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	<title>Comments on: Persuasori occulti e più che palesi</title>
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	<description>Il blog di Italia Independent</description>
	<pubDate>Thu, 08 Jan 2009 19:00:35 +0000</pubDate>
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		<title>By: ...Ale</title>
		<link>http://blog.italiaindependent.com/2008/07/07/persuasori-occulti-e-piu-che-palesi/#comment-20782</link>
		<dc:creator>...Ale</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jul 2008 10:41:03 +0000</pubDate>
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		<description>Pier Francesco eccedi un pò con le virgole....mica è alfabeto morse o messaggi in codice!Comunque,caro il mio Lapo,persino alle bancarelle dei marocchini l'altro giorno ho visto delle imitazioni di Chanel MADE IN ITALY....te lo possono pure mettere per iscritto ma mica vuol dire che è vero!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Pier Francesco eccedi un pò con le virgole&#8230;.mica è alfabeto morse o messaggi in codice!Comunque,caro il mio Lapo,persino alle bancarelle dei marocchini l&#8217;altro giorno ho visto delle imitazioni di Chanel MADE IN ITALY&#8230;.te lo possono pure mettere per iscritto ma mica vuol dire che è vero!</p>
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		<title>By: Alix</title>
		<link>http://blog.italiaindependent.com/2008/07/07/persuasori-occulti-e-piu-che-palesi/#comment-20160</link>
		<dc:creator>Alix</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jul 2008 20:02:18 +0000</pubDate>
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		<description>Bentornato Otto! Beh..in un certo senso hai ragione, ovvero le buste griffate godono esattamente dello stesso studio e della stessa preparazione del packaging del prodotto, del punto vendita, del design e di molti altri aspetti, perchè SONO uno strumento di comunicazione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bentornato Otto! Beh..in un certo senso hai ragione, ovvero le buste griffate godono esattamente dello stesso studio e della stessa preparazione del packaging del prodotto, del punto vendita, del design e di molti altri aspetti, perchè SONO uno strumento di comunicazione.</p>
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		<title>By: .8  (fucsiaman) danilo verticelli</title>
		<link>http://blog.italiaindependent.com/2008/07/07/persuasori-occulti-e-piu-che-palesi/#comment-20131</link>
		<dc:creator>.8  (fucsiaman) danilo verticelli</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jul 2008 14:52:12 +0000</pubDate>
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		<description>Io mi rifiuto sempre di andare in giro con le buste con il nome del marchio o del negozio sopra. E' la forma di pubblicità occulta più diffusa del mondo e nessuno se ne accorge.
Lo faccio solo se mi fanno lo sconto. Mi porto le borsine anonime da casa.
Perchè devo fare pubblicità loro gratis?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io mi rifiuto sempre di andare in giro con le buste con il nome del marchio o del negozio sopra. E&#8217; la forma di pubblicità occulta più diffusa del mondo e nessuno se ne accorge.<br />
Lo faccio solo se mi fanno lo sconto. Mi porto le borsine anonime da casa.<br />
Perchè devo fare pubblicità loro gratis?</p>
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		<title>By: Francesca</title>
		<link>http://blog.italiaindependent.com/2008/07/07/persuasori-occulti-e-piu-che-palesi/#comment-20100</link>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jul 2008 08:05:46 +0000</pubDate>
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		<description>...l'importante è che la pubblicità nel film non diventi asfissiante come in "THE TRUMAN SHOW"!!!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;l&#8217;importante è che la pubblicità nel film non diventi asfissiante come in &#8220;THE TRUMAN SHOW&#8221;!!!!!</p>
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		<title>By: Pier Francesco</title>
		<link>http://blog.italiaindependent.com/2008/07/07/persuasori-occulti-e-piu-che-palesi/#comment-20094</link>
		<dc:creator>Pier Francesco</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jul 2008 06:10:35 +0000</pubDate>
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		<description>Salve Lapo, vorrei andare un po' controcorrente, e dire a tutti, gli Italiani, che
non basta, scrivere made in italy, per certificare il prodotto.
Io, ho lavorato in un posto, dove arrivavano, prodotti cinesi, venivano timbrati, con marchi italiani, un bel made in Italy, e via. 
Adesso collaboro, con mio fratello, nel campo delle cinture in pelle e articoli da caccia, tutto rigorosamente, fatto a mano, con pelle conciata al vegetale Italiana.
Purtroppo, nessuno ti difende, nessuno ti aiuta, a far vedere i tuoi prodotti, le confederazioni artigiane, sono delle palle al piede, e tutti pensano soltanto a vivacchiare. Il consumatore non viene tutelato, e la gente quando acquista, non viene messa, nelle condizioni di sapere, se il prodotto è italiano o d'importazione.
L'artigianato in Italia presto, morirà, e saranno dolori, perchè, soltanto con la nostra, manualità possiamo fronteggiare, il pericolo Cina.
Pier Francesco Boldrini</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Salve Lapo, vorrei andare un po&#8217; controcorrente, e dire a tutti, gli Italiani, che<br />
non basta, scrivere made in italy, per certificare il prodotto.<br />
Io, ho lavorato in un posto, dove arrivavano, prodotti cinesi, venivano timbrati, con marchi italiani, un bel made in Italy, e via.<br />
Adesso collaboro, con mio fratello, nel campo delle cinture in pelle e articoli da caccia, tutto rigorosamente, fatto a mano, con pelle conciata al vegetale Italiana.<br />
Purtroppo, nessuno ti difende, nessuno ti aiuta, a far vedere i tuoi prodotti, le confederazioni artigiane, sono delle palle al piede, e tutti pensano soltanto a vivacchiare. Il consumatore non viene tutelato, e la gente quando acquista, non viene messa, nelle condizioni di sapere, se il prodotto è italiano o d&#8217;importazione.<br />
L&#8217;artigianato in Italia presto, morirà, e saranno dolori, perchè, soltanto con la nostra, manualità possiamo fronteggiare, il pericolo Cina.<br />
Pier Francesco Boldrini</p>
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		<title>By: Bibi e Bibo</title>
		<link>http://blog.italiaindependent.com/2008/07/07/persuasori-occulti-e-piu-che-palesi/#comment-20046</link>
		<dc:creator>Bibi e Bibo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jul 2008 16:06:12 +0000</pubDate>
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		<description>Antheus ho una 44/46!! ma la S nn la fate??? A Roma dove posso provarli?? xkè Gente ha sl gli occhiali</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Antheus ho una 44/46!! ma la S nn la fate??? A Roma dove posso provarli?? xkè Gente ha sl gli occhiali</p>
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		<title>By: Cilindrone</title>
		<link>http://blog.italiaindependent.com/2008/07/07/persuasori-occulti-e-piu-che-palesi/#comment-20040</link>
		<dc:creator>Cilindrone</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jul 2008 14:39:47 +0000</pubDate>
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		<description>Penso che il consumatore italiano più o meno attento, sia abituato a questo tipo di Placement fin dal bianco e nero, con un climax di sfrontatezza nei cosiddetti film di "commedia all''italiana" a cavallo tra gli anni 70 e 80, non solo Vanziniani.

Vedi esempi clamorosi in film come "febbre da cavallo" dove addirittura si gira uno spot nel film, senza lesinare le inquadrature sul "Whisky maschio senza rischi" e nei film di Jerry Calà, dove il protagonista arrivava a dire che le poltrone del suo ufficio erano in quoio "chesterfield" pur di citare il brand anche senza pacchetto in mano.

Mi ricordo un placement clamoroso durante un episodio di "Beverly Hills 90210", dove i protagonisti (Brendon e Dylan) andavano a fare un viaggio usando una Ducati Monster ed una Ducati 748, definendole "le migliori moto attualmente sul mercato". Roba da fare un monumento a Castiglioni, ai tempi titolare del Brand.

Infine, in una puntata della geniale serie "boris 2" attualmente in onda su Fox, viene esplicitamente spiegato come si facciano le marchette a prodotti commerciali, facendo accordi addirittura estranei alle case di produzione. 

Anche in questo è evidente che "l''Italian Style" la fa da padrone...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Penso che il consumatore italiano più o meno attento, sia abituato a questo tipo di Placement fin dal bianco e nero, con un climax di sfrontatezza nei cosiddetti film di &#8220;commedia all&#8221;italiana&#8221; a cavallo tra gli anni 70 e 80, non solo Vanziniani.</p>
<p>Vedi esempi clamorosi in film come &#8220;febbre da cavallo&#8221; dove addirittura si gira uno spot nel film, senza lesinare le inquadrature sul &#8220;Whisky maschio senza rischi&#8221; e nei film di Jerry Calà, dove il protagonista arrivava a dire che le poltrone del suo ufficio erano in quoio &#8220;chesterfield&#8221; pur di citare il brand anche senza pacchetto in mano.</p>
<p>Mi ricordo un placement clamoroso durante un episodio di &#8220;Beverly Hills 90210&#8243;, dove i protagonisti (Brendon e Dylan) andavano a fare un viaggio usando una Ducati Monster ed una Ducati 748, definendole &#8220;le migliori moto attualmente sul mercato&#8221;. Roba da fare un monumento a Castiglioni, ai tempi titolare del Brand.</p>
<p>Infine, in una puntata della geniale serie &#8220;boris 2&#8243; attualmente in onda su Fox, viene esplicitamente spiegato come si facciano le marchette a prodotti commerciali, facendo accordi addirittura estranei alle case di produzione. </p>
<p>Anche in questo è evidente che &#8220;l&#8221;Italian Style&#8221; la fa da padrone&#8230;</p>
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		<title>By: Alix</title>
		<link>http://blog.italiaindependent.com/2008/07/07/persuasori-occulti-e-piu-che-palesi/#comment-20039</link>
		<dc:creator>Alix</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jul 2008 14:34:52 +0000</pubDate>
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		<description>Antheus, bel post.. ;-) …sei addirittura ricorso a Packard e al suo best seller, “I persuasori occulti”, forse il volume sulla pubblicità più letto in assoluto ( insieme a “Confessioni di un pubblicitario” di David Ogilvy ).  Certo l’analisi di Packard è figlia degli anni ‘50, ma soprattutto della paura sulla reale forza della pubblicità come strumento di comunicazione. Paura che lo porta anche a teorizzare una “pubblicità subliminale”, nella quale le immagini sono così veloci da non essere percepite ed elaborate dalla coscienza umana, ma da avere efficacia invece sull’inconscio. Oggi fortunatamente sappiamo che questo processo è impossibile, in quanto le motivazioni che spingono all’acquisto un consumatore sono molto più profonde. La forza della pubblicità è stata quindi ridimensionata, come lo è anche la creatività dei pubblicitari. Ha quindi ragione Antheus a dire che siamo messi malissimo. Malissimo perché la pubblicità, per poter esercitare ancora un minimo di fascino, si è dovuta trasformare in metapubblicità, ha dovuto guardarsi indietro e citare la sua storia passata. Il che implica creatività zero. Ma in particolare la pubblicità italiana è messa malissimo perché ha accumulato un ritardo già dai tempi di Carosello che non è stata più in grado di recuperare. Gli altri sono andati avanti, hanno sperimentato stili pubblicitari basati sulla creatività, sulle emozioni, sul linguaggio aggressivo, sull’ironia universale, creando così veri “mostri” dello stile pubblicitario come Burnett, Bernbach e il suo negative approach, Reeves, Séguéla. Da noi invece resisteva una pubblicità basata su filmati lunghi, che riproponeva la solita commedia all’italiana fatta di sketch, divertente solo per noi connazionali. Non a caso l’agenzia più importante in Italia, almeno negli anni 90, più ancora delle succursali statunitensi, era l’Armando Testa di Torino, fondata da uno dei talenti espressivi dell’epoca di Carosello. E non a caso le eccezioni positive in Italia, come quelle per il marchio Diesel, ma anche Martini, Superga, Fila, hanno saputo utilizzare un linguaggio internazionale in pubblicità solo grazie alla collaborazione di creativi e registi stranieri. Comunque io trovo che paradossalmente la pubblicità, proprio a causa del sovraffollamento mediatico e della maggiore competenza del consumatore, si stia nascondendo per poter emergere. Sta abbassando le armi, si sta mettendo a nudo per essere accettata in modo complice dal suo spettatore. Ma soprattutto sta usando una buona dose di connessionismo, ovvero una maggiore interrelazione con gli altri media. E un modo per essere presente è sicuramente la sponsorizzazione dei film tramite i prodotti, o meglio il product placement. Anch’io ritengo sia un buon mezzo per fare pubblicità…mi viene in mente, oltre all’esempio del film “Sex and the City” anche quello di “Il diavolo veste Prada”. Ma forse questi due film, due cult ormai nei film dedicati al mondo della moda, hanno avuto modo di inserire meglio, in modo più armonioso, i prodotti e le griffe dai quali sono stati sponsorizzati proprio grazie al tema centrale del film. Il caso di Vanzina qui raccontato da Antheus è davvero troppo spudorato, un esempio di product placement fatto proprio male. Per questo poi la gente assume un atteggiamento di difesa nei confronti dei messaggi pubblicitari. E’ vero che questi ultimi devono sempre essere ben chiari e non ingannare il consumatore, ma qui si passa all’estremo opposto, in un territorio, quello del film cinematografico, nel quale il messaggio dovrebbe essere volutamente velato. Tra l’altro, aldilà della qualità dei film dei fratelli Vanzina ( chi va al cinema per divertirsi e ridere fa anche bene a voler vedere certi tipi di film ), quello che stanno facendo, ovvero portare il pubblico al cinema anche durante l’estate, non è certo una novità. Solo in Italia i consumi nel campo cinematografico risentono di una profonda stagionalità, negli altri paesi, come ad esempio l’America, le persone si recano normalmente al cinema anche d’estate; non c’è forse la stessa frequenza della stagione autunno-inverno, ma nemmeno il totale deserto come avviene da noi. Infine il video di Vasco, l’ho visto. L’ho trovato molto noioso, stupido, principalmente rivolto ad un’audience maschile, tutto basato sul meccanismo della seduzione esplicita, con tanto di esibizione del corpo femminile, anzi, di una parte sola; dedicato quindi ad un enunciatario complice e partecipe che si lascia trascinare dentro il video. Che il buon vecchio Vasco si sia stufato di fare il mestiere del cantante rock e ricorra a certi mezzucci??</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Antheus, bel post.. <img src='http://blog.italiaindependent.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> …sei addirittura ricorso a Packard e al suo best seller, “I persuasori occulti”, forse il volume sulla pubblicità più letto in assoluto ( insieme a “Confessioni di un pubblicitario” di David Ogilvy ).  Certo l’analisi di Packard è figlia degli anni ‘50, ma soprattutto della paura sulla reale forza della pubblicità come strumento di comunicazione. Paura che lo porta anche a teorizzare una “pubblicità subliminale”, nella quale le immagini sono così veloci da non essere percepite ed elaborate dalla coscienza umana, ma da avere efficacia invece sull’inconscio. Oggi fortunatamente sappiamo che questo processo è impossibile, in quanto le motivazioni che spingono all’acquisto un consumatore sono molto più profonde. La forza della pubblicità è stata quindi ridimensionata, come lo è anche la creatività dei pubblicitari. Ha quindi ragione Antheus a dire che siamo messi malissimo. Malissimo perché la pubblicità, per poter esercitare ancora un minimo di fascino, si è dovuta trasformare in metapubblicità, ha dovuto guardarsi indietro e citare la sua storia passata. Il che implica creatività zero. Ma in particolare la pubblicità italiana è messa malissimo perché ha accumulato un ritardo già dai tempi di Carosello che non è stata più in grado di recuperare. Gli altri sono andati avanti, hanno sperimentato stili pubblicitari basati sulla creatività, sulle emozioni, sul linguaggio aggressivo, sull’ironia universale, creando così veri “mostri” dello stile pubblicitario come Burnett, Bernbach e il suo negative approach, Reeves, Séguéla. Da noi invece resisteva una pubblicità basata su filmati lunghi, che riproponeva la solita commedia all’italiana fatta di sketch, divertente solo per noi connazionali. Non a caso l’agenzia più importante in Italia, almeno negli anni 90, più ancora delle succursali statunitensi, era l’Armando Testa di Torino, fondata da uno dei talenti espressivi dell’epoca di Carosello. E non a caso le eccezioni positive in Italia, come quelle per il marchio Diesel, ma anche Martini, Superga, Fila, hanno saputo utilizzare un linguaggio internazionale in pubblicità solo grazie alla collaborazione di creativi e registi stranieri. Comunque io trovo che paradossalmente la pubblicità, proprio a causa del sovraffollamento mediatico e della maggiore competenza del consumatore, si stia nascondendo per poter emergere. Sta abbassando le armi, si sta mettendo a nudo per essere accettata in modo complice dal suo spettatore. Ma soprattutto sta usando una buona dose di connessionismo, ovvero una maggiore interrelazione con gli altri media. E un modo per essere presente è sicuramente la sponsorizzazione dei film tramite i prodotti, o meglio il product placement. Anch’io ritengo sia un buon mezzo per fare pubblicità…mi viene in mente, oltre all’esempio del film “Sex and the City” anche quello di “Il diavolo veste Prada”. Ma forse questi due film, due cult ormai nei film dedicati al mondo della moda, hanno avuto modo di inserire meglio, in modo più armonioso, i prodotti e le griffe dai quali sono stati sponsorizzati proprio grazie al tema centrale del film. Il caso di Vanzina qui raccontato da Antheus è davvero troppo spudorato, un esempio di product placement fatto proprio male. Per questo poi la gente assume un atteggiamento di difesa nei confronti dei messaggi pubblicitari. E’ vero che questi ultimi devono sempre essere ben chiari e non ingannare il consumatore, ma qui si passa all’estremo opposto, in un territorio, quello del film cinematografico, nel quale il messaggio dovrebbe essere volutamente velato. Tra l’altro, aldilà della qualità dei film dei fratelli Vanzina ( chi va al cinema per divertirsi e ridere fa anche bene a voler vedere certi tipi di film ), quello che stanno facendo, ovvero portare il pubblico al cinema anche durante l’estate, non è certo una novità. Solo in Italia i consumi nel campo cinematografico risentono di una profonda stagionalità, negli altri paesi, come ad esempio l’America, le persone si recano normalmente al cinema anche d’estate; non c’è forse la stessa frequenza della stagione autunno-inverno, ma nemmeno il totale deserto come avviene da noi. Infine il video di Vasco, l’ho visto. L’ho trovato molto noioso, stupido, principalmente rivolto ad un’audience maschile, tutto basato sul meccanismo della seduzione esplicita, con tanto di esibizione del corpo femminile, anzi, di una parte sola; dedicato quindi ad un enunciatario complice e partecipe che si lascia trascinare dentro il video. Che il buon vecchio Vasco si sia stufato di fare il mestiere del cantante rock e ricorra a certi mezzucci??</p>
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		<title>By: Wonderland</title>
		<link>http://blog.italiaindependent.com/2008/07/07/persuasori-occulti-e-piu-che-palesi/#comment-20036</link>
		<dc:creator>Wonderland</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jul 2008 14:22:03 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;strong&gt;Meltin&#8217; Pot: Gioca con me...&lt;/strong&gt;



Die Jeansmarke Meltin&#8217; Pot hat sich mit dem italienischen Musiker Vasco Rossi zusammengetan. Aus der Kooperation ist das Video zum Song &#8220;Gioca con me&#8221; entstanden, in welchem eine wohlgebaute (aller Wahrscheinlichkeit nach) junge Fra...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Meltin&#8217; Pot: Gioca con me&#8230;</strong></p>
<p>Die Jeansmarke Meltin&#8217; Pot hat sich mit dem italienischen Musiker Vasco Rossi zusammengetan. Aus der Kooperation ist das Video zum Song &#8220;Gioca con me&#8221; entstanden, in welchem eine wohlgebaute (aller Wahrscheinlichkeit nach) junge Fra&#8230;</p>
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	<item>
		<title>By: artisticando</title>
		<link>http://blog.italiaindependent.com/2008/07/07/persuasori-occulti-e-piu-che-palesi/#comment-20035</link>
		<dc:creator>artisticando</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jul 2008 14:04:56 +0000</pubDate>
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		<description>forse la mente del consumatore in generale è sempre più "intasata o fragile" e diventa utile ricorrere a "persuasori palesissimi piuttosto che di persuasori occulti?"</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>forse la mente del consumatore in generale è sempre più &#8220;intasata o fragile&#8221; e diventa utile ricorrere a &#8220;persuasori palesissimi piuttosto che di persuasori occulti?&#8221;</p>
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