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June 23rd, 2008 at 6:15 pm
…………..
………%&/=)(@#**@@@****//&&%$£)……………
………………………..
………………………………
(poi vi dico cosa significano i puntini aspetto solo che tutti finiscano sto sciopero!!!)
June 23rd, 2008 at 6:48 pm
scusate, sembrate i cugini in campagna. ciao ivanoz
June 23rd, 2008 at 7:21 pm
mi mettete allegria, soprattutto i giaccacolorata-dotati!!! uffa,voglio esserci ankio alla prossima cosa che fate!!! in questa foto c’è anke un mio quasi sosia, il ragazzo coi capelli ricci e camicia blu: chi sei??
June 23rd, 2008 at 7:36 pm
…@.. #… ]..]*.. **….&:%$::£.. .. ()?^^… …*]]_….
(come dice Patrizia…SCIOPERO IN CORSO…)
June 23rd, 2008 at 7:55 pm
Il primo sciopero dei blogger al mondo.
Anche questo e’ un evento!!!!!!!!!
June 23rd, 2008 at 8:15 pm
Honnete: Non esageriamo!
Ci sono stati prima questi http://www.haisentito.it/articolo/10-marzo-2008-primo-sciopero-dei-blogger/8819/
e anche questi http://mytech.it/flash/2008/05/01/shutdown-day-il-3-maggio-pc-e-cellulari-spenti-tut/
June 23rd, 2008 at 8:31 pm
Ma quelli nelle foto chi sono? Gli unici che riconosco sono Giovanni e Fucsiaman! Gli altri? Su, venite allo scoperto! =P
June 23rd, 2008 at 8:32 pm
Antheus perdonami ma quelli erano scioperi generali.
Quasto e’ uno sciopero di sensibilizzazione del vostro presidente nei nostri confronti.
Altrimenti gia vedo migliaia di Giamila pronte a scrivere sul comportamento dei sudditi di Re Lapo.
E’ chiaro che si gioca per sentire piu’ voci per questa inizitiva un po’ goliardica e provocatoria.
June 23rd, 2008 at 8:40 pm
che carini che siete!
gruppo di persone con occhiali…chi è chi però?
June 23rd, 2008 at 10:33 pm
che peccato che non sono venuto…il giusto sarebbe stato venire col ciao arancio aragosta..solo che questo mezzo non è adatto per circolare in autostrada….comunque bel gruppo..sopratutto per la bella presenza femminile..eh eh..fucsiaman chi è? sicuramente quello con gli occhiali fucsia..è ovvio..di fianco a giovanni sempre in grande forma….
June 24th, 2008 at 1:19 am
Io rimango sconvolta…. Pensavo che la storia dello scipero fosse uno scherzo…. qui scherzando sono andati seriamente dietro…. Io forse non sono piu normale o la stranezza e le cose poco serie sono diventate importanti…. Secondo me non hanno nemmeno compreso gli ultimi commenti che Antheus ha fatto… io non sono un genio, ma qui si parla di sciopero dei blogger perche Lapo non si é presentato…. e anche se fosse per scherzo sarebbe sconcertante….. Il delirio umano…. io vorrei commentare oltre ma non ho il coraggio, ma non per me….. Dio mio… pensare che in tre giorni mi sonofatta un mazzo ho dovuto conquistarmi un briciolo di dignità che un giornalista rai si guadagna in 3 ore e leggo ste cose…. quando a casa potrei fare la comunista dalemiana… quando comunista non sono e mi sento dire della Russia…. che schifo! Ma qui sapete cosa significa entrare in una azienda gia avviata, portare avanti il made in italy senza fare paragoni con dalla valle, e riuscire ad entrare in certi mercati come russia senza markette….. conoscete il farsi il sedere tutti i giorni e cavolo combattere pe cio che sii crede o serve fare gli sboroni….. Qui siamo tutti bravi, me compresa che ho messo nome e tanto di faccia nella foto (l’unica senza occhiali)… guarda un po…. che tistezza non il pitti, ma il sistema…..
June 24th, 2008 at 1:45 am
Ciao Giovanni. In questa prospettiva sembrachecciai la pantofola. Mi piace la ragazza a volto scoperto che ha lasciato fuoricampo qualcosa. Forse locchiali. Malacosa ppiù bbella e quello dei MAPETSCIO che tiene in mano il piede della bbionda colocchiali ggialli. Quella chepprega. Fico maddavero. Complimenti per esservi mostrati in pubblico. Shpero di vederti ala puglia.
June 24th, 2008 at 8:30 am
Bene lo sciopero adesso è finito e mi permetto di salutare e ringraziare di nuovo Antheus e Giovanni, per l’accoglienza e le spiegazioni che ci hanno dato, per l’amore e per l’impegno per il proprio lavoro che sono riusciti a trasmetterci. Personalmente mi ha fatto molto piacere conoscere, guardandogli negli occhi, gli altri blogger; fino ad ora per varie ragioni, sono rimasto quasi sempre in disparte, limitandomi a leggere, magari perché credo che sia facile nascondersi dietro un nik o camuffare la propria identità, ma penso che inizierò a cambiare le mie abitudini.
Pitti: dato che siamo degli adulatori…..aduliamo…..avete visto uno stand più originale? Personalmente no, un oasi verde (al finocchietto selvatico e aglio) tra plastica, plexi-glass e carton gesso. Avete visto qualche prodotto che via ha colpito in particolar modo? Si uno, sporadico, forse due…ma niente più. Mi sono piaciute molto le scarpe (specialmente dopo la spiegazione tecnica di Giovanni) mi sono piaciuti molto i colori delle camicie e dei pantaloni, e le giacche “insonorizzate” realizzate per Beretta. Menzione d’onore alla cintura di corda di nave, sicuramente meno I-tech ma molto molto creativa. Di nuovo grazie ad Antheus ed a gli altri ragazzi dello staff ed un abbraccio ai nuovi amici del blog, spero di potervi rincontrare presto
Paride “band1”
June 24th, 2008 at 9:55 am
Hi Paride. Già, la giacca insonorizzata……
Honnete, lo sciopero è riuscito a parte la crumira… eheheheh. Si scherza eh. Oddio. Stavolta sta a me fare le parti del fatuo e del vacuo.
Giamila help me. Comunque sia pare che sneaker fucsia non ce ne fossero. Tiè.
Bene.
Andrea Bertotti, ma il Mapetsciò sono io? E’ vero. Avevamo tagliato il piede a Skara e lo tenevo io (come testimonial a pagamento ovvio).
Per tutti, da sinistra:
Bibi e Bobo, Honnete, Antheus, Paride, l’amico di Prato (Dio che figura non mi ricordo il nome, perdonami), io (ma come mi chiamo…uhm?), Giovanni.
In basso:
Alix (MI), Patrizia Skarabokki (TO), Marta (LU), Giulia (AR)
June 24th, 2008 at 11:42 am
ora che lo sciopero è finito….do’ spiegazione dei miei puntini e asterischi vari di cui sopra…
piacere patrizia skarabocchi …quella vestita di bianco…cioè no come diceAndrea Bert(in)otti quella col piede tagliato che prega
( Andrea…prova a nn pregare tu se ti tagliano un piede col rischio che nn te lo riattacchino!!!!)
cmq … a parte l’aria schifata di 8fuxiaman (visto e considerato il piede che regge in mano…)
(( eppure mi lavo bene uso scarpe Made in Italy e metto lo spray del dott. scholls tutti i giorni!!!!))
saremmo venuti meglio in foto se nn avesse fatto tanto caldo…cmq potremmo essere dei modelli per le prossime pubblicità I-I che ne dici Antheus….(questa foto nn fa testo come book di selezione modelli)
Very Italian People for I-I
(sembro l’ape maya ihihihihi)
cmq…grazie ancora per l’accoglienza … per i litri d’acqua …..per tutto…spero sincerametne di rivedere tutti gli amici del blog e lo staff I-I…prossimo evento però organizzatelo in un periodo un po’ più fresco….
baciuzzzziiiii a tuttiiiiiiiiz
June 24th, 2008 at 12:02 pm
A parte la crumira…. ma dai 8….
la storia dello scipero é una gran cavolata….
June 24th, 2008 at 1:08 pm
la I-I è solo per veri uomini (come si vede infatti dalle espressioni di honnete e me). Quindi …..
June 24th, 2008 at 1:27 pm
MITICIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!! ahahahahahahahahahahahaha.
checcarinichesiete.
mo sta foto me la salvo.
June 24th, 2008 at 3:21 pm
ho visto la collezione e devo ammettere che è veramente bellissima….lapo ti sei dimostrato come sempre un genio…ho visto il video su youtube della linea, sono d’accordo quando dici che i mocassini ad esempio sono migliori dei tods e meno borghesi però devi se ci riesci per renderli meno borghesi provare ad abbassare i prezzi che sono ancora a livelli troppo elittari…
June 24th, 2008 at 3:46 pm
Ciao Danilo,
Concordo con i “veri uomini” le condizioni erano proprio estreme, ma ne è valsa la pena….
Mi spiace per Giulia, per me lo sciopero aveva un significato più goliardico che altro, è servito per dare un segno della nostra presenza, non certo per polemizzare inutilmente, bisogna sapere anche prenderci in giro…..:-)
June 24th, 2008 at 3:56 pm
Meno borghesi??? Huahuahuahuahuahuahua!!!! BASTAAAAAAAAAAAAAA………….
June 24th, 2008 at 4:01 pm
CHE DELUSIONE !!!!!!
UNA DOMANDA A DANILO , MA SPERO CHE TI SIANO STATI DONATI GLI OCCHIALI CHE HAI NELLA FOTO .. O NO? SPERO CEH A TUTTI SIA STATO FATTO IN DONO UN PAIO DI OCCHIALI , ANCHE SE NON CREDO VISTO CHE POI LO STAND SAREBBE RIMASTO SENZA CAMPIONARIO .. BEH PECCATO , FARANNO ANCORA A TEMPOI A SPEDIRVELI A CASA ..
Ho letto e ascoltato intervieste a video di I.I. Lapo , beh devo dire che mi e’ stato detto che questo non e’ il blog di Lapo , quando Lapo in piu’ intervste dice che HA UN BLOG .. questo poco cambia , pero’ e’ la coerenza che non vedo .. dictat etc etc spirito libero e tutto quello che vuoi , pero’ alla fine non credo che sia giusto criticare altri come ha fatto con Tod’s e dire che gli stilisti prendono per culo il made in italy .
a Lapo sono state fatte tante domande , mi permetto di farne una a lui e spero abbia il tempo per rispondere .
cosa sia il madein italy per I.I. ancora io personalmente non l ho capito se non quello di far produrre in italya , quindi secondo questo un kimono potrebbe essere italiano se fatto fare in italia ? non importa cosa purche sia fatto in italia e questo secondo i dictat di Lapo , giusto ??
car shoes made in italy .. !! smoking in felpa , gia cmq proposto da bikkerberg e da altri … e’ anche vero che e’ ben difficile “inventarsi ” qualcosa nel campo della moda come in altri campi .. quindi I.I. vuole rilanciare cosa ? il made in italy , pero’ sembra che questo made in italy secondo I.I. non riuscira a stare al passo perche diventa troppo caro .. quindi !? come si fa’ a dire bisogna produrre in italia e rilanciare l italia , quando poi questo diventa un rilancio ben costoso forse troppo , TROPPO !!
a me personalmente quello che mi affascina e tutta questa fantastica campagna di rilancio prodotto Lapo , trovo che sia stata pensata bene pero’ fino a dove arrivera’ ??
si sono fatti vari video i famosi 90 giorni con Lapo , bene seppur e’ stato detto che per via dei tempi non si sono mostrati i processi creativi di I.I. , pero’ si e’ avuto il tempo per far vedere una partita di calcio , un camapgna pubblictaria nella casina valadier , che ben non si e’ capito chi ha fatto o creato questa campagna , immagine e tutto il resto , come tra la ltro in ogni cosa che viene presentata da I:I. Lapo non viene mai detto da dove nasce ma sopratutto da chi … insomma se ne parla ma senza mai firmare nulla per non cadere nel falso .. un girare attorno a cosa , una volta alla creativita’ , un altra alla moda , al made in italy etc etc …. MAI viene detto o spiegato come nasce , per esempiuo il vaso .. da chi e come e stato concepito .. anche se insomma si sa’ poi ben da chi , ma se poi si cita FACTORY e’ giusto se viene interpretata come Andy che si appropria di tutto quello che entra nella factory solo per il fatto che lui l ha aperta o creata ..
INCREDIBILE , FATASTICA .. e tutti gli aggettivi inutile per definire cosa .. mi piacerebbe sapere come mai INCREDIBILI .. dalle persone che dicono cosi di un I.I. pitti Lapo .. cosa ci trovate di cosi incredibile ???
e’ vero che Danilo (fucsiaman) dice che personalmnete come a tanti altri compreso me , si sta in questo blog per il solo piacere di perdere tempo senza essere pagati e tutto il resto .. pero’ non mi sento di dover per forza dire INCREDIBILE di qualcosa che di incredibile ha ben altro ..
mi piacerebbe che qualcuno mi dicesse cosa trova incredibile .. perche poi la cosa diventa come la rticolo di MAX , dove in molti si sono snetiti offesi gridando allo scandalo ..alla fine che impressione puo avere uno o una che entra in questo blog di Lapo e legge .. e poi va a cercare dove sono queste incredibili cose .. dove?il mio spensierato giudizio della rassegna Pitti e’ una sola .. DEJA VU? e nulla di che … e visto che Lapo ha il tempo e il denaro s everamente vuole rilanciare il made in italy dovrebbe far fare (perche non credo lui abbia il tempo ) una ricerca su i prodotti italiani , nel campo della moda visto che alla fine e’ quella dove puo’ spaziare meglio … un occhiale ray ban diventa italiano solo perche e’ fatto in italia ? made in italy ?
insomma mi piacerebbe che Lapo rispondesse .. o qualcuno per lui .. ogni volta e’ smepre la solita fola .. made in italy .. boh! rilancio dei giovani ! boh .. poi alla fine si fa come smepre .. si gira per il mondo si prendono idee di qualcuno che e’ davvero creativo e poi una volta impossesati di questa la si lancia con altro nome o con altro natale .. mi vengono due di tanti esempi che potrei fare .. in italia PLATINETTE che si e’ approprita dell immagine precisa precisa di DIVINE .. personaggio trav americano famoso nel mondo meno che in italia dove appunto Platinette ne ha fatto la copia precisaq .. personaggio tra la tro davvero creativo .. a londra oltre a vederlo accanto alle cartoline dei punk come souvenirs ha fatto per la prima ed unica volta un film in odorama e non ultimo re-make hair spray … immagine -odori .. pero’ siccome era poco conosciuto in italia qualcuno se ne appropriato .. vabbe’ .. altro .. space invader che ho visto nel concept store di colette .. ma ce’ tutta una storia dietro .. a parte il gioco che forse non tutti hanno avuto l opportunita di conocere , ma da quello che vedo nella foto ricordo , molti ne hanno avuto l occasione .. beh a parte il gioco ce’ stato un personaggio a parigi che spargeva tutta la citta in ogni parte facendone una matta ..di space invader .. negli angoli delle strade etc etc .. mattonelle affisse etc etc .. una vera e propria invasione che si espanse oltre i confini di parigi , era diventato un vero street cult .. nato dalla mente creativa di qualcuno .. c era una vera e propria cultura , mappe e seguaci ..fino alondra .. e visto che parigi era tapezzata di space invader perche non renderla chic da colette .. ? nessuno certo ne puo’ prendere la paternita nese non chi davvero ha ideato il gioco .. pero’ credo che nel processo creativo e nel affrontare polizia e notti fredde andando in giro a tapezzare parigi .. insomma alla fine come si chiama ?
June 24th, 2008 at 4:30 pm
A me gli occhiali sono arrivati stamani, insieme alla cintura di corda…..
June 24th, 2008 at 4:35 pm
Piper: ti devo una risposta o forse più di una. No, non ci è stato donato niente. Non credo che ci dovesse essere donato qualcosa. In fondo eravamo lì come amici e tra amici non è necessario un regalo (o no?). Tu che ne pensi Piper? Davvero. Se ci fossi stato lì (e credo che tu non abbia potuto perchè a tutti noi e loro avrebbe fatto veramente piacere conoscerti), avresti veramente ritenuto di dover avere un regalo?
E poi, sinceramente, quegli occhiali (come vedi) mi stanno veramente male. Non avrei potuto accettarli. Sai, gli occhiali sono molto personali. Non è detto che se qualcosa è buono e di marca debba per forza starti bene… eheheh
Quanto al resto, forse sarebbe bene che ti rispondessero loro. Io posso solo dire che molti dei rilievi corretti che tu poni ci sono stati spiegati alla visita e ciò che a prima vista appare scontato, ripetuto, deja vu, banalmente normale, per un qualche motivo tecnico diventava un piccolo fenomeno di ricerca e tentativo di superamento dell’interpretazione merceologica. Davvero. La visita a Firenze, al di là del test CNR sulla resistenza dei corpi immersi in un fluido gassoso alla temperatura di 40 gradi, è stata utile proprio per capire gli oggetti, a partire dal famoso vaso e la difficoltà di arrivare a produrre quelle cose nella maniera in cui sono state pensate.
Sono d’accordo con te Piper: qua nessuno inventa nulla. Tantomeno gli artisti oggi sulla breccia. Posso consigliarne uno fantastico anche se graficamente tradizionale, Dino Valls. E un altro, uno street artist invece, Banksy. Mettiamoci anche Plensa, va. Eccezionali. Ma se li osservi bene, al di là della genialità ricorrono a tecniche e significanti tradizionali. Qualcuno potrebbe dire deja vu.
Allora possiamo cominciare bene a pensare che nell’Arte come nella creatività in genere sia necessario ricorrere al concetto di idea, di pensiero significante, significato, di teoria, magari senza cadere negli estremi dell’arte puramente concettuale che abortisce completamente l’importanza del media, della raffigurazione, ma iniziando a dover credere che ciò che si crea in fondo è (ormai?) rielaborazione di qualcos’altro e l’originalità risiede spesso “solo” nell’idea e non nel media.
Tanti stilisti rielaborano modelli visti altrove, nelle loro visite in Oriente ad esempio o presi da fumetti, o da film o da chi ti pare. E’ storia di sempre. Un pantalone giallo è un pantalone giallo. Ovunque. La differenza in cosa può esserci? Nel tessuto, nelle rifiniture, nella colorazione, nelle prestazioni. In cos’altro?
Bene, queste cose ci sono state spiegate e, fidati, le differenze di “idea” con altre soluzioni standard e non, ci sono. Forse non appare dal sito o dalle “spiegazioni” vagamente spottesche di ciascun oggetto.
Poi per quanto riguarda Lapo, il blog, e la sua vita bisogna che lui ti risponda personalmente. A me interessa poco quell’aspetto. Come hai ridetto tu giustamente, siamo qui a “perdere” tempo perchè nonostante tutto ci piace confrontarci su vari temi in maniera professionale e costruttiva.
Tu, ad esempio, perchè non suggerisci qualcosa? Perchè non ci parli della tua arte? Del tuo modo di intendere il Made in Italy, la creatività, l’ideazione, la raffigurazione del pensiero, l’ermeneutica del tuo credo? Ma in modo propositivo. Fai esempi. Non c’è mica sempre bisogno di andare contro qualcuno per dire cose giuste.
O sbaglio?
p.s.: Giamila. Io mi sono risentito perchè l’immagine che ne è venuta fuori non è quella di un blog dove, nonostante molti o alcuni intervengano a lodare Lapo qualsiasi cosa respiri, altri da tempo parlano di cose serie in modo ironico e gentile, dando però notevoli spunti di riflessioni su questioni anche ministeriali. E nessuno sa se chi interviene qui ha veramente o no cariche e incarichi di tale genere. Non è dato saperlo. Non è richiesto. Ci si dà del tu. Finisce lì. Ognuno si costruisce il suo micromondo in questo blog e lo illustra per quel che vuole e sa fare.

Questo è questo blog. E nonostante io scherzassi sulle sneaker fucsia, l’unica immagine pilotata che ne è venuta fuori è quella di un luogo di ebeti adulatori. Che lo sciopero (scherzoso ovvio) insegni che qui di lapodipendenti ce ne sono veramente pochi. Ed almeno io non sono tra quelli.
June 24th, 2008 at 4:54 pm
Grande Verticelli mi è piaciuto molto l’intervento a Giamila sposo le tue parole….Piper mi fai solo scassare dalle risate ancora che ti chiedi che cos’è questo made in italy????Ancora che non comprendi le difficoltà grosse a produrre il made in italy in italia!!!!!Ragazzi secondo me il CavaliereBerlusconi non c’è la fà….ho questa sensazione anche se spero di no…..
June 24th, 2008 at 4:58 pm
Per gli occhiali vorrei tanto provare quelli al carbonio come mi stanno!!!!Pitti era l’occasione!!!Purtroppo persa x poco!!!!!!Venivo solo da due notti insonni di cui una passata a lottare in strada e mi sono messo al volante destinazione Firenze…..e poi ho solo girato paesini e sono in un posto splendido dove la gente è piena di gioia dentro e ti regalano sorrisi e attenzioni non comuni…..Spero che ha molta gente triste possa tornare il sorriso!!!!!!!
June 24th, 2008 at 5:44 pm
DINO VALLS e’ carissimo amico .. suo figlio porta il mio nome in onore e a roma due volte sono stato con amici portatore dei suo dipendi .. DINO .. e’ fantastico pensa che volevo proportelo ma non sapevo che potesse piacerti ..
June 24th, 2008 at 6:07 pm
grazie danilo vercelli.
p.s.: gli occhiali ti donano. sei un uomo in technicolor se non stanno bene a te a chi?
p.p.s: le sneaker fucsia sono fondamentali. io le ho e le metto con tutto.
June 24th, 2008 at 6:18 pm
Fabrizio non hai letto .. cmq diemmlo tu cosa e’ questo MADE IN ITALY ? fatto in italia (traduzione ) , quindi come ho scritto e non hai letto , basta che sia fatto in italia per poter essere made in italy ? .. un kimono puo’ essere un made in italy ? beh quando risponderai forse capiro’ .
danilo , mi fa estremamente piacere che tu apprezzi Dino , per me e’ notevole se non altro e’ il vero fenomeno … a questo punto mi chiedo se conosci Dino e magari hai visto o partecipato a qualche sua mostra a Roma oppure conosciuto cosi in rete o per visto in qualche casa .. se hai visto qualche mostra allora sono sicuro che sei stato a casa di massimo … non dico altro e sentimo che dici ..
per quanto riguarda quello che hai detto e’ vero .. tutti un po’ ci si ispira a qualcosa visto o vissuto .. l arte e’ come la nostalgia .. la si prova solo se si sono vissute belle epserienze o visto belle cose .. un pantalone giallo e’ come dici tu un patalone giallo potrebbe essere innovativo solo quando sara’ a tre gambe .. eheh si .. il tingere su capo .. ecco anche questo non ne sono sicuro ma non credo risalga a qualcosa di italiano … vabbe’ … mi informero’ .
l altra sera ho visto un bellissimo film .. LA RAGAZZA CON LA PISTOLA … con l assonante voice GIRRLLL WITH THE GUUNNNN … non so’ se l hai visto , forse si e forse non lo ricordi bene , ma ti faccio una sintesi .. nel film se vogliamo parlare di mode e modi , 1967 non ce’ nulla di nuovo nel 2008 , nemmeno la mini minor che viene usata quando la Vitti diventa una donna emancipata ma moderna e civile .. del resto tutto e dico tutti era nuovo al tempo e riproposto nel tempo fino ad oggi .. quindi in effetti diventa difficile inventarsi qualcosa di nuovo .. a meno che non si parli di tecnologia .. per il resto tu meglio di tanti altri qui sa che il mio DEJA VU’ e’ molto provocatorio , perche alla fine credo che abbia piu DEJA VU? tu che Lapo , se non altro per la differenza di eta’ …
quindi non mi saro’ spiegato bene o forse non sono stato compreso , ma ripeto che non riesco a capire cosa vuol dire madein italy o il rivalutare il made in italy , perche daquelo che si dice o che dichiara basta che sia fatto in italy ….. e non e’ cosi perche alla fine non si puo’ pretendere un car shoes , uno smoking , e poi dire made in italy … alla fine forse all inzio sono stati piu’ made in italy Dolce e >Gabbana quando e dico all inzio attingevano alla sicilia .. come colore forme etc etc .. beh forse quello e’ il made in italy ? forse il made in italy e tinte scure , coppole e veli ??? i colori non sono mai stati il ITALIAN forte .. quante volte abbaimo criticato i vari svedesi tedeschi svizzeri per le loro combianzioni di colori o detto .. solo un tedesco puo portare delle cose cosi colorate … insomma dopo la pizza e il mandolino qui non si e’ visto nulla di nuovo … adoriamo il sushi .. quando le dicerie erano ..bisogna cuocerlo bene altrimenti .. carne alla texana al sangue che schifo .. adesso sushi sushi e l abbaimo avuto il pinna gialla sotto gli occhi per anni ed anni .. esportato e chidendodci come mai i giapponesi lo paavano cosi tanto e come mai era cosi facile spedire fresco il tonno pinna gialla a tokio rispetto ad arrivare in continente .. aheheh
cosa potrebbe essere il made in italy ..? il produrre in italya secondo Lapo .. beh ti faccio un esempio gia cmq riportato .. mi piaccino le scarpe e piu sono starne nel senso che meno ne vedo in giro piu sono contento , un po tu con il fucsia … quindi mi faccio fare delle scarpe in california .. sono made in italy ? No ma sono hand made di sicuro a pezzo unico .. e modello che voglio .. beh ho cercato di farmele fare da maestri calzaturieri italiani .. uno il classico calzolaio non esiste piu s enon un qualche tunisino che risuola e quando vai a chiedere ti viene detto che non e’ conveniente .. almeno per loro , e magari tu non fai una piega se ti dicono .. 300 euro al paio .. e nonostante dici ok ti dicono NO ..
forse il made in italy e il ritrovare l amore per il nostro paese , una sorta di patriotismo economico .. o no?
sta di fatto che pur facendo fare le scarpe in california da un armeno a pezzo unico e pellame del colore e dico colore (ce0 anche il fucsia materlato con allacciatura a bottoni classico tipo dandy ..immagina ) con spedizione e tutto , mi vengono a costare meno delle tod’s .. e tieni conto della tassa che devono pagare gli americani per altro molto alta per importare pellame italiano del quale sono fatte interamente le scarpe californiane …
cmq danilo dimmi come sei venuto a conoscenza di Valls e se sei stato a roma a vederlo..sicuramente dal mio amico e spero tuo Massimo.
cmq il figlio di Dino si chiama Guillermo como yo ..
June 24th, 2008 at 7:02 pm
Conosco Dino per esempi fotografici Mi è stato fatto vedere da amici che si occupano di arte (thanks Nico). Quindi non sono stato a vedere le sue mostre. Io e lui facciamo cose molto diverse. Le sue estremamente più complesse dal punto di vista tecnico. Rinascimentali e espressioniste per alcuni versima con accenni ironici e concettuali che le rendono contemporanee. Io parto da dove lui arriva. potrei partire dalle sue immagini per volare altrove… e con altri mezzi.
Non dovremmo annoiare i blogger su questa cosa però che riguarda solo noi due. Lo conoscerei volentieri un giorno. Magari quando faccio una mostra a Roma me lo porti…
Due parole sulle scarpe californiane (delle quali però ora mi devi dare l’indirizzo ed il sito). E’ vero che il gusto non ha patria. Ma è anche vero che certo gusto e certe rifiniture sono state patrimonio dell’artigianato italiano e non puoi negarlo. Come tutti i massimi pittori dei secoli scorsi venivano in Italia a studiare i classici rinascimentali e medievali, ciò che succede al mondo, per esperienza diretta o sentito dire, ha qualcosa a che fare con la manualità italiana che, bada bene, è solo italiana.
Tutto nacque qui o al limite in Francia. Certo, le scarpe (e in questo può aiutarci l’assente Stefano) hanno una tradizione britannica sulla quale originalità non scommetteri molto. Però le rielaborazioni, le famose rielaborazioni, hanno avuto in Italia il campo per la massima diffusione e ricerca. A Roma ci sono artigiani (Daniela per la precisione) che conservano le “forme” dei piedi dei grandi attori americani passati di lì. Ferragamo a Firenze ha vestito i piedini di migliaia di personaggi famosi delmondo intero. Domanda: perchè Daniela? Perchè Ferragamo? Deve pur esserci qualcosa che lega l’Italia e l’italianità alla fattura di beni di lusso o comunque di “gusto”. Non so di preciso dov’è il link. sarebbe oggetto di una tesi di psicologia economica forse o di non so che cosa.
Quindi sono convinto che il tuo fornitore californiano (se fa le scarpe fucsia lo sposo in bigamia) ha “sciacquato” qualche panno in Arno prima di fare lo “zapatero” (o lo schoemaker se vuoi) di classe.
Ma sai perchè ti tocca andare in California (si fa per dire) per farti fare le scarpe di classe a poco prezzo? Perchè la classe politica italiana, demagogica e populista, ha puntato nei decenni passati sulle masse industrializzate e non sull’eccellenza. Le masse, si sa, portano voti “in massa” appunto e sono facilmente gestibili da sindacati accondiscendenti il potere partitico. Basti vedere che i principali leader sindacali del passato sono oggi piazzati qua e là sotto le tessere dei rispettivi partiti.
Vergogna. Non è anche questo un conflitto di interessi? come può una persona “servire” il lavoratore che è evidentemente in conflitto (virtuale si intende) con le istituzioni e poi diventare parte integrante di quelle istituzioni?
Quei sindacati hanno scommesso sull’industria dicevamo e la manualità artigianale è andata a farsi fottere. Oggi, che l’industria ormai non ha più motivo di essere, almeno in questo modo obsoleto, avremmo avuto bisogno di scuole di artigianato, di artigiani, di manualità eccelse. Non abbiamo più nulla. Nada de nada. Niet. Rien.
Caro Piper, quando ritorneranno i buoni vecchi artisti calzolai, ti accorgerai che le scarpe fatte qui sono migliori e le pagherai lo stesso prezzo. Utopia? Chissà…..
Sennò ci sono sempre le scarpe sushi di Prada e compagnia bella….
June 25th, 2008 at 1:36 am
Non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire.
Spero Piper che la tua domanda inerente ad un possibile cadeau (gli occhiali) da parte di I-I a noi blogger partecipanti a Pitti sia stata solo una provocazione…perché se davvero dovessi reputare corretto, doveroso o elegante che un’azienda regali oggetti della sua collezione agli invitati ai suoi eventi, proverei imbarazzo per te. Sarebbe un’ingenuità alquanto infantile, ( oltre che costituire un duro colpo ai costi aziendali..). Il regalo, Lapo e tutti i ragazzi di I-I, ce lo hanno fatto nel momento in cui ci hanno dato questa grande opportunità di partecipare a Pitti, di ricevere una descrizione dettagliatissima su ogni prodotto da parte di un Giovanni ineccepibile, nel momento in cui ci hanno dato la possibilità di testare con mano, pronti a rispondere ad ogni nostra curiosità, oltre ad averci offerto il pranzo, spuntini e bevande di ogni genere ( ma queste sono piccolezze ). Suggerisco di farti invitare ad evento della stessa portata da una qualsiasi altra azienda italiana e poi mi dici con cosa sei tornato a casa….anche se lo so già….
Oggi nella moda nessuno inventa nulla. L’innovazione e i cicli frenetici insiti nella natura della moda hanno fagocitato la moda stessa, spingendola ad una sorta di meta-pubblicità, un’auto-citazione, un revival. Ed il made in Italy promosso in generale dalle nostre aziende non fa certo eccezione.
Cosa vuol dire made in Italy? Non ho la presunzione di pensare con la testa di Lapo, ma sicuramente tra le varie accezioni che questo significato può avere, c’è anche l’ideazione, la progettazione, la realizzazione, la fabbricazione tutto completamente in Italia. Ti sembra una cosa così strana e superficiale? Forse adesso lo è dato che le maggiori imprese italiane, per sfruttare le economie di scala e ridurre i costi a fronte di guadagni sempre maggiori, esternalizzano di tutto. E’ così allora che il made in Italy deve presentarsi al mondo? Con capi fatti in Romania piuttosto che nell’est asiatico? Se Lapo aspira a diventare portatore del made in Italy nel mondo, per essere coerente con tale progetto, deve per forza e per convinzione creare e realizzare i suoi prodotti nel bel paese. Per questo ha ragione quando dice che i suoi prodotti sono degni di portare il tricolore italiano a dispetto di altri. L’attacco a Tod’s? Può essere corretto oppure no, condiviso oppure no. Ma è giustificato. Ha tutto il diritto di mettere all’erta i consumatori italiani da chi li prende per il culo vendendo un mocassino ad una cifra considerevole spacciandolo per fabbricato in Italia quando invece viene commissionato dall’azienda all’estero, e che magari lo paga un terzo, un quinto, un decimo del valore con il quale viene poi immesso sul mercato. Se tu stesso dovessi comprare un mocassino in pelle ti rivolgeresti, quasi a parità di prezzo, ad una marca che ti garantisce la completa fabbricazione in Italia oppure ad una marca più affermata che ha dalla sua solo il nome, ma a ben vedere oltre alla parvenza della qualità non si sa molto altro? (questo sempre che tu sia in cerca di un prodotto vero made in Italy, altrimenti solo uno stupido può comprare una scarpa da Tod’s se principalmente gli va bene anche la scarpa in gomma che vende il cinesino al mercato..). Ti faccio un esempio tipico di made in France : Hermes, azienda di settore del lusso, ha mantenuto un altissimo livello qualitativo dei prodotti, che vengono realizzati a mano, e dico a mano, in Francia, in fabbriche di proprietà e a richiesta possono anche essere su misura. Vai un po’ a vederti i prezzi, anche di un semplice foulard…
Hai nominato poi se non erro Car Shoe…azienda che guarda caso non è stata citata da Lapo in termini negativi perché, aldilà delle preferenze, è una marca italiana, creata da un italiano, Gianni Mostile, artigiano vigevanese, acquisita di recente dal gruppo Prada…
Si parla poi ancora una volta di prezzi troppo elevati. Mai sentito parlare di posizionamento di mercato? Di fasce di prezzo? E’ ovvio che I-I abbia deciso di scendere in campo posizionandosi in un determinato segmento di mercato (quello dei beni ad alta fascia di prezzo, di alta gamma), ha portato avanti un chiaro posizionamento di marca nella testa dei consumatori e di conseguenza si è scelta i rispettivi competitors. Non riesco davvero a capire dove stia il problema. Ci sono delle marche e dei prodotti che nascono per soddisfare un determinata fascia di mercato, che può essere il mercato del consumo di massa; ce ne sono altri che sono indirizzati ad una nicchia di mercato. E’ sempre stato così. Forse c’è qualche controindicazione nel chiamarsi Lapo Elkann che porta all’impossibilità da parte sua di realizzare dei prodotti di alta gamma..?…
I processi creativi poi di I-I erano un po’ difficili da vedere nello speciale di Fox Life, dato che questo si basa, ancora una volta, sull’altra azienda di Lapo, Independent Ideas, per dirla alla buona organizza eventi pubblicitari e nell’ultimo il cliente era Breil Milano…
Quello che mi dispiace ancora una volta è che si passi più tempo ad immaginare chissà quali macchinazioni, quali inganni, quali falsità protese tutte per rilanciare la figura di Lapo. Ma sai cosa potrebbe fregargliene a lui e cosa personalmente ne importa a me della sua vita privata? Io giudico, osservo, critico, apprezzo quello che una persona è in grado di fare col suo lavoro, non quello che si presume abbia fatto in privato, in un momento di debolezza magari. Meglio lui a questo punto di altri ipocriti che dietro la maschera dei bravi mariti, degli impiegati modello, dei cittadini perfetti si macchiano di chissà quali oscenità. E mi dispiace soprattutto che, aldilà della preferenza e del gusto personale che sono qualcosa di esclusivamente soggettivo, il suo lavoro e quello del suo staff venga giudicato, e a volte denigrato, utilizzando principalmente stupidi pregiudizi legati soltanto alla sua immagine di personaggio pubblico.
Scusate il lenzuolo.
June 25th, 2008 at 9:00 am
Alix,oltre a salutarti con piacere ti faccio i miei complimenti per la chiarezza nell’esposizione del concetto di “Made in Italy”, ancge perche’ noto che molti dopo interi post sull’argomento ancora non ne hanno afferrato completamente il “concetto” ed il suo reale “valore aggiunto”.
A presto.
June 25th, 2008 at 9:23 am
Piper, non posso che “sposare” lo scritto di Alix, ma non per cameratismo o partigianeria (così si assicura il bypartisan), solo perchè sono cose sensate che anche tu, in fondo e al di là delle provocazioni artistiche che io e te siamo abituati a fare (ma è una questione genetica lo so), non puoi che condividere.
Lo spunto oggettivo di tutto ciò, quello che in fondo può interessare l’anonimo lettore del blog, è che le cose da noi viste, hanno realmente uno studio a monte e che, per decisione dell’azienda e per costi effettivi, si collocano in una fascia di prezzo medioalta. La stessa, per capirci, delle borsette griffate costate 30 euro e vendute a 600.
O si decide di abolire la fascia alta e di vestirci tutti con la tuta blu di Mao, oppure finchè esisteranno il mondo della moda, le griffe, i beni di lusso o spacciati tali ognuno ha diritto di fare i prezzi che gli pare salvo verificare sul mercato l’efficienza della propria politica di vendita.
Tutto questo, ovviamente specificando che siamo tutti ben coscienti delle problematiche del mondo di oggi e del fatto che un bel po’ di gente (compresa la francese che da qualche giorno staziona sui gradini della chiesa giusto davanti casa mia) non arriva alla fine del mese o ha problemi di occupazione o semplicemente di dare un senso alla propria vita. Ma in quest’ottica bisognerebbe ripensare tutta la Società e darsi altre priorità.
Non credo sia obbiettivo che la I-I o Prada possano darsi.
Possono certamente fare delle cose utili. Possono aiutare chi ha bisogno attraverso fondazioni, questo si. Possono promuovere progetti sociali o culturali. Ma il senso del vivere quotidiano, quello rimane indipendente da certi temi e, sinceramente, ad un mocassino Prada fatto fare ai cinesi di Prato, preferisco un mocassino Arfango fatto fare direttamente ai fiorentini.
Poi in subordine mi catto le imitazioni crocs (fucsia) a 6 euro per stare in casa o posso andare (non io) in giro con le espadrillas tutto l’anno. Di solito le persone non si giudicano dall’esteriorità, anche se questa dà un’idea delle personalità.
Come giustamente ha detto Giovanni, non è necessario griffarsi completamente. Anzi, la personalità si vede nel saper scegliere le giuste cose a prescindere da chi le fa.
Concordi?
June 25th, 2008 at 11:04 am
Brava Alix! Condivido in tutto e per tutto.
June 25th, 2008 at 11:48 am
Bonjour a tutti!
Scusate il ritardo con cui mi unisco a voi, ma sono rientrato solo ieri da un giretto oltre Manica…e per questo un grazie in particolare ad Otto che così “carinamente” mi ricorda durante le mie assenze (e questa volta pure a tono, visto che una puntatita dai calzolai londinesi l’ho proprio fatta, sebbene senza acquisti…
)
E’ ormai tardi per aggiungere qualcosa alle righe già apparse, anche perché non saprei aggiungere di meglio a quanto detto da Alix e da Otto: approvo e sottoscrivo in pieno, ma proprio ogni singola sillaba.
E ne sono pure felice: tempo addietro, qui, in qualche post, ebbi modo di sostenere proprio ciò a cui Otto è arrivato con la sua - al solito mirabile - sintesi della visita a Pitti (mmh, che invidia quell’occasione così intensa!). Avendo conosciuto ciò che si fa - sottolineo il verbo - presso I.I (o in altre aziende serie) è più semplice apprezzare i prodotti piuttosto che criticarne gratuitamente l’inutilità, la non eticità, la non originalità. Andando oltre la provocazione ad ogni costo, solo per andare “contro” a qualcosa, o qualcuno, credo che si potrebbe capire ed accrescere pure la nostra cultura e sensibilità.
Mi compiaccio quindi nel vedere Otto che apprezza occhiali e candelieri, quando tempo fa non ne vedeva utilità o giustificazione.
E forse, consentimi Piper, dovresti imparare da lui: conosci, documentati, cerca di capire andando incontro, non contro, ai concetti e vedrai che - forse - ad alcune domande ti risponderai da solo…
Infine, vi faccio i complimenti per la bella foto: siete eccezionali…soprattutto i due superEroi incravattati!! (Diteci la verità, avete mimetizzato dei condizionatori nelle fodere, vero?!)
A presto,
Ste.
p.s.: Giulia, non ti ho citata direttamente solo perché sto correndo a prepararti un nuovo cocktail con cui brindare…a dopo…
June 25th, 2008 at 1:24 pm
Non so io continuo a non seguire e non capire certi passaggi che si sono avuti dal post su Giamila fino ad oggi….
Condivido al 100% le parole di Alix. Ma consentimi , cara ALix, una domanda: vale la pena rispondere alle sortite aleatorie di Piper?
Ha senso fomentare un commenti su di un articolo che non rende come dovrebbe le menti che compongono questo blog?
Ha senso proclamare uno sciopero goliardico perché Lapo non si é presentato all’incontro blogger?
Ha questa domanda ha perfettamente risposto Antheus. Io aggiungo che ho appurato con i miei occhi cosa significhi avere Lapo allo stand….. Il delirio totale… Proclamare uno scipero, anche se goliardico e ironico, é secondo me aumentare quell’allure del personaggio e fomentando altri commenti (eventuali) sull’asservimento dei blogger verso il Capo….
L’ho scritto anche ad Antheus: io non mi ritrovo piu in un gruppo fatto di persone, credo, piuttosto ineligenti e che abbiano da dare molto a questo blog e a II….
Come Danilo piu volte ha commentato nessuno ci paga per essere qui…. noi, con i nostri commenti arricchiamo una azienda (altrimenti non avrebbe senso un blog aziendale) e l’azienda arricchisce noi postando argomenti interessanti e facendoci partecipi della loro attività grazie a degli incontri.
Non ho avuto risposta da Antheus e questa cosa mi é dispiaciuta molto….
Credo di aver dato del mio a questo blog. Sono sempre stata molto onesta e sincera nello scrivere e i miei pensieri non sono mai giunti dall’ipocrisia ne dall’emanare GIUDIZI, ma semplici ragionamenti che il mio modo di essere hanno generato…..
Epilogando avevo scritto la mia esperienza al Pitti dove raccontavo i piccoli sacrifici, le umiliazioni, ma anche le soddisfazioni che questa esperienza mi ha lasciata (incontro blogger compreso, del quale ancora non ho ringraziato Giovanni e Antheus…. pardon se non l’ho fatto prima).
Questo a dire che quando si opera con convinzione, con sacrificio, con dignità, si puo camminare a testa alta e qualsiasi critica volgare e cattiva, stupida e provocatoria non può scalfire il principio del propio lavoro.
Credo che questo é un bel gruppo di menti umane che non dovrebbe scendere a fomentare provocazioni che lasciano il tempo che trovano. Perche giustificarsi alla superficialità se si lavora bene?
La risposta di Giamila mi ha fatta riflettere molto.
Non so se posterò dinuovo, forsi si forse no….. Ma grazie a tutti per cio che avete contribuito a dare anche a me.
June 25th, 2008 at 2:59 pm
Stefano, per inciso, continuo a non approvare occhiali al carbonio e candelabri, francamente abbastanza in-utili nel panorama del design generale. Sono tuttavia “prototipi” di una ricerca e come tali hanno il loro giusto prezzo. Tant’è che gli altri occhiali costano “meno”.
Ciò che non è mai passato per queste pagine (e neanche per quelle loro) è proprio il concetto di prototipo in luogo di quello seriale.
I candelabri sono fatti a mano uno per uno. Sono quindi una serie di prototipi, per capirci. Ovvio che quel prezzo non è affatto un parametro “normale”. Chi ce li vuol spendere ce li spenda. Io no. Appoggio le candele nel moccolino e via così.
Lo stesso per gli occhiali.
Non sono quindi oggetti di consumo e tantomeno di produzione. Sono oggetti e basta. Follie. Ricerche. Sono lì e cambia poco se qualcuno li compra o no. Ci sono….
Fermo restando che esiste comunque un’etica generale all’interno della quale occorre anche calarsi per non perdere il contatto con la realtà.
Giulia: non capisco. Veramente non capisco perchè “stai” così. Si scherza e si gioca e si parla. O forse c’è un’etica della serietà per cui ogni intervento deve rigorosamente essere serioso e realistico?

Hai forse creduto che lo sciopero fosse una cosa seria? Ci abbiamo giocato tutti volentieri e senza affanni e scherzosamente siamo tornati a scrivere. Sappiamo bene cosa voleva dire avere Lapo a Pitti. Certo.
Ciò non toglie che il nostro apporto all’azienda, come dici giustamente tu, non è indifferente e tutti noi vorremmo avere il piacere di scherzare un po’ con il 69% di questa azienda. Cos’è pensavi ad uno sciopero vero e proprio? Una metafora.
Di Giamila (che spero ogni tanto ci osservi ancora) abbiamo parlato spesso.
Piper è una mente eccellente (lo dico dal mio basso eh) e quindi oltre che rispetto merita ascolto e risposte, argomentate, convinte ma nello spirito di dialogo. Cos’è, vogliamo passare sopra anche a lui?
Nessuno ha mai messo in dubbio il tuo pensare ed il tuo scrivere, così come quello di ognuno di noi. Rispetto estremo per tutti quindi.
Io di risposte di Giamila ne ho avute diverse e non qui. Le critiche devono essere argomentate. le risposte pure. Ora è tutto ok.
Rimane il fatto che questo è un semplice blog, mentre il petrolio aumenta, la Cina avanza, i ghiacci si sciolgono e il pianeta Nibiru si avvicina. Vogliamo trovare un po’ di ironia e allegria almeno qui?
June 25th, 2008 at 3:07 pm
@giulia
si sta sul blog per esprimere liberamente dei pensieri e si discute su opinioni o posizioni diverse dalla propria sempre con rispetto e senza offendere mai nessuno.
Delle volte ci si arrabbia,delle altre ci si espone seriamente e della volte si cazzeggia ( come nella vita).
I giudizi lasciamoli fuori perdonami,perche le affinita’sono rarissime(per fortuna dico io) e anche quando ci sono possono durare pochissimo..
Tutto il resto e’ noia.
Con affetto immutato.
HP
June 25th, 2008 at 4:31 pm
ecco vedete l unica che non portava gli occhiali e quella che alla fine (Giulia) e’ rimasta sul neutro , metre gli altri no .. chissa che sostanza ipnotizzante vi hanno innoculato con gli occhili .. PREGO LI VOLETE PROVARE .. ehehe
torvo che sia azzardato voler farsi portavoce del made in italy .. sottolinenado che il sound non e’ I.I. ma Ai.Ai .. e che l inizio di tutto sia stato deciso per il 4 liglio giorno dell indipendenza .. americana pero’ ….
“cara ALix, una domanda: vale la pena rispondere alle sortite aleatorie di Piper?” , no cara Giulia non vale la pena .
” io non mi ritrovo piu in un gruppo fatto di persone, credo, piuttosto ineligenti e che abbiano da dare molto a questo blog e a II…. ” , beh!ara Giulia senza occhili Ai .Ai , con la stessa attitudine che spesso avete avuto nei confronti di chi non vi dava ragione o di chi secondo voi attacava Lapo , beh ti chiedo cosa hai da dare a Ai.Ai. ? e quali sarebbero secondo te le provocazioni che lasciano il tempo che provano ‘ mi piacerebbe conoscerle …. perche sul fatto che qui ci siano persone intelligenti non ne ho mai avuto il dubiio , ma creo che ci sianoa cneh delle perosne un po’ presuntuose , che spesso sottilmente vogliono innalzarsi a chissa quale alta societa’ .. l ho vista ai balli … sono ospite di Lapo ( qualcuno fermato in stazione ) … io credo che qui al di fuori di tutto quello che puo’ essere la vita perosnale di lapo che sembra non interessare a nessuno ma sembra affascianre tutti … a parte questo .. si sespongono degli argomenti .. di ogni genere .. e quasi sempre che non c entrano nulla con l azienda ( come dite ) … attenersi strettamente all argoemnto ( secondo Giulia) .. super eroi e scarpe a NY … interessante .
spesso vedo e noto che o non ascoltate quello che si dice .. inteso come notizie dette da Ai.Ai o da Lapo per Ai.Ai , e che tutto per voi e’ solo provocazione alla vita di Lapo .. quando sebbene Lui dice con fierezza di avere un blog , giovane , e bla bla , e’ quello che alal fine meno gli frega del blog .. poi si dice
read my lips ( wow ) Piper .. questo non e’ il blog di Lapo ma di Ai.Ai .. adesso va bene tutto ma alla fine mi sa’ che siete un po’ confusi , non e’ perche conosce Dino Valls ( ehehe ) ma alla fine Danilo e’ quello piu’ se stesso e piu interessante nel porsi e nell ammettere su vari argomenti ragioni o meno ..
poi si legge anche cose del tipo (sempre quando non si ha una risposta) .. dignita’ , testa alta , provcazioni critiche , scalfire , frasi dette e ridette che alal fine sanno di tutto e di niente .. e che piu impersonali di cosi non si puo’ tant ‘e che le attacchi a qualsiasi situazioni .. un po’ come il neroc he va su tutto .. oppure nulla si inventa nella moda … e poi qualcuno dice … ECCO UNO SMOKING UN CAPO CLASSICO RI-INVENTATO IN TESSUTO FELPA .. etc etc …
poi si parla di ENZIMI NATURALI , FRUTTA E VERDURA .. come innovazione nella progettazione di un prodotto che dovra’ stare apputno per la naturalita’ delle tinte in una fascia alta .. quando l uso di enzimi naturali e’ stato un processo di ricerca delle varie aziende tessili per costi ed impatto ambientali sempre piu contenuti ( costi )… allora Alix sei davvero sicura che dovrei documentarmi o dovrei capire cosa e’ rivolgersi ad una fascia alta ?
perche io mi chiedo cos e’ made in italy .. perche non essendo documentato e soprattutto non avendo a che fare o avuto a che fare … uno degli obbiettivi del rilancio e non solo d Ai-.Ai per prodotti italiani e’ poter contenere i costi di produzione a discapito come diceva Danilo delle obrobrieta’ che hanno fatto i sindacati in italia e le varie inutili tasse .. gli enzimi vengono presentati come cosa nature-chic ma alla fine e’ solo pe poter contenere i costi .. e quindi vale ancora il produrre a 30 e rivendere a 600 ? … se e’ cosi allora l eticchetta made in itay e’ un valore aggiunto al prodotto … costa caro ma e’ made in italy ? e’ cosi ?
E’ mo,lto azzardato puntare il dito su altri , come e’ stato fatto .. spiegando quasi tutto e dico quasi tutto , e magari omettendo il .. basso costo di questi affasciannti enzimi .. dovuti anche al non costo di smaltimento etc etc , che non verra sicuramente ricaricato .. e allora perche non dire .. GRAZIE A QUESTO IL NOSTRO PRODOTTO POTRA AVERE UN COSTO ACCESSIBILE A TUTTI ..
Alix credi davvero che il voler essere portavoce del made in italy sia stare in una fascia alta di prezzo ? alla fine si ricade nel passato .. produzione minima , poco mercato .. copie straniere .. un prodotto deve essere made in italy per il mercato italiano .. essere un identita italiana .. il sentire .. ehy guarda e’ italiano … e non bla bla e poi alla fine .. sempre piu cinesi per costi e sempre piu turchi per gli stesis motivi e le fabbriche anche artigianali o meno chiudono .. come lo rilanci il made in italy ?
dicendo mi sono ispirato agli anni 70 quando Jacky Onassis … etc etc il suo stile bla bla .. per l uomo un modello ispirato ai classici intramontabili ray ban ma in tonalita FLUO ( coloratissimi era troppo sguincio da dire ) … i prossimi piumini per lo inverno saranno in materiale tecnolgico progettato in giappone …… Alix Alix !!!!
PS : avrei voluto esserci i stazione per vedere Honnette fermato dalla polizia , e che diceva di essere ospite di Lapo..ehehe adesso capisco perche ci sei rimasto male e perche hai proposto uno sciopero per la non presenza di Lapo .. vuoi metetre adesso come fai a certificare che sei stato ospite di Lapo senza avere anche una sola foto fatta con lui eheheh …
June 25th, 2008 at 4:40 pm
mi serviranno un paio di giorni per leggere questi post lunghissimi..
June 25th, 2008 at 4:45 pm
se dovessi prendere seriamente tutto cari Otto e Honnete non scriverei su questo blog già da un pò….. però sono rimasta e come é ben tangibile spesso ho scherzato e scritto ironizzando molti eventi che si sono presentati sul blog. Io ho espresso una mia opinione come tutti fanno, a prescindere dalla condivisibilità o meno…. ho semplicemente fatto presente che lo scherzo va bene ma con un limite altrimenti si rischia di cadere nel pesante….. Secondo me da un certo punto in avanti c’é stata una forsatura e una pesantezza nello scherzare….. Sto cercando di farvi comprendere usando una terminologia che possa sembrare piu familiare….. Il mio non era prendere seriamente la cosa ma dire ok abbiamo/avete risposto ad alcuni mesaggi provocati, si é scherzato e replicato in abbondanza….. poi non sono io che prendo sul serio scusate….. le serietà é bella fin che dura poco come lo scherzo…. Io non so come poter far comprendere quanto volevo…. forse ho un modo talmente diretto nel dire le cose che sembro sempre incacchiata…
June 25th, 2008 at 4:46 pm
PS: non rileggo quello che scrivo e lo faccio di botto e poi non sono italiano ne di nascita ne di studi quindi mi scuso ma qualche volta rileggo e mi meraviglio degli errori ma che alla fine potrei stare piu attento ma non ho l animo della dattilografa .. cmq scusate … ed se volete cercate di interpretare quello che vorrei esporre …
X danilo , in questo periodo non siamo a Roma ( abbiamo quadri di Valls para los amigos e due ce li ha chiesti per la copertina di un libro che ancora a dire il vero non ho visto .. magari non l hanno pubblicato .. ), presto ci saremo , spero che potrai fare un salto , ti faccio conoscere qualche persona che puo interessarti e tu a lui e lei .. per quanto riguarda le scarpe ti faccio avere il sito .. e come ti ho detto le puoi personalizzare in colori e pellame .. etc etc ..
ma vedo inoltre che non hai avuto il tempo di farti un giro per Pitti , che da quanto mi dicno non e’ Pitti dei primi tempi .. e’ molto piu fiera .. cmq , non sei andato a vedere lo stend di Fiorentini + Baker … non so’ se e’ un tipo di scarpa che ti puo’ piacere .. e non sono colorate ma ce’ un modello anzi due che ho ripreso gia varie volte ..
non ho fatto errori eheh bene bene
June 25th, 2008 at 5:05 pm
oh, sull’essere ospiti di Lapo si scherzava eh. Honnete lo diceva sapendo bene che non era vero e sorridendo come fa sempre. Mamma mia che serietà. Eppure siete giovini! E divertitevi un po’!
Piper dà spunti di riflessione non indifferenti, ai quali ovviamente non possiamo, nè dobbiamo, rispondere noi. Credo siano una buona occasione per spiegare bene alcune cose, sia sulla produzione che sui costi che sulla mission. Non credi Antheus?
p.s.: però anche se non eravamo ospiti di Lapo lo eravamo della I-I che è sua al 69%…. abbiamo solo evitato di citare il restante 31%. Diciamo una evasione e non una elusione…
June 25th, 2008 at 5:08 pm
@Piper de La Rey (metti un link raggiungibile)
Come avrai visto mi chiamo honnête provocateur proprio per il fatto che ci metto la faccia( sono anche nella foto di gruppo) e sono un Onesto Provocatore.
Ma conosco bene chi fa della provocazione un arte per mettersi in mostra come te ma che non passa certo inosservato a chi questo periodo’ mentale l’ha superato da un pezzo avendo capito che altro non era che un complesso di inferiorita mascherato.
Io non ti ho mai risposto perche’ avevo gia’ capito le tue intenzini poco oneste (intellettualmente chiaro).
Riguardo alla foto con Lapo e al fermo di polizia chiedi a Danilo perche’ o non sai leggere o ci fai.
Comunque io ho lavorato nel cinema per 25 anni e ho le foto con tutti i grandi nomi italiani ed esteri che non menziono perche’ forse non li conosci.
Credo che neanche Lapo ha le foto con simili personaggi anche per questione di eta’.
Giudicare le persone in maniera superficiale mi sembra un atto di poca intelligenza.
Ecco perche ti rispondo con questo tono.
Non sopporto la poca intelligenza.
E’ un mio limite purtroppo e me ne dispiace.
Saluti ad uno Sgarbi di serie C da un provocatore SANO ma soprattutto ONESTO.
June 25th, 2008 at 6:03 pm
Piper
su quanto hai scritto io non commento. Ti spiego perche: quanto scritto da me, sufficentemente spiega come la penso. Quindi ognuno di noi ha la libertà di commentare (scanso offese gravi) come ha la libertà di interpretare…… ognuno per se e Dio per tutti.
June 25th, 2008 at 7:51 pm
Patrizia la maglietta è fichissima!!!!!! E ha riscosso successo qui da me!!!!!!! grazie ancora del pensiero!!!! E Grazie ancora ad I-I!!! sempre in gamba!!!
June 25th, 2008 at 8:05 pm
Seguo questo blog dalla sua nascita, sono passati momenti in cui ho commentato e momenti in cui mi sono limitato a leggere attentamente sia i post che i commenti degli utenti. Devo dire che ci sono delle persone come Verticelli, Alix e Honnete Provocateur (senza trascurare tanti altri utenti) che meritano davvero rispetto e considerazione. Sul serio. Fra i vari commenti ho letto cose veramente intelligenti.. e di questi tempi sono davvero una rarità.
Complimenti sul serio. Ai vari utenti del blog ma anche a I-I che, mettendo a disposizione questo spazio virtuale, svolge la funzione di integratore di menti davvero brillanti!
Alessandro
ps. un saluto al mio amico Dimitris Zoz!
June 25th, 2008 at 8:05 pm
volevo scrivere aggregatore e non integratore.. sorry
June 25th, 2008 at 9:29 pm
Grande Piper scendi anche tu c on noi in strada a fare del casino a Torino!!!!!!Ma nei tuoi commenti traspare una certa confusione che fai sempre il madei italye allora Laspo..se dovessimo dire di lui…ma non diciamo e meglio….ma sai si potrebbe …Lapo sempre e solo lui il Grande Lapo Piper!!!!!!Un imprenditore Vero con i coglioni!!!!!!
June 25th, 2008 at 10:23 pm
ciaooo bibi …sono contenta ti piaccia…
cmq …il pensiero l’ho fatto col cuore a tutti …sapevo che eravate tutti simpatici e il piccolo omaggio ci stava…mi dispiace solo che a 8 fuxiaman per questioni di tempo non ho potuto stampargliela fuxia…la prossima volta (spero presto) ne faccio una per ognuno di voi personalizzata ad hoc….baciuzziii
June 25th, 2008 at 11:58 pm
Mi scuso con tutti per la veemenza dello scorso post nei confronti di Piper.
Non fa parte del mio stile.
Ma travisare cio’ che ha riferito Danilo nel post e cioe’ che io avrei detto al poliziotto di essere amico di Lapo al momento del fermo non corrisponde al vero oltre aal fatto di essere reato.
L’ho solo detto all’entrata di Arfango partner di I-I quando un bodyguard non ci faceva entrare perche’ non avevamo il pass specifico.
L’invito a visitare Arfango c’era stato rivolto da Antheus o Giovanni non ricordo, e comunque avevo gia’ riterito ad Antheus (ci siamo reincontrati alla stazione al ritorno) che avevo approfittato del nome di Lapo per accedere allo stand “blindato”
La mia e’ stata una reazione istintiva ad una accusa infondata e forse non voluta.
Mi dispiace per il tono e la supponenza, e me ne scuso con tutti,Piper compreso.
June 26th, 2008 at 1:32 am
Prima di tutto volevo ringraziare Honnete per i complimenti. La stima che già nutrivo nei tuoi confronti per come hai arricchito con le tue tesi questo blog si è ulteriormente consolidata dopo averti conosciuto di persona. E’ stato davvero un piacere fare la tua conoscenza.
Otto ( scusa Danilo mi viene in automatico chiamarti così ) ha utilizzato un concetto che ben riassume parte del mio discorso, concetto del quale troppo spesso i consumatori sembrano dimenticarsene : inutile lamentarsi su quanto costa un mocassino Tod’s piuttosto che un occhiale I-I, il mercato siamo noi; siamo noi consumatori a decretare il successo o meno di una griffe. Abbiamo il grande potere di spendere come vogliamo i nostri soldi e in questo modo sposare o bocciare l’operato di un’azienda ( ovviamente è un discorso applicabile ad alcuni settori merceologici, se questo dovesse accadere, come in parte accade, ai settori dei beni di prima necessità saremmo (siamo) rovinati ).
Piper, credo che qui si stia confondendo tra made in Italy e prodotti che appartengono ad una fascia alta di prezzo. I due aspetti potranno anche avere una qualche connessione ma non sono per forza di cose uno la diretta conseguenza dell’altro. Questo non l’ho mai sostenuto. E credo se non erro che il progetto di I-I comprenda anche questo aspetto. Segnalare che made in Italy non vuol dire abbigliamento, complementi e accessori costosi sui quali viene apposta un’etichetta con la famosa scritta indicante la produzione in Italia quando invece vengono prodotti all’estero, e principalmente in paesi in via di sviluppo. Ma made in Italy vuol dire realizzato in Italia. Che poi questo comprenda articoli costosi o di massa è tutt’altro paio di maniche. E’ una questione, come già dicevo, di posizionamento di mercato. Made in Italy sono le scarpe Arfango realizzate dagli artigiani fiorentini, made in Italy sono i pezzi unici di I-I, made in Italy è il design di Giugiaro, famoso in tutto il mondo, ma made in Italy sono anche i Ferrero Rocher, cioccolatini prodotti dall’azienda di Alba, Piemonte ( che tra l’altro ha vinto una causa contro la spudorata imitazione da parte di una ditta cinese… ). Il fatto che storicamente il nostro made in Italy ci abbia abituato ad annoverare principalmente prodotti che appartengono ad alte fasce di mercato dovrebbe renderci solo orgogliosi e invogliati a mantenere vive certe tradizioni che farebbero la fortuna di qualsiasi paese. Questa fortuna invece è toccata a noi, e come avviene per molte altre cose, non siamo in grado di sfruttarla a pieno. E, peggio ancora, siamo subito pronti a criticare qualcuno che invece si prodiga in questo senso, bollando come assurdo, banale, brutto, insignificante tutto quello che fa. Penso a cosa avrebbero fatto gli americani se avessero avuto il nostro made in Italy…un popolo, si può dire, quasi senza storia che può vantarsi di avere inventato il jeans…che poi è stato un ebreo immigrato a San Francisco….
Essendo pezzi unici, realizzati a mano, i prodotti I-I vanno incontro a dei costi sicuramente differenti rispetto alla produzione in serie. E’ semplice logica. Ma forse se fossero stati collocati in un’altra fascia di mercato, molto più bassa, il problema e tutta questa discussione non sarebbero nemmeno sorti.
Lungi da me tirare in ballo l’articolo di Max, ormai è cosa sepolta e ri-sepolta. Ma concordo con ciò che è stato scritto da Otto e Honnete nei commenti precedenti il mio sull’ironia e sul fatto di sorvolare sulle provocazioni. Sono d’accordo sul lasciar correre in certe occasioni, ma il troppo stroppia, e non sono e non voglio passare per una gelida superficiale che non viene sfiorata da nulla. A volte basta oltrepassare di poco il limite, a volte dipende anche da una giornata storta che personalmente si è vissuta. La provocazione di Piper era chiara e, come dice giustamente Honnete, fin troppo facile e scontata quando non ci si mette la faccia o il nome o entrambi come alcuni di noi hanno fatto. Ma ho deciso lo stesso di reagire, manifestando il mio pensiero in tutta libertà, come d’altra parte ha fatto Piper. Come ho deciso di aderire allo sciopero goliardico di 24 ore ( non male tornare ad apprezzare un po’ di silenzio nel rumore mediatico ). E non tanto per il significato intrinseco che poteva avere ( nessuno ce l’aveva con Lapo ), ma perché di fronte alla pesantezza, questa sì vera, della vita, che in questi giorni mi ha messo di fronte alla morte di un’amica trentenne divorata da un male infido, ho preferito la leggerezza piacevole e divertente di questa iniziativa che per un attimo mi ha fatto ricordare quanto sia bello e utile non prendersi troppo sul serio.
June 26th, 2008 at 2:06 am
Ma Piper
il tuo commento é piuttosto contraddittorio o mi sbaglio? Prima sembravo un semi simbolo del blog scritto in un italiano semiserio (peggio del mio…)…. poi ti sei ripreso brillantemente con unesploit grammaticale e stilistico e con belle parole di contenuto…. qui ci sono cose che non tornano……
Danilo, sei una persona di cultura e la mia giovane età e la quasi laurea in lettere sono carta stracci… Spiegami il tuo concetto su made in italy, fare cultura, fare design e su II… Mi pare che il commento di Stefano e il mio ti abbiano inginocchiato un attimo… paragonandoti ad altri post ho avvertito un po di confusione…. al mio commento hai risposto un mezzo picche, su stefano hai deviato il suo messaggio e sul commento di alix hai voluto dire obbligatoriamente la tua quando alix ha commentato talmente bene da non poter essere controribattuta..
Stefano mi incuriosisce il fatto del tuo non volermi citare direttamente all’infuori del brindisi….
Honnete sei stato molto schietto e onesto… l’unico della giornata. Ti rispetto molto veramente e con il cuore.
June 26th, 2008 at 2:18 am
ho appena postato e nuovamente mi piace il post di alix…. a te vorrei chiedere come mai qui si inizia a non calcolarmi nei post? Sono cosi tediosa secondo te? Vorrei tanto vedere se riceverò risposte (cose che dubito…. nemmeno the firts era cosi tediato…. vi ricordate? forse perche chedeva di meno, forse perche nella sua iraconda verità veniva assorbito meglio in una fase differente del blog..)…. l’antipatica adesso sono io…
June 26th, 2008 at 2:19 am
ah ovviamente mi attendo delle non risposte…
June 26th, 2008 at 9:23 am
Si Alix, era appunto questo il gioco…solo un gioco anche stupidino forse, ma un gioco……
Honnete: ma che fai, ti incazzi? Proprio tu? ma daiii.
Piper è un altro “volante” come me. Per di più artista. Evidentemente si è fatto un’idea di noi non esattamente corrispondente alla realtà. D’altronde questo blog (da mille contatti al giorno) attira e nel campione statistico occorre anche metterci tutte le varie umanità che esistono. Nel bene e nel male. Piper secondo me è nel bene, ma gli piace far vedere che è contro.
Poi su alcune questioni interessanti che egli solleva, ripeto, una risposta non la dobbiamo dare noi…
Grazie Alessandro per i complimenti immeritati. Cerchiamo sempre di fare il nostro peggio..eheheh

June 26th, 2008 at 10:57 am
Grazie Giulia per l’apprezzamento che contraccambio.
Scusatemi ma a volte sembriamo tutti in un pollaio e ci becchiamo per lo stesso chicco quando in terra ce ne sono altri mille da poter beccare.
Credo faccia parte della cultura(?) imposta e alimentata dalla cattiva TV e mi spiego.
Molto spesso le polemiche fra noi (me compreso ovvio) sono inutili e si propagano piu’ per elevarsi dallo standard medio dei commenti che per proporre qualcosa di costruttivo.
E’ il tipico linguaggio televisivo dei talkschow che attira piu’ per le invettive che per i contenuti.
Per fortuna pero’ sono casi sporadici e ininfluenti al nostro essere qui per parlare di costume e societa’.
@Alix: ringrazio l-I per avermi dato la possibilita’ di conoscerti.
A presto.
June 26th, 2008 at 1:05 pm
@giulia: continuo a non capire. Cosa e perchè mi “ha inginocchiato”? Mica ho controribattuto ad Alix, anzi (credo anche lei abbia così compreso) l’ho appoggiata e integrata. Era il mio commento forse inutile? Boh, non so.
Per il resto non c’è contraddizione. Che la I-I faccia oggetti in qualche modo studiati è sacrosanto. Che molte griffe facciano oggetti falsamente studiati ed a pochi euro è altrettanto vero. La differenza non sta nel costo del designer, ma nello sviluppo del progetto. Gli occhiali I-I, ci dicono, sono verniciati a mano uno per uno. Ciò comporta un costo. Bene a saperlo.
Come ho scritto di recente, rimango dell’idea che certi costi siano antietici in questo mondo. Così come rimango del massimo rispetto verso ciò che fa la I-I e non fanno Prada e compagnia bella.
Non spenderei mai 1007 euro per un paio di occhiali e neanche di più per un candelabro. Viceversa apprezzo il fatto che il candelabro sia un pezzo unico, fatto a mano, saldato a mano, rifinito a mano.
L’utilità della produzione di questo oggetto è minima. Siamo pieni di candelabri e reggimoccoli. Ciò non toglie che sia fatto in quel modo e onore e merito a chi lo fa, sebbene costi enormemente molto (e non dico troppo) per quel che in fondo è.
Questa non è contraddizione ma semplice tentativo di rimanere obbiettivi nell’affrontare qualcosa. Come diceva un mio amico (che però non l’ha attuato con sua moglie, eheheh): la verità rende liberi.
Ora è libero, ma non è successo perchè ha detto la verità…. Mi sa che c’è qualcosa che non torna, sarà contraddittorio?
June 26th, 2008 at 1:06 pm
Bonjour a tutti!
Cara, antipatica (
) Giulia,
inizio io a “non risponderti”!
Partendo dal “gioco” di non citarti direttamente: era un modo “al contrario” per darti risalto nel mio scritto. Mentre rispondevo a interventi in generale e forzatamente “in differita” data la mia breve assenza, non volevo tu avessi l’impressione di essere stata trascurata: sai che ti leggo sempre con attenzione ed interesse, solo che non sempre riesco ad essere tempestivo nelle mie risposte. Il citarti quindi nel p.s. per dedicarti un nuovo cocktail era un piccolo omaggio in questo senso.
Per quanto riguarda poi la risposta di Otto alle mie righe: non serve che me la dia esplicitamente. E’ già stata palesata dall’esperienza raccontata e vissuta al Pitti. Ho sempre asserito, per esperienza personale acquisita sul campo (da adolescente quindicenne saputello…), che un conto è giudicare (o farsi un’idea) dall’esterno, e ben altro è “entrare” nella realtà da conoscere e valutare. E’ capitato a tutti noi, e capita sempre, l’importante è non cadere nel tranello: chi sta vedendo Wimbledon in questi giorni?! Guardandoli, il tennis sembra un giochetto da bimbi, scendendo in campo…beh, la storia cambia! (Ricordo quando con mio zio “insegnante” volevo fare le battute come Bum-bum Becker…le risate che si faceva e le steccate - virtuali - che mi dava…)
In parallelo, il discorso è equivalente per I.I: dal di fuori i cadelieri/labri erano inutili (carbonio per sostenere candele - era stato obiettato - quale sciocchezza…), ora sono prototipi fatti a mano degni di rispetto. (Piccola nota, che vi do come me l’hanno trasmessa: il carbonio lavorato dai tessuti alla forma finale è peggiore se lavorato a mano piuttosto che automaticamente, se si tratta di elementi strutturali…questo perché a mano è difficile controllare la percentuale e la distribuzione uniforme di resina…per elementi “estetici” invece farli a mano è un valore aggiunto…).
D’altro canto però, Giulia, a mio parere, siamo qui anche per questo: confrontare idee ed esperienze per accrescere le nostre conoscenze e, se possibile, la nostra sensibilità. E la struttura di questo blog è poi sostanzialmente questa: non “scripta manent” - se infatti provi a cercare quell’intervento accennato poco più su, attraverso qualche chiave, vedrai che non è semplice - ma verba volant. Le parole qui servono per accendere dubbi che poi ognuno fuga a modo suo, piuttosto che per costruire solide certezze. Come i ponti, essi vacillano (mi pare che tutti i ponti vacillino…): l’importante è che il loro vacillare sia controllato, controllabile e prevedibile. Attraverso loro però “passi oltre”. (Si nota che ho una particolare venerazione per il Calatrava strutturista?!)
Quindi ci sta bene che Otto appaia “confuso” (intendi poco coerente?!) se rapporti i suoi scritti vecchi a quelli post-Antheusfania: ora ha conoscenze e dati maggiori per poter dare un giudizio tecnico compiuto, prima ne aveva meno e si basava su quelli. Come Giamila, come Piper, come tutti noi se raccogliamo “poco” per giudicare molto. E qui potrei usare un bel “copia & incolla” con le righe di Alix, di Otto,le tue o le ultimissime di Honnête (ma dove la trovi la “e” con l’accento circonflesso?! mi tocca sempre copiaincollare dale tue firme…
)…quindi vi risparmio…
…e poi, per sdrammatizzare un po’…ribadisco l’invidia e il dispiacere per aver perso una così bella occasione per conoscervi di persona!! Oltretutto, l’occasione mi sarebbe stata ghiotta per fare due chiacchere sul sarto di Honnête (anche se immagino la riluttanza nello svelare tali segreti) per poterlo visitare, e su quello di Otto per poterlo…evitare! (SCHERZO OTTOO!!!
Secondo me poi quegli occhiali ti stanno pure bene…mah…)
A presto,
Cin cin (è l’ora…),
Ste
June 26th, 2008 at 2:46 pm
Perdonami Giulia. C’erano talmente tante cose da dire, e talmente tanti pensieri di altra natura che attraversano la mia mente in questi giorni, che nel mio commento non mi sono curata di rispondere separatamente a ciascuno. Ho letto tutto insieme e ho risposto di getto. Mi dispiace sentire in questi giorni nelle tue parole un velo di delusione, di perplessità, di sfiducia. Come puoi pensare di essere diventata tutto d’un tratto l’antipatica del gruppo? Non esiste..e per quale motivo poi? Personalmente ho sempre apprezzato lo stile, a volte anche “pasionario”, con il quale esponi le tue idee, che spesso tra l’altro mi sono trovata a condividere. Mi è capitato anche in passato di “difenderti” quando davvero alcuni commenti sembravano costruiti ad arte con il solo scopo di attaccare la tua persona. E’ vero, non capisco la tua netta chiusura nei confronti di questo sciopero, o meglio ho capito le tue motivazioni ma non le condivido. Ma questa è solo una questione di opinioni e pareri divergenti. Nulla di più. A miei occhi ( scherzosamente ) non sei la nuova “the first”…il quale tra l’altro mi stava anche simpatico, pur avendo due visioni abbastanza opposte della vita, delle cose e di questa azienda. Spero sinceramente che tu non percepisca un clima ostile nei tuoi confronti da parte mia e da parte di altri, perché non è così.
@ Otto : mi hanno rigirato l’email dalla ditta. La mia email personale è alicearosio@tiscali.it
Aspetto allora!
@ Honnete : bella e molto veritiera la tua ultima disamina..
June 26th, 2008 at 3:40 pm
Cari ragazzi,
forse le motivazioni che ho cerceto di esprimere stoto state lette con troppa seriosità. Non credo di aver mai visto negatività nelle vostre persone, altrimenti non avrei mai continuato a scrivere sul blog….
Alix quando mi sono parafrasata a The First, dandomi della antipatica, volevo sono sferzare e ironizzare. Ripeto non credo che le polemiche che si crearono a suo tempo abbiano inciso cosi tanto sulla mia presenza e anzi ho molto apprezzato il fatto che tu fossi stata l’unica a sostenermi difronte a degli attacchi. Ho apprezzato molto.
Come del resto apprezzo veramente molto tutti voi. Grazie a voi e al confronto che abbiamo avuto in questi mesi mi sono veramente arricchita, a tal punto che siete stati non solo una fonte culturale enorme ma l’imput per iniziare un mio nuovo e piccolo progetto editoriale che spero possa andare a buon fine.
Vedete le domande forse insensansate o provocatorie, definiamole come preferiamo, avevano un senso nel comprendere al meglio i meccanismi che si nascondono dietro ad un blog. Ho condiviso per mesi, attraverso questo blog, una esperienza unica tanto da portarmi a voer scrivere un pezzo su II e a creare una piccolezza editoriale (dove ovviamente i personaggi e gli eventi non saranno reali ma di pura fantasia), cercando cosi di comprendere l’aspetto socio economico che certi meccanismi implicano.
La mia decisione é quindi duplice e per quanto riguarda le altre motivazioni le ho già elencate sopra, con la speranza che certe parole vengano prese con la stessa positività che io volevo dare.
Io non ho voluto giudicare ne tanto meno non capirvi, o mancarvi di rispetto o sentirmi imcompresa.
L’unico timore che avevo era quello di veder travisare le mie parole non come una mia critica ed opinione positiva…. Secondo timore é il fatto di aver tirato fuori il mio nuovo progetto. Scrivere un libro (che sia di 100 pagine o piu) richiede metodo e ricerca, analisi e riflessioni, poi arriva la stesura che viene partorita con una certa logica.
Io credo di essere stata sempre onesta e questa mia sincerità dovrebbe farvi comprendere quanto rispetto nutro per voi blogger, per l’operato di Antheus e di tutto lo staff II.
Forse non avete compreso fino infondo che ho molta ammirazione per tutti voi e per cio che siete riusciti ad emanare a modo vostro.
Mi auguro non venga frainteso questo commento, poiche le mie intenzioni sono sempre state dettate dalla buona fede.
Grazie a tutti e un grande abbraccio virtuale a tutti
Giulia
June 26th, 2008 at 3:57 pm
non ne faccio ne dico una mai giusta .. povero me …
cmq volevo dire che blue jeans deriva da blu genova … quindi s enon vado errando il jeans era iyaliano , iteso come stoffa .. poi il modello jeans 5 tasche etc etc quello e’ un altro discorso .
honnette che dire , non volgio dire che non mi interessano le tue scuse perche alal fine sei prevenuto su tutto e tutti quelli che vanno in dissaccordo con te .. ma questo l avevi gia notato vero , intendo nei miei confronti .. IO PIPER CATTIVO … non amico di nessuno famoso e senza foto di nessuno … beh che dire fortunato te , ma chiudo perche non e’ un argomento che interessa a nessuno e non e’ il blog per farlo.
Danilo dice che non mi sono fatto un idea dei bloggers , in effetti non di tutti am di alcuni si una minima idea come me la sono fatta .. su di te per lo meno si .. e senza salamalecchi anche il solo essere citato in un articolo di MAX la dice tutta.. insomma qualcuno si e preso la briga di leggerti e sei spiccato a differenza di quelli che hanno voluto rispondere senza essere citati .. CHE INVIDIA EHEHEH !!!!
tutto qui ……. PS la faccia non l ho data perche non ero nella foto ma almeno come mi chiamo l ho detto .. ma si vede che e’ passato sotto l’ussio.
June 26th, 2008 at 4:31 pm
@Piper
Dove sei nato?
Non e’ che sei peruviano e bistratti il “Made in Italy”per valorizzare il “Made in Peru”?
Parlaci della tua nazione d’origine cosi’ anche noi possiamo parlare dei tuoi difetti erediyati no?
Per chiudere il discorso sulla provocazione il fastidio l’ho avuto quando hai detto una cosa non vera.
Mi sono adirato nell’immediato e poi ho chiesto scusa a tutti per aver sbagliato.
Perche’ dici che me la prendo con tutti?
In fondo sei tu che fai la classifica dei migliori e dei peggiori del Blog.
Ma tu chi sei? Che fai? Sei un giudice?
Parlaci di te e non fare la vittima.
June 26th, 2008 at 4:56 pm
mi sembra di spiare in casa d’altri…
giulia per quello che può valere a me sembri simpatica. ovviamente da quel poco che ho letto…
le incomprensioni sono normali anche in un blog/forum perchè diventano come una sorta di famiglia virtuale.
spero di non essere stata fuori luogo e vi auguro una buona giornata
June 26th, 2008 at 5:48 pm
No, no. Ribadisco caro Ste. Non è che il candelabro improvvisamente diventa etico. Come ho scritto sopra (ma non so se l’avevi letto per i tempi di pubblicazione), il fatto di sapere che la cosa sia fatta in un certo modo non ne giustifica nè il prezzo nè la funzione, anche perchè continuo a pensare che un candelabro abbia la sua maggior dote nella pesantezza, tant’è che quei candelabri hanno una bella base rettangolare antiribaltamento.
Quindi permettimi amichevolmente di non essere d’accordo quando mi vuoi mettere in testa cambiamenti di rotta o di posizione sia verso la I-I che verso Prada, dove veramente c’è poco da “entrare e giudicare” se non che le borsette costano 23 euro finite mentre i candelabri no.
Ma questo non vuol dire che improvvisamente quei prodotti che all’epoca giudicai antietici lo siano diventati solo perchè siamo stati eruditi dalla spiegazione tecnica. Casomai abbiamo qualche dato in più per “capire” il loro costo inziale, mentre per i prodotti di griffe sempre menzionati, abbiamo un bel dato di costo finale che è la fattura di 23 euro a pezzo mostrata in TV.
Quando la I-I ci mostrerà la fattura del candelabro allora prenderò una posizione simile, ma non credo che costi loro nè 23 euro, nè quanto quell’impermeabilino di nylon messo in vetrina a Pescara a 1270 euro…..
Tutto qui.
Infatti non frequento il blog per i suoi prodotti merceologici ma per quelli mentali, che è cosa ben diversa. Anche se qualcuno ha tentato di far pensare altro, nonostante leggendo le cose si evinca perfettamente che, almeno a molti di noi, è la filosofia I-I ad interessare, più che ciò che realizzano in particolare. Poi se volete che dica che apprezzo molto i nuovi capi colorati, lo dico. E li difendo. per ovvi motivi. Ma quando ho inizato a scrivere qui, tutti i prodotti erano bianchi e neri. Mi sembra ovvio che ora possa avere una visione leggermente evoluta della situazione no?
@Honnete e Piper: qua cominciano dire che “pare di spiare in casa d’altri”. Ed è perfettamente vero, perchè continuiamo a parlare tra di noi rimbeccandoci di cose assurde.
Appurato che entrambi voi non siete qui per riflettervi di luce altrui (luce?) che ne dite di passare ad altro?
Per il resto, mi sembra di capire che Giulia abbia creato una Big Sister registrando le nostre reazioni…. Voglio quindi essere citato nel libro col mio nick e cognome.
June 26th, 2008 at 7:12 pm
@fucsiaman
volevo semplicemente dire che è palmare il fatto che siete molto affiatati e che leggendovi da poco mi sento un’estranea. detto questo trovo gradevoli le vostre conversazioni.
e confesso che in genere leggo prima i vostri commenti e poi il post.
June 26th, 2008 at 7:39 pm
frida, ognuno di noi è in casa d’altri qui…
June 26th, 2008 at 8:21 pm
Vai tranquilla Giulia. Personalmente non ho mai avuto l’impressione che tu mancassi di rispetto né a me né a qualcun altro blogger. Anzi ho sempre pensato il contrario e proprio per questo ho ricambiato con stima nei tuoi confronti. Capisco anche che a volte comunicare tramite le tecnologie informatiche non è così semplice e l’ambiguità e l’equivoco sono sempre dietro l’angolo. Io stessa, le volte che mi capita di rileggere quello che ho scritto, mi accorgo che avrei potuto essere più esaustiva e che magari la costruzione che ho voluto dare alla frase avrebbe potuto portare ad un senso completamente diverso. Ti faccio un grandissimo in bocca al lupo per l’importante progetto che stai portando avanti…e guarda che il libro lo voglio leggere!!
@ Piper : io ho accennato al jeans come esempio, ma sentire che è un prodotto, o meglio una stoffa italiana solo perché si chiama blue-jeans, proprio non si può…A parte che non si chiamano blue-jeans per il blu Genova, casomai è il termine jeans che è derivato dalla cittadina ligure nella quale il tessuto veniva commercializzato ( non prodotto ), ma comunque il termine è entrato in uso solo negli anni 30 del Novecento. I primi jeans, così come li chiamiamo noi oggi, si chiamavano overall, per le grandi dimensioni, e sono nati nel 1853 a San Francisco grazie a Levi Strass, ebreo-bavarese emigrato negli Stati Uniti, il quale li ha realizzati con tela da tenda color cachi. Il blu, colore difficile da fissare sui tessuti, è arrivato tardi in Occidente. Solo i coloranti sintetici hanno reso possibile la democratizzazione del blu.
Chiudo qui, ci si vede su un altro post caro Piper.
June 26th, 2008 at 10:14 pm
Otto, chioso e chiudo.
D’accordo con te su tutto quello che dici…ma non su quello cui alludi: ribadisco, per l’ultima volta, che quella mia non era “Apologia di Prada” (anche se, ad essere sincero, apprezzo Patrizione!! e non sono tuttora d’accordo sul fatto che 23 euri sia il prezzo “finito”…lo è si, ma “franco” Napoli…o “franco” Cinapoli se preferisci), ma un tentativo di dirti, in anticipo se vuoi, quello che poi è successo anche qui a più riprese: prima di dare giudizi di chiusura, è meglio documentarsi per bene, non solo credere di averlo fatto.
1) Non ho detto che hai cambiato idea sui candelabri/lieri, ma che l’hai evoluta.
…trattare la fibra di carbonio a mano toglie pregio al prodotto anziché darglielo, ma in questo oggetto il carbonio viene “trasfigurato” a decorazione e messaggio…naturale quindi che questo venga percepito come un plus e ci sia quindi una base pesante, poiché il materiale non è strutturale ma di design…e altrettanto naturale, credo io, che chi compra un candeliere in carbonio queste cose le sappia e non si ponga crucci esistenziali…)
Ora ne riconosci la valenza di “pezzo unico” quindi li sposti dallo scaffale delle masse per riporli in una mensola piccolina, da parte: qui non c’è etica, nel senso che non è automatico che ci sia. Forse che Sotirio Bulgari (lo cito perché mi piace il suono del suo nome…) si preoccupava di vendere a basso prezzo i suoi gioielli per essere etico?! O vuoi descrivermi etica e utilità di un profumo?
(intra-p.s.: ribadisco anch’io una cosa, che forse non hai letto per i tempi di pubblicazione…
2) Con il massimo rispetto per la Signora Giamila Yehya come per Report, come per chiunque faccia cronaca: abbiamo notato tutti che montaggio, selezione e sintesi non sempre ri-specchiano la realtà. Anche qui, “entrando” nelle realtà si riescono a capire, restandone fuori si può almeno pensare di non avere la verità assoluta in tasca.
Cito con piacere Honnête, quando mi “riprese” chiedendomi quante volte io abbia preferito un film o un altro solo avendone visto il trailer: ebbene, qui abbiamo trailer della realtà, dai quali noi traiamo la nostra visione della cosa…io sottolineavo solo questo fatto, al tempo come ora.
(Ti prego però, comprendi il senso di ciò che intendo dire, senza reiniziare la querelle su borsette o che so io…)
Alla luce di ciò, potrei chiudere riprendendo un tuo adagio: “una vela di Luna Rossa - in kevlar e carbonio - li…abbraccerà”!
Otto, gioco: mi raccomando, non affannarti a riespormi le teorie Reportiane sul Sistema o similia…le ricordo…o al massimo le ri-rileggo…
A presto,
Ste
June 27th, 2008 at 9:41 am
ah ah, no, no, non riprendo
solo una cosina: il candelabro da sempre era sulla mensolina, solo che dopo i nostri interventi, almeno la consecutio meccanica è questa, sono nati gli occhiali a meno e le cose colorate. Quindi, e forse, i nostri interventi “moralizzatori” hanno forse spinto la I-I a fare qualcosa di più verso il mondo “normale” o dell’uso “utile” delle cose.
Il portafoglio attuale della I-I, ora, permette di mettere in vetrina anche una cosa assurda (pur tecnologica) come il candelabro. Ma concorderai con me che iniziare un’attività con due prodotti principe quali occhiali da sole in carbonio a 1007 euro e un candelabro in carbonio a svariati euro di più, non era certamente un buon viatico per non farsi criticare.
Ecco, ora sono stato ancora pià chiaro….
Frida: si, certo. Ma anche a me l’impressione a volte è che ci si scriva addosso….
June 28th, 2008 at 9:17 am
………… io c’ero al Pitti! ……………….con I-I siete riusciti a portare l’unica cosa che veramente mancava e manca in tutti gli expo’: ” il verde”. I materiali naturali con cui tingete i vostri capi hanno fatto la differenza, ora però pensate ad altro…………..spingetevi più avanti…………dovete continuare a stare più avanti degli altri. Ciao Fabio
June 30th, 2008 at 11:15 am
gianrico ma da dove sei uscito………………………pensa tu!!!!!!!!!!!!!!!!!cmq il ragazzo dietro d te scassa……….
June 30th, 2008 at 3:19 pm
Alix : come al solito ed gia altre volte , non leggi bene ed innterpreti etc etc io ho scritto :
cmq volevo dire che blue jeans deriva da blu genova … quindi se non vado errando il jeans era italiano , inteso come stoffa .. poi il modello jeans 5 tasche etc etc quello e’ un altro discorso .
July 1st, 2008 at 12:30 pm
non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire…..
July 1st, 2008 at 3:55 pm
Alix sordo ecco :
La primogenitura in fatto di fabbricazione dei blue-jeans viene ricondotta, storicamente ma in maniera non sempre univoca, alla città di Genova o al Genovesato in genere, in virtù della grande tradizione tessile che fin dall’antichità ha costituito una importante voce nelle esportazioni liguri di manufatti .. Il nome inglese deriva, secondo alcuni, dal termine blue de Genes, ovvero “blu di Genova” trasformato poi dalla lingua inglese in blue-jeans.
July 1st, 2008 at 3:56 pm
altra chicca non confermata ma si dice che :
Si ritiene che, in Italia, uno fra i primi personaggi pubblici ad indossare i jeans sia stato il presidente della FIAT, l’avvocato Gianni Agnelli.
July 1st, 2008 at 4:12 pm
in effetti la LEVI ha solo patentato il jeans inteso come pantalone rivettato a cinque tasche , non la stoffa o la derivazione del nome jean etc etc , come avveo gia detto .. il jeans inteso come pant a cinque tasche rivettato e’ sicuramente stato patentato da Levi .. poi la diatriba nasce per il nome o la stffa e la colorazione .. denim e’ un termine usato per la stoffa e richiama direttamente il jean che sembra avere origini da GENOVA e del tipo di tinta .. il blu indaco .. cmq alal fine della fola .. anche il jean o blue jeans ha rogini italiane .. wow che onore o no??
July 1st, 2008 at 7:11 pm
Certo che ne hai di tempo da perdere Piper…Io dato che in questi giorni sono occupata in tutt’altre faccende, farò come è usanza fare in questi casi : hai ragione. Ti invito anche a tenere un lezione sulla storia dei jeans, dato che ormai sei informatissimo, presso la mia università. Nè parlerò con la mia docente di storia del costume e della moda. Chi devo dire che mi manda?
October 13th, 2008 at 11:29 pm
bella questa foto….Danilo, l’ho trovata su Google Immagini….è troppo forteeee
September 11th, 2009 at 1:09 am
MA NEL 2010 LA RIFACCIAMO NA FOTO DECENTE?????? PERò VI PREGO NESSUN TAGLI I MIEI PIEDINI :))))))) BACI I-I
September 11th, 2009 at 5:54 am
@PATRIZIA è inutile parli una lingua troppo articolata questi non capiscono;
vengono dall’ Aspromonte non ci vedono e non ci sentono.
dovremmo metterci a spiegare loro cos’ è il corridoio Vasariano, chi l ‘ha costruito quando come e perchè?
tutto fiato sprecato, che riposino in pace, rocordatevi di non nominare il nome di caposella invano AMEN.
May 5th, 2010 at 10:35 am
Fantastic post, can I link to this from my blog?
thanks…