Noise pollution

(di Antheus)

Qui si pensa che oggi i grossi marchi che vogliono essere innovativ e d’impatto debbano anche cercare di produrre qualcosa di utile per la comunità, attraverso i prodotti ma anche con la comunicazione, in una modalità che prenda spunto dal prodotto per diffondere valori e servizi utili a tutti. Diventare quindi sempre più soggetti sociali e utili alla comunità.

Mi spiego meglio.

Trovo interessante questa operazione di AEG Electrolux, grosso gruppo di elettrodomestici. Per lanciare la loro ultima lavatrice, che si caratterizza per il fatto di essere particolarmente silenziosa, hanno installato nelle principali capitali europee una serie di affissioni dotate di meter acustico che informano i cittadini sul livello di inquinamento sonoro urbano. Hanno quindi preso il benefit del prodotto e l’hanno “esploso” in un contesto più vasto.

Ma la cosa non si ferma solo ad un’operazione d’immagine e di comunicazione: la AEG ha anche condotto un’interessante ricerca sull’inquinamento sonoro, sulla percezione che hanno le persone e sui danni che possono arrecare sul lungo periodo, qui trovate il report completo (in pdf). Esiste poi un sito che monitorizza in tempo reale il grado di inquinamento sonoro nelle città dove è stato installato il meter acustico.

Qui sotto la foto di Viale Montegrappa a Milano dove c’è l’affissione.

milan2-thumb-600×442.jpg

20 Responses to “Noise pollution”

  1. honnête provocateur Says:

    Non bisogna essere dei “visionari” per capire che il modello di sviloppo per i prossimi anni deve essre modificato radicalmente.Partendo dalla “consapevolezza individuale”
    Un ruolo determinante lo avra’ la “Buona Informazione” intendendo per buona quella che fara’ crescere le coscienze dei cittadini meno sensibili sulla salvaguardia del “bene comune” per eccellenza:
    la natura da preservare per i nostri posteri.
    @ Antheus, Lapo e gli altri della staff del MIDO che non conosco.
    Un grande in bocca al lupo a tutti.
    P.S. Io purtoppo non posso esserci perche sono ad un asta di beficenza per raccogliere fondi per il Wirth Fund che si occupa di bambini sordociechi organizzata all’ Hotel Hassler Roma dall’ Associazione via Condotti con la partecipazione di tutte la griffe della via e di P.zza di Spagna.

  2. .8 (fucsiaman) Says:

    sto notando una strategia comunicativa sociale adottata da alcuni grossi marchi. Effettivamente si sono accorti che il cliente è molto più attento alle tematiche “qualitative” della vita e non si accontenta più delmero funzionalismo o del mero design, ma richiede anche che quanto si acquisti non sia perlomeno dannoso ai parametri qualitativi della vita che lo circonda.
    D’altra parte, siccome non vogliamo credere che le aziende siano società filantropiche, appare curioso o comunque strumentale, il fatto che da decenni si sappia che le lavatrici fanno rumore, i carburanti inquinano, la plastica sia una iattura, mentre solo oggi, quando il trend dei consumatori si è spostato verso le tematiche ecologiche, esse adottano una politica commerciale ad hoc.
    Quindi facciamo finta di credere che anche a loro interessi veramente il livello sonoro delle lavatrici, così siamo tutti più contenti e sorridenti…
    D’altronde all’epoca Toscani utilizzò molto le tematiche sociali per promuovere il prodotto. Ieri la pelle nera o la guerra, oggi i decibel. In fondo cambiano i significanti, ma il significato resta lo stesso: noi viviamo nel mondo e sappiamo bene quali sono i problemi. I nostri prodotti non possono fare molto ma contribuiscono a diminuire l’impatto di quelle disgrazie.
    Certo, passare dal razzismo al rumore vuol far pensare che molti passi avanti nella società moderna siano stati compiuti. Oppure Benetton amava confrontarsi con i massimi sistemi umani mentre l’AEG, da buona pragmatica tedesca, si limita a cercare di risolvere solo quelli che dipendono da lei…..

    Ho notato anche il ritorno della pubblicità al sistema del “consiglio dell’amico”, abbandonando il testimonial famoso a favore delle piccole cose quotidiane, dei visi sconosciuti.
    A San Vincenzo, verso l’Elba, c’è un distributore ERG con un manifesto in cui c’è la faccia del benzinaio (almeno credo sia la sua) e la scritta: Michele ci mette la faccia!
    Il problema è che Michele ha i prezzi più alti di tutti gli altri benzinai.
    Sarà il caso che la faccia ce la levi.
    Sto già meditando un’integrazione scritta del cartello, che non posso citare qui per atti (verbali) osceni…..

  3. david Says:

    michele ci mette la faccia… di bronzo e te lo mette a quel servizio!
    probabilmente se invece di andare da michele (o da ignazio o chicchessia) si andasse dal tabacciao a comprare i biglietti dei mezzi pubblici male non sarebbe.
    io ho lo scooter (usato talmente di rado che si accende una volta su 3) e condivido l’auto con mia madre e la prendo rarissimamente (talvolta,per uscire la sera,quando piove).solitamente uso i mezzi pubblici o il mezzo di trasporto più economico del mondo: l’autostop.
    se qui a sorrento ci fosse il metrò sarei il suo più accanito utilizzatore.non voglio fare autocelebrazione,ma credo che metodi per inquinare meno siano facilissimi da adottare nel quotidiano.un esempio stupido?alla mia ragazza ho regalato 5 lampadine a basso consumo,da mettere nelle stanze che usano di più a casa sua,col risultato che la sua bolletta è diminuita di un terzo,non male,però il mettere tali lampadine nelle proprie abitazioni è una cosa che dovrebbero fare tutti,affinchè i risultati siano plausibli.
    se potete evitare di utilizzare mezzi di trasporto propri,fatelo,e l’acqua non sprecatela,caxxo!!!
    non è finto perbenismo,ci credo davvero a queste cose,perchè ho da poco compiuto 20 anni e non voglio un futuro di cacca!

  4. david Says:

    e se il nuovo trend è quello di non inquinare,allora ben venga,perchè almeno ci sarà un trend che porterà a qualcosa di buono.e come diceva antheus in un post di qualche tempo fa: blu è il nuovo colore dell’ecologia. allora viva il blu!

  5. vick Says:

    io sono a milano venerdi’ e vengo sicuramente : )

  6. Giulia Says:

    Il consumatore oggi piu che mai é piu superficialmente attento. Non a caso nascono filoni sempre nuovi all’interno nel marketing. Ho una lavatrice aeg a casa, acquistata da poco. Ottima marca, ma rumori pari ad altre lavatrici, piu o meno. Non credo che il consumatore girando in macchina a Milano (soprattutto in certe zone dove il pedone si conta sulle dita) possa far cosi attenzione ai significati che Antheus ci segnala. In macchina alle otto di mattina a Milano sarei gia incacchiata nera perche c’é coda, perche sono in ritardo al lavoro, perche c’é lo stronzo che mi stava quasi tamponando, perche c’é l’extra comunitario al semaforo, e se vedo una pubblicità inteligente piuttosto della solita donna in binacheria intima mi direi “Caspita un pubblicità intelignete, Dove é la fregatura?”…. Credo che le multinazionali si siano accorti semplicemente della stupidità della gente nell’osservare le pubblicità come veritas assolute e non come fregnacce. Non credo come 8 che Benetton e Oliviero volessero combattere il razzismo e i tadeschi Aeg l’inquinamento acustico…. credo che forse i guadagni contino piu di tanti buoni propositi. Nello specifico, a livello di tecnica publicitaria, il fatto é singolare ed interessante ma come gia detto non cambierà lo stato di cose nel consumatore….
    Il distributore a San Vincenzo mi rievoca in i…….ta…. vcanza comunque bellissima in campeggio con le amiche….. ed un’altra al golfo di baratti. Ricordi splendidi.

  7. .8 (fucsiaman) Says:

    ehehe Giulia, ci vado quando mi pareee. Tiè!

    Hai ragione. Non credo a quelle pubblicità….

  8. andrea squinobal Says:

    Iniziativa molto positiva ed originale sulla linea della Philips e della DDB Australiana (post vecchio)che avevano realizzato dei poster che accumulano la luce del giorno e la notte diventano fluorescenti.
    Il problema dell’inquinamento acustico non è mai evidenziato e nessuno ne parla, credo che praticamente nessuno sappia qual è la soglia di pericolo per la salute delle nostre orecchie:
    Limiti Massimi
    Diurno Notturno

    Aree particolarmente protette 50 40

    Aree prevalentemente residenziali 55 45

    Aree di tipo misto 60 50

    Aree di intensa attività umana 65 55

    Aree prevalentemente industriali 70 60

    Aree esclusivamente industriali 70 70

  9. andrea squinobal Says:

    molte volte per colpa del traffico o dell’assenza di una zonizzazione per attività commerciali e industriali si registrano abusi di legge….che influiscono sullo stato della salute uditiva delle persone e psicologica (stres)

  10. david Says:

    giulia,forse però la pubblicità aeg è indirizzata proprio a chi usa mezzi pubblici,gira a piedi o in bici.se è così,allora i pubblicitari di aeg hanno gli attributi,perchè in tal modo colpiscono con il loro spot proprio coloro che sono più attenti al tema dell’ecologia (loro si,coinvolti vermanete).

  11. Azzurra Says:

    ma la notte no

  12. Paolo Convertito Blasio Says:

    interessante iniziativa quella di AEG ma anche questa ritengo interessante:..Nel cuore di Berlino, presso il leggendario Checkpoint Charlie, all’angolo con Friedrichstraße, la nuova piccola Fiat 500 si mostra su due enormi cartelloni pubblicitari “interattivi” in quanto incorporano una striscia-messaggi di 20 metri dove scorrono pensieri e saluti che vengono inviati dai passanti ad un apposito numero….

  13. .8 (fucsiaman) Says:

    ehhh berlino è berlino….

  14. Azzurra Says:

    eccomi, il pomeriggio passato ho comprato due paia di tappi per le orecchie in farmacia, haloa

  15. Giulia Says:

    David
    in v. Montegrappa non é propio come passeggiare in Corso Vittorio Emanuele…. E ritengo che Aeg non voglia e non debba (soprattutto) avere il compito di educare all’ecologia. Non credo che, necessariamente tutti coloro che usino una bici siano ecologisti e nell’eventualità, non avrebbero bisogno di una affissione Aeg. O meglio nessuno ha bisogno della pubblicità per avvicinarsi a certi concetti. Aeg é stata molto inteligente nel costruire un qualcosa che potesse apportare dei benefici di immagine ed economici. L’ecologista usa altri mezzi, ben diversi dalla pubblicità.

    Otto
    che ti dovrei dire: Beato te….

  16. Alix Says:

    Sono d’accordo più o meno con molte affermazioni di questo post. Sicuro è che l’azienda ne ricava in immagine con pubblicità di questo tipo. Sicuro è anche che le persone, nel traffico di Milano come in altre molte città, spesso non si soffermano a guardare le affissioni pubblicitarie e soprattutto sul loro significato intrinseco. Ma a mio avviso, ben venga comunque una pubblicità che abbia da dire qualcosa di più intelligente e che riporti l’attenzione su una tematica interessante e delicata come questa, anche se lo scopo nascosto non è proprio così nobile. Avrebbero pur sempre potuto creare una pubblicità “classica” che avrebbe lasciato solo indifferenza…questa invece ci ha fatto riflettere e parlare in un blog..
    Ma che bella questa foto della mia Milano. Si può sapere chi l’ha fatta Antheus? O da dove è stata presa? Thank’s

  17. Antheus Says:

    La foto è della BHH DI LONDRA, l’agenzia che ha ideato la campagna internazionale.

  18. regdom Says:

    te beatus

  19. Valerio Says:

    Una cosa bella quella fatta dalla Aeg. Penso però che ci sono molte piccole aziende con giovani imprenditori che vorrebbero fare qualcosa per il prossimo e creare prodotti innovativi e utili per la comunità.
    Purtroppo se non hai una notevole possibilità economica è molto difficile sviluppare nuovi progetti o creare qulcosa di buono.
    Spero che le cose cambino e che chi ha una buona idea venga aiutato a realizzarla.

  20. Italiaindependent.com » Blog Archive » Creatività pubblica Says:

    [...] Ogni tanto su questo blog ci piace anche segnalare qualche bella campagna pubblicitaria creativa che, in qualche modo, si concentri sia sui contenuti visivi sia sull’impatto urbano. Lo abbiamo fatto ad esempio qui e qui. [...]

Leave a Reply