Archive for May, 2008

Non sono proprio i Caraibi…

Friday, May 30th, 2008

(di Antheus)
Questo post serve innanzitutto ad allentare la tensione che si vive in questi giorni a Torino. Sto parlando ovviamente dell’esondazione del Po. La situazione infatti sta gradualmente peggiorando: i ponti sono chiusi, i murazzi e il Parco Valentino allagati.
Gli uffici di Italia Independent sono vicini al Po, anche se in realtà dalle finestre il Po non si è mai visto. In questo stato di emergenza invece il Po è ben visibili. Così quando si è palesato un raggio di sole Andrea ha fatto questo foto, con sdraio I-I , tavola da kite, palma e… il Po.  A fianco la foto di un superstite dei murazzi (cliccate sulle foto per ingrandirle)

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Independent tv in progress

Wednesday, May 28th, 2008

Come qualcuno ha già ricordato nei commenti, da questa sera parte su Fox Life (sul bouquet SKY) “Idee in Progress - 90 giorni con Lapo” un curioso esperimento tv (starà a voi dire se riuscito o no) in 6 puntate settimanali in cui le telecamere documentano l’attività imprenditorial-creativa di Lapo Elkann e del suo team. Ovviamente dentro c’è anche Italia Independent. Preferirei però che a parlarne fosse Alberto Fusignani, socio di Lapo in Independent Ideas, la factory creativa che ha ideato e seguito in prima persona il progetto tv. Chi meglio di lui ce lo può raccontare?
Qui intanto trovate il trailer del programma .
(di Alberto)

Provo a introdurvi il format “idee in progress” ribaltando alcune definizioni televisive. Partendo da ciò che non è.
Prima cosa, non è un reality, perchè non c’è stata la maniacale aspirazione di produrre un altro Grande Fratello, non c’erano case o uffici cablati con telecamere nascoste.
In secondo luogo non è un’intervista pensata a tavolino: le telecamere e gli autori ci hanno letteralmente seguito ed inseguito, ma non ingabbiato in rigidi copioni o scalette preconfezionate.
Infine non è uno “spottone autoreferenziale”, cosa che avrebbe certamente provocato un effetto boomerang e reso il tutto poco credibile.
In queste sei puntate di “Idee in Progress” vogliamo parlare di noi, del nostro lavoro ma soprattutto del contesto, dei marchi, delle persone che ci circondano e che sono esemplificative di tantissime altre situazioni lavorative.
E’ stata una sperimentale co-produzione tra il lavoro dell’autore televisivo ed il lavoro del creativo-strategico.
Un confronto tra due registri, una contaminazione tra due livelli di comunicazione (Tv e Advertising) che spesso si affiancano nei palinsesti televisivi ma che raramente dialogano sulla stessa piattaforma.

“Idee in progress” può essere definita una “Docu-Story”, format inedito almeno per il mercato della Tv italiana.
“Docu” perchè vuole documentare in tempo reale e approfondire il lavoro quotidiano di Independent ideas e di Italia Independent (in particolare nella terza puntata). Vi raccontiamo le fasi di brain storming creativo, di organizzazione, di produzione e realizzazione di un pensiero strategico, di un evento o di un prodotto.
“Story” perchè vengono raccontate le esperienze, la professionalità, il valore umano delle persone di Independent Ideas e Italia Independent e di tutti i loro collaboratori.
Due società sempre più proiettate in una convergenza di stile ed obiettivi di crescita comune.
Ci vediamo stasera su Fox life, canale 111, alle 22.45.

Ai newyorkesi piace double-face

Monday, May 26th, 2008

(di Antheus)

Come forse sapete Barneys New York è lo speciality store di abbigliamento e accessori più prestigioso di New York, e Barneys è il nostro partner, cioè l’unico negozio a New York a tenere i pezzi unici Italia Independent. Per noi è un vero onore, dal momento che c’è la fila di marchi che vorrebbero essere esposti qui e che i buyer di Barneys sono tra i più esigenti e cazzuti sulla piazza.  Se capitate a New York sappiate che al terzo piano del negozio troverete un corner tutto dedicato a I-I.  In queste settimane c’è anche un’intera vetrina sulla strada dedicata a noi. Qui la foto italia-independent-window-1.jpg

Ma il punto in realtà è un altro.

Guardate bene le due foto qui sotto, quelle che immortalano una parte del nostro corner da Barneys. Aguzzate la vista (cit. da La Settimana Enigmistica). Riconoscete tutti i nostri outdoor jacket? No? In effetti la terza giacca (immortalata nella prima foto) e la prima (nella seconda foto) altro non è che la parte interna del suddetto, quello con la termonastratura che, essendo pure esteticamente gradevole, i tipi di Barneys lo hanno trattato come se fosse un nuovo modello.

Sarà contento l’amico Ruben Tiraforti, direttore commerciale di Gore Italia, nel vedere il marchio Gore-Tex esposto in bella mostra da Barneys NY.

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Il commercio nella rete

Thursday, May 22nd, 2008

(di Antheus)

La scorsa settimana è stata presentata una ricerca realizzata da Netcomm e Gfk Eurisko che fotografa la situazione dell’e-commerce in Italia. Sono circa cinque milioni i navigatori italiani che hanno almeno una volta fatto shopping online e quasi il 100% di questi esprimono un giudizio più che positivo dell’esperienza. Gli altri diciotto milioni di italiani che frequentano il web sono ancora scettici nel fare acquisti in rete. Il trend comunque è positivo (anche se più lento rispetto agli altri stati europei) e le abitudini di spesa sono si capisce anche dalla continua espansione dell’info-ecommerce, cioè quella attivitá che consiste nel cercare sul web i prodotti desiderati, confrontare prezzi e modalitá di pagamento, per procedere poi all’acquisto su internet o, più spesso, sui canali tradizionali. La completa ricerca la trovate qui (in pdf).

Tra i cinque milioni degli italiani che hanno acquistato almeno una volta in rete, le ragioni che spingono verso lo shopping online sono soprattutto la convenienza economica (22%), la comoditá (17%) e l’apertura del “negozio” 24 ore su 24 (11%).

E’ inutile dire che noi crediamo molto nell’e-commerce e, dopo un anno di attività, possiamo essere piuttosto soddisfatti dei risultati, quanto meno per il trend in crescita. Abbiamo intenzione di puntare ancora di più sulle vendite online, offrendo agli utenti-compratori una serie di vantaggi e facilities che crediamo saranno molto allettanti, sia in termini di prezzo che in termini di servizi da offrire in esclusiva agli acquirenti in rete.

Prossimamente su questi schermi.

Made in Italy (ma per davvero!!)

Sunday, May 18th, 2008

(di Antheus)

Forse anche voi avrete visto la puntata di Report appena andata in onda su raitre. Era una puntata che riprendeva il servizio andato in onda alcuni mesi fa su moda, pubblicità del lusso e made in Italy e che era stato ampiamente commentato anche qui sul blog di I-I. La puntata di oggi (ieri) si concentrava sul falso madinitalismo che viene sbandierato da tanti imprenditori italiani e del male che tutto questo sta facendo, non solo al povero consumatore che viene preso per il culo (spacciando per fatto in italia ciò che è stato per il 95% realizzato altrove) ma anche per l’industria stessa: il servizio infatti raccontava di come le imprese cinesi che lavorano per i marchi italiani e francesi si stanno furbescamente integrando tra di loro e, attraverso operazioni di concorrenza sleale o violando le norme doganali, stanno facendo fallire decine e decine di imprese e piccole industrie italiane.

In questo blog cerchiamo di non essere troppo egoriferiti o di autocompiacersi, però credo sia giusto ricordare come noi di I-I (che siamo piccoli, per carità, e nati da poco più di un anno) fino ad oggi siamo rimasti coerenti alla nostra missione di ideare, disegnare, progettare e realizzare interamente i nostri prodotti in Italia, garantendo qualità, italianità, chilometri zero e lealtà.

Ah, non l’avete vista? Per fortuna che c’è internet: sul sito di Report da lunedì ci sono i testi e le immagini della puntata andata in onda.

Breaking news

Friday, May 16th, 2008

(di Antheus)

Come forse i nostri lettori più fedeli ricorderanno, a febbraio dedicammo un post a Oscar Pistorius e alla decisione del Consiglio della Federatletica mondiale di escluderlo dalle gare per normodotati e quindi anche dalle prossime Olimpiadi di Pechino: il nostro post portò ad una discussione molto interessante e con pareri contrastanti e tutti stimolanti.

Il velocista sudafricano, che corre con protesi in fibra di carbonio al posto della gambe, fece allora istanza al tribunale di Losanna che oggi l’ha accolta. Il Tribunale ha deciso che al momento non esistono elementi scientifici sufficienti per dimostrare che Pistorius tragga vantaggio dall’uso delle protesi.  La sentenza è stata accolta positivamente dalla Federazione Internazionale Atletica Leggera, così da quest’estate Pistorius potrà gareggiare in tutte le competizioni, anche alle Olimpiadi di Pechino se è ancora in tempo per iscriversi (credo comunque sia da escludere). Qui la notizia.

Il dibattito continua…

Comunità di lusso

Friday, May 16th, 2008

(di Antheus)

Chi l’avrebbe detto alcuni anni fa che la rete, considerata all’epoca luogo virtuale di smanettoni o di geek brufolosi e asociali, sarebbe diventata il luogo eletto per comunicare i marchi di lusso e per creare comunità di élite?

Nella miriade di social network, comunità on line e attività di web promotion, quelle riferite al mondo del lusso, dei consumi sofisticati ed elitari riscuotono un successo incredibile. A partire da A Small World fino a Cosmo Circle o quelle più esclusive all’interno di Facebook. Se prima i club di élite si trovavano sono nelle grandi metropoli o in amene località di vacanza, oggi basta un giro di amicizia virtuale “giuste” e un “add” in più che puoi far parte di “club esclusivi”.

Ovviamente in questi siti c’è un fortissimo - e, come al solito, eccessivo - senso di identità con luxury e fashion brands: in particolare c’è un sito chiamato Fame Game che warholianamente reinventa il concetto di fama all’interno dei parties newyorkesi alla ricerca dei brand presenti.

Le aziende del lusso tutto questo lo hanno capito per tempo e, a fianco del budget riservato a pubblicità su riviste patinate o nei fashion stores, hanno incrementato sensibilmente gli investimenti in rete attraverso la produzioni di video virali per il web. Alcuni esempi? Cartier ha realizzato una serie di minifilm diretti da Olivier Dahan, così come Prada con Trembled Blossoms e Sergio Rossi con la provocatoria serie Shoe Love.

Guerrilla Gardening

Wednesday, May 14th, 2008

(di Antheus)

Finito il MIDO (che è andato molto bene, anche oltre certe aspettative - grazie a tutti coloro che ci sono venuti a trovare) rialziamo la testa e godiamoci questi sprazzi di primavera in campagna, nei parchi e nei giardini in fiore. Come sapete a noi piacciono molto tutte quelle attività di comunicazione o dimostrative da parte di aziende, associazioni o di semplici gruppi organizzati, volte a migliorare l’aspetto delle nostre città.

Quindi ci piace segnalare le attività di quei gruppi che in mezzo mondo praticano il Guerrilla Gardening, ovvero forme di azione diretta non violenta attraverso il giardinaggio. In pratica questi gruppi individuano un pezzo di terra verde pubblico o privato, purché abbandonato o in stato di degrado, e vi piantano fiori e piante. Agiscono prevalentemente di notte, seminando fiori colorati nelle zone più industrializzate, ortaggi e frutta nei centri storici, girasoli per illuminare i viali più grigi.  Anche se poi i risultati non sono sempre eccellenti, l’intenzione e le modalità di critica politica proattiva sono da premiare e da supportare. E poi a noi i giardini piacciono molto.

Qui trovate le attività dei vari gruppi sparsi nel mondo. Qui invece il gruppo, molto attivo, italiano.

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Scritto con i piedi

Saturday, May 10th, 2008

(di Giovanni)

Siamo al Mido e onestamente sono emozionato.
Penso sia la stessa sensazione che le giovani di buona famiglia provano al ballo delle debuttanti.
Essere tra i giganti dell’occhialeria, multinazionali che integrano a monte (produzione) e a valle (distribuzione), fa venire un po’ le vertigini.
Alla fine pero’ ci siamo.
Quello che mi ha colpito e che nonostante tutto chi ha voglia, costanza e ardimento (sì proprio ardimento; perche’ in un business così competitivo ci vuole un bel po’ di caraggio…) puo’ avere il suo posto al sole.
Davanti al nostro stand ci sono due giovani designer con uno stand minuscolo che hanno sviluppato un brevetto di montaggio delle lenti.
Italia Independent c’e’ e nel suo piccolo si fa sentire forte.
L’esca lanciata l’anno scorso ha funzionato, su tanti stand si vedono abbozzati tentativi di replicare gli occhiali in carbonio, ma con scarso risultato.
I fluo hanno riscosso grande successo e in particolare le varianti rosa e viola, sara’ notizia gradita al nostro amico Fucsiaman.
I nuovi occhiali da vista sono la ciliegina sulla torta. Il risultato di un lavoro di un anno.
Spero di non aver scritto strafalcioni in questa mia testimonianza, anche perché quando si indossano i tacchi alti per partecipare al ballo i piedi fanno male. Penso che i piedi facciano male anche ai nostri giovani vicini designer.
Ma bisogna farsi forza perché ci sono ancora altri 3 giorni di balli da danzare!

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Under construction @ Mido

Thursday, May 8th, 2008

(di Antheus)

In tempo reale vi vogliamo rendere partecipi della costruzione dello stand del Mido. Forse è presto per dirlo - e pure presuntuoso -, ma credo che la nostra presenza a questa edizione sia diversa da tutti gli altri; non tanto - e non solo - per i prodotti, ma per il modo in cui ci proponiamo. All’interno dell’intero Mido e in particolar modo del padiglione 6 della Fiera che ospita il Design Lab, ovvero l’area dell’innovazione e del design applicata dell’ottica, noi di I-I siamo gli unici a proporre non solo gli occhiali, ma direttamente noi stessi, con tutto il nostro “universo”: abbigliamento, home decor, concetti, cose che ci piacciono, ispirazioni etc.. Addirittura abbiamo realizzato una fotografia in grandezza reale dell’armadio di Lapo, tra eleganza sofisticata e street style.

I temi proposti sono quelli a cui siamo più affezionati: passato e futuro (teche delle Pinacoteche Agnelli che contengono i vasi in tessuto e materiali tecnici innovativi, antichi tavoli in legno con gambe in carbonio), l’evoluzione di progetti (disegni tecnici, bozze di prototipi) e poi grossi bauli in kevlar e specchi antichi e moderni dappertutto.

Tra le mille difficoltà in cui ci si imbatte in queste situazioni, stiamo riuscendo a costruire ciò che volevamo. Speriamo di riuscire a comunicare tutto questo anche al pubblico e agli addetti ai lavori. Noi vi aspettiamo (clicca sulle foto per ingrandirle)

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