chi ce la fa entrare è un corrotto culturale e politico.

    Come cultori della “garanzia” non ce li vedo proprio. Non potrebbero mai riuscire a dare garanzie sul prodotto, nè per i processi lavorativi, nè per le quantità in gioco. Non è nel loro “mood”. Se una cosa non va la riporti e te la cambiano. Una garanzia di fatto, ma anche una garanzia che almeno il 50% dele cose che fanno rischia di non andare…..

    Nike: capisco bene ciò che dici. Ma io non mi stupisco. L’importante è vendere e la gente in fondo legge l’ultimo manifesto. Siamo solo noi a fare le pulci alle aziende…..

  12. Antheus Says:

    .8: Privi di progresso è coisa ben diversa da essere privi di cultura.
    A Londra ho visto una mostra di giovani cinesi veramente interessante, dove mischiavano egregiamente tradizione e nuovi linguaggi estetici, non senza una lucida critica al periodo di vuoto avuto nel ‘900.

  13. canto_libero Says:

    Liu Xiang entrava in pista già zoppicante…

  14. Paolo Convertito Blasio Says:

    forse alla Nike avevano il piano B….attenzione a sottovalutare i cinesi e soprattutto non è bello generalizzare…

  15. honnête provocateur Says:

    Conosco personalmente l’ideatore di Casa Italia del CONI (da 2 euro).
    Le sue brochure (quelle che vidi 5 anni fa) di presentazione sono fatte da grafici dell’era paleolotica.
    La sua elasticita’ mentale puo’ paragonarsi a quella del travertino abbruzzese.
    Pero’ e’ figlio d’arte bipartizan nel CONI (da 100 euro aumentato per via di dazioni dovute all’aumento del carburante) e quindi la manifestazione la organizzera’ lui fino a che vivra’ (F.A.M.Fine Appalto Mai).
    Poi passera’ il testimone al figlio o al nipote (in base alla data di decesso).
    Danilo ma tu dove la vedi tutta questa differenza nella scelta tra “questi creativi” italiani e “quelli cinesi” ?

  16. honnête provocateur Says:

    Danilo ti racconto una storia personale che spero ti illunini sui prodotti cinesi.e sulla loro qualita’.
    Quando ero bimbetto avevo la passione per le microradio (pesanti e grandi 3 volte le attuali).
    Le piu’ piccole le vendevano alla Stazione termini ed erano di fabbricazione giapponese con marchi allora sconosciuti (Sony,Panasobic Toshiba Aiwa ed altri).
    Io ne avro comprati a migliaia tanto ero affascinato dal loro design e dalla fattura leggera.
    I miei amici mi dicevano che ero pazzo a non comprare Grundig, Philips Magneti Marelli Brionvega ecc. perche’ i prodotti giapponesi erano di scarsa qualita’ e duravano poco.
    Sono passati tanti anni.
    Adesso vai a comprare radio o tv o altra tecnologia consumer di queste marchi Grundig, Philips Magneti Marelli o Brionvega.
    Chiedi al commesso, e senti cosa ti risponde se non ti prende per un extraterrestre..

  17. raffaela Says:

    Per honnete..
    ho pizzicato un sito dagli un’occhiata (al tipo di prodotto).. poi mi farebbe piacere sapere cosa ne pensi.
    http://www.lucianovani.com

  18. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    Si ok. Mischiavano, appunto. Non esiste nulla di nuovo in estetica. Non lo dico contro il tuo parere, ma ne affermo uno mio personale. Intendiamoci.
    Quindi (e) poichè l’Arte, secondo me, è la cosa più lontana che ci possa essere dall’es-tetica (in quanto io la ritengo invece in-tetica, ovvero più legata al percorso mentale dell’artista che al risultato verso il pubblico, mi piacerebbe perscrutare quali meccanismi concettuali essi utilizzano per aspirare ai diversi linguaggi che propongono.
    Poi per me il progresso coincide con la cultura. Ove non c’è stato progresso, non vi è stata cultura se non quella dominante. la Cultura di un popolo è appunto quella di un popolo e non dei suoi governanti o dei suoi ricercatori universitari. La cultura dell’Italia è nella capacità di realizzare ricette o oggetti con maestria e con la ragione di chi ha coscienza dei perchè, non di certo perchè annoveriamo tromboni come Eco tra le nostre fila. la cultura dell’Italia sta nel fatto che mediamente siamo qualche migliaio di artisti veri e qualche milione di artisti per hobby (tra cui io, se continua così). La Cultura è diffusa. Non si misura da quattro o quaranta artisti intellettuali che magari studiando all’estero sono riusciti ad affrancarsi dall subcultura cinese dominante, ovvero quella della copia e della riproduzione in serie di opere d’arte fatte da altri.

    Quel progresso che è mancato, quel buco che si è venuto a creare nei 70 anni più importanti di tutta l’esistenza umana, di fatto ha generato una mancanza di cultura, soprattutto nella maturazione delle ragioni del “perchè” delle cose moderne o contemporanee.

    Oggi gli operatori culturali cinesi da un lato si rivolgono ad uno strapassato, pensando ancora di commuovere il pubblico occidentale con le dolci pennellate di china su fogli di carta di riso, dall’altro utilizzano pedissequamente (perchè da tempo già lo fanno in occidente) tutti gli strumenti tecnologici più avanzati, ma senza avere “sofferto” tutto il percorso che ha portato a quegli strumenti.
    Mi spiego.
    Noi utilizziamo il pc comunemente (anche lì), ma abbiamo coscientemente seguito tuttoil suo svilupparsi dal Commodore 64 con cui gicavamo a tennis sulla TV agli ultimi Centrino, dai cavi telefonici alle wireless, dalle schede grafiche VGA a 256 colori a quelle a 32 bit, dagli HD a 20 Mb (appena nel 1990) a quelli a 120 Gb di oggi. Lo svolgersi della maturazione scientifica ha inscientemente provocato in noi un cambiamento giornaliero e continuo che può comunque chiamarsi Cultura, e lo ha fatto su tutti, nessuno escluso se non per propria voglia.

    Noi non ci pensiamo mai, ma se oggi siamo così non è perchè qualcuno sceso dallo spazio ci ha messo in mano un cellulare ed un pc ultima generazione (cioè già superato ormai) e lo stiamo usando, ma perchè quegli strumenti li abbiamo in pratica maturati noi, costruiti noi, richiesti noi.
    Estendo il ragionamento ad ogni altro elemento di progresso. Naturalmente anche non scientifico. Parlo dei diritti umani, del pensiero filosofico ante e postguerra, della musica. Tu che sei esperto, quanti artisti cinesi ritieni all’altezza di un concerto in occidente? Perchè?
    All’epoca ammiravo il giapponese Sakamoto, perchè coniugava le cose antiche al sound contemporaneo. Ma il Giappone ben aveva una sua Cultura, e ben diffusa nel popolo.

    L’insieme delle cose che sono progredite (la moda, la cucina, la cultura della solidarietà, il rispetto reciproco e la nozione di famiglia, ecc) qui è Cultura e senza progresso non vi sarebbe.
    In Cina non esiste cultura della famiglia, dei figli. I genitori mandano i figli altrove e rimangono a lavorare lì, oppure vengono qui e lasciano i figli ai nonni o li abbandonano o li vendono.
    L’uomo è ancora un elemento produttivo e ri-produttivo, ma non è Uomo.

    A Firenze invece, questo inverno, ho visto la mostra di giovani cinesi, alla Strozzina, organizzata dalla Fondazione Ferragamo (per ovvi motivi di scambi promozionali). Ebbene, quegli artisti cinesi si esprimevano o esprimevano concetti in modo ingenuo, grezzo e malamente artistico. A detta di tutti. Ma poi tutta l’intellighentia fiorentina era lì a far finta di condividere (non sia mai si dica che la Cina è ancora indietro, anzi)

    Che Cultura è mai quella? Una Cultura che almeno fino agli inizi del XIX secolo ancora obbligava gli uomini ad andare in giro con il codino pena la morte? Una Cultura del feudalesimo e della corruzione dei funzionari? Una Cultura che negli anni ‘50 ha portato all’espulsione di migliaia di cristiani ed al massacro di milioni di proprietari terrieri e contadini? Eppure nessuno dei partiti comunisti europei ha mai detto nulla su questi massacri, forse superiori al genocidio degli ebrei da parte dei nazisti. Nessuno. E la maggiorparte dei giovani che nel ‘68 marciavano per le strade impugnava il libretto rosso di Mao, condividendo implicitamente quei massacri (pur se non ne sapevano niente forse).

    Suvvia. La Cina è ed è stata un grandissimo serbatoio di esseri umani e di risorse. Ci ha fatto conoscere la seta, l’oppio, i fuochi artificiali, gli spaghetti, Confucio, il Tao, la cartamoneta, l’agopuntura, la polvere da sparo, la stampa, la porcellana, parte dell’algebra, alcune esplorazioni, la maggiorparte di queste cose realizzate prima del 1400. Ok. Va bene. Poi?
    Nel 1400 Dante aveva già scritto la Divina Commedia, Michelangelo, Brunelleschi, Botticelli, il Masaccio, il Verrocchio e gli altri, interpretavano l’Arte (e la realtà) con la maestria (e la libertà) che ben conosciamo, e solo per limitarci all’Italia. In quegli anni e dopo quegli anni, le varie dinastie cinesi avevano praticamente l’unico obbiettivo di espandersi o difendersi e quindi amministravano lo stato con queste regole fondamentali.
    Ne nasce quindi una discussione molto sterile, ma alla fine dei conti c’è molta più Cultura in un Bignami da maturità che in un miolione di cinesi….

  19. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    vedo ora l’intervento di honnete: rispondo.

    io non ho mai detto che i grafici cinesi siano peggiori o differenti da quelli italiani. Anzi non ne ho proprio parlato… Ti confondi con qualcun altro?

    Infatti, ma la differenza sta nel fatto che pur se una volta trovavi giapponese, potevi star certo che funzionassero. Oggi invece se trovi cinese, sai bene che dopo qualche giorno tutto va in malora.
    Parlo di oggi. Non so tra dieci anni. Per ora le cose migliori le hanno fatte da sempre in Taiwan che, come tutti sappiamo, è l’esatto opposto della cultura cinese dominante. Non credo di sottovalutare i cinesi, ma li prendo per ciò che fanno e sono. Cosa dovrei aspettarmi quindi da loro? Una nuova rivoluzione dei linguaggi? Una rivoluzione delle coscienze? Una rivoluzione tecnologica basata sulla conversione dell’inquinamento prodotto in idrogeno a basso costo?
    Non li sottovaluto affatto, ma prendo atto che se sono attualmente i più ricchi del mondo, stanno facendo ben poco per dimostrarlo, anzi, sono al livello di un Briatore…..

  20. honnête provocateur Says:

    @raffaela
    Grazie per la segnalazione.
    Lo trovo talentuoso, ma fa solo scarpe da donna.
    I calzolai Bolognesi sono molto bravi tra i migliori.
    Questi a mio avviso il piu bravi (maschile) al mondo:
    Londra:
    http://www.johnlobbltd.co.uk/main/main.htm
    Parigi:
    http://www.berluti.com/
    Bologna (Italy)
    http://www.peron-e-peron.com/
    Italia;
    Antonio Aglietti; e’ un mio amico
    Roma Testaccio-Non ha sito ne e-mail.
    Artigiano ppuro ipercreativo.maniacale sulle forme e sui pellami.
    Grande sperimentatore ma poco avvezzo alle critiche.
    Puo’ parlare di una forma anche per tre ore di seguito.
    Se ben guidato e’ in genio del settore hand made (in Italy).

  21. chiara Says:

    aloha! Ciao a tutti bloggers!
    A me tutta questa storia mi fa ridere, voglio dire…un sorrisetto un po’ sadico, di quelli che malcelano un tiè (con conseguente gesto dell’ombrello)! Finto o meno sto scherzetto mi ha fatto godere parecchio. Magari sono caduta nella trappola del tandem Cina-Nike, ma a dire il vero non lo sapevo nemmeno che fosse sponsorizzato Nike, il baffo l’ho beccato solo su Nadal.

    @Honnete > il commesso ti guarda come un extraterrestre perchè le Grundig e Brionvega ti durano una trentina d’anni…e non te le vuole vendere! E comunque se vuoi un Brionvega ti becchi il modello storico, nemmeno a pochi soldi!

  22. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    Quaccosa nun va cchiù
    è già tutto scuntato
    comme si nun fosse iì
    ma nun ce sta piacere
    e nun ce sta piacere
    nemmeno a stà’ buono ‘na sera
    Quaccosa nun va cchiù
    te ‘nviente pure Dio
    p’essere overo
    ma nun ce sta piacere
    e nun ce sta piacere
    nemmeno a sta’ ‘nzieme ‘na sera
    Cull’uocchie astritte
    e chino e suonno
    te resta ‘o munno ‘mmano e po’
    l’haje suppurtà
    cull’uocchie astritte
    e ‘o viento attuorno
    te vieste e nun saje cchiù
    che cosa haje raccuntà’
    E nun ce sta piacere
    nun ce sta piacere
    nemmeno a ghi a fà’ ‘nculo pe’ ‘na sera

    Pino Daniele

    http://www.demostereo.com/genre.php?genre=Acoustic

  23. honnête provocateur Says:

    chiara
    Brionvega.
    A) Il rilancio di Brionvega è fortemente voluto e sostenuto dalla Super//fluo spa che ha acquisto lo storico brand nell’agosto 2006.
    Super//fluo
    B) Dove sono finiti i tre marchi storici del televisore made in italy: Sèleco, Brionvega e Imperial?
    Super//Fluo ha deciso di farli rivivere a nuova vita.
    C) Dove va a produrre la Super//fluo?
    Il cerchio si chiude sempre in Cina.

  24. honnête provocateur Says:

    22 agosto 2008
    Polonia, tutti in fila per l’iPhone ma i clienti sono delle comparse
    Nel primo giorno di vendita del melafonino in Polonia, file di giovani. Tutti regolarmente stipendiati da Orange.
    Niente di nuovo.
    Qui a Roma c’e un negozio centrale con tutte le griffe mondiali che da sempre nel primo giorno dei saldi ha file chilometriche.
    Il tg regionale puntualmente ci fa il suo servizio di ” tutti in coda per l’apertura dei saldi”
    In realta la fila e’ un cerchio che gira continuamente con tutti giovani modaioli pagati (cosi’ si dice) che fanno il giro del palazzo per otto ore a loop attirando i polli da spennare.
    In tutti i negozi vicini non c’e ombra di fila.

  25. Camille Says:

    Il pre-olimpiade di Liu Xiang e’ stato avvolto da mistero, luogo e metodi dell’allenamento segreti, nessuna apparizione che non fosse quella sui cartelloni pubblicitari.
    Il papa’ di Liu Xiang che si presenta a offrire milioni per le vittime del terremoto da parte del figlio, troppo impegnato negli allenamenti.
    Tutto questo mi fa pensare che tutto fosse programmato, che ci siano stati mesi di preparazione, come dire che Liu Xiang non puo’ correre? Come presentarlo alle masse che si aspettano l’oro? Come hanno deciso si sa…Il silenzio assordante del bird nest a indicare la colpa, la delusione per l’eroe che fallisce. A Liu Xiang adesso tocca rialzarsi e spiegare a persone che nn hanno lo spirito decubertiano perche’ proprio non ci ha provato…doveva provare lo stesso, mostrare davvero che nn ce la faceva , cosi’ dice il cinese medio. .L’allenatore ha pianto e ri-pianto per scusarsi. La colpa e’ di Liu xiang, che infatti ha chiesto scusa sulla tv nazionale e ha rinunciato al premio dell’assicurazione anti -infortunio, come se bastasse…
    Lo sponsor non poteva non sapere e non essere preparato a sfruttare l’impatto emotivo della vicenda. Anche se l’eroe cade, lo sponsor deve guadagnare…

  26. honnête provocateur Says:

    Una domanda per Antheus.
    Nelle Universita’ cinesi si insegna marketing e comunicazione occidentale?
    In considerazione di quello che dicevamo sulle differenze abissali tra i comportamenti occidentali e quelli orientali e cinesi in particolaei cosa si insegna agli studenti che vogliono intraprendere questa attivita’?
    Che senso ha fare un master di perfezionamento in America dopo la laurea?
    Il discorso e’ simile alla psicanalisi o alla medicina in quanto tengono conto delle radici culturali in cui la persona e’ nata e cresciuta.
    Non credo che un cinese si sia mai seduto su un lettino froidiano se non per farsi una bella dormita come vedo un nostro anziano che alla vista degii aghi del medico chiederebbe se serve anche il filo.

  27. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    22 agosto 2008 - 12:22
    I diritti frenano l’Occidente

    Il regista Zhang Yimou: «I cinesi fanno in una settimana quello che gli europei fanno in un mese». L’Occidente è inefficiente a causa delle norme sul lavoro e dei sindacati

    I diritti umani rendono l’Occidente inefficiente e non gli consentono di raggiungere gli elevati standard organizzativi e artistici di cui sono capaci i cinesi. Solo con il senso dell’ordine, con l’ubbidienza, la bellezza delle masse ed il loro movimento armonico si possono realizzare elevate prestazioni artistiche. Lo sostiene Zhang Yimou, autore di pellicole famose Lanterne rosse e Hero, nonché regista della cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Pechino, in un’intervista al quotidiano cinese “Weekend al sud”.

    Yimoum, che si è detto grande ammiratore delle manifestazioni politico-culturali dei coreani, ha portato come esempio del suo pensiero la cerimonia di apertura dei Giochi, in cui sul terreno dello stadio blocchi argentei con i caratteri di stampa cinesi si sollevavano ed abbassavano come in una macchina da scrivere. Un risultato, ha detto, ottenibile solo perché «gli esecutori obbediscono agli ordini e sono in grado di farlo come un computer, è questo lo spirito cinese»

    Gli occidentali, invece, «non sono in grado» di fare lo stesso, non fosse altro che per «il loro rispetto dei diritti umani»: proprio le rigide norme sul lavoro e la tutela sindacale incontrate nei Paesi europei gli hanno finora impedito di realizzare regie operistiche, poiché «gli interpreti occidentali lavorano solo quattro giorni e mezzo alla settimana, fanno due pause al giorno per il caffè, ma poi non sono nemmeno in grado di stare bene allineati». Come se non bastasse, attori e cantanti occidentali «hanno anche a disposizione organizzazioni di ogni tipo e i sindacati». Invece, grazie alla loro cultura «i cinesi riescono a realizzare in una settimana quello che gli europei fanno in un mese». (Libero News)

  28. patrizia skarabocchi Says:

    ancora leggo di iphone….
    mi vergogno a dire che ce l’ho … ma mi è stato regalato e si dice che a caval donato nn si guarda in bocca… certo che se mio marito al posto di un iphone m’avesse regalato un ciclo di massaggi nella spa sotto casa…beh avrebbe avuto una moglie più felice e rilassata invece con l’iphone nel cassetto

    CAXXXXX;;??^(%/(&/( BAST***§§§§[[[[##@@………..ma come si suol dire…. BASTA IL PENSIERO…. peccato che i mariti quando pensano sbagliano sempre!!!

  29. andrea squinobal Says:

    anche se non avete notato la mia assenza…sono tornato dalle ferie…..ciao a tutti

    un po’ di dubbio maligno mi era venuto anche a me, quando le telecamere riprendevano le fasi di riscaldamento pre-gara si notava già qualcosa di strano. in più la scena dei calci al muro….. a me sembra che a quei livelli se uno è già infortunato sa perfettamente che non potrà fare la gara, specialmente in un evento di questa portata dove si gioca tutto in millesimi di secondo…. quindi perchè presentarsi ai blocchi di partenza? Atleti italiani hanno purtroppo dovuto saltare le olimpiadi per piccoli acciacchi, vedi triatlon, maratona, calcio…

  30. Antheus Says:

    .8: Vabbè ,Zhang Ymou si è bevuto il cervello a colazione o lo hanno lobotomizzato.
    honnete: Non lo so… credo però di sì. In realtà non ho mai sentito parlare di teorie di marketing orientali e, se ce l’hanno, le tengono ben segrete. Forse il nostro amico The Jaguar ne sa più di noi.
    Andrea: ben tornato!

  31. Antheus Says:

    Le Olimpiadi sono finite.
    Consiglio vivamente la lettura dell’articolo di oggi di Filippo Facci http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=285264

  32. honnête provocateur Says:

    L’articolo di facci e’ il soòito articolo fazioso.
    Non che lui ragione non abbia ad indignarsi sulla situazione della Cina.
    Ma non voglio parlare di questo perche’ ci sono stati articoli e prese di posizione in ogno dove contro il regime di Pechino.
    La cosa che piu’ mi irrita e sempre la stessa, l’ipocrisia ad indignarsi ad orologeria a fatti avvenuti.
    Ma non si sapeva quando hanno deciso di candidare la Cina quale era la situazione sui diritti umani?
    Si la sapevano anche le formiche del mio giardino,soltanto non si doveva dire perche’ le nostre imprese e come quelle di altri paesi) dovevano sfruttare l’evento per entrare nel grande mercato cinese.
    Facci si faccia promotore attraverso il proprietario ombra(gigantesca ombra) del suo giornale di far pagare alle aziende italiane che vanno ad investire in cina togliendo lavoro agli italiani di pagare la differenza dei salari e dei contributi previdenziali degli operai in Cina versandoli in un fondo a grantire chi perde il lavoro in Italia per causa delle esternalizzazioni.
    Una specie di Flexibility at Work che e’ presente in tutti i paesi occidentali civili tranne il nostro.
    http://www.flexibility.co.uk/
    Lo scriva in un articolo (magari anche che l’ho propostoio) e lo spedisca alla confindustria o alle associazioni di categoria imprenditoriali vicino al suo “giornale.”
    Poi mi faccia sapere i giorni che passano dal suo licenziamento in tronco.
    “La superstizione, l’idolatria e l’ipocrisia percepiscono ricchi compensi, mentre la verità va in giro a chiedere l’elemosina.” Martin Lutero
    E’ finita una droga; sotto con l’altra, il 31 inizia il campionato e gli italiani sono in forte astensione.

  33. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    “Il resto è per così dire noto: gli organi espiantati e rivenduti senza il consenso dei familiari, le torture, i religiosi ammazzati, i dissidenti imbottiti di psicofarmaci, insomma tutte le specialità non olimpiche che da domani continueranno come sempre. Mentre gli atleti, domani, torneranno a casa assieme a una missione che era più grande di loro perché gli era stata scaraventata addosso da una classe politica a dir poco codarda, ormai arresa a questioni di piccolo cabotaggio o, quando va bene, rassegnata che lo sviluppo di parte del mondo resti autoritario e pianificato dall’alto, svincolato da ogni consenso democratico. Torna a casa anche la velleità di volerci propinare l’ormai scoperta, sonora, croccante, spettacolare balla secondo la quale sviluppo e democrazia camminerebbero a braccetto. Non è vero. Non lo è mai stato. Dal nazismo in poi. Da Berlino 1936 a Pechino 2008.”

    …ecco…appunto

  34. Antheus Says:

    Honnete: Non voglio passare per il difensore d’ufficio di Filippo Facci, anche perché nella maggior parte dei casi abbiamo opinioni molto distanti. Devo però ammettere che all’interno del Giornale, Facci è l’unico che, da sempre, attacca in modo anche piuttosto deciso i diritti violati dalla Cina e inoltre non ha mai lesinato polemiche all’interno del giornale e della formazione politica che supporta.
    Comunque gli suggerirò Flexibility
    Il suo articolo, con commenti, lo trovate anche qui
    http://www.macchianera.net/2008/08/24/pechino-1936/

  35. The Jaguar Says:

    Antheus: sai che non lo so?
    Mio figlio ha iniziato ieri le scuole elementeri. Comizio del Preside sull’importanza di imparare il cinese. Poi pero’ insegnano anche l’inglese. Secondo me uno degli svantaggi che abbiamo rispetto agli anglosassoni per esempio e che non abbiamo manager, avvocati, consulenti che sappiano parlare e LEGGERE il Cinese.
    Pero’, visto che mia mogle e’ il Chief Representative dell’ Univerisity of London, che ha un ufficio a Shanghai ed in ogni citta’ importante asiatica, ti posso dire che molti ragazzi cinesi sono inviati dalle proprie famiglie o dalle proprie aziende a fare master all’estero di design, marketing , economia ecc ecc. E fra 5 anni, se non li hanno, li avranno.
    Io per esperienza personale posso dire che le Universtita’ Cinesi sfornano degli ottimi laureati che sicuramente andranno accompagnati nel loro ingresso al lavoro ma non mi sentirei di dire che sono inferiori ai laureati italiani….
    In Cina tutto e’ competizione, partendo da 6 anni in avanti, nella vita e nello sport.
    Per quello che riguarda il problema diritti civili, la Cina ha raggiunto il proprio scopo. Regalati i guantoni tornati a casuccia non se ne parlera’ piu’. A torto o a ragione.
    A me pero’ piacerebbe anche vedere un intervista al Console Cinese che mi spiega il loro punto di vista e perche hanno questo comportamento, se lo hanno. Io del Signore in Arancione non ho mai sentito o letto un qualcosa (anche perche’ non so se hai miei ospiti piacerebbe) e prima di prendere delle parti mi piace conoscere le argomentazioni. Tutta sta storia del Tibet in realta l’ho conosciuta tramite richard gere ( e non chiedetevi perche la lancia non vendera’ mai una macchina in Cina..lo sanno i cinesi, sanno tutto) e i 3000 giornalisti rai che sono venuti a seguire le olimpiadi. Non mi pare che nessuno di loro sia mai stato in Tibet.
    Vedo la televisione tibetana-cinese a casa mia (spettacolare) e pare ci siano anche tibetani che sono contenti dello status quo.? Perche ‘ non andiamo ad intervistare anche loro.? Cosi’ tanto per sentire le due facce della medaglia.
    Fra due anni c’e’ l’Expo a Shanghai. Ci interessa tanto il Tibet? Sono sicuro che l’Italia non avra’ il proprio stand in segno di protesta…..
    Comunque ripeto, il bello viene adesso, a parte rivedermi le repliche di tutte le vittorie cinesi fino a giugno 2009 , ogni giorno, sara’ interessante vedere il contraccolpo da festa e’ finita. I sentori sono tutt’altro che buoni.

  36. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    ..si, magari i tibetani contenti sono controfigure cinesi o sono i cinesi ormai tibetanizzati o sono i tibetani cinesizzati… Magari il Tibet non esiste o non è mai stato invaso, magari è tutta un’invenzione… Magari Cristo è morto dal sonno e i crocifissi sono tutti sbagliati…

    Lo devo dire alla presidente di Amnesty International di Verona, dove a dicembre parteciperò ad una mostra di beneficenza per il suo anniversario, forse alla presenza (non si sa ancora) del Dalai Lama, proprio incentrata sulle PROVATE e reiterate violazioni di ogni diritto della popolazione tibetana.

    Jaguar, ti voglio bene anche perchè il tuo nick è la mia auto, ma mi sa che la rincorsa al Far East ti ha un attimo modificato l’obbiettività di giudizio su alcune questioni. Non volercene.

  37. honnête provocateur Says:

    Cito Il Jaguaro
    “Fra due anni c’e’ l’Expo a Shanghai. Ci interessa tanto il Tibet? Sono sicuro che l’Italia non avra’ il proprio stand in segno di protesta…..”
    I giornalisti indignati e strapagati dalle lobby economiche italiane che finanziano i loro giornali raccogliessero firme affinche’ nessuna azienda italiana partecipi all’ l’Expo a Shanghai per protesta contro i cinesi che violano i duritti umani.
    Se aprono i banchetti per la raccolta firme gli faccio i vedeo gratis con le foto ed i filmati che denunciano le violazioni in atto in Cina.
    Forse e’ il metodo piu’ veloce ed in un solo colpo di liberarsi da gionalisti a busta paga e asserviti alle logiche economiche di chi li paga finanziando i loro editoriali e articoli tarocco.
    Alcuni anni fa ebbi l’opportunita’ di fare un Dvd di archivio per la presidenza del Consiglio di un viaggio ufficiale in Cina dell’allora Presidente del Consiglio ( sempre lo stesso ) con una delegazione numerosa di imprenditori al seguito.
    L’allora presidente non perdeva l’occasione quando era in Italia di usare la parola ….Comunista qui..i Comunisti la–ecc.
    Alla presenza di Hu jintao e dei dirigenti cinesi la nostra delegazione quasi quasi gli faceva da zerbino.
    Miracolo di San Silvio: I “Comunisti ricchi” erano diventati Buoni!!!!!!!!
    Basta con queste buffonate intrise di ipocrisia.
    Pecunia non olet.
    Tito Flavio Vespasiano

  38. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    ore 15:24:00 la fiaccola si è spenta.

    Finalmente sono finite queste oppressive, depressive, tristi olimpiadi cinesi.

    Londra 2012
    E’ bastato un filmatino in animazione stile post pop Beatles-age per ricondurci alla libertà ed allegria della Cultura occidentale. Autoironia, colore, semplicità.

    Lontano dalla retorica delle illuminate piramidi umane nazi-style che ricordano bene le coerografie dei raduni nazisti, eccetto per l’uso decorativo della polvere da sparo, la stessa però che meno decorativamente utilizzano per azzerare l’opposizione ed i popoli oppressi.

    Londra 2012: welcome back to civilization.

    Torniamo alle cose serie….

  39. The Jaguar Says:

    Finite. Io da piccolo uomo di strada lascio le cose di cui sopra ai diplomatici e alle organizzazioni preposte.
    Sono contento che tutto sia andato bene, che le salsicce a Casa Italia siano piaciute e che domani forse riapre il negozietto sotto casa mia , gestito da un simpatico cinese, che mi vende i dvd.
    Buon ritorno al lavoro a tutti.!!!!

  40. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    boh… io l’amico Jaguar mica lo capisco tanto eh…. ;-)

    Lancio un post con quiz, primo premio una salsiccia di Casa Italia andata a male, se ve la venite a prendere a Livorno:

    Ma il logo di London 2012 che “minchia” rappresenta?

    leggo a giro il 2012 stilizzato, a me sembra un atleta che sta per partire (tipo quelli del pattingaggio veloce con il braccio dietro), poi un gatto o un leone, una bandiera inglese accartocciata….

    A voi l’ardua sentenza…..

  41. honnête provocateur Says:

    Dopo aver visto il finale della chiusura delle Olimpiadi penso che i cinesi vincerebbero una eventuale guerra con noi solo con l’uso dei fuochi artificiali.

  42. honnête provocateur Says:

    Visto che le prossime Olimpiadi si scolgeranno a Londra e danilo postava:
    Londra 2012: welcome back to civilization.
    In aiuto a chi e’ vittima della gloalizzazione queste sono le misure in uso come assistenza (soprattutto finanziaria) date dal governo inglese……to people in need:

    Council Flat (waiting list to obtain it)
    Housing benefit
    Council Tax Benefit
    Unemployment Benefit
    Jobseaker Allowance (contribution based and income based)
    Working Tax Credit
    Child Credit
    Child Benefit
    Help for one-off expenses – the Social Fund
    Help with the costs of a new baby - maternity grants
    Funeral payments
    Cold weather payments
    Community care grants
    Budgeting loans
    Crisis loans
    Benefits for maternity
    Benefits for paternity
    Benefits for adoption
    Child Trust Fund (one off payment 250 pounds)
    Help with the costs of a new baby – maternity grants
    Help with the costs of childcare
    Other help with the costs of bringing up children
    Sui diritti dei cittadini i cinesi saranno gli ultimi.ma noi certamente non siamo tra i primi.

  43. Paolo Convertito Blasio Says:

    saranno finite… le olimpiadi…. ma io ho visto l’atleta Leryn Franco paraguayana…davvero molto bella..

  44. The Jaguar Says:

    Beh a volte non mi capisco neanche io. Quindi tutto ok.
    eheheh
    Comunque stamattina ci siamo alzati a Shanghai con mezzo metro di acqua per le strade, causa temporalissimo. Secondo me hanno sparato un po troppi razzi per pulire l’aria..si sono fatti prendere la mano.
    Davanti ha casa mia uno cercava di svuotare l’interno di un BMW 735 con una bottiglia d’acqua (piccola). Chissa’ se comunque il fatto di avere vinto tutte ste medaglie d’oro gli allevia il dolore….

  45. The Jaguar Says:

    Ciao. Non so se lo viuoi pubblicare tutto ma questo e’ un articolo tratto dal sito della Gazzetta dello Sport che mi hanno mandato.
    Per le cronache questo racchiude tutto il mio pensiero sulle Olimpiadi che a volte non riesco ad esprimere ..eh eh
    Alessandro

    PECHINO (Cina), 24 agosto 2008 – Ha vinto sui campi, ha stravinto fuori. La Cina ha chiuso con un’altra cerimonia sfavillante di luci, colori e suoni le XXIX Olimpiadi estive. Va agli archivi un’edizione perfetta, organizzata splendidamente e gestita con altrettanta bravura e cura dei particolari. Lo spettacolo conclusivo, nel meraviglioso nido del National Stadium, è stato dello stesso livello artistico di quello dell’8 agosto, anche se ovviamente la tensione emotiva era decisamente inferiore, e non poteva essere altrimenti. “Sono stati Giochi veramente eccezionali - ha dichiarato nella cerimonia di chiusura il presidente del Cio Jacques Rogge -. Attraverso questi Giochi il mondo ha imparato qualcosa in più sulla Cina e la Cina ha conosciuto qualcosa in più sul mondo. Sono stati sedici giorni di cui non smarriremo mai il ricordo. Con l’abbraccio di atleti appartenenti a nazioni in conflitto avete dimostrato di essere autentici modelli comportamentali”.
    CINA - La Cina ha centrato tutti i suoi obiettivi. Ha dominato il medagliere (51 ori, staccatissimi gli Usa – secondi – a 36) conquistando il proprio scontato record di medaglie (100) ma senza “rubare” più di quanto tradizionalmente accade per le Nazioni ospitanti. Il colosso cinese ha lavorato anni per dimostrare al mondo di essere una super potenza anche in campo sportivo, e il risultato è stato colto senza esitazioni, quasi sempre con meriti effettivi e con clamorosi (ma non sempre scontati) en plein in discipline come tennistavolo, tuffi, ginnastica.
    ORGANIZZAZIONE - Ma anche sul piano organizzativo l’Olimpiade cinese è stata un’impressionante dimostrazione di forza. Sfruttando una massa lavorativa praticamente sterminata, con decine di volontari a disposizione di ogni ospite, ha creato un contesto operativo ideale per chi – atleti, dirigenti o giornalisti – ha partecipato all’evento. Con buona pace dei catastrofisti e dei cronisti di guerra mancati, pronti a scambiare due anfibi da museo delle armi per drammatiche misure anti-terrorismo, non ci sono stati (ma questo era scontato, in un contesto così sorvegliato) minacce o pericoli, né veri né potenziali, del terrorismo islamico o del separatismo interno. Soprattutto, chi ha vissuto qui per oltre venti giorni ha respirato un clima di accoglienza esemplare e autentica, condito da sorrisi immancabili ma non stucchevoli e da un’inesausta voglia di servire, di aiutare e far bella figura.
    CAMBIAMENTI - Gli occidentali che hanno conosciuto Pechino e i cinesi prima dei Giochi raccontano di una città e una società spietate, dove l’unica cosa che conta è fare soldi e la concorrenza spegne sorrisi, buone maniere e fair play. Non abbiamo motivo per dubitare di queste testimonianze, ma la realtà offerta dai cinesi durante i Giochi è completamente diversa. E decisamente positiva. Altra cosa ancora – non ce ne siamo dimenticati – è il problema dei diritti umani, della libertà di espressione, del lavoro minorile, ma di questo bisognerà ricordarsi da domani, e soprattutto dovranno ricordarsene i politici che pretendevano di attribuire agli sportivi il compito di spendersi sull’argomento. Pechino passa a Londra (a proposito, d’accordo che business rules, ma non c’era davvero un rappresentante migliore di Beckham per l’olimpismo inglese?) un testimone pesante mille tonnellate. Se fossimo negli organizzatori inglesi, che dal 27 luglio al 12 agosto 2012 avranno i riflettori addosso, cominceremmo a tremare, o a rimboccarci le maniche.

  46. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    Lo riposto a commento dell’Olimpiade cinese:

    http://www.equilibriarte.org/fucsiaman/blog/nun-ce-sta-piacere

  47. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    Ecco Leryn Franco e non se ne parla più:

    http://www.pbase.com/crespoide/personal_2007_calendar

  48. raffaela Says:

    ciao honnete.. non conosco questo Antonio eppure sono anche io un pò romana.. ma dove vende a Roma?
    Grazie per i complimenti, presto le foto verranno sostituite..

  49. honnête provocateur Says:

    @raffaela
    Ma forse non ho capito, ma tu hai a che fare con le creazioni di Luciano Vani?
    Devo dire che mi era piaciuta anche la struttura del sito,i colori usati e la grafica oltre alla musica.
    Pero’ ho anche capito che siete all’inizio del progetto sbaglio?
    Antonio Aglietti Design Via G. Branca, 47 - 00153 ROMA ITALY Tel/Fax: 39 06 57300399
    Zona Testaccio-(la via dello storico 1° club dei tifosi dlla A.S. Roma Calcio per intenderci)
    Se sei di Roma e vuoi che ti accompagni per conoscerlo e vedere le sue creazioni puoi chiedere ad Antheus la mia mail:
    blog@italiaindependent.com

  50. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    uè honnete: tra raffaela e antonio qualcuno dovrà pur farmi le stringate fucsia per l’inverno eh!!!!

  51. raffaela Says:

    esatto.. e centro più di quanto immagini. chiederò il tuo indirizzo mail, il prossimo fine settimana dovrei essere libera per essere a Roma.. io stò a P. Bologna. Mi farebbe piacere conoscere questo Antonio e anche te naturalmente..

    danilo: ehi principino, ma che numero hai ?

  52. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    eheheh ne parleremo con honnete se mai vi incontrerete….

  53. raffaela Says:

    aha siiii…. bene bene, al momento ti saluto.

  54. The Jaguar Says:

    In effetti le Olimpiadi di Pechino avrebbero tutte un altra valenza se saltasse fuori che un nostro tesserato CONI ha ‘bastonato’ la paraguayana. Anche se fosse un panzone di quelli in prima fila durante la sfilata andrebbe bene. Anzi, meglio.

  55. The Jaguar Says:

    Io te la scrivo, non so dove la vuoi mettere, se la vuoi mettere.
    Pero’ penso che il mio pensiero rappresenti il pensiero di molti italiani che lavorano duramente all’estero, e vedono il loro paese andare a fondo
    Alitalia.
    Ma si puo’ sapere quanto costa rottamare gli aerei che ci sono e comprarne quanto basta per ripartire. O la Boeing non li quota.?
    E Air One non doveva comprare l’Alitalia? Adesso Alitalia incorpora Air One.
    450 mil.?
    Basta. Veramente.

  56. The Jaguar Says:

    Cioe’ vado su http://www.paloalto.com e glielo faccio io il business plan.
    Gratis.

  57. serena Says:

    ciao, sono Serena Bimbati la responsabile del gruppo Amnesty di Verona. Con qualche giorno di ritardo, vi inoltro il comunicato stampa di Amnesty International relativo al dopo Olimpiadi. Buona lettura a tutti.

    COMUNICATO STAMPA
    CHIUSURA DELLE OLIMPIADI DI PECHINO, IL COMMENTO DI AMNESTY INTERNATIONAL:
    LA CINA E IL COMITATO INTERNAZIONALE OLIMPICO DEVONO IMPARARE DAGLI ERRORI COMMESSI E SOSTENERE I VALORI DEI DIRITTI UMANI

    Al termine dei Giochi Olimpici di Pechino, Amnesty International ha accusato le autorità cinesi di aver preferito badare all´immagine rispetto alla sostanza e di aver continuato a perseguitare e punire attivisti e giornalisti durante le Olimpiadi.

    L´organizzazione ha inoltre criticato il Comitato internazionale olimpico
    (Cio) per aver macchiato l´eredità dei Giochi in tema di diritti umani, chiudendo un occhio sulle violazioni commesse.

    “Le Olimpiadi sono state uno spettacolare evento sportivo ma si sono svolte in un contesto di violazione dei diritti umani: agli attivisti è stato impedito di esprimere le proprie idee pacifiche e molti di essi sono stati imprigionati senza aver commesso alcun reato”, ha dichiarato da Hong Kong Roseanne Rife, vicedirettrice del Programma Asia-Pacifico di Amnesty International. “Le autorità cinesi e il Cio avevano l´opportunità di mostrare che il rispetto dei diritti umani fosse migliorato ma hanno ampiamente fallito: sfratti forzati, arresti di attivisti e restrizioni ai danni dei giornalisti non dovranno caratterizzare un´altra Olimpiade”.

    La dichiarazione di Amnesty International è giunta poco dopo quella di Jacques Rogge, presidente del Cio, che durante la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Pechino ha detto: “Questi sono stati Giochi davvero eccezionali”.

    Nel corso dei Giochi Olimpici, Amnesty International ha documentato una serie di violazioni dei diritti umani nei confronti di attivisti pacifici e giornalisti, tra cui:

    l´arresto e la condanna, anche alla “rieducazione attraverso il lavoro”, di attivisti che avevano chiesto di svolgere manifestazioni nelle “zone delle proteste”, istituite dal governo in alcuni parchi della capitale;

    la perdurante detenzione o l´arresto arbitrario di giornalisti e attivisti che avevano cercato di denunciare le violazioni dei diritti umani in corso;

    il divieto di manifestare pacificamente nelle “zone delle proteste”: il 18 agosto, dopo ripetute insistenze dei giornalisti, le autorità hanno comunicato che avevano ricevuto 77 richieste di manifestazioni da parte di
    149 persone ma che 74 erano state “ritirate”, due “sospese” e una “sottoposta a veto”.

    “È davvero giunto il momento che il Cio metta in pratica i propri valori-chiave della `dignità umana´ e dei `principi etici universali e fondamentali´, facendo dei diritti umani un nuovo pilastro dei Giochi Olimpici”, ha affermato Rife.

    Amnesty International chiede al Cio di imparare la lezione di Pechino, includendo chiari e misurabili indicatori dell´impatto sui diritti umani in tutte le future valutazioni di candidature all´assegnazione delle Olimpiadi e nei contratti con le città ospitanti.

    Amnesty International ha riconosciuto che le autorità hanno preso alcuni provvedimenti positivi, come lo sblocco di alcuni siti internazionali (tra cui lo stesso http://www.amnesty.org) in risposta alle forti proteste dell´opinione pubblica espresse dai giornalisti a Pechino prima dell´inizio dei Giochi. Tuttavia, l´organizzazione per i diritti umani sollecita il governo cinese a estendere completamente il libero accesso a Internet e a rendere permanenti le regole temporanee introdotte in favore dei giornalisti stranieri in Cina alla vigilia delle Olimpiadi, assicurando che siano applicate davvero e in modo uniforme.

    Molti attivisti cinesi sono stati perseguitati e puniti per aver denunciato le violazioni dei diritti umani prima o durante i Giochi Olimpici. Tra questi Amnesty International segnala:

    Ye Guozhu, attivista per il diritto alla casa, è detenuto in una stazione di polizia dopo aver terminato di scontare una condanna a quattro anni di carcere, inflittagli per aver cercato di attirare l´attenzione dell´opinione pubblica sugli sfratti eseguiti con la forza a Pechino per costruire impianti olimpici. La polizia ha dichiarato che avrebbe trattenuto Ye Guozhu fino alla fine delle Olimpiadi e delle Parolimpiadi, al fine di evitare problemi a lui e ai suoi familiari. Il 26 luglio la polizia ha poi precisato che Ye Guozhu era detenuto presso la stazione di polizia di Xuanwu perché sospettato di “aver convocato la folla per creare disturbo all´ordine in un luogo pubblico”. Amnesty International ha appreso da fonti attendibili che Ye Guozhu è stato picchiato coi bastoni elettrici prima del processo e anche durante la prigionia.

    Wu Dianyuan (79 anni) e Wang Xiuying (77), due donne che avevano chiesto il permesso di manifestare in una delle “zone delle proteste”, sono state accusate di “disturbo all´ordine pubblico” e condannate a un anno di rieducazione attraverso il lavoro. Le due donne presentavano denunce alle autorità dal 2001, quando erano state sfrattate dalle loro abitazioni per fare spazio a un progetto di sviluppo. Le autorità municipali di Pechino hanno dichiarato che non dovranno scontare la condanna finché si comporteranno bene, ma che comunque subiranno limitazioni alla libertà di movimento.

  58. The Jaguar Says:

    79 e 77 anni. Un anno di rieducazione attraverso il lavoro. …
    Da noi a Salsomaggiore i vecchi che rompono le balle li mandiamo a giocare a boccie.
    Molto meglio.

  59. The Jaguar Says:

    Oppure , sempre a Salsomaggiore Terme, molto vicino a Verona, prendiamo 150 belle fighe, le mettiamo in costume , gli guardiamo il culo e poi le ‘rendiamo famose’.

  60. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    jaguar, ma dopo un intervento così autorevole tu ti metti a parlare di culi?

  61. The Jaguar Says:

    Beh ci vuole una certa autorevolezza anche a parlare di culi.

  62. The Jaguar Says:

    Da http://www.vivishanghai.com

    Confessioni di un (ex) fake-ticista
    01 settembre 2008

    Da qualche tempo, quando apro l’armadio di casa, rifletto sulle cose da buttare. Lo sguardo si fissa sulla pila di jeans Diezel, Lewis, Lii, poi passa alle camicie Pol Smit, DYKN impiccate agli appendini, torna ai pantaloni multitasca Columbuz e alle innumerevoli maglie Adipas e Naik. Il peggio è quando arrivo ad aprire il cassetto delle mutande e trovo le strisce coloratissime di Calvin Klain. Un guardaroba che farebbe invidia anche a qualche immobiliarista romano, ma perchè sono triste allora? Lo avrete capito dai nomi che sono tutti clamorosi fake acquistati in diversi anni di presenza a Shanghai.

    La collezione di non-originali continua con gli orologi, almeno una dozzina, tutti perfettamente non-funzionanti, un i-pod refrattario alla musica, scarpe Timperland cingolate dure come la corazza di un armadillo, Togs che se le uso in barca scivolo come sui pattini, e ancora zaini sformati Nort Feis, valigie Sansonait col trolley sfondato, occhiali da sole Ray Pan che fanno passare mandrie di raggi uva e dipingono l’ambiente di violetta, quandonon hanno le stanghette divelte, accendini Pippo che si spengono non appena il mio gatto sbadiglia.

    Una cosa hanno in comune tutte queste cose: non esiste un ufficio reclami. Spesso non ci si ricorda dove si sono comprate, e anche se si trova quello giusto, a riportarle indietro fai la figura del fesso perchè fa parte del gioco: per quello che paghi, non pretenderai mica l’eternità? Per me che mi affeziono alle cose più che alle persone (almeno certe persone, n.d.r.) e sono capace di portare un paio di jeans finchè non si aprono in due, questo è un grosso difetto. Ora che ci penso, i falsi hanno un’altra caratteristica: non si rimpiangono. Ho buttato camicie Armani in acrilico infiammabile senza rimpianti, idem per jeans, calzini, mutande calviniste e orologi senza sprecare una lacrima, anzi felice di vederle portare via dal robivecchi appena fuori del compound. Qualche mese fa i miei Levi’s neri datati 1994 e pagati 90mila lire si sono sfaldati dopo quasi tre lustri di onorato servizio, e ho faticato ancora a lasciarli andare nel loro paradiso, li avrei sepolti con tutti gli onori se non avessi dovuto trapanare prima il cemento con un martello pneumatico.

    Quello che è troppo economico, alla lunga non ci appassiona, non ci affeziona, specie se dovrebbe invece essere costoso e ricercato. Se per te comprare un Rolex vero non è uno sforzo, forse forse è come comprare un falso perchè non ne piangerai la mancanza. Ma se devi fare le acrobazie per averne uno, sta sicuro che lo porti fino alla tomba e lo passerai al nipote preferito prima che ti prenda il respiratore.

    Lo so che all’inizio è tutto oro quello che luccica, ma col tempo arriva il momento che il cervello si ferma in cerca di qualche emozione cui attaccarsi per qualche anno. In un mondo transeunte, specialmente in una città effimera che non invecchia perchè teme il tempo e ricorre al lifting ogni giorno, si fa sentire forte il bisogno di attaccarsi a qualcosa che invecchi assieme a noi. Chi vive qui passa dalla frenesia di amicizie iniziale al pacato distacco successivo: non ha senso stare male in continuazione per qualcuno che parte prima o poi. Non ci resta che attaccarci a qualcosa allora, magari a una camicia che invecchi a contatto di pelle, che resista al tempo, e soprattutto alla voglia di disfarsene per rincorrere una più giovane, e sentirci così…. più vecchi.

  63. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    …ciò mi ricorda quando arrivai a Roma per il CAR. Fuori della stazione pioveva.
    Cielo triste. Dentro triste.
    Lì vicino un negozio che vendeva tutto, anche gli ombrelli.
    Non era cinese. Ai tempi, quei negozi li gestivano i romani DOC.
    Comprai un ombrello a 5000 lire. Era sigillato. Prima di pagare pretesi di aprirlo per vedere se aveva qualche difetto.
    Il negoziante mi disse: “ma pe’ 5000 lire voi anche che funzioni?”
    Funzionava…..

  64. denis valentini Says:

    quest’anno abbiamo fatto una squadra di calcio e ci siamo iscritti al campionato di 2 categoria del trentino siccome qui gli sponsor si fa fatica a trovarli per fare magliette e pantaloncini ne abbiamo dovuti trovare 5 e non vi dico il casino di metterli sulle maglie volevo chiedervi sareste interessati a fare una 20 di polo o 20 tute con la vostra pubblicità e il nome della nostra squadra pensate che non abbiamo neanche i borsoni ce li siamo comprati noi giocatori scusate se magari vi sembro sfacciato ma tutte le squadre hanno una polo uguale e noi dopo le partite siamo vestiti tutti diversi aspettando notizie vi auguro buona settimana e buon lavoro
    p.s. il nome della squadra ROBUR

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