Hi-wear
(di Antheus)
L’Olimpiadi di Pechino appena inaugurate rappresentano anche un appuntamento importante per le aziende per sperimentare e testare nuovi materiali e nuovi prodotti hi-tech che in futuro verranno commercializzati anche sul mercato amatoriale.
La Speedo, ad esempio, presenterà il suo Lzr Racer, un costume intero costruito con pannelli di poliuretano, core stabilizer e un sistema a compressione muscolare, studiata dal centro di ricerca Langley della Nasa e che permette di ridurre del 24% l’attrito del corpo sull’acqua. Il costume simula in tutto e per il tutto la superfice esterna degli squali.
Nike invece presenterà un capo d’abbigliamento chiamato Precool Vest da indossare prima della performance e che permettono di diminuire la temperatura corporea ed avere quindi un resistenza maggiore del 21% una volta in gara. L’abito è composto da due strati di materiale: l’interno è riempito di acqua ghiacciata e lo strato esterno è rivestito d’alluminio per mantenere l’acqua fredda e rifletere i raggi solari, proprio come fa un termos.
Un’altra innovazione la apporta la Asics che ha realizzato insieme alla Kobe una scarpa per i maratoneti (la indosserà anche il nostro Baldini) ultraleggera (220 grammi), usa e getta e con parte della suola realizzata in riso. Vi sono poi anche innovazioni tutte italiane come il brevetto della Accapi di Brescia, poi sviluppato in Giappone, che migliora la qualità dell’acqua favorendo il metabolismo cellulare, e che verranno utilizzato dai maratoneti del Kenia.
So già che molti storceranno la bocca di fronte a queste innovazioni che, secondo certe opinioni, falsano le performance; però personalmente credo che oggi sia imprescindibile non utilizzare lecitamente la ricerca e sviluppo anche in campo sportivo.

August 8th, 2008 at 5:09 pm
Le innovazioni tecnologiche sono nulla rispetto alle innovavazioni dopanti per migliorare le performance.
La vera innovazione sarebbe togliere i soldi agli atleti e gli sponsor alle olimpiadi.
Altrimenti e’ una gigantesca truffa per idioti televisivi che assistono alla megafiction dello sport con la s minuscola.
P.S.@ O.T.t.o.
08.08.08
La tua performance olimpica preferisci che la giro in 8 o in Super8?
August 8th, 2008 at 5:30 pm
honnete: uh, come sei drastico.
August 8th, 2008 at 5:33 pm
Rimango fedele alla tradizione del “mio” sport olimpico (judo) con il judogi ancor oggi in cotone a trama fitta e piedi scalzi!
Un saluto affettuoso ad Antheus e a tutti gli amici del blog , causa ferie sentirò la vostra mancanza per un paio di settimane, a presto
August 8th, 2008 at 5:51 pm
Comunque sulla retorica della gogna pubblica e sull’ipocrisia dell’antidoping consiglio la lettura di un pezzo dell’Economist http://www.economist.com/opinion/displaystory.cfm?story_id=11848309
Band1: buone vacanze.
August 8th, 2008 at 6:18 pm
honnete: in SuperOTTO no?
Ho appena visto la cerimonia inaugurale.
Mi rimangono impressi i caratteri mobili animati da persone (!!!), le belle proiezioni in megascreen, la stupenda idea della corsa alata con l’ultima fiaccola, le pessime divise sciape degli azzurri e di molte nazioni (grigie, ahibòòòòò) le bellissime giacche fucsia dei cinesi, le allegre tenute degli spagnoli, una bellissima rappresentante con la bandiera di non ricordo quale nazione, uno spettacolo in fin dei conti modesto, un discorso del presidente del CIO ruffiano come solo un belga poteva farlo, una malcelata volontà di divertirsi e di sentirsi occidentali di tutti i cinesi. Non ricordo altro…..
Le innovazioni tecnologiche servono sempre. La dinamite fa male se la usi sulle persone, fa bene se la usi nelle montagne. E’ l’uso delle innovazioni che conta, non tanto il fatto che esse non ci debbano essere. Staremmo sempre al cilindro ed alla carrozza sennò….
August 8th, 2008 at 7:21 pm
Vista anch’io la cerimonia d’apertura.
Anch’io rimasto colpito dai caratteri mobili , ma anche dagli abiti elettrici. Beh, però era tutt’altro che modesto, anche se anch’io mi attendevo qualcosina di più. I discorsi non li ascolto. Mi aspettavo dei fuochi d’artificio supersonici, invece.
Il colore delle giacche degli italiani, nel nostro lessico familiare lo chiamiamo da pisano, ma lasciamo perdere. Comunque molto tristi.
August 8th, 2008 at 7:43 pm
Già, gli abiti elettrici, è vero. Ma per qualche sagra paesana l’avevo già vista una cosa del genere…
Giusto, colore da pisano, è vero. Eheheh
Per i fuochi d’artificio devi andare a Francavilla al Mare, vicino Pescara, a Ferragosto. Durano almeno quaranta minuti e fanno paura. Loro si divertono così…..
August 8th, 2008 at 7:53 pm
Ma la vera domanda è: perché la rappresentiva italiana vantava un numero imprecisato, ma alto, di cinquanta-sessant’anni.
August 8th, 2008 at 8:17 pm
Già, c’ho fatto caso anche io.
E poi, perchè ci hanno fischiato?
Perchè non hanno inquadrato Frattini?
E tornando alla cerimonia: un deja vu di marionette, costumi, acrobati e luci. Suoni improbabili, sottofondi sbagliati. Fuochini d’artificio come a San Ranieri (Pisa) e luminare umane come gli ambulanti che vendono i cerchietti luminosi e se li tengono al collo. Qualche attimo di vera poesia e il resto scialba retorica. Bei costumi le atlete. Tutte con la giacchina con il bordino chiaro sugli orli (si sono copiati?). Molti atleti in grigio “Pisa”. Politici in camicia “nerd” con le ascelle sudate. Kissinger in bretelle e pancia al quarto mese. Bush emozionato e i reali di Spagna ben felici. Samaranche pseudo addormentato e la moglie ben vispa. Faccio gossip. E’ estate. Per una volta consentitemelo.
Ma insomma, sono tre anni che provano e spendono soldi. Possibile che in fin dei conti noi si debba aver paura di competere sulla qualità con questi signori?
August 8th, 2008 at 8:17 pm
@Antheus
Ho letto il pezzo dell’Economist http://www.economist.com/opinion/displaystory.cfm?story_id=11848309
ed anche un bel commento all’articolo che condivido:
Rafael Baselga wrote:
The reason is very simple. If you permit the use of any substance, or technique, everybody must use them, if they want to compete with some possibilities, and the limit will be marked only by the craziest of all of them.
August 8th, 2008 at 8:21 pm
Una cosa che non mi è piaciuta molto sono stati gli atleti che sfilavano con telefoni e videocamere in mano; ho apprezzato quelli (pochi) che sfilavano sorridenti ma “composti”.
Dell’ Italia mi è piaciuta la faccia pulita del nostro portabandiera.
Per quanto riguarda le divise quelle degli USA non so se erano le più belle ma sicuramente facevano un bell’ effetto.
Forte questa cosa che favorisce il metabolismo cellulare…. hai ragione Antheus imprescindibile!
August 8th, 2008 at 8:30 pm
Le giacche dell’Italia ed i vostri commenti mi hanno fatto ricordare uno spezzone tratto dal film “il Casotto” di Sergio Citti.
Nella cabina dove avvenivano i cambi di costumi da bagno Franco Citti e Gigi Proietti rimorchiano due ragazze che a Roma si definirebbero du “strappone”
Quando le ragazze escono con i due costumi terribili chiedono un parere ai due.
Una ragazza portava un costume come la giacca dell’ Italia con un effetto acciaio luccicante.
Franco Citti nel suo romanaccio coatto gli dice: Ammazza quanto e’ bello ,co sto costume quando te butti per tera fai pure ‘e scintille!!!!
Band1: a presto.
August 8th, 2008 at 10:22 pm
Honnete: Gran film “Casotto”.
Tu che mi sembri un appassionato di Pasolini, ti consiglio di leggere “Contagio” di Walter Siti. Il lo sto leggendo ed è la cosa più vicina a Pasolini che abbia mai letto. Però ai giorni nostri.
Del resto Siti è il curatore dei Meridiani di Pasolini.
August 8th, 2008 at 10:48 pm
@Antheus
Grazie. Lo faro’ e ti diro’.
“Il casotto” l’avro’ visto 10 volte e lo considero il capolavoro di Citti.
August 8th, 2008 at 10:50 pm
Ricordo sempre di Citti anche il Minestrone che era interessante. Ma non riesco più a trovarlo.
August 8th, 2008 at 11:08 pm
Non ho nominato “Il minestrone” perche’ pochi lo conoscono.
Li c’e a mio avviso il miglior Benigni di sempre. Adoro quel film e lo riversai per un probabile dvd che poi non distribuirono mai.
Adesso vedo se te lo posso rimediare da un mio amiico cinefilo,lo copio e te l mando a settembre.
Ho letto una frase su una recensione di“Contagio” di Walter Siti che mi e’ piaciuta molto:
“non sono le borgate che si stanno imborghesendo, ma è la borghesia che si sta (se si così si può dire) imborgatando (…).
Ti posto una barza che mi hanno mandato stamattinamolto ninettodavoliana:
Feltrinelli a Piazza della Repubblica
‘Na vòrta me stavo a fa’ ‘n giro pe’ strada e su ‘na vetrina ce stava ‘n libro ‘n cui ce stava scritto: “come vincere la droga”.
Allora me so’ ‘mbucato dentro alla libreria e j’ho chiesto: “Quanta se ne pò vince?”.
August 9th, 2008 at 10:44 am
honette
questo termine strappone non l’ avevo mai sentito, io sapevo che le chiamavano mignottelle.
August 9th, 2008 at 10:51 am
brava Diletta: le tenute degli americani (sigh) erano le migliori. Molto Great Gatsby….
La strada del circuito del ciclismo non è stata riasfaltata. Ha le toppe. Avranno già finito i soldi?
August 9th, 2008 at 11:00 am
DILETTA
STRAPPONA/SBRINDELLONA/SMANDRACCHIONA: dicesi di ragazza di facili costumi.
dal Vocabolario
ROMANESCO - ITALIANO
http://spazioinwind.libero.it/skazzz/seghe%20mentali/impariamo%20le%20lingue/dizionario%20romanesco.htm
August 9th, 2008 at 1:49 pm
aò se discetta de romanesco…comunque la tuta speedo credo lasci pochissimo spazio all’immaginazione…
August 9th, 2008 at 3:33 pm
Ho visto le font usate dalla FRED per la scritta ITALIA nelle varie discipline.
Le scelte Dario Argento?
August 9th, 2008 at 5:36 pm
ciaooooooo
finalmente anche io vacanzeeeee…sono dalla mia mammuzza…dal 30 luglio!!!!
ho visto anche io la cerimonia inagurale..beh ….preferisco ancora quelle delle olimpiadi di torino….cmq…ora sono al mare…nn credo che vedrò molto di ste olimpiadi…sto cercando ancora di riprendermi dal viaggio…sono arrivata in aereo …con airone per l’esattezza e per tre giorni non ho visto le mie valigie….. insomma avevano pensato bene di farle partire con un po’ di ritardo….il bello è che su 100 passeggeri di quel volo …32 eravamo rimasti senza bagagli….mi sa che la prossima volta vengo a piedi!!! d’altronde sono solo 1200 km….ppuò essere un buon allenamento per le prossime olimpiadi ….baciuzziiiii a tutttttiiiii
August 9th, 2008 at 10:49 pm
Qualcosa di innovativo e tecnologico contro il caldo per il nostro Presidente del Consiglio?
http://www.corriere.it/esteri/08_agosto_09/NBC_berlusconi_italia_f636fb1c-6648-11dd-9b77-00144f02aabc.shtml
August 10th, 2008 at 9:45 am
…io proporrei qualcosa di innovativo per il modo di fare informazione dei paesi anglosassoni….
August 10th, 2008 at 10:00 am
…scusate ma Mc Cain non ha poi 72 anni e neanche ha iniziato la vera campagna elettorale?
August 10th, 2008 at 2:27 pm
@.8
Perche’ adesso Silvio ha paura dei comunisti?
Li ha fatti sparire in Italia perche’ non provare anche in Cina?
August 10th, 2008 at 4:53 pm
Le olimpiadi mi stanno venendo a noia, come tutte le manifestazioni di massificazione delle emozioni.
@ Danilo, Lapo Antheus Giovanni ed a tutto il blog I-I
Come vi sentitei mainstream o cool?
http://www.corriere.it/cultura/08_agosto_10/kafka_iphone_brooks_cce81db8-66b6-11dd-8dbf-00144f02aabc.shtml
http://www.camilloblog.it/archivio/2006/04/01/modelli-americani-david-brooks-per-michele-serra/
August 10th, 2008 at 5:06 pm
Avevo letto anch’io giorni fa l’articolo di Brooks sul nytimes (qui http://www.nytimes.com/2008/08/08/opinion/08brooks.html?_r=2&oref=slogin&oref=slogin ).
Ovviamente quella di Brooks è un’esasperazione del fenomeno della ricerca di coolness nelle arti e nei consumi e che è ancora più esasperata sulla rete e in certe nicchie, specialmente in ambienti newyorkesi o in generale da chi si occupa di media e tendenze.
Come ci sentiamo, ci chiedi? Mah, il nostro obiettivo è quello di durare . L’essere cool è ancora più rapida ed evanescente della moda. Se mainstream significa anche perdurare, allora ci sentimo più mainstream, anche se in realtà tendiamo a non sederci come fanno di soliti i marchi mainstream.
Approfitto per salutare anche Christian Rocca da te linkato, che so essere un nostro lettore.
Non concordo con te sulle olimpiadi, invece.
August 10th, 2008 at 5:54 pm
@Antheus
Forse mi annoaiano i commenti degli ” esperti”alle Olimpiadi la sera sulla Rai e non mi sono abituato alle gare importanti alle 11 del mattino. Mi sembrano che siano sempre le batterie di qualificazione.
Lo so che ami molto gli sports e ne hai anche praticati tanti.
In rete basta avere un po’ di visibilita’ e perdi la tua privacy.
E’ il prezzo della popolarita’ che sta pagando in questo momento il livvornese8.doc. (⌅ I ⌅)
╰╯
August 10th, 2008 at 6:06 pm
Se hai sky ti consiglio di vedere Eurosport.
Sportivo? Moi? Mi sa che sbagli persona.
Ho giochicchaito a tennis e vado a vela. Per il resto sono una schiappa.
August 10th, 2008 at 6:40 pm
Visto che sei on line io ti consiglio di vedere il tg di Italia 1,
Manderanno un servizio che e’ uno spottone per Alitalia e che fara’ imbestialire Ryanair.
Prove generali
August 10th, 2008 at 6:55 pm
…….pratico in modo superficiale tutti gli sport possibili e immaginabili, boccio in terza media, non cado mai dal motorino, cambio gusti musicali ogni mese, vivo borghesemente gli anni XX , viaggio molto con mamma e babbo, mi innamoro della lettura il giorno dopo la maturità, suono il basso, veleggio…..
Chi lo conosce?
A proposito del TG di Italia 1 dopo lo sputtanamento di Ryanair (stranamente nominano solo loro e non AirOne) mandano due servizi per lo sputtanamento di F.S. e Tirrenia.
A quando la privatizzazione all’italiana con conseguente vendita ai loro amici?
Il direttore di StudioAperto andrebbe denunciato per il peggior telegiornale del mondo.
August 10th, 2008 at 10:08 pm
Oggi mi sento O.T. multitasking ed in vena di segnalare musica, e quindi mi scuso con tutti.
La voce piu’ m.jacksoniana in circolazione Lloyd insieme al mio rapper preferito Ludacris.
http://it.youtube.com/watch?v=2Oxs7XgL5t8&feature=related
Domani esce il primo album degli Script che con il loro singolo sono balzati terzi in classifica in UK dopo solo una settimana di programmazione radio del disco.
http://it.youtube.com/watch?v=qw-J8kC5DHo
Infine e’ uscito il nuovo singolo di Gabriella Cilmi:
http://it.youtube.com/watch?v=xqyNRDDqAuc
Buon ascolto
August 11th, 2008 at 11:05 am
Io? Mi basterebbe continuare a conoscere “stream” diversi. La collocazione la lascio a chi ama catalogarsi.
Personalmente, anche io rivolgo la mia attenzione agli stream non ancora esistenti. Come? Cerco di immaginarmeli. Li assemblo mentalmente. Raramente ne cavo fuori qualcosa di compiuto. Esercizi spirituali oserei dire. O esercizi di fancazzismo.
Al cool preferisco il cul, con eterorispetto parlando. Cool vuol dire “ganzo” ma anche freddo. Ma ciò che è ganzo non può anche essere distante. Derrida (ahi, l’ho citato, sono quindi vecchio stile) ne caverebbe paginate di teoria sull’inconoscibilità della radice del linguaggio.
Il Cool jazz non era il Jazz Ganzo, ma il jazz “calmo” oserei dire “distante”. Jerry Mulligan, Chet Baker, il Modern Jazz Quartet e, perchè no, anche Winton Marsalis. Winton non suda. Non si sa come faccia, forse ha sempre indossato l’Hi Wear rinfrescante. Molto cool quello.
Cosa siamo? Io traduco freddo=distante=distaccato. Allora sono cool quanto sono lowstream. Sono dall’altra parte. Sempre. Come vedo tre persone insieme (come quel sindaco del Nord che ne ha vietato l’assembramento al parco pubblico) me ne distacco. Mi sentirei troppo “main” e vedrei fuggire lo stream altrove.
Il problema non è quanto trendy siamo o quanto ganzi siamo, quanto siamo inseriti in una corrente di massa o quanto siamo capaci di distaccarcene. Il problema è dire cose serie e “futuribili”.
Se la conoscenza (e la didattica) della cultura devono lasciare il posto allo strumento tecnologico che rimane pur sempre un mezzo per la sua diffusione, è come se al significato sostituissimo il significante, lo strumento, il materiale.
Va bene quindi un pezzo di marmo in luogo di una statua. Una tela grezza con del colore spruzzato su in luogo di un’opera ragionata ed elaborata.
Trovo che l’I-phone sia un bello strumento, una tela virtuale dalla quale però non dobbiamo farci irretire.
La continua proposta di contenuti realizzati da altri, inibisce la facoltà dell’Uomo di crearsene di propri.
E’ una Società che bandisce il ragionamento (critico) per affidarsi ala contemplazione del ragionamento (?) di pochi che detengono il mercato della comunicazione.
Quanti scrivono nei blog e quanti si limitano solamente a leggerli? Quanti contatti “unici” ha questo blog? Mille al giorno? Quanti interventi di blogger unici invece vede pubblicati? Dieci al giorno? Se va bene. Siamo praticamente sempre gli stessi. Siamo una piccola comunità di pseudosconosciuti che (in un certo senso, esteso e paradossalmente) “propone” (impone?) a chi legge la comodità di avere un contraddittorio già compiuto e formato.
Quei 990 che transitano, leggono e non scrivono, costituiscono un soggetto “mainstream” perchè comunque partecipano di metodi comunicativi ormai abbastanza noti, o un segmento “cool” perchè entrano a far parte di una schiera di “usofili” del mezzo elettronico che, pur accettando passivamente gli scambi culturali “scelti” da noi, ne mostra il possesso e la conoscenza approfondita?
Kafka, Manzoni, Dante e Virgilio sono forse obsolenze per i soliti intellettuali americani.
Ma “Nel mezzo del cammin di nostra Vita…” per sintesi e qualità esplicativa, non vale 1000 I-phone collegati in parallelo che lo traducono “In the middle of the journey of our life…”.
Non suona bene. Non torna.
Si capisce come la cultura anglosassone non possa che affidarsi ai giochini elettronici.
Posso quindi sentirmi “maincool”?
August 11th, 2008 at 6:25 pm
Siamo rimasti in tre, tre briganti e tre somari sulla strada longa longa di Girgenti…
“Si’, ma se stasera, se incontriamo la corriera, uno balza sull’arcione, uno acciuffa il postiglione, due sorvegliano di fouri, uno spoglia i viaggiatori e ce ne andiam…!”
…Ma se siamo tre, tre somari e tre briganti solo tre…!
August 11th, 2008 at 8:51 pm
Honette
hai fatto i conti senza l’ oste, ci sono anch’ io!
Danilo
pseudosconosciuto ci sarai te, io al massimo sono pseudosfigata!
Poi scusa di quale contraddittorio stai parlando?
Quando inizi a scrivere sembri uno shuttle che decolla per lo spazio…. e chi ha il coraggio di fermarti…..
…Battutaccie a parte, non sono d’ accordo con quello che dici riguardo i fruitori di questo blog.
Chi transita qui (come dici tu) lo fa per acquistare i prodotti, per essere informato sulle ultime novità e poi (se non ho capito male, correggetemi se sbaglio), poi c’è questo spazio dove chi ha delle domande può farle, dove si discutono svariati argomenti al fine di stimolare la nascita di nuove idee e possibilmente concretizzarle (almeno questo mi sembra di aver capito da quello che stà scritto in “philosophy”).
Il fatto che tanti passano di qui senza lasciare qualcosa di scritto non significa che non abbiano raggiunto il loro scopo.
Poi scusa non penserai mica che chi legge quello che scriviamo prende tutto per oro colato?
Io non pretendo di proporre/imporre niente a nessuno, leggo con interese tutto quello che viene scritto certe cose le condivido, altre meno, trovo tanti spunti, provo a scrivere quello che penso….
Mi sembra che sia proprio una gran cosa poterlo fare perchè non è sempre così scontato.
A proposito di Olimpiadi stanno arrivando anche delle medaglie al femminile….. gagliarde le ragazze!
August 12th, 2008 at 8:21 am
DILETTA
Lo so che ci sei anche ru.
Il tre stava ad indicare che siamo rimasti tre gatti.Domenica ho fatto il record, ho commentato solo io.
Io adoro essere in pochi,ma devo ammettere che tante persone che dicono la sua stimolano di piu’ il confronto e la discussione.
Solo sui Blog pero’ perche’ di persona generalmente finisce in rissa,
August 12th, 2008 at 10:02 am
ah ah Diletta… Vero.
Ma io intendevo dire che sono mille i contatti del blog, non del sito.
Antheus forse può essere più esaustivo di me, su questo.
La riflessione era quindi sul fatto che, quantunque siano i contatti (tre ad esempio per honnete), esiste un modo per “subire” ciò che vi è scritto ed uno per parteciparvi invece. E questo mi sembrava attecchisse in qualche forma alla provocazione postata da honnete sullle nuove classificazioni del “fare cultura” americane.
Se non è più “cool” citare autori di peso e con i cosiddetti, mentre è più “cool” esibire l’ultima tecnologia che riguada la co-municazione, evidentemente questo fa il paio con la scelta di privilegiare le forme dirette ed interattive di scambio culturale (?) rispetto a quelle “obsolete” (?) dello studio e della riflessione crititca dei testi.
Naturalmente non sono d’accordo sul cambiamento che archivia ogni cultura in favore della dittatura del web (chi controlla il web? Chi controlla che ciò che vi è scritto è vero? Chi ha potere critico su eventi che durano anche poche ore di pubblicazione? Che serietà hanno i blog? Chi sono coloro che li moderano?…..) anche se mi rendo conto che la tecnologia favorisce certo sviluppo soprattutto tra chi non è più abituato a leggere…..
August 12th, 2008 at 12:26 pm
“Quattro: Non dire gatto se non l’hai nel sacco!”;
Nessuno ha voluto disturbare il calmo e piacevole tête-à-tête fra honnête provocateur e Antheus .
August 12th, 2008 at 1:35 pm
cordelia&DILETTA
Bisogna sempre mettere l’esca per farvi uscire.
Voi donne spiate sempre dal buco della serratura.
Adesso ve lo domando come lo fa un cameriere egiziano quando mi chiede le persone da prenotare:
“QUANTI SEI?”
(⌅ I ⌅)
╰╯
August 12th, 2008 at 3:44 pm
Bè…ci sono sempre stato anch’io..ho solo preferito restare in posizione “cool”, non quella Brasiliana…fresco=finocchio (erva doce)…..
considerando pure la difficoltà di commentare i post del sempre più ardito e “decostruttivista” ottovolante….. 
August 12th, 2008 at 4:16 pm
SONDAGGIO NOVELLA 3000
Vicini d’ombrellone?
Meglio Riotta e Saviano
Le donne italiane: intellettuali preferiti ai vip da ammirare in costume da bagno.
http://www.corriere.it/cronache/08_agosto_12/donne_spiaggia_vicino_ombrellone_saviano_Riotta_4beb1d32-6869-11dd-859b-00144f02aabc.shtml
Otto queste sono le 990 che ti seguone silenziosamente sul Blog.
August 12th, 2008 at 7:50 pm
Cinque: lasciate stare i gatti.
Due per quattro? otto.
Due gatti e due sacchi fanno otto…..
August 12th, 2008 at 11:58 pm
Danilo…in
myArtistic Blog Design , se ti interessa c’è un lungo commento al post “onomastico virtuale” di Danilo Verticelli del 08.08.08….
August 13th, 2008 at 9:19 am
Danilo
chi controlla la veridicità di quello che viene scritto nei blog e chi ha potere critico?
Questa domanda mi suona come “chi controlla tutto quello che la gente si dice al bar o al mercato?”.
Mi rimanda ad altri tempi, altri luoghi… non mi piace.
Qui ci scambiamo chiacchiere (pensieri) non scriviamo mica libri di testo!
August 13th, 2008 at 11:11 am
artisticando, grazie. Ho risposto.
Diletta: il problema sta proprio lì, nel fatto che molti comportamenti sono indotti o dedotti dalle notizie che viaggiano nel web. Ma se quelle notizie sono false o costruite ad arte (persino i TG ne hanno fatto le spese), inducono pensieri e reazioni che non hanno fondamento e generano confusione mentale soprattutto tra i piùesposti (piccoli, giovani, ceti emergenti, ecc).
La garanzia che “chi parla o scrive” debba essere una persona all’altezza della situazione, responsabile penalmente e civilmente delle violazioni alle Leggi, che mastichi anche giornalismo (come il nostro buon Antheus) con successo, secondo me, è fondamentale.
Altrimenti qui viaggia di tutto e nessuno sa più da che parte sta la verità o semplicemente la veridicità.
Siccome, comunque, c’è chi controlla tutto e tutti, e non è certamente Antheus ma i servizi segreti di alcuni Stati che leggono e decriptano miliardi di informazioni web e telefono, credo che il problema della privacy sia il minore di tutti e che quell’ambiente paventato da Diletta già esiste.
Credo che anche Antheus faccia una certa scrematura tra i tanti post che riceve. In fondo è pur vero che il blog è paragonabile al bar, ma honnete giustamente ha postato un inizio di opinione in divenire che riguarda la “sostituzione” dei mezzi culturali tradizionali con quelli elettronici.
Nel primo caso ho uno scrittore o traduttore o curatore che risponde delle cazzate che dice, ho una casa editrice, ho una critica che scrive altrettanto sulle riviste per recensire il libro.
Chi recensisce un blog? Supponiamo che veramente si vada verso un mondo solo virtuale, verso i famosi libri elettronici. A quel punto, chi controlla chi? In che tempi? Chi mi dice che un blog di pincopallino è veramente il suo e vi scrive veramente lui o non è stato registrato da altri in un’isola del Pacifico e lui neanche lo sa e se lo sa non ci può far nulla?
Tu pensi che il web (e non solo i blog) non facciano opinione ma restino a livello di chiacchiera da bar. Non è vero. In un bar non ci sono mille persone che ascoltano ciò che dici e possono ribattere contemporaneamente come vogliono. Qui si. Ma se uno entra nel bar e mi sente parlare, vede anche il mio viso e se dico cose illecite chiama i carabinieri che mi prendono immantinente e mi portano via.
Qui tutto è volatile, effimero, pur se toccante. Si viene, si legge, si “apprende”, si va via o si scrive. Ma nessuno, dico nessuno, ci dice se ciò che vi è scritto è vero o no. Intanto noi lo abbiamo messo nel nostro cervello e il dubbio ci è rimasto, o la certezza.
C’è chi ha spirito critico e sa discernere. C’è chi legge e basta. C’è chi legge per conoscere magari è troppo “puro” per effettuare una disamina di ciò che ha letto.
In questo modo, senza una seria semplice trafila che organizzi e garantisca l’informazione, si va verso l’anarchia mediatica più estrema che, per molti, sembra essere la garanzia per la libertà, mentre per altri, tra cui io, è solo l’ennesimo gradino verso la diseducazione e la “dittatura della libertà”.
La libertà deve essere vigilata, dalla ragione e dalla cultura, altrimenti diventa libertarismo e anarchia o semplicemente iperegoismo.
Ma questo è solo un mio pensiero e certamente non può assurgere a dominio…..
August 13th, 2008 at 3:08 pm
Diletta, guarda:
Open Salon, la rivoluzione è in rete
Dai la mancia al blogger preferito
http://www.repubblica.it/2007/02/sezioni/scienza_e_tecnologia/blogmania/blog-mancia/blog-mancia.html?ref=hpspr2
August 13th, 2008 at 5:43 pm
ostregheta…..Danilo!!!
bellissimo…non ricordo dove e quando(serio o per burla)……mi sembra tu avessi previsto di sospendere il tuo lavoro di pittore per dedicarti solo a scrivere….che sia l’occasione buona???
La Fedex ha postato un’altra risposta…e io non sono sufficientemente attrezzato….
August 13th, 2008 at 5:47 pm
Dove sta la Verità e la speranza di capire e fidarsi degli uomini? Forse nella fede e nella carità, sembra suggerire il finale un po’ troppo rapidamente consolatorio.
(Rashômon) 1950 di Akira Kurosawa con Toshiro Mifune, Machiko Kyo, Takashi Shimura, Masayuki Mori.
Significativo il fatto che nelle scene del processo i processanti siamo noi spettatori: non possiamo giudicare i protagonisti in modo netto, poiché anche noi siamo esseri umani deboli, e potenzialmente colpevoli, come loro.
Un capolavoro assoluto,da non perdere.
August 14th, 2008 at 10:14 am
artisticando: se mi danno 10 euro per ogni intervento, vi inondooo
August 16th, 2008 at 8:09 am
“La libertà deve essere vigliata dalla ragione e dalla cultura”.
Danilo, non voglio attaccarmi ad ogni tua singola parola, condivido alcune cose che scrivi ma questa frase proprio no!!
Quelli che hanno cultura e ragione devono vigilare su coloro che ne hanno di meno in nome della libertà?
Caso mai “la libertà deve essere difesa in nome della cultura e della ragione”.
Nella vita come in rete siamo bersagliati continuamente da infiniti messaggi.
La capacità di scegliere fra tutto quello che ci “piove addosso” e dire questo è guisto e questo è sbagliato, bello o brutto, buono o cattivo, non è una dote con la quale si nasce oppure no, ma si impara……
Non siamo scatole craniche da riempire… e basta; tutto quello che il nostro cervello immagazzina deve anche saperlo rielaborare…….
Ho avuto una prof. che quando interrogava faceva leggere un brano e poi diceva: “Ripeti quello che hai letto!”.
Quando avevi finito di ripetere diceva: “Bene, adesso spiegami quello che hai capito!”.
Io pensavo ma questa è scema!
Ho appena finito di dire quello che ho capito, glielo devo dire un’ altra volta?
Poi c’ erano anche quegli insegnanti con i quali bastava ripetere a pappagallo le parole che uscivano dalla loro bocca durante le spiegazioni…. con quelli non sono mai andata bene….
A proposito di libertà io conosco una belle frase “la tua libertà finisce là dove inizia quella degli altri”.
Anche questa l’ ho imparata a scuola…..
August 16th, 2008 at 9:10 pm
Si Diletta: la libertà deve essere vigilata (controllata e verificata con attenzione quindi) dalla Ragione e dalla Cultura. Intese come categorie culturali e scientifiche. Siccome una categoria scientifica non può di fatto “vigilare” qualcosa, si intende che la Libertà (di pensiero e di espressione) deve sempre fare i conti con la Ragione (deve quindi essere verificata nella realtà e nella verità di ciò che esprime) e con la Cultura (deve quindi essere verificata nella preparazione specifica di chi esprime il pensiero a riguardo di qualcosa).
Uno dei dogmi fondamentali del giornalismo è appunto la verifica della fonte dell’informazione e quindi dell’informazione stessa. Se quella verifica va negativa, il giornalista non può avere la medesima libertà di pubblicare la notizia, qualcuno dovrà pur impedirglielo. Esistono infatti i cosiddetti “garanti” per la comunicazione ecc.
Quindi la libertà assoluta porta solo ad anarchia e libertarismo. La libertà assoluta non può esistere perchè appunto finisce dove inizia la mia. Anche questo è un esempio di libertà “vigilata”. Io vigilo la mia libertà, tu vigili la tua. Ognuno di noi ha le sue ragioni e la propria cultura per ritenere di aver diritto a quella libertà.
Proprio in nome della mutua “vigilanza” può esistere la coesistenza e non la sopraffazione.
La troppa libertà evade le regole. Quindi non basta che vada giustamente difesa, ma va assolutamente vigilata e “distribuita” proprio per evitare che le categorie più deboli ne facciano le spese.
Si parlava ovviamente di informazione. Ma il mondo sociale intero, attraverso leggi e regolamenti, vigila che la libertà non sia mai troppa.
L’informazione non può sfuggire a questo meccanismo. Anzi, è cosa fondamentale per la formazione del pensiero e dell’opinione del pubblico. Dall’informazione si decide cosa e come pensare di qualcosa e di qualcuno, si decide chi votare, in cosa credere. L’informazione errata (vedi altro mio post di oggi altrove) è alla base di fraintendimenti e di falsità che sconvolgono la sensibilità interna delle persone. Più che in altri campi, la libertà dell’informazione deve essere vigilata. Ovviamente non nella scelta degli argomenti, ma nella ragione e nella cultura della notizia stessa, scelta, certo, liberamente.
August 18th, 2008 at 7:59 am
…e finisce così che uno si ritrova ignudo sui giornali……. bella informazione si!
Non c’ è che dire notizie degne di chi le scrive…. che premio gli danno a questi giornalisti?
Il mongolino d’ oro?
September 3rd, 2008 at 4:54 pm
Vi segnalo questa vignetta di Giannelli
http://nochina.wordpress.com/2008/03/18/vignetta-del-corriere-della-sera/
September 3rd, 2008 at 4:56 pm
… anche questa:
http://nochina.wordpress.com/2008/03/22/18/
September 8th, 2008 at 11:37 am
ehi I-I!!! mi piace davvero la vostra linea, forse perchè in parte assomiglia a quello che disegno io!!! mi piacerebbe fare unon stage presso voi, se mai avrete bisogno contattatemi!!! grazie grazie ciaoooooo