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	<title>Comments on: The Future Is So Bright, I Gotta Wear Shades</title>
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	<description>Il blog di Italia Independent</description>
	<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 07:21:43 +0000</pubDate>
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		<title>By: MONICA A</title>
		<link>http://blog.italiaindependent.com/2008/04/20/the-futures-so-bright-i-gotta-wear-shades/#comment-15868</link>
		<dc:creator>MONICA A</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jun 2008 05:32:46 +0000</pubDate>
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		<description>CINQUECENTO CABRIOLET .................................................  ...................... ..................................</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>CINQUECENTO CABRIOLET &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.  &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;. &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.</p>
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		<title>By: MONICA A</title>
		<link>http://blog.italiaindependent.com/2008/04/20/the-futures-so-bright-i-gotta-wear-shades/#comment-15866</link>
		<dc:creator>MONICA A</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jun 2008 05:31:48 +0000</pubDate>
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		<description>DIMENTICAVO NON HO VISTO IL PROGRAM MERCOLEDI' ALLA PROSSIMA OGGI NIENTE MARE PIGGIA E TEMPORALI  MIO BABY VUOLE LA CINQUECENTO STATION  CHE CARTONI ANIMATI VEDRA'........</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>DIMENTICAVO NON HO VISTO IL PROGRAM MERCOLEDI&#8217; ALLA PROSSIMA OGGI NIENTE MARE PIGGIA E TEMPORALI  MIO BABY VUOLE LA CINQUECENTO STATION  CHE CARTONI ANIMATI VEDRA&#8217;&#8230;&#8230;..</p>
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		<title>By: MONICA A</title>
		<link>http://blog.italiaindependent.com/2008/04/20/the-futures-so-bright-i-gotta-wear-shades/#comment-15865</link>
		<dc:creator>MONICA A</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jun 2008 05:29:02 +0000</pubDate>
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		<description>CIAO ANTEUS NON TROVO L'INDIRIZZO DI TORINO ED HO TANTISSIMO MATERIALE DA INVIARTI POSSO DIRE CHE LAPO HA DATO UNA SCARICA ELETTRICA AGLI STILISTI E NON SOLO........ SI VEDE MOLTO NELLA COLLEZIONE PRIM EST DI TUTTI........E' LUI IL TRAINER DELL'ANNO UN BACIO A LAPO MO</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>CIAO ANTEUS NON TROVO L&#8217;INDIRIZZO DI TORINO ED HO TANTISSIMO MATERIALE DA INVIARTI POSSO DIRE CHE LAPO HA DATO UNA SCARICA ELETTRICA AGLI STILISTI E NON SOLO&#8230;&#8230;.. SI VEDE MOLTO NELLA COLLEZIONE PRIM EST DI TUTTI&#8230;&#8230;..E&#8217; LUI IL TRAINER DELL&#8217;ANNO UN BACIO A LAPO MO</p>
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		<title>By: alfredo melloni</title>
		<link>http://blog.italiaindependent.com/2008/04/20/the-futures-so-bright-i-gotta-wear-shades/#comment-11991</link>
		<dc:creator>alfredo melloni</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 13:00:14 +0000</pubDate>
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		<description>La mia giornata cambia decisamente, alla luce di questa notiziona!!! Hihihihihihi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La mia giornata cambia decisamente, alla luce di questa notiziona!!! Hihihihihihi</p>
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	<item>
		<title>By: Giulia</title>
		<link>http://blog.italiaindependent.com/2008/04/20/the-futures-so-bright-i-gotta-wear-shades/#comment-11990</link>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 12:50:20 +0000</pubDate>
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		<description>volevo scusarmi con Otto perché avevo frainteso le tue uscite. Magari penserai che ho un buon fornitore pure io, tanto ad Arezzo siamo pure fniti ai tg nazionali....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>volevo scusarmi con Otto perché avevo frainteso le tue uscite. Magari penserai che ho un buon fornitore pure io, tanto ad Arezzo siamo pure fniti ai tg nazionali&#8230;.</p>
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	<item>
		<title>By: Giulia</title>
		<link>http://blog.italiaindependent.com/2008/04/20/the-futures-so-bright-i-gotta-wear-shades/#comment-11986</link>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 12:09:45 +0000</pubDate>
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		<description>Indubbiamente le parole di Starck fanno riflettere molto, o meglio mi fanno paura certe affermazioni. Se tutti ragionassero cosi, l'arte che fine farebbe... si perderebbe nell'omologazione del villaggio globale. Io mi chiedo con quale coraggio si possa dichiarare che il design é una orribile forma espressiva.... mi pare che abbia pure chiesto scusa per tutto ciò che ha creato (spazolino, sedie, etc....)..... Mi chiedo allora che senso abbia la cretività so non quella di saper trasformare la propia sensibilità, dare vita e corpo a una idea (a prescindere che il risultato finale possa ritenersi un buon prodotto o meno). Quando ho cercato di interpretare alcune cose espresse da Pippo (antropomorfo come il personaggio Walt Disney) ho voluto comunque vedere a modo molto mio il senso che il design dovrebbe avere e lo riporto con le stesse parole che ho usato: “Il fuoco primordiale della creatività é propio questo: osservare quella linea curva dell’evoluzione e dalla quale cogliere il punto luce/ombra per poi saperla progettare in una idea e in materia.”

Linea non può essere altro che una guida nel ricercare il senso cretivo, le curve dell'evoluzione sono le materie che si plasmano, i punti luce/ombra l'ispirazione. Un senso quasi darwiniano..... una evoluzione non della spece ma dell'arte.... seguire un sentimento é evoluzione, é andare avanti, é un virtuosismo come nel jazz, é una melodia, un scovare l'oltre che riesce a dare valore all'oggetto creato..... una coscienza significante come scrive Otto, é arte. 
Il design ha cambiato veramente volto negli ultimi 30 anni. Ciò che per esempio accadeva da noi fino a tutti gli anni '70 era una produzione ed esplosione, innovazione e ricerca.... gli artigiano non erano semplicemente dotati di mani beate, erano degli eccellenti creatori. Adoro per esempio le arti applicate dei primi 50 anni del '900. Il liberty quindi l'art nouveau e l'art decò... credo siano stati due movimenti artistici magnifici in quanto ad architettura, design, la pittura, la gioelleria...... c'era fermento e tante idee rivluzionarie. Oggi non manca la creatività, ma quello spirito che spero possa ritornare perché no anche in occasione dell'Expo milanese.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Indubbiamente le parole di Starck fanno riflettere molto, o meglio mi fanno paura certe affermazioni. Se tutti ragionassero cosi, l&#8217;arte che fine farebbe&#8230; si perderebbe nell&#8217;omologazione del villaggio globale. Io mi chiedo con quale coraggio si possa dichiarare che il design é una orribile forma espressiva&#8230;. mi pare che abbia pure chiesto scusa per tutto ciò che ha creato (spazolino, sedie, etc&#8230;.)&#8230;.. Mi chiedo allora che senso abbia la cretività so non quella di saper trasformare la propia sensibilità, dare vita e corpo a una idea (a prescindere che il risultato finale possa ritenersi un buon prodotto o meno). Quando ho cercato di interpretare alcune cose espresse da Pippo (antropomorfo come il personaggio Walt Disney) ho voluto comunque vedere a modo molto mio il senso che il design dovrebbe avere e lo riporto con le stesse parole che ho usato: “Il fuoco primordiale della creatività é propio questo: osservare quella linea curva dell’evoluzione e dalla quale cogliere il punto luce/ombra per poi saperla progettare in una idea e in materia.”</p>
<p>Linea non può essere altro che una guida nel ricercare il senso cretivo, le curve dell&#8217;evoluzione sono le materie che si plasmano, i punti luce/ombra l&#8217;ispirazione. Un senso quasi darwiniano&#8230;.. una evoluzione non della spece ma dell&#8217;arte&#8230;. seguire un sentimento é evoluzione, é andare avanti, é un virtuosismo come nel jazz, é una melodia, un scovare l&#8217;oltre che riesce a dare valore all&#8217;oggetto creato&#8230;.. una coscienza significante come scrive Otto, é arte.<br />
Il design ha cambiato veramente volto negli ultimi 30 anni. Ciò che per esempio accadeva da noi fino a tutti gli anni &#8216;70 era una produzione ed esplosione, innovazione e ricerca&#8230;. gli artigiano non erano semplicemente dotati di mani beate, erano degli eccellenti creatori. Adoro per esempio le arti applicate dei primi 50 anni del &#8216;900. Il liberty quindi l&#8217;art nouveau e l&#8217;art decò&#8230; credo siano stati due movimenti artistici magnifici in quanto ad architettura, design, la pittura, la gioelleria&#8230;&#8230; c&#8217;era fermento e tante idee rivluzionarie. Oggi non manca la creatività, ma quello spirito che spero possa ritornare perché no anche in occasione dell&#8217;Expo milanese.</p>
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	<item>
		<title>By: .8  (fucsiaman)</title>
		<link>http://blog.italiaindependent.com/2008/04/20/the-futures-so-bright-i-gotta-wear-shades/#comment-11981</link>
		<dc:creator>.8  (fucsiaman)</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 10:20:53 +0000</pubDate>
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		<description>Non so. Trovo schizoide la dichiarazione di Pippo, riportata da Giulia. Da un lato si cerca l'alibi della piccolezza per mostrarsi umile, dall'altro evoca grandi flussi e energie "cosmiche" nei quali obbligatoriamente (pur nel piccolo) il progetto debba essere inscritto. Lui sa benissimo di essere un grande e di aver tracciato una strada inscritta nella storia del design. 
Non sopporto quindi la falsa umiltà (non lo è, solo per essere ricevuti da lui occorre pagare qualche decinaio di migliaia di sterline). Uno spazzolino, così come una seggiolina, non hanno niente a che fare con ordini superiori o energie o flussi o vitalità. Oppure non possiamo arrogarci il diritto di pensarlo per quelle fatte oggi, mentre inevitabilmente per tutto l'arredo e l'accessoristica dei secoli passati (con i valentissimi esempi che conosciamo) questa percezione, filosofia, concezione, non essendo nè conosciuta, nè pensata, non valesse. Forse chi disegnava arredi per il Re Sole si sentiva "inscritto" in una missione vitale? No. Cercava di rendere piacevole e ricca la seduta del culone del Re. Ecco perchè forse in quattro non ancora riusciamo a cpire bene cosa volesse dire Pippo con quelle parole (poi addirittura smentite altrove).
Forse uno spazzolino è uno spazzolino e una seggiola è una seggiola. E basta. Poi progetto e forma possono avere mille giustificazioni e culture dietro (è la base del design e dell'Arte ciò) ma tutto il resto mi lascia perplesso. E mi porta verso "crasse" risate.
Starck non è un modello per la qualificazione dell'artigianato italiano, nel senso di ciò che ho detto prima. Starck è esattamente l'opposto, l'omologazione globale di un gusto "imposto" dai magazine e dagli architetti radicalchic, "vestiti di nero" come direbbero altri, che nella indiscussa piacevolezza di certe ironie e curve hanno trovato il rimedio alla loro mancanza di capacità di progetto dell'oggetto specifico. E' quindi un design di basso profilo (come quello delle borsette, eheheh) che "piacevolizza" le case, dandogli un tocco di intellettualità quano fai le cene..." bella 'sta sedia ma di chi è? Ma è di starch! Come, non la riconosci?"
Quindi, tornando a noi, non so proprio come interpretare quella frase. Sembra scritta da Derrida o da Borges....

Arte: le grasse risate se le sono fatte in molti. Devo però dire che da Bacon non me lo aspettavo. E devo dire anche che però, qualunque cosa faccia un artista, sotto sotto, pur se inconsciamente, anche a livello di sensibilità o traumi subiti e non riconosciuti, una motivazione esiste. Molti artisti sono ignoranti, anche di se stessi. Pensano di fare cose  perchè così gli piacciono mentre invece hanno motivazioni inconsce di ciò che fanno e non lo sanno.
Certo non tutti gli artisti fanno così. Ci sono persone di cui ogni riga ed ogni forma hanno significati precisi e coscienza del "facto". Ed è proprio questa la definizione di Arte che più difendo: la coscienza di un significato da rivelare (epiphanos) al fruitore attraverso un media. Una metafora quindi ed una epifania. Una Metafania. Quindi a monte una coscienza ed un significato, a valle la rivelazione dello stesso o di parte dello stesso o solo di una emozione (dovuta allo stesso). Nel mezzo, lo strumento, la tela, il video, la pietra, la plastica e ciò che si vuole.
Ma senza una coscienza significante di ciò che si crea, si fa solo arredamento, artigianato, design. categorie certamente degnissime di esistere, ma da non confondersi con l'Arte.....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non so. Trovo schizoide la dichiarazione di Pippo, riportata da Giulia. Da un lato si cerca l&#8217;alibi della piccolezza per mostrarsi umile, dall&#8217;altro evoca grandi flussi e energie &#8220;cosmiche&#8221; nei quali obbligatoriamente (pur nel piccolo) il progetto debba essere inscritto. Lui sa benissimo di essere un grande e di aver tracciato una strada inscritta nella storia del design.<br />
Non sopporto quindi la falsa umiltà (non lo è, solo per essere ricevuti da lui occorre pagare qualche decinaio di migliaia di sterline). Uno spazzolino, così come una seggiolina, non hanno niente a che fare con ordini superiori o energie o flussi o vitalità. Oppure non possiamo arrogarci il diritto di pensarlo per quelle fatte oggi, mentre inevitabilmente per tutto l&#8217;arredo e l&#8217;accessoristica dei secoli passati (con i valentissimi esempi che conosciamo) questa percezione, filosofia, concezione, non essendo nè conosciuta, nè pensata, non valesse. Forse chi disegnava arredi per il Re Sole si sentiva &#8220;inscritto&#8221; in una missione vitale? No. Cercava di rendere piacevole e ricca la seduta del culone del Re. Ecco perchè forse in quattro non ancora riusciamo a cpire bene cosa volesse dire Pippo con quelle parole (poi addirittura smentite altrove).<br />
Forse uno spazzolino è uno spazzolino e una seggiola è una seggiola. E basta. Poi progetto e forma possono avere mille giustificazioni e culture dietro (è la base del design e dell&#8217;Arte ciò) ma tutto il resto mi lascia perplesso. E mi porta verso &#8220;crasse&#8221; risate.<br />
Starck non è un modello per la qualificazione dell&#8217;artigianato italiano, nel senso di ciò che ho detto prima. Starck è esattamente l&#8217;opposto, l&#8217;omologazione globale di un gusto &#8220;imposto&#8221; dai magazine e dagli architetti radicalchic, &#8220;vestiti di nero&#8221; come direbbero altri, che nella indiscussa piacevolezza di certe ironie e curve hanno trovato il rimedio alla loro mancanza di capacità di progetto dell&#8217;oggetto specifico. E&#8217; quindi un design di basso profilo (come quello delle borsette, eheheh) che &#8220;piacevolizza&#8221; le case, dandogli un tocco di intellettualità quano fai le cene&#8230;&#8221; bella &#8217;sta sedia ma di chi è? Ma è di starch! Come, non la riconosci?&#8221;<br />
Quindi, tornando a noi, non so proprio come interpretare quella frase. Sembra scritta da Derrida o da Borges&#8230;.</p>
<p>Arte: le grasse risate se le sono fatte in molti. Devo però dire che da Bacon non me lo aspettavo. E devo dire anche che però, qualunque cosa faccia un artista, sotto sotto, pur se inconsciamente, anche a livello di sensibilità o traumi subiti e non riconosciuti, una motivazione esiste. Molti artisti sono ignoranti, anche di se stessi. Pensano di fare cose  perchè così gli piacciono mentre invece hanno motivazioni inconsce di ciò che fanno e non lo sanno.<br />
Certo non tutti gli artisti fanno così. Ci sono persone di cui ogni riga ed ogni forma hanno significati precisi e coscienza del &#8220;facto&#8221;. Ed è proprio questa la definizione di Arte che più difendo: la coscienza di un significato da rivelare (epiphanos) al fruitore attraverso un media. Una metafora quindi ed una epifania. Una Metafania. Quindi a monte una coscienza ed un significato, a valle la rivelazione dello stesso o di parte dello stesso o solo di una emozione (dovuta allo stesso). Nel mezzo, lo strumento, la tela, il video, la pietra, la plastica e ciò che si vuole.<br />
Ma senza una coscienza significante di ciò che si crea, si fa solo arredamento, artigianato, design. categorie certamente degnissime di esistere, ma da non confondersi con l&#8217;Arte&#8230;..</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Stefano</title>
		<link>http://blog.italiaindependent.com/2008/04/20/the-futures-so-bright-i-gotta-wear-shades/#comment-11979</link>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 09:36:20 +0000</pubDate>
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		<description>...però, rileggendo attentamente le righe (eh...l'i(n)spirazione...) riportate da Giulia, non credo di aver sbagliato di molto la mia interpretazione...oppure ormai mi sono invischiato a tal punto nel mio modo di leggerle che non ne esco facilmente...

Ci riprovo, tu correggimi .8!

Lui - dice - è cosciente che un prgetto non ha legittimità se non è inscritto nella Storia. Per contro però afferma "cerco - è il desiderio, l'aspirazione - di attenermi a questa idea" MA sono solo un piccolo disegnatore, non posso pretendere di essere all'altezza di tutto ciò. Nonostante la mia palese impotenza, partecipo come posso, tutti sono chiamati a partecipare poiché non è obbligatorio essere geni.

O no?!

Ste</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;però, rileggendo attentamente le righe (eh&#8230;l&#8217;i(n)spirazione&#8230;) riportate da Giulia, non credo di aver sbagliato di molto la mia interpretazione&#8230;oppure ormai mi sono invischiato a tal punto nel mio modo di leggerle che non ne esco facilmente&#8230;</p>
<p>Ci riprovo, tu correggimi .8!</p>
<p>Lui - dice - è cosciente che un prgetto non ha legittimità se non è inscritto nella Storia. Per contro però afferma &#8220;cerco - è il desiderio, l&#8217;aspirazione - di attenermi a questa idea&#8221; MA sono solo un piccolo disegnatore, non posso pretendere di essere all&#8217;altezza di tutto ciò. Nonostante la mia palese impotenza, partecipo come posso, tutti sono chiamati a partecipare poiché non è obbligatorio essere geni.</p>
<p>O no?!</p>
<p>Ste</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Stefano</title>
		<link>http://blog.italiaindependent.com/2008/04/20/the-futures-so-bright-i-gotta-wear-shades/#comment-11978</link>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 09:26:43 +0000</pubDate>
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		<description>...ora mi è più chiaro ciò che hai scritto prima...

Io l'avevo invece interpretato "ingenuamente" al contrario, cioè come se lui si sentisse inadeguato poiché da un lato conscio di dover dare contributi sostanziosi all'evoluzione dell'uomo, ma dall'altro, sentendosi solo disegnatore di inezie, non riuscendovi appieno. E quindi leggevo quel "partecipo con i miei mezzi" come uno "scusate, vorrei tanto essere guida, ma non ne ho le capacità e quindi accettate almeno l'impegno...".

Allora, come hai già detto, ritorniamo alla questione di sempre: che la cultura, il design, l'arte, gli spazzolini o le cravatte non abbiano solo il Mercato come riferimento, ma che ci siano - da un lato e dall'altro - sensibilità, tradizione, innovazione fusi nell'evoluzione.

...poi però, sempre riguardo a Pippo, non mi appare più tanto chiaro il prosieguo: perché cercare altro, definendo il design un pessimo modo per esprimersi? Forse è tra quelle contraddizioni che dicevi?

E infine, su Bacon: io non direi che è decaduto un mito - almeno per me. E anche qui aiutami a capire, dato che io parlo da appassionato ma non molto colto. Lo pensavo al liceo da studente svogliato di Dante, lo hanno detto in vari (dalla pop art ai dada, etc.): mi sono sempre chiesto che grasse risate si sarebbe fatto il Sommo Poeta vedendo che migliaia di parole a commento erano state scritte su un suo singolo verso, a scavare mille interpretazioni, quando magari lui l'aveva semplicemente vergato "perché così gli andava". [Attenzione, non mi si fraintenda: non sto sminuendo Dante ovviamente, quanto sorridendo, magari con presunzione, di certa Critica...]. Poi Warhol, Duchamp &#38; co. hanno ribadito il resto... Quindi, dal mio punto di vista almeno, Bacon ha semplicemente e ironicamente fatto una bella citazione...doppiamente mito, giacché, immagino, la Critica avrà poi criticato questo atteggiamento non-critico... Geniale!

N'est-ce pas?

Ste

p.s.: forse che davvero il mio fornitore non è all'altezza di quelli citati?!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;ora mi è più chiaro ciò che hai scritto prima&#8230;</p>
<p>Io l&#8217;avevo invece interpretato &#8220;ingenuamente&#8221; al contrario, cioè come se lui si sentisse inadeguato poiché da un lato conscio di dover dare contributi sostanziosi all&#8217;evoluzione dell&#8217;uomo, ma dall&#8217;altro, sentendosi solo disegnatore di inezie, non riuscendovi appieno. E quindi leggevo quel &#8220;partecipo con i miei mezzi&#8221; come uno &#8220;scusate, vorrei tanto essere guida, ma non ne ho le capacità e quindi accettate almeno l&#8217;impegno&#8230;&#8221;.</p>
<p>Allora, come hai già detto, ritorniamo alla questione di sempre: che la cultura, il design, l&#8217;arte, gli spazzolini o le cravatte non abbiano solo il Mercato come riferimento, ma che ci siano - da un lato e dall&#8217;altro - sensibilità, tradizione, innovazione fusi nell&#8217;evoluzione.</p>
<p>&#8230;poi però, sempre riguardo a Pippo, non mi appare più tanto chiaro il prosieguo: perché cercare altro, definendo il design un pessimo modo per esprimersi? Forse è tra quelle contraddizioni che dicevi?</p>
<p>E infine, su Bacon: io non direi che è decaduto un mito - almeno per me. E anche qui aiutami a capire, dato che io parlo da appassionato ma non molto colto. Lo pensavo al liceo da studente svogliato di Dante, lo hanno detto in vari (dalla pop art ai dada, etc.): mi sono sempre chiesto che grasse risate si sarebbe fatto il Sommo Poeta vedendo che migliaia di parole a commento erano state scritte su un suo singolo verso, a scavare mille interpretazioni, quando magari lui l&#8217;aveva semplicemente vergato &#8220;perché così gli andava&#8221;. [Attenzione, non mi si fraintenda: non sto sminuendo Dante ovviamente, quanto sorridendo, magari con presunzione, di certa Critica...]. Poi Warhol, Duchamp &amp; co. hanno ribadito il resto&#8230; Quindi, dal mio punto di vista almeno, Bacon ha semplicemente e ironicamente fatto una bella citazione&#8230;doppiamente mito, giacché, immagino, la Critica avrà poi criticato questo atteggiamento non-critico&#8230; Geniale!</p>
<p>N&#8217;est-ce pas?</p>
<p>Ste</p>
<p>p.s.: forse che davvero il mio fornitore non è all&#8217;altezza di quelli citati?!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: .8  (fucsiaman)</title>
		<link>http://blog.italiaindependent.com/2008/04/20/the-futures-so-bright-i-gotta-wear-shades/#comment-11977</link>
		<dc:creator>.8  (fucsiaman)</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Apr 2008 08:56:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.italiaindependent.com/2008/04/20/the-futures-so-bright-i-gotta-wear-shades/#comment-11977</guid>
		<description>ma... mi sembrava invece che egli dicesse che, pur facendo cose minime (???), anche queste le "sentisse" parte di un flusso vitale e storico...
[...] “Una delle regole è che un progetto non ha legittimità se non s’iscrive in questa storia, nella grande storia degli 8 miliardi di anni. Cerco di attenermi a quest’idea, con successo variabile [...] Tutti, invece sono destinati a partecipare. Partecipo con i miei mezzi. Oggi osservo che la curva dell’evoluzione è positiva. La storia avanza. certo, tutto dipende dalla prospettiva: da lontano la curva è impeccabile....." ecc. 
Un progetto "non ha legittimità". Quindi pur nel piccolissimo e nell'insignificante, pare ci sia l'immanenza di un "ordine" progettuale che è quello della storia....
Credo volesse dire che nulla può essere casuale e che qualsiasi cosa si faccia, ha una sua ragione d'essere in quanto deriva da culture e sovrapposizioni. Lui cerca di attenersi a quella idea. Così dichiara. Come d'altra parte dichiara di disegnare anche oggetti francamente di poca importanza "storica". Ma la conclusione del brano, con l'accenno alla curva dell'evoluzione, se non è una i(n)spirata di quello buono è un ritornare ad inscrivere le proprie cose in un flusso naturale e superiore. Da cui ne ho tratto la conseguenza che egli sniffa o i(n)spira roba buona, perchè oltre ad essere contraddittorio (ma questo a volte è un male comune dei geni artistici) in fondo avoca a sè una parte di quello spirito anche nello spazzolino da denti.
Ho assistito a Milano ad una intervista a Bacon nella quale  il giornalista poneva domande sul significato di alcuni oggetti o soggetti e le risposte più frequenti ( e che mi hanno fatto decadere Bacon come mito) sono state: beh gli dia il significato che lei vuole... oppure: c'ho messo il cane perchè mi piaceva, forse una statuta ci stava meglio.... ecc.
Uno spazzolino può essere i(n)scritto in qualsiasi ordine cosmico o storico, ma alla fine è così perchè "piaceva" così e basta.
Solo per caso o per scelta... senza altri motivi. Ed è questo che separa l'Arte (quella vera) dal design.
Persino Bacon in certi suoi quadri ha fatto semplice design: trasposizione di fotografie su tela. Mentre critici e noi, pensavamo ai suoi dissidi interni manifesti nelle lacerazioni dei volti e dei corpi.... cazzate.
Li faceva perchè gli piaceva quel soggetto e basta. Forse anche lui aveva un buon fornitore...ma non di tele eh!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ma&#8230; mi sembrava invece che egli dicesse che, pur facendo cose minime (???), anche queste le &#8220;sentisse&#8221; parte di un flusso vitale e storico&#8230;<br />
[...] “Una delle regole è che un progetto non ha legittimità se non s’iscrive in questa storia, nella grande storia degli 8 miliardi di anni. Cerco di attenermi a quest’idea, con successo variabile [...] Tutti, invece sono destinati a partecipare. Partecipo con i miei mezzi. Oggi osservo che la curva dell’evoluzione è positiva. La storia avanza. certo, tutto dipende dalla prospettiva: da lontano la curva è impeccabile&#8230;..&#8221; ecc.<br />
Un progetto &#8220;non ha legittimità&#8221;. Quindi pur nel piccolissimo e nell&#8217;insignificante, pare ci sia l&#8217;immanenza di un &#8220;ordine&#8221; progettuale che è quello della storia&#8230;.<br />
Credo volesse dire che nulla può essere casuale e che qualsiasi cosa si faccia, ha una sua ragione d&#8217;essere in quanto deriva da culture e sovrapposizioni. Lui cerca di attenersi a quella idea. Così dichiara. Come d&#8217;altra parte dichiara di disegnare anche oggetti francamente di poca importanza &#8220;storica&#8221;. Ma la conclusione del brano, con l&#8217;accenno alla curva dell&#8217;evoluzione, se non è una i(n)spirata di quello buono è un ritornare ad inscrivere le proprie cose in un flusso naturale e superiore. Da cui ne ho tratto la conseguenza che egli sniffa o i(n)spira roba buona, perchè oltre ad essere contraddittorio (ma questo a volte è un male comune dei geni artistici) in fondo avoca a sè una parte di quello spirito anche nello spazzolino da denti.<br />
Ho assistito a Milano ad una intervista a Bacon nella quale  il giornalista poneva domande sul significato di alcuni oggetti o soggetti e le risposte più frequenti ( e che mi hanno fatto decadere Bacon come mito) sono state: beh gli dia il significato che lei vuole&#8230; oppure: c&#8217;ho messo il cane perchè mi piaceva, forse una statuta ci stava meglio&#8230;. ecc.<br />
Uno spazzolino può essere i(n)scritto in qualsiasi ordine cosmico o storico, ma alla fine è così perchè &#8220;piaceva&#8221; così e basta.<br />
Solo per caso o per scelta&#8230; senza altri motivi. Ed è questo che separa l&#8217;Arte (quella vera) dal design.<br />
Persino Bacon in certi suoi quadri ha fatto semplice design: trasposizione di fotografie su tela. Mentre critici e noi, pensavamo ai suoi dissidi interni manifesti nelle lacerazioni dei volti e dei corpi&#8230;. cazzate.<br />
Li faceva perchè gli piaceva quel soggetto e basta. Forse anche lui aveva un buon fornitore&#8230;ma non di tele eh!</p>
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