Moduli mobili
(di Antheus)
Mi aggancio al post precedente di Lapo sul prezzo del petrolio e quindi della benzina, e tutto ciò che ne consegue per la nostra vita di tutti i giorni. Consci del fatto che le questioni sono molto più grandi e complesse, ciò che possiamo fare è limitarci a risparmiare, laddove è possibile. Ecco però che la tanto odiata e invadente pubblicità viene in aiuto.
In Giappone la Toyota concederà uno sconto sull’acquisto di alcuni modelli, o sul proprio carburante, a chi acconsenta di mostrare pubblicità per oltre 90 giorni; lo stesso sta avvenendo negli Stati Uniti e in Francia.
In molti sosterranno che tale pratica è assai poco indipendente; certo, avete ragione, però sempre più in futuro dovremo pensare a noi stessi anche come media di nicchia. In Italia comunque tutto ciò non è legale per i privati ma solo per i mezzi pubblici (bus, taxi…).

July 22nd, 2008 at 8:35 am
Artheus: Se fosse facile solo risparmiare saremmo già un passo avanti. Per la pubblicità non mi stupisce più niente, magari suscita solo un pò più clamore che sia associata ad un’automobile che in qualche modo è uno status. Ma non è una cosa tanto strana, perchè basta pensare alle buste di carta o i sacchetti di alcuni negozi (vedi intimo, ecc) che poi alcune persone si portano dietro quotidinamente per metterci le proprie cosine e che non è più l’acquisto. Non è pubblicità anche questa? Un pò più occulta sicuramente. Almeno per le auto si è consci di quello che si sta facendo e se ne ha un tornacconto.
Buona giornata.
July 22nd, 2008 at 10:22 am
Il meccanismo rimane però fine a se stesso.
Voglio dire che la chiusura del cerchio avviene sempre nello stesso settore che genera inquinamento (ma non è questo il motivo dello sconto) o consumo di petrolio.
L’iniziativa, per quanto sembri originale, non è tesa al “risparmio” e quindi ad un consumo etico, ma addirittura alla promozione, ovvero alla vendita e quindi alla moltiplicazione del consumo.
Sto parlando del caso Toyota, ovvio, dove immagino che il contratto pubblicitario riguardi la casa stessa (che interesse avrebbe sennò?).
Paghi meno la tua auto se convinci qualcun altro a comprarne una. Catena di Sant’Antonio o multilevel marketing. Una Amway automobilistica. (Ma che fine ha fatto la famigerata Amway?).
Alla fine ognuno pensa di risparmiare mentre il conto globale aumenta.
Non credo sia così che si affronta la crisi. Rimane il fatto che al solito la pubblicità “utilizza” le difficoltà della vita per farle rendere in qualche modo a favore di qualcuno.
Io non la comprerei apposta.
July 22nd, 2008 at 11:22 am
ma non esiste già questa cosa anche in Italia?
Ne avevo sentito parlare relativo alle Smart, primo modello, alcuni anni fa, che costavano meno con l’apposizione di pubblicità di studi immobiliari e cose così.
July 22nd, 2008 at 11:58 am
8: il tuo ragionamento non fa una piega. In effetti il mio post, scritto un po’ frettolosamente, voleva suscitare due tipi di riflessione.
La prima: di come certe aziende utilizzino la “crisi” pro domo sua e, come dici giustamente tu, senza ridurre il problema, ma semmai amplificandolo.
La seconda: l’istituzionalizzazione della persona e dei suoi attributi come media, o meglio come spazi pubblicitari che spesso sono più eficaci dei media tradizionali
Dimitris: Sì, è vero. In effetti c’è la Digimatica in Italia: loro sostengono di aver trovato un artificio per bypassare il codice della strada e operare in assoluta legalità.
July 22nd, 2008 at 11:59 am
8: E’ un cane che si morde la coda. Ipoteticamente se un tizio decide di comprarsi un’auto, pagandola meno, e ogni volta che la usa fa propaganda sono fatti suoi. Neanche io la comprerei mai ma se a qualcuno questo non importa ben venga. Tanto se uno per necessità o sfizio ha bisogno di un’auto se la compra lo stesso anche se inquina. Fino a quando non inventeranno le automobili che vanno ad acqua distillata, il problema rimarrà sempre e comunque.
Io ho una Seicento, anche io faccio pubblicità a mamma Fiat ogni volta che la uso perchè chi mi incontra per strada lo vede che tipo di macchina ho (penso che guardino più alla mia prestanza fisica, scherzo! Che la macchina). Certo, magari non è così palese come un cartellone pubblicitario piazzato sulla carrozzeria. Ogni cosa è veicolo di propaganda. Se uno è influenzabile lo è in ogni caso.
Ciao
ps A proposito io la Seicento l’ho comprata perchè ce l’aveva già una mia amica…
July 22nd, 2008 at 12:02 pm
Allucinante Antheus…mentre leggevo il tuo post e vedevo comparire parole come “sconto”, “acquisto”, “carburante” avevo già messo in moto tutto un meccanismo ipotetico di sconti e incentivi per chi comprasse auto non inquinanti, o meno inquinanti perlomeno. Pura utopia invece. Offrono sconti per trasformarci in una specie più evoluta di uomini-sandwick. Da quale brand poi? La Toyota, che dovrebbe pensare invece di incentivare maggiormente l’acquisto della sua auto ibrida, la Prius.
A questo proposito invece, da milanese, approvo l’iniziativa del Comune di Milano, il quale sta spingendo sempre più sull’acquisto di taxi-auto ibride, con motore elettrico a emissioni zero. Avrà mica preso spunto da Moratti, patron dell’Inter, il quale va in giro con una Toyota Prius (guidata dal suo autista)? Ma non faceva per caso il petroliere?
July 22nd, 2008 at 12:20 pm
Purtroppo non ho molto tempo di commentare quanto vorrei. Il discorso é molto lungo e complicato. Comunque vi lascio nel frattempo un link trovato qualche giorno fà sul sito del corriere della sera: http://www.corriere.it/economia/08_giugno_02/benzina_low_cost_distributori_senza_logo_6354ed8a-30b1-11dd-9a04-00144f02aabc.shtml
La benzina low cost presso distributori senza logo. Apparentemente sembra un modo per risparmiare.
Sul caso specifico mi domando dove sia nascosto il trucco per spillare i soldi alla gente. Ridurre tutto e solo alla speculazione pubblicitaria mi sembra un pò retirico come discorso. Forse se si riscoprissero di piu i mezzi pubblici, le bici o le macchine elettriche per la città sarebbe un bel risparmio per i consumatori. Sarebbe una cosa fattibilissima soprattutto nelle piccole medie città. Del resto in Italia si contano nelle dita le città a dimenzioni medio grandi.
Ci sarebbe meno inquinamento e piu risparmio, però la gente non riesce a fare piu 500 metri senza auto. Sembra il pane quotidiano. Questa cosa la trovo piu assurda del fatto che Toyota voglia in un modo o nell’altro studiare nuove strategie per rialzare le vendite. Insomma chi al posto di Toyota non si studierebbe qualcosina per contrastare la crisi in atto dovuta soprattutto al prezzo del greggio cosi alto.
July 22nd, 2008 at 12:25 pm
e si qualche anno fa ricordo che c’erano alcune società che stavano provando a vendere smart con la pubblicità a prezzi competitivi ma legalmente parlando in italia è inammissibile chissà per quale oscura ragione…comunque non credo che sia la soluzione più adatta questa sul fronte del risparmio….urgono interventi più specifici….
July 22nd, 2008 at 12:36 pm
personalmente questo tipo di pubblicità a me non piace, non solo per il ragionamento fatto da .8 che ritengo il più importante…. mi ricorda il curioso e quasi abbandonato sistema sorto nell’800:l’uomo sandwich…..considero già sufficientemente abbruttito il nostro ambiente da certa pubblicità…quando ne abbiamo voglia andiamo a Las Vegas
July 22nd, 2008 at 12:52 pm
distributori senza logo? E’ la chiusura del teorema per cui il prezzo della benzina (o simili) lo fanno le case petrolifere e non i produttori.
Ovvero, coloro che fanno cartello tra loro (tutte le major della benzina) si mettono d’accordo per tenere su il prezzo (a prescindere anche dagli aumenti del petrolio). Chi se ne sta di lato, riesce a tirar giù un prezzo migliore. Forse meno oberato dall’organizzazione e meno pressato dagli accordi “obbligatori” che esistono tra le major.
A Perugia, come in Garfagnana (con la Cerrefour se ricordo bene), ci sono distributori che oggi vendono la verde a 1,490 contro i 1,56 in media.
Voci di corridoio però dicono che la minor entrata non dipende da un’oculata campagna di gestione del carburante, ma dal fatto che i negozi del Centro Commerciale si autotassano per far recuperare al gestore dell’impianto il meno percepito.
Economia di gestione quindi. Chi va a far benzina, giacchè c’è, poi fa un salto al Centro Commerciale e spende laddove forse non sarebbe mai entrato.
In Francia succede spesso e io mi ci fiondavo sempre (al benzinaio, non al CC).
Ale: giusta considerazione la tua. Ma esiste un’etica di massa per la quale (credo) non sia più il tempo di farsi i propri di interessi a scapito dellacomunità. Siamo ormai in troppi e il tuo battito di ali ormai influenza troppo la mia tempesta. Raccolgo quindi il postcommento di Antheus.
Se la pubblicità è “etica” ben venga. Ma utilizzare un mezzo inquinante per spingere ad acquistarne un altro, solo per sparagnare uno sconticino in più, non lo trovo affatto etico.
poi è ovvio, come dice Ale, che ognuno tenda a farsi gli affari propri.Mi domando fino a quando questo sarà possibile.
L’uomo come newmedia? Ma non lo è da sempre? Solo che una volta si faceva pagare. Ora lo siamo inconsapevoli. Le bustine dei negozi, l’ho detto in altro post lo dice qui Ale, sono la cosa più subdola che si possa fare in campo pubblicitario: ti costringono a far loro da testimonial mentre sei tu a pagare per farlo.
Nei supermarket addirittura ti devi pagare le buste con il loro logo sopra.
Perchè mai nessuna organizzazione dei consumatori si è ribellata a questo? Perchè devo mostrare in giro dove ho comprato qualcosa? Non c’entra la privacy anche in questo aspetto? Perchè gli amici di Mario e quelli con il pungettino sinistro alzato non si sono mai ribellati a ciò? Non è un aspetto troppo profondo forse quello dell’utilizzazione inconscia dell’essere umano a scopi di profitto da essere trattato nelle assemblee di capelli rasta e spinelli cubani?
July 22nd, 2008 at 1:02 pm
Ma che fa Lapo,si mette a fare la pubblicita’ alla Fiat Marea?
July 22nd, 2008 at 1:11 pm
…continua l’intervento di fucsiaman sul blog di Mario. Antheus perchè non gli parli un po’ della I-I da dentro? Sembra quasi che gli piaccia……..
http://pensareinprofondo.blogspot.com/2008/07/il-marketing-e-lapo.html
July 22nd, 2008 at 1:23 pm
8: Per assurdo e per provocare… ma noi non stiamo facendo, scrivendo e discutendo, pubblicità al caro Lapo? Le vostre parole non sono finite in un’altro blog subito dopo quella di Lapo? Anche questa è pubblicità a mio avviso.
Benzina a basso costo? lo lo ammetto, sono affezionata a uno dei benzinai Carrefour di Torino. Ho fatto perfino la loro tessera che mi da un’ulteriore sconto e loro ci giocano su questo. Tu vai a fare benzina e magari poi ti fermi per la spesa… ritorno al cane che si morde la coda. E’ un circolo vizioso, ma non si può essere innumi da tutto ciò.
Mi piacerebbe molto essere un pò più altruista, come da come scrivi tu Otto e a volte Artisticando, sull’etica, ma non si vive di etica. Ho grandi pensieri ma quotidianamente mi trovo a fare i conti non con me stessa e i miei grandi ideali ma con i milioni di individui che mi vivono accanto. Che a loro volta hanno molte altre esigenze. Questione di priorità. Noi stessi siamo il virus della pubblicità: se domani sera esco e mi metto una gonnella carina sicuramente mi verrà chiesto dove l’ho acquistata. C’è un’alta percentuale di possibilità che il mio gesto indurrà qualcuno a frequentare il posto dove in precedenza io avevo acquistato la gonna.
Siamo portatori di pubblicità con ogni piccolo gesto.
Giulia: Io cammino molto e della macchina ne farei volentieri a meno, peccato che per arrivare la mattina a lavoro (solo sei miseri km) con i mezzi mi ci vorrebbe più di un’ora. Non è sempre questione dei 500 metri da fare se mancano le infrastrutture.
July 22nd, 2008 at 1:54 pm
Danilo ti sei dimenticato di dire a Mario che noi la rivoluzione la stiamo gia’ facendo.
La rivoluzione del bello contro il brutto proposto ed imposto.
Il lusso ( con un cambiamento radicale del concetto attuale) a portata di tutti.
Piu’ rivoluzioneri di cosi’.
HP
July 22nd, 2008 at 2:20 pm
secondo me bisognerebbe intensificare gli sforzi per disciplinare la produzione di bioetanolo..ci sono amici distillatori che si stanno impegnando in tal senso ma senza ottenere granchè dai governi locali e nazionali….
July 22nd, 2008 at 3:38 pm
Ciao a tutti, mi sento spendere due parole in riguardo alla benzina low-cost proprio perché lavoro in una di queste società che da qualche anno ha iniziato ad affacciarsi sul mercato del carburante per autotrazione.
La società in cui lavoro e catene come Auchan tendono quando possibile, a gestire in maniere “diretta” i propri impianti di carburante, ovvero utilizzando propri dipendenti e non dando l’impianto in gestione a terzi come fa la stragrande maggioranza delle compagnie petrolifere; facendo così si salta un passaggio nella catena del prezzo finale.
Mi spiego meglio, il gestore di un impianto di qualunque compagnia applica il proprio “margine di guadagno” al prezzo imposto dalla compagnia petrolifera, pochi millesimi per litro, saltando questo passaggio è possibile avere alla pompa un prezzo più basso. Così come utilizzando propri “trasportatori” e non terzisti, si riesce a contenere le spese di trasporto del carburante.
Discorso a parte sono le compagnie “no logo” ovvero che non espongono nessun “colore” di società petrolifere, il più delle volte si tratta di piccole società, anche familiari, che non essendo vincolate da nessun contratto di gestione con le petrolifere, possono risparmiare sulle spese di gestione e di trasporto, qualora siano loro stesse a trasportare il prodotto.
Una soluzione per un piccolo (ma piccolo….) risparmio è un maggiore consumo “critico” ovvero scegliere sempre il distributore con il prezzo più basso, in modo che la diminuizione delle vendite possa portare i gestori degli impianti vicini ad abbassare il prezzo. Purtroppo sto parlando sempre in millesimi di euro/litro raramente si riesce a risparmiare di più.
July 22nd, 2008 at 3:52 pm
Ale, accetto la provocazione. Non è questione di fare o no pubblicità. La pubblicità è anche conoscenza, informazione, a volte cultura. La pubblicità però ha un gran difetto che la differisce dall’Arte ad esempio: ha un fine commerciale e quindi non è scienza pura ma finalizzata al profitto di qualcuno. Niente di male ma basta saperlo e capirsi. Il blog viene pubblicizzato, ma è più un evento culturale (esiste il premio per il blog più interessante dell’anno?) che uno strumento di pubblicizzazione dei prodotti I-I, anche se sopra c’è il link per l’E.shop.
Naturalmente Antheus, che è un po’ il responsabile dell’immagine dell’I-I, sapeva benissimo che a fronte dei commenti sul blog poi c’è la visita ai prodotti. E’ una strategia di mercato anche questa dei blog, no?
Ma torno alla pubblicità. Ciò che rimarcavo era l’utilizzo della pubblicità (e quindi del Mercato) a fini non “etici”, ma senza apporre a questo termine significati troppo aulici. Esempio: in un momento in cui i problemi maggiori cominciano ad essere il caro petrolio e l’inquinamento del mondo, pubblicizzare l’acquisto di auto “normali” facendo leva sullo sconto di ciascun singolo mi ricorda un po’ i tempi di guerra in cui si “spingeva” a spiare i vicini in cambio di favori sul necessario per sopravvivere (cfr. il film “Le Vite degli Altri” di Florian Henckel von Donnersmarck ad esempio). Certo l’esempio è più che esagerato e molto “ottesco” ma un po’ rende lo stato d’animo di non serenità nella scelta e di eccessivo tornaconto singolare.
Si sceglierà la Toyota perchè è buona o perchè costa meno?
Ci domandiamo se il nostro (in)volontario apporto pubblicitario vale lo sconto praticato?
Ci domandiamo se questo apporto in fondo non comporti un nostro coinvolgimento nell’aumento del numero delle auto circolanti (altrimenti la pubblicitànon servirebbe no?) e quindi dell’emissione dei gas?
Insomma, un conto è la casa madre che fa ciò che ritiene più opportuno per vendere di più e chissene. Un altro, e credo che il senso del post sia questo, è coinvolgere il consumatore in una campagna di vendita per poche briciole. Lo trovo molto offensivo e poco dignitoso, ma è una impressione personale, non un giudizio oggettivo.
poi sull’etica ci sarebbe da scrivere un mondo. Ma è cosa che riguarda sempre meno noi, in quanto impossibilitati sui massimi sistemi, e sempre più chi i massimi sistemi li gestisce.
Dal canto nostro, ci si può limitare a non comprare la Toyota in offerta o a fare scelte oculate sui prodotti cercando di non farsi prendere in giro. Nella odierna società occidentale la scelta è ampia, e ci sono tante gonnelle tra cui scegliere la propria…..
Honnete:il lusso non è mai per tutti. Ed è bene che sia così. Il populismo ammazza sempre, anche quando sembra che faccia bene. L’istinto umano (e animale) è a prevalere sull’altro simile. E’ il meccanismo alla base delle guerre ma anche delle conquiste e delle scoperte. Senza ambizione si decade. E lusso e ambizione vanno di pari passo……
July 22nd, 2008 at 3:56 pm
Danilo…..per quanto riguarda il tuo intervento su mario,ci troviamo difronte ad un classico esempio di personalità colpita da “ideologia totalizzante”…un vecchio docente di sociologia, ci spiegava, che quando hai abbracciato una ideologia totalizzante, ti muovi in un mondo dove i riferimenti sono diventati solo quelli creati da ciò che ti hanno fatto credere un paradiso in terra. Lo sforzo ammirevole che hai profuso e nel quale vuoi coinvolgere anche Antheus alla fine ti porterà ad emettere l’urlo di Munch…senza cambiamenti…..
July 22nd, 2008 at 4:23 pm
.8
ll mio concetto di lusso e’ diverso dal tuo.
Il lusso di non vestirsi alla moda, il lusso di non andare in vacanza nei posti imposti , il lusso di dire no a chi si sente qualcuno………
July 22nd, 2008 at 4:36 pm
Honnete: anche quello è un lusso. Il lusso della rinuncia. Comporta conseguenze psicologiche se sei gente-dipendente.
Ah, gliel’ho detto del “bello” sai? Continua la saga…. fino all’urlo….
July 22nd, 2008 at 4:59 pm
.8
Penso che Mario abbia un server Cubano.
Per leggere il tuo commento sono dovuto entrare ed uscire tre volte perche il navigatore arenava.
I miei complimenti al tuo commento da guerra fredda.
July 22nd, 2008 at 5:02 pm
pssss..honnete…me l’avevi già detto…sveglia….arriviamo in ritardo…penso che Danilo(che non intendere perdere…mai!!) abbia una sua strategia…posta così tanto sul blog di mario con argomenti che richiedono una assoluta risposta per sopraffarlo….siiiiii… per impegnarlo fino all’esaurimento
July 22nd, 2008 at 5:05 pm
Miei cari,
sono felice di poter ricominciare a seguirvi con assiduità per quasi 20 giorni non riuscivo a collegarmi al blog, i misteri della tecnologia…
Riguardo alle smart è vero telecom e tim per un certo periodo davano in nolo delle smart bradizzate che poi finito il nolo ti potevi comprare a prezzi scontati. Non credo che abbia attecchito come idea…
Riguardo alla benzina sorge una domanda che dovrebbe essere spontanea: ma come è possibile che il prezzo della benzina di marca è quasi uguale in tutte le pompe, varierà di 2 centesimi il litro, ma nessuno ci vede niente di strano? Non siamo forse in presenza di un cartello che lede i diritti dei consumatori? di tutti i consumatori da chi va in giro con una Maserati coupé nera (splendida Lapo) a chi va in giro su una utilitaria. Tutti parlano di crisi, ma se non ti compri il nuovo celluare sei sfigato. E’ un controsenso. Benvenga chi mi vende un paio di occhiali da sole a mille euro, ma mi dice che è un prodotto di nicchia esclusivo, mi posso sentire sfigato perché non lo posso comprare, ma almeno non è un bene che mi è fondamentale per vivere, o per andare al lavoro.
Ancora buona giornata tutti
Gabriele
July 22nd, 2008 at 5:05 pm
Già, cos’è questa storia Lapo-Capri-taxi??
Anch’io comunque vado sempre a fare benzina presso una specie di grande magazzino che offre il carburante a prezzi più bassi per i suoi clienti…nonostante poi non vada mai a fare compere da loro… E in centro a Milano ci vado solo con i mezzi ( ne va della mia salute mentale..impazzirei nel traffico..). Questo aspetto è molto importante, come ha sottolineato Giulia. Gli italiani ormai sono troppo abituati ad avere sempre la macchina sotto il sederino per andare ovunque, anche a comprare il pane dietro casa. Detto questo comunque, sono ben conscia che in molte, anzi moltissime, città i mezzi pubblici siano praticamente all’età della pietra, il che nel 2008 è inammissibile. Andrebbe fatto molto di più per far sì che le persone possano usufruire di una rete di trasporti pubblici come si deve ( mentre scrivo però mi viene in mente il triste esempio di una cittadina come Monza nella quale i cittadini richiedono a gran voce la metropolitana per non sentirsi più isolati e la giunta comunale stenta a trovare i soldi per andare incontro a questo bisogno perchè in primis non vuole ). Ma credo anche che l’altro lato della medaglia riguardi invece come al solito la mentalità italiana. Perchè in città come Madrid la gente, anche quella le cui abitazioni distano 30 km dal centro, si reca al lavoro con i mezzi pubblici? E’ davvero solo una questione di disponibilità di mezzi? Stento veramente a credere che, in presenza di infrastrutture efficienti e funzionanti, gli italiani riescano ad abbandonare una comodità, uno status symbol come l’auto e ad abituarsi ad andare con i mezzi pubblici. E’ dunque anche una questione di civiltà e coscienza sociale (se io, persona che ha la possibilità di usufruire di una rete di mezzi pubblici di trasporto offerti dalla mia città, preferisco usare l’auto in ogni circostanza per mia comodità, vuol dire che non ho coscienza del mio grado di inquinamento prodotto, che poi va a sommarsi a quello degli altri; in soldoni non me ne frega nulla di inquinare spesso per nulla o per pura comodità). Siamo sempre lì, io faccio e penso per me stesso, al resto Dio provveda.
Mi ripeterò sicuramente, ma in questo qualcosina possiamo impararla dagli Americani. Spesso, in prossimità delle città, adottano un sistema di corsie nel quale una corsia, specialmente negli orari di punta, può essere percorsa soltanto da macchine con a bordo due o più persone. Il che incentiva almeno la condivisione del mezzo.
Pura utopia per noi. Gli italiani si sentirebbero limitati nella loro libertà, anzi penserebbero di subire una grave ingiustizia.
Honnete, la tua ultima frase “il lusso di dire no a chi si sente qualcuno” mi ha fatto pensare subito ad uno spetteguless che è giunto alle mie orecchie nel corso di questo weekend. Dicono che in un famoso albergo 7 stelle di Dubai un componente di un altrettanto famoso duo italiano della moda si sia presentato al ristorante dell’albergo in infradito, cosa assolutamente vietata dal regolamento. Dicono che al rifiuto del personale di accettarlo a cena se non avesse cambiato le calzature, lo stilista si sia molto indispettito, pronunciando la fatidica frase “non sapete chi sono io”. Dicono che si sia successivamente lamentato con il tour operator, non appena rientrato in Italia. Dicono.
July 22nd, 2008 at 5:51 pm
…posso anche immaginare chi sia quello stilista…. eheheh
July 22nd, 2008 at 5:58 pm
Antheus ho letto l’articolo su Lapo a Capri.
Ma voleva guidare lui il taxi per risparmiare?
July 22nd, 2008 at 6:05 pm
IO SONO PER LA PUBBLICITA’ PROGRESSO.
July 22nd, 2008 at 6:20 pm
GABRIELE
scusa non capisco, cosa vuol dire BRADIZZATE? allo stato brado?
forse volevi dire BRANDIZZATE che viene dall inglese BRAND ossia marchio?
July 22nd, 2008 at 6:57 pm
Honnete: Questa è bella
Riguardo alla storia di Lapo che ha fatto il giro dei giornali e dei tg (pensa te..) l’unica cosa che personalmente mi vien da dire è che uno non può trascorrere una serata tra amici senza aver la preoccupazione di lasciarsi andare ed ecco che diventa subito “caso nazionale”, con taxisti in cerca dei loro wharoliani quindici minuti di celebrità e una serie di montature e balle costruite ad arte.
July 22nd, 2008 at 7:21 pm
Beh Antheus, questa è una cosa normale in Italia quando porti un cognome conosciuto. Io stamane quando ho sentito la notizia ho avuto subito l’impressione della bravata tra ragazzi e mi è venuto da sorridere. Chissà cosa ci ricamerà sopra l’Italia Bigotta adesso..
July 22nd, 2008 at 7:42 pm
Antheus
A me Lapo e’ simpatico anche per queste mattate simpatiche e provocatorie oltre per la nuova idea del made in italy 2.0.
Pero’ rischia di perdere credibilita’ come imprenditore e questo mi dispiacerebbe perche’ non credo lo meriti. I corvi in questo paese sono sempre svegli e pronti ad attaccarti.
Ma ormai tutto e’ gossip e lui con una visibilita’ cosi’ positiva deve stare in campana come si dice a Roma.
Non mi sento assolutamente un moralizzatore,anzi,ma stavolta ho fatto una eccezione per il piacere che ho di stare su questo Blog e per la simpatia che mi ispirate dopo avervi conosciuto di persona.
Scusate per la predica da benpensante idiota.
Con affetto.
HP
July 22nd, 2008 at 8:01 pm
Grazie per la citazione fucsiaman, a me piace discutere.Quello si.
Non capisco questa tua affermazione”:il lusso non è mai per tutti. Ed è bene che sia così. Il populismo ammazza sempre, anche quando sembra che faccia bene. L’istinto umano (e animale) è a prevalere sull’altro simile. E’ il meccanismo alla base delle guerre ma anche delle conquiste e delle scoperte. Senza ambizione si decade. E lusso e ambizione vanno di pari passo……”
In sostanza non capisco la relazione tra lusso, istinto e tutto ciò che ritieni come base per le conquiste.Io credo che il lusso sia una semplice manifestazione dell’ego e non porta nessuna conquista “sociale”.Anzi.
Un saluto.
Mario
July 23rd, 2008 at 10:50 am
Diletta,
nella foga di scrivere mi sono perso una lettera, volevo di brandizzata, dall’inglese brand che so che vuol dire marchio; infatti telecom, intorno agli anni 1998, 2000, affittava, in realtà era un leasing, delle smart a prezzo ridottissimo a chi era disposto ad andare in giro con la macchina rossa con su scritto telecom (era proprio in brand di telecom, non semplicemete la scritta telecom). L’idea era interessante ma ribadisco se ne sono viste poche e poi si sono accorti che quasi tutti le restituivano oppure a fine nolo cambiavano la carrzzeria e così avevano una smart comune. Idea finita tutto qui. Poi a Roma si vedono altri casi, ma sono di negozzi e quindi non so come stiano veramente le cose.
Gabriele
July 23rd, 2008 at 11:08 am
Ehilà Mario (ricordi il Beppe di Lupo Alberto?), rieccoti tra noi. La mia trasferta cominciava a dare sintomi di jet leg…eheheh
La relazione sta nel fatto che il lusso è manifestazione di un qualcosa di più rispetto allo standard comune. Su questo siamo tutti d’accordo spero. O comunque è manifestazione, come suggerisce il “compagno” honnete, di diversità di scelta, anche dolorosa, a favore di una posizione elitaria e di qualità.
Non è però legato a un giudizio sulla persona. Assolutamente. Non è strumento di classificazione sociale. O almeno non è da noi così concepito.
E’ viceversa più legato ad un giudizio su se stessi e sul posizionamento di se stessi all’interno della società in cui si vive.
Il lusso quindi nasce “da dentro” e quindi assume valenze diverse da persona a persona.
Non possiamo perciò negare che “l’aspirazione” al lusso, ovvero il desiderio di assumere una posizione qualitativa personale diversa e per alcuni versi “superiore” allo standard medio di vita non sia legata alla sana (o no) ambizione ed alla umana valenza di diversificarsi rispetto alla massa.
Ovvero questo avviene in quegli individui che desiderano ciò. E non è detto che siano la maggioranza, anzi. I giovani in particolare vogliono invece omologarsi e sentirsi gruppo (branco?).
Cosa opposta al concetto di lusso che invece esalta la personalità del singolo e le sue qualità.
La relazione che lega il lusso all’istinto sta proprio nella concezione “personale” quasi intimistica del valore “lusso” e nella manifestazione delle azioni che portano l’individuo a conseguirlo.
L’istinto umano è legato anch’esso alla prevaricazione del simile. Per motivi naturali ovvio.
Il maschio deve “conquistare” la femmina per metterla incinta e procreare il più possibile.
La conquista della femmina avviene a danno dell’esemplare più debole.
Natura.
Questo è in pratica rimasto. In altro post (per il quale sono stato molto criticato) scrivevo che l’uomo in fondo non è cambiato affatto rispetto alla sua primigenie. Mangia, beve, caga, scopa, muore. Passa la propria vita a cercare di innalzarsi dal livello di vita in cui risiede.
Se avveniva per i primitivi e per l’Homo Sapiens, scevri da sovrastrutture filosofiche, politiche e partitiche, evidentemente dovremmo pur convenire che si tratti di aspirazione naturale. Prenditela con Dio o col Big Bang (le due cose non si escludono, ovvio). Così è, se vi pare. Ma così è.
L’ambizione ed il desiderio di “elevarsi” portano dritti dritti alle guerre o alle scoperte estetiche (pensa alle Arti) o tecnologiche (internet stesso, per ultimo).
Il link sta appunto nella volontà dell’uomo di NON accontentarsi, volontà che si manifesta nei vari aspetti testè descritti.
Il lusso è quindi conquista dell’uomo e, in quanto tale ed in quanto la Società è la somma degli individui e non un Ente supremo cogente sull’individuo stesso, parametro “sociale” perchè ogni uomo (con la sua singolare particolarità) contribuisce a formare la “società”.
Il termine che usi tu, sociale, ricorda invece spesso la riduzione “orizzontale” di determinate qualità.
Ovviamente la tua interpretazione è affetta dalla formazione marxista che ti porti dietro, più per vezzo, credo, che per reale convinzione. Essendo tu un teologo della liberazione.
Ma la “socialità” del lusso altro non è che l’estensione a più persone possibili della qualità fondamentale di “sapersi pensare portatori di valori e oggetti personali e di buona fattura”. Null’altro.
Non vorresti forse che l’umanità intera fosse capace di questo? Non sarebbe un mondo migliore? O forse ritieni che il lusso sia solo per pochi e non vuoi ridistribuirlo alla “società”?
Sei forse più elitario di me?
@honnete: non sei benpensante idiota. Sei corretto. E non aggiungo altro.
July 23rd, 2008 at 11:09 am
Che è successo a Capri? Ho delle lacune sul tema gossip.
Ne hanno parlato anche al tg? Evidentemente le varie guerre nel mondo potevano passare in secondo piano… roba da matti!!
Buona giornata
July 23rd, 2008 at 11:35 am
Il cocetto di lusso per molti di noi che partecipiamo a questo blog è soggettivo e raggiunge il suo apice nel possedere qualcosa che è stata realizzata solo per te.
Lusso come conquista della sobrietà, dell’indipendenza di gusto, della signorilità, dell’eleganza, della capacità di riconoscere e godere pienamente di ciò che davvero è più prezioso.
Lusso come modo per affrancarsi dalla schiavitù del denaro, del benessere a tutti i costi, dalla capacità di appagarsi dei bisogni indotti dalla pubblicità e dai media.
Io questo le metto nella categoria delle conquiste sociali…….
July 23rd, 2008 at 11:48 am
Precedo una giusta possibile contestazione di Mario alle mie parole apparentemente contraddittorie.
“il lusso non è per tutti ed è bene che sia così” significa che comunque vada, occorre che il concetto di lusso non sia lo stesso per tutti, non diventi una ulteriore omologazione, non sia legato ad un marchio o un oggetto. Sia quindi espressione personale delle proprie aspirazioni e qualità. In questo, non può essere (lo stesso) per tutti e non può attecchire a tutti. E’ bene che non lo sia. E’ bene che rimanga, non privilegio, ma caratteristica del singolo, se questi è capace di saperlo accogliere e svilupparlo.
Tra tutti coloro che hanno queste valenze, ovviamente, è però bello pensare che il lusso sia in qualche modo “ridistribuito” nella società e non sia in modo così evidente condizionato dal fattore economico. E non come valore imposto, ma come possibilità di elevazione. Come opzione alla quale votarsi se si è capaci di farlo.
Ecco, ora sono stato più chiaro.
July 23rd, 2008 at 12:08 pm
sìììì…..chiarissimo prof…….al top…..;-)
July 23rd, 2008 at 12:09 pm
Danilo continui a chiamarmi ” compagno” ma non so se mi pui chiamare cosi’.
Dovresti chiederlo a Mario.
Lo sai ho votato PD e sono molto vicino alle posizioni di Enrico Letta il primo che ha iniziato seriamente a parlare di “meritocrazia” in Italia”
Non frequento circoli perche’ i partiti non mi piacciono
In questo preciso momento non se se siamo piu’ vicini noi o la PDL alle posizioni di Mario.
July 23rd, 2008 at 1:44 pm
..ok danilo ora concordo con te…tiro un sospiro di solievo perchè avevo frainteso ciò che volevi esprimere…per fortuna…perchè adoro leggere i tuoi monologhi!..
July 23rd, 2008 at 1:59 pm
Honnete..ti considero anch’io mio compagno..nel senso etimologico del termine..non quello di Mario
July 23rd, 2008 at 2:54 pm
@artisticando
Ricambio la cortesia.
July 23rd, 2008 at 3:09 pm
Sono felice dopo tutto questo tempo di scrivere sul blog,di trovare te Honnette che conosci quanto sia la mia stima,ho vissuto nuovamente una stroia all’invero simile ma questa volta basta,la mia misssione è finita e credo di aver fatto un bel lavoro!!!Non x esssere presuntuoso ma x riconoscere quelllo che di buono ho fatto!!!!Grande Verticelli nei px giorni leggerò meglio tutti i post x vedere quelllo che mi sono perso!!!
July 30th, 2008 at 8:57 am
Lo sapevate che ora è possibile applicare alla macchina un sistema per la riduzione dei consumi di Benzina/Gasolio?
Con questo sistema applicabile alle macchine, ai camion etc. è possibile risparmiare carburante e vengono ridotte le emissioni dannose.
contattateci, vi daremo ulteriori informazioni. info@wotan.it
wotan
August 2nd, 2008 at 2:16 am
che non sia legale in italia mi sembra piuttosto deprimente: in fin dei conti cosa c’è di male nel tentare di pubblicizzare qualcosa che ci piace o con cui ci siamo trovati bene?? e poi si potrebbe raggranellare un po’ di pecunia che..adeguatamente reinvestita…può portare a QUALCOSA DI BUONO!
November 17th, 2008 at 1:38 pm
Ci occupiamo della personalizzazione delle Smart da circa 10 anni…
Nel 2001-2002 abbiamo fatto un Road Show in tutte le Università Italiane per raccontare la nostra azienda…a distanza di 6 anni il TG1 manda in onda un servizio dopo aver letto una mia intervista su “Il sole 24 ore”
November 17th, 2008 at 4:52 pm
Giovanni Tarantelli
E di cosa ti meravigli?
December 2nd, 2008 at 9:37 pm
Non mi meraviglio di nulla…arrivano sempre tardi sulle notizie… Adesso si stanno arrampicando sugli specchi con la storia dei video inviati dai telespettatori…