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L’Italia a due velocità

Thursday, July 31st, 2008

(di Antheus)

Nei giorni scorsi sui quotidiani italiani sono apparsi alcune considerazioni messe a punto dall’Organizzazione Mondiale per il Commerci (WTO) e il Congresso per il commercio e lo sviluppo per le Nazioni Unite (Unctad) a commento del Trade Performance Index (Tpi), il nome in codice dell’indicatore che riassume le performance commerciali di ciascun stato.

Sbrigate le formalità sulle fonti, andiamo a vedere il contenuto: secondo il Tpi, l’Italia è seconda al mondo per le esportazioni, davanti c’è la sola Germania. L’Italia è il miglior esportatore al mondo per quanto riguarda l’industria tessile, abbigliamento e comparto calzature; seconda nella meccanica non elettronica , meccanica elettrica, e nei cosiddetti prodotti miscellanei (occhiali, gioielli, ceramiche). Lo studio prende in considerazione la performance nel 2006 in 14 settori da 189 paesi. Da allora l’export italiano è cresciuto del 22%.

E allora la crisi? Dov’è il trucco? Il problema è che l’export per l’Italia rappresenta solo 1/5 del PIL. Il mercato più importante per le imprese italiane è sempre quello interno. Ed è qui che nascono i problemi. Il raddoppiamento dei prezzi post Euro è avvenuto solo da noi, l’ingrsso della Cina nei mercati internazionale ha fatto aumentare l’inflazione e poi i soliti problemi italici: divario tra nord e sud, debito pubblico, criminalità organizzata, mancanza di investimenti etc… , problemi per i quali le imprese non possono far molto.

Comunque l’export cresce e anche di molto; poi se l’export italiano è realmente made in italy, questo è tutto da vedere.