Hope
Thursday, July 3rd, 2008(di Lapo)
La parola chiave nella campagna elettorale delle primarie negli Stati Uniti di Barack Obama è stata Hope, speranza. Non è una cosa da poco. Nei suoi speech, durante i suoi incontri e nel programma Obama è riuscito a trasmettere una forte energia fatta di speranza, di costruttività e di voglia di fare. Io credo che questo sia il giusto approccio che le persone che guidano il paese, sia in campo politico che economico, debbano dare alle persone. Poi ovviamente oltre le parole ci devono essere i fatti.
Mi auguro che ciò avvenga anche in Italia. Con questo non voglio dire che sia necessario dare false speranze e un cieco ottimismo agli Italiani. La crisi c’è, nessuno lo nega, ed ha radici lontane. Ma è altrettanto vero che chi ha la possibilità di parlare al pubblico e di decidere deve crederci, sbattersi e fare, e non ripetere continuamente “c’è crisi, c’è crisi” come se fosse una giustificazione a non impegnarsi. Se anche chi dovrebbe fare si lamenta e basta, crea un circolo vizioso secondo il quale le persone non sperano più, non producono più, non consumano più e non credono più, ed ecco che la spirale va sempre più verso il basso.
Henry Kissinger, persona che stimo e rispetto profondamente (anche se in politica spesso la pensiamo diversamente) e che ha una sconfinata esperienza e visione nella politica internazionale, è stato in questi giorni in Italia. Questo è quello che ha detto riguardo la crisi in Italia.
“Spesso nei secoli passati ci si è chiesto se l’Italia fosse in grado di farcela, di superare le difficoltà del momento, e poi ciò è sempre avvenuto. Non mi chiedo neanche se l’Italia sarà in grado di risollevarsi. Un popolo come quello italiano, abile nell’arte di arrangiarsi di fronte alle più impervie difficoltà, smentirà ancora una volta chi prevede la sua inesorabile caduta. Silvio Berlusconi è certo un leader determinato e capace ma la speranza è riposta nella gente comune, nel buon senso e nelle grandi capacità degli italiani”.
