La fine della scienza
(di Antheus)
Il caldo e il periodo vacanziero porterebbero ad affrontare argomenti frivoli o, addirittura, a non scrivere niente. Ma qui ci piace essere controcorrente e perciò vogliamo affrontare argomenti complessi e più grandi di noi (e anche parecchio lontani, da noi).
Lo spunto viene dal numero di luglio di Wired e più precisamente dall’articolo di copertina scritto dal direttore del magazine Chris Anderson dal titolo “The end of Science”. L’articolo è dedicato alle nuove metodologie di ricerca scientifica rese possibili dai supercomputer e dagli algoritmi di data-mining: in pratica Anderson sostiene che oggi non è più necessario, secondo il vecchio modello di indagine scientifica, porre inizialmente un’ipotesi sul funzionamento di qualcosa, cioè “teorizzare qualcosa”, ed in seguito procedere con le verifiche per saggiarne l’attendibilità. Ormai l’informazione è tutto ed è facilmente reperibile e disponibile.
Oggi, dice Anderson, viviamo nell’era del Petabyte (un perabyte corrisponde a un biliardo di byte) e questo condizionerà e forse modificherà radicalmente il modo di fare scienza. Oggi con la massa sterminata di dati a cui possiamo accedere, con gli algoritmi di ricerca di Google e con la tecnologia che permette di trarre correlazioni statistiche significative, la triade ipotesi - metodo - esperimento rischia di diventare rapidamente obsoleta. La correlazione statistica sostituisce quindi la relazione di causa ed effetto, perciò la scienza può giungere a delle conclusioni in modo più rapido senza l’ausilio di modelli coerenti, teorie unificate e meccanismi di spiegazione. La domanda è: tutto questo è la fine o un’ulteriore evoluzione della scienza?

August 4th, 2008 at 2:17 pm
Ludwig Feuerbach, a una sua famosa opera del 1862, aveva dato il titolo “der Mensch ist was er isst” in italiano “L’uomo è ciò che mangia”
Oggi, dice Anderson, viviamo nell’era del Petabyte (un perabyte corrisponde a un biliardo di byte) e questo condizionerà e forse modificherà radicalmente il modo di fare scienza.
Con i Petabyte si riuscira’ finalmente a sapere se l’olio d’oliva fa bene o fa male?
Se il caffe’ fa bene o male?
Mangeremo tutti in egual modo quando il supercompiuter ci dira come sara’ la dieta perfetta per campare 500 anni?
Lo illustrava molto bene Woody Allen ne “Il dormiglione” se non erro, quando dopo anni si risvegliava e tutte le conquiste scientifiche che erano in voga al momento del risveglio si erano totalmente rivelate all’opposto di quelle esaltate al momento in cui si era addormentato.
Ci dira’ forse il Supercompiuter che fumare piu di 200 sigarette al giorno previene l’infarto ed il tumore al contrario di cio’ che affermano gli scienziati oggi?
Anderson si ricordi in quanto uomini ancor prima che pensatori il detto latino “primum vivere, deinde philosophari”
August 4th, 2008 at 4:01 pm
in prima battuta mi viene da dire che il metodo scientifico finora usato resterà sempre valido anche per il futuro….vero che la scienza può giungere a delle conclusioni in modo più rapido ma sempre nel rispetto delle procedure tradizionali…vivendo in una fase di “caos” come sostiene Danilo, meglio non correre rischi..
A proposito linko per Danilo http://www.savetherabbit.net/main/?p=180 nella ipotesi gli fosse sfuggito
e questo Fucsiaman V.RIVA:perchè antiamericanismo per i suoi approfondimenti di economia politico-umanitaria…
August 4th, 2008 at 4:08 pm
scusa per il mancato link @Fucsiaman
August 4th, 2008 at 4:52 pm
la fine di un’era l’inizio di un’altra, evoluzione.. evoluzione della scienza che non potrà aver fine, quanti esperimenti fatti su animali e persone di cui non si saprà mai nulla.. se la scienza troverà delle alternative per arrivare alle stesse conclusioni ne sarei lieta.
quindi la domanda è, ci sarà mai fine alle scoperte? Naturalmente no. Cambiano i metodi però.
cosa ne sarà di un mondo quando tutte le risorse naturali cominciano a scarseggiare?
il benessere della terra del mondo animale e quello dell’uomo dovrebbero prendersi per mano, perchè l’uno non può esistere senza l’altro.
quando si dice che le decisioni sono nelle mani dei potenti o leggi frasi tipo ‘i grandi della terra’, bè si possono ritenere tali solo quando hanno fatto grandi opere o hanno preparato la strada per grandi opere, fino ad allora saranno stati uomini con un potere, di loro si ricorderà forse il nome su qualche libro di storia, perchè non hanno lascito nulla.
vi lascio immaginare un uomo con un grande potere, che caratteristiche (caratteriali) dovrebbe avere per arrivare alle grandi opere ?
perchè vedete, che ci sono uomini che distruggono e ci sono uomini che costruiscono, ci son stati nella storia e ci saranno nel futuro.
August 4th, 2008 at 5:00 pm
lascito=lasciato, mi mancano gli occhiali appunto.. (sorrido)
August 4th, 2008 at 5:16 pm
Vedremo in seguito se questo Mr. Anderson sarà all’altezza del suo più famoso omonimo Thomas “Tom” Anderson, conosciuto nell’ambiente come “Neo”.
August 4th, 2008 at 5:40 pm
Sono sempre più convinto del fatto che la corsa all’ultima tecnologia sia un vano tentativo di eguagliare l’infinito potenziale che ognuno di noi ha nel proprio cervello.
Viviamo in una società dove le tecnologie compiono ciò che il nostro cervello, se opportunatamente allenato e sfruttato, potrebbe/dovrebbe fare. Il credere che la vera evoluzione tecnologica sia da cercare fuori da noi secondo me è limitante, il potenziale è dentro di noi e solo lì è possibile esprimerlo al meglio.
Concludendo, credo che la scienza si stia evolvendo verso un inesorabile vicolo cieco; come dice honnête non sarà un supercomputer ad aiutarci nella NOSTRA evoluzione.
August 4th, 2008 at 8:12 pm
@Antheus
Petabyte o Perabyte?
Sono byte maleodoranti o byte tossicodipendenti?
August 4th, 2008 at 8:59 pm
Mi aspettavo la battuta
No, no, sono proprio i petabyte
http://it.wikipedia.org/wiki/Petabyte
August 4th, 2008 at 10:31 pm
Il metodo scientifico in realtà non è mai stato scientifico come si vorrebbe far credere da cinque secoli a questa parte.
All’origine della Scienza, così come all’origine della Teologia e adesso della Correlazione Statistica, c’è il bisogno di presentarsi al cospetto della Natura, e quindi del Caos, della Necessità, del Caso e del Karma, avendo “in mano i principi, secondo i quali soltanto è possibile che i fenomeni concordanti abbiano valore di Legge, e nell’altra l’esperimento, che essa (la ragione) ha immaginato secondo questi principi” (Kant).
Spiegare i fenomeni concordanti secondo i principi della Teologia, della Scienza o della Correlazione Statistica non cambia la sostanza dei fenomeni, ma la nostra percezione rispetto ad essi.
Se le nuove tecnologie e le le enormi potenzialità di calcolo ci permettono di formulare ipotesi realistiche, fino a e prevedere con esattezza la formazione di un uragano, ben venga. Ma la sostanza del fenomeno non cambia: l’uragano si abbatterà comunque, ma la sua percezione anticipata (così come avviene nell’interpretazione simbolica della realtà) ci aiuterà a limitare i danni.
“La capacità di formulare ipotesi è il mezzo con il quale l’uomo si affranca dall’essere sommerso dalle cose che lo circondano e che agiscono fisicamente e sensibilmente su di lui ” (Dewey, La ricerca della certezza, 1929).
Quante più informazioni giungono al cervello quanto più siamo in grado di formulare ipotesi ed apparire persino intelligenti. Resta il dubbio sulla qualità dei dati e delle informazioni che inseriamo all’interno degli strumenti di calcolo. Oggi, come ieri e domani, l’uomo scopre, e desidera scoprire, solo ciò che gli interessa. Ciò significa che anche facendo uso delle strumentazioni di calcolo e di verifica più sofisticate, la mente subconscia rimarrà ancora per molto tempo l’artefice del Caos, del Caso, della Necessità e del Karma.
I 4 Cavalieri dell’Apocalisse solcano ancora i nostri cieli, sterminando gli sciocchi che ancora credono alle certezze assolute sostenute da papi, scienziati, politici e guru di ogni specie e grado.
August 4th, 2008 at 10:32 pm
@Antheus
Si era una battuta ma il refuso e’ il perabyte.
August 5th, 2008 at 1:02 am
ho letto l’articolo di wired e mi sembra che si parli solo di un nuovo modo di fare scienza. tradizionalmente ins cienza, si parte da un modello teorico frutto di un’intuizione, che viene validato dai dati dagli esperimenti, osservazioni e simulazioni. oggi si puo’ partire direttamente dai dati e applicare algoritmi di pattern recognition per ricostruire il modello e le leggi stesse del sistema. Dai dati si puo dedurre il modello. Questo in passato non era possibile perche’ non c’erano dispositivi in grado di immagazzinare abbastanza dati.
devo ammettere che dopo aver letto il titolo del post ero abbastanza preoccupato…
August 5th, 2008 at 7:55 am
La scienza andrà avanti perchè finchè ci sarà vita ci sarà qualcuno che userà il proprio cervello e tutte le tecnologie a sua disposizione per inventare scoprire progredire curare…
bisogna vedere poi quante persone potranno realmente beneficiarne.
Ad esempio in campo medico, (so che stò andando fuori tema) ogni tanto arrivano notizie di sensazionali scoperte, questo riempie il cuore di speranza, poi vai negli ospedali e vedi che sono ancora ai tempi della sega e del martello.
Forse sarebbe meglio non sapere.
Scusate lo so che porto sempre una ventata di pessimismo…… ma vi assicuro che non sono affatto pessimista, questo è quello che vedo intorno a me e proprio perchè so che ci può essere di meglio non posso fare a meno di sottolinearlo.
August 5th, 2008 at 9:44 am
Chris Anderson sta osservando da un po’ di tempo l’evoluzione del sistema culturale ed economico mondiale (bellissimo l’articolo sulla freeconomics) verso prospettive diverse da quelle attuali. Ho scovato vagulando per il web il manifesto dell’UIA Torino 2008 che ha per tema la crisi della megacity e dell’onnipotenza della tecnoscienza che, penso, segua il pensiero di Anderson (http://www.uia2008torino.org/U8T/download/Manifesto_Ita.pdf ).
@Diletta: è vero che se guardi alla realtà concreta tutto è ancora fermo e arretrato, però quello di cui leggi e senti non è ancora mainstream (spesso sono solo bufale a uso dei media). Bisogna aspettare e tenere d’occhio ciò che veramente potrà cambiare il mondo (detto da una che per natura tende al pessimismo…).
Buone vacanze
August 5th, 2008 at 10:40 am
Stefano: ovviamente il titolo era volutamente ad effetto. In realtà è la fine delle teorie e di un certo metodo di ricerca scientifica.
Vissia: grazie per il link al pdf
Marta: Grazie per il tuo contributo. In effetti il caos la farà sempre da padrone e anche la riflessione sulla qualità dei dati è assolutamente pertinente.
August 5th, 2008 at 11:12 am
Allora, io vado al mare e voi postate ’ste cose così profonde….
@artisticando, ho letto ma… io non sono antiamericano. Sono loro stessi che diventano antisestessi man mano che vanno avanti. I principi ispiratori della democrazia americana (ed il fatto stesso che quando si parla di USA si usa l’aggettivo “americano” quando invece l’America è un continente che va dalla Terra del Fuoco al Polo Nord, la dice lunga sulla volontà di egemonizzazione di quello Stato) si negano giornalmente con la prassi invalsa negli ultimi 80 anni.
Purtroppo i dati sono quelli e vorrei non essere qui a scrivere cose che sembrano antiamericane.
In fondo io non sono nè con gli USA nè con i comunisti. Una volta si diceva che c’era una terza posizione, un modo alternativo, che mette al centro l’Europa, di concepire gli equilibri del mondo.
L’Europa è effettivamente superiore agli altri continenti. Qui è nata e si è sviluppata la civiltà, dalla Magna Grecia all’Illuminismo, dal Diritto dei romani al Rinascimento, alle Arti, alla capacità critica che, ad esempio, differenzia tuttora lo scisma cristiano. Quello pseudoorientale, dogmatico e esteriore, da quello cattolico, più critico ed intimista.
Insomma, gli stessi USA nascono da fuoriusciti europei. La stessa America viene ufficialmente “scoperta” (ma era solo un’epifania) da europei ed europei sono i grandi esploratori che girano per il mondo per conoscerlo.
Non ho visto indiani, nè africani, nè cinesi, nè australiani, fare nulla di più che quello che facevano già da secoli, prima di incontrare qualche europeo.
La “civiltà” cinese, oltre a qualche vaso, qualche immagine, qualche spaghetto e qualche scoperta scientifica (pur importante) non ha espresso niente altro. Ed oggi, a 300 km da Bejing, ancora vivono in quelle condizioni. Ho semplificato molto, e mi aspetto che qualche filocinese inveisca contro di me reclamando attenzione per il mare di scoperte che i cinesi (quelli d’epoca però) hanno fatto durante le migliaia di anni del loro progredire.
Fleming era inglese, Marie Curie polacca, Nobel svedese, Meucci italiano, Fermi italiano, Volta italiano, Warhol polacco, i grandi musicisti, europei, i grandi filosofi, francesi e tedeschi e così via.
Il Medio Evo ha preservato la cultura mondiale nei monasteri. Una lista infinita di nomi di persone che hanno cambiato la nostra vita. Tutte provenienti dall’Europa.
Ecco perchè, nonostante oggi il potere della politica, della corruzione e del denaro, mettano gli USA a capo delle vicende di questo mondo, non mi va di accettarne a 90 gradi la supremazia.
Sono degli ignoranti arricchiti. Dei parvenue dell’esistenza. La Coca Cola non scioglie una monetina, si limita a corroderla. Forse l’esperimento deve durare un po’ di più di una conferenza. Facciamolo tutti a casa con qualcosa di rame, non con le monete di oggi ovvio. Ma io sono un assiduo bevitore di Coca Cola. La difendo come bevanda anche se ne conosco i retroscena. Bisogna pur vivere. Lascio a quel coglione di Bin Laden il compito di morfosizzare la propria esistenza secondo i principii.
Da buon europeo rimango scettico persino di me stesso.
Quindi non sono antiamericano ma semplicemente antiegemonico.
Soprattutto se questa egemonia è nelle mani di caproni arricchitisi facendo buchi nel terreno, per estrarne petrolio o per infilarvi sementi.
Il post. Non vedo dove sia il problema. La Scienza stessa evolve secondo metodi scientifici.
La teorizzazione di un nuovo metodo di analisi scientifica deriva proprio dall’applicazione degli attuali metodi di indagine a se stessa.
Questo ha portato a formulare una “speranza” di modello che finalmente si discosta dall’unicità del semplice causa-effetto ma cerca di tenere conto di dati “al contorno” che invece potrebbero sfuggire nella formulazione classica.
Certo, il Caos rimane, come dice Marta B. e non può essere modificato, a volte neanche previsto. Ma applicare la determinazione statistica, con campioni di analisi quanto più estesi possibile, se non può evitare l’uragano, senz’altro contribuirà a capire più o meno dove andrà a fare danni. Lasciarsi cullare dal risultato dell’analisi e non sforzarsi per forza di dover dimostrare qualcosa. Una sorta di “resa” delle teorizzazioni classiche.
Cosa che oggi avviene con regolarità nella metereologia. Vi siete mai chiesti come sia possibile avere previsioni abbastanza attendibili anche per i 15 gg futuri? Una perturbazione media viaggia a circa 50 km/h. Ciò vuol dire che su un parallelo compie un arco di circonferenza di 24×50= 1200 km al giorno. Mettiamoci che per tanti fattori abbia una velocità di circa un terzo. Comunque sia, almeno 400 km al giorno se li fa. Bene, una previsione di 15 giorni equivale ad “andare a vedere” le evoluzioni di sistemi che sono lontani almeno 6000 km da dove siamo noi. A dir poco. Eppure tutto torna. Sistemi statistici a più variabili, modelli matematici, computer potenti e satelliti.
Allora, la Scienza, intesa come provetta fumante, è finita già da un pezzo, ed esattamente dal momento in cui l’analisi statistica delle conseguenze ha preso il posto dell’osservazione dell’effetto.
Grazie alla potenza dei pc.
Nel calcolo strutturale si utilizza(va) l’analisi semiprobabilistica agli Stati Limite. Che vuole dire semplicemente che vengono prese azioni che statisticamente si possono ripetere a periodi di 50, 100 e più anni. Queste azioni (sforzi o manifestazione di carichi) tipo sono però state elaborate con l’osservazione statistica di ciò che veramente è accaduto o può accadere. Poi ci sono le tecniche di desunzione dei dati puramente statistiche, la retta di regressione, la media, distribuzioni varie, ecc.
Insomma, anche quando è stata formulata una ipotesi da dimostrare, in fondo, e dopo numerosi esperimenti (ripetibili), la tesi finale è stata lo stesso una somma statistica dei risultati ottenuti con il vecchio metodo. Perchè allora non procedere al contrario, lasciandosi suggerire una ipotesi dall’osservazione “casuale” di un campione enorme statistico, per procedere a ritroso nel derivarne una tesi?
Rimane solo il dubbio se così facendo non si rimanga “vittime” dell’universo tattile e sensibile, nonchè delle sue emanazioni tra cui l’Uomo, e quindi se scoperte infinite come la Teoria della Relatività, inseguite e dimostrate caparbiamente con il solo meccanismo della ipotesi/tesi, e invisibili (quindi impensabili) nel nostro sistema fisico, sarebbero mai state enunciate con tale sistema statistico.
La statistica in fondo analizza l’esistente. Ma l’Universo è pieno di forme di energia, per noi, inesistenti. Che non riusciamo a vedere. I buchi neri sono energia densissima, ben si attagliano ad una indagine statistica, ma esistono pur sempre, sono già osservabili. Il resto?
Forse anche nel campo scientifico si sta invalendo la tirannia dell’immagine?
E’ forse una rinuncia a “creare” in luogo del semplice “osservare”?
Anche gli scienziati si stanno stancando. Forse gli ozi non sono solo a Capua…..
August 5th, 2008 at 11:41 am
Temo che con la moltiplicazione dei mezzi di comunicazione e di espressione i giornalisti dovranno ricorrere ai vecchi romanzi di fantascienza per scrivere articoli “in-credibili”
Dovranno inventare un webtrash dove mettere la mondezza che pubblicano.
Questo e’ il sito burla
http://www.dragandabic.com/
di Tristan Dare dei “guerrilla artist” che hanno costruito dopo l’arresto di Radovan Karadzic santone, e però menzionato dai grandi media, dalla Bbc al New York Times, in Cina e in Giappone, una fonte d’impressioni e d’informazioni che s’è diffusa come un’infezione virale nell’assenza di «verità» ufficiali. La burla mediatica dell’anno.
August 5th, 2008 at 12:50 pm
@ chi di dovere
una evoluzione del metodo scientifico fu fatta da Einstain: la sua teoria della relatività partì da ragionamenti e dati matematici per costruire il modello….dov’è la differenza se non che ora disponiamo di mega “strumenti matematici” ???
August 5th, 2008 at 1:25 pm
@Danilo
“gli americani” siamo sempre noi, in tutti i sensi; la differenza è che gli USA hanno anche il coraggio di agire e chiamarsi tali…ed è molto conveniente per noi Europei(non ti dico per noi Italiani !!) sentirsi ed apparire diversi…..guarda che io la penso esattamente come te:è solo una forma di pudore che mi trattiene a non trovare il capro espiatorio sempre in loro….
buon bagnetto….;-)
August 5th, 2008 at 2:38 pm
Non sono un capro espiatorio. Sono caproni e basta. In mano a loro tutto va male. Le cose “buone” che hanno fatto, lo hanno fatto per sbaglio o dopo molti errori anche grossolani. Se fosse saltato in aria (è proprio il caso di dirlo) uno Shuttle italiano, il nostro programma spaziale si sarebbe fermato lì per secoli. Anche perchè quello Shuttle sarebbe stato l’unico e non avremmo avuto i soldi per farne un altro, mica per questioni etiche.
Loro invece macinano miliardi di dollari per trovare del ghiaccio su Marte, mentre milioni di loro concittadini versano in condizioni precarie di sopravvivenza o assistenza. Fatti gli errori, si guardano dove, e si continua. Un vero metodo scientifico. Mai che gli fosse riuscito qualcosa di intelligente alla prima o anche alla seconda o senza far morire qualcuno. Riuscirono anche a fare casino in Iran per la questione degli ostaggi, all’epoca, contro due beduini armati di fucili a tappini.
Vedi, non sopporto chi si fa grande per i soldi e non per la propria capacità di fare. Loro non sono capaci, vanno avanti per tentativi e raffinano. Come le scimmie, che forse però colgono prima certi pericoli. Una “civiltà” che si commuove di fronte ad una bandiera e non di fronte ad un disgraziato che dorma sulla grata della metropolitana, sinceramente non ha le caratteristiche per essere annoverata tra le benefattrici dell’umanità.
Ecco perchè non mi piacciono. Ancora meno mi piacciono i nullafacenti filosofi della sinistra italiana….
August 5th, 2008 at 8:07 pm
A proposito di Americani segnalo:
La fine dell’italia.
Oggi una lettera di un imprenditore pubblicitario italoamericano che lavora anche in Italia viene pubblicata sul Blog di Grillo.
La lettera e’ stata mandata a tutti gli organi di stampa italiani.
Io ho lavorato nello stesso campo per anni ed ho dovuto lasciare per gli stessi motivi che espone il signor
Paul Cappelli Founder and President The Ad Store International, New York.
http://www.the-adstore.com/adstore.htm
Consiglio di andare a leggere la lettera ed i commenti sul Blog la deriva di Corriere.it di di Stella & Rizzo.
http://laderiva.corriere.it/2008/07/io_americano_pugliese_pubblici.html
A chi vuole intraprendere in Italia con onesta’ , consapevolezza della proprie e capacita’ e encomiabile rispetto delle regole faccio i miei migliori auguri.
W L’ ITALIA,
Abbasso gli Italiani, popolo di zombi inerti.
HP
August 5th, 2008 at 11:17 pm
Io penso che il metodo scientifico abbia bisogno di nuova linfa vitale, forse il metodo cartesiano non si addice più al nostro modo di percepire il mondo e la dicotomia mente-materia va profondamente rivista, il metodo scentifico basato sul dualismo mondo esterno- osservatore costruisce un modello dell’universo che non ci soddisfa peinamente, qualcosa manca. Su questo argomento ho scritto diffusamente un paio di mesi fà sul mio blog
http://spaziotempoarchitettura.blogspot.com/2008/06/il-nuovo-paradigma-scientifico_08.html
August 6th, 2008 at 9:31 am
Qui stiamo parlando di supercompiuter e di scienza.
Qualche ricercatore mi potrebbe spiegare la motivazione della folla che si e’ accalcata ieri a Palermo per vedere ed applaudire il sultano Quabus Bin Said, uno degli uomini più ricchi al mondo, e con il suo panfilo da mille e una notte. Che avra’ fatto di cosi’ straordinario per avere questa accoglienza e l’attenzione mediatica dei nostri maggiori organi di informazione?
Per misurare il Q.I. collettivo delle persone presenti credo che dovremo aspettare i Supercompiuter di 3a generazione e quindi l’arrivo dello Ioyottabyte pari a mille Petabyte.
August 6th, 2008 at 9:52 am
8: Ti consiglio la lettura del pezzo dell’economist sugli stati uniti http://www.economist.com/opinion/displayStory.cfm?Story_ID=11791539
honnete: La voglia tutta italiana di un sultano?
August 6th, 2008 at 10:52 am
©Antheus
Si un grande SULT-ano.
E’ quello che vogliono farsi fare sempre gli italiani.
August 6th, 2008 at 1:09 pm
Honnete…la nostra è una “pseudo-democrazia” che non riesce a rigenerarsi, mentre gli USA hanno un sistema che va in equilibrio continuamente superando errori e difficoltà……Lobbies e Democrazia Elettorale in USA Funziona quasi tutto meglio che da noi anche se ci rechiamo alle urne al 99%…. speriamo in Europa….se continueranno a volerci….abbiamo già contribuito a prendere qualche rimedio allargandoci ad est
August 6th, 2008 at 6:39 pm
Gli americani hanno una cultura paracalvinista. Comunque non inficiata dal fatalismo cattolico. Comunque il nostro fatalismo è quello che ci fa curare anche un vagabondo nel pur peggior ospedale mentre il loro calvinismo fa sì che il poveraccio sia ignorato sulla strada, persino a due metri dal miglior ospedale, se non ha l’assicurazione sanitaria.
Questione di priorità. Questione di umanità. Se il prezzo dell’efficienza è essere (ebeti) come loro, preferisco morire in un ospedale italiano mentre un bravo e sottovalutato chirurgo cerca di recuperarmi un aneurisma con qualsiasi cosa gli capiti sotto mano.
Honnete: la povertà. Solo la povertà di tutto, soprattutto di spirito, spinge la gente a simili cose. Comunque uno statistico avrebbe ben studiato la curva di distribuzione degli arrivi casuali della gente in quel luogo. Curva che avrebbe avuto un picco di distribuzione nel punto più vicino allo yacht e sempre minore man mano che si allontanava, simmetricamente. mi sembra si chiami curva di Gauss o cose del genere. Non sono statistico. Come vedi anche nelle più misere stronzate, la Scienza trova sempre la maniera di capirci qualcosa…. eheheh
Antehus: concordo con l’analisi (ci mancherebbe). In particolare mi sembra bene ribadire che:
In Europe, political leaders emerge slowly, through party hierarchies; in America, the primaries permit inspirational unknowns to burst into the public consciousness from nowhere.
Still, countries, like people, behave dangerously when their mood turns dark. If America fails to distinguish between what it needs to change and what it needs to accept, it risks hurting not just allies and trading partners, but also itself.
Noi europei, d’altronde, non possiamo fare altro che ribadire le capacità intrinseche che abbiamo. Soprattutto quelle di arrangiarsi cercando di capire prima degli altri cosa sta per accadere. Facoltà persa da qualche decennio causa demenze paratelevisive e demenze parasindacali.
Il ricambio della classe politica è ormai alle porte, e la bocciatura di ieri del documento Veltroni la dice lunga su cosa sta (e deve) per accadere.
D’altronde il pragmatismo americano (e in genere anglosassone) fa un po’ a cazzotti con lo Stato sociale che le origini cristiane dell’Europa ci hanno tramandato.
Rimane l’obiezione di sempre: vivere per un mercato o pensare a forme di mercato ormai differenti che non si basino solo sui termini: quantità, costo, competizione?
August 6th, 2008 at 11:53 pm
@ Danilo
ecco una radice delle origini cristiane dell’Europa e della sua superiorità COME DON CHISCIOTTE
August 7th, 2008 at 12:28 am
Lapo,in amicizia,invece di pensare alla ferie che gli italiani non faranno e invece di pensare a le scarpe di legumi e frutta perchè non inizi a proporre qualche incentivo per i tuoi dipendenti Fiat.
Fai una cosa buona : aumenta i salari dei proletari della Fiat.
August 7th, 2008 at 12:49 am
Fidati che poi avresti di conseguenza,come simpatizzanti,anche i dipendenti Fiat che tifano Toro (mica di poco conto..).
Pensaci.. lo dico da supertifoso granata tutt’altro che benestante.
August 7th, 2008 at 1:03 am
Vorrei rispondere all’amica che parla male della gente della sinistra italiana.
Io sono Comunista,un Comunista,se pur con qualche anno in meno di Lapo,che fa perfino fatica a scrivere in questo blog (vedi capitalismo imperante).
A sinistra vi sono tante persone,come me,che vivono di poco e pensano al benessere di tutti.
Prima di parlare male di cose che non conosci,come la politica,la,filosofia,la fede in Dio,i Comunisti….LAVATI LA BOCCA.
Come del resto io non parlo male delle cose che non conosco e se scrivo quì e solo perchè Lapo mi è simpatico (di certo non provo simpatia per i suoi prodotti e i suoi capitali).
SOLO SIMPATIA UMANA. ! CONOSCETE LA SIMPATIA UMANA ? QUELLA CHE NON METTE I SOLDI E IL BUSINESS AL CENTRO DI OGNI RAPPORTO.
August 7th, 2008 at 3:10 am
Da quasi ingegnere posso dirvi che questo discorso dei supercomputer è roba di cui si parla da una decina di anni almeno e di sicuro non è la fine della scienza (titolo giornalistico) ma una sua normale(e nn direi recente) evoluzione. E poi l’informazione non è mai tutto: in senso culturale-giornalistico la “verità” è praticamente sempre quella scelta dalle Redazioni(l’oggettività non esiste); in senso aziendale ci sono situazioni in cui la capacità di avere e gestire certe informazioni con efficienza fa la differenza tra un’azienda che “cavalca” il mercato e una che arranca(questo vale da Benetton, alla Fiat, a Esselunga…).
Cmq questi titoli della serie “La fine del lavoro”, “La fine della storia”, “La fine dalla scienza” come dicono in Emilia…hanno già reso! (cioè hanno un po’ rotto le scatole). Ci manca solo qualcuno che dica che è imminente la fine del mondo o la fine del tempo e…siamo a posto!!!
Già ci ha provato uno (Albert Einstein) a dire che il tempo cambia a seconda dello spazio…non sento la mancanza di qualcun alltro che dica cose su cui poi i comuni mortali possano scervellarsi!
August 7th, 2008 at 10:36 am
Federico… la fine del mondo è già arrivata. Ti sembra un mondo questo? O meglio, usciti dalle nostre case e dai nostri confini “occidentali”, quello che ne rimane, ti sembra un “mondo”?
Siamo agli sgoccioli. E lo sai. L’accelerazione avvenuta negli ultimi cento anni è forse proporzionale al progresso dell’esistenza tutta.
Ci troviamo di fronte a scenari mai visti perchè ne sono cambiate le regole, e spesso caoticamente.
Quel mondo che ci ha allevato fino agli anni sessanta, non esiste più.
Quel mondo è finito.
Quella Storia non si farà più, sostituita da nuovi modi di fare Storia.
L’uomo non è cambiato, nel frattempo. E’ lo stesso più o meno dell’Homo Sapiens. Ha più o meno la stessa scatola cranica, è più o meno alto.
L’Uomo è inadeguato ai cambiamenti della Tecnica. Lo stesso uomo che pensa e costruisce strumenti elettronici sofisticatissimi, qualche migliaio di km più in là viaggia tre giorni nel deserto per cercare un favo pieno di miele e riportarlo a casa.
L’Uomo è antico. Il Mondo no.
Da questa discrepanza vengono fuori i problemi della società postmoderna.
Einstein dimostrò ciò che in altri sistemi fisici (esistenti) è realtà. Il nostro cervello di Neanderthal però fatica a capirlo. Figuriamoci con il resto…..
August 7th, 2008 at 10:56 am
artisticando: la Chiesa è fatta di uomini, che sbagliano pur se animati da intenzioni corrispondenti al loro credo.
Il messaggio evangelico cristiano è ben altro ed è ben riassunto nel discorso delle Beatitudini che qui sotto scrivo ancora (lo feci già una volta):
« Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati gli afflitti, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché erediteranno la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati a causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli » (Matteo 5,3-12)
Su alcune di queste basi si è formata l’Europa di Carlo Magno. Misericordia, tolleranza, progresso diffuso e condiviso, aiuto ai meno abbienti. Poi gli uomini (altri) hanno rovinato tutto.
Ma la differenza con la cultura islamica del cosiddetto “profeta” m (con la m minuscola) basata sull’imperialismo musulmano e sulla forzata conversione degli “infedeli” (praticamente “m” dopo 600 anni di cristianesimo militante, si sveglia in una grotta e pretende di spiegare ai cristiani come e cosa devono fare) è estrema fin dall’inizio. Proprio in virtù delle radici cristiane noi oggi possiamo liberamente professare laicismo o ateismo senza essere lapidati o impiccati.
Proprio in virtù della libera scelta e del libero arbitrio noi possiamo andarcene in giro a bestemmiare o ad evitare la religione senza essere incarcerati o uccisi.
Le radici cristiane dell’Europa (e per assurdo anche dell’Illuminismo e del Materialismo quindi) sono proprio nella libertà del messaggio cristiano. Dio è lì. Se vuoi andarci ci vai; se non vuoi, fatti tuoi. Non succede nulla, almeno su questa Terra. Ti sembra poco?
August 8th, 2008 at 1:34 am
Danilo…seguendo il tuo ragionamento è giusto pensare allora che gli “americani” interpretano e praticano con coerenza la cristianità meglio di noi Europei??? sinceramente a me procurano una forma di rigetto i loro predicatori che trascinano folle per televisione con i loro messaggi evangelici……..
Ti allego questi due articoli:
E. Gentile, La democrazia di Dio
“E’ nella religione civile la forza degli Stati Uniti”
Il “bagnetto” dell’altro ieri ti ha purificato corpo e anima???
August 8th, 2008 at 9:41 am
..appunto: no. Nè gli americani (che sono in gran parte agnostici o protestanti o puritani), nè certa parte del Clero, e per molti secoli, hanno interpretato la cosiddetta “coerenza” cristiana. In quanto uomini, e come tali passibili di errori. Ho forse detto il contrario?
Il cristiano non deve essere “coerente”. Se è cristiano veramente, gi basta vivere come crede. Non è uno sforzo di comportamento, ma un’essenza di comportamento. La coerenza è azione di volontà. Il cristiano “sente” e non “deve”. ma si sta parlando dell’introvabile “cristiano perfetto”. Ovvio.
I lpredicatori americani, che appartengono alle sette più disparate, sono appunto il prodotto più becero della commercializzazione del cervello che quel tipo di società consumista ha prodotto.
Penso piuttosto a figure come Giovanni Paolo, madre Teresa, ai missionari uccisi solo perchè aiutavano i bambini a non morire, alle tante figure sanitarie aiutate dalla Chiesa Cattolica (oggi) e non dai musulmani o dagli eterei buddisti. Nei deserti i musulmani organizzano campi addestramento per i terroristi, coptando bambini dalle famiglie minacciate se si oppongono.
Nei deserti la chiesa coraggiosa ha “inventato” ospedali e scuole, per fare in modo che gli stessi bambini acquisiscano la salute e la coscienza culturale per poi “decidere” se ed in cosa credere.
Innanzitutto aiutiamoi a sopravvivere ed a crescere. Poi saranno loro stessi a decidere se credere a Dio od a m.
Quindi sono in tutto con te quando mi proponi forme di utilizzo della religione a scopo “umano”, proprio come ha fatto Bush, in quanto la religione cattolica, nella sua essenza corretta ed originale, non prevede alcuna forma di coercizione, nè di coptazione, nè giustifica violenza. Anzi, porge l’altra guancia finchè è possibile (anche Gesù nel tempio si incazzò….).
Le radici cristiane europee, quelle vere e originali intendevo dire, proprio per il rifiuto intrinseco della coptazione in favore del libero arbitrio, sono quelle che hanno permesso sia l’accrescersi della coscienza umanitaria e critica, sia, dall’altro lato, la possibilità che lo stesso messaggio fosse fonte di sventure, violenze e malinterpretazioni (come nel caso devitao della Santa Inquisizione o degli USA oggi).
Ogni religione che professa la “liberazione” dell’uomo da determinati pesi o comportamenti non giusti, presta il fianco a interpretazioni ed “usi” molto “umani”, per così dire. Ma l’islamismo, ad esempio, non avrebbe mai permesso l’evolversi di una coscienza critica, nè filosofica, nè religiosa, ammettendo solo l’interpretazione ortodossa e pedissequa del proprio messaggio e basta. Pena la morte. Come nel caso di Salman Rushdi o nel caso delle vignette pubblicate in Danimarca.
Perchè in Danimarca? Perchè in Olanda? Perchè non in Pakistan?
La nostra libertà è figlia diretta del Cristianesimo. E quindi ne sono anche l’atesimo e la laicità. Componenti anch’esse fondamentali del progresso dell’uomo civile e moderno.
August 8th, 2008 at 9:49 am
oggi è il mio onomastico: 08/08/08…….
Un saluto a Pininfarina. La sorte ci ruba sempre le persone più valide. Ce ne sarà bisogno altrove, evidentemente……
August 8th, 2008 at 10:54 am
Ciao Danilo (auguri, ottootto2008!!!) …leggendo i tuoi post e sapendo della tua passione per l’urbanistica mi chiedevo se avessi mai letto Lewis Mumford, La città nella storia. Ci pensavo perchè l’autore analizza lo sviluppo dei villaggi e delle città anche in relazione al potere della religione.
La religione è figlia dell’uomo?
August 8th, 2008 at 11:33 am
allora auguri..
August 8th, 2008 at 11:39 am
ma sapevi anche che oggi in Cina sono attesi una valanga di matrimoni!!!? dicono che sia un numero fortunato..
August 8th, 2008 at 12:38 pm
Danilo…
tre volte auguri 08 08 08
Saluto anch’io Andrea Pininfarina, uno dei simboli dell’eccellenza made in Italy; persona semplice, riservata, rigorosa…l’ho conosciuto personalmente quasi 20 anni fa….è questa la immagine che dava di sé e che penso non abbia mai modificato….
August 8th, 2008 at 12:41 pm
Anche tutti noi di I-I ci uniamo alle condoglianze alla famiglia Pininfarina per la scomparsa di Andrea, persona seria, responsabile e professionale nonché portatore concreto del made in italy nel mondo.
August 8th, 2008 at 3:10 pm
Mumford l’ho studiato ovviamente quando ero giovane. L’urbanistica è figlia dei poteri contemporanei ad essa. Mai dimenticarsi che l’evolversi delle cose (e delle case), fino ai decenni dell’era moderna è stato condizionato dai rapporti tra le classi sociali e tra i diversi gradi di potere da esse rappresentati.
La piazza medievale italiana, quella con la Chiesa ed il Comune contrapposti visivamente (e non solo) ben evidenzia tale aspetto. Così la nascita dei borghi vicino alle pievi e vicino ai castelli (Carcassonne ad esempio). Quindi anche la religione influenza l’evolversi delle strutture urbanistiche, partendo dalle strutture ipogee del protocristianesimo, passando dalle strutture conventuali (che raccolgono popolo intorno alla pari dei castelli) per arrivare alle grandi “deformazioni” urbane volute dai papi, ad esempio a Roma con il tridente di Piazza del Popolo, a Pienza (Enea Silvio Piccolomini), nei borghi urbani dove il clero si ritirava (Trevi ad esempio). se poi pensiamo che la Chiesa ha avuto uno Stato e che la maggiorparte dei potenti, re ed imperatori, era legata a filo doppio con il potere ecclesiastico, capiamo bene come la religione abbia influenzato, da noi e altrove, l’urbanistica delle città. Dovremo quindi in qualche modo ringraziarla.
La religione? Certo che è un prodotto dell’uomo. Potremmo dire che è “la conseguenza di Dio” nell’uomo. E quindi non sempre riesce bene proprio a causa del filtro “umano”….
August 9th, 2008 at 10:47 am
… Ovviamente, ma rimane un testo fondamentale Danilo e forse dovrebbe essere studiata così la storia.
Affronti il tema religioso riducendo di molto certi aspetti che sono straordinari delle altre culture, e questo mi indispone.
Pensi che il cristianesimo non sia stato imposto? Ti sei scordato dell’Inquisizione?
Io no, perché da mezza pisana, ci abito in quel palazzo. E non scordo neanche il conte Ugolino che si è venduto la sua città e riposa a dieci metri dal mio letto. In chiesa, naturalmente.
Anziché scorgere gli elementi positivi metti in evidenza solo quelli negativi, per difendere cosa?
La nostra cultura rispetto a quella americana?
La cultura è cultura.
(Forse dovremmo tornare nei campi a raccogliere la frutta)
In natura quando un uomo ha imparato, muore.
(Dici, che sono alla frutta?)
Sono i popoli giovani a crescere.
Non ti piacciono gli americani e adori Warhol.
(E’ vero, polacco: zuppa per il presidente e zuppa per i poveri, allo stesso prezzo.
Non sarà stato un comunista occulto? Sei un comunista occulto, Fucsiaman? Rosso con una spruzzatina di nero?)
Non sono forse gli Americani figli della nostra Europa?
La Magna Grecia.
Forse è proprio nelle differenze e negli aspetti che meno ci piacciono che dobbiamo indagare.
Parli di umanità: come puoi misurare l’umanità di un italiano rispetto a quello di un americano o di un arabo?
Si può misurare l’umanità?
Come possiamo calcolare l “umanità” della clinica Santa Rita?
O quella degli ospizi? (Le nostre discariche)
L’umanità si può coltivare?
Gli spazi vuoti sono le parole che ho censurato.
Comunque anche la scienza è figlia dell’uomo. Non ci sopravviverà.
… Danilo, prendila così….
Sei etrusco o vivi su un’isola? ;)))
August 9th, 2008 at 11:12 am
Vivo su un’isola che è l’esistenza, ma troppi sono gli spunti che dai per risponderti di sabato mattina mentre Bettini va a vincere una medaglia (spero)….
eheheh
Tornerò puntuale….
C’avrei giurato che eri pisana però…..
August 9th, 2008 at 12:21 pm
Ciao ragazzi, riesco a fare una piccola incursione sul blog per un timido fuori tema. Soltanto ieri mattina mi hanno parlato di che persona straordinaria fosse Andrea Pininfarina; soltanto ieri, chi ha avuto l’onore di affiancarlo ad un pranzo in rappresentanza del made in Italy me ne ha parlato. Assurdo. Ma ciò che più mi ha colpito, in quest’Italia di lamenti, è che lui, alle 8 di una mattina di agosto, stesse andando in azienda a lavorare. Lui.
Sono sempre più dell’idea che ognuno nasce con un destino, e poco si può fare.
Il mio adesso è quello di non tediarvi più con le mie riflessioni e augurare a tutti, di nuovo, buone vacanze.
August 9th, 2008 at 2:02 pm
:-O he…he…he….il nostro leader visionario (nel senso di…. raramente compreso dai contemporanei, almeno per un pò di tempo, poi per fortuna le cose cambiano) si è imbattuto in un’altra toscanaccia….ancora pane per i denti….la diplomazia veneziana lascia più respiro
…
Bellissimo “Fucsiaman il comunista occulto, rosso con una spruzzatina di nero” lo considero un aforisma..chissà quanto si diverte Honnete…
August 9th, 2008 at 3:33 pm
Per la verità anch’io, per il momento. …poi mi leccherò le ferite…
Però, da Pisana, secondo Antheus, porto i colori dei nostri campioni, Otto (”La resurrezione”) quelli dei Cinesi!!!
Hehehehe
August 9th, 2008 at 8:19 pm
bene… le cose dette dall’ugolina anselmi in fondo sono vere ma… ne ho già parlato.
Ho già detto che le deviazioni negative avvenute nel corso dei secoli sono dovute agli uomini e non al Cristo stesso.
Un messaggio così “rivoluzionario” (Cristo forse era comunista, non Lenin, nè Marx) non poteva non attrarre poteri e miseri arrampicatori dell’Umanità che in nome dell’Immanente (e quindi con la incontrovertibile approvazione di un potere spirituale mai interrogato però) hanno fatto di tutto pur di esercitare l’umanissima funzione di “avere ragione”.
E’ quindi vero e lecito porsi delle domande (che però sono le solite di sempre, e in questo resti pisana) su cosa fosse in realtà il cristianesimo e la religione in genere.
Il primo non è stato imposto, soprattutto ai cristiani che andavano a morire nelle arene, soprattutto agli apostoli martirizzati (sei stata a San Pietro in Vincoli no?) nel nome di Gesù. Nessuno ha imposto mai nulla se era veramente animato dallo spirito religioso e non dal fanatismo o dallo spirito di dominio.
Ancora oggi, le chiese sono lì, aperte. Se vuoi entrare entri, se non vuoi rimani fuori. Non si impongono. Spesso sono vuote, attendono. Ma puoi incontrare Cristo ovunque, persino a Pisa. Non c’è un luogo. Noi siamo l’Eterna Energia e ci rigeneriamo nell’esistenza. Noi siamo Lui.
Come ho già detto (qui?) la nostra esistenza è un nastro di Mobius che cambia aspetto ogni passo che compiamo. Un infinito che si ripercorre su una superficie finita cangiante. Solo così riesco a concepire l’infinito e solo così riesco a pensare alle rigenerazioni dell’Universo. In fondo il nastro di Mobius se lo vedi di profilo è proprio un otto orizzontale, il simbolo dell’infinito.
Io ahimè sono un otto verticale, forse verticelli, e quindi sono finito, molto finito…
L’umanità si misura, eccome. Suggerisco l’Uhm (prafrasando l’Ohm) come unità di misura. Facciamo che Madre Teresa vale un megaUhm, a voi misurare gli altri….
Sono un “comunista occulto”? Può darsi. Il nero, quello vero, ha sempre avuto radici nel rosso e ha sempre curato i ceti bisognosi. Il nero, quello realizzato, ha solo deviato malamente. E ne paghiamo ancora le conseguenze.
Comunque è vero, occorre indagare le assenze, le presenze delle assenze. Occorre ritornare nel “between” e perdere gli estremi. Non parlo di politica, parlo di cultura del vivere.
E’ la fase del mezzo la più interessante. La pedalata e non la medaglia.
Eppure ci si trova a domandarsi se vale la pena conoscere il “più” e l’altrove, se cambia qualcosa quando riusciamo in qualche maniera a vedere “oltre”, ad arrivare prima.
Cosa cambia? Forse niente.
Siamo già noi l’altrove. Siamo l’anticipazione dell’infinito. Se solo avessimo la coscienza di cosa veramente siamo, non perderemmo tempo in beghe miserrime. Ma non l’abbiamo.
Quindi ritorniamo nel vivere quotidiano, piangendo i nostri amici scomparsi e godendo delle poche cose “umane” che ci è concesso ancora di apprezzare.
Il resto è “dopo”.
All this said, Antheus, se qui cominciano a scrivere anche i pisani allora è meglio chiudere eh….
August 10th, 2008 at 2:27 pm
…”ugolina”: …s toccata alla giugulare…. Raffinatissimo fioretto. Grazie.
August 10th, 2008 at 3:45 pm
http://www.repubblica.it/2008/08/olimpiadi/servizi/scherma-cipressa/tagliariol-medaglia/tagliariol-medaglia.html
hehehe! W la scherma.
August 13th, 2008 at 2:23 pm
Sanzo! Grazie caro. Inutile dire che lo sapevo, vero?