Trascinatore di folle

(di Antheus)

Alcuni giorni fa Raffaela in un commento ci domandava perché in pochi rivendicano con fierezza il loro essere Europei. Le ragioni credo siano molte e variegate, qualcuno negli stessi commenti ha provato anche a spiegarle. Leggendo il discorso che ha fatto ieri Barrack Obama a Berlino, si può trovare uno dei tanto motivi di cui sopra, ovvero la mancanza di un leader, o meglio, di un trascinatore di folle, di un bravo comunicatore che riesca ad infondere un senso d’Europa a noi europei.

Come forse sapete ieri Obama furbescamente (facendo ritornare alla memoria il discorso che J.F. Kennedy fece nel 1969, quello in cui pronunciò la celebre e sofisticata frase “Ich bin ein Berliner”) ha tenuto un trionfale discorso davanti a 200.000 berlinesi, per lo più giovani, acclamato come una rockstar e come il “volto nuovo” che da tanto tempo il mondo aspettava.

Muri e ponti, “I love Berlin”, pregi e difetti dell’America, la “globalizzazione buona”, speranza, libertà, multilateralità, messaggio ambientalista: certo, sono solo discorsi ed efficace retorica, poi bisogna vedere i fatti quando (e se) Obama si insedierà alla Casa Bianca, però già il riuscire a radunare una folla così numerosa in Europa è un segno non da poco.

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37 Responses to “Trascinatore di folle”

  1. honnête provocateur Says:

    La politica degli americani ha un fascino notevole su di me.
    Non riesce a farmi avvicinare a lei e se non sbaglio anche al 55% degli americani che non si recano a votare.
    Chiunque arriva si inventa una guerra per aprire un mercato, una “Libertas pro domo sua”.
    L’eta’ mi ha insegnato una cosa;
    Solo i fatti meritano un giudizio.

  2. Paolo Convertito Blasio Says:

    anche se devo dire i discorsi di obama non è che mi fanno poi tanto emozionare….comunque spero vinca perchè credo sia il più meritevole tra gli altri……

  3. artisticando Says:

    Honnete…non pro domo sua, ma nostra…purtroppo

  4. raffaela Says:

    mi hai letto nel pensiero antheus, proprio in questi giorni pensavo ad Obama come ad un trascinatore di folle. sarà questo credo, ma speriamo di non dover mai fare i conti con la sua inesperienza qualora uscisse fuori se ne avesse.. perchè oggi, gli equilibri tra le parti (parlo delle varie nazioni) mi appaiono delicati.
    La Cina mi preoccupa e non per quello che è oggi ma per quello che sarà domani, oggi accetta i compromessi.
    Noi europei, senza dimenticare le radici, dobbiamo unirci e approdare a nuovi interessi che siano comuni o non si costruirà nulla per il futuro, dobbiamo guardare al futuro gettando oggi delle fondamenta, queste sono i giovani le nuove generazioni, è importante che nelle aule scolastiche i professori siano i primi ad interrogare i giovani e viceversa sull’europa, si devono conoscere i protagonisti, dove si trova il parlamento europero? tanti non lo sanno..
    dobbiamo prendere coscienza che l’italia non è più sola e che è costantemente condizionata, ha degli obblighi.
    Creare una mentalità europea oggi inesistente non sarà affatto facile come non è stato facile passare dalla lira all’euro che ci ha fatto trovare con le pezze al sedere e scusate se è poco.

  5. honnête provocateur Says:

    @artisticando
    Hai ragione, il nostro “benessere” e’ a carico dei piu’ poveri del pianeta.

  6. Sergio M. Says:

    Bisognerebbe prima di tutto capire cosa si intende con Europa prima di poter dire “io sono Europeo”. Il discorso è prettamente storico : gli Uniti Stati d’America (per dirla all’italiana) sono nati dall’unione di uomini che, pur provenendo da parti del mondo disparate, hanno lottato e sofferto per darsi delle “basi” comuni ma sono nati, appunto, con queste basi già solide. Innanzi tutto la lingua parlata, gli usi ed i costumi degli USA sono stati universalmente accettati da tutti i cittadini (anche se questo ha richiesto una guerra civile) e sono nati “ex-novo” senza affondare in una tradizione millenaria. Questo ha permesso ad un texano di sentirsi “americano” come un newyorkese. Non dobbiamo scordarci che gli USA sono stati creati per essere una sorta di “utopia” di “città del sole” da uomini in larga parte influenzati dall’idea massonica di evoluzione dell’essere umano. L’Europa è tutt’altra cosa. Cosa hanno in comune un italiano ed un norvegese? Nulla! Millenni di tradizione diversi, culti diversi, usanze diverse. Come può esistere un “trascinatore” europeo se le sue basi culturali sono lontane anni luce da quelle di gran parte della popolazione? Non si può creare una nuova istituzione politica a colpi di carte bollate…il processo durerà secoli e, forse, fallirà perchè il senso di appartenenza alla propria terra quì da noi in Europa è troppo forte, più forte ancora del potere del denaro. D’altronde possiamo dire oggi, a quasi 150 anni dall’unificazione, che l’Italia sia una nazione? Possiamo dire che i campanili siano stati oscurati dall’ombra del tricolore? A mio modesto parere per molti la bandiera è ancora ripiegata in un cassetto mentre il campanile svetta nel cielo illuminato dai raggi del sole!

  7. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    Io adoro l’inesperienza. Mi crogiolo nell’improvvisazione. Non trovo nulla di più eccitante della scoperta continua di nuove soluzioni. All’esperienza della carrozza preferisco l’inesperienza del primo cavallo vapore. All’esperienza degli scafati preferisco la sana follia di chi pensa “di lato”.
    Se il mondo è allo stato in cui è grazie agli uomini “esperienti”, forse è meglio, notevolmente meglio affidarsi ad una sana, pur se istruita, ineseperienza. Peggio non potrà andare.

    Un mese fa ero a cena con due ricercatori universitari, marito e moglie. Di estrazione democratica, religiosi, tre figli. Una famiglia tipo, per capirci. Ebbene, quei due hanno dichiarato che non sapevano se avrebbero votato Obama dato che nelle primarie avevano scelto Hillary e lei era la loro condidata.
    Quindi, nella grande democrazia americana, succede anche che qualcuno (e più di uno), pur di non votare un nero, voti l’esatto opposto di ciò in cui ha creduto fino a quel momento. Cioè l’esperiente e traballante vecchio repubblicano, marionetta di turno dei soliti poteri. E data l’evidente differenza tra i programmi, questo non è certo sintomo di maturità. Figuriamoci nel popolo normale cosa pensano.

    Non c’è niente da ammirare in tutto ciò. E non c’è proprio niente più da imparare dalla cosiddetta democrazia americana. Anche loro sono alla frutta (in scatola).

  8. Piper de La Rey Says:

    Danilo , mi spiace ma non sono daccordo , gli USA ancora non sono alla frutta , e per quanto riguarda i tuoi amici beh non metto becco perche non li conosco , ma sulla democrazia USA behquella seppur non e’ perfetta e’ una gran bella democrazia .. poi se la guardi da non Americano la puoi criticare molto pe ril fatto che vuole conquistare appropiarsi e tutto quello che ti pare ma resta sempre un opinione esterna , ma ai fatti gli USA difendono tutelano i propri cittadini smepre ed eovunque a differenza del falso patriotismo che vige in molte democrazie …
    non credo che l europa sia stat fatta solo per avere un soldo comune ma forse per come sono gli stati negli USA , la differnza l ha ben riportata SERGIO M. , in tutto e per tutto nessuno dei paesi europei ha a che fare in nulla con l altro ed in comune si ha solo l euro .

  9. Piper de La Rey Says:

    ho scoperto che sei quotato come VALLS .. mica male ..
    l

  10. raffaela Says:

    l’inesperienza legata ad un popolo l’inesperienza legata alla responsabilità che si ha nei confronti di un popolo per me ha un valore e un’importanza diversa..
    l’inesperienza legata all’ingenuità della bontà di una persona che si dona al prossimo perchè non ha nulla nell’animo suo che può ferire, è altra cosa ancora..
    o l’inesperienza che ti porta ad esplorare altre realtà o a scoprirle o la scoperta continua di nuove soluzioni come hai citato è eccitante, ma è altra cosa ancora..

    ecco io dell’inesprienza danilo non ne farei un concetto legato solo alla scoperta, l’inesperienza di Obama (nel caso specifico) sarebbe automaticamente legata ad un popolo..
    e non è una questione di imparare dalla democrazia americana qualcosa, ma vedere semplicemente come un uomo di colore (ricordiamoci che dopo il 1776 la storia per loro in america non cambia anzi restano schiavi e perseguitati picchiati ecc..ecc..) che ha i parenti in un villaggio persone umilissime possa ricoprire una delle più alte cariche, meritocrazia? qui se ne parla si e no una volta al giorno, o forse facciamo tanti bei discorsi e innanzi ai fatti non sappiamo cogliere un messaggio semplicissimo ” che la storia cambia e che tutto è possibile”. siamo bravi nel continuare a far emergere l’altro lato o forse solo l’altro lato. non era follia pensare ad un presidente nero?
    i tuoi amici non lo voteranno molto probbabilmente per una questione di colore, ma come si chiederanno “io devo elogiare votare un nero, una razza inferiore” perchè nella storia sono stati visti con un occhio diverso dai bianchi, questa è la verità.
    mi è arrivato Vanity Fair vai a pag.36 e leggi. e vediamo in modo molto scontato come certe persone metteranno in risalto certe bellezze soprattutto se il primo presidente americano sarà nero.. e il coraggio prima di lui dov’era?

  11. raffaela Says:

    mi sono espressa male scusate.. all’ultima riga intendo primo presidente di colore naturalmente.

  12. artisticando Says:

    Espongo il mio punto di vista e convinzione.

    I valori per una identità comune europea ci sono e convivono con la moltitudine di radici dei suoi popoli .

    Voltaire sosteneva che” l’Europa era una grande république che, pur dilaniata da guerre interne si presentava tuttavia come lo spazio di una immensa repubblica dominante nell’arte…nella ricchezza…nell’industria.

    Un continente unificato da un unico codice religioso artistico e giuridico e per questo in grado di fare in continuo a tutto campo rivoluzioni : commerciali, artistiche, urbanistiche, monetarie,protestante,scientifica ,industriale ecc.ecc.

    Ora,che per la prima volta, questa rivoluzione (globalizzazione di merci e persone) viene dall’esterno, l’Europa troverà una propria identità ricompattandosi nei valori comuni che l’hanno resa grande…non è facile arrivare ad una unica identità mantenendo i valori(radici) dei singoli componenti (è la battaglia che sta portando avanti ad esempio la Lega in Italia) perchè si e diffusa l’idea universalistica(tutti uguali) aprioristica e non selettiva di eguaglianza.

    E sicuramente non può avvenire con le “carte bollate” (accordi sopra la testa dei popoli-osserviamo cosa stà succedendo) la forza e identità indispensabile; la scoperta e ricompattazione dei valori comuni avverrà come per tanti esseri umani prima della “estrema unzione”(che è vicina) dei popoli europei.

    LB

  13. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    Piper: per le quotazioni ti riferisci a me? Non valgono niente, lo sai….

    Vedi, a grosse linee, una democrazia che per tutelare i propri cittadini adotta misure di sicurezza che comportano l’ossessiva e strumentale interferenza in ogni parte della loro vita, non è una democrazia, ma un regime capitalista (???, lo so che vuol dir poco ma non mi viene meglio) che difende i propri meccanismi economici. Ovviamente, per non diventare un regime vero e proprio deve pur lavarsi la faccia con democratismi tipo “self made man” oppure “se sei bravo arrivi”, ecc. Che poi è anche vero. Ma qual’è il vero prezzo di questa “libertà”? Alla resa dei conti chi è povero muore fuori dall’ospedale, chi non ha i soldi (per qualunque disgrazia gli sia accaduta, non ne faccio una questione social-politica) non accede alle università e per sfangare un posto di lavoro le etnie colorate si sono arruolate in massa negli eserciti per guadagnare due soldi con le guerre.

    Alla resa dei conti, questa specie di regime-democratico, ha prodotto “famiglie” di presidenti e quasi mai veri outsider. Solo prodotti dell’immenso baraccone messo su per le campagne elettorali. Kennedy, Bush, Clinton, hanno governato o cercato di governare per generazioni e, guarda caso, sono sempre stati prodotti delle famiglie più ricche o comunque più “compromesse” da certi punti di vista. Dov’è quindi, sempre alla resa dei conti, lo spirito di innovazione del popolo americano? Cosa quindi ha prodotto questa specie di democrazia da cui imparare? Generazioni di cittadini che pedissequamente hanno investito la loro fiducia in candidati, palesemente interessati ai propri affari, senza neanche accorgersene?

    Non basta il mito del self made man per dire che negli USA c’è democrazia, la stessa che giustifica la pena di morte o il carcere di Guantanamo o quasi ti arresta se fumi in strada a New York. La stessa democrazia che spara sui messicani alla frontiera e ha foraggiato i regimi dittatoriali di mezzo mondo per preservare le risorse minerali e politiche locali… Non basta Bill Gates, no.
    Non è una questione politica, chi mi conosce sa come la penso, non sono Mario, ma pur prendendo atto che certi aspetti americani sono effettivamente liberi, almeno nei loro intenti primari (ad esempio la stampa ed il giornalismo, cfr caso Watergate) proprio non me la sento di dover andare a lezione di democrazia dagli USA.
    Mi sento molto più libero qui, in Europa, soprattutto sapendo che se le cose vanno male, siamo liberi di scegliere tra candidati che, pur se compromessi con poteri e poterini (due parole che iniziano con P, due), alla fine devono pur sempre rispondere alla gente di ciò che fanno.
    L’inesperienza è la prima garanzia che il candidato non ha avuto a che fare con i meccanismi e gli equilibrismi di certo potere. E mi dà paradossalmente fiducia. Che sia nero o fucsia (meglio fucsia). E poi ho sempre pensato che l’esperienza sia l’alibi dei vecchi. E mai nessuno me lo toglierà dalla mente……

  14. DILETTA Says:

    Un uomo venuto da molto lontano,
    neglio occhi il ricordo dei campi di grano.
    Il vento di Auschwitz portava nel cuore
    e intanto scriveva poesie d’ amore,
    amore che nasce dentro il cuore dell’ uomo per ogni altro uomo.

    Un uomo venuto da molto lontano,
    stringeva il dolore e un libro nella mano,
    qualcuno ha sparato ed io quel giorno ho pianto
    ma tutto il mondo gli è rimasto accanto,
    quel giorno il mondo ha ritrovato il cuore
    la verità non muore.

    Un uomo che parte vestito di bianco,
    per mille paesi e non sembra mai stanco
    ma dentro i suoi occhi un dolore profondo
    vedere il cammino diverso del mondo,
    la guerra e la gente che cambia il suo cuore
    la verità che muore.

    Và dove guerra fame e povertà
    hanno ucciso anche la dignità
    và e ricorda a questo cuore mio
    che Caino sono pure io.

    Dall’ est è arrivato il primo squillo di tromba,
    il mondo si ferma c’ è qualcosa che cambia
    un popolo grida noi vogliamo Dio
    la libertà è solo un dono suo
    tu apri le braccia e incoraggi i figli
    ad essere fratelli.

    Và dove l’ uomo ha per sorella
    solo lebbra e mosche sulle labbra
    và e ricorda a questo cuore mio
    che Caino sono pure io.

    Che Caino sono pure io.

  15. Mariangela Says:

    Ma c’è nella vita di un uomo politico la parola esperienza?

    Penso esista a livello personale, lavorativo…

    Secondo me alla base di tutto ci devono sempre essere “basi solide” come uomo.

    Politicamente lo scenario cambia repentinamente con un moltiplicatore di regole allargato ad altri paesi che prima non interferivano così fuori porta.

    Forse pensiamo, come lavorativamente ( sbagliando ) che solo determinate persone, di una certa età , possano risolvere grandi problemi… così ci troviamo manager con esperienze di intrallazzi
    , si collocano sempre più in alto dove Tu non li puoi raggiungere e fanno i loro conticini, prima nelle loro tasche, dopo quelli dentro il loro cortile… e poi … forse…. risolvono qualcosa.

    Preferisco uno che come requisito base ci metta la sana umiltà di non dire faccio tutto io.. so tutto io e voglia di fare senza quel famoso curriculum che i “vecchi grigi” tinti con riporti vari, sorrisi con bianche dentiere esibiscono. tutti bei eretti, petto in fuori: tranquilli, arrivo io e risolvo tutto.

    IO vado a pelle, se uno ci mette l’anima, CI CREDE in quello che fa ,si impegna ecc… anche se dopo non riuscirà a fare tutto quello che ci si aspettava.. si è più disposti nella comprensione.

  16. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    @raffaela: infatti, Obama non è nero, ma marrone scuro…. eheheh scherzo

  17. mario Says:

    @Fucsiaman
    sei un maledetto comunista;-))
    Mario
    p.s.
    Qualche osservazione sugli Usa
    http://pensareinprofondo.blogspot.com/2007/11/statistiche-limpero-nel-1929-ed-oggi.html
    e qualche altra sul binomio cultura d’impresa e politica
    http://pensareinprofondo.blogspot.com/2008/02/cultura-dimpresa-ed-ideologia.html

  18. artisticando Says:

    Churchill disse che: “La democrazia è la peggiore forma di governo, però migliore di tutte le altre che siano mai state tentate”
    Premesso questo, che condivido, provo schematicamente , a grandi linee discontinue per brevità, rappresentare come funziona il meccanismo “democratico” negli USA.

    Nella libera società americana si sono formati e agiscono numerosi gruppi( le lobbies) per esprimere gli interessi dei propri membri; non sono antagonisti rispetto alle istituzioni ma ne rappresentano un complemento in quanto creano un flusso di informazioni sull’attività governativa e consentono ad opinioni assai diversificate di esprimersi al meglio.
    La “democrazia” che esprime il governo negli USA trae per questo origine da un perfetto equilibrio delle lobbies.

    Il meccanismo di intervento di questi gruppi è reso possibile in USA dal federalismo, la separazione dei poteri e dalla mancanza di partiti centralizzati. Così il gruppo di potere che non riesce ad avere successo ad un determinato livello o settore di governo agisce su altri.

    Non descrivo le tecniche di intervento e pressione per influenzare le politiche pubbliche, la cosa che mi interessa dire è che questo meccanismo funziona bene, crea efficienza coesione efficacia e grandi vantaggi, sopratutto per loro.

    Obama è venuto in Europa per sentire e trovare appoggi dalle “nostre lobbies” che funzionano solo per loro e per la loro politica di governo mondiale.

    E’ facile dimostrare tra l’altro come tutto ciò sia origine e causa della “globalizzazione” voluta e lasciata libera di agire (come legge naturale di mercato e imposta e condivisa da noi Europei) dalle multinazionali americane e europee.

    Ma non è colpa degli americani se noi esprimiamo quello che(non) riusciamo ad esprimere con le “nostre” democrazie…sono le nostre forse più giuste efficaci ed efficienti???
    LB

  19. artisticando Says:

    Danilo….altro che “jet lag” è stata una conversione….. :-D

  20. raffaela Says:

    si, danilo si.. baci a tutti

  21. Tecna.it Says:

    Scusate, a parte il fattore democrazia, a parte il fattore globalizzazione, noi giovani stiamo o non stiamo cercando un cambiamento?
    Secondo me, Obama è solo l’inizio del cambiamento che il mondo richiede.
    Ma vi rendete conto, che se eletto, sarebbe il primo uomo di colore, in America, ad avere LA CARICA più importante al mondo, ed oltre tutto, ha meno di 50 anni!!
    Questo è quello che dovrebbe cercare sia l’Italia che l’Europa, uomini che sappiano trascinare le folle con le proprie idee, che sappiano rinnovare quello che attualmente esiste, ma sopra tutto, che sappiano capire le nuove generazioni, quelle di oggi e di domani!
    Obama mi ha affascinato dal primo momento in cui si è candidato, ha carisma da vendere, sa dove andare a parare ed usa un linguaggio molto meno aulico, ma più giovanile e diretto, dal quel momento avevo già supposto che sarebbe andato avanti, sconfitto Hillary (Donna con le “palle”, ma con pochi sani principi…ha perdonato il marito solo perchè le sarebbe servito in futuro per farsi eleggere nello stato di N.Y. e perchè già pensava di candidarsi come presidente.Spiegatele che la Famiglia del Mulino Bianco non esiste!!!e tutti se ne sono accorti!), ed oggi sono straconvinta che sarà il prossimo presidente degli U.S.A.
    E’ la ventata di cambiamento che tutti NOI aspettavamo, la speranza è che questo vento soffi fino in Europa.

    Credo che non sia indispensabile globalizzare tradizioni e lingue per sentirci uniti in Europa, basterebbe avere persone di carattare, con idee innovative e con due grossi maroni sotto per far funzionare il parlamento Europeo e per far capire agli astati mebri, che “l’unione fa la forza”.
    Non credo nella globalizzazione, credo nelle tradizioni e culture che identificano ogni piccola nazione, credo che il mondo sarebbe diverso se noi tutti imparassimo di più ad ascoltare ed a carpire ciò che c’è di buono in ogni paese. Credo che questa sia la cultura della democrazia.
    Una volta Lapo, in suo post, ha scritto che non si deve avere paura della diversità, anzi, è la cosa migliore che possa esistere, idee diverse che si mescolano ad altre, per crearne di migliori.

    Quindi, perchè no, Europa unita, ma con le sue differenze distintive…nella vita c’è sempre da imparare da tutti e tutto.
    Magari un giorno l’Europa potrebbe anche essere meglio degli Stati Uniti D’america, visto che NOI di esperienza ne abbiamo da vendere!!!!!!!!!!!

    P.S. la prima volta che sono capitata su questo Blog ho cominciato a leggere tutto quello che trovavo, primo impatto è stato: bello,intelligente, creativo e molto espressivo, peccato sto Danilo con le sue idee retrograde.Ma poi mi sono ricreduta sull’uomo fuxsia, ha sempre le sue idee retrograde ed è un bel pò prolisso, ma molte delle sue esposizioni di pensiero non sono male…figurati che ho persino letto “l’incontro/scontro” con mario.
    Diciamo che questo Ingegnere/architetto/pittore è davvero un gran personaggio!!

  22. Alix Says:

    Sono d’accordo con quanto scritto da Sergio. America e Europa sono troppo diverse tra loro. Gli americani sono il nuovo continente, un paese giovane, nato sulla base di ideali e motivazioni personali che andavano tutte verso un’unica direzione; il senso civico, il patriottismo, lo spirito della nazione sono sentiti e condivisi da tutti ( aspetto per esempio che vede i suoi estremi in Giappone, dove la patria viene prima di tutto, e in Italia, dove il patriottismo viene riscoperto soltanto davanti ad undici giocatori con la maglia azzurra ). La vecchia Europa conserva una moltitudine di radici al suo interno, paesi con culture diverse, storie di conflitti, guerre, alleanze e tradimenti che ormai hanno cementato la nostra storia. Difficile costruire un senso europeo comune, se mai ce la si farà, ci vorrà ancora del tempo, e non basterà certo una moneta unica che non tutti hanno poi adottato. Temo che le singolarità continueranno a prevalere.
    Obama mi piace, è sicuramente un buon comunicatore. Il suo viaggio per testare il terreno europeo è stato da furbo, così come lo è stato quello di McKain. 1 a 1 palla al centro. Spero soltanto che, nel caso approdasse alla Casa Bianca, da buon comunicatore e trascinatore quale si è dimostrato essere in tutti questi mesi, si trasformi in un bravo esecutore di ciò che ha promesso al popolo americano. Noto a volte troppo clamore, troppe chiacchiere, troppa perfezione e non vorrei che anche lui fosse un caso di “tutto fumo e niente arrosto”. Spero davvero che la sua inesperienza lo porti concretamente a fare qualcosa di buono per l’America.
    Ogni paese ha i propri pregi e i propri difetti, anche la democrazia americana non è esente da questo concetto. Credo però che molte cose interessanti, molte leggi, molti provvedimenti, a volte anche semplici, siano stati fatti negli Usa. Come credo che se i nostri sistemi giudiziario, politico, legislativo, economico, sanitario venissero applicati alla lettera in un paese come l’America, che vanta più di 300 milioni di abitanti, non si parlerebbe più di democrazia ma di anarchia.
    Buon weekend a tutti.

  23. artisticando Says:

    continuo a sostenere(per le ragioni esposte sopra di come si forma il potere) che la politica estera e interna degli USA non cambierà in funzione del vincitore bianco nero o giallo…potrà solo trovare delle forme di comunicazione differenti, ma la sostanza no…e chi offre qualche resistenza, anche se presidente non ha vita facile…il passato lo insegna; tutto positivo il resto:presidente nero, giovane, grande comunicatore(lui o chi per lui???)..
    L’ Europa(unita) deve solo imparare e copiare dagli USA come si forma e gestisce il potere; così potrà incidere negli attuali indirizzi globali…per il resto siamo migliori e molto più avanti di loro
    LB

  24. vick Says:

    @Diletta
    forse era un piccolo principe…se chiudi gli occhi lo potrai sentire nel tuo cuore e lui ti potrà ancora ascoltare. Nel silenzio ti potrà rispondere.Lo pensavo in questi giorni.Mi ha risposto con una maglietta:Don’t worry.Be happy

  25. honnête provocateur Says:

    Il “fenomeno” Obama rappresenta il primo esperimanto del potere della rete e la capacita’ dei Blog di influenzare le opinioni dei giovani americani e non.
    Mi ricordo alle primarie quando la Clinton decise di assumere i migliori Blogger per sovvertire i risultati dello scontro con Obama.
    Ho notato che quando parla nel parterre ci sono molti giovanissimi da sempre lontani alla politica attiva.
    Lui parla di cambiamento e la gente lo percepisce in questo modo, e cio’ sta a dimostrare che la voglia di modificare l’andamento della politica americana di Bush e’ forte.
    Speriamo che vinca e non resti un leader ” mediatico” in modo da giudicare i fatti e non gli slogan.
    Di populismo di “generazione tecnologica” ne abbiamo sin troppo in giro per il mondo.

  26. egr.dott.ssa Says:

    c’è da ritirare un premio…venite a vedere che cosa avete vinto..vi aspetto sul mio blog!!:-)

  27. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    @tecna: I am astonished! Grazie. Le mie idee “retrograde” sono alla base di quelle innovative, occorre solo guardarle un po’ di lato…. Con Mario è stato uno scontro/incontro, ma tanto è duro, non cambiaaa!
    @Mario: comunista sarai tu e tutti i….. :-)
    @artisticando: appunto. Una democrazia molto sui generis. Basata infatti sulle lobby. Ti sembra quindi una democrazia?
    Credo che la democrazia o c’è o non c’è e se c’è non sia una categoria attribuibile solo ad un popolo a danno di un altro. Che diavolo di democrazia è quella che protegge se stessa negandosi agli altri?
    Che democrazia è quella che protegge gli interessi di coloro che finanziano le campagne elettorali?
    Certo, non scendo a valle con l’ultima piena dell’Arno (che ormai è ben protetto dai progetti di bacino) e so bene che anche da noi più o meno subdolamente certe piccole e misere lobby si fanno sentire. Ma il Parlamento italiano ha espresso parlamentari del tipo di Cicciolina, Luxuria, Caruso, operai carneadi, gente come Pecoraro Scanio, veline, attori, giornalisti e presentatori che negli USA strarebbero forse dietro al bancone di qualche bar a comporre panini. Eppure la nostra malata democrazia ha permesso a costoro di arrivare al Parlamento, partendo da poco o da niente. Io, a prescindere da ogni considerazione qualitativa sui suddetti, trovo che questa possibilità, unitamente alla pluralità delle voci politiche, sia una bella garanzia di democrazia mediterranea, da opporre a quella bipolare anglosassone e monopolare cinese.
    L’efficienza di un Parlamento non sta nel numero di partiti che vi siedono, ma nel livello morale dei parlamentari e nella missione etica che si sono dati. Questo non accade da noi perchè il livello è quello che è. Bisogna appunto ripartire da lì: dalla formazione morale ed etica degli operatori di governo, a tutti i livelli. Solo così si compirà finalmente lo spirito della democrazia italiana. Senza etica litigherebbero anche internamente ad un unico partito.

  28. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    p.s.2
    @Tecna: ma del blog “bello,intelligente, creativo e molto espressivo” ero veramente io l’unica cosa “peccato”?

    ;-)

  29. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    a propostio di elezioni, ecco i requisiti per essere eletti negli USA:
    http://www.newscientist.com/blog/shortsharpscience/2008/07/how-to-get-presidential-keys.html?DCMP=ILC-hmts&nsref=specrt12_head_How%20to%20get%20elected

  30. DILETTA Says:

    @vick
    e se fosse stato un ranocchio………..
    gruss,
    dont worry Io mi stò proprio serena.

  31. artisticando Says:

    Danilo….verissimo quello che hai detto nella parte finale e condivisibile da tutti (anche dai compagni)…io parlavo di democrazia americana tra virgolette non a caso; quella che descrivi tu è la vera democrazia, cioè come dovrebbe essere…bisogna vedere chi ci arriva prima….per quanto è permesso di capire , vedere e sapere non ci sono in america solo lobbies affaristiche ma anche molte su basi etiche e morali e saranno queste che sposteranno gli equilibri nella direzione della vera democrazia…ho la mia convinzione che questa struttura di potere ( che dimostra efficienza ed efficacia) li farà approdare prima di noi… :-(

  32. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    Uhm, si può essere marxisti-catto-capitalisti?

  33. andrea squinobal Says:

    emoziona e trascina perchè non è solo il volto nuovo, ma è l’unico che ha veramente qualcosa da dire…che ha voglia di provarci realmente, giovane, come del resto molti del suo staff. In europa noi effettivamente siamo ancora troppo campanelisti, guardiamo il nostro staterello o peggio ancora la nostra regione dovremmo veramente pensare di più all’europa e al nostro parlamento europeo…

    L’altro giorno sono rimasto di pietra quando ad un aperitivo un mio amico-conoscente si è presentato ad una ragazza australiana dicendo “hi I am European”….mi ha fatto strano ed ho poi riflettuto su come noi giovani e tanto meno il resto della popolazione non senta per niente quello stato di appartenenza che dovrebbe essere se non scontato almeno normale!

  34. Professionista Cubano Says:

    Ho sentito molti discorsi e interviste di Obama, sicuramente è un leader capace di trascinare la gente che lo ascolta ma non bisogna essere ipocriti. Quando e se Obama sarà al potere (se vincerà le elezioni non è poi così scontato) dovrà fare i conti con lobbies e ragion di stato…se sarà un buon leader il modo lo vedrà in quel momento.
    La tristezza invece per noi europei è quello di non averne di leader, dall’Inghilterra all’Italia siamo di fronte a politici inconsistenti e “minestre riscaldate”. Viaggio molto per lavoro e vedo come tutti i telegiornali europei sono ormai la fotocopia uno dell’altro…inflazione, debito pubblico, costo del petrolio…una lunga lista di lamentele….la domanda è: cosa stanno facendo i nostri politici? Poco e niente e la cosa più triste è che in un mondo in cui la comunicazione non ha barriere e limiti i nostri politici sono incapaci di comunicare.

    Saluti a tutti

    Il Professionista Cubano

  35. artisticando Says:

    sì Danilo..per esperienza personale…. con la più grossa cooperativa rossa di costruzioni ho potuto toccare l’intreccio finanziario marx/s.antonio/vaticano…ma era tutto alla luce del sole..gli uffici di presidenza erano tappezzati di falcemartello/papa/vescovo locale/presidente della repubblica/presidente della coop……. un ambiente di grande ispirazione per un artista come te…..

  36. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    eheheh ma io lo sono davvero così!
    Affronto un tema intimo che poi non troverà ovviamente seguito qui: il messaggio del Cristo non è forse la summa dei tre messaggi sopradetti? Forse non ha egli detto di dare a Cesare ciò che è di Cesare e nello stesso tempo non ha inveito contro i mercanti del Tempio e analogamente contro i “sepolcri imbiancati”? Non ha infilato i cammelli nella cruna di un ago salvo trovare qualche ricco in Paradiso, ma non ha anche lasciato (eterno mistero) il libero arbitrio all’uomo perchè riuscisse a disegnarsi una vita dignitosa (e quindi con qualsiasi “etico” sistema economico egli voglia)?
    Non chiedo risposte, non è il luogo questo.
    Osserviamo però che se futuro ci deve essere, questo avverrà in due direzioni:
    -una, quella della spersonalizzazione dell’uomo a favore di un sistema economico/meccanicistico che necessiterà sempre più di operatori non pensanti e facilmente sostituibili.
    -l’altra, quella della valorizzazione della dignità della persona, delle sue doti precipue e dell’umanità come luogo di spiritualità (anche la creatività in fondo è umana spiritualità).
    Sono concezioni avverse, il male e il bene forse, non tiro in ballo il Diavolo (se pure esiste) ma dalla lotta tra queste due concezioni (forze?) nascerà il mondo futuro.
    Se ci fai caso, in fondo, ogni guerra, ogni diatriba, può facilmente essere riportata a queste due macrocategorie di sviluppo.

    Persino il recente attentato curdo a Istanbul, che in pratica vuole affrmare con forza sbagliata la dignità di un’etnia messa a tacere dagli ordini internazionali, è la richiesta più estrema (ma appunto errata nella forma) di considerazione della loro precipua cultura. Ogni terrorismo è in fondo un urlo di dolore che non si ferma sulla tela di un Munch o di un Bacon o di un Bosch ma si trasforma in dolore vero e proprio per chiunque incontri.
    Le ragioni di ogni urlo sono però facilmente riconducibili alle conseguenze (non dell’amore come vuole Sorrentino) ma dell’Uomo in quanto tale ed in quanto essere molto imperfetto.

    Forse il messaggio cristiano è molto più terroristico di quello marxista, ma ha alla sua base il rispetto per ogni identità.
    Vaticano, IOR e compagni di merende sono poi la miseria dell’Uomo che si fa uomo (con la U minuscola).
    E poi, se cancelli due piccoli pezzettini delle “o”, coop diventa facilmente cccp………

  37. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    p.s.: questo blog sta diventando un covo di comunisti……..

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