Contro gli architetti
(di Antheus)
In questo e nei prossimi post suggeriremo un po’ di libri per l’estate che si avvicinano alle tematiche che solitamente affrontiamo qui. Ho appena finito di leggere Contro l’architettura di Franco La Cecla. Franco La Cecla è un colto antropologo culturale e architetto palermitano ma che insegna e lavora molto all’estero.
Chi legge da un po’ questo blog sa che siamo piuttosto sensibili all’urbanistica, alla vita e all’estetica delle nostre città. E come tutti spesso ci lamentiamo delle nuove opere architettoniche progettate da architetti superstar che non valorizzano il paesaggio circostante o che sono poco funzionali. Il libro di La Cecla è un forte j’accuse su questo tipo di architettura, spesso autoreferenziale, che va a volte contro l’interesse pubblico. Progetti realizzati senza un attenta analisi del territorio, fatti soltanto per stupire e innalzare l’ego delle archistar. La Cecla se la prende con i grandi architetti ( Gehry , Koolhas, Fuksas, Libeskind) che hanno tradito nei loro progetti la qualità della vita in nome del marketing, della moda, dello shopping e del turismo.
Su molti punti non si può non esser d’accordo, ma il libro a mio parere non va oltre. Non fornisce delle vie d’uscita, non elenca casi positivi (che sicuramente ci sono). Sembra un po’ di sentire Beppe Grillo o Celentano. La scrittura è dotta e intellettualmente elevata, ma manca un risvolto positivo. Allora sempre meglio legere il vecchio Tom Wolfe di Maledetti Architetti

June 25th, 2008 at 3:28 pm
in puglia a s. giovanni rotondo renzo piano ha realizzato una chiesa che più che ispirare senso di semplicità e preghiera ispira magnificenza ed opulenza….ed è appunto avulsa dal contesto che dovrebbe essere di case bianche e semplici..negli anni sono sorti alberghi a iosa per speculare sui clienti del turismo religioso e che sembrano gli alberghi della riviera romagnola, ma che sono quasi sempre vuoti…credo sia un esempio questa città di come l’opera di renzo piano sia completamente fuori luogo..anche se le sue opere mi piacciono ma come diceva antheus bisognerebbe pensare a costruire la città a disegnarla e non a realizzare cattedrali nel deserto…quanti luoghi bellissimi vengono snaturati e credo che la puglia possa purtroppo insegnare in tal senso…
June 25th, 2008 at 3:59 pm
Spesso gli architetti sono gli assassini dei paesaggi naturali ed i costruttori con i politici addetti al piano regolatore i mandanti.
Tranne uno.
Si chiama Danilo Verticelli e sta iniziando a colorare il mar Tirreno dal porto di Livorno di fuscia.
L’ effetto finale bisognera’ chiederlo ai pesci in loco.
June 25th, 2008 at 4:12 pm
Ma è ingegnere Verticelli, non confondiamo con le categorie!
June 25th, 2008 at 4:49 pm
Uhm… non posso perdermi questo post.
Leggo dei nomi noti.
Si, per la precisione balistica sono ingegnere edile indirizzo urbanistico e forse però ho dato più esami di architettura io degli architetti così laureati. Di formazione privata sono essenzialmente architetto. Ma poi questa è una divisione solo italiana, ove agli ingegneri normali non fanno fare i bei disegnini (tipici degli architetti) ed agli architettinormali neanche spiegano cos’è un tondino Fe44k (e si vede). Tant’è che oggi stanno finalmente cercando di unificare le due facoltà sotto l’egida di ingegneria-architettura o ingegneria edile e cose del genere. Per togliersi le reminescenze del fascismo e delle sue fisime….
Nel 1992, insieme ai colleghi Villa e Gharib di Verona, fummo tra i primi a promuovere l’architettura decostruttvista in Italia. Quando ancora i soloni alla moda di oggi facevano le loro cosette a squadra.
Più che Libeskind la Coop Himmelblau; più che Zaha Hadid, Benisch&Partners; più che Gehry, Eisenmann o l’OMA di Koolhas.
Erano tempi di ricerca. Si usciva dal postmodernismo che aveva generato i mostri di Johnson, Venturi, Rossi, Leon e Rob Krier. Una deriva reazionaria assolutamente diacronica e fuori da ogni contemporaneità.
Nel 1993 fummo chiamati a realizzare una delle dodici stanze di un progetto per “Abitare il Tempo”, con altri architetti quali Portoghesi, Sottsass, Imre Macovectz, Scacchetti, La Pietra ed altri “alla moda” al tempo. Zevi ci scrisse.
Anche allora c’era un gran dibattito sulla relatività di certe soluzioni architettoniche e urbanistiche.
Il problema è più che molteplice e non semplice, nè semplicistico come lo affrontano Grillo, Celentano e altri.
Le città cambiano, come cambiano le esigenze e le necessità. Forse si è ancora lontani da certi modelli futuristici ipotizzati anche trent’anni fa, ma la visita a centri esteri fa spesso pensare che esistono diverse velocità con cui le civiltà si muovono nello sviluppo delle proprie città.
Non entro nel merito del giudizio di Cecla. Sono ormai più che abituato a giudizi di negazione della modernità, nonchè a teorici possessori di cattedre delusi e invidiosi o solamente astiosi per i più vari motivi che possono esserci in questo vasto settore.
Dico solo che “l’attenta analisi del territorio” porta spesso alla rinuncia ad osare e a pensare “lateralmente” quel territorio, in nome di una identità esistente e immutabile, il famoso “genius loci”, che quel luogo porta con sè.
E’ quindi quello, un assioma al quale occorre fare riferimento come se fosse un dogma e come se quel dogma fosse di natura divina e quindi indiscutibile.
La conservazione delle caratteristiche di un territorio, a meno che non lo si voglia mantenere come museo delle tipologie abitative, non implica la pedissequa conservazione dei tipi edilizi e urbanistici dei secoli passati. Nelle nostre discussioni accademiche, dicevamo spesso che se Brunelleschi avesse agito con il criterio “conservativo” di oggi, non esisterebbe la cupola del Duomo di Firenze, assolutamente fuoriscala dal contesto adiacente. E così si dovrebbe dire per l’addizione Erculea di Ferrara, per l’Ensanche di Barcellona, per i grandi viali Hausmanniani di Parigi, per il tridente barocco di Roma, per le espansioni ottocentesche a reticolo, tipiche di ogni città italiana, per il Ring di Monaco ralizzato abbattendo le mura, e così via.
L’analisi del territorio va quindi mediata. Con il buon gusto o con quello prevalente. Con l’opportunità del fare e con il costo del fare. Esiste sempre un problema costo. E non è prettamente economico. Costi sono le risorse ecologiche, l’inquinamento procurato, il benessere modificato, la sostenibilità dell’impianto proposto, la visibilità dello stesso, la compatibilità con gli usi e con gli obbiettivi.
Non possiamo parlare qui di questi aspetti così profondi e determinanti del fare architettura e urbanistica. Diciamo che la soluzione non sta nel girare le spalle e guardare solo all’indietro. Occorre coraggio, ma giudizio. E sappiamo anche bene che l’urbanistica è strettamente legata all’economia di profitto (visto che ormai si realizza solo in project financing) e che il profitto genera mostri e interessi che non tengono affatto conto del buon procedere…. mi fermo qui.
p.s.: il mare di Livorno è sempre rosso. Affonderà in se stesso…..
June 25th, 2008 at 5:16 pm
Già ho visto parlare La Cecla al tg1 e proprio in quell’ ambito presentava questo suo nuovo libro dove criticava (al tg) e critica (nel libro) alcune opere di grandi “architetti”. Lui stesso ha studiato architettura ma insegna antropologia… non sembra un pò la storia della volpe e dell’ uva?
June 25th, 2008 at 5:39 pm
caro antheus non potevi aspettarti altro da un archiettto palermitano , che tra l altro oltre che insegnare non ha dato molto , nel senso che poco ce’ di eclatante progettato da lui .. e come al solito critica dove poco ce’ da criticare .. medioambiente .. due differenti medioambienti .. uno palermo italia e l altro olanda .. a me personalmente Koolhas , piace .. ed e’ attuale pur essendo datato .. e poi e’ questione di gusto .. e’ molto difficile scindere quello che lui critica , ossia gli archistar la moda etc etc .. quando si spazia anche nel progettare scarpe .. cosa che Koolhas ha anche fatto .
cmq siamo sempre alle solite , chissa perche e’ sempre la burocrazia italiana che non valorizza nulla s enon l aspetto economico e gli architteti che sempre piu spesso acecttano i compromessi , mentre molti altri e sempre spesso fuori dall italia non lo fanno ed i risultati si vedono.
un architteto non e’ solo edificio , e’ arte , spazi , anche moda .. e’ bellezza .. e cmq LUI l autore non e’ archistar solo perche non ha fatto nulla di cosi eclatante o geniale .. non si diventa archistart cosi dall oggi al domani .. ma creando bellezza .
June 25th, 2008 at 7:53 pm
molti architetti, come gehry, jean nouvel,zaha hadid,ecc curano molto il loro portafogli,salvo poi dichiararsi comunisti, bah! secondo me molti di loro sono abili venditori di quello che producono e che vendono a caro prezzo: il signor calatrava (per fare un esempio) ha costruito il palazzo delle arti moderne a valencia,ce l’avete presente?no?meglio così,perchè tutte quegli spunzoni fanno pena. idem per lo stadio san nicola,ovviamente di bari,costruito da renzo piano: una vera e propria cattedrale nel deserto,intorno ci sono le palle di polvere che rimbalzano,come nei cartoni animati:una delle poche opere di piano ad avermi deluso,come l’auditorium della musica di roma,sempre da lui costruito,con audio pessimo,adatto per la musica classica,ma non per convegni od altro,perchè non si sente niente,rimbomba tutto!
con molte critiche sono d’accordo,ma altre opere sono opere d’arte,fatte da gente con le strapalle (vedi corbu) ma secondo me lui è un po’ invidioso,perchè lui,in fondo, è architetto…
June 25th, 2008 at 9:31 pm
E ora solo del blu x la città!!!!!!
June 25th, 2008 at 10:57 pm
Ho degli stivali di camoscio blu elettrico, fantastici.Con quelli sembro realmente il gatto con gli stivali.
Parlavate di architetti…ecco perchè oggi ero furiosa e ho addirittura pianto.Poi pero’ sono andata a fare spese con mammina e mi sono comprata tante cose fuxia e adesso sono di nuovo felice e allegra..ma… allegra è meglio lasciarla a casa sua forse.
Fuxian man, uso vestire di questo colore da anni.Addirittura casa mia era zona notte azzurra e giorno fuxia. Adesso è un po’ cambiata, e poi ci vado poco.
oh Lapo! ti ho visto in tv…quale essere divino, quale creatura superiore a noi umani
notte
June 25th, 2008 at 11:07 pm
@danilo
hai detto una cosa importante..il buon gusto….talvolta anche un’opera di design tremendamente contemporaneo può andare daccordissimo con il preesistente….oppure scioccare ma sempre nei limiti della bellezza…
June 26th, 2008 at 9:09 am
…beh, sulla bellezza abbiamo avuto dei post infiniti su un altro sito (di Arte). Ve li risparmio….
Diciamo che inconsciamente ci si accorge quando qualcosa che si fa è “bello” o no. Con tutti i relativismi ed i de gustibus che si vogliano disputare…
Concordo su Calatrava. Ottimo ingegnere ed ottimo architetto di ponti. Alcuni vacillano ma non importa…. Valencia è uno schifo già vecchio, uno scheletro di balena abbandonato che comincia a puzzare…. Meglio il ponte di Reggio Emilia, vicino la Fiera. Se si ha fortuna (neanche tanto) con la nebbia grigia diventa un’esperienza mistica…..
Meravigliosi il “Ginger and Fred” di Gehry a Praga sulla Vltava. Meraviglioso il Guggenheim Museum di Bilbao. Nonostante tutto ancora attuale l’edificio di Eisenmann al Check Point Charlie di Berlino e forse anche il colonnone di Aldo Rossi pochi metri prima.
Straordinario il piano interrato ed il piano terra del Jewish Museum di Libeskind a Berlino, con i pavimenti e il soffitto inclinati a restituire una sensazione fisica di disagio e spaesamento complementari al tema del museo…. Schifosi, dannatamente schifosi gli edifici di griffe della nuova Potsdammer Platz, con l’ennesimo danno di Renzo Piano. Bello il termovalorizzatore di Vienna, dove suggerisco anche la ricerca del roof ristrutturato anni fa dalla Coop Himmelb(l)au.
Koolhas…dal suo OMA è uscita anche la pseudoirachena Zaha Hadid. Una fucina di idee. Un grande urbanista prima ancora che architetto… Andatevi a vedere i primi concorsi di Zaha e le straordinarie prospettive distorte degli edifici irrealizzabili… Poi la stazione dei VVF in Germania, accanto al brutto Vitra Museum sempre di Gehry… Per me il vero genio è Peter Eisemnann, venuto fuori dal gruppo dei Four Architects, cone le sue distorsioni anamorfiche…le sue House e poi gli edifici pubblici e le università…Gustatevi gli schemi compositivi e le meccaniche distorsive… quella è vera architettura. Parte dal luogo, addirittura dalle curve di livello, le utilizza come scansioni di sezioni di edificio, le rimonta, le scala… Scaling, Stretching, Moving, verbi obbligatori dell’architettura decostruttivista.
Una scorsa agli scritti criptici di Jacques Derrida (La verità in pittura, per esempio)…
Ma perchè non godersi il ben più terrestre Legorreta? Con i suoi setti di intonaco nei colori fucsiaman e ormai anche I-I?
Una parola su Richard Meyer. Ha fatto inizialmente cose mirabili, anche lui sullo scaling e sullo shifting. Belle cose negli USA e mirabile l’ampliamento del Kunsthandwerk Museum a Frankfurt am Main, sulla riva del Sachsenhausen. Poi è tuttauna copia di se stesso. Compresa l’orrenda casa popolare che racchiude oggi l’Ara Pacis. Intonaco imbiancato. Manca il gusto. Non parlo nè di antico, come certi coglioni ignoranti vorrebbero, nè di contemporaneo (come fintamente si è voluta spacciare l’architettura neoPiacentiniana di Meyer). Manca solo il gusto e basta. Era sufficiente una teca completamente vetrata, come in Francia non ricordo più dove per un’altra rovina romana…aiutooo, invece di quell’ammasso di roba vecchia e ritrita. Ma da un architetto USA cosa aspettarsi? Diversa, ben diversa la chiesa di Tor Vergata, ottima come cinema e discoteca, ma perlomeno carina…..
Una chicca per gli amatori: l’unica realizzazione di Alvar Aalto in Italia, la chiesa di Riola di Vergato, sulla Porretana tra Pistoia e l’Emilia Romagna. Un esempio di luce e di pulizia, nonchè del fatto che (come nel caso di Le Corbusier a Ronchamp) le chiese dovrebbero essere progettate da chi ha fede e non da chi non la ha….. poi se andate ad Helsinki la Finlandiatalo sulla riva del laghetto cittadino. Una gita a Jyvaskula permette di apprezzare in pieno la sua opera. Se passate da Tampere gustatevi le due chiese dei fratelli Pietila… Architettura organica, legno, rame, forme richiamate dalla natura… Iniziò Frank Lloyd Wright con la casa sulla cascata…. ma questa è un’altra storia…….
June 26th, 2008 at 10:01 am
Il problema procipale di oggi in tutti i campi creativi e’ un paradosso:”l’abbattimento dei costi”
Allora come si fa ad avere una bella casa un bell’abito o delle belle scarpe se la prima domanda e’ quanto costa?
E’ chiaro che in una societa’ di massa dove l’accesso ai beni di consumo e’ sempre piu’ possibile ad un numero di persone maggiore il gusto personale tende ad essere dato a chi i media danno risalto ed eleggono portatori del bello.
In parole povere si delega qualcuno a decidere cio’ che e’ bello o innovativo e gli si da la patente ufficiale.
Allora si e’ belli se si indossa un capo firmato o se una citta’ chiama un architetto superrstar a progettare un edificio.
Una citazione (Gabriele D’Annunzio, Di me a me stesso) la trovo esplicativa in tal senso;
“Dispiacere ai giovani, sopratutto. Per essere veramente nuovo. I giovani sono i campioni d’una vecchia anarchia che impedisce loro l’attenzione”
“
June 26th, 2008 at 10:24 am
Forse bisognerebbe ripensare l’intervento degli enti locali nella pianificazione urbanistica… Buona parte delle scomode brutture odierne trova la sua genesi iniziale in strumenti urbanistici concepiti spesso solo da teorici e non da pratici….
Il contributo di questi ultimi, compresa la massaia, che “vivono” l’esigenza del quotidiano, sarebbe determinante a rimettere tante questioni in ordine.
Insomma la creatività unita alla praticità, facilità… e via e via
June 26th, 2008 at 11:26 am
@Antheus;
Propongo un argomento da trattare in uo dei prossimi post:
“la reale motivazione personale che ci spinge a rimanere su questo Blog”.
Grazie.
June 26th, 2008 at 12:14 pm
fucsiaman I love you!! vienilo a dire a questi str..i pilotati dalla camorra che a vienna il termovalorizzatore è nel centro cittadino,al pari di barcellona,dove è addirittura sotterraneo,ma sempre al centro della città. l’architettura di alvar aalto è stupenda,concordo pienamente,di epoca fascista,ma tuttora attuale,alla faccia di quella zaha hadid, che nel suo bello studio di londra ci entra,fa uno schizzo su un mega foglio appeso ad una parete e se ne torna a fare shopping,mentre i suoi schiavetti interpretano gli sgorbi che ha disegnato e ne fanno un bel progettone:la stazione dell’alta velocità di afragola,nel napoletano,è ancora in costruzione,da quasi 10 anni,ma qui il “sistema camorra” però non c’entra,è che il progetto è troppo stratosferico,con i suoi tetti in alluminio che tanto la fanno sembrare un verme alieno,o chissacchè.
ah,ma lo sapete che renzo piano sta per costruire qualcosa vicino alla chiesa di corbu citata da fucsiaman?speriamo non faccia danni…
June 26th, 2008 at 12:51 pm
concordo pienamente con honnete…
david: io adoro Zaha Hadid, ma adoro i suoi progetti irrealizzabili come pillole di filosofia architettonica. Poi la prassi è altra cosa e si vede… Nel Barrio Xinex di Barcellona, El raval, (il peggior luogo della città almeno fino a cinque anni fa) c’è la spazzatura pneumatica sotterranea. Infili il sacchetto e va giù. Non ci sono cassonetti, non ci sono sacchetti in giro. In Spagna il servizio di conferimento automatico è molto diffuso. L’ho visto lì, a Vitoria, a Siviglia e credo ci sia ovviamente anche altrove. Nella mia città, a duna mia sollecitazione in tal senso, l’Azienda mi ha risposto che ci andavano i topi. Topi che evidentemente a Barcellona sono stati completamente debellati.
E’ sempre così. Gli strumenti urbanistici sempre più vecchi e farraginosi, ormai roba da avvocati, basati sulla solita zonizzazione e difficilmente aggiornabili a patto di varianti e variantine che poi necessitano di mesi e mesi di nullafacenza da parte dei funzionari stipendiati delle diverse amministrazioni. Pareri plurimi e dei più svariati, dalla Capitaneria di Porto al Demanio al Comunità Montana alla regione, alla Provincia, al Comune, alle circoscrizioni interessate e sicuramente ne ho dimenticato qualcuno. Le conferenze dei servizi che sembrano convention. Le solite nascite dei soliti comitati cittadini. Gli indici, i parametri, la creatività ridotta a formule matematiche create da ebeti universitari e gestite da ebeti amministrativi. Oneri di urbanizzazione computati sul volume quando sappiamo benissimo che è difficile camminare dentro i muri e quindi case con muri minimi con la conseguenza di avere perdite di calore d’inverno e stanza caldissime d’estate, nonchè rumorose. Solo ora, almeno in Toscana, hanno capito che se lo spessore dei muri aumenta per necessità di coibenza (che geni!!! Dopo decenni!!!) questo non deve essere computato nel volume….
Solo modi e maniere di spillare soldi passivamente, mentre un presidente di circoscrizione per non fare niente e per non contare niente prende diverse migliaia di euro al mese più 100 euro di gettone di presenza.
In questo marasma burocratico-urbanistico dov’è la creatività? Dov’è il “bello”? Dov’è la vera tecnologia? Nel muro perimetrale in doppio tavolato di forati con coibente in mezzo? Lo facevano i romani, con l’opus incertum a sacco. A Roma se ne vede tanto. Loro stavano più freschi però….
June 26th, 2008 at 2:02 pm
A proposito di “made in italy” questo non ce lo possono veramente copiare:
E’ uno spaccato di come l’arte visiva e’ affidata al merito con selezion spietate da superare::
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Per-favore-Agostino/2030883
June 26th, 2008 at 3:12 pm
Io non ho capito la reale motivazione di Lapo di aprire questo blog
June 26th, 2008 at 3:52 pm
HONETTE! Io frequento questo blog perchè trovo che gli argomenti trattati siano veramente interessanti ed attuali. E’ molto bello sentire come le persone esprimono liberamente tutto quello che hanno nel cuore.
Apprendo tante cose nuove grazie a tutti voi, per me questo vale più di un master universitario.
FUXIAMAN! Non sapevo che tu avessi colorato il mare di fuxia, complimenti!!!!! lo trovo molto TRASH.
June 26th, 2008 at 4:10 pm
@Antheus
Sei in sciopero, in ferie a leggere libri, o sei rimasto scioccato dalla foto del Pitti?
June 26th, 2008 at 5:21 pm
Danilo cosa ne pensi di Oriol Bohigas ?
il problema non sempre e’ economico o di costi , spesso , o per lo meno in Italia e’ l essere VECCHI , statici e poi di conseguenza le varie poltrone e tutto quello che segue .. non ce’ assolutamente fiducia nei confronti di giovani architteti anche s epoi tutti sanno che solo poi loro a sviluppare il progetto che portera la firma del VECCHIO e stimato architetto .. certo non sempre e’ cosi , e non sempre sono diventati famosi solo perche raccomandati , al tempo hanno fatto cose belle innovative ma poi si sono seduti .. e la poltrona non la mollano ..
come hai detto , se proponi una cosa ti viene criticata ma se viene proposta attraverso un VECCHIO e famoso archietto di mani grandi allora forse viene presa in considerazione.
ti chiedo di Oriol Bohigas perche molto presto avro’ a che fare con lui e a dire il vero ho visto poco di suo .. so’ che ha fatto “belle” cose , pero’ e ce’ un pero’ secondo il rpogetto che ho visto .. non mi e’ sembrato sensato … ma cmq io posso fare poco se non firmare per il terreno che mi ha richiesto …
l assurdo e’ che come te e come tanti altri pensavo volessero fare qualcosa di bello snsato e soprattutto che spendessero bene i soldi dei contribbuenti , ma alla ine ho solo visto che se chiedi , uno ti risponde fino ad un certo punto poi deve intervenire un altro che pero non conosce il pezzo precendente e quindi pur all inzio essendomi emozionato perche pensavo di poter dare qualche idea , alla fine l unica cosa che dovo’ fare e’ firmare per l atto di vendita e tirare il prezzo piu’ alto possibile e alla fine fare spalluce (cosa che non piace ma che alla fine che puoi fare ? …
l aricolo postato da honnette , beh nulla di nuovo all orizzonte , tutti sanno tutti gridano oHHH !! poi si passa ad altro argomento shock , e di seguito tutti sanno e tutti OHHHH … ormai non si capisce piu nulla tutto e’ uguale .. in tutti i settori e nessuno fa’ nulla.. non esistono piu le rivoluzioni ehehe … scandali edilizi ne e’ piena l italia … certo negli altri paesi non e’ che sia tutto perfetto ma ce come uan sorta di compromesso , in italia no .. forse la domanda non e’ cos e’ il made in italy , ma cos e’ la vergogna …
anche il libro che cita Antheus .. alla fine non dice nulla di nuovo e sembra solo finalizzato ad arrichirsi un pochino .. se no a che altro potrebbe servire che novita apporta ???
come un argomento sarebbe oltre quello proposto da honnette , a cosa poi servono i blog ? a confrontarsi con altri ? certo , ma potrebbero servire a qualcosa di piu concreto .. o e’ solo utopia …
oggi ho visto un pezzo del Tg in riferimento al discorso fatto dal capo del CSM , e’ stata fatta una panoramica… incredibile , erano tutti vecchi 75 76 80 anni , forse il piu giovine aveva 70 anni ?? e’ biologico uno di quell eta’ e’ dura a fargli cambiare le idee … lo faccio io ne confronti di quelli di 20 ahahah figuriamoci loro .. Bohigas quanti anni ha ?? 83 … ed e’ nato mio stesso giorno e mese ..
June 26th, 2008 at 5:57 pm
Vick….neanche io…ah ah ah (scherzoooo)
Diletta: ma dov’è che io avrei colorato il mare di fucsia? Non crederai mica a quello che dice honnete, vero?
Allora, in tema di cose colorate, sto finendo l’installazione presso il PAC180 di Livorno, centro di igiene mentale (senza battute su di me, è cosa seria). Marta, una cagna, mi ha fregato tutto mentre lavoravo. Uff. Ho colorato di fucsia anche l’erba (per sbaglio eh)…
Cose colorate le ha fatte quel bischero del Cecchini alla fontana di Trevi, ma solo per attirare l’attenzione, mentre in tema di Land Art, Christo e Jeanne Claude impacchettavano atolli con plastiche rosa per denunciare il crescente coinvolgimento della Natura nelle conseguenze dell’industrializzazione. Una volta il Mar Rosso lo era per davvero. E in casi di inquinamento bestiale le acque si colorano di molti colori persino carini…
Colorando il mare di fucsia non farei altro che epigonare qualcosa di già fatto in modo intenzionale o incidentale… Oltre a beccarmi una denuncia.
Quella di Honnete era una metafora che, solo in questo caso, invece possiamo pure prendere per buona……
June 26th, 2008 at 6:48 pm
Oriol Bohigas, dopo aver fatto “danni” in Spagna è calato in Italia, anche a Pescara, dove ha portato la sua nuova International Architecture, ovvero una cosa che se la metti a Valencia, a Frankfurt o a Pescara, a lui non interessa proprio, tanto è sempre uguale. Mattoni, vetri, impianti urbanistici macrodimensionati. A Pescara, proprio davanti al suo intervento, ci sono abitazioni del primo novecento di tre piani….. E a Pescara c’è un’ottima (ormai) facoltà di architettura, il cui bell’edificio non è stato ovviamente fatto da Bohigas. C’è anche un enorme e scandaloso Palazzo di Giustizia ma lì credo i motivi fossero altri…..
Che dire, alza il prezzo. Cosa vuoi che pensi di uno che riassume in sè la “robustezza” urbanistica di un Gregotti, la tecnica di un Nouvel, i contatti politici di un Piano? C’è chi dice che siano pregi….. oggi funziona così.
Diciamo che è un professionista affidabile, un industriale della progettazione che non sa proprio dove stia la fantasia e la follia creativa; un travet dell’architettura, ma che sa gestire bene i soldi che gli affidano. E questo è quello che conta per i committenti. Bohigas ha 83 anni. Non aggiungo altro sul discorso della vecchiezza.
Come ci ha ricordato Bellocchio in quel suo splendido film sul cinema, l’Italia è una nazione di vecchi.
Io aggiungo, l’Italia è una nazione di morti che mangiano i vivi. Una necrofagia al contrario. Sono quasi tutti morti, ma non si decompongono mai…. Sarà colpa della casse di zinco a tenuta stagna?
L’ho già scritto. Lo riscriverò sempre.
June 26th, 2008 at 7:07 pm
Grazie di Cuore x la visita dell’altra mattina,Paola ti avrò sempre nel Cuore le gambe mi stanno guarendo!!!!Giovanni sei un Ragazzo forte e Potente!!!!!x quanto riguarda il C.T.O. ho mandato la Polizia a controllare xchè c’è assenteismo!!!!!!!!
June 26th, 2008 at 10:48 pm
Lapo e’ sparito il 19.
Antheus e’ sparito il 20.
Quanta autonomia ha il pilota automatico?
June 27th, 2008 at 11:24 am
BUONGIORNO A TUTTTTIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII
baciuzzziiiii
June 27th, 2008 at 12:18 pm
ops…ho due cugini architetti…meglio stare zitti…!!!….
grande Honnete…
…saranno andati al mare con queste belle giornate….
June 27th, 2008 at 3:15 pm
Ciao a tutti, io la butto la, dopo sciopero possimo fare l’autogestione……:-)
June 27th, 2008 at 3:35 pm
Beh caro danilo vedremo che altro disastro fara’ Bohigas … poi se non piace oppure non e’ “funzionale” se ne rifara’ un altro oppure si aggiungeranno delle rotatorie .
June 27th, 2008 at 4:47 pm
Devo sostenere una cosa che alzera’ un ginepraio di polemiche,ma purtoppo e’ la realta’.
Le “cose piu’ belle” dal punto di vista architettonico sono state realizzate dove non c’era democrazia.
Non riesco a capire il perche’ ma e’ sotto i nostri occhi.
Danilo, e’ solo un problema di costo di manodopera?
June 27th, 2008 at 6:54 pm
mma, i disastri poi non sono mai tali. Sono subdoli. Hanno l’apparenza di belle cose, moderne, rassicuranti, squadratema con quell’angolino di traverso per strizzare l’occhio al giochino della rotazione (shifting and rotating). Quel fuoriprospettiva che eccita i politici nostrani e i committenti arricchiti che rivendono uffici e appartamenti di lusso laddove (Pescara) prima si fabbricava la miglior pasta (De Cecco) del mondo.
Dalla pasta alla frittata. Centinaia di managerini in grigio e camicia azzurra entreranno nei portoni vetrati per svolgere il proprio dovere quotidiano che permetterà loro di ottemperare alle rate per il SUV, per la TV, per la casa, per le vacanze, per le tasse… Calpesteranno quei metri quadri che centinaia di altri piedi avevano calpestato portando grano, farina e contenitori di splendida pasta trafilata al bronzo…. La donna che appare sulla busta della pasta De Cecco è in costume abruzzese…
Quegli edifici rappresentano l’ultima follia della cancellazione di un passato industriale e delle sue vestigia architettoniche. Come succederà a Milano in zona nuova Fiera.
Fabbriche e contenitori che qualsiasi nazione ci invidierebbe. Degni di accogliere scuole di formazione, università, centri culturali, ristoranti, anche negozi va (come nella vecchia stazione di Siviglia, lungo fiume), e invece tac, zac, eliminati per tirare su incubatori di finanziarie, sportelli di banche, uffici, dove l’unico valore è il soldo.
E Pescara, come molte altre città, si riempie di splendidi (veramente) negozi, di stabilimenti balneari fulltime, di attrattive ludiche e superficiali, mentre dimentica ogni suo passato, commissionando quartieri avanzati a gente straniera, perchè più facile sia lo scaricabarile se le cose andranno male.
Beh, è Bohigas, che gli vuoi dire? Niente. Una persona mediamente normale non avrebbe niente da dire a Bohigas, per disinteresse più che altro. Forse avrebbe da dire agli eredi De Cecco che hanno svenduto l’immagine del loro stesso esistere odierno. Avranno molti SUV nuovi. La trafilatura non è più in bronzo. Il territorio è dei palazzinari arricchiti dalle loro stesse palazzine.
Una ricchezza frattale…
June 27th, 2008 at 7:27 pm
Honnete, se vuoi che ti risponda devi farmi un esempio.
Permettimi di correggere l’idea del tuo intervento: le cose più belle sono state fatte (e sono fatte) laddove ci sono ampi finanziamenti disponibili.
Questo, in passato ed ora, a volte (ma anche spesso) coincide col fatto che le dittature o le grandi famiglie regnanti, hanno ovviamente una disponibilità di denaro più o meno lecito o meritato. Aggiungi il fatto che questi omuncoli (dietro i quali ci sono sempre delle donnuncole) hanno la fissa di dover apparire sempre i più grandi della storia e di lasciare alla “storia” documentazione del loro passaggio.
L’architettura si presta perfettamente a “rappresentare” le esigenze di grandezza del tiranno di turno.
Troppi sarebbero gli esempi, ma spazio dalle piramidi ai castelli medievali, ai castelli della Loira, ai palazzi rinascimentali, passando per tutta l’architettura sacra (che poi era ben poco sacra per i suoi obbiettivi), per i grandi mausolei del nazismo, per le ampissime piazze delle tirannie del novecento, fino ai Palazzi del potere di Ceausescu e dei dittatorini di certe residue “repubbliche” ex sovietiche. Dimentico senz altro un mondo di roba, ma le citazioni sono metaforiche.
Dall’altra parte ci sono invece Presidenti “illuminati”, ma molto pieni di sè, che riescono a convogliare fondi pubblici per il miglioramento di determinate città. Esempio antonomatico è Francoise Mitterand, che ha voluto la nuova Grande Parigi per legarla al suo nome. Ma penso a certi sindaci, anche nostrani, che con le opere pubbliche hanno cercato di lasciare l’impronta sulle proprie città. Oppure ai magnate arabi che con i petroldollari fanno tutto ciò che vogliono nelle loro terre (e altrove).
Parte sempre tutto dall’ambizione e dalla mania di grandezza.
Il problema quindi non è di quale regime ci sia. Certo, nei regimi autoritari non esistono commissioni e comitati, per cui si va dritti allo scopo, e credo fosse questo il senso della tua affermazione. Ma non sempre ciò che ne viene fuori è giusto e bello, anzi. Basti pensare alla megadiga Tre Gole in Cina, attuata spostando milioni di residenti, altrove.
La bellezza, per quanto non voglia dire nulla questa parola, dipende soprattutto dalla capacità progettuale, dai regolamenti, dai materiali. I regolamenti imbalsano molto le realizzazioni. Sono fatti da funzionari mediocri, che vivono in case mediocri, pagate con mutui mediocri. Non ci si può aspettare altro.
Però c’è possibilità di agire anche con costi contenuti. E’ solo una questione di coraggio.
Certi edifici della Benisch&Partner http://www.behnisch.com/# ad esempio, sono realizzati in cemento normale o lamiera grecata. Solo che hanno un’estetica, o un’esteriorità, che non può essere capita da gente che vive guardando il Grande Fratello o passando tutta l’estate sotto un ombrellone a due metri del vicino.
E’ la vita delle persone che si è appiattita. Chi vive davanti al Guggenheim Museum di Bilbao, forse ha ora una visione delle proprie stanze leggermente diversa da come la concepiva dieci anni fa.
Se non ci sono stimoli, l’uomo si atrofizza. In tutti i campi.
No, non è questione di manodopera…..
June 27th, 2008 at 8:11 pm
non ho letto il libro di Franco La Cecla … lo farò prima possibile….personalmente ho lavorato(costruito)in Italia ed all’estero con molti architetti e di grande livello …. come dice Danilo sono costretti a “gestire bene” i soldi che vengono loro affidati..parte dei quali il più delle volte servono anche per “profumare” l’ambiente …ehe ehe..eheeeeee….
Esistono pochissimi ottimi progettisti che navigano contro corrente; questo post mi ha portato alla memoria un personaggio del quale voglio quì fare il nome…Roberto Carta Mantiglia…. un Arch. Ing. colto e raffinato che continua la sua professione con competenza dedicando il proprio tempo anche agli aspetti più marginali e particolari di chi costruisce (del marmista o serramentista ecc…ecc.. ) con soddisfazione alla fine anche del committente e dell’ambiente.
June 27th, 2008 at 8:26 pm
L’esempio e’ semplice.Nella citta’ dove abito, Roma, l’architettura che viene studiata e ammirata dai turisti non e’ certo quella degli ultimi 60 anni.
June 27th, 2008 at 8:37 pm
Perchè a Roma non è stata fatta architettura negli ultimi sessant’anni. Solo palazzi. I palazzinari romani detengono il potere e parte della politica nazionale. Nonchè squadre di calcio, banche, società, ecc.
Economia frattale.
Io sono andato apposta a Bilbao (città antica) a vedere quel museo, non il resto. Fosse stato fatto a Roma (città però molto particolare eh) verrebbero anche per vedere quello.
Una cosa nuova è stata fatta: l’Auditorium di Renzo Piano.
Lascio agli altri il commento.
June 28th, 2008 at 5:25 am
Io penso che la mia città è piuttosto “bruttina” e non so se questo dipende dagli architetti che l’ hanno progettata o meno.
La cosa peggiore è che siamo talmente abituati al “brutto” da non farci neanche più caso.
Non vorrei offendere nessuno, questo è soltanto il mio pensiero e con il permesso di chi gentilmente mi ospita su questo blog provo a spiegare perchè.
Tutte le volte che passo dalla tangenziale puntualmente incontro al semaforo un ragazzo di non so bene quale nazionalità, senza braccia con un barattolo legato al collo a mo’ di san bernardo che chiede l’ elemosina agli automobilisti.
Qualche settimana fa ho visto dei ragazzi come lui (solo un po’ più fortunati perchè i bracci ce li avevano …. altri organi non so…..) prenderlo in giro, ridevano…
Lui, con il mozzicone del braccio che gli è rimasto si è messo a tirare colpi allo specchietto della loro auto.
Da quella strada passano veramente tutti (operai, dirigenti, artigiani, liberi profesionisti, mamme e bambini).
Forse per la “colettività” questa situazione è normale e quella strana sono io che mi permetto di dire che secondo me è di una bestialità inaudita.
Quei bambini che passano da quel semaforo con le loro mamme penseranno forse che un povero storpio con un barattolo legato al collo fermo ad un semaforo sia cosa normale? e da grandi cosa faranno si metteranno anche loro a schernirlo?
Io penso che le città dovrebbero essere più ordinate, colorate, pulite, profumate tanto da riuscire ad abbellire gli animi di chi le popola e tenere a bada l’ uomo delle caverne che vive in ogniuno di noi.
Scrivo a quest’ ora perchè i colleghi della carta stampata dovrebbero essere già usciti e non copieranno le nostre quattro chiacchiere…………SCHERZO!!!!!!
June 28th, 2008 at 10:53 am
Diletta hai ragione,
Come si fa ad apprezzare il bello esteriore quando la realta’ quotidiana ci presenta tutto il brutto interiore che hanno in se molte persone e le azioni che compiono?
Forse pero’ e’ il bilanciamento naturale e umano delle cose e che sviluppa le sensibilita’ individuali.
Come si fa a ricercare il bello se non esiste il confronto con il brutto?
D’altronde credo che questo Blog abbia come obbiettivo anche questo aspetto, ed i confronti, a volte aspri o divergenti sul concetto “personale” di bellezza lo stanno a dimostrare.
June 28th, 2008 at 11:20 am
uN gROSSO aBBRACCIO A TUTTI MI TOCCA ANCORA UN ROSPO DA MANDARE GIU,MA QUELLI COME NOI NON MOLLAN MAI……..
June 28th, 2008 at 1:10 pm
beh,l’architettura fascista (perchè di quella si tratta) ha fatto anche opere tuttora considerate belle: l’EUR di roma,la stazione s. maria novella di firenze, la chiesa di alvar aalto che citava danilo qualche giorno fa,ed altre opere,forse era la voglia di magnificenza del duce,non lo so,però so che non sono opere da buttare,anzi.
:-) 
l’architettura,va dove ci sono i regimi,questo è vero solo in parte,perchè in iraq non è che ci sia tutta quest’architettura…
nel vicino bahrain e dubai invece ce ne sono,ma chi sono gli architetti che se ne stanno occupando,di queste opere?jean nouvel,renzso piano,il nostro caro fuksas,in gran parte sono europei,o comunque di cultura occidentale,segno che la nostra architettura è vincente.
ho appena finito di vedere un programma su national geographic channel,che parla del world trade center del bahrain,formato da 2 palazzi che tra di loro hanno 3 ponti con altrettanti rotori per creare energia eolica:geniale,anche se però mi devo smentire,perchè il progettista,seppur di cultura inglese,è sudafricano,shaun killa.
ora vado a studiare,perchè in questo blog sono il più piccolo,il diploma mi aspetta (voglio gli auguri di LAPO…)
June 28th, 2008 at 7:58 pm
Una chiosa (che non è una chiesa): Santa Maria Novella a Firenze, è mirabile opera di Michelucci (anche autore della chiesa sull’autostrada) e nulla ha a che fare con l’architettura fascista ma con il razionalismo italiano. A volte l’effetto è simile (mirabile Terragni a Como ad esempio) ma le istanze estremamente diverse…. Aalto ha realizzato la chiesa di Riola nel 1966…..
June 29th, 2008 at 12:52 am
Anch’io scherzavo naturalmente, fucsiaman…
Ad ogni modo per restare in tema con Antheus
ho ricominciato a cucire…non faccio la sarta naturalmente.Pero’ mi piace creare magliette, borse, vestiti…seguendo l’estro creativo.E mi piace interagire con chi lo fa professionalmente.
E sono un’appassionata collezionatrice di bottoni e nastri.
June 29th, 2008 at 12:56 am
Diletta hai ragione proprio l’altro giorno vicino a C.so regina angolo C.so Belgio c’erano dei mendicanti lavavetri,usavano un aggressività di cui sono rimasto profondamente colpito!!!!Gli ho tirato un cazziatone e poi ho mandato una gazzella dei carabinieri,ora lei la ragazza tutta dolce quando passo mi saluta….hanno un atteggiamento diverso qualcosa è servito!!!!!Sempre credere al cambiamento Diletta mai rassegnarsi che le cose non possono essere diverse è molto bello che tu le riporti su questo Blog!!!!!!!
June 29th, 2008 at 12:18 pm
sorry danilo,è vero….
June 29th, 2008 at 2:21 pm
se dovessi esprimere le mie preferenze attualmente…..karim rashid e fabio novembre sono i miei preferiti….
June 29th, 2008 at 2:38 pm
Paolo : Beh, in realtà sono più designer che architetti..
June 29th, 2008 at 11:52 pm
e credo che fabio novembre sia anche architetto…però è chiaro che entrambi sono designer…
June 30th, 2008 at 2:26 pm
ma tra i miei architetti preferiti ci sono sicuramente massimiliano fuksas e rem koolhas che tra l’altro a roma credo che in questo periodo si stiano dando molto da fare…
July 1st, 2008 at 6:35 pm
fuksas e piano secondo il mio punto di vista sono tra coloro che rispettano sia nei materiali sia nel modo in cui inglobano le loro creazioni l’estetica delle città…. rendono le strutture molto leggere e trasparenti (lamellare, acciaio, vetrate, vele) in modo da limitarne l’impatto con le strutture che le circondano…
per contro ci sono molti architetti, ingegneri e geometri che utilizzano ancora e senza ritegno grossi “scatoloni” rettangolari di cemento armato…stile case popolari, danneggiando l’immagine degli albi e di coloro che qualche sforzo per mitigare l’impatto della nuova edilizia. ad esempio al sestriere, nel villaggio olimpico, si è fatto questo sforzo e i risultati positivi sono sotto gli occhi di tutti…
July 1st, 2008 at 11:34 pm
@danilo
neanche a me piace Oriol Bohigas…ho sentito che dovrebbe realizzare il porto a Mola di Bari in Puglia…spero non venga davvero..anche perchè non se ne parla più di questo progetto…preferisco Calatrava con cui tra l’altro ho scambiato quattro chiacchiere a Valencia lo scorso anno…
July 5th, 2008 at 10:03 pm
progetti per il 2100…, Hope!
http://vincent.callebaut.org/page1-img-lilypad.html
July 7th, 2008 at 9:54 pm
In nome di Antonio Cederna:
VAI VITTORIO…………………………………………………………………………………………………………….!
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=211525
August 4th, 2008 at 6:06 pm
hehehe…!
http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/cronaca/sgarbi-garibaldi/3.html