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	<title>Comments on: Insert coins</title>
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	<description>Il blog di Italia Independent</description>
	<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 02:57:12 +0000</pubDate>
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		<title>By: Dilett@Marie</title>
		<link>http://blog.italiaindependent.com/2008/04/07/insert-coins/#comment-56179</link>
		<dc:creator>Dilett@Marie</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 19:17:29 +0000</pubDate>
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		<description>i sanculotti...? qui solo culatelli! ...oggi sono andata alla coop e gli ho detto signiora cooperiamo lei ce l' ha un marito? mii ha guardata storta... mah và affà dibben' agl'asini....
da quando hanno tolto l' osso alla fiorentina... solo smidollahi jooolanda!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>i sanculotti&#8230;? qui solo culatelli! &#8230;oggi sono andata alla coop e gli ho detto signiora cooperiamo lei ce l&#8217; ha un marito? mii ha guardata storta&#8230; mah và affà dibben&#8217; agl&#8217;asini&#8230;.<br />
da quando hanno tolto l&#8217; osso alla fiorentina&#8230; solo smidollahi jooolanda!</p>
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	<item>
		<title>By: DEMOCRAZIA TURNARIA</title>
		<link>http://blog.italiaindependent.com/2008/04/07/insert-coins/#comment-56178</link>
		<dc:creator>DEMOCRAZIA TURNARIA</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 15:47:59 +0000</pubDate>
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		<description>INFLAZIONE = STAMPO E INTASCO 

se avessimo una moneta vera, d'oro o ancorata all'oro, il petrolio potrebbe anche schizzare a 200$ ma i prezzi non aumenterebbero. 
A dimostrazione di ciò il prezzo dell'oro in dollari è cresciuto di pari passo a quello del petrolio. 
il problema è che, mentre fino a meno di cento anni fa le monete erano d'oro o d'argento, e quindi avevano un loro valore intrinseco, a difesa dei risparmi e del potere d'acquisto della gente, oggi la moneta è cartamoneta, fatta di carta straccia e vale come carta straccia. 
la moneta di carta straccia comporta che chi controlla, direttamente o indirettamente, l'emissione di cartamoneta e la spesa pubblica, PUò, A SUO PIACERE, derubarti del valore-potere d'acquisto dei tuoi soldi, dei tuoi risparmi, della tua ricchezza, semplicemente stampando PIù carta moneta e destinandola alle sue tasche o a quelle dei suoi amici tramite il controllo della spesa pubblica. 
la TUA cartamoneta così vale sempre meno (= inflazione) e altri si arricchiscono alle tue spalle senza lavorare, semplicemente stampando dei pezzi di carta. 
tu lavori per mantenere loro. come me. 

accettiamo questo destino o ci ribelliamo? 
negli usa il senatore ron paul ha proposto al congresso di ritornare al gold exchange standard, cioè alla convertibilità della carta moneta in oro, a tutela del potere d'acquisto e dei risparmi delle famiglie americane. 

perché in italia nessuno dice che l'inflazione è una TASSA e non un fenomeno economico? perché i mass media di regime fanno disinformazione raccontandoci che l'inflazione è causata dagli aumenti del petrolio o del grano? queste sono BALLE! 
l'inflazione è causata dall'eccesso di carta moneta stampata per depredarci. 
è ora che qualcuno lo dica! 

L'unica causa dell'INFLAZIONE, dell'aumento generalizzato dei prezzi, è l'eccesso di carta moneta, carta straccia priva di valore intrinseco.
Perché hanno tolto le monete d'oro e d'argento, e anche la semplice convertibilità in oro della carta moneta? Perché così i padroni del vapore possono stampare cartamoneta e intascare. Più stampano e più provocano inflazione, e più polverizzano i risparmi dei cittadini, di fatto depredandoli.
Loro arricchiscono destinando alle loro tasche, tramite il controllo dello stato e della spesa pubblica (es.: rottamazioni) , la nuova moneta stampata, pur svalutata. I cittadini perdono ricchezza vedendosi svalutare i risparmi e i crediti non indicizzati.
Morale: come arricchire stampando carta straccia e polverizzando i risparmi della gente.

Capito a cosa serve stampare la carta moneta, a posto delle monete d'oro o d'argento, e finanziarci la spesa pubblica?
E non è una novità.
Già l'avevano scoperto i rivoluzionari francesi di fine '700, con gli assignats e le forniture all'esercito...
Loro si arricchivano e i sanculotti morivano.

Il mondo è dei furbi... e i fessi accettano la depredazione, lavorano per far fare la bella vita ai furbi.


Filippo Matteucci 
Privatist Economist
DEMOCRAZIA TURNARIA</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>INFLAZIONE = STAMPO E INTASCO </p>
<p>se avessimo una moneta vera, d&#8217;oro o ancorata all&#8217;oro, il petrolio potrebbe anche schizzare a 200$ ma i prezzi non aumenterebbero.<br />
A dimostrazione di ciò il prezzo dell&#8217;oro in dollari è cresciuto di pari passo a quello del petrolio.<br />
il problema è che, mentre fino a meno di cento anni fa le monete erano d&#8217;oro o d&#8217;argento, e quindi avevano un loro valore intrinseco, a difesa dei risparmi e del potere d&#8217;acquisto della gente, oggi la moneta è cartamoneta, fatta di carta straccia e vale come carta straccia.<br />
la moneta di carta straccia comporta che chi controlla, direttamente o indirettamente, l&#8217;emissione di cartamoneta e la spesa pubblica, PUò, A SUO PIACERE, derubarti del valore-potere d&#8217;acquisto dei tuoi soldi, dei tuoi risparmi, della tua ricchezza, semplicemente stampando PIù carta moneta e destinandola alle sue tasche o a quelle dei suoi amici tramite il controllo della spesa pubblica.<br />
la TUA cartamoneta così vale sempre meno (= inflazione) e altri si arricchiscono alle tue spalle senza lavorare, semplicemente stampando dei pezzi di carta.<br />
tu lavori per mantenere loro. come me. </p>
<p>accettiamo questo destino o ci ribelliamo?<br />
negli usa il senatore ron paul ha proposto al congresso di ritornare al gold exchange standard, cioè alla convertibilità della carta moneta in oro, a tutela del potere d&#8217;acquisto e dei risparmi delle famiglie americane. </p>
<p>perché in italia nessuno dice che l&#8217;inflazione è una TASSA e non un fenomeno economico? perché i mass media di regime fanno disinformazione raccontandoci che l&#8217;inflazione è causata dagli aumenti del petrolio o del grano? queste sono BALLE!<br />
l&#8217;inflazione è causata dall&#8217;eccesso di carta moneta stampata per depredarci.<br />
è ora che qualcuno lo dica! </p>
<p>L&#8217;unica causa dell&#8217;INFLAZIONE, dell&#8217;aumento generalizzato dei prezzi, è l&#8217;eccesso di carta moneta, carta straccia priva di valore intrinseco.<br />
Perché hanno tolto le monete d&#8217;oro e d&#8217;argento, e anche la semplice convertibilità in oro della carta moneta? Perché così i padroni del vapore possono stampare cartamoneta e intascare. Più stampano e più provocano inflazione, e più polverizzano i risparmi dei cittadini, di fatto depredandoli.<br />
Loro arricchiscono destinando alle loro tasche, tramite il controllo dello stato e della spesa pubblica (es.: rottamazioni) , la nuova moneta stampata, pur svalutata. I cittadini perdono ricchezza vedendosi svalutare i risparmi e i crediti non indicizzati.<br />
Morale: come arricchire stampando carta straccia e polverizzando i risparmi della gente.</p>
<p>Capito a cosa serve stampare la carta moneta, a posto delle monete d&#8217;oro o d&#8217;argento, e finanziarci la spesa pubblica?<br />
E non è una novità.<br />
Già l&#8217;avevano scoperto i rivoluzionari francesi di fine &#8216;700, con gli assignats e le forniture all&#8217;esercito&#8230;<br />
Loro si arricchivano e i sanculotti morivano.</p>
<p>Il mondo è dei furbi&#8230; e i fessi accettano la depredazione, lavorano per far fare la bella vita ai furbi.</p>
<p>Filippo Matteucci<br />
Privatist Economist<br />
DEMOCRAZIA TURNARIA</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: .8 (fucsiaman) danilo verticelli</title>
		<link>http://blog.italiaindependent.com/2008/04/07/insert-coins/#comment-44990</link>
		<dc:creator>.8 (fucsiaman) danilo verticelli</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Oct 2008 08:18:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.italiaindependent.com/2008/04/07/insert-coins/#comment-44990</guid>
		<description>Fatto sta, Luciano, che in Italia, proprio per non essere caduti nell'illusione di una vita "competitiva" in senso inglese, si vive più a lungo di quasi tutti i paesi del mondo, ci si vive bene e non ci si ammazza dallo stress.
Questo non vuol dire che il sistema attuale sia difendibile. No. Ma non vuole altrettanto dire che la sostituzione di un sistema clientelare con quello della rigida competitività porti a conseguenze migliori.
La solidarietà è una conseguenza di tale sistema chiuso. Non la causa. In questo sistema, mafioso e clientelare, per alcune classi sociali non rimane che la solidarietà. Cosa sconosciuta negli ambienti anglosassoni dove si passa avanti se una persona soffre stesa su un marciapiede. Conosciamo bene l'umanità anglosassone, dai tempi dei Tudor passando per la strage dell'Heysel di Bruxelles per arrivare alle tristezze dei giovanissimi che si accoltellano quotidianamente a Londra per noia. E non cito l'abitudine tutta nordica di trascorrere i weekend ubriancadosi ai pub. E la gioventù italiana, esterofila e rincoglionita dai media angloamericani comincia ad imitarne le fattezze.
Nella nostra organizzazione sociale la struttura cattolica ha una valenza formativa e di controllo delle derive animalistiche dell'essere umano. Non coercitivo. Nessuno ti obbliga al catechismo o a sposarti in chiesa. Nessuno. Sta di fatto che la stragrande maggioranza degli italiani (ma anche dei paesi latini nel mondo, nonchè esteuropei) crede e condivide un modo di pensare che non sia semplicemente finalizzato alla realizzazione materiale ma abbia valenze "spirituali" (in senso laico del termine) che arricchiscono le azioni quotidiane.
Il merito? Il merito è una chimera. Come lo valuti il merito? In termini quantitativi o qualitativi? Chi fa più pratiche o chi le fa meglio? Si parla di lavori semplici, per cui è facile affidarsi al merito quantitativo, o di lavori complessi, per cui la qualità è essenziale. E chi decide cosa è "qualità"?
Chi è meritorio? Quando te ne accorgi? A volte si fanno scelte che hanno i loro effetti anche dopo anni. Nel transitorio si è o non si è "meritori"?
Per il sistema produttivo la risposta è una sola. La disse "maglioncino" Marchionne in una intervista (qualcosa del genere): "...alla FIAT non c'è posto per coloro che alla fine dell'orario di lavoro si alzano e vanno a casa". E forse non ci dovrebbe essere neanche posto (no, Romiti proprio non va citato tra le cose valide) per chi lascia che a inventare la Smart, i SUV, la Golf siano gli altri e non lui.

Per gli industriali ed i produttori di lavoro (i marxisti direbbero i "padroni") il "merito" si misura su quanto tu sacrifichi la tua libertà personale ed il diritto alla tua vita per l'azienda. Sarà quindi "meritorio" chi vivrà sempre in azienda e leccherà il culo ai dirigenti, chi, per limiti propri psichici, non avrà una propria famiglia e propri interessi e quindi dedicherà la propria vita al lavoro non avendo altro.

Avremo dipendenti sempre più psicopatici ed asserviti alle logiche aziendali. Ovviamente l'azienda se ne fregherebbe di loro ed alla prima occasione li metterebbe a terra o a  casa.

Ecco perchè quando si parla di merito "imposto" , per classifiche, per graduatorie, per criteri, mi si rizzano i capelli (e ne ho tanti). Se ne parla la Marcegaglia, ho paura, ma non per me, per i suoi dipendenti obbligati agli straordinari per fare "bella figura" e meritarsi qualche omaggio.
Di fronte a questo scenario Orwelliano, preferisco la buona vecchia raccomandazione ed un sistema malato ma "umano", preferisco un bidello che ruba lo stipendio facendo ben poco piuttosto che dieci dipendenti di un'azienda costretti a lavorare dieci ore al giorno privati per forza maggiore della propria vita sociale ed affettiva. E soprattutto preferisco che sia il cliente, il mercato, la gente a decidere chi è meritorio e non il datore di lavoro. Ccà nisciun'è fess!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Fatto sta, Luciano, che in Italia, proprio per non essere caduti nell&#8217;illusione di una vita &#8220;competitiva&#8221; in senso inglese, si vive più a lungo di quasi tutti i paesi del mondo, ci si vive bene e non ci si ammazza dallo stress.<br />
Questo non vuol dire che il sistema attuale sia difendibile. No. Ma non vuole altrettanto dire che la sostituzione di un sistema clientelare con quello della rigida competitività porti a conseguenze migliori.<br />
La solidarietà è una conseguenza di tale sistema chiuso. Non la causa. In questo sistema, mafioso e clientelare, per alcune classi sociali non rimane che la solidarietà. Cosa sconosciuta negli ambienti anglosassoni dove si passa avanti se una persona soffre stesa su un marciapiede. Conosciamo bene l&#8217;umanità anglosassone, dai tempi dei Tudor passando per la strage dell&#8217;Heysel di Bruxelles per arrivare alle tristezze dei giovanissimi che si accoltellano quotidianamente a Londra per noia. E non cito l&#8217;abitudine tutta nordica di trascorrere i weekend ubriancadosi ai pub. E la gioventù italiana, esterofila e rincoglionita dai media angloamericani comincia ad imitarne le fattezze.<br />
Nella nostra organizzazione sociale la struttura cattolica ha una valenza formativa e di controllo delle derive animalistiche dell&#8217;essere umano. Non coercitivo. Nessuno ti obbliga al catechismo o a sposarti in chiesa. Nessuno. Sta di fatto che la stragrande maggioranza degli italiani (ma anche dei paesi latini nel mondo, nonchè esteuropei) crede e condivide un modo di pensare che non sia semplicemente finalizzato alla realizzazione materiale ma abbia valenze &#8220;spirituali&#8221; (in senso laico del termine) che arricchiscono le azioni quotidiane.<br />
Il merito? Il merito è una chimera. Come lo valuti il merito? In termini quantitativi o qualitativi? Chi fa più pratiche o chi le fa meglio? Si parla di lavori semplici, per cui è facile affidarsi al merito quantitativo, o di lavori complessi, per cui la qualità è essenziale. E chi decide cosa è &#8220;qualità&#8221;?<br />
Chi è meritorio? Quando te ne accorgi? A volte si fanno scelte che hanno i loro effetti anche dopo anni. Nel transitorio si è o non si è &#8220;meritori&#8221;?<br />
Per il sistema produttivo la risposta è una sola. La disse &#8220;maglioncino&#8221; Marchionne in una intervista (qualcosa del genere): &#8220;&#8230;alla FIAT non c&#8217;è posto per coloro che alla fine dell&#8217;orario di lavoro si alzano e vanno a casa&#8221;. E forse non ci dovrebbe essere neanche posto (no, Romiti proprio non va citato tra le cose valide) per chi lascia che a inventare la Smart, i SUV, la Golf siano gli altri e non lui.</p>
<p>Per gli industriali ed i produttori di lavoro (i marxisti direbbero i &#8220;padroni&#8221;) il &#8220;merito&#8221; si misura su quanto tu sacrifichi la tua libertà personale ed il diritto alla tua vita per l&#8217;azienda. Sarà quindi &#8220;meritorio&#8221; chi vivrà sempre in azienda e leccherà il culo ai dirigenti, chi, per limiti propri psichici, non avrà una propria famiglia e propri interessi e quindi dedicherà la propria vita al lavoro non avendo altro.</p>
<p>Avremo dipendenti sempre più psicopatici ed asserviti alle logiche aziendali. Ovviamente l&#8217;azienda se ne fregherebbe di loro ed alla prima occasione li metterebbe a terra o a  casa.</p>
<p>Ecco perchè quando si parla di merito &#8220;imposto&#8221; , per classifiche, per graduatorie, per criteri, mi si rizzano i capelli (e ne ho tanti). Se ne parla la Marcegaglia, ho paura, ma non per me, per i suoi dipendenti obbligati agli straordinari per fare &#8220;bella figura&#8221; e meritarsi qualche omaggio.<br />
Di fronte a questo scenario Orwelliano, preferisco la buona vecchia raccomandazione ed un sistema malato ma &#8220;umano&#8221;, preferisco un bidello che ruba lo stipendio facendo ben poco piuttosto che dieci dipendenti di un&#8217;azienda costretti a lavorare dieci ore al giorno privati per forza maggiore della propria vita sociale ed affettiva. E soprattutto preferisco che sia il cliente, il mercato, la gente a decidere chi è meritorio e non il datore di lavoro. Ccà nisciun&#8217;è fess!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Luciano Ardoino</title>
		<link>http://blog.italiaindependent.com/2008/04/07/insert-coins/#comment-44846</link>
		<dc:creator>Luciano Ardoino</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Oct 2008 18:42:40 +0000</pubDate>
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		<description>Cari Amici, mi sono divertito ad assemblare  le Vostre e altrui opinioni come in un puzzle ed è uscito fuori che:


in Italia pare improvvisamente scoppiata la moda della meritocrazia, ne parlano tutti, oramai persino qualche sindacalista illuminato. 
Il buon Brunetta la definisce come base imprescindibile; la nuova capace Presidentessa dei giovani di Confindustria Federica Guidi nel Suo primo discorso a S. Margherita ha menzionato questa qualità ben oltre le venti volte; la valida Mercegaglia ricorre quasi giornalmente ad elencarla (televisione e quotidiani) come necessaria ed irrinunciabile virtù; i nostri politici, senza distinzione di colore, la elencano come punto cardine del futuro e quindi come una necessità inevitabile per uno stato moderno che sappia avvalersi dei propri talenti e delle proprie risorse umane, e poi scienziati, docenti, giornalisti e chi più ne ha più ne metta. 
Per non parlare poi di come e quanto venga elencata nel mio settore e cioè il turismo, che essendo in fase di stagnazione o addirittura in quella di declino per alcune regioni italiane e quindi più bisognoso dei ‘meritevoli’, si arrivi ad aggregarla anche a discorsi turistico/sociali e di aiuto umanitario; indicando l’inevitabilità d’esserlo per apparire brava gente. Mi risulta esattamente l’opposto; la brava gente è per forza degna e in particolare chi ha raggiunto meritocratamente notevoli posizioni in settori, anche se non prettamente politici, è chiaramente apprezzabile e quindi si suppone debba essere considerato. 
Personalmente, non potrei essere maggiormente d'accordo, se considero che questa è stata una delle ragioni della mia passata fuga dall'Italia; ma qui da noi?
Nel nostro paese, permettetemi di dirlo cari amici, si tende soprattutto ad eliminare ed allontanare quelli che vengono considerati o solo ritenuti meritevoli poiché un domani potrebbero toglierti il ‘careghino’, senza calcolare che è fonte di grande intelligenza e anche benessere personale il saper individuare i soggetti migliori; vedi Montezemolo con Marchionne, Gianni Agnelli con Romiti, Berlusconi con Gianni Letta, vedi, vedi, vedi…per non parlare del troppo passato, Vi tedierei.
Probabilmente questo avviene veramente ai massimi livelli, ma scendendo nella piramide organizzativa è sempre così ricercata la meritocrazia?
Ma si sta veramente inseguendo, in verità, il modello di una società-governo migliore come descritto da Platone con la sua giusta e saggia meritocrazia, o forse sta diventando addirittura una parola abusata, irritante, retorica? 
Il successo, il prestigio, il potere si conseguono sempre ed esclusivamente in virtù delle doti, delle capacità, del curriculum e dei meriti personali?
Già perché, poniamo il caso che la parola meritocrazia venga erroneamente usata per descrivere che il proprio stato sociale è raggiunto attraverso la competizione, e dove quindi il criterio di "merito" può di fatto sparire a fronte della furbizia (qualsiasi persona scaltra vive infatti molto meglio, si erge ed è più ascoltato di un forse più meritevole cittadino, ma non certo per pregio, solo per competizione); quindi forse è meglio essere scaltri o concorrenziali che meritevoli…e questo era facilmente comprensibile anche perché la cultura italiana è nel complesso scarsamente orientata alla meritocrazia e l’efficacia nella cultura cattolica tende ad essere posta più sui valori di comunità e di solidarietà che su quelli di individualità e di merito, che sono più vicini alla mentalità, ispirata dalla religiosità protestante, del mondo anglosassone.
Ritengo che la questione del merito e della meritocrazia venga troppo spesso menzionata, elencata e affrontata con superficialità e soprattutto se applicata nella vita di tutti i giorni, che per quello che riguarda la mia breve esperienza in Italia e quella politica attuale, è una brutta parola che è meglio non dire. 
Non ne abbiano a male coloro i quali si intravedono arrivati, nella scalata o in prossimità della meta perché certe considerazioni spettano a noi, popolo della base, senza la quale niente si assesta stabilmente; è un nostro diritto migliorativo.
Non ne abbiano a male quelli che si ritengono sprecati, inascoltati e a volte persino inutili o derisi, perché come spessissimo accade, la storia insegna e nel caso specifico ci tramanda che Winston Churchill fu un ottimo sostenitore della vera meritocrazia e così pure Ronald Reagan, presidente rimpianto da ogni buon repubblicano, fu di certo protagonista di questa svolta ideologica, e Galilei, Marconi… La compagnia è molto buona, ottima direi!
Anche loro ebbero non poche difficoltà a valorizzarne il concetto ma tennero duro e al fin della licenza solitamente si tocca…la storia la sappiamo! 
Tutto questo unicamente per mia esperienza aziendale; a Voi quella politica!
Con stima
Luciano Ardoino</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cari Amici, mi sono divertito ad assemblare  le Vostre e altrui opinioni come in un puzzle ed è uscito fuori che:</p>
<p>in Italia pare improvvisamente scoppiata la moda della meritocrazia, ne parlano tutti, oramai persino qualche sindacalista illuminato.<br />
Il buon Brunetta la definisce come base imprescindibile; la nuova capace Presidentessa dei giovani di Confindustria Federica Guidi nel Suo primo discorso a S. Margherita ha menzionato questa qualità ben oltre le venti volte; la valida Mercegaglia ricorre quasi giornalmente ad elencarla (televisione e quotidiani) come necessaria ed irrinunciabile virtù; i nostri politici, senza distinzione di colore, la elencano come punto cardine del futuro e quindi come una necessità inevitabile per uno stato moderno che sappia avvalersi dei propri talenti e delle proprie risorse umane, e poi scienziati, docenti, giornalisti e chi più ne ha più ne metta.<br />
Per non parlare poi di come e quanto venga elencata nel mio settore e cioè il turismo, che essendo in fase di stagnazione o addirittura in quella di declino per alcune regioni italiane e quindi più bisognoso dei ‘meritevoli’, si arrivi ad aggregarla anche a discorsi turistico/sociali e di aiuto umanitario; indicando l’inevitabilità d’esserlo per apparire brava gente. Mi risulta esattamente l’opposto; la brava gente è per forza degna e in particolare chi ha raggiunto meritocratamente notevoli posizioni in settori, anche se non prettamente politici, è chiaramente apprezzabile e quindi si suppone debba essere considerato.<br />
Personalmente, non potrei essere maggiormente d&#8217;accordo, se considero che questa è stata una delle ragioni della mia passata fuga dall&#8217;Italia; ma qui da noi?<br />
Nel nostro paese, permettetemi di dirlo cari amici, si tende soprattutto ad eliminare ed allontanare quelli che vengono considerati o solo ritenuti meritevoli poiché un domani potrebbero toglierti il ‘careghino’, senza calcolare che è fonte di grande intelligenza e anche benessere personale il saper individuare i soggetti migliori; vedi Montezemolo con Marchionne, Gianni Agnelli con Romiti, Berlusconi con Gianni Letta, vedi, vedi, vedi…per non parlare del troppo passato, Vi tedierei.<br />
Probabilmente questo avviene veramente ai massimi livelli, ma scendendo nella piramide organizzativa è sempre così ricercata la meritocrazia?<br />
Ma si sta veramente inseguendo, in verità, il modello di una società-governo migliore come descritto da Platone con la sua giusta e saggia meritocrazia, o forse sta diventando addirittura una parola abusata, irritante, retorica?<br />
Il successo, il prestigio, il potere si conseguono sempre ed esclusivamente in virtù delle doti, delle capacità, del curriculum e dei meriti personali?<br />
Già perché, poniamo il caso che la parola meritocrazia venga erroneamente usata per descrivere che il proprio stato sociale è raggiunto attraverso la competizione, e dove quindi il criterio di &#8220;merito&#8221; può di fatto sparire a fronte della furbizia (qualsiasi persona scaltra vive infatti molto meglio, si erge ed è più ascoltato di un forse più meritevole cittadino, ma non certo per pregio, solo per competizione); quindi forse è meglio essere scaltri o concorrenziali che meritevoli…e questo era facilmente comprensibile anche perché la cultura italiana è nel complesso scarsamente orientata alla meritocrazia e l’efficacia nella cultura cattolica tende ad essere posta più sui valori di comunità e di solidarietà che su quelli di individualità e di merito, che sono più vicini alla mentalità, ispirata dalla religiosità protestante, del mondo anglosassone.<br />
Ritengo che la questione del merito e della meritocrazia venga troppo spesso menzionata, elencata e affrontata con superficialità e soprattutto se applicata nella vita di tutti i giorni, che per quello che riguarda la mia breve esperienza in Italia e quella politica attuale, è una brutta parola che è meglio non dire.<br />
Non ne abbiano a male coloro i quali si intravedono arrivati, nella scalata o in prossimità della meta perché certe considerazioni spettano a noi, popolo della base, senza la quale niente si assesta stabilmente; è un nostro diritto migliorativo.<br />
Non ne abbiano a male quelli che si ritengono sprecati, inascoltati e a volte persino inutili o derisi, perché come spessissimo accade, la storia insegna e nel caso specifico ci tramanda che Winston Churchill fu un ottimo sostenitore della vera meritocrazia e così pure Ronald Reagan, presidente rimpianto da ogni buon repubblicano, fu di certo protagonista di questa svolta ideologica, e Galilei, Marconi… La compagnia è molto buona, ottima direi!<br />
Anche loro ebbero non poche difficoltà a valorizzarne il concetto ma tennero duro e al fin della licenza solitamente si tocca…la storia la sappiamo!<br />
Tutto questo unicamente per mia esperienza aziendale; a Voi quella politica!<br />
Con stima<br />
Luciano Ardoino</p>
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	<item>
		<title>By: Gian Luca</title>
		<link>http://blog.italiaindependent.com/2008/04/07/insert-coins/#comment-12141</link>
		<dc:creator>Gian Luca</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Apr 2008 15:41:00 +0000</pubDate>
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		<description>Nemesi,
o meglio una delle tue nemesi che sono sparse per il mondo, Io sono, quello che si alza al mattino per accendere la stufa a legna e far trovare la casa calda alla propria compagna e al suo piccolo      ( Perceval ), quello che fin da bambino sognava e non ha ancora smesso di farlo, quello che fa il designer ma non fa solo il designer perché ha troppe idee per chiudersi in una categoria di moda.
Sono io che ho camminato come te per le strade di Torino, pensando a qualcosa di diverso, quello che ha dipinto ai Murazzi quei grossi murales che sono stati per anni lo sfondo di tanti discorsi alle Arcate poi The Beach.
Come te ho viaggiato, bè non proprio come te, ma ho viaggiato, perché ho sempre creduto che una diagonale fosse meglio di una retta, che lo scarto improvviso del pensiero portasse molto più lontano della verticale certezza.
Ho cercato il Golem a Praga, ho mangiato i Cevapcici a Sarajevo quando le colline attorno alla Baščaršija ancora brulicavano di milizie armate, ho sognato come la Mannoia sotto il cielo d’Irlanda ed ho passeggiato per i giardini del Palacio Du Marquis de la Frontera   con Tabucchi che mi raccontava di Pessoa.
Ho sempre cercato, scavato imparato, ho trattenuto e poi rilasciato con grande rammarico.
Ho vinto concorsi internazionale di design, ho sempre lottato e lotto per realizzare i miei progetti ma pensa, pensa quanto è sfibrante questo, pensati rinchiuso nella tua immensa immaginazione a scontrarti tutti i giorni con i forse, con i vedremo, con i…..”molto interessante ma è un rischio per la nostra azienda”…ecc……..ecc……….
Pensati come uno di tutti; so che sai di essere fortunato, come so che per lo stesso motivo questa fortuna è un’arma a doppio taglio.
A questo punto mi verrebbe una citazione tanto banale quanto divertente…….”da grandi poteri derivano grandi responsabilità”!
Concludo con una considerazione, il nepotismo, la malattia della nostra Italia, sarà anche una malattia dell’Italia 2.0?
Buon lavoro a Tutti
Gian Luca</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nemesi,<br />
o meglio una delle tue nemesi che sono sparse per il mondo, Io sono, quello che si alza al mattino per accendere la stufa a legna e far trovare la casa calda alla propria compagna e al suo piccolo      ( Perceval ), quello che fin da bambino sognava e non ha ancora smesso di farlo, quello che fa il designer ma non fa solo il designer perché ha troppe idee per chiudersi in una categoria di moda.<br />
Sono io che ho camminato come te per le strade di Torino, pensando a qualcosa di diverso, quello che ha dipinto ai Murazzi quei grossi murales che sono stati per anni lo sfondo di tanti discorsi alle Arcate poi The Beach.<br />
Come te ho viaggiato, bè non proprio come te, ma ho viaggiato, perché ho sempre creduto che una diagonale fosse meglio di una retta, che lo scarto improvviso del pensiero portasse molto più lontano della verticale certezza.<br />
Ho cercato il Golem a Praga, ho mangiato i Cevapcici a Sarajevo quando le colline attorno alla Baščaršija ancora brulicavano di milizie armate, ho sognato come la Mannoia sotto il cielo d’Irlanda ed ho passeggiato per i giardini del Palacio Du Marquis de la Frontera   con Tabucchi che mi raccontava di Pessoa.<br />
Ho sempre cercato, scavato imparato, ho trattenuto e poi rilasciato con grande rammarico.<br />
Ho vinto concorsi internazionale di design, ho sempre lottato e lotto per realizzare i miei progetti ma pensa, pensa quanto è sfibrante questo, pensati rinchiuso nella tua immensa immaginazione a scontrarti tutti i giorni con i forse, con i vedremo, con i…..”molto interessante ma è un rischio per la nostra azienda”…ecc……..ecc……….<br />
Pensati come uno di tutti; so che sai di essere fortunato, come so che per lo stesso motivo questa fortuna è un’arma a doppio taglio.<br />
A questo punto mi verrebbe una citazione tanto banale quanto divertente…….”da grandi poteri derivano grandi responsabilità”!<br />
Concludo con una considerazione, il nepotismo, la malattia della nostra Italia, sarà anche una malattia dell’Italia 2.0?<br />
Buon lavoro a Tutti<br />
Gian Luca</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: GentlemanDriver</title>
		<link>http://blog.italiaindependent.com/2008/04/07/insert-coins/#comment-11556</link>
		<dc:creator>GentlemanDriver</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Apr 2008 00:23:47 +0000</pubDate>
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		<description>L' iniziativa ed il risultato sono talmente belli e moderni, non solo in senso lato, che ogni parola aggiunta sarebbe inutile. CHAPEAU infinite volte.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217; iniziativa ed il risultato sono talmente belli e moderni, non solo in senso lato, che ogni parola aggiunta sarebbe inutile. CHAPEAU infinite volte.</p>
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	<item>
		<title>By: flavio amorelli</title>
		<link>http://blog.italiaindependent.com/2008/04/07/insert-coins/#comment-11525</link>
		<dc:creator>flavio amorelli</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Apr 2008 10:07:43 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao a tutti, volevo segnalare un'iniziativa che mette al centro merito e creatività, il movimento Coraggio Italia al sito www.coraggioitalia.it potete vederne i contenuti.Qualcosa di serio si sta muovendo, bisogna unirsi però. Un'iniziativa ancora agli albori e poco pubblicizzata, ma che se approfondita da Antheus o Lapo, sono sicuro troverebbero di interesse. Grazie, cordiali saluti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao a tutti, volevo segnalare un&#8217;iniziativa che mette al centro merito e creatività, il movimento Coraggio Italia al sito <a href="http://www.coraggioitalia.it" rel="nofollow">http://www.coraggioitalia.it</a> potete vederne i contenuti.Qualcosa di serio si sta muovendo, bisogna unirsi però. Un&#8217;iniziativa ancora agli albori e poco pubblicizzata, ma che se approfondita da Antheus o Lapo, sono sicuro troverebbero di interesse. Grazie, cordiali saluti</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Azzurra</title>
		<link>http://blog.italiaindependent.com/2008/04/07/insert-coins/#comment-11486</link>
		<dc:creator>Azzurra</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Apr 2008 12:31:23 +0000</pubDate>
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		<description>ho visto in tv, ieri o l'altro ieri, forse una coincidenza casuale forse no, un tipo che dice d'appartenere all'unione Grilli parlanti ha lanciato l'idea di affiancare all'euro un'altra moneta.. non commento</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ho visto in tv, ieri o l&#8217;altro ieri, forse una coincidenza casuale forse no, un tipo che dice d&#8217;appartenere all&#8217;unione Grilli parlanti ha lanciato l&#8217;idea di affiancare all&#8217;euro un&#8217;altra moneta.. non commento</p>
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	<item>
		<title>By: ELMANCO / Stefano Ricci</title>
		<link>http://blog.italiaindependent.com/2008/04/07/insert-coins/#comment-11484</link>
		<dc:creator>ELMANCO / Stefano Ricci</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Apr 2008 10:17:12 +0000</pubDate>
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		<description>Anche modernità e tradizione insieme.
Un ottimo lavoro, complimenti... difficile trovare in Italia esempi di amministrazione pubblica così illiminata.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anche modernità e tradizione insieme.<br />
Un ottimo lavoro, complimenti&#8230; difficile trovare in Italia esempi di amministrazione pubblica così illiminata.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: ottovolante fucsiaman</title>
		<link>http://blog.italiaindependent.com/2008/04/07/insert-coins/#comment-11458</link>
		<dc:creator>ottovolante fucsiaman</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Apr 2008 11:49:59 +0000</pubDate>
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		<description>...ovale??</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;ovale??</p>
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