Fenomeno della rete
Saturday, June 14th, 2008(di Antheus)
Se vi è capitato di leggere Max di giugno, avrete sicuramente notato un intero articolo dedicato a questo blog e a voi che lo alimentate con i vostri commenti. Lo abbiamo letto tutti insieme in ufficio e ognuno ha espresso la propria opinione. Voi potete leggerlo qui ( max-pag1.pdf , max-pag2.pdf )
Lapo, che su questi temi è il più filosofo di tutti, sostiene che “se ci dedicano un articolo, se ci criticano, va bene: vuol dire che abbiamo colpito nel segno. Quindi è positivo”. Io e Giovanni siamo un po’ più scettici, ma non tanto sull’articolo in sé, quanto sul mezzo. Con questo voglio dire che in un giornale (ma lo stesso accade anche per la tv, ad esempio) per semplificare e per rendere tutto rapidamente fruibile, si tende a decontestualizzare e quindi spesso a modificare la realtà. Ad esempio: tutto si può dire tranne che Ottovolante Fucsiaman (su Max chiamato Fucsiasheep) sia un nostro adulatore e che affronti solo temi futili come l’assenza di sneaker fucsia, però leggendo l’articolo emerge solo questo.
Se avessimo voluto fare un blog di followers - e non uno spazio dove si possa rispettosamente esprimere le proprie opinioni - avremmo parlato solo di noi, di quanto siamo belli e bravi, avremmo ammesso solo commenti di fan sfegatati e non avremmo dedicato dei post a Olivetti a Yves Saint Laurent, alle puntate di Report o alle azienda veneta leader nella produzioni di giostre e montagne russe (peraltro mai visto argomenti del genere su Max). E poi, rispettando sempre i gusti degli altri, se il Moma store di New York ha deciso di tenere i nostri vasi, vuol dire che non sembrano dei sacchi della spazzatura.
Ma forse ha ragione Lapo quando dice “quando uno prova ad esporsi, a fare qualcosa di diverso, deve sempre essere pronto ad aspettarsi delle critiche, giuste o sbagliate che siano”. Va bene così.
Noi continuiamo per la nostra strada e siamo davvero felici di avere dei lettori-commentatori-critici intelligenti come voi.
