Vulcano Buono

(di Lapo)

In Italia siamo bravissimi a parlar male e a gettare merda sulle cose di casa nostra che non funzionano. In questo siamo dei campioni. Siamo invece meno bravi a cercare, individuare e apprezzare le cose buone e nuove che l’Italia continua a produrre e realizzare. In questi giorni io e Giovanni eravamo in Campania e ci siamo imbattuti in una cosa pazzesca. A Nola, e quindi vicino a Napoli, abbiamo visto questa megastruttura, un gigantesco centro commerciale progettato da Renzo Piano, fatto a forma di vulcano. Si chiama il Vulcano Buono, forse per contrapporlo al Vesuvio che per molti è stato nel passato una minaccia. E’ una perfetta riproduzione in scala 1 a 50 del vulcano simbolo di Napoli.

Forse le foto non rendono l’idea, ma dal vivo è una struttura sorprendente: da lontano sembra un normale promontorio, quindi una cosa naturale. Non è una cattedrale nel deserto, perché è collegato all’interporto, a stazioni ferroviarie, all’austostrada e a un distretto del terziario avanzato che ospita oltre 1000 aziende. Come dicevo il progetto è ambizioso e maestoso: contiene oltre 150 negozi, un ipermercato e una multisala. Il progetto di Piano si differenzia dagli altri centri commerciali per non essere il classico “non luogo”o un triste mall, ma una piazza dove il vuoto è l’elemento di aggregazione delle persone. Altre cose le trovate sul sito.

Io l’ho trovato bellissimo e molto avvenieristico. Per fortuna che ci sono passato davanti altrimenti non ne avrei mai sentito parlare: la struttura è stata inaugurata a dicembre 2007, sta funzionando benissimo, ma nessuno ne parla. Sui giornali italiani e stranieri Napoli oggi è solo ricordata per la monnezza.

chi_siamo_index.jpg

120 Responses to “Vulcano Buono”

  1. Rossana Says:

    ..Caro Lapo sai la cosa non mi stupisce…da sempre esiste il negativo perchè cè il positivo…il cattivo perchè cè il buono…il brutto perchè cè il bello…però si cerca sempre di far affiorare il peggio di ogni cosa e non il meglio…a volte noto quanto questo possa influenzare il mio stato d’animo…un pessimismo atomico che aleggia in me…poi mi ripiglio..mi risveglio…Per fortuna!!!..

  2. Ale Says:

    La spazzatura fa più notizia, così almeno stiamo la lamentarci di qualcosa.
    Con il caso Napoli e la monnezza ci tiri su almeno un servizio televisivo al giorno, con il vulcano ci fai poco più di un minuto di intrattenimento. Non conviene in termini d’ascolto… ecco perchè non pubblicizzano il posto, anche perchè se è un’attrazione commerciale che funziona come si fa a spiegare al resto d’Italia che a Napoli non c’è solo la delinquenza dettata dalla poverta, e che ci sono anche persone che si possono permettere di investire?

  3. Vissia Says:

    Bello!!! Allora i nostri architetti lavorano anche in Italia…peccato che non faccia comodo far sapere che si stanno facendo degli sforzi per rivalorizzare dei terrirtori che DEVONO essere in crisi perenne.
    Piangersi addosso è il primo sport nazionale, non accordersi di quanto di buono abbiamo intorno è il secondo. E se si facesse uno sforzo per guardare al di là dei tg, quotidiani e Co. piagnucolosi (dopo tutto fare la gran cassa ai luoghi comuni è il loro lavoro) e affrontare la realtà (che, è vero, non è proprio rosea, ma prima dell’apocalisse forse ce n’è ancora di strada) rivalutando le proprie capacità di andare avanti e migliorare?

  4. honnête provocateur Says:

    Sapevo dell’esistenza di questa struttura,me ne avevano parlato.
    Purtroppo io per cultura sono per le vecchie botteghe artigianali e per la conservazione del patrimonio di conoscenza che verra’ smarrito a causa di queste megastrutture che propongono i soliti marchie le solite merci fatte industrialmente a basso uso di manodopera e di costi.
    Nel centro di Roma stanno lasciando il passo ai pub ed alle pizzerie. Una vergogna.
    Nel negozio dove c’era un decoratore unico con il suo negozio antico di 120 anni ci apriranno una bella rosticceria.
    La stessa cosa succedera’ per il centro storico di Napoli visto che Nola e’ il cuore del commercio con la Cina.
    Se io noto che la mia citta’ si sta imbruttendo lo denuncio, non e’ questione di critica distruttiva,ma di malessere individuale.
    Non sono mai entrato in un centro commerciale perche’ ci vedo poco di italiano e mi rattristano le persone che, mi dicono, ci passano l’intera domenica con i figli. Follia..
    Ognuno per fortuna ha i suoi gusti.
    HP

  5. Bibi e Bibo Says:

    Perfettamente d’accordo. Sl ke la gente mette in risalto il negativo x convenienza, in Italia è difficile ke si facciano complimenti x il buon lavoro svolto da altri… E’ poco redditizio!!!!!!!!!!! Cmq Lapo una sosta a Cassino la potevi fare!!! Ci prendavamo un caffè insieme!! D’altronte è più di 1 anno ke nn ci si vede!!!!!!!!!

  6. luigi f. Says:

    sono d’accordo sul fatto che talvolta siamo (io compreso) un pò sadici nel criticare…
    Bello il vulcano, da vedere sicuramente.

  7. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    Si bello questo vulcano.
    Sarebbe molto più bello se eruttasse veramente e si portasse via tutte le botteghe che ci sono dentro, gli architetti corrotti che continuano a rovinare il territorio con queste follie e i centri commerciali che hanno snaturato le città ed il senso dello shopping.

    Scusa Lapo ma una cosa del genere è mostruosa anche se capisco il senso dello stupore e della diversità di questa struttura rispetto a quelle che generalmente si fanno.
    Una piccola copia del Vesuvio, un vulcano Barbie per investire i soldi della camorra e fare da Luna Park alle famiglie abbrutite dalla nullità del vivere quotidiano.
    Un Vesuvio “puffo” in cui l’area del parcheggio supera quella coperta (di legge e di fatto) e quindi un consumo di territorio a puro uso e consumo del commercio e del consumo (di altro genere).

    La tipologia dello shopping italiano non era questa. Abbiamo sversato cittadini nei quartieri periferici senza reinvestire nei centro città. Abbiamo rinunciato a rivitalizzare le città per le loro precipue ed uniche caratteristiche inimitabili. Abbiamo adottato modelli di consumi paramericani e paranordici, laddove in quei paesi di origine ne erano ampiamente giustificati (per climi, culture, distanze) per spostarli in pieno Sud dell’Europa, qui dove il camminare ed il conversare a piedi ed in bicicletta costituiva fulcro e modello per una vivibilità accessibile ed “acceduta” da chiunque.
    Abbiamo costretto le masse a focalizzare il proprio tempo al puro consumo e senza distrazioni dal consumo stesso.
    In città accanto ad un negozio incontri una chiesa, un monumento, una strada, un paesaggio. Nei centri commerciali incontri solo il prodotto successivo e masse belanti. Niente altro.
    Concordo con Honnete. Nulla di più.
    Lapo, Giovanni, voi parlate (e agite) di qualità superiore e di made in Italy. Come potete concordare con questa pazzia? Il made in Italy è anche nella cultura del tempo libero e nel modo di attuarla. Gli usi ed i costumi sono made in Italy. Il modo di bere il caffè lo è.
    Questa ennesima follia di un territorio per l’ennesima volta “stragiato” da investitori speculatori e da un architetto cui dovrebbe essere tolta perlomeno la nazionalità per non vergognarsene oltremodo è la misura esatta di dove si sta andando.
    Questo Vulcano Buono (quale misero ossimoro in questo nome) è la Gomorra finale. La spazzatura al confronto è arte e colore.
    C’è solo da sperare che il “buon” vecchio Vulcano “Cattivo” abbia un moto di orgoglio e seppellisca tutto con una calda e fumante “risata”. Magari nel giorno di chiusura. Se ne ha.
    :-(

  8. luca pinerolo Says:

    Io ero a conoscenza di questo centro commerciale perchè avevo letto tempo fa un articolo su La Stampa… il problema è che finchè una notizia non entra completamente nel circuito-vortice mediatico, rimane solo a disposizione per chi ha voglia di leggere… un’iniziativa per essere efficace deve riuscire ad arrivare a studio aperto… infilandosi tra una notizia di cronaca nera, uno scoop su una velina e un gattino salvato su di un albero… purtroppo…

  9. nicoletta anselmi Says:

    scrivi Verticelli, scrivi, scrivi, scrivi ….

  10. Lapo Says:

    @8: Da un certo puntodivista hai ragione, ma devi vedere lecose in modo più ampliato. Il VB nasce dall’esigenza di dare uno sviluppo al CIS di Nola, un distretto formato da 1000 serie aziende con oltre 8000 lavoratori, più tutto l’indotto. E per far questo haqnno cercato una soluzione con il minor impatto ambientale. Lo so che sembra kitsch e che nel medioevo delle botteghe si stava meglio, ma nel posto dov’è, è una grande cosa.
    Poi prima di parlare di camorra e gomorra è meglio per te informarsi. Ho conosciuto chi si è occupata del progetto ed è gente seria e professionale nel business. Prima vai a vedere cosa c’è lì intorno e poi magari dai un giudizio.

  11. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    Ah dimenticavo che l’artefice, come si vede, di questo scempio è il gruppo francese Auchan, noto per aver investito, oltre ovviamente che nelle città periferiche francesi…., in realtà estremamente all’avanguardia dello stile e della cultura quali, Lussemburgo, Marocco, Polonia, Russia, Taiwan.
    Una coop d’oltralpe. Un ennesima sconfitta per i prodotti italiani e per l’imprenditoria italiana che sta abdicando ai grandi gruppi di capitale (colonico) d’oltralpe mentre si blatera di spirito nazionale e di prodotti italiani. Carrefour, Auchan, Brico, Castorama…dopo Marocco, Polonia, Turchia, Cina, la nuova terra di conquista è l’Italia…….. sprofondati nelle acque nere della merceologia globale.

  12. Fra Says:

    Premetto che non l’ho mai visto, ma una struttura così imponente non rischia di stravolgere il paesaggio e la natura? La vera essenza di quei luoghi?
    Sicuramente è un bel passo in avanti per quanto riguarda il progresso nel campo economico-commerciale in quella zona, è senza dubbio un complesso all’avanguardia, tuttavia mi lascia un po’ perplessa…
    Più che altro lo vedrei bene a Dubai, dove si costruiscono anche le isole!

  13. honnête provocateur Says:

    Se il Vb serve a dar da mangiare a 8000 lavoratori ben venga.
    Ne costruissero altri 1000 fuori le citta’ che rischieranno la desertificazione delle strade e un inevitabile aumento della criminalita’.
    Ma non venitemi a dire che sono belli perche’ li fa Piano.
    A Roma i turisti cercano le vecchie trattorie con cucina romana e piazzetta incantevole e snobbano i ristoranti alla moda e trendy che tanto piacciono ai parvenue nostrani con Suv e utensili annessi.
    Un motivo ci sara’. Non sara per caso l’unicita’ italiana nel fare le cose?
    Non copiamo gli americani nel gusto per favore.

  14. Luca Iaccarino Says:

    Carissimi,
    sono il modestissimo direttore di una rivista che si chiama Extra Torino ed esce in Piemonte. Due numeri fa abbiamo dedicato la copertina a Gregorio Marsiaj che ho intervistato proprio io. E quando gli ho chiesto un esempio di impresa, mi ha citato proprio il Cavalier Punzo e il suo Vulcano. Proprio vero che in Italia non è tutto da buttare. Salut

  15. honnête provocateur Says:

    Il passato e il presente.
    “Immagino che il presente sia il passato. Immagino di essere un uomo del ventunesimo secolo, una persona dotata di senso storico la cui preghiera di vedere la Londra di cent’anni prima sia stata esaudita.”
    (Max Beerbohm, Londra rivisitata)

  16. cristal Says:

    Sono pienamente daccordo con honnête e 8 (fucsiaman) danilo verticelli e poi Lapo non eri tu che dicevi che ti piace abitare vicino ai colli di Torino perchè se devi vivere in città preferisci New York, l’Italia è famosa per la sua storia per il suo attaccamento alle radici sane della terra e della natura, amanti del rustico e della buona cucina… perchè rovinarla con queste strutture ultramoderne gigantesche (vuoi mettere la bellezza del vulcano originale frutto dell’arte della madre terra)!!!!!

    Per questo ci sono città come New York e Tōkyō!!!!!!!!

    Non roviniamo l’Italia!!!!!!!

  17. raffaela Says:

    ma io proprio non capisco e dico: se si prova a fare qualcosa di nuovo (sposando nel miglir modo l’ambiente) si è distrutti dalla critica e non si doveva fare, se non si fà nulla per il paese non si fà e non ci si stufa di lagnarsi..
    ma insomma decidetevi. e poi credo che ogni zona abbia esigenze diverse in tutti i sensi ragazzi, tendete a fare di tutta un erba un fascio alle volte e non và bene.

  18. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    Oddio Lapo, mi si intrecciano i commenti e mentre aggiungevo aggiungevi anche tu e quindi sono costretto a riaggiungere, perdonami.

    Camorra: chiunque se ne sia interessato, in quelle zone non si muove foglia senza che la camorra lo voglia. Non è un luogo comune, è una realtà che conosciamo sia io che te e che è dimostrata dagli eventi accaduti fino ad oggi. Non è razzismo. Ho parenti diretti nelle province adiacenti (BN e SA), figurati. Ma occorre tenere i piedi in terra.
    Se i capitali non sono fonte di riciclaggio (e chi può dirlo? Abbiamo forse i listati delle transazioni dalla Svizzera alla Francia o attraverso miriadi di banche compiacenti?), la camorra agisce attraverso la costrizione degli appalti, delle assunzioni, del controllo del territorio commerciale, delle attività che si sono inserite e altro. Non è necessario che ai milioni investiti corrispondano altrettante dosi di eroina o pasticche smerciate. Anzi. I canali finanziari sono sempre più puri e vergini.

    Va bene, sappiamo che l’iniziativa economica è pulita.
    Rimane il fatto che quell’oggetto è una cosa tremenda e irreale, così come è irreale che ci siano 1000 aziende solo a Nola e che ci sia una Nola che con 32000 abitanti ne impiega ben il 25% (modello di imprenditoria?) nel settore aziendale in un territorio con ben il 25,02% di tasso di disoccupazione locale, e che tutto questo stranamente non accada in Svizzera o nella Ruhr o nel Nordest ma nel cuore delle aree più devastate dall’infiltrazione camorrista. Anzi, non è affatto strano.

    Non ce l’ho (ovviamente) con Nola in sè. Ma appare curioso che il futuro degli abitanti di queste aree sia destinato al ludico produrre/comprare/produrre/ubbidire dei centri intermodali ed interproduttivi così come mi appare perlomeno curioso che lì vicino ci sia un altro CIS di 1.000.000 di metri quadrati di cui 550.000 coperti e nel quale:
    ” Operano 325 aziende con 4000 addetti, specializzate in oltre 100 settori merceologici ad esclusione dell’alimentare. Otto grandi Isole, moderne Piazze Mercato con un’esposizione permanente unica al mondo che si estende idealmente lungo 6 chilometri ininterrotti di vetrine visitate ogni giorno da oltre 20mila operatori commerciali che generano un fatturato annuo stimato in 4,13 miliardi di euro.
    CIS? un mondo commerciale nuovo e moderno, vivace e straordinario, divenuto negli anni vero Sistema che promuove e diffonde il Made in Italy nel mondo.”
    Che tutto questo sia lì e non a Lambrate o nel Mestrino o a Parma. Bravi.
    Tutto questo avviene alle falde del Kilivesuvio in modo tranquillo e puro, mentre i panettieri di Nola vengono sottoposti al pizzo.
    Va bene. Chiedo scusa. Occorrono ovviamente prove e la cultura del sospetto la dobbiamo lasciare ad altri che fanno populismo. Dovrò chiedere al mio amico Saviano di scrivere un altro libro, allora. Se mai ne avrà ancora voglia. Così si avranno anche delle prove.

    Lasciami però il giudizio estetico e architettonico, nonchè quello sociale. Forse il sistema delle botteghe è equivalente (senza forse, lo è) a quello medievale.
    Ricordiamoci pure, lo ricordo agli astanti, che le città in senso moderno sono nate proprio dall’aggregazione degli uomini verso le mura dei castelli, aggregazione che a sua volta nacque per raioni commerciali e di scambio dei prodotti in sovrappiù rispetto al consumo proprio.
    Nasce così il commercio e la moneta. Dalla sovrapproduzione rispetto alla necessità pura. E le botteghe nascono inizialmente da una canapa o iuta stesa in terra ad accogliere i prodotti, poi dall’esigenza di coprirsi in caso di pioggia, poi da una capanna (più vicina al castello anche per ragioni di sicurezza). Il “senso” medievale del percorso commerciale nasce lì, in quel tempo, in quel momento e non cambia per secoli. Chissà perchè.

    Forse allora, negli ultimi trent’anni l’uomo si è così evoluto da dover fare a meno di una Piazza di Spagna accanto a un Valentino ed un Mc Donald’s per concentrarsi nel commercificio dei Centri?

    Però la qualità di vita e di rapporto tra se stessi e l’ambiente che si ha passeggiando per città in cui sopravvive il “senso” dell’umanità medievale (gran bel periodo base della civiltà occidentale) non ha eguali in nessuna struttura, per quanto ispirata e copiata dagli schemi della civiltà Italiana. E parlo ad esempio dell’Outlet Village di Foiano della Chiana, estremamente (e pur tristemente) “influenzato” dalla struttura urbana e architettonica medievale-italiana. Insomma il problema non è tanto che quel coso sia fatto così o cosà. Il problema è perchè c’è. Il problema è che non torna in nessun modo che esistano milioni e milioni di metri quadri (ettari ed ettari) di superficie adibita a produzione di vero made in Italy (come dicono) contestualmente ad un tessuto urbano, sociale ed economico devastati ed allo stremo. Il problema è che, personalmente e sono felice di essere smentito, non credo (più) alle isole felici, tantomeno se circondate da liquidi vari.

    Mi dispiace Lapo se ti sei sentito toccato nelle tue amicizie e nei tuoi contatti. Non dubito mai che le intenzioni di pochi possano essere sane. Poi c’è il resto, c’è la melma. E la tristezza di pensare a quei greggi di “consumatori” che si infileranno nella piazza (quale offesa alle vere piazze italiane) per decidere quale film vedere, quale patatina mangiare e quali vetrine osservare (vista la situazione economica del luogo non vedo chi dovrebbe comprarvi) non me la leva nessuno. Del resto non è neanche ilmodello di consumo che la I-I propone…
    Poi ognuno ha le sue opinioni e le mie contano veramente poco…..
    scusate la lenzuolata

  19. nicoletta anselmi Says:

    La struttura non è affatto kitsch, è straordinaria da un punto di vista tecnico e formale… come pure bello e ricco di significato l’Auditorium della Pirelli (Bicocca-Milano) di Gregotti . . . anch’esso un piccolo vulcano, …. ma Verticelli dice altro !
    Le cattedrali del milennio . . . non mi piacciono e non le frequento.
    Se ci impegnamo tutti … scompariranno.
    Ho fatto un giro in quelle zone, ci ho portato anche le mie figlie.
    E’ bene andarci… qualsiasi descrizione non renderebbe l’idea dello stato di degrado esistente.

    Per chi può consiglio di visitare il Roden Crater di James Turrell.

    http://vizproto.prism.asu.edu/classes/sp04/young_k/jamesturrell.html
    http://www.fondoambiente.it/eventi/oltre-la-luce-il-roden-crater-project-di-james-turrel.asp

  20. frida Says:

    in linea di massima sono d’accordo con fusiaman e honnete.
    ma da campana apprezzo lo scopo del post. la mia è una terra meravigliosa, ricca di storia e di bellezze naturali, ma nei tg e sui giornali se ne parla solo per la monnezza e per la deliquenza. c’è molto altro e non è niente male. quindi io a lapo, mando un bacio colante di magma affettuoso :)
    se volete un’alternativa per le vacanze c’è la nostra costiera cilentana (marina di camerota , palinuro ecc.). natura selvaggia con un mare meraviglioso, piena di calette, di grotte e di fondali stupendi e si mangia divinamente :)
    buona giornata a tutti

  21. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    Nicoletta, il problema, come hai ben colto, non sta nel decidere o credere che quegli architetti siano capaci di fare cose eccezionali. Lo sono. Altri architetti e ingegneri fanno cose anche poetiche, altri meno. Così è la vita.
    Quella struttura vulcanica, consentimi di non essere d’accordo con te su questo, è kitsch, come è kitsch la chiesa di San Givanni Rotondo, come è kitsch il Beaubourg. Perchè?
    Perchè sono modelli “imposti” al territorio o da esso derivati in modo pedissequo ed infantile (come nel caso del vulcanello). Diverso ed assolutamente integrato al territorio è l’intervento al porto di Genova. D’altronde si va verso una società dell’immagine e le cose (anche quelle artistiche, dopo aver visto le pseudosculture di Javier Marin) devono per forza essere sempre più grandi e imponenti per “vincere” il confronto sulle altre… Sostanza zero, concetto zero, forza e grandezza. Una specie di etica medievale (ma allora è così!) o di cappa e spada, fatti salvi i valori dei cavalieri, ben più importanti di una reggiseno in saldo…..

  22. Azzurra Says:

    e Roma rilancia così:
    http://www.euroma2.it/

  23. Ale Says:

    Concordo in parte un pò con tutti. Avete belle ragioni ma partiamo dal presupposto che magari li nei paraggi non c’è niente, Nola non mi sembra una Roma, Torino o Milano. Sono contro i mega centri commerciali (mi sto raccomandando a qualche santo perchè non ne venga aperto uno gigantesco anche vicino a Mondo Juve) dove c’è gente che ci entra il sabato mattina appena aperti e escono nel tardo pomeriggio, se non addirittura dopo un film. Queste cose le detesto fatte in città come la mia, dove c’è un centro stupendo e dove puoi fare qualsiasi cosa dallo shopping al cinema dopo il sushi. Vorrei però sapere cosa fanno le persone che abitano a Nola? Magari si chiudono si nel centro commerciale perchè li vicino non c’è molto altro.
    Magari prima di criticare i centri commerciali pensiamoci, forse sono stati fatti per un motivo, ossia rendere più “settentrionali” e non americani, anche certi posti del sud d’Italia. Non mi sembra un crimine permettere a tutti di avere gli stessi privilegi di chi vive nelle zone depresse (emotivamente parlando) ma più ricche del nord.
    Distinguiamo quindi chi scegli di starnene un’intera gionata in un shopping centre di Torino e chi lo fa a Nola. Le ragioni e le esigenze mi sembrano diverse. E poi nei centri ci vanno le persone che non sono, per così dire, in grado di godersi altre bellezze e seguono la massa.
    Detto questo, io non sopporto i centri commerciali anche se danno una mano all’economia, ma ce ne sono davvero troppi in alcuni posti (vedi a Torino tra le Gru, Otto Gallery o 45″).
    Il vulcano non lo trovo brutto a priori. Se devi contriure un centro commerciale, allora cerca di farlo meglio che puoi magari mettendoci anche un pizzico d’arte. Ho visto cose ben peggiori deturpare il paesaggio che non sto vulcano.
    Ciao

  24. Paolo Convertito Blasio Says:

    anch’io una volta passando da quelle parti vedendola non sapevo cosa fosse questa struttura ma individuai subito lo stile di renzo piano e mi chiedevo come mai non se ne sapeva nulla di tale realizzazione…

  25. ...Marilù Says:

    penso che sia una bellissima idea..ed ekko xk in italia si vede solo il peggio…xk come in alcuni di questi commenti si pensa subito ai sotterfugi che si sarebbero potuti prendere ma che magari in questo caso non sono stati neanche considerati…perchè quendo si parla di sicilia o sud in generale si pensa subito al peggio,perchè non si pensa che magari a capo di questo centro ci siano solo brave persone?!penso che al più presto mi farò un giro in questo centro che è forse il più bello d’italia..
    anke se si trova vicino napoli….BACI A TUTTI!!

  26. Mari Says:

    E’ la prima volta che “capito” su questo blog, ma leggendo alcune cose non posso fare a meno di esprimere il mio pensiero. Sono napoletana ma spt , con la mia famiglia, sono presente sia al CIS sia al VB e fa male leggere di cose di cui non si conosce nulla, se non attraverso il filtro dei media o del pour parler generale.
    Il VB è un progetto al quale hanno lavorato e continuano a farlo migliaia di persone, un progetto fortemente voluto dal Cavalier Punzo, un uomo che con le sue idee e le sue “creature” ha cambiato il volto commerciale del sud. Il CIS è sicuramente una realtà consolidata, il fiore all’occhiello della Campania, una piccola città degli affari, un progetto poi copiato anche all’estero e conosciuto a livello mondiale.
    Il VB nasce ufficialmente a Dicembre 2007, al di là della struttura che porta la firma di uno dei migliori architetti mondiali, è un progetto che esula dalla realtà dei centri commerciali poichè vuole esssere si un “mero luogo di consumo”, ma l’intera struttura ruota intorno ad una piazza più grande di Piazza del Plebiscito che ospita eventi e manifestazioni e che vuol eessere un luogo di ritrovo, di aggregazione (considerando che la vigilanza è presente 24h su 24h, i ragazzi si ritrovano nel VB con il beneplacito dei genitori, invece di “sostare” fra le strade come si usa tanto qui da noi).
    Poi leggo qui che tutto è ridotto alla camorra, a gomorra e con un pizzico di saccenza mi ritrovo a leggere dei miei luoghi, della mia terra da un’ottica distorta e anche, consentitemelo, banale.
    La camorra esiste, è esistita e sempre esisterà; che manovra appalti è una tua supposizione, nel caso del Vulcano Buono non posso darti nemmeno il beneficio del dubbio perchè io VIVO questa realtà da 20 anni circa, conosco personalmente Punzo e quindi non ammetto che si riduca sempre ad un’equazione: Campania= camorra. Tralasciando che le assunzioni e la scelta delle attività da inserire sono state fatte legalmente , autonomamente e liberamente!
    Mi parli di Nola e del suo tasso di disoccupazione…perchè non ti sei chiesto quanta gente campana lavora al CIS, quanta all’Interporto e quanta ancora al VB?se si è preferito un campano anzichè un nolano nello specifico ci sono anche delle decisioni professionali, non credere che i potenti boss della camorra napoletana mi abbiano obbligato/minacciato achi assumere!Le assunzioni sono state fatte attraverso colloqui, i cui curriculum sono pervenuti agli uffici della direzione: se le persone di nola non hanno inviato/consegnato i propri, certo non potevo obbligarli, no?
    Da utente finale sono rimasta sconvolta dalla profuzione di questi centri, è vero, ma da commerciante invece ne cavalco l’onda e ti dico che sono il futuro: il panta rei eracliteo lo dimostra, la vita ha dei ritmi bestiali e il tempo materiale manca. Negli ultimi anni è raddoppiato il numero delle donne che lavorano, basti pensare a questo: marito e moglie lavorano e gli orari, almeno in campania, sono 9-13.30/ 16.30-20.30…ovvero gli orari di tutti “gli artigiani”…mi dici una donna quando va a fare la spesa?i CC rispondono anche a queste esigenze.
    Permettimi anche delle precisazioni (scusami, ma sono molto pignola): il Vulcano Buono nn è un “altro CIS” , il primo è un centro commerciale, il secondo è un distretto di vendita all’ingrosso con 8 isole più un interporto collegato, che oltre ai commercianti ospita banche fra cui Banca di Roma e Banca Popolare di Sviluppo, Le poste italiane, ristoranti, salumerie, una caserma, edicole, i vigili delfuoco, un centro medico, un autolavaggio, distributore di benzina….e molto altro. Perchè non vieni a visitarlo?ops…scusa, al cis non ti faranno entrare…bhè, se quella struttura orribile di cui hai parlato non ti fa così paura potresti venire a visitarlo, è sempre un’opera di Renzo Piano!
    Scusate il “papiello”…e un in bocca al lupo a Lapo!

  27. Paolo Convertito Blasio Says:

    @danilo verticelli
    ti posso garantire che se a s.giovanni rotondo non avessero fatto quell’opera di renzo piano a prescindere da tutte le polemiche ci sarebbe stato uno squallore urbanistico che adesso è perlomeno un pò più attenuato..renzo piano a s.giovanni rotondo disse che avrebbe voluto continuare a realizzare anche tutto il paese ma non glielo hanno permesso….

  28. Lapo Says:

    Grazie Mari della testimonianza di una che conosce da vicino quella realtà.

  29. ...Marilù Says:

    ho visto il sito è proprio enorme!!!!

  30. nicoletta anselmi Says:

    la chiesa di san giovanni rotondo è il peggior progetto di piano.
    (Ce ne è sempre almeno uno non riuscito… come per le ciambelle!)
    D’altro canto nessuno avrebbe dovuto costruire un tempio a padre pio.
    … Il vulcano di Piano come pure il progetto per l’antica città di Pompei sono pensati in rapprto al territorio e sinceramente fra tutti i centri commerciali progettati negli ultimi anni, straordinariamente fascinosi come quelli francesi, questo di piano mi sembra il meno kitsch.
    In tempi di superheroes l’architettura kitsch è stata definita Supermanierista (Ray Smith).
    Nel medioevo c’erano altre priorità. L’architettura doveva essere sicura e garantire sopravvivenza. Era semplice e funzionale.
    Forse stiamo riprendendendo la discussione aperta da Franco La Cecla?
    Ma … in nome della “modernità” salvo il Beaubourg.

  31. Giulia Says:

    Meno male che ogni tanto qualche barlume di positività si vede… francamente mi ero un po stancata di leggere le solite lamentele e Mari ha decisamente contribuito a rendere l’altra faccia della medaglia…. a modo mio, anche se spesso non supportata da esempi concreti…. forse per la mia ingoranza, ho sempre cercato di far presente che la mentalità italiana é una gran rottura di scatole. Tutto che va a rotoli, mai per propie responsabilità, tutti santoni e premi nobel e tante chiacchiere…. ma se i primi a vederci male siamo noi come possono considerarci all’estero? Eppure di buone cose, come vediamo da questo post, esistono…. ma non se ne parla mai a sufficienza. Quando si cerca di trovare della positività si viene considerati degli ingenui o dei forsennati? Ma come mai sta storia?
    Che mentalità gretta…

  32. Frista Says:

    Caro Lapo,

    La cultura Italiana tende sempre ad accentuare il negativo per forma mentis…noi non vedremo mai “l’mpiegato del mese” perchè chi si comporta bene fa solo il suo dovere mentre lo sbaglio attira molte più attenzioni. In effetti non sapevo esistesse tal “opera”…. il buono c’è sempre volendo cercare.

    P.s: ho seguito la trasmissione su sky che ti riguardava e devo dire che l’ho trovata molto interessante, complimenti per tutto quello che fai…

  33. frida Says:

    grazie mari!

  34. artisticando Says:

    ammiro il coraggio di Lapo che con questo post si è infilato in territorio impervio (tra Fucsiamen e honnete)….da uomo e imprenditore moderno è stato giustamente impressionato (favorevolmente) da questi nuovi simboli e nuovi totem del mercato….. per la umanità che non solo consuma per esistere ma che ormai esiste per consumare….

    X Mari….in questo blog c’è gente che ha lavorato(parecchio) nel settore dalle vostre parti e la tua accorata difesa si scontra con una triste realtà…non è ottica distorta e banale….meglio non fare dietrologia; i primi a saperlo sono coloro i quali avrebbero proprio l’interesse di farle conoscere le buone iniziative….
    L.B.

  35. honnête provocateur Says:

    Vi piacciono tanto i centri commerciali?
    Andateci e buon divertimento.

  36. Giulia Says:

    Honnete non si tratta del fatto che piacciano o meno i centri commerciali, ma del fatto che almeno per una volta il sistema economico ha portato dei pressupposti positivi ed una opportunità di equilibrio tra arte (quella di Renzo Piano a prescindere che possa piacere o meno la sua opera) ed ulteriori possibilità di lavoro per persone onseste. Poi che non piaccia il centro commerciale, poiche privo delle qualità che aveva la bottega non ci piove….. ma mi pare che qui nessuno contestualizzava quanto scritto da te….. il tema focale era ben altro.

  37. Antheus Says:

    Giulia, mannaggiaatte :) mi hai rubato il commento. D’accordissimo su ogni parola che hai scritto.

  38. camilla Says:

    scusate….
    ma che territorio impervio?!
    Complimenti Mari per la tua ottima difesa!
    sono convinta che avvolte si parla senza sapere, oppure per pregiudizio! Avvolte a causa di una serie di concomitanze che si sono succedute nel corso del tempo , spesso le persone si fanno delle idee sbagliate eed erronee su alcuni territori , su alcune regioni!
    come dice Mari, andata a visitare la campania a visitare il centro commerciale!
    io prima di oggi non conoscevo l’esistenzadi questo centro, ma so cosa significano queste grandi strutture , e quanto possono aiutare. Inoltre bisognerrebbe essere fieri che un progetto del genere abbia avuto buon fine, dal momento che ha saputo rivalutare e rivalorzzare un area, dare occupazione e creare economia!
    sopratutto in zone particolare del sud Italia dove si pensa regni la camorra oppure la mafia la tranghetae così via discorrendo!
    E’ facile dire … che dietro queste grandi opere c’è sempre qualcosa di losco…

  39. Giulia Says:

    Antheus
    mica sarò in debito ora? iiiih iiih

  40. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    Beh, artisticando un po’ mi ha anticipato. Quindi prendiamo atto con piacere di una realtà imprenditoriale idilliaca in cui liberamente si ricoprono di cemento centinaia di ettari e liberamente si svolgono attività imprenditoriali e liberamente, quanto meritoriamente si assumono persone in nome della loro qualificazione. Quindi mi trasferirò armi e bagagli nel Nolano perchè quelle cose che ho detto e che qui riprendo avvengono continuamente anche nella mia città, che non è nel Sud ma è in Toscana dove si pregiano di essere democratici e popolari, avvengono a Roma o a Milano, avvengono in Abruzzo, dove giunte intere (e finalmente) vengono arrestate per qualche clinichella svenduta ai compagni di merende.
    A Napoli no. Nel Nolano tutto procede bene e tutti vivono felici e contenti. Il resto d’Italia si sbaglia a pensare così, sono solo maldicenze senza prove. Il tasso di disoccupazione al 25% è dovuto all’ingiustizia del Nord che non dà abbastanza fondi al Sud e CIS e VB (che sono ben due cose distinte anche se il CIS è dentro il VB e comunque ne ha ben a che fare) sono due esperienze pilota alle porte delle quali l’impero camorrista si ferma perchè non gli interessa ci ricaverebbe poco o comunque molto meno dell’inceneritore di Acerra o del pizzo di uno stabilimento balneare.
    Bene. Ma che ci stiamo a fare in giro per l’Italia se il Paradiso dell’imprenditoria è al Sud?

    Commercio:
    Il futuro del commercio è purtroppo sì nei centri commerciali.
    Ma le masse moderne in fondo meritano questi luoghi come i multisala e i negozi in franchising (o chinesing). Li desiderano. E’ quanto loro riescono a concepire oltre il nulla.

    Che siano dati loro!
    O regnanti del consumo,
    concedete alla prole della società,
    i luoghi del loro divenire,
    i luoghi del loro divertire,
    date loro un tetto argentato e curvato sotto cui gustare
    l’hamburger griffato,
    la vetrina riempita,
    l’ascensore vetrato,
    date loro i recinti in cui affidare il futuro dei bambini,
    e le realtà dei grandicelli.

    O potenti del mercato,
    date ai greggi d’oro lo steccato,
    perchè il limite e il confine
    siano dolci e senza peccato,
    al mercato la mente incline,
    alla griffe l’assegno staccato.

    O potenti del commercio,
    ammaliate le masse,
    illuminate le casse,
    cancellate ogni passato,
    medievale e rinnegato,
    dateci il consumo quotidiano
    di codici a barre e parcheggi multipiano,
    dateci un luogo in cui sorridere
    e da cui uscire solo quando è sera,
    perchè meno si veda ciò che è intorno
    e solo il ricordo ci sembri Primavera;

    dateci una realtà, ma che sia solo virtuale,
    perchè il risveglio non sia mai di giorno,
    ma irreale,
    mai letale,
    solo un po’ di Carnevale;
    maschere di contorno,
    o signori del denaro,
    maschere prestate al gioco di turno,
    una monetina e la scala sale,
    una monetina,
    solo una moneta,
    è il prezzo
    delle anime
    svendute in saldo,
    persino sotto il Volturno.

    E Renzo Piano ci seppellirà…….

  41. artisticando Says:

    mannaggiaaaa…non ho capito il tema focale…..ne dov’è il plus di questa iniziativa

  42. alessia Says:

    caro lapo,per la prima volta da quando leggo questo blog mi trovo in completo disaccordo con te…
    purtroppo viviamo in un paese in cui ciè che di buono c’è,e ce n’è tanto,viene oscurato da ciè che invece non funziona…
    il vb di renzo piano,che ho visto e ho apprezzato come tutto ciò che questo geniale individuo crea,purtroppo non ci aiuta a migliorare il nostro bel paese…credo che in questo momento serva qualcosa di diverso,di veramente diverso che non l’ennesimo centro commerciale seppur innovativo e finalmente funzionale.
    per quanto mi riguarda la critica non è disprezzo,è speranza,reale che qualcosa cambi ,consapevolezza che il nostro GRANDE PAESE possa migliorare.perchè può farlo.

  43. Giulia Says:

    Oddio, aiuto…. cemento, imprenditoria idilliaca, andiamo al sud perche improvvisamente sono risorti dal medioevo…. Renzo Piano ci seppellirà, o meglio ci murerà vivi all’interno di qualche sua opera…. spero almeno lo faccia attraverso una rivisitazione del centro Pompidou di Parigi… quanto meno, con tutto quel vetro, si può vedere l’esterno e vivere in una sorta di Grande Fratello…. che mondo gramo.

  44. Mari Says:

    Danilo,
    se dal mio post è emersa una situazione idilliaca, un paradiso terrestre, ti prego di scusarmi. Ovvio che in Campania, come in Lombardia, come in Toscana la meritocrazia è per pochi, ma non è nemmeno giusto che dal mio post tu estragga e manipoli una sola frase. Ti vedo avverso ai centri commerciali più che altro, ostile a questi luoghi.
    Non sono molto grande, sono appena una 25enne con tanto da imparare ancora, ma nei miei tanti anni di studio mio padre non mi ha mai , e sottolineo MAI, aiutato: i test d’ammissione all’università li ho dovuti superare con le mie forze, agli esami ho solo e sempre studiato tanto e mio padre non mi ha mai aiutato, neppure agli esami + ostici; al master mi ci sono presentata da sola e sono stata ammessa…ho fatto uno stage al quale sono stata presa grazie a me e a nessun altro. Ora ho un sogno, un sogno che si chiama Publitalia80…tutti mi dicono che è impossibile senza un aiutino…in quei momenti vedo mio padre che mi ricorda “se vuoi una cosa devi sudare per averla” ed io che gli rispondo sempre “che tutti ricorrono alle raccomandazioni, verrei silurata a priori” e lui ” se in un test, in una prova, in un colloquio…sei PERFETTA neppure la persona + raccomandata del mondo può scavalcarti, ma bisogna rasentare l’eccellenza….”
    Ti starai chiedendo perchè ti ho raccontato tutto questo…la meritocrazia esiste e non lo penso solo perchè sono una ragazzina un pò sognatrice! Ho iniziato a lavorare con mio padre ma son partita dalla gavetta…per poi pian piano salire la “scala gerarchica”, non ho ricevuto favori, non ho ricevuto premi, non ho avuto sconti! Mio padre è un uomo brillante, di successo, stimato e ammirato nell’ambiente, ma è anche profondamente critico…è il mio modello!Penso sempre che se vali, se sei veramente in gamba prima o poi avrai le tue ricompense, le tue gratificazioni…Scusatemi per l’off topic

  45. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    E ora il commento in prosa:
    ciò che rimarcavo, a prescindere poi da Nord o Sud, è che certe strutture (ridicola questa di Piano che non si è mai fregato niente del contesto, improvvisamente progetta il vulcanello… Anselmi, quando mi chiameranno a progettare un centro commerciale a Milano, lo faccio a forma di panettone o semplicemente di Duomo, non si sa mai, le cattedrali nel deserto…..) rappresentano sì occasioni di scambio economico e quindi di possibilità occupazionale, ma non servono a migliorare nè il tessuto sociale nè quello culturale dei luoghi in cui si pongono.
    In sostanza, credono di risolvere il problema partendo dagli effetti e non dalle cause. Appurato ed indubbio che i territori del Sud Italia sono infestati di malavita (tranne ovviamente alcune sacche ancora illibate per alcuni versi) e tolta dalla testa l’idea malsana di far passare il fenomeno camorrista come una cosa che non tocca tutti e si svolge “solo” in alcune zone (tecnica ben conosciuta attuata anche per discreditare senza successo il buon Saviano), appurato che buona parte dei fondi europei convogliati al Sud (tranne ovviamente le solite poche eccezioni) sono andati ad ingrassare le tasche di imprenditori di malaffare pur, e sottolineo PUR, se finalizzati a realizzazioni poi effettivamente funzionanti e di buona immagine; (anche il porto di Gioia Tauro funziona ed anche bene…); appurato che solo Alice viveva nel Paese delle Meraviglie, andiamo un attimo avanti (o indietro, a seconda dei gusti) e torno alla deriva del post, quella di honnete, che rimarcava come la promozione di queste strutture non faccia altro che danneggiare il vero tessuto produttivo (vero perchè autoctono, individuale, originale, intelligente e di cultura) di tipo simpaticamente “medievale” come dice Lapo, promuovendo spazi irreali e non produttivi, lontani mille miglia dalle realtà quotidiane, semplicemente realizzati attraverso strategie di marketing progettuale perchè siano “attrattivi” e quindi spingano al consumo.
    E il vero problema è proprio qui: il consumo. Una società stremata come quella che normalmente vive (diciamo così) in quelle zone ha bisogno di altro che non luoghi falsi di falsa aggregazione (come quella dei greggi) subdolamentre finalizzati a scucirti di dosso il maggior numero di soldi possibile. Una società del genere (e quindi la maggiorparte della società italiana purtroppo) ha bisogno di ricostruire le proprie radici e le proprie affinità, il coraggio di vivere, la speranza di poter fare qualcosa, soprattutto la capacità di inventarsi una vita e di poterla vivere come vuole.
    Tutto questo non può essere risolto da un mega negozio sponsorizzato da contadini francesi (di Bordeaux) arricchiti che ha come fine pricipale la narcotizzazione delle coscienze individuali e la loro sostituzione con l’immagine pubblicitaria e quindi con il prodotto.
    Sono sistemi vecchi di commercio. Commercio 1.0. Solo che da noi arrivano ancora oggi e vengono poi salutati come panacee al degrado istituzionale e culturale, nonchè economico, delle zone dove vengono collocati.
    Senza invece pensare che proprio coloro che nei decenni hanno provocato quel degrado, sono i primi a guadagnarci dalla promozione e costruzione di tali strutture. A partire dai porti del Sud (appunto Gioia Tauro e Lamezia) agli aeroporti (sempre Lamezia) alle grandi concentrazioni industriali (come Gela e ancora Lamezia) realizzate con la finta araba fenice dell’occupazione e invece finalizzate a convogliare miliardi e miliardi di investimenti finiti nelle tasche della malavita, al prezzo di centinaia di bambini malformati, come nel futuro ne nasceranno in Campania.
    Ed è proprio su questo assunto che la malavita fonda il proprio potere, sul fatto che ogni opportunità di investimento “salva” il territorio dal degrado sociale e genera posti di lavoro. E continuando ad affermare ciò si fa il gioco della malavita che prima impedisce lo sviluppo e poi decide quale tipo di sviluppo imporre. La malavita è un vero “vulcano” di idee in tal senso.
    Il Vulcano Buono (come se quello vero fosse cattivo, troppo buono è stato in questi decenni visto lo scempio delle proprie falde) chiude generalmente alle 22. La domenica alle 2 di notte.
    C’è da domandarsi con quale spirito i frequentatori usciti dal megaparcheggio tornino nelle loro case ed al loro lavoro. Forse Renzo Piano doveva costruire anche una finta Capri, galleggiante in un finto mare, perchè i clienti del Vulcano potessero illudersi di vivere serenamente nelle proprie finte case ed affidare le proprie effusioni ad una finta luna da 10mila watt.

  46. ALEXANDER Says:

    Lapo complimenti per questa bellissima segnalazione!Io credo che l’Italia per colpa dei media della politica e perchè no anche della chiesa sia entrata in una spirale di negatività dalla quale sarà difficile uscire.Hai perfettamente ragione quando dici che si tende a sottolineare il brutto di ciò che c circonda e allora le domande sono 2:IN ITALIA SONO POCHO GLI ESTETI OPPURE SONO LE MENTI DELLE PERSONE CHE SONO MANIPOLATE DAI GRANDI ORGANI DI COMUNICAZIONE E ISTITUZIONALI CHE FANNO VEDERE TUTTO BRUTTO CIò CHE CI CIRCONDA?

    TRA QUANTO L’ARDUA SENTENZA???…A PRESTO

  47. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    Mari: nessuno ha mai pensato niente di tutto ciò che dici. Nessuno qui giudica, nè si permette di pensare male di alcunchì.
    La meritocrazia esiste, e noi siamo qui per testimoniarlo. Scrivere su questo blog, non sembra, ma è assolutamente sinonimo di merito.
    Così come tutti siamo convinti che Napoli ed i napoletani conservino gioie e preziosità (se si dice così) ineguagliabili al mondo. La Campania (da cui al 50% provengo) è una delle regioni più belle e produttive del mondo. paragonabile forse alla California, ma con un plusvalore culturale e di gusto che altrove non si ha. Napoli è un luogo eccezionale.
    Tutto ciò è finito in merda per l’interesse di quei piccoli campagnoli ignoranti che costituiscono il centro delle cupole camorriste. Per acquistare un SUV in più o una porta blindata in più dietro la quale morire.
    Questo è il territorio in cui vivi. Inutile far finta che non sia così. Il merito è nella maggiorparte degli abitanti della Campania, non è vero che non esiste. Ma è infinitamente assoggettato alla merda che in questo momento prevale.
    Mi pregio di essere contro i centri commerciali. Sono la rovina del tessuto produttivo delle città. Delle città tipicamente italiane, quelle con il centro, la chiesa e il comune che si fronteggiano. La piazza di Piano è enorme, forse pari a piazza del Plebiscito, forse più grande. Una cosa abnorme e fuori scala che annichilisce le individualità, le persone, e crea un sentimento di aggregazione massificata degno delle grandi spianate dei regimi e delle processioni partitiche degli anni passati. Tutto è vecchio. Tutto è già vecchio. Il cinema andrà sul web, la musica già ci va, l’e.shopping ingrana, le chat ed i blog impazzano. L’alternativa a questo non è il macroraduno, ma la geniale e intelligente passeggiata tra le vecchie mura ed il buon vecchio caffè in piedi al banco.
    Forse con i soldi spesi per quel brufolo, non si sasrebbero restaurati monumenti e centri storici circostanti? Forse si. Ma certamente i soldi non ce li avrebbero messi, mica son scemi. Mariuoli si, ma scemi no….
    Scherzo eh

  48. artisticando Says:

    con il solito approccio interdisciplinare, il toscanaccio impetuoso è diventato il vulcano vero….dalla sue narici escono fiamme e fuoco (color fucsia??) e dalla bocca inascoltati richiami alla realtà….il fatto è che lui ama veramente l’Italia…

  49. honnête provocateur Says:

    @Giulia e Antheus
    Mi sono frainteso.
    Ribadisco ;chi ama il bello non puo’ amare i centri commerciali anche se fossero progettati da Leonardo da Vinci. Dei non luoghi artefatti per rattristire e omologare.
    Lo sviluppo industriale di una zona disastrata non mi interessa. Mi interessa solo lo sviluppo culturale che potra’ modificare le persone ed il loro agire.
    Credo che in parte se non in todo riguarda loro ed il loro modo di vivere e non lo Stato.
    Solo se gia’ la zona e’ brutta e popolata da alcune persone brutte che dettano legge, con animi brutti ed intenti brutti in piu ci costruisci una cosa brutta e dici che e’ bella, allora te lo sei voluto.

  50. Giulia Says:

    Forse qualcuno non comprende che le leggi economiche e di libero mercato sono cambiate radicalmente che non basta dire investiamo in cultura ed educhiamo ad un certo businesse e sistema economco. Adesso piu che mai, nell’era della globalizzazione, non serve lo stato che educhi e foraggi economicamente. Serve adesso il cittadino che abbia voglia di evolversi, investire, acculturarsi, innovarsi, impregnarsi delle propie radici e su di esse investire. Ben venga allora il vulcano buono, si signori, perche oggi é questo unp degli emblemi della economia…. i sistemi sono cambiati e dobbiamo metterci nell’ordine di idee che il mondo avanza e che se l’Italia crede di evolversi come fino ad ora ha ha fatto é normale che si continui a parlare di camorra/gomorra (solo da noi un romanzo del genere poteva fare cosi clamore…. come se si fosse scoperto l’acqua calda… ma to guarda che esiste la camorra e Saviano diviene il paladino della giustizia)…. dobbiamo svecchiarci, punto ed andare oltre il propio naso e i commenti che spesso emergono da questo blog sono paritetici, sputati alla mentalità italiana. Io credo che alcuni messaggi che Antheus e Lapo hanno voluto lanciare debbano servire a smuovere le coscienze di noi giovani che siamo il fututuro. E’ vero esistono oltraggi, malavita, racket, denunce mai ascoltate o mai fatte pervenire…. é vero abbiamo grossi problemi. Però….. non vi rendete conto che i nostri genitori, la genrazione del boom economico, coloro che hanno fatto piu disastri ci hanno educati a loro immagine e somoglianza… Loro sono cresciuti nella cacca ed hanno saputo fare fortuna quanto rubare da essa ed in piu ci hanno insegnato che nella vita tutto é facile e dovuto. Bello ed ora caschiamo tra le nuvole perche ci ritroviamo nella cacca e piangiamo come dei mocciosetti. Ma tiriamo fuori gli attrinuti invece di dare sempre la colpa alla camorra e alle itituzioni locali e centrali…. ma un po di prgoglio e dignità non ce l’abbiamo o dobbiamo sempre venderci come nei film di Alberto Sordi?

  51. frida Says:

    sposo parola per parola l’ultimo post di danilo fucsiaman
    il guaio è che fanno credere alla gente che ciò di cui hanno bisogno è un bel centro comemrciale
    dove trovi tutto, tranne l’aria vera

  52. artisticando Says:

    Giulia…personalmente prendo per valida la tua esortazione finale…per aiutarci a capire in quale situazione ci troviamo (sopratutto noi Italiani) ti suggerisco di leggere (se non l’ hai ancora fatto) La paura e la speranza di Giulio Tremonti…mette giù dei punti di riferimento socio-economici importanti, come nei suoi scritti precedenti… e di economia lui se ne intende……

  53. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    @giulia: quindi?

    Saviano è il paladino ma non della giustizia, della verità. Ha fatto nomi, cognomi e luoghi ponendoli sul vassoio d’argento a quella magistratura che perde il suo tempo a rincorrere i vari Corona o Cecchi Gori, e prima o poi ne morirà ucciso.
    Forse non si comprende che per quanto si vogliano cambiare sistemi economici e leggi di mercato, per quanto si pensi che questi cambiamenti siano innovativi, l’uomo rimane sempre lo stesso: un animale che mangia caga scopa e dorme, con qualche velleità spirituale e qualche elemento di agire cosciente. Nulla di più. Cosa altro siamo? Siamo gli stessi praticamente da almeno due o tremila anni. Abbiamo modificato il modo di vestire di rapportarci, di muoverci, ma in fondo cosa ci differisce dai romani o dal medioevo? Si vive allo stesso modo e le necessità sono sempre le stesse: cibo e casa. Come nella preistoria.
    L’uomo è fatto di natura tattile ma anche di energie che non percepiamo. Solo abolendo lo scafandro riusciremo a riconquistare l’interiorità.
    Non credo quindi ai sistemi economici o distributivi come “nuovi”. Le cose cambiano in tondo e prima o poi ritornano ad essere ciò che sono state. Magari con un plusvalore di conoscenza che le ha migliorate e purificate, ma senza ulteriori gradini nella loro essenza. Tant’è che anche nel ridicolìo dei centri commerciali alla fine si passeggia, ci si relaziona con gli sguardi si osservano le vetrine e possibilmente si acquista. Dov’è la differenza con via Condotti? Nessuna, se non nel luogo e nella fattura del luogo. I centri commerciali sono finti per definizione. Via Condotti no.
    Non si tratta di fare critica gratuita e pessimista. Da una coscienza dei limiti ci si può solo avvantaggiare. La proposta? Le proposte ci sono e ci saranno. Ma per ora credo sia necessario recuperare ordini e tessuti dispersi in nome del profitto e della comodità.
    Voi che proponete di alternativo ai centri commerciali?

  54. honnête provocateur Says:

    SEGNALAZIONE FUORI TEMA:
    Stasera 2 autentici capolavori in TV a la7:
    -Accattone- ore 21 ed a seguire -Uccellacci e uccellini-
    di Pierpaolo Pasolini

  55. Giulia Says:

    Otto
    non buttiamola su Saviano tout cour, non attacchiamoci ai singoli particolari che mi son serviti per far comprendere meglio. La soluzione ai problemi ognuno se lo trova singolarmente. In Italia il problema é che nessuno ha dell’umiltà dimostrando di essere tuttologhi, nonostante le cazzate che si raccontano…. qui non si ha voglia di impegnarsi, lavorare, farsi il cossiddetto mazzo ed aguzzare l’ingegno e se i problemi esisono la colpa é sempre degli altri…. sarò monotona, ma se non fosse cosi, Sordi non ne avrebbe fatto tanti film sulla filosofia dell’italiano medio che trovo tutt’ora moderna … Tu chiedi cosa proponiamo in alternativa ai centri commerciali?
    Dal canto mio ti posso rispondere gli outlet o gli ipermercati o i discount o i negozi monomarca o le boutique multibrand contaminate da tre mila livelli di moda ed arte…. E’ questa la nuova generazione commerciale e dobbiamo accettarla, dobiamo andare con il passo con i tempi… non si cambiano certi meccanismi, é sempre stato cosi e sempre sarà cosi…. Saviano morirà? Saviano chie é? Cazzo vogliamo paragonare un Saviano a Falcone o Borsellino? Che tristezza…. mamma mia un libro, un caso mediatico é paragonato e delle vite che hanno dato tutto al bene pubblico solo perche un editore ha visto bene di far soldi vendendo un bel po di copie…. poi certo a Saviano do tutto il mio rispetto e gli auguro lunga vita…. perlò vedete come é l’Italia… Saviano é l’eroe commerciale e poi si attaccano i vesuvi buoni. Danilo quante cose vorrei dire…. quante cose non dette… Non esiste una ricetta specifica, poiche non siamo piu neglia anni 70- 60, dove la rivoluzione era d’obbligo…. non siamo nemmeno i francesi che anora campano delle loro rivoluzione alla Robesperre.
    Non esistono ricettedettate da stati potenti, il G9 oramai é solo un fattore di immagine e non poi di potenza come durante tutta la guerra fredda dove veramente si decidevano delle strategie lecite e illecite, pubbliche e di inteligence…. oggi, nell’era della globalizzazione che abbiamo voluto a tutti i costi conta solo il singolo…. gli stati politici contano sempre meno… le multinazionali e i grandi pretolieri dettano sempre piu la loro…. é tutto un gran caos e tutto é piu accellerato… e il nostro territorio non puo che iniziare a dover seguire tale trend…. altrimenti é la m…. futuristica descritta da Danilo…. e la colpa sarà solo nostra…. Io dico sempre che Bin Laden non ci ha mai fatto un attentato perché sarebbe troppo facile farlo a noi… co questo ho detto tutto.

  56. Stefano Says:

    Bonsoir a tutti!

    Letta tutta d’un fiato la serie di interventi, aggiungo il mio cercando da un lato di essere sintetico e dall’altro di cogliere un po’ il tragitto che questo post ci aiuta a valutare.

    Secondo me, la vera risposta, o meglio, la vera dialettica costruita sullo spunto di Lapo è stata data da Honnête (e se ho male inteso aiutatemi a comprendere): Lapo propone l’azione, e di valutare il fatto che in Italia ci sono troppi parolai che sputano sentenze (…sparano merda rende meglio…) tanto da arrivare a coprire con una coltre maleodorante anche le iniziative positive (sia a livello pratico che di azione ed esempio); Honnête (dimmi come si fa a scrivere la e con il circonflesso senza il copia-incolla ogni volta!) risponde che c’è poco da stare allegri, se la maggioranza si nutre di centri commerciali e non di sensibilità.
    Ho visto, a mio parere, entrambi prendere spunto dalla contingenza per parlare in realtà dell’essenza dell’italico spirito, con due ottiche diverse: Lapo sottolinea ciò che di bello c’è come exemplum, che ispiri poi tutti a metterci l’energia necessaria per ottenere invece che per criticare (critica destruens…); Honnête sottolinea che quell’energia è alimentata da cultura e sensibilità: senza questi comburenti, si ottiene un fuoco d’artificio, non un propellente.

    E su questo si dovrebbe meditare…

    Poi invece una toscanaccia pioggia di parole: Otto, non me ne volere, ma secondo me sei andato un po’ fuori dalle solite righe…
    Mi permetto di scriverti direttamente e non in punta di fioretto “per adeguare lo stile al contenuto”: ho trovato alcuni tuoi interventi un po’ pesantini, quindi mi muoverò in quel territorio per seguirti, non perché ne condivida il paesaggio.
    Dare dei camorristi e dei corrotti ad architetti che come enorme colpa hanno l’averti rifiutato al colloquio mi sembra eccessivo… ;-) Non serve poi dire a Mari che qui nessuno giudica alcunchì: l’hai scritto poche righe prima…camorristi…corrotti…prove alla mano ovviamente.
    Secondo me, la gente descritta da HP (il copia-incolla per il tuo nome va oltre la mia attuale verve… ;-) ) che razzola nei centri commerciali si comporta proprio come te: critica senza conoscere, si accontenta dell’esteriorità, della superficialità, e da lì costruisce le cattedrali (di carte) nei deserti delle loro conoscenze. Beh, Otto, lo sai che per te nutro simpatia e stima…ma oggi hai perso punti: avessi scritto io le tue parole, saresti insorto dicendomi “finché non mi fai vedere nero su bianco che Piano è corrotto, non è vero”… Poi, rallegrarsi per l’arresto di giuntine…avendo certamente già parlato con la Cassazione per sapere che quell’arresto è giusto…mah…profonda, smisurata superficie!

    Riassumendo quindi, ho notato due livelli di lettura, e quindi due di scrittura: chi cercava lo spunto per analizzare e trarne lezioni utili, chi si limitava a dire banalità trite e ritrite…”piove: governo ladro!”

    Vorrei, certamente con presunzione, accodarmi ai primi ed evitare i secondi: Hp, pieno appoggio: se non si ricostruiscono gli Uomini, è inutile costruire opere ambiziose. Per contro però, nella mia quotidianità ho imparato (perché insegnatomi da un grand’Uomo) che è migliorando se stessi che si migliorano gli altri: e qui Lapo non può tacere, dal suo post, come da qualche altro, traspare l’azione individuale prima della contemplazione negativa…è, a mio avviso, il concetto di sfida, di gara, di agonismo.
    Non sono in grado di dare giudizi su Piano (lo stimo e mi piace, quindi sono di parte; non sono strutturista né urbanista, quindi non lo capisco appieno), ma sull’iniziativa si, come utente tutt’altro che pecora (eh…anche la mia modestia non ha pari… ;-) ): lo spirito mi piace, e se un solo camorrista corrotto entrando nel Vulcano per ritirare il pizzo si sofferma su qualche travatura e poi se ne incuriosisce…beh…bene!!

    …e per fortuna che le mie premesse erano di sintesi…cedo subito il pennino ed il calamaio…

    A presto,
    Ste

    P.s.: scusate se ho citato solo Lapo, HP e Otto, tralasciando (apparentemente) altri belli e densi interventi: li ho presi come “rappresentativi” dei tre filoni formatisi…io, a scanso di equivoci, mi pongo in bilico tra Lapo ed Honnête: entrambi, a mio avviso, colgono appieno la situazione.

  57. Stefano Says:

    …ah, p.p.s.: “un animale che mangia caga scopa e dorme”…Otto, sul serio ti vedi così? …ora capisco perché sei sempre “altrove”: con tutto ’sto “daffare”!!

  58. DILETTA Says:

    Secondo me avete ragione un pò tutti.
    I centri commerciali sono i luoghi di aggregazione dei giorni nostri.
    Sono lo specchio di questa società, dentro ci si trova un pò di tutto nel bene e nel male.
    Io comincio a trovarli tutti uguali, piuttosto noiosi.
    Penso però che offrono tanti posti di lavoro e visti i tempi che corrono …… il problema forse è proprio trovare qualcuno disposto a investire in queste strutture.
    Poi chi l’ ha detto che per forza ci debbano esere soltanto negozi di mutande e fast food?

    Se un architetto illuminato progettasse una struttura futuristica (tipo gli alberghi degli Emirati per intendersi) nel pieno rispetto dell’ ambiente e del territorio che la circonda, destinata ad accogliere non soltanto bellissimi negozi ma anche spazi da dedicare ad avvenimenti culturali, mostre, concerti etc…
    MAGARI!!!!!
    Poi ci metterei una discoteca, una piscina, ristoranti, alberghi, ampi spazi dedicati al benessere e tanti giochi (tipo Gardaland ma… di piu….).

    Una struttura di richiamo internazionale, che in tutto il mondo possano dire “Sapete cosa hanno fatto in Italia?”

    ….Io sogno……tanto non costa niente.

  59. nicoletta anselmi Says:

    Verticelli, e se fosse per Pisa…..? (La chiamata). Ah già ….. dimenticavo che qualcuno ci ha già pensato. Una terza torre!!!
    (La seconda la conoscono in pochi, è ben nascosta in San Nicola).

    Sei spiritoso …. Verticelli, ma sei male informato su Piano.

    Io andrò a vedermi Javier Marin. Grazie.

  60. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    “Sarebbe molto più bello se eruttasse veramente e si portasse via tutte le botteghe che ci sono dentro, gli architetti corrotti che continuano a rovinare il territorio con queste follie e i centri commerciali che hanno snaturato le città ed il senso dello shopping”

    Stefano, ho forse detto che gli architetti sono collusi con la camorra? Si può essere corrotti anche culturalmente e chi fa le cose come le hanno fatte a volte Piano o Gregotti o Johnson o altra gente, secondo me opera nella “corruzione” della profonda missione che gli è stata data per la professione che ha. Un vulcano in quel posto perchè dietro c’è il vulcano vero. E quelli lì lo chiamano anche Vulcano Buono…ah ah ah ma per favore, siamo a Paperopoli…..
    Poi, se dal mio mare di indizi (e prove) vuoi trarne solo quella frase ed uno sciocc(hin)o riferimento personale (con pochi risvolti però) fai pure. Io critico conoscendo, e lo sai, e con poca anzi punta superficialità. D’altronde i fatti stanno lì a smentirmi o no, Comprese le Savianate. Così come nel secondo post dove con finta eleganza riporti a me solo ciò che invece altro non è che l’essenza del ricordarsi ciò che si è tutti, nessuno escluso. Animali in primis, poi essere pensanti. io non mi vedo così. Sono così. E così sei tu. E chiunque altro. O forse non attui qualcuna di quelle funzioni dominanti del vivere? Sarei preoccupato….

    Quindi torniamo alle cose serie eh…
    Naturalmente mi permetto di dare opinioni e non dogmi, compresi quelli su Piano che, da urbanista e ingegnere quale sono posso ben dire di aver studiato e analizzato e quindi, almeno come immagine personale e senza dovermi vergognare, posso citare nelle critiche o nelle lodi. Come ho fatto.

    Confermo quindi tutto ciò che coscientemente e con piena ragione dei luoghi e delle situazioni economiche e sociali locali ho scritto finora. Compreso l’arresto di coloro che da anni hanno a che fare con la sanità abruzzese. Fosse successo altrove non direi nulla, ma sfortunatamente per voi, sono un po’ anche di Pescara, mia sorella è ginecologo a Pescara e conosco qualche fattarello dell’Abruzzo. Quindi mi permetto di sapere e di parlare per quello che so. In fondo non ho dato giudizi di merito, ho solo detto che sono contento che cominci a venire fuori il marcio che esiste (e chi lavora in quel campo in Abruzzo lo sa bene, visto che già sono stati commissariati alcune volte).
    La Cassazione non arriverà mai a quello cui arrivano i diretti interessati….
    D’altronde, per chi l’ha colta, la mia critica non riguardava nello specifico il brufolo buono, ma il contesto nel quale è collocato e l’opportunità di continuare a promuovere tali strutture come panacee dei mali della società, ipocritamente ignorando tutto ciò che vi sta dietro e sotto e affianco.
    Chi vi ha vissuto sa bene cosa dico. Poi ognuno è libero di entrare ed uscire dai centri commerciali come vuole e quando vuole, così come io sono libero di dire che sono il risultato della rovina delle città.
    Quindi, ritornando al post di Lapo (che tutti abbiamo ben compreso) non ritengo questa opera una “cosa buona” da portare a immagine dell’Italia che si risolleva. E’ una cosa interessante e architettonicamente diversa, ma qui non è in discussione la capacità dell’ingegneria italiana.
    Sono forse stato più chiaro ora?
    Sarà molto più “buona” l’immagine di un termovalorizzatore funzionante. Altro che negozi e pacchettini per greggi di consumatori. A forza di consumare qui non si passa più neanche un secondo a farsi un cruciverba. A che serve consumare?

  61. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    diletta: il problema che sollevo (non certamente solo io a questo mondo) non è sul come fai i centri commerciali ma sul fatto che questi esistano, sul fatto di voler concentrare tutto lì, sul fatto di rinunciare definitivamente a usare la città per lo scopo per cui è nata. Anche su come la società stia cambiando. Il fatto che cambi non vuol dire che non si possa criticare come lo faccia…
    Questo è il dramma e se la nuova regola può valere per una scialba cittadina di provincia francese o tedesca, non può valere per le nostre magnifiche città, uniche al mondo.
    Ma pare che questo concetto proprio non riesca ad esprimerlo. Perdonatemi…..

  62. Paolo Convertito Blasio Says:

    @ danilo
    e purtroppo tu hai perfettamente ragione sui centri commerciali e sulla loro esistenza….ti comprendo benissimo e mi piacerebbe davvero che per esempio non si aprissero nuovi grossi centri commerciali ma si riutilizzassero tanti di quei palazzoni industriali o urbani abbandonati o non che rappresentano a volta l’architetttura tipica di anni passati..

  63. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    anselmi: su Piano mi informerò meglio quando meriterà di attrarre la mia preziosa attenzione. Ho già letto troppo su di lui per anni, trascurando forse autori che meritano di più.
    Per ora rimango con il mio amato Gehry ed i molto più originali e tecnologici Coop Himmelb(l)au. Piano a Pisa farebbe un centro commerciale a forma di…..
    Scusa la battuta, ma abito pur sempre a Livorno…eheheh

  64. Alix Says:

    Arrivo in ritardo, ma sono principalmente d’accordo con quanto scritto da Giulia. Non credo sia opportuno nella nostra epoca, nell’era della globalizzazione, lanciarsi in una crociata contro i centri commerciali. Non mi sento di schierarmi così rigorosamente e senza appello nè da una parte nè dall’altra, ovvero nè dalla parte degli uni, nè da quella delle botteghe artigianali. Penso che tutti coloro che siano dotati di un minimo di buon gusto arrivino a preferire il lavoro di un maestro artigiano piuttosto che il risultato di una produzione in serie, come penso che chiunque si ritrovi ad avere poco tempo da dedicare agli acquisti preferisca poter usufruire di un posto come il Vulcano Buono in questione, nel quale può fare più cose nel medesimo luogo. Lo sviluppo tecnologico, economico, le innovazioni hanno creato grandi vantaggi e comodità nella vita delle persone, nello stesso modo nel quale hanno apportato anche dei risvolti negativi. Un esempio su tutti? Il cellulare. Da invenzione del nostro millennio, che permetteva alle persone di essere rintracciate ovunque in caso di necessità, è diventato, a causa dell’uso spropositato, un oggetto spesso di disturbo; ma nonostante questo non si può certo affermare che nel complesso sia stata un’invenzione inutile e stupida. Lo stesso discorso può essere fatto per i centri commerciali, i quali non sono causa ma conseguenza. Conseguenza di un consumatore sempre meno aggrappato alle istituzioni di una volta, alla cultura, e sempre più puntato verso il consumo. Un consumatore flessibile, con molte identità, le quali lo portano a cercare un giorno la bottega di un artigiano per comprare dei mocassini in pelle, e il giorno dopo a voler girovagare in questi spazi fittizi e comprare un paio di sneakers americane prodotte in serie. Coesistono diversi stili di consumo ormai, e questa è una realtà diffusa contro la quale credo poco si possa fare. E forse è anche giusto così. Poi possiamo stare qui a scrivere dei trattati interi sui pro e i contro dei centri commerciali, come posso dire che sinceramente mi dispiace vedere così spesso dei centri urbani, sedi della vita economica, commerciale, storica e culturale della comunità, frutto della cultura oralizzata, ormai abbandonati dalla società di oggi. Sono questi alcuni dei paradossi del consumo ( e del consumatore ). Penso che invece l’esempio qui citato da Lapo vada in tutt’altra direzione e cerchi invece di sottolineare gli aspetti positivi di una struttura del genere, che ha dato molti posti di lavoro; che, cosa non troppo scontata essendo in Italia, è stata finita ed è perfettamente funzionante; che, aldilà dei gusti personali, ha cercato di avere un miglior impatto ambientale.
    Appoggio queste iniziative, come appoggerei molto volentieri, sempre restando in zona, un intervento mirato a risolvere la situazione di degrado degli scavi di Pompei, purtroppo un’emergenza. Commercio e cultura. Complementari, non così contrapposti.

  65. Alix Says:

    Leggo ora, dopo aver già postato, l’ultimo commento di Otto. Ci sta, nel senso che non è così fuori dalle righe immaginare delle strutture commerciali più consone ai nostri magnifici centri urbani. Ma credo che questo, per la maggior parte della popolazione italica, andasse bene tempo fa. I tempi moderni e, ancora una volta mi ripeto, la globalizzazione hanno creato un consumatore globale, internazionale, che cerca le stesse cose ovunque si trovi, che vuole poter usufruire delle stesse marche che vengono consumate e vendute dall’altra parte del mondo. E le botteghe degli artigiani, purtroppo, non vanno certo in questa direzione. Non si può ostacolare lo sviluppo commerciale, anche se spesso, in un’ottica di lungo periodo, non porta a dei risultati così entusiasmanti. E non si può certo nemmeno dimenticare e cancellare con un colpo di spugna tutta la straordinaria produzione artigianale che abbiamo accumulato in ogni campo. Ci vuole un buon compromesso fra le due.

  66. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    Scusa Giulia, rileggevo il tuo attacco a Saviano: ma stai scherzando o dici sul serio? Ora lui è un fenomeno commerciale e non un eroe che sulla sua pelle ha compiuto delle indagine poi scaturite in un racconto circostanziato e documentato di ciò che poi la Magistratura (la stessa che trova il tempo di perseguire Corona per le foto a Totti) con la emme maiuscola ha avallato con le proprie successive indagini?
    Falcone, Borsellino, Saviano, sono tutti sullo stesso piano (non renzo). Alcuni morti, altri sulla strada. Anche alcuni sacerdoti sono caduti e alcuni imprenditori. Il fatto che per una volta lo Stato abbia agito con tempismo non vuol dire che l’opera svolta debba essere considerata di secondo piano o addirittura un fenomeno commerciale. Se Saviano fosse stato ucciso, parleresti forse così? Un caso mediatico? uno che invece di sottostare alle leggi della camorra accettando un buon incarico, se ne è uscito denunciando tutto, in questa Italia di vulcani spenti viene considerato un caso mediatico?

    basta, basta. Me ne vado. Chiudo qui. Sono stanco. Vi lascio ai vulcani ed ai negozi con le commesse che, smentendo Luca Carboni, non sono più “dei negozi del centro”.
    Così cambia l’Italia ahimè. Aspettermo che la Cassazione ci liberi dalla camorra. Nel frattempo buone compere.
    Adeus

  67. Giulia Says:

    Otto

    non sto scherzando e so che cio che ho scritto é piuttosto forte. Ho visto il film e sto leggendo il libro oltre a tutte le critiche…. non ho mai messo in dubbio il suo coraggio e le sue qualità. Tra l’altro non mi ricordo in quale altro post fa lo citai, prendendolo come esempio. Però credo che Saviano sia il frutto del nostro tempo. Credo che il lavoro di Saviano sia il frutto della commercializzazione e come ho già scritto non vorrei mai vedere un’altro morto ammazzato per aver raccontato dei fatti, ma ciò non toglie che il lavoro fatto da un Falcone o Borsellino va ben oltre cio che ha fatto Saviano con tanto di editore e cinematografia e soldi a palate dietro per le vendite. So che cio che dico é molto duro, Saviano ha fatto una piccola grande cosa senza che lo Stato glielo chiedesse. Falcone e Borsellino hanno fatto molto piu a lungo grandi piccole cose PER LO STATO E SENZA EDITORI E CINEMATOGRAFO DIETRO solo dopo la loro morte é arrivata la fiction. Danilo sei una persona inteligente e mi aspetto tu capisca…. La cosa che non mi piace di Saviano é la commercializzazione che c’é dietro come la ormai quasi dimenticanza per i due magistrati…. solo qualche notizia per gli anniversari della loro strage… gli ultimi due però sono stati ancora piu grandi del giovane scrittore… ad esser franca mi fa un po paura cio che ho scritto, forse perchè una verità… che fa scomodo…. almeno per me.

    I centri commerciali non li difendo, ma ho gia postato a riguardo ed Alix ha amplificato quanto penso. Non aggiungo altro. Faccio comunque i complimenti a tutti perche questo é riuscito veramente bene il post.

  68. Antheus Says:

    Mi fa piacere vedere come da un’osservazione di Lapo si sia animata una conversazione intelligente e coinvolgente, che ha ospitato pareri competenti e divergenti, accesi ma sempre nel rispetto delle opinioni altrui, sebbene alcune posizioni fossero molto forti e gli argomenti non proprio “leggeri”.
    Vuol dire che ha colto nel segno.
    I temi che sono emersi sono stati tanti: etica ed estetica, architettura e media, situazione del mezzogiorno e meritocrazia, criminalità organizzata e nuova imprenditoria, nuove forme di distribuzione e progresso e chissà quanto altro ancora.
    Poi è chiaro che nelle conversazioni a più voci capita di prendere una via o una tangente e magari si perde il centro del discorso e il senso che Lapo voleva dare con questo post.
    Ma va benissimo così, anzi, vi ringrazio tutti per gli interventi e i commenti che avete scritto.

  69. david Says:

    da campano posso dire che il vulcano buono è stato progettato anche pensando alla riduzione dell’impatto ambientale,sia estetico che energetico,grazie ad impianti ad hoc per il VB,creati da iGuzzini,quindi anche di design.quanto agli imprenditori che l’hanno fatto costruire,non li conosco personalmente,ma credo abbiano fatto un bel lavoro,dai.se uno di loro per loa prima comunione del figlio invita a suonare umberto smaila non è detto che tale imprenditore sia per forza un camorrista (opinabile chiamare smaila per ragazzini di 10 anni,per loro sarebbe meglio cristina d’avena).
    non condivido per niente il vivere un giorno intero dentro un centro commerciale,ma queste sono scelte del singolo (o della famiglia): forse è la cosa che più sarebbe da biasimare.il centro è bello,non c’è dubbio,ma è, come tuttti i moderni super centri commerciali,spersonalizzato: la colpa non è da attribuire a piano o al punzo,ma al modo di concepire questi negozi,dove gente sempre più “con le pezze al culo” (=povera) viene finita di spennare e gli vengono sottratti gli ultimi soldi, perchè il bimbo vede l’ultima cagata di un cartone giapponese e piange e e rompe le palle per avere il suo pupazzo tremendamente brutto.il sistema tutto è marcio,che si tratti di torino,o roma,o budapest.quando ci vado compro già premunito,so cosa devo prendere e prendo solo quello: quando esco so solo che mi bruciano gli occhi,a causa della troppa luce che c’è all’interno dei centri commerciali.

  70. nicoans Says:

    shhhhhhhh! Vulcanotto riposa…

  71. Ale Says:

    Concordo con te David. Mezz’ora mi basta e mi avanza, poi incomicio ad innervosirni vuoi per l’aria condizionata/ riscaldamento sparati a mille, gente che stramazza, ecc. Come ho già detto sono utili, basta collocarli nei posti giusti (dove non c’è nulla) così auitano lo sviluppo commerciale del territorio. Non sono solo tanto convinta che ci vada solo gente che viene spennata degli ultimi soldini. Ho visto gente comprarsi il cellulare da 350 euro a rate mensili da 19,90 solo perchè voleva quello anche se non se lo poteva assolutamente permettere. La gente spende perchè vuole spendere e vuole assomigliare ai ricchi. Mai sentito parlare dei “finti ricci”, gente firmata da testa e piedi ( ma sempre vestita uguale ) che poi come dicono dalle mie parti “mangiano patate e cipolle”?
    Bisogna scindere anche li, come in tutto.

  72. honnête provocateur Says:

    Caro danilo non c’e piu la Borghesia Illuminata di una volta.
    I nuovi borghesi e gli emuli rampanti con i loro pensieri mi terrorizzano .
    Se l’innovazione come succede adesso viene da loro assisteremo ad un regresso culturale spaventoso.
    Oramai di illuminato ci sono rimasti solo i centri commerciali ed i villaggi vacanze.
    Restano spente solo le menti.

  73. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    Se l’umanità cambia, lo fa perchè lo sceglie liberamente o perchè il Sistema dei media e la cultura dominante “costringono” a quelle scelte?

    Se l’umanità cambia, lo fa in base ad un innato spirito di ricerca o perchè determinati beni “culturali” sono “imposti” dalle produzioni maggiori?

    Dov’è l’autonomia di scelta del “consumatore” di fronte alla globalità?

    Quanto il suo “cambiamento” è emancipazione dall’essere “meno aggrappato alle istituzioni di una volta, alla cultura, e sempre più puntato verso il consumo” e quanto è perchè è costretto a questo all’insieme degli stimoli che il Sistema Produzione induce?

    Dobbiamo quindi supinamente ed a pigreco/2 accettare i cambiamenti della società senza governarli?
    Dobbiamo quindi accettare ciò che incide profondamente sulle nostre vite come un dogma di fatto e comportarci di conseguenza?
    Dobbiamo quindi rinunciare a lottare?
    Il mondo del 2000 ha quindi rinunciato ad ogni velleità in nome del consumo e del profitto?

    E’ quindi vero che siamo agli sgoccioli. Non c’è più neanche la forza di combattere.

    Non c’è più neanche bisogno di una risata, basta una mutandina a seppellirci….

  74. Dario Ujetto Says:

    Fucsiaman,

    sei sicuramente una persona estremamente intelligente ma il tuo pessimismo è veramente fuori luogo.

    Nessuno vuole mettere in discussione lo stile di vita italiano nè il benessere (inteso come sistema di cultura e tradizioni) che il nostro Paese vanta nel mondo.

    Io non vado nei CC se non per lavoro, e alle megastrutture preferisco i quartieri e le botteghe; ma sono consapevole del fatto che la maggior parte dei consumatori NECESSITA di negozi con camice a 29,90 e di strutture come quella del VB. La vera sfida è che la camicia a 29,90 deve arrivare sui nostri scaffali senza ledere i dirittti fondamentali di milioni di lavoratori asiatici !!!!!!!!

    Il messaggio di Lapo è chiaro; la monnezza apre i tg mentre se si vuole parlare di grandi opere si parte per il Dubai !!!!! Nola ha fatto grandi progressi INDUSTRIALI ma pochi lo sanno, mentre la Campania continua ad essere solo SAVIANO (a cui peraltro va tutta la mia immensa stima per essere uno dei pochi giornalisti italiani).

    Quindi parliamo dell’Italia con più equilibrio…….non siamo di fronte ad una APOCALISSE …….

  75. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    Giulia: la differenza tra Saviano ed i giudici assassinati è che loro quel lavoro lo hanno scelto, ne conoscevano i rischi e ne percepivano la remunerazione corrispettiva.
    Saviano ha fatto le sue indagini su un vespino 50, in quanto giornalista ed in quanto cittadino “sdegnato”, prima ancora di pensare di scriverne una raccolta che poi, se Dio vuole, è stata comprata e diffusa da molti.
    E la sconfitta di quella camorra è proprio lì. Non da una tardiva condanna dei giudici, ma dal fatto che ora milioni di persone sanno bene chi, come e dove vengono svolti gli affari di qielle famiglie, così che l’attenzione sia puntata su di loro.
    La giustizia serve a fermare solo le Persone.
    L’attenzione, la pubblicità, lo sdegno, fermano invece le Ragioni del malaffare.
    Ben vengano 1000 Saviano, uno per ogni comune del napoletano e dell’agrigentino e del palermitano e della locride e del casertano. Scoperchiamo questi di vulcani invece di continuare ad illudere le persone che il commercio ed il consumo siano la soluzione al futuro dell’umanità o semplicemente al contingente quotidiano.
    Basta una bolla immobiliare, un crac finanziario, una puzzetta iraniana ed il consumo scende ed il commercio fallisce.
    Sono servizi, non essenze. Ma la società di oggi percepisce solo l’economia, il denaro, il profitto, la merce.
    Viviamo in una società di merce e tutto è divenuto merce. Gli uomini per primi.
    Gli studenti sono sempre più livellati verso il basso. Chi abbandona la scuola neanche conosce un mestiere. La qualificazione media dei professionisti è scandalosa. Così come il livello di cultura generale. Con le dovute e diffuse eccezioni, ovvio e senza qualunquismi.
    Questi territori (ma un po’ tutto il mondo occidentale) più che di centri commerciali hanno bisogno di scuole di mestieri, di centri culturali, di semplice qualità di vita che parte dall’arredo urbano per finire ai semafori rispettati ed ai pratini annaffiati, hanno bisogno di speranze di vita, speranze vere, aggrappate agli scogli o agli alberi, ma che siano tangibili, con le proprie spine e punte taglienti, ma vere.
    E invece si costruiscono baracconi che pur dando lavoro a qualche migliaio di disoccupati con contratti a tempo determinatissimo (dopo qualche mese il lavoro non ce l’hanno quindi più), o addirittura in nero, con la loro imponenza subculturale tolgono ogni altra ipotesi di sviluppo che non sia la compravendita di beni finalizzata al consumo e non allo sviluppo.
    Il CIS è sviluppo, il VB è illusione.
    E sono illusioni a breve termine. Cicli pluriennali che alla lunga soddisfano pochi e danneggiano territori culturali enormi. E non si vuol capire che se quei territori mostrano di aver bisogno di questi centri è perchè qualcun altro (forse lo stesso che li va a costruire) ha fatto in modo che in terra rimanesse solo la gramigna (grazie Pasolini) e che la speranza di sopravvivenza fosse affidata ad una mutandina venduta in più…
    Dov’è la speranza dei giovani di Nola, nel fare le commesse tutta la vita? Nel fare il magazziniere per decenni? Dov’è più la creatività del popolo napoletano, nell’alzare e abbassare una saracinesca?
    Persino Masaniello fuggirebbe di fronte a questo sviluppo commerciale inutile e fuorviante.
    L’uomo moderno ha bisogno di interiorità, di riformarsi, di ritrovare le sue essenze, la propria cultura. E invece gli viene data la possibilità di scegliere tra qualche decina di marche dello stesso articolo, finendo per non scegliere mai. Neanche in quello.

  76. .8 (fucsiaman) danilo verticelli Says:

    a…l solito mentre posto si aggiungono commenti a cui ho piacere di rispondere. Dario, siamo all’Apocalisse. Non è pessimismo, è realtà. Ogni indicatore economico lo dice. Ma è un bene. da questa Apocalisse possiamo ripensarci e ricostruirci come italiani.
    Per essere ancora più chiaro: la struttura di Nola è un esempio di alta ingegneria e organizzazione di spazi commerciali. Ok? bene. Ne abbiamo altri altrettanto validi e spesso a Dubai ci lavorano anche aziende italiane, come a Malta dove verrà realizzato un gran bel progetto di porto da un’azienda di qui vicino.
    Certa Campania è solo Saviano, altrimenti la smetta di piangere miseria e di mandare spazzatura a tutte le altre regioni a spese degli italiani. La smetta di costringere migliaia di persone ad emigrare al nord od ad arruolarsi nei corpi di Polizia ed Esercito per sfangare uno stipendio. La smetta e basta.
    Invece non è così.
    Ma il problema non è della Campania. Come hai detto tu, nessuno vuole mettere in discussione la cultura italiana. E invece mi pare il contrario. Mi pare che venga accettato che ormai questa cultura sia obsoleta e medievale e che la nuova cultura debba essere quella tardo-americana dei grossi centri commerciali. Infatti i negozi del centro (quelli di Luca Carboni) chiudono tutti per essere pioi acquistati dai cinesi di turno.
    Sono dati di fatto, per linee generali ovvio. E la rinuncia alla riflessione delle nuove generazioni mi intristisce ancor di più. da una parte gli Agnoletto veterosessantottini. Dall’altra greggi informi di adepti dei marchi e delle marche, con una margherita stampata sulla maglietta, che comincia a perdere alcuni petali.
    La propria identità abdicata ad una margherita. Brutta fine per i figli dei fiori…..

  77. Alix Says:

    Cara Giulia, le affermazioni che hai fatto a proposito di Saviano sono sicuramente molto forti, ma sinceramente anch’io le condivido. Questo pur non avendo nulla contro Saviano, una persona che finalmente ha rotto il muro di omertà e ha raccontato le cose come stanno. Il suo gesto è semplicemente da apprezzare. Ma faccio fatica a porlo sullo stesso piano di Falcone e Borsellino. O meglio, a livello teorico, un paragone si può anche fare in merito allo scopo onorevole delle loro azioni, che sia uno un giornalista, che siano stati gli altri due rappresentanti dello Stato. Ma Saviano nel momento stesso nel quale scriveva il libro sapeva benissimo che la sua opera sarebbe stata commercializzata e che, nell’aiutare molta gente e nel dire la verità, avrebbe avuto un riscontro economico del tutto personale. Basta vedere l’ultimo festival di Cannes, accolto con tutti gli onori, come un divo, nel presentare il film tratto dal suo libro. Falcone e Borsellino che riscontro personale hanno avuto? Come dici tu, solo film e fiction postumi e un magra notizia al tg ogni anno in occasione dell’anniversario della loro morte. Se questa fine fosse toccata anche allo scrittore non avrebbe cambiato il mio modo di vedere le cose. Forse perchè di film e fiction su Falcone e Borsellino ne ho visti, saranno stati sicuramente romanzati, ma vedere due uomini che, facendo il loro lavoro, servendo lo Stato, sapevano in cuor loro di andare incontro alla morte, è tremendo.

  78. Ale Says:

    Siamo il paese delle grandi contraddizioni!!!
    Da una parte il Made in Italy che tutti ci invidiano e dall’altra l’immondizia.
    Le menti non si sono spente Honnete e solo che è più facile omologarsi agli altri. Anche perchè se sei solo un pò diverso dallo stereotipo vieni marchiato come strano. Io rabbrividisco guardando i ragazzi di adesso che non hanno una identità, se non quella di uscire con gli amici, messaggiarsi col cellulare e avere quella data maglietta perchè se no non sei alla mod