La solitudine dei numeri

(di Antheus)

Per chi oggi ha avuto la pazienza - o, per meglio dire, il masochismo - di leggere i giornali finanziari, avrà forse intercettato una notizia che ci riguarda, e che in parte è contenuta anche qui. Trattasi della comunicazione dei risultati di fine esercizio 2007 di Italia Independent e di Independent Ideas. Qui ovviamente parliamo di Italia Independent.

Certo è che scrivere laconicamente che “Italia Independent ha conseguito nel 2007 un utile di 209€” fa sorridere. Quel che invece i giornali non spiegano - e, a regola, dovrebbero fare - è che per una start up andare in pareggio dopo il primo anno di attività è un risultato sorprendente; all’università si usava dire che solitamente il pareggio arrivava al terzo anno. Quindi non siamo contenti, di più: anche perché con I-I abbiamo creato cose che i singoli numeri estratti dal bilancio non riescono a spiegare e cioè valore, posti di lavoro e nuove commesse per piccole-medie aziende e artigiani italiani. E questo non ci pare poco.

52 Responses to “La solitudine dei numeri”

  1. honnête provocateur Says:

    Ho letto che e’ entrata in societa’ con Lapo anche la sorella Ginevra di cui non ne sapevo neanche l’esistenza.
    Tre punti a favore,
    E’ una donna in mezzo a tanti uomini,e’ una grande appassionata di cinema ed ultimo e’ non meno importante e’ molto raffinata e aristocratica nelle pose (almeno cosi’ mi appare dalle poche foto sul Web).
    Che dire ; in bocca al lupo a tutti.

  2. federico Says:

    Beh, io che all’università ci sono ancora (anche se direi per poco) e che ho partecipato a varie edizioni della business competition StartCup, confermo che raggiungere il pareggio un anno dopo la fondazione è un gran bel risultato! Inoltre -lo penso io ma soprattutto lo dicono vari studiosi di strategia aziendale- quando i vincoli finanziari non sono stringenti è meglio nn puntare ossessivamente al risultato economico di brevissimo periodo ma cercare di gettare buone basi facendo un lavoro di qualità e con lungimiranza: se i contenuti ci sono… il successo arriverà quasi da solo. Dunque… lunga vita a I-I a tutte le persone di “buona” creatività!

    ps @Antheus: allora non sono l’unico qui che si diletta di nautica. Se ti va di ripassare qualcosa di quello che si studia per la patente nautica o semplicemente se qualcuno di I-I ha bisogno di un mozzo… io sono qui! :) è un po’ che non applico quello che ho studiato a La Spezia e la voglia di tanto in tanto mi viene!

  3. Mariangela Says:

    Che fastidio che uno venga a farmi in conti in tasca, sopratutto in una ditta STRA PRIVATA…. non li fanno nel pubblico che DOVREBBERO…. roba da matti.

  4. Antheus Says:

    Mariangela: Ma no, quello non è un problema, anche se ovviamente i bilanci delle aziende pubbliche avrebbero una priorità.
    Il fatto è che spesso i giornalisti in questione non spiegano i numeri o cosa c’è dietro questi.

  5. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    …ma non ci avevano insegnato che chi faceva risultare profitti nel bilancio era un bischero? Le maggiori aziende del Paese neanche se lo sognano di far risultare un solo euro in attivo (per le tasse)… O mi sbaglio?
    Chissene dell’utile. Ciò che è veramente utile di solito è solo un costo…..
    ;-)

  6. artisticando Says:

    ben detto…federico…sono d’accordo; il sostanziale pareggio di bilancio al primo anno può significare vincoli finanziari e/o avere investito poco per il futuro…ma le variabili strategiche possono essere anche altre e sicuramente a I.I. non mancano i consulenti….complimenti comunque per l’ottima partenza; prevedo che la vostra Holding di partecipazione non mancherà di trovare opportunità in aziende del made in Italy di settore che meritano continuità……

    Danilo…un piccolo utile può servire anche per tenere lontani occhi indiscreti….. ;-) l’Italia è un paese molto particolare 8-)

  7. DILETTA Says:

    Ragiungere il pareggio dopo il terzo anno di attività?
    Haaaaaaa io lavoro da meno di dieci anni come dipendente e sono già stata messa tre volte in mobilità.
    L’ omino dell’ Inps l’ ultima volta che mi ha visto ha detto: “Ma lei quante volte ci va in mobilità?”
    Io gli ho risposto: “Quando mi ci mandano!”
    Sayonara e arigathò.

  8. Chiara Says:

    è tutta invidia! Sappiamo come gira in Italia. E sappiamo come gira nel mondo dei giornali. Quindi, complimenti e basta.

  9. Paolo Convertito Blasio Says:

    ho letto anch’io questa notizia..mahh come al solito i giornalisti scrivono notizie parziali…è sempre il solito problema..in italia c’è troppa invidia….

  10. honnête provocateur Says:

    Al vostro commercialista manca un po’ di fantasia.
    Bastava chiudere il bilancio con un utile di 307,00 € invece dei 209,00 € dichiarati togliendo una spesetta di 98.00 € e mettendo la dicitura:”come un paio di sunglasses I-I mod.051 w - Bianco esterno - Nero interno 001a. e apponendo la foto vicino.
    Due gli obiettivi raggiunti:
    1) far comprare gli occhiali agli eventuali agenti della tributaria addetti al controlli fiscali.
    2) negli articoli dei gionali avrebbero sicuramente riportato la strana curiosita’.

  11. honnête provocateur Says:

    Dimenticavo il terzo obbiettivo:
    I numeri non sarebbero stati piu’ “da soli” ma con gli occhiali “da sole”

  12. honnête provocateur Says:

    Segnalo un grandissimo ritorno:
    http://it.youtube.com/watch?v=PmRJo8RQ5sA

  13. merimura Says:

    IL VALORE INTANGIBILE … e’ esattamente questo che i meri numeri NON POTRANNO MAI comunicare, il valore di aver creato un LOVEMARK che a mio avviso celebra e promuove il piu’ apprezzato carattere dell’italianita’
    CREATIVITA’ e INDIPENDENZA….
    carattere che oggi forse noi italiani ci stiamo un po’ dimenticando di avere o lo diamo per scontato…ma vivere all’estero e’ bello proprio per questo perche’ ogni giorno trovi degli italiani che invece esportano e seducono il mondo con questi valori!
    nemo profeta in patria ?!?!? grandi ragazzi se lanciate anche una linea food vi faccio un monumento!

  14. Mariangela Says:

    “una parte” di giornalisti sono come le vele delle barche, girano dove tira il vento…… Ok, ora si parla di bilancio, di numeri, …. ma pensi che demolire un marchio, una persona, mettere in dubbio qualsiasi cosa costi a loro molto?
    Questo al di fuori della I.I. parlo di una categoria di professionisti che hanno l’opportunità previlegiata, rispetto alla maggioranza della gente, di dire la Sua.
    Ma, come per ogni professione ci deve essere la serietà e la globale verità di quello che metti in piazza.
    Gli ops a voce bassa non li prendo come scusa.
    Certi avvoltoi, affamati con le bave alla bocca, speranzosi dei mancati obiettivi, non li definirei giornalisti ma……………

  15. honnête provocateur Says:

    DOMO ARIGATO Erykah.
    http://it.youtube.com/watch?v=VVECN0sMrbk&feature=related

  16. honnête provocateur Says:

    @ Antheus
    Sto postando video musicali per diversificare perche’ i commenti al post sono tutti in fotocopia e mi annoiano oltre ad irritarmi.
    Tutti allineati, nessuna critica, non mi piace.
    Scusate.
    Buon Ferragosto a tutti.

  17. Alix Says:

    In centro a Milano ci sono molti negozi che chiudono o cedono l’attivita’; a Santa Margherita Ligure i bar e i locali di moda non sopravvivono per molte stagioni, sintomi di problemi ben piu’ gravi che riguardano i cambiamenti del nostro modo di vivere e della nostra cultura. Ma i giornali si occupano del signor Elkann e del bilancio di Italia Independent, che ha chiuso in pareggio tra l’altro.La persecuzione continua anche d’estate. Come ditta e’ sicuramente un successo…se solo avessimo modo di conoscere poi le situazioni finanziarie, disastrose, di molte ditte…delle quali pero’ si vedono bene dal pubblicare alcunche’. Ma Lapo fa notizia sempre e comunque, soprattutto quando non si sa di cosa parlare in agosto. Besitos a todos! Buon ferragosto!

  18. Jaco 94 Says:

    Secondo me l’azienda “Italia Independent” fra pochi anni diventerà una delle più importanti in Italia, perchè la gente a cui piace vestirsi di marca capirà che è migliore un abito senza grandi marchi evidenti e fatto interamente in Italia (come diciamo noi “Made in Italy”) rispetto a un abito fatto magari in China, ecc…
    Per quanto riguarda quest’anno (il primo di “Italia Independent”) un utile di 209£ è un buon risultato e sfido chiunque a trovare qualche azienda che sia riuscita a fare di meglio.
    Sono dalla parte di “Italia Independent”.
    Auguri “Italia Independent”, auguri Lapo.

  19. Mariangela Says:

    Honnete, io vedo questo posto come una piazza dove ognuno dice liberamente quello che sente.
    Se Tu fossi un cliente del Club Med o Alpitour qualcuno si preoccuperebbe del Tuo sbadiglio…ma in piazza ognuno può scegliere anche di andare via e ascolatare una buona musica.
    Questa è la libertà.

  20. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    Uhm, mi dite come mai c’è crisi tra i lavoratori dipendenti, visto che loro lo stipendio continuano a prenderlo? Spenderanno più soldi in benzina e gasolio? Ma ora i carburanti sono ridiscesi (qui, di notte, si compra il gasolio anche a 1.332) quindi non può essere più quello…. Al mercato i prezzi più o meno sono stabili. Basta saper scegliere.
    Dove vanno i soldi che circolavano? Sono stati bruciati?
    Diciamo che il continuo ricorrere alla paura ha fatto sì che nessuno più abbia voglia di spendere. Eppure continuano a stipularsi mutui ipotecari per comprare casa…
    Viviamo in una della nazioni con più alto tasso di proprietà immobiliare del mondo. Affrontiamo progetti di vita trentennali pur di pagare quel furto legalizzato che è il mutuo casa (avete mai fatto il conto di quanto si restituisce alla banca alla fine rispetto a quanto si è ricevuto?) e si continua a dire che siamo in crisi?
    Non abbiamo avuto problemi di copertura dei mutui (subprime) come nelle grandi “democrazie” economiche. Quindi siamo solidi. Il nostro debito è solido.
    Eppure la gente continua a dire che c’è crisi, anche se continua a fumare un pacchetto di sigarette al giorno, a ricaricare il cellulare del figlioletto viziato, a pagare sky per vedere la squadra del cuore anche in agosto.
    La crisi non c’è. Forse c’è tra i lavoratori autonomi perchè peccano di clientela. Ma l’Italia ha pur sempre una buona percentuale di lavoratori dipendenti delle amministrazioni pubbliche.
    Brunetta sta cercando di affrontare la “casta” dei lavoratori pubblici. Mentre i dipendenti del settore privato rischiano ogni giorno il posto di lavoro per i soliti meccanismi globali che abbiamo già analizzato. Eppure lì c’è crisi?
    In cosa? Se ci riduciamo a competere con nazioni che fanno della quantità il loro punto forte, vuol dire che produciamo poca qualità. E lo produciamo male. Qui si diceva che siamo secondi in Europa per le esportazioni. Manca quindi una cultura dell’esportazione. Manca una cultura del prodotto di qualità. Che per sua natura non può competere e trova sempre clienti nel mondo.
    Crisi… Forse c’è troppa attesa dalle proprie cose. Forse si investe troppo (eh, bella la prudenza che richiamava Diletta in altro post) e quindi dobbiamo riavere “troppo” in poco tempo. E si fa boom.
    I tempi di ritorno dell’investimento si sono contratti. Si vuole “rientrare” in pochissimi anni. Il mondo cambia velocemente. Le mode cambiano e i superficiali vanno dietro alle mode.
    Quindi i bar di Santa Margherita devono rifarsi il look ogni due anni sennò i milanesi viziatini si annoiano a vedere sempre le solite pareti. E sono soldi che si spendono e forse non rientrano.

    Sostanza
    Sostanza
    Sostanza

    Parola sconosciuta ormai. E gli stronzi di giornalisti fanno a gara a leccare il culo all’editore o al finanziatore dell’editore per remare contro i poteri che cercano di fare qualcosa.
    Carlo De Benedetti non passa giorno che attraverso le sue riviste di varietà non attacchi Stato e Religione per i propri interessi politici (e religiosi). La stampa italiana è viziata da più conflitti di interessi. Un uomo che ha fatto la sua carriera per amicizie (degli Agnelli), entrando nel banco Ambrosiano di Calvi e rovinando la Olivetti, oggi propone inchieste a puntate del più squallido anticlericalismo da bassofondo popolare basate sulla falsità e sulla nullità (Curzio Maltese : La Questua. Cfr poi con ” La Vera Questua” di Umberto Folena). E questi pesudo giornalai poi sono quelli che fomentano i pensieri di base su cui la gente si fa delle opinioni.
    Su queste basi di giornalismo terroristico si costruisce ben poco. Con questi editori si va da nessuna parte.
    L’ho già detto, finchè non morirà tutta questa generazione di corrotti, servi di se stessi, questa masnada di compagni di merende priva di etica e dignità professionale, l’Italia non si risolleverà.
    Occorrerà aspettare ancora 15/20 anni.
    Poi la verità li seppellirà. Quella che in vita loro non hanno mai avuto le palle di cercare.

  21. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    p.s.: … e un giorno la Sinistra “tassaiola” capirà che il famoso “nero” è proprio quello che ci ha impedito di cadere nela trappola dei mutui “subprime”, riuscendo a coprire le rate pur in questi anni di recessione, ricorrendo alle riserve accantonate dai genitori o nei materassi, e capirà anche che è necessario l’accantonamento di risparmio e che se non si fa del “nero” va via tutto in tasse (mal restituite dai servizi pubblici, vero honnete? Raccontaci dai )……

  22. artisticando Says:

    ohhhhhh…finalmente tiriamo fuori dal torpore honnete rivitalizzandolo…. :-) ….

    …come succede di frequente, forse serviva ungere qualche giornalista per evitare “la solitudine dei numeri” ?? ;-)

  23. honnête provocateur Says:

    Mariangela, hai ragione scusami ho sbagliato ad annoiarmi.
    Lapo sei il migliore di tutti , e’ tutta invidia, i giornalisti sono delinquenti che non sopportano il tuo successo, ma noi sappiamo che siete i migliori qualsiasi cosa scrivano.
    Il tempo ci rendera’ vendetta e la I-I ci rendera’ immortali.
    Adesso mi sento meglio.
    Grazie per avermelo fatto osservare ed avermi ripreso in tempo.

  24. honnête provocateur Says:

    @ I-I
    “È meglio cader preda dei corvi che degli adulatori, perché quelli divorano solo i morti, questi i vivi”.
    Antistene

  25. vick Says:

    209 euro li ho per fortuna, almeno quelli…
    io voglio vedere Lapo dal vivo.Quando c’e’ il prossimo evento?
    ps ho scelto il nome di fantasia vick che è poi Vittoria, il mio secondo nome perchè mi piace. Dire Vittoria presuppone …a chi lo pronuncia e a chi lo porta: ho vinto. Ognuno vince nel proprio campo.
    ps. sulla spiaggia di forte mi sa che ho sognato di vedere Lapo, però sembrava proprio lui. Poi anche se fosse stato lui..al solito mi sentivo troppo ciccia.C’è chi dice io sia bellissima…secondo me hanno dei problemi

  26. honnête provocateur Says:

    Citroen 2CV: France’s iconic car
    http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/7565370.stm

  27. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    …honnete, non era: “molti corvi, molto onore”? No…forse era “molti giornalisti molto onore”…uhm, forse si, era così…….

  28. honnête provocateur Says:

    MI interessa solo chi crea bellezza.
    Me ne strafrego di chi crea ricchezza e monnezza.
    http://www.emsf.rai.it/grillo/trasmissioni.asp?d=688#valore

  29. DILETTA Says:

    Honette
    la mia nonna non parlava di corvi e adulatori…. lei diceva:
    “Dagli amici mi difenda Dio che dai nemici mi difendo io”.

  30. honnête provocateur Says:

    29_30_31_VIII_2008 Festival europeo dedicato alla creativita’
    http://www.festivaldellamente.it/eventi.asp?e=2008

  31. DILETTA Says:

    Vick
    non devi sentirti cicciottella, ricorda che la bellezza stà negli occhi di chi guarda!
    E’ vero che i maschietti a volte sanno essere proprio cattivi…… avevo un’ amica secca secca che si era generosamente donata ad un boy (per non dire play boy) e lui per tutto ringraziamento diceva di lei:
    “An vedi quella! stà piena di crepe ner viso! T’ immagini come dev’ essere risvegliarsi ‘a mattina accant’ a lei… an dò vai… ristuccaha!

  32. honnête provocateur Says:

    Sento sempre piu’ spesso l’espressione “chi quello? e’ senza soldi,un disperato”.
    Io penso che sia piu’ disperato uno che ha i soldi per vivere mille vite da nababbo e si alza la mattina presto con l’angoscia di farne ancora di piu’.
    Il primo qualche speranza ce l’ha, per il secondo non c’e piu’ nulla da fare.

  33. Mariangela Says:

    ………………………………. no comment……… chi vuol capire capisce. La liberà è anche quella di capire quello che si vuole. Reset

  34. Antheus Says:

    Causa simpatica telecom sono impossibilitato a postare o commentare. Ora lo sto facendo al telefònò. Bestemmiando. Spero a presto.

  35. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    honnete, più che un festival della mente, mi sembra il festival del lavaggio del cervello da parte di certa cultura (ri)emergente. La presenza di Odifreddi, Ginzburg e Ovadia, la dice lunga sulle intenzioni nascoste del festival.
    Stranamente per un festival della Mente, macano completamente gli artisti visuali, a parte il solito regista. Che la Mente non abbia parte nella creatività? E che la Mente sia solo appannaggio della Nuova Sinistra (Unita, aggiungo io o anche Organizzata) mentre tutti gli altri sono ebeti ripetitori di informazioni impartite dall’alto?

  36. honnête provocateur Says:

    Dire idiozie oggi, quando tutti riflettono profondamente, rimane il solo mezzo per provare la propria libertà ed indipendenza di pensiero.
    Boris Vian
    http://it.youtube.com/watch?v=5Ro-7×7y3HE&feature=related

  37. honnête provocateur Says:

    Danilo,
    effettivamente gli organizzatori del Festival potrebbero invitare Bondi a intervenire su questa poesia che il Ministro ha dedicato ad una giovane commessa che opera nell’aula parlamentare. Fra tante ve n’è una particolarmente affascinante, di una bellezza sfuggente e dolente. Si chiama Roberta.
    Poesia:
    «Dolente fulgore/ mite regina/ misteriosa malia/ polvere di stelle».
    Una via di mezzo fra Dante, Alighiero e Noschese.
    Fa caldo, perdonami.
    (⌅ I ⌅)
    ╰╯

  38. artisticando Says:

    honnete….a qualcuno gli è venuto un dubbio…. Se internet ci rende stupidi.. ;-)

  39. honnête provocateur Says:

    artisticando
    Ho letto l’articolo e accetto la provocazione.
    Pero’ la domanda che mi faccio e’ la seguente: chi mi dice che io che accedo per la prima volta sul web non sia gia’ stupido?
    Forse nella traduzione letterale dell’articolo per stupidi intendevano uno stato confusionale che ci stordisce tanto da instupidirci.
    In effetti questa sensazione di torpore mentale e di continue sollecitazioni a cui sono sottoposto navigando molto sul web mi rende iperattivo sull’immediato, ma insoddisfatto dei rapporti che instauro con interlocutori che non conosco di persona e di cui mi sono fatto un’idea, ma il dubbio che le persone con cui comunico non siano quello che scrivono mi assale sempre.
    Ti posto un altro incontro di Pier Aldo Rovatti docente di Storia della filosofia contemporanea all’Università Statale di Trieste fatto nel 1998 (10 anni fa) al Liceo Scientifico E. Vittorini di Milano sull’impressionante macchina della comunicazione.
    http://www.emsf.rai.it/grillo/trasmissioni.asp?d=119#anonimo
    e ti invito a leggere questa sua intervista molto interessante sul ruolo fondamentale che puo “giocare” la filosofia in questa epoca.
    http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/Rovatti:%20ma%20la%20filosofia%20può%20curare?/1396173/6
    Con stima.
    HP

  40. honnête provocateur Says:

    Ops….Il link completo
    http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/Rovatti:%20ma%20la%20filosofia%20può%20curare?/1396173/6

  41. artisticando Says:

    Danilo…..non tentare di mettere in discussione uno dei dogmi inventati dalla sinistra..la cultura è solo di sinistra e ne sono i depositari, uniti,disuniti,organizzati, ecc ecc…. :-D

  42. Helder Says:

    Dear Lapo,

    Sorry for not writing in italian, I’m brazilian, and my italian is the worst thing on earth.

    I’ve been writing to you thru some years and I do would like to have a reply.

    I’m a writer, lawyer, photographer and a true admirer of your work, how you developed your carreer and the quality of your design.

    I would like to invite you to visit my website to take a look at my work

    http://www.hmachado.com

    I’ll be waiting for your feedback.

    Best Regards

    Helder Machado
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  43. honnête provocateur Says:

    Ah Danilo dimenticavo,un’altra grande artista della destra italiana da invitare al festival della Mente insieme a Michele Apicella, soprattutto per l’arte visuale delle sue clip musicali.
    Si chiama Ana Bettz , moglie del petroliere romano Sergio Di Cesare.vicina di casa, in sardegna del Presidente Berlusconi il quale non manca mai ad una sua festa.
    Questo il suo invidiabile CV.
    Celebrata icona trash e ospite d’onore sia a bucoliche sagre della zucchina, che nei salotti VIP più prestigiosi. Le sue produzioni musicali spaziano dalla dance più maranza all’ rnb nero come il tunnel musicale in cui si è persa. I suoi video contengono effetti speciali che farebbero impallidire Steven Spielberg, mentre il lavoro del suo chirurgo estetico supera abbondantemente quello fatto da Carlo Rambaldi nel creare E.T. l’extraterrestre.
    Per svariate stagioni, Anna Bettozzi, in arte Ana Bettz, ha fatto decine di canzoni che non si è mai filato nessuno, si è esibita su palchi di serie Z al cospetto di qualche manciata di pensionati, ma se l’è sempre tirata come se fosse Madonna.
    Scrive una sua fans inbufalita per un articolo su di lei:
    sussy ha detto:
    Maggio 29th, 2007 at 14:37
    ana bettz potrebbe arrivare ai livelli di madonna sono appena tornata dell’america a fatto una canzone con con un rep che a sbancato in america al con trari di quello che di te se guardi la classifica lei è 10 e per una italianache a fatto 10 canzzoni che nessuno si e mai filato”cazzattteee” e tanto a avuto dei probblemi con la famiglia ma state tranquilli che sta tornando con un nuovo album da botto bettz sei grannnndeeee!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    la tua fans sussy.
    Questo il suo video con effetti speciali “mostruosi”:
    http://it.youtube.com/watch?v=6jO8HOOQRnk
    e questo il suo profilo su:
    http://profile.myspace.com/index.cfm?fuseaction=user.viewprofile&friendid=168234989
    mandagli un commento dei tuoi, ma prima leggi quelli dei suoi fans e vedi i suoi video “iperfuturisti”.
    Piu’ creativita’ di cosi’ e’ impossibile.
    ODIFREDDI RITIRATI E FAI POSTO AD ANA!!!!!
    Come diceva sempre Sordi con accento Lapesco: Scusa, UN SCHECZO.

  44. honnête provocateur Says:

    Questo Agosto sono rimasto a Roma per due motivi:
    il primo e’ dovuto a motivi di salute di un famigliare in eta’ avanzata (nulla di preoccupante, un intervento ad un calcolo biliare) ed il secondo dovuto al fatto che la mia citta’ d’agosto e’ veramente la piu’ bella citta’ del mondo, abbandonata ai turisti intelligenti e a chi ne apprezza la bellezza silenziosa delle strade deserte che io giro con il mio scooter di giorno e di notte.
    Poi occupo molto del mio tempo libero in rete.
    Negli ultimi due giorni andando in giro motorizzato come Moretti nel suo film Caro Diario mi sono posto la domanda “perche’ scrivo cosi’assiduamente sul vostro Blog. La motivazione di fondo.
    Allora ho fatto delle ricerche sul personaggio ombra( speriamo non si offenda) che anima i contrasti e le discussioni sul Blog:
    Lapo.
    Ho visionato tutti gli streamig video che si occupano di lui (sia quelli casuali messi da utenti e sia quelli messi dall’ ufficio marketing che cura la sua immagine) e molti articoli sempre riguardanti le sue attivita’ ed i suoi interessi.
    Credo,ad oggi di essere il piu’ informato al mondo su Lapo Elkann pur non conoscendolo.
    Mi sono fatto un idea di massima e di minima su di lui e sui suoi collabaratori e soci.
    Le clip estrapolate da 90 giorni con Lapo sono state determinanti.
    Devo pero’ rimettere tutto in ordine e dire il mio punto di vista, anche perche’ e’ molto probabile che solleverei un vespaio di polemiche.
    Sempre se l’argomento interessa chiaro.

  45. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    ALLORA, RACCOLGO L’APPELLO DI ARTISTICANDO E POSTO QUI QUELLO CHE LUI LINKA, COSI’ NON SI FA NEANCHE LA FATICA DI ANDARLO A CERCARE.
    Condivido pienamente il senso dell’articolo che, evidentemente, non è stato pubblicato sui giornali del gruppo Caracciolo……

    Se internet ci rende stupidi…
    La rete sta inglobando tutte le nostre tecnologie intellettuali, sta plasmando i nostri cervelli. E intanto molti di noi fanno fatica a finire un libro. La critica controcorrente di Nicholas Carr.

    “Crederanno di essere molto dotti, mentre saranno per lo più ignoranti e difficili da trattare, in quanto divenuti saccenti invece che sapienti”. Così ammoniva Socrate nel Fedro di Platone e il riferimento era ovviamente allo sviluppo della scrittura a scapito della cultura orale, ma ciò non toglie che la previsione del filosofo greco possa valere anche per gli utenti internet. E non a caso la tira fuori il giornalista Nick Carr, osservatore critico della rete e dei suoi effetti sulla società.

    “Google ci sta rendendo stupidi?”, si chiede provocatoriamente l’autore americano nel pezzo di copertina di Atlantic Monthly, dove il motore di ricerca sta soprattutto per internet, per il net come medium universale, e sempre di più il nostro unico cordone ombelicale col mondo delle informazioni, al tempo stesso mappa, orologio, giornale, macchina da scrivere, calcolatore, telefono, radio e tv. “Quando la rete assorbe un medium, questo viene ricreato ad immagine e somiglianza della rete (…)”, scrive Carr. “Il risultato è di disperdere la nostra attenzione e diluire la nostra concentrazione”.

    Il giornalista – che ha da poco pubblicato il saggio The Big Switch: Rewiring the World, from Edison to Google – parte da alcune osservazioni empiriche personali sulla difficoltà di leggere un libro dopo anni di navigazione web, ma dall’aneddotica passa ad alcuni studi sui comportamenti degli internauti e da qui alle teorie sul cervello. “Non siamo solo quello che leggiamo” commenta la psicologa Maryanne Wolf. “Siamo il modo in cui leggiamo”. E se la lettura profonda, concentrata, ininterrotta è qualcosa di strettamente legato alla capacità di riflettere (per la Wolf è anzi indistinguibile dal pensiero profondo) si capisce bene la preoccupazione di Carr. Il quale comunque si spinge oltre.
    “Mai un sistema di comunicazione ha giocato così tanti ruoli nelle nostre vite – o esercitato un’influenza così vasta sui nostri pensieri - come internet fa oggi. E tuttavia, con tutto quello che è stato scritto sulla rete, non c’è stata alcuna considerazione su come, esattamente, ci sta riprogrammando. L’etica intellettuale della rete rimane oscura”.

    Non c’è spazio per una visione ingenuamente ottimistica del progresso scientifico-tecnologico, nella visione di Carr. Tant’è vero che le radici culturali di questa etica sarebbero da rintracciare a suo dire nel taylorismo, in un modo di processare l’informazione meccanico, automatizzato e teso all’efficienza: la ricerca del metodo migliore – o se si vuole, del migliore algoritmo. Col risultato di trasformare l’informazione – e qui Google docet – in una sorta di commodity, una risorsa utilitaria che può essere individuata ed elaborata con efficienza industriale; mentre anche l’intelligenza è sempre più assimilata a un processo meccanico, “una serie di passi discreti che possono essere isolati, misurati e ottimizzati” proprio come i movimenti degli operai al lavoro secondo Taylor.

    Dove porti tutto questo secondo Carr… be’, non è un luogo molto accattivante: una distopia in cui secoli di cultura occidentale (ma non solo) vengono dissipati dopo qualche anno di incoscienti superficiali clic. Detta così forse può sembrare fin troppo facile, e molti saranno tentati di accusare Carr di allarmismo, disfattismo luddista, gusto della provocazione; eppure le sue argomentazioni, al limite del vertiginoso, fanno riflettere, così come spicca la sua capacità di tirare delle linee storiche, culturali, sociologiche. Qualità non così diffusa tra la miriade di commentatori della rete.

    Senza contare che, in fondo, lascia aperta una via d’uscita: forse, scrive, così come in passato chi giustamente denunciava i rischi di una nuova tecnologia (la scrittura, la stampa) non riusciva a prevederne anche gli sviluppi imprevisti e benefici, forse anche in questo caso dalle nostre menti iperattive sboccerà un’era dorata di scoperta intellettuale e saggezza. Forse. Ma c’è qualcuno che quella via d’uscita la sta cercando?

    NEXT ECONOMY Martedì 10 giugno 2008 - 17:09 (69 giorni fa)
    Carola Frediani

  46. artisticando Says:

    Honnete……ti ringrazio per i due link che hai postato su “August 17th, 2008 at 8:11 pm”…..cercherò di risponderti con un poca di calma prima possibile….
    LB

  47. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    Honnete: bellissimo il post su Ana Betz. Però devi consentirmi (mi consenta) un pensiero alle centinaia di “artisti” poveri, concettuali, astratti, visionari, videali, postvideali, posttutto che la Nuova Sinistra Organizzata da decenni ci ha propinato nelle rassegne d’elite, nella Gallerie “illuminate”, negli eventi che “contano”. Ancora oggi subiamo le conseguenze di artisti con tessera che su quella tessera hanno costruito il loro successo (e il loro mercato). Ancora oggi molte fondazioni ed istituzioni sono gestite da elementi (pur preparati) ma che devono pagare pegno alle direttive di partito (ormai quale più?) nella scelta e nella promozione degli artisti.
    Non faccio nomi. Non è elegante. Ma da sempre la partitica di sinistra ha monopolizzato il destino dell’arte italiana. Al confronto di questa “occupazione” mediatica, Ana Betz o Putin fanno la figura di un bambino seduto sul vasetto…..
    ;-)

    Ora però vogliamo tutta la tua verità su Lapo…..

  48. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    Ana Betz = Tatangelo = Enzo Cucchi = Basquiat = Koons = Kostabi = Chia = Transavanguardia = senza quel padrino aprivo un banchetto della frutta al mercato……

  49. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    … e, se non volessi loro troppo bene per alcune cose (importanti) che hanno fatto, ci aggiungo tutti i “tesserati” anni ‘70 quali Schifano, Pistoletto, Guttuso, Ceroli, Veronesi e via col vento che, pur alla pari con altri bravi artisti non allineati invece, hanno costruito il loro futuro con la politica.
    D’altronde all’epoca faceva comodo allinerasi col PCI visto che di quattrini (sovietici) da spendere ne aveva a iosa.
    In questi giorni, 40 anni fa, a Praga si compieva lo scempio sovietico che ben conosciamo. In Italia i compagni (di merende) si allineavano alle posizioni dell’URSS con il loro silenzio, comprato coi rubli della dittatura russa. In quegli anni, e dopo quegli anni, molti artisti affiancarono quel partito in ogni sua espressione (dai manifesti alla partecipazione ad eventi e feste alla pedissequa obbidienza ai cosiddetti “curatori” di regime), facendo morire la vera essenza dell’Arte, che è appunto libertà e non ubbidienza. I miliardari Schifano e Guttuso avevano la tessera del partito del popolo lavoratore.
    La morte dell’Arte…..

  50. ivanoz Says:

    ho letto solo ora questo post. vi faccio i miei piu’ sinceri complimenti, essere in attivo solo di pochi euro mi ha piacevolmente stupito. vi davo a chiusura bilancio con un passivo di almeno 100 mila euro. siete grandi.continuate cosi.ciaoivanoz

  51. Dario Ujetto Says:

    In utile al primo anno ??? Grandissimo risultato …….io lo sottoscriverei subito ……….

  52. minci luca Says:

    buona sera mi piacerebbe poter avere un appuntamento con il sign Lapo perchè ho in mente una maniera per aumentare il valore dell’azienda in questione sperando in una vostra risposta cordiali saluti

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